{"id":28928,"date":"2015-12-14T06:06:00","date_gmt":"2015-12-14T06:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/14\/che-cosa-possiamo-imparare-dai-nostri-sogni-infranti\/"},"modified":"2015-12-14T06:06:00","modified_gmt":"2015-12-14T06:06:00","slug":"che-cosa-possiamo-imparare-dai-nostri-sogni-infranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/14\/che-cosa-possiamo-imparare-dai-nostri-sogni-infranti\/","title":{"rendered":"Che cosa possiamo imparare dai nostri sogni infranti"},"content":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 contemporanea, edonista, utilitarista e quantitativa, guarda all&#8217;esteriorit\u00e0 del risultato: dove il risultato \u00e8 massimo, l\u00ec &#8212; generalmente &#8211; si ritiene d&#8217;aver raggiunto il massimo, anche sul piano esistenziale; in altre parole: l&#8217;efficacia del risultato garantisce la bont\u00e0 del progetto. Si tratta, evidentemente, di un paradosso, perch\u00e9, se lo si prendesse sul serio, diverrebbe evidente la sua follia: forse che il miglior risultato possibile, per un tossicodipendente, sarebbe quello di ottenere, nel pi\u00f9 breve tempo possibile e alle migliori condizioni possibili, il pi\u00f9 grande e il pi\u00f9 perfetto quantitativo di droga? Pure, questo sproposito, logico e pratico insieme, costituisce, oggi, la &quot;filosofia&quot; dominante, adottata trionfalisticamente da milioni e milioni di persone, anche di una certa cultura, e celebrata in sede pubblica e privata.<\/p>\n<p>La ragione \u00e8 abbastanza semplice: la societ\u00e0 edonista ha dichiarato guerra alla sofferenza; i risultati pi\u00f9 importanti, nella vita di una persona, cos\u00ec come in quella di un corpo sociale, non si conseguono senza sacrificio, rinunce e fatiche; ma sacrificio, rinuncia e fatica comportano sofferenza, che \u00e8 identificata con il Male; e siccome bisogna combattere contro il Male, allora si devono svalutare i sacrifici, le rinunce e le fatiche, e realizzare i propri obiettivi senza fatiche, senza rinunce, n\u00e9 sacrifici. Come? Con qualsiasi mezzo, purch\u00e9 indolore e di rapido effetto: anche barando al gioco; anche calpestando il prossimo; anche ingannando la propria coscienza; anche mentendo, tradendo, macchiandosi d&#8217;ingiuste violenze. Conta solo il risultato. Siamo diventati quasi tutti seguaci di Machiavelli: <em>il fine giustifica i mezzi.<\/em><\/p>\n<p>Eppure, la pedagogia della vita non la pensa cos\u00ec: essa \u00e8 rude, ma salutare; e se ne infischia sia di quel che dicono i filosofi e gli psicologi alla moda, sia di quel che crede la maggioranza delle persone comuni, fuorviata, nel suo sano e istintivo buon senso, dagli sproloqui e dalle aberrazioni di quei tali. La pedagogia della vita continua ad esigere fatiche, sacrifici e rinunce, in cambio di risultati duraturi, ma non sempre di visibilit\u00e0 immediata; i suoi tempi, non sono i nostri; non sono i tempi del consumismo, dell&#8217;usa-e-getta, del tutto-e-subito. A volte richiedono anni; a volte richiedono una vita intera, e a beneficiarne saranno i figli e i nipoti, non direttamente coloro che hanno lavorato, faticato e sofferto.<\/p>\n<p>Come se non bastasse, all&#8217;impazienza e alla superficialit\u00e0 della cultura dominante si presenta un ulteriore, imbarazzante paradosso: quello della sconfitta. Succede che, talvolta, il merito non riceve il suo premio; il lavoro, non ottiene il suo giusto riconoscimento; il sacrificio, non \u00e8 ricompensato dal risultato finale, e sia pure procrastinato nel tempo. Apparentemente, secondo la logica umana, e stando a ci\u00f2 che vede l&#8217;occhio umano, vi sono buone cause che meriterebbero il miglior successo, ma non l&#8217;ottengono; persone di valore cui spetterebbe , se non la gloria, almeno un &quot;grazie&quot;, ma non lo ricevono; sogni e progetti generosi, altruistici, benevoli, che vorremmo veder premiati dal raggiungimento dei fini che si erano proposti, e che invece falliscono e fanno naufragio, per poi venire rapidamente dimenticati. Sono cose che si verificano spesso, e non possono non lasciare l&#8217;amaro in bocca: davanti ad esse, se si possiede anche solo un minimo di sensibilit\u00e0 e di senso della giustizia, si resta muti e pensosi, profondamene turbati.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 se a fallire sono i sogni dell&#8217;ingiusto, del malvagio, dell&#8217;ambizioso senza scrupoli, lo si comprende e lo si accetta, anzi, lo si ritiene come la manifestazione di una giustizia superiore; ma se a fallire sono i sogni del buono, del mite, dell&#8217;onesto, qualcosa in noi freme e si ribella. D&#8217;istinto, si vorrebbe chieder conto a Dio d&#8217;un tale scandalo. Ma davvero \u00e8 uno scandalo?<\/p>\n<p>Scriveva Martin Luther King nel suo libro \u00abLa forza di amare\u00bb (titolo originale: \u00abStrenght to love\u00bb, 1963; traduzione italiana di Ernesto Balducci, Torino, Societ\u00e0 Editrice Internazionale, 1976, pp.175-77):<\/p>\n<p><em>\u00ab&quot;Qualora io mi rechi in Spagna, verr\u00f2 a voi&quot; (Romani, 15, 24).<\/em><\/p>\n<p><em>Uno dei pi\u00f9 angosciosi problemi della nostra esperienza umana \u00e8 che, se se on proprio nessuno, certo pochi di noi, vivono fino a vedere realizzate le loro pi\u00f9 ardenti speranze. Le speranze della nostra fanciullezza e le promesse degli anni maturi sono sinfonie incompiute. In un famoso dipinto, George Frederic Watts ritrae la &quot;Speranza&quot; come una tranquilla figura che, seduta sulla sommit\u00e0 del nostro pianeta, col capo tristemente piegato, strappa l&#8217;unica corda intatta di un&#8217;arpa. Vi \u00e8 forse uno di noi che non abbia affrontato l&#8217;agonia delle speranze perdute e dei sogni infranti?<\/em><\/p>\n<p><em>Nella lettera di Paolo ai cristiani di Roma troviamo una potente raffigurazione del tormentoso problema di queste speranze deluse: &quot;Se mai viagger\u00f2 per la Spagna, verr\u00f2 a voi&quot;. Una delle sue ardenti speranze era di recarsi in Spagna, dove, all&#8217;estremit\u00e0 del mondo allora conosciuto, avrebbe potuto ulteriormente proclamare il Vangelo cristiano. Al ritorno, desiderava avere contatti personali con quel valoroso gruppo di cristiani romani. Pi\u00f9 anticipava con l&#8217;immaginazione questo privilegio, pi\u00f9 il suo cuore accelerava i battiti per la gioia. I suoi preparativi ormai si concentravano nel portare il Vangelo a Roma, la grande capitale, e alla Spagna, ai lontani margini dell&#8217;impero.<\/em><\/p>\n<p><em>Che ardente speranza si agitava nel cuore di Paolo! Ma egli non and\u00f2 mai a Roma secondo gli schemi delle sue speranze. A causa della sua audace fede in Ges\u00f9 Cristo, egli realmente fu portato l\u00e0, ma come prigioniero, e trattenuto nella piccola cella di una prigione. N\u00e9 mai cammin\u00f2 per le polverose strade della Spagna, n\u00e9 pos\u00f2 lo sguardo sulle sue ondulate colline n\u00e9 sulla sua affaccendata vita costiera. Fu messo a morte, presumiamo, come martire di Cristo a Roma. La vita di Paolo \u00e8 una tragica storia di sogni infranti.<\/em><\/p>\n<p><em>La vita rispecchia numerose esperienze simili. Chi non si \u00e8 messo in cammino verso qualche lontana Spagna, verso qualche meta importante o qualche realizzazione gloriosa, solo per venire a sapere, alla fine, di doversi adattare a molto meno? Mai noi camminiamo come uomini liberi per le vie della nostra Roma; invece, le circostanze decretano che noi viviamo entro piccole celle di prigione: scritta attraverso le nostre vite c&#8217;\u00e8 una fatale incrinatura e all&#8217;interno della storia scorre una vena irrazionale e imprevedibile. Come Abramo, anche noi soggiorniamo nella terra promessa, ma molto spesso non diveniamo &quot;eredi con lui della stessa promessa&quot;. Sempre la nostra aspirazione oltrepassa la nostra portata.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo aver lottato per anni per conquistare l&#8217;indipendenza, il Mahatma Gandhi fu testimone di una sanguinosa guerra religiosa tra gli ind\u00f9 e i musulmani, e la conseguente separazione del&#8217;India dal Pakistan frantum\u00f2 il desiderio del suo cuore di una nazione unita. Woodrow Wilson mor\u00ec prima di constatare la realizzazione della visione, che lo aveva logorato, di una Lega delle Nazioni. Molti schiavi negri in America, dopo aver agognato ardentemente la libert\u00e0, morirono prima dell&#8217;emancipazione. Dopo aver pregato nell&#8217;orto del Gethsemani che il calice passasse da lui, Ges\u00f9, nondimeno, bevve fino all&#8217;ultima amara feccia. E l&#8217;apostolo Paolo preg\u00f2 ripetutamente, con fervore, che l&#8217;&quot;aculeo&quot; fosse rimosso dalla sua carne, ma le pene e il tormento continuarono fino alla fine dei suoi giorni. Sogni infranti sono come il sigillo della nostra vita mortale.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Il problema, insomma, ancora e sempre, \u00e8 l&#8217;amor di se stessi; il problema \u00e8 l&#8217;eterno, ipertrofico, narcisistico Ego. L&#8217;Ego vorrebbe riconoscimenti, gratificazioni, premi: vorrebbe alimentare se stesso di sempre nuove soddisfazioni, per continuare a crescere e crescere, sempre di pi\u00f9, senza limite alcuno. Verrebbe quasi da dire:meno male che c&#8217;\u00e8 la sconfitta. Se non ci fosse la sconfitta, la folle corsa dell&#8217;Ego non si fermerebbe mai, proseguirebbe sempre pi\u00f9 veloce, sempre pi\u00f9 frenetica, travolgendo ogni cosa nella propria spirale distruttiva. Invece esiste la sconfitta: il fallimento dei progetti umani, il naufragio delle umane speranze; ed \u00e8 questo che riconduce l&#8217;Ego dentro i suoi giusti limiti, e gli insegna, talvolta, a dire: &quot;Tu&quot;. Fosse per lui, saprebbe dire solo &quot;Io&quot;.<\/p>\n<p>Se i nostri sogni umani non andassero soggetti alla possibilit\u00e0 della sconfitta, del fallimento e del naufragio, noi diverremmo pazzi di orgoglio e presunzione: ed \u00e8 esattamente ci\u00f2 che accade a quelle persone, a quelle societ\u00e0, a quegli stati, i quali, apparentemente, vincono sempre. Il loro destino \u00e8 quello d&#8217;impazzire, letteralmente, di <em>hybris<\/em>, ossia di dismisura: finiscono per credersi invincibili, immortali, e per credersi simili a Dio.<\/p>\n<p>La sconfitta \u00e8 la grande pedagogista, la grande amica: e lo \u00e8, innanzitutto, la sconfitta pi\u00f9 grande di tutte, <em>nostra sorella morte corporale<\/em>, come la chiamava san Francesco d&#8217;Assisi. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla; se l&#8217;uomo potesse realmente sconfiggere la morte, allora diverrebbe un mostro, reso folle dalla superbia e dall&#8217;orgoglio. Tale destino ci \u00e8 risparmiato dal fatto che i nostri sogni umani, talvolta, falliscono: \u00e8 in tal modo che possiamo imparare l&#8217;umilt\u00e0, la pazienza, la rassegnazione, e ricordarci del nostro limite ontologico di creature.<\/p>\n<p>Se, talvolta, non andassimo incontro alla sconfitta, non saremmo chiamati a lavorare su noi stessi, a migliorarci, a perfezionarci; non saremmo sollecitati a rimettere in discussione la nostra strategia e la nostra tattica, il nostro stile di vita, i nostri obiettivi, i nostri scopi e i nostri fini. Ripeteremmo sempre gli stessi comportamenti inadeguati, gli stessi errori, gli stessi atti di presunzione narcisista. Finiremmo per renderci odiosi al mondo intero, e anche a noi stessi. Chi non \u00e8 caduto nella polvere almeno qualche volta, non sa pi\u00f9 cosa voglia dire la vita vera, non si domanda pi\u00f9 quale sia il suo significato, e a qual fine noi siamo stati chiamati all&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>A questo punto, tuttavia, dobbiamo introdurre una distinzione. Una cosa sono i sogni umani, come li abbiamo chiamati sinora; e un&#8217;altra cosa, e ben diversa, sono le nostre speranze, quando noi ci mettiamo in accordo con la chiamata divina. Ciascuno di noi \u00e8 stato chiamato per una ragione ben precisa: ed \u00e8 in questa prospettiva che va giudicato il risultato del nostro agire; \u00e8 in quest&#8217;ottica che si pu\u00f2 valutare se abbiamo fallito, oppure no. Noi non dobbiamo giudicare le cose secondo il metro del mondo: non dobbiamo identificare il risultato con il successo immediato e materiale. L&#8217;uomo volgare giudica cos\u00ec; ma l&#8217;uomo spirituale giudica altrimenti. Per l&#8217;uomo spirituale, c&#8217;\u00e8 un solo tipo di fallimento, l&#8217;essersi allontanato dalla propria chiamata; e un solo tipo di successo, aver risposto positivamente ad essa.<\/p>\n<p>Noi dobbiamo riscoprire la bellezza di essere uomini e donne spirituali, che non giudicano secondo la carne, non ragionano secondo la carne, non bramano, n\u00e9 temono alcunch\u00e9, secondo la carne. Per l&#8217;uomo spirituale, raggiungere il risultato desiderato mediante l&#8217;ingiustizia, l&#8217;inganno, il compromesso degradante, equivale alla peggiore delle sconfitte. L&#8217;uomo spirituale non cerca l&#8217;affermazione di s\u00e9, ma la realizzazione della propria chiamata; non vuole alimentare la fame insaziabile del proprio Ego, ma diminuirla; non vuole riaffermare il proprio Io su tutti gli altri io, ma vuole imparare a dire: Tu. Di conseguenza, l&#8217;uomo spirituale \u00e8 sempre sereno, distaccato dalle brame e dai timori usuali, proiettato verso un&#8217;altra dimensione, che non \u00e8 affatto quella del successo mondano, secondo ci\u00f2 che pensano gli uomini e le donne materiali. Per l&#8217;uomo spirituale, la virt\u00f9 \u00e8 premio a se stessa: egli non si rattrista perch\u00e9 i suoi meriti non vengono riconosciuti; a lui \u00e8 premio adeguato cercar di piacere a Dio.<\/p>\n<p>Dio sa sempre come trarre il bene dal male; o meglio, sa come trarre il bene da quello che, per noi, al nostro sguardo miope e limitato, appare come un male. A noi, la sconfitta dei nostri sogni sembra sempre una catastrofe, ma raramente sappiamo analizzare le ragioni della nostra frustrazione. Se lo facessimo, ci accorgeremmo che il comune denominatore di essa, nella circostanze pi\u00f9 varie e diversificate, \u00e8 sempre il medesimo: la sofferenza che comporta, per noi, la diminuzione del nostro Ego. Eppure \u00e8 la diminuzione del nostro Ego che ci offre la possibilit\u00e0 di ripensare la nostra esistenza alla luce di ci\u00f2 che la rende degna di essere vissuta: la fedelt\u00e0 all&#8217;Essere e alla sua chiamata. Se sapessimo farlo da soli, non ci sarebbe bisogno della ruvida pedagogia della sconfitta; ma, poich\u00e9 siamo un popolo di dura cervice, ecco che la sconfitta viene provvidenzialmente a rimetterci sulla strada giusta, che avevamo smarrita.<\/p>\n<p>Dio sa trarre grandi cose dalla sconfitta del nostro Ego. La prima, e la pi\u00f9 miracolosa, \u00e8 restituirci a noi stessi, offrendoci come una seconda nascita, una vita nuova. Grazie alla sconfitta, il nostro sguardo si apre e si fa luminoso: per la prima volta, vede realmente l&#8217;essenziale. Il resto seguir\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 contemporanea, edonista, utilitarista e quantitativa, guarda all&#8217;esteriorit\u00e0 del risultato: dove il risultato \u00e8 massimo, l\u00ec &#8212; generalmente &#8211; si ritiene d&#8217;aver raggiunto il massimo,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[268],"class_list":["post-28928","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-virtu-di-speranza"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28928","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28928"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28928\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28928"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28928"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28928"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}