{"id":28919,"date":"2016-11-01T12:22:00","date_gmt":"2016-11-01T12:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/01\/una-societa-che-non-sia-fondata-sulla-giustizia-e-come-un-castello-costruito-sulla-sabbia\/"},"modified":"2016-11-01T12:22:00","modified_gmt":"2016-11-01T12:22:00","slug":"una-societa-che-non-sia-fondata-sulla-giustizia-e-come-un-castello-costruito-sulla-sabbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/01\/una-societa-che-non-sia-fondata-sulla-giustizia-e-come-un-castello-costruito-sulla-sabbia\/","title":{"rendered":"Una societ\u00e0 che non sia fondata sulla giustizia \u00e8 come un castello costruito sulla sabbia"},"content":{"rendered":"<p><em>Quand&#8217;\u00e8 che una societ\u00e0 pu\u00f2 essere considerata &quot;giusta&quot;?<\/em><\/p>\n<p>Questa domanda potrebbe sembrare un po&#8217; strana, o, comunque, molto astratta, dal momento che la cultura moderna ci ha immersi in un pragmatismo sempre pi\u00f9 esasperato, sempre pi\u00f9 miope, e in un individualismo sempre pi\u00f9 feroce, sempre pi\u00f9 asfittico, con il bel risultato che non riusciamo pi\u00f9 a vedere se non le cose immediate, n\u00e9 riusciamo pi\u00f9 a pensare se non in termini di corto respiro. La durata, la distanza, la profondit\u00e0 delle questioni, ci sfuggono ormai completamente: siamo diventati uomini piccoli, che pensano &#8212; se pure si prendono, talvolta, il lusso di pensare davvero &#8212; sempre pi\u00f9 in piccolo. Infatti, quella domanda non \u00e8 n\u00e9 strana, n\u00e9, tanto meno, astratta: \u00e8, anzi, terribilmente concreta; potremmo anche formularla in questo modo: <em>Potrebbe sopravvivere una societ\u00e0, la quale si dissociasse completamente dalla giustizia?<\/em> Oppure ancora: <em>\u00c8 pensabile, il fatto del vivere sociale, al di fuori delle fondamenta della giustizia?<\/em> Qualcuno potrebbe obiettare: dipende da che cosa si intende per &quot;giustizia&quot;. Ebbene: intendiamo per giustizia, in senso sociale, la stessa cosa che intendiamo in senso individuale: quella qualit\u00e0 per cui ciascuno riceve quel che gli spetta, e fa quel che ha da fare. Giusta, pertanto, si pu\u00f2 considerare una societ\u00e0 nella quale ciascuno (s&#8217;intende, qui s\u00ec, teoricamente: perch\u00e9 \u00e8 fisiologico che alcuni individui, per una ragione o per un&#8217;altra, rappresentino dei casi a s\u00e9) svolge il proprio compito, nella maniera migliore possibile.<\/p>\n<p>Quando si parla della societ\u00e0, si pensa subito allo stato. Ma lo stato \u00e8 una forma particolare di societ\u00e0, evolutasi nel corso dei secoli e dei millenni. Per rendere pi\u00f9 semplice e chiaro il nostro discorso, pensiamo, invece, alla societ\u00e0 pi\u00f9 elementare, a quella che tutti conoscono per esperienza diretta: la famiglia. La famiglia \u00e8 una societ\u00e0 in miniatura ed \u00e8 la base, il fondamento e il modello di tutte le altre societ\u00e0. Se funziona la famiglia come gruppo sociale, allora non c&#8217;\u00e8 motivo di pensare che non possano funzionare anche delle societ\u00e0 molto pi\u00f9 grandi, purch\u00e9 si ispirino ai medesimi principi e purch\u00e9 rispettino le stesse competenze e si dividano i ruoli secondo gli stessi criteri. Precisiamo subito che per &quot;famiglia&quot; intendiamo la famiglia naturale, formata dall&#8217;uomo e dalla donna, che si uniscono stabilmente, con un contratto irrevocabile &#8212; preso davanti a Dio e davanti agli uomini &#8212; e che si pongono in una posizione di apertura rispetto alla possibilit\u00e0 di avere una prole. Non consideriamo affatto &quot;famiglia&quot; n\u00e9 una unione instabile e precaria, priva di qualunque impegno debitamente contratto e formalizzato, n\u00e9, tanto meno, le cosiddette &quot;famiglie arcobaleno&quot;, formate da due persone dello stesso sesso, sia che si adoperino in vario modo per avere dei bambini da crescere, sia che non lo facciano. Spiegare perch\u00e9, ci porterebbe troppo lontano dal nostro assunto; ci limitiamo ad osservare che la famiglia \u00e8 stata quella da noi definita, per unanime consenso, in tutte le societ\u00e0 e le culture del mondo, poich\u00e9 essa \u00e8 ispirata ad una legge naturale, basata sulla fecondit\u00e0 della donna e sull&#8217;istinto di procreazione degli sposi: non esistono in natura, n\u00e9 sono mai esiste, altre forme di famiglia, neppure nel regno animale.<\/p>\n<p>Ora, la famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale e &quot;funziona&quot; se si appoggia su alcuni valori essenziali e non negoziabili, quali l&#8217;affetto, lo spirito di collaborazione, la prudenza, la temperanza, la disponibilit\u00e0 al sacrificio, il senso del limite, e la fede e l&#8217;amore per la vita; oltre ad essi, poi, ce ne vuole uno che sostenga tutti gli altri, che li armonizzi, che li ispiri: e tale \u00e8, indubbiamente, la giustizia. Infatti, la giustizia fa s\u00ec che, in una famiglia, come in qualunque altra societ\u00e0, ciascuno si impegni per fare bene la propria parte e rispetti la parte che tocca di svolgere agli altri. Tuttavia, appare evidente che, per potersi ispirare alla virt\u00f9 della giustizia, bisogna innanzitutto applicarla a se stessi, e solo in un secondo momento alle relazioni con l&#8217;altro: per prima cosa, infatti, ciascuna persona si deve impegnare per essere quel che ha da essere, per divenire quel che deve divenire. In altre parole, ciascuna persona si deve impegnare per essere perfetta: il che non significa che la maggior parte delle persone diventeranno perfette, ma che tutte, in un certo senso, dovrebbero porsi, almeno come obiettivo ultimo, quello della propria perfezione. D&#8217;altra parte, il perfezionamento \u00e8 un processo, e non un singolo atto: e ci\u00f2 spiega perch\u00e9 nessuno possa ritenersi mai arrivato al traguardo, perch\u00e9 nessuno possa mai considerarsi realmente perfetto. \u00c8 importante, nondimeno, che un simile obiettivo sia chiaro alla mente di ciascuno: se non si parte con l&#8217;idea e il modello della perfezione possibile, si parte con il piede sbagliato. Nessuno pu\u00f2 pensare di costruire dei rapporti sociali durevoli e armoniosi se, prima, non si \u00e8 impegnato per costruire armoniosamente se stesso, per affinare e portare alla luce la propria parte migliore e per tenere a bada, o incanalare in maniera costruttiva, i propri istinti inferiori. Ogni essere umano \u00e8 un impasto di bene o di male, e il compito della vita \u00e8 appunto quello di sviluppare il bene e di contrastare il male. Le societ\u00e0 permissive sono quelle che consentono ad ogni individuo di gestire la propria vita in maniera egoistica e irresponsabile, senza mai preoccuparsi di realizzare in s\u00e9 la giustizia, ma seguendo l&#8217;estro e il capriccio del momento. Sono societ\u00e0 moribonde, che si condannano all&#8217;auto-distruzione: proprio come accade nelle famiglie permissive, che si sfasciano sotto le spinte contrastanti e distruttive degli egoismi individuali, scatenati gli uni contro gli altri.<\/p>\n<p>Affermava Platone, a questo proposito, ne <em>La Repubblica<\/em> (4, X-XI; edizione a cura di Giuseppe Lozza, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1990, pp. 315-321):<\/p>\n<p><em>&quot;Ma senti un po&#8217; &#8212; ripresi &#8212; se le mie parole hanno un senso. Secondo me, la giustizia \u00e8 ci\u00f2 che abbiamo stabilito come dovere assoluto quando abbiamo cominciato a fondare la citt\u00e0, o comunque una forma di questo dovere. Abbiamo infatti ripetutamente raccomandato, se te ne ricordi, che nella citt\u00e0 ognun debba occuparsi di una sola funzione, ossia di quella conforme alla sua natura&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;S\u00ec, cos\u00ec abbiamo detto.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E abbiamo aggiunto che la giustizia consiste nel fare il proprio dovere e nel disinteressarsi di quello altrui: questo l&#8217;abbiamo sentito da molti altri e l&#8217;abbiamo affermato spesso anche noi&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00c8 vero&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Dunque, amico &#8212; dissi &#8211; la giustizia potrebbe, in qualche misura, consistere appunto nell&#8217;occuparsi delle proprie cose. Sai da che cosa lo deduco?&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;No &#8212; disse &#8212; dimmelo tu, piuttosto&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Credo &#8212; continuai che nella citt\u00e0, oltre alle virt\u00f9 che abbiamo gi\u00e0 passato in rassegna (la temperanza, il coraggio e la sapienza) resti quella che garantisce a tutte le altre la possibilit\u00e0 di nascere e di conservarsi, finch\u00e9 rimane in loro. E abbiamo detto appunto che , una volta scoperte le altre virt\u00f9, quella rimasta, la quarta, sarebbe stata la giustizia&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Necessariamente&quot;, ammise.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Per\u00f2 &#8211; ripresi &#8212; se si dovesse decidere quale sia l&#8217;elemento pi\u00f9 importante per rendere buona la nostra citt\u00e0 sarebbe difficile scegliere fra la comunanza d&#8217;intenti dei governanti e dei sudditi, o la conservazione nei soldati della giusta opinione su ci\u00f2 che \u00e8 pericoloso e ci\u00f2 che non lo \u00e8, oppure l&#8217;accortezza e la vigilanza nei governanti, oppure il fatto che ognuno &#8212; i bambini, le donne, i servi, gli uomini liberi, gli artigiani, i governanti e i sudditi &#8212; assolva al proprio compito senza occuparsi di quelli altrui&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Una decisione difficile, certo&quot; disse.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Dunque, a quanto pare, la capacit\u00e0 di fare il proprio dovere rivaleggia in ciascuno con la saggezza la temperanza e il coraggio perla virt\u00f9 della citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Sicuramente&quot; rispose.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E questa forza che concorre insieme con le altre alla virt\u00f9 della citt\u00e0 non si potrebbe definire giustizia?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Senz&#8217;altro!&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Considera il problema anche da un altro punto di vista, per sapere se manterrai la medesima opinione : l&#8217;incarico di giudicare i processi nella citt\u00e0 lo assegnerai ai governanti?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Certo.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E a quale altro principio essi si atterranno se non che ognuno non tenga le cose altrui e non venga privato delle proprie?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;S\u00ec, a questo soltanto&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Perch\u00e9 \u00e8 giusto?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;S\u00ec.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Anche per questo aspetto, dunque, il possesso della propria perfezione e il compimento del proprio dovere si potrebbero definire giustizia.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00c8 cos\u00ec.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Vedi un po&#8217; se la penserai come me. Se un falegname si mette a fare il lavoro di un calzolaio, e il calzolaio quello del falegname, se si scambiano gli attrezzi o i salari, oppure anche se la medesima persona teta di fare entrambi i mestieri, insomma se tutti i ruoli si scambiano, credi che la citt\u00e0 ne soffri ebbe molto danno?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;No, non molto&quot;, rispose.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma quando, io penso, un artigiano o un qualsiasi individuo per natura dotato per gli affari, inorgoglito dalla ricchezza o dal numero dei sostenuto rio dalla forza o da qualche altra cosa del genere, tenta di entrare nel gruppo dei guerrieri, o qualcuno dei guerrieri nel consiglio che sorveglia la citt\u00e0, pur essendone indegno, e questi si scambiano i loro ruoli e le loro ricompense, oppure quando una stesa persona tenta di fare tutto ci\u00f2, allora credo che anche a tuo parere questo scambio di funzioni e questa confusione siano rovinosi per la citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Senz&#8217;altro.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Dunque la confusione fra le classi e il loro scambio reciproco arrecano gravissimo danno alla citt\u00e0, e si potrebbero considerare a pieno diritto un crimine.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Certamente.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E la colpa pi\u00f9 grave nei confronti della propria citt\u00e0 non la definirai ingiustizia?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma certo!&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ecco dunque cos&#8217;\u00e8 l&#8217;ingiustizia:. E al contrario, pu\u00f2 essere giustizia, e contribuisce a rendere giusta la citt\u00e0, la divisione delle funzioni fra gli uomini d&#8217;affari, gli ausiliari, gli artigiani, allorch\u00e9 ognuna di queste tre categorie compie il proprio dovere?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Non pu\u00f2 essere diversamente, a me pare&quot;, rispose.<\/em><\/p>\n<p>La definizione platonica \u00e8 mirabile per semplicit\u00e0 e concisione: giustizia \u00e8 <em>il possesso della propria perfezione e il compimento del proprio dovere.<\/em> L\u00e0 dive gli individui puntano alla propria perfezione e l\u00e0 dove essi compiono il loro dovere, si realizza il prodigio di una societ\u00e0 salda, che pu\u00f2 affrontare le prove e che pu\u00f2 reggere alle tensioni pi\u00f9 forti; ma se non vi sono queste basi e regna, invece, il disordine, la societ\u00e0 poggia sulla sabbia, come un castello costruito dai bambini in riva al mare, e la prima onda in arrivo la far\u00e0 crollare miseramente, portandola via con s\u00e9.<\/p>\n<p>A questo punto, dobbiamo interrogarci se sia stato saggio, e se tuttora lo sia, coltivare con tanto accanimento il perseguimento di fini puramente individualistici, come se il singolo possa realizzarsi nel contesto di una societ\u00e0 in piena dissoluzione. L&#8217;ideologia dei diritti individuali ad ogni costo e prima di ogni altra cosa porta all&#8217;anarchia e, quindi, finisce per ritorcersi contro il singolo, dato che nessuno pu\u00f2 vivere bene in una societ\u00e0 distrutta. La societ\u00e0 non deve pretendere di anteporre i propri fini a quelli dell&#8217;individuo, ma neppure l&#8217;individuo pu\u00f2 illudersi di realizzare i propri fini se non in armonia e in collaborazione con i suoi simili. E tutto questo si chiama giustizia. \u00c8 giusto che la societ\u00e0 rispetti l&#8217;individuo, ma anche che questo si sacrifichi, se necessario, per essa. Il figlio deve rispettare il padre e la madre, ma anche il padre e la madre devono accompagnare il figlio alla realizzazione della sua autonomia. Una societ\u00e0 che disprezza la propria tradizione \u00e8 come un figlio che disonora il padre e la madre. E ci\u00f2 sarebbe una ingiustizia: negare all&#8217;altro quanto gli \u00e8 dovuto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quand&#8217;\u00e8 che una societ\u00e0 pu\u00f2 essere considerata &quot;giusta&quot;? Questa domanda potrebbe sembrare un po&#8217; strana, o, comunque, molto astratta, dal momento che la cultura moderna ci<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30147,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[57],"tags":[265],"class_list":["post-28919","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diritto","tag-virtu"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-diritto.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28919","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28919"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28919\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30147"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28919"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28919"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28919"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}