{"id":28917,"date":"2017-05-03T06:20:00","date_gmt":"2017-05-03T06:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/03\/una-societa-puo-fare-a-meno-delle-virtu-virili\/"},"modified":"2017-05-03T06:20:00","modified_gmt":"2017-05-03T06:20:00","slug":"una-societa-puo-fare-a-meno-delle-virtu-virili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/03\/una-societa-puo-fare-a-meno-delle-virtu-virili\/","title":{"rendered":"Una societ\u00e0 pu\u00f2 fare a meno delle virt\u00f9 virili?"},"content":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 moderna si sta progressivamente e inesorabilmente femminilizzando: l&#8217;abolizione del servizio militare di leva da un lato, e l&#8217;occupazione dell&#8217;insegnamento elementare e superiore primario da parte delle donne (con il 95% e l&#8217;85% delle cattedre, rispettivamente), insieme alla decadenza della figura paterna nelle famiglie, e al dilagare di quella materna, in famiglia e fuori di essa &#8211; come, appunto, nella scuola, anche in quella superiore &#8212; pone seriamente un problema, che non si pu\u00f2 continuare a fingere di non vedere. E il problema si pu\u00f2 esprimere in questa domanda: <em>una societ\u00e0 pu\u00f2 permettersi di rinunciare alle virt\u00f9 virili, e fondarsi, sempre di pi\u00f9, su quelle prettamente femminili?<\/em> Inutile dire che la domanda \u00e8 di per s\u00e9 politicamente scorretta, perch\u00e9 la cultura oggi dominante, largamente permeata e condizionata dal femminismo, nega puramente e semplicemente che esistano delle virt\u00f9 specificamente virili e delle virt\u00f9 specificamente femminili; e l&#8217;ideologia <em>gende<\/em>r, anch&#8217;essa sempre pi\u00f9 infiltrata nella cultura dominante, e giunta ormai ai vertici della stessa legislazione statale &#8212; compresa la legislazione scolastica &#8212; nega, <em>tout-court<\/em>, che vi sia una specifica identit\u00e0 maschile e una specifica identit\u00e0 femminile, in nome di una sessualit\u00e0 &quot;liquida&quot; e sempre fluttuante, relativa.<\/p>\n<p>Il 23 agosto del 2004, durante il secondo governo Berlusconi, la legge numero 226 ha abolito il servizio militare di leva: sono perci\u00f2 dodici anni che tale istituto secolare, che esisteva gi\u00e0 in alcuni Stati preunitari, ha cessato di esistere. Vale perci\u00f2 la pena di fare una riflessione, se non un primo bilancio, di ci\u00f2 che la soppressione del servizio militare obbligatorio ha comportato, e comporta, per una societ\u00e0 come la nostra; non limitandola al solo ambito strettamente militare, cio\u00e8 al punto di vista dell&#8217;efficienza tecnica e operativa, ma allargandola anche all&#8217;influsso che il servizio militare esercitava nella sfera della societ\u00e0 civile, quanto alla formazione dei giovani, e, pi\u00f9 in generale, alla diffusione di una cultura fondata sul principio gerarchico, sui valori patriottici e sulle virt\u00f9 civili, in un&#8217;ottica, appunto, specificamente virile. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile valutare se ci\u00f2 sia stato un bene o un male, e se non sia comunque auspicabile pensare e realizzare un istituto, anche di altra natura e con diverse finalit\u00e0, che ne sia per\u00f2 l&#8217;equivalente sotto il profilo formativo e anche spirituale, nel significato pi\u00f9 ampio del termine.<\/p>\n<p>La riflessione pu\u00f2 essere arricchita partendo da un confronto: la societ\u00e0 e la cultura italiane di circa mezzo secolo fa. Fino al principio degli anni Sessanta del &#8216;900 &#8212; c&#8217;\u00e8 poco da fare, i nodi storici sono sempre quelli: il Concilio Vaticano II e il &#8217;68 studentesco &#8212; nella cultura dominante non entrava nemmeno l&#8217;ipotesi che una societ\u00e0 qualsiasi potesse fare a meno delle virt\u00f9 virili, e che il servizio militare non fosse lo strumento naturale per coltivarle e svilupparle nei giovani di sesso maschile (poco dopo il femminismo avrebbe reclamato piena parit\u00e0 fra uomini e donne in qualsiasi ambito, e dunque anche nell&#8217;esercito, scompaginando le carte). Oggi quei concetti, che allora erano largamente condivisi dalla maggioranza delle persone, appaiono come dei documento archeologici, le testimonianze di un passato che, pur risalendo addietro di due generazioni appena, sembra nondimeno incredibilmente lontano, remoto, addirittura alieno. Possibile che le maestre e i sacerdoti, oltre, naturalmente, ai genitori, agli zii, e specialmente ai nonni, la pensassero a quel modo, che avessero una tale concezione della societ\u00e0 e del posto che deve occupare, in essa, la vita di ciascun individuo?<\/p>\n<p>Prendiamo il caso di uno strumento linguistico agile e tuttavia completo, come un dizionario, ma non uno qualsiasi, bens\u00ec uno di quelli allora concepiti espressamente per un pubblico giovanile: i bambini del secondo ciclo delle elementari e i ragazzini della scuola media inferiore. Oltre alle notizie sull&#8217;uso della lingua di due generazioni fa, questo genere di libri, come pure i sussidiari e i libri di lettura per le elementari, sono una vera miniera per capire quali fossero le idee e quali gli indirizzi educativi prevalenti, poich\u00e9 ogni parola esprime un concetto e i concetti sono in continua evoluzione: mai, per\u00f2, vi \u00e8 stata un&#8217;evoluzione tanto rapida, come quella che ha investito la societ\u00e0 italiana (e non solo quella italiana) negli anni del <em>boom<\/em> economico, quando l&#8217;antichissima civilt\u00e0 contadina \u00e8 stata spazzata via quasi da un giorno all&#8217;altro, e noi tutti siamo stati scaraventati, volenti o nolenti, nel pieno di una civilt\u00e0 industriale avanzata, e poi, dopo pochi altri anni ancora, in una incerta societ\u00e0 post-industriale, sospesa fra moderno e post-moderno, dove ogni cosa, a cominciare dai concetti, muta con una velocit\u00e0 vorticosa, e di gran lunga superiore alle nostre capacit\u00e0 di metabolizzarla (cfr. specialmente, a questo proposito, il nostro articolo <em>Lo &quot;shock&quot; della modernit\u00e0 banco di prova del nuovo ordine mondiale<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 25\/06\/2007, e ripubblicato su <em>Il Corriere delle Regioni<\/em> il 30\/10\/2014).<\/p>\n<p>Citiamo, dunque, dal\u00a0<em>Piccolo dizionario della lingua italiana<\/em>\u00a0di Guglielmo Valle (Brescia, La Scuola Editrice, 1960, pp. 165-166):<\/p>\n<p><em>&#8230; La disciplina militare \u00e8 giustamente severa. &quot;\u00c8 dura&quot;, dicono i soldati che incorrono spesso nelle punizioni: la consegna o privazione della libera uscita per lievi mancanze, la segregazione o prigione semplice o di rigore a seconda della gravit\u00e0 della colpa; il rimprovero solenne; il deferimento o denunzia al Tribunale Militare in caso di reato, con l&#8217;assegnazione ad una compagnia di disciplina o al carcere militare. Per i graduati \u00e8 contemplata, \u00e8 prevista, anche la sospensione dal grado per un certo periodo di tempo, o la degradazione, per sempre. Gli ufficiali che mancano al loro dovere sono puniti con gli arresti a domicilio, e in fortezza. In tempo di guerra la severit\u00e0 \u00e8 maggiore. Vilt\u00e0 e tradimento &#8211; Dio ne guardi &#8211; possono essere puniti con la fucilazione, al petto o alla schiena; e talvolta, interi reparti macchiatisi di questi delitti infamanti, furono condannati alla decimazione: uno su dieci, a sorte, pagarono con la vita la colpa commessa in comune.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Verr\u00e0 un tempo in cui non ci saranno pi\u00f9 eserciti combattenti? Questo sperano, per questo lavorano e pregano in molti Paesi \u00a0gli uomini di buona volont\u00e0, ai quali il Signore promise la pace. Noi tutti siamo con loro.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Non dobbiamo dimenticare, per\u00f2, che lo spirito di disciplina, di ubbidienza ai superiori, la rinunzia ai piaceri e agli interessi particolari, il cameratismo leale, il senso dell&#8217;onore, l&#8217;indurimento del corpo, l&#8217;addestramento fisico, l&#8217;intrepidezza, il coraggio, l&#8217;eroismo&#8230; sono tutte qualit\u00e0 e caratteristiche \u00a0di una buona educazione militare e insieme sono le pietre sulle quali gli uomini edificano uno Stato civile.<\/em><\/p>\n<p><em>Alcune nazioni altamente civili conservano il servizio militare, mantengono, addestrano e onorano l&#8217;esercito non tanto in vista di una guerra, quanto per educare virilmente, da uomini forti, i giovani cittadini.<\/em><\/p>\n<p>Guglielmo Valle \u00e8 stato uno dei tanti onesti scrittori, puliti e bene intenzionati, i quali, fra gli anni Cinquanta e Settanta, hanno combattuto, e perso, la loro nobile battaglia per affermare e conservare i valori tradizionali, in una societ\u00e0 che non ne voleva pi\u00f9 sapere, oltre che per ragioni ideologiche, per una reazione di fastidio innescata dalle dinamiche del &quot;benessere&quot; (e magari fosse stato veramente tale!); uno che, nell&#8217;ambito delle lettere, ha cerato di fare quel che faceva Cino Tortorella per il canto, o Febo Conti (qualcuno se lo ricorda?) per la televisione dei ragazzi. Un&#8217;altra volta, magari, parleremo un po&#8217; pi\u00f9 diffusamente di lui e delle sue volgarizzazioni dei grandi capolavori letterari, dal <em>Don Chisciotte<\/em> all&#8217;<em>Eneide<\/em>, testimonianza patetica e ammirevole di una fede tenace nella possibilit\u00e0 di educare i bambini a partire dal patrimonio culturale della cultura &quot;adulta&quot;, introducendoli, nei modi e nelle forme opportuni, a una visione pi\u00f9 consapevole della vita; qui ci limiteremo a cogliere lo spunto critico che \u00e8 presente nel brano sopra citato, <em>in nuce<\/em>, quasi un&#8217;intuizione profetica, circa il ruolo formativo svolto dal servizio militare in seno alla societ\u00e0. Sarebbe bello, egli dice, se si potesse fare a meno degli eserciti, perch\u00e9 questo vorrebbe dire che la guerra non sarebbe pi\u00f9 l&#8217;elemento risolutivo delle controversie internazionali; ma, anche se si potesse abolire l&#8217;esercito domani stesso, siamo certi che la societ\u00e0 potrebbe permettersi il lusso di non coltivare pi\u00f9, nei giovani, tutta una serie di virt\u00f9 virili?<\/p>\n<p>Egli fa l&#8217;elenco di tali virt\u00f9; pertanto vogliamo cogliere il destro per esaminarle brevemente, una per una, sempre al fine del nostro discorso iniziale, cio\u00e8 per vedere se una qualunque societ\u00e0 possa farne a meno, o se, quanto meno, non debba trovare il modo di coltivarle ugualmente, sia pure in forme diverse da quelle del servizio militare obbligatorio. Ciascuno, poi, tirer\u00e0 da s\u00e9 le somme.<\/p>\n<p><em>a) Lo spirito di disciplina<\/em>: \u00e8 importante perch\u00e9, esercito o non esercito, senza di esso subentra il caos, e ciascuno pretende di fare quel che vuole, dall&#8217;industria alla pubblica amministrazione, con risultati fin tropo facilmente prevedibili, e, comunque, senz&#8217;altro disastrosi per l&#8217;intera collettivit\u00e0. <em>b) Lo spirito di ubbidienza ai superiori<\/em>: lo \u00e8 altrettanto, ed \u00e8 quello che, oggi, sembra essersi liquefatto, per il venir meno di ogni gerarchia. Riconoscere obbedienza ai superiori, e a chi ci \u00e8 superore, \u00e8 il fondamento del senso del limite, senza il quale ciascuno pretende di farsi norma a se stesso. E, infatti, ora vediamo il figlio che ride in faccia a suo padre e a sua madre; il bambino che risponde alla maestra con parolacce e, a volte, con l&#8217;aggressione fisica; il delinquente che sfida e che sfotte i tutori della legge; lo sciocco ignorante che pretende di dar lezione al dotto e al sapiente.<\/p>\n<p><em>c) La rinunzia ai piaceri e agli interessi particolari<\/em>: anche questa \u00e8 una virt\u00f9 fondamentale, tanto \u00e8 vero che sta alla base del successo di una squadra sportiva, o di un&#8217;impresa economica, per non parlare, appunto, di un reparto militare; e anch&#8217;essa \u00e8 una di quelle pressoch\u00e9 dimenticate. Nel clima di edonismo dilagante, chi \u00e8 disposto a fare la bench\u00e9 minima rinuncia al suo piacere e al suo interesse? Chi \u00e8 disposto a sacrificare anche il pi\u00f9 piccolo dei suoi diritti, sia esso vero o presunto?<\/p>\n<p><em>d) Il cameratismo leale<\/em>: fa s\u00ec che le persone sappiano trattare i loro compagni di lavoro con lealt\u00e0 e con simpatia, elemento indispensabili perch\u00e9 vi siano concordia sociale e benevolenza reciproca; senza di essi regnano l&#8217;invidia, il rancore, il malanimo, l&#8217;inganno, la calunnia e il raggiro.<\/p>\n<p><em>e) Il senso dell&#8217;onore<\/em>: \u00e8 una virt\u00f9 immateriale per definizione, la pi\u00f9 vicina al rispetto di s\u00e9; la sua enorme importanza si comprende per contrasto, laddove \u00e8 diffuso l&#8217;auto-disprezzo, come nella societ\u00e0 attuale, perch\u00e9 l\u00ec ogni individuo \u00e8 disposto a compiere le peggiori bassezze, a tradire gli amici e se stesso, a macchiarsi di colpe vergognose, a prostituirsi fisicamente e moralmente.<\/p>\n<p><em>f) L&#8217;indurimento del<\/em> corpo: non occorre essere degli atleti di professione, dei rocciatori, dei coltivatori di primati sportivi: indurire il proprio corpo significa farne uno strumento docile e obbediente alla volont\u00e0, capace di uno stile di vita sobrio, e sprezzante delle fatiche e dei sacrifici.<\/p>\n<p><em>g) L&#8217;addestramento fisico<\/em>: come nel caso precedente, ma con questa sfumatura di differenza: che un corpo irrobustito \u00e8 capace di fare cose notevoli, dunque \u00e8 il fine, mentre l&#8217;addestramento fisico \u00e8 il mezzo; ma anch&#8217;esso \u00e8 importante in se stesso, perch\u00e9 richiede pazienza, tenacia e forza di volont\u00e0.<\/p>\n<p><em>h) L&#8217;intrepidezza<\/em>: \u00e8 una disposizione permanente dell&#8217;animo, come il carattere, e consiste nella fermezza con cui si persegue quel che ci \u00e8 proposti. Non s&#8217;improvvisa, si conquista poco a poco, giorno per giorno; ma \u00e8 evidente che, per coltivarla, bisogna avere degli obiettivi chiari nella vita, che \u00e8 proprio quel che manca alle persone, e specialmente ai giovani, dell&#8217;attuale generazione.<\/p>\n<p><em>i) Il coraggio<\/em>: ci vuole, nella vita, eccome. La vita \u00e8 una battaglia, di questo ci siamo un po&#8217; dimenticati, e se ne sono dimenticati specialmente gli educatori: sicch\u00e9 i bambini crescono con l&#8217;illusione che tutto sia dovuto, e inoltre che ogni cosa sia facile, gradevole e senza rischi. Il padre di famiglia che perde il lavoro, o la cui impresa fallisce, e si suicida, lasciando i suoi cari nello sconforto e nelle pi\u00f9 gravi difficolt\u00e0 materiali, dimostra una fondamentale mancanza di coraggio. Piet\u00e0 per lui, certamente; ma, per favore, non facciamone un coraggioso, e tanto meno un eroe!<\/p>\n<p><em>l) L&#8217;eroismo<\/em>: ecco una qualit\u00e0 virile che non solo si direbbe scomparsa dal vocabolario, ma che, se viene nominata, suscita immediatamente ilarit\u00e0, e quasi una sorta d&#8217;incredulit\u00e0: merito della cultura del sospetto, secondo la quale non esistono fini nobili e altruistici, ma solo menzogne e ipocrisie sociali. E invece l&#8217;eroismo \u00e8 necessario, nella vita: \u00e8 un coraggio che s&#8217;innalza fino al livello del sublime: \u00e8 eroico il sapersi mettere in gioco, senza riserve e senza paura, per qualcosa di grande, di bello e di puro. Ma ecco la cultura del sospetto che suggerisce all&#8217;orecchio: non vi \u00e8 nulla di grande, di bello e di puro; nulla per cui valga la pena di osare e di sacrificarsi: tutto \u00e8 fango. Ebbene, che sia maledetta la cultura del sospetto, insieme ai suoi tristi maestri! Per colpa loro, le sorgenti della vita sono state avvelenate quando le nuove generazioni vi stavano accostando le labbra, ancora piene di sogni e di belle aspirazioni&#8230; Quando capiremo che queste idee moderne sono solo sterco e veleno?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 moderna si sta progressivamente e inesorabilmente femminilizzando: l&#8217;abolizione del servizio militare di leva da un lato, e l&#8217;occupazione dell&#8217;insegnamento elementare e superiore primario da<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-28917","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28917","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28917"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28917\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28917"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28917"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28917"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}