{"id":28914,"date":"2015-12-21T02:36:00","date_gmt":"2015-12-21T02:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/21\/una-societa-relativista-produce-la-selezione-dei-peggiori\/"},"modified":"2015-12-21T02:36:00","modified_gmt":"2015-12-21T02:36:00","slug":"una-societa-relativista-produce-la-selezione-dei-peggiori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/21\/una-societa-relativista-produce-la-selezione-dei-peggiori\/","title":{"rendered":"Una societ\u00e0 relativista produce la selezione dei peggiori"},"content":{"rendered":"<p>Non occorre essere pessimisti di professione o eterni profeti di sventura per avere la netta sensazione che stiamo vivendo in una societ\u00e0 moribonda, che ha smarrito la direzione e che sta andando alla deriva, portata dai venti del caso, se non anche da una oscura, ma precisa volutt\u00e0 di auto-dissoluzione.<\/p>\n<p>Le cause del fenomeno sono molte e affondano le loro radici nel passato; una, per\u00f2, ci sembra pi\u00f9 clamorosa, pi\u00f9 evidente e pi\u00f9 nefasta di tutte: il rifiuto di prendere a modello ci\u00f2 che \u00e8 migliore, con la motivazione che &quot;migliore&quot; e &quot;peggiore&quot;, essendo termini relativi, sono anche opinabili e contestabili,e che, non essendovi, o non essendo intelligibile, il Bene ed il Male in se stessi, ciascuno \u00e8 libero e padrone si seguire quel che\u00a0<em>per lui<\/em>\u00a0\u00e8 migliore &#8211; o anche, se o preferisce, ci\u00f2 che per lui \u00e8 peggiore, ma comunque gradito.<\/p>\n<p>Non esistono pi\u00f9 modelli virtuosi da imitare, perch\u00e9 non esiste pi\u00f9 la virt\u00f9; i soggetti mediocri non riconoscono la superiorit\u00e0 altrui, perch\u00e9 pensano di essere loro i migliori, o, comunque, di non aver nulla da imparare da nessuno, visto che tutte le virt\u00f9 sono relative e che nessuno, pertanto, pu\u00f2 dirsi buono in assoluto. Di fatto, vi \u00e8 stata, nel corso degli ultimi decenni, una vera e propria rivoluzione antropologica: \u00e8 nato un nuovo tipo umano, che pretende di essere norma a se stesso e che non ritiene di aver nulla da apprendere, nulla da migliorare, e che, psicologicamente, non arrossisce dei propri sbagli, non si vergogna delle proprie colpe, soprattutto non desidera emulare chi \u00e8 migliore di lui, anzi, \u00e8 pronto ad insorgere con forza, con rabbia, e specialmente con invidia, contro i modelli positivi.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo, non lontanissimo &#8211; molti di noi lo hanno conosciuto, nella loro infanzia &#8211; in cui ci si vergognava di aver fatto male la propria parte e si desiderava sinceramente poter ottenere risultati almeno paragonabili a quelli dei migliori. Il bambino che disobbediva alla mamma e combinava un guaio; lo studente che, avendo studiato poco, prendeva un brutto voto a scuola; il garzone al quale il padrone faceva notare che aveva lavato male i piatti, o lucidato male le scarpe, o strigliato male il cavallo; l&#8217;artigiano che eseguiva male un lavoro, una riparazione, e veniva chiamato di nuovo dal cliente per rimediare al lavoro non ben fatto; l&#8217;avvocato che perdeva la causa; il medico che non riusciva a far guarire il paziente; il bancario che si accorgeva di aver male consigliato il risparmiatore, facendogli perdere una parte, anche piccola, del suo capitale; il tipografo che, dopo aver stampato i biglietti da visita, notava un refuso, o anche solo una imperfezione nei caratteri; il pasticcere al quale il negoziante riferiva le lamentele di un cliente per la crema non pi\u00f9 fresca dei <em>bign\u00e8<\/em>; il tenente, il cui plotone era arrivato ultimo alle esercitazioni di tiro, o che, nella marcia di addestramento, non aveva meritato gli elogi del colonnello; l&#8217;ostetrica che aveva fallito nel far nascere presto e bene il bambino; la massaia che aveva bruciato l&#8217;arrosto o che aveva rammendato male i calzoni del marito: tutti costoro, ciascuno nel proprio ambito, si rammaricavano con se stessi, si rimproveravano la loro inadeguatezza, provavano imbarazzo, mortificazione, dispiacere, e passavano al fermo proponimento di non ripetere la cattiva prova, di fare meglio per il futuro, di prendere a esempio e a modello tutti quelli che facevano meglio di loro, e dai quali avevano qualcosa da imparare. In altre parole: esisteva il culto del lavoro ben fatto e un vivo desiderio di perfezionarsi, nonch\u00e9 di mettersi alla sequela di chi era capace di far meglio; l&#8217;invidia non era distruttiva, come oggi, ma costruttiva: spingeva ad una sana emulazione, non al rancore permanente.<\/p>\n<p>Certo, non tutti si comportavano cos\u00ec; i pigri, i fannulloni, i parassiti, esistevano anche due o tre generazioni fa, cos\u00ec come, probabilmente, esisteranno sempre. Per\u00f2 non erano scusati e giustificati da tutti, non erano coccolati e vezzeggiati in quanto pigri e fannulloni; al contrario, erano guardati con poco rispetto e con nessuna fiducia: la societ\u00e0 faceva pesar loro il fatto che non davano alcun contributo positivo al bene comune e li condannava all&#8217;isolamento e all&#8217;emarginazione. Se anche un giudice buonista li avesse rimandati in libert\u00e0 subito dopo l&#8217;arresto per spaccio di droga, costoro non avrebbero pi\u00f9 avuto la vita facile nel loro quartiere o nella loro cittadina: le persone perbene li avrebbero evitati come la peste, figuriamoci le ragazze in cerca di marito. Pertanto essi avrebbero dovuto cambiar vita e rimettersi sulla buona strada; oppure andarsene. Oggi, lo spacciatore recidivo se ne va in giro per le strade della sua citt\u00e0 a testa alta, con aria di sfida: se ne infischia non solo della legge, debole e impotente, ma anche del giudizio altrui &#8212; quando pure non gode della simpatia e dell&#8217;ammirazione di molti altri cattivi soggetti come lui. Perch\u00e9 nella societ\u00e0 del relativismo e del nichilismo imperanti, i buoni sono costretti al silenzio, mentre i malvagi gonfiano il petto e alzano la voce, come fossero i padroni d&#8217;ogni cosa.<\/p>\n<p>Immensi sono i danni che l&#8217;egualitarismo e la demagogia populista hanno fatto al nostro tessuto sociale, dopo aver predicato per decenni che siamo tutti uguali, tutti di pari valore e di pari merito, e che, se qualcuno \u00e8 pi\u00f9 bravo, probabilmente si tratta di un nemico del popolo, di un agente provocatore, di un aristocratico con la puzza sotto il naso, oppure di un reazionario che vorrebbe reintrodurre la servit\u00f9 della gleba. E questo perch\u00e9 si \u00e8 fatta, in perfetta malafede, una assurda equiparazione fra la dignit\u00e0 <em>della<\/em> persona e la dignit\u00e0 <em>delle<\/em> persone. La persona umana &#8212; \u00e8 questo il lascito migliore del pensiero e della pratica cristiana, sul piano etico &#8212; merita sempre rispetto e attenzione, perch\u00e9 unica e irripetibile e perch\u00e9 reca in se stessa, per quanto offuscata e semi-nascosta, una vaga immagine della Persona assoluta, Dio. Le persone, tuttavia, non meritano tutte e sempre il medesimo rispetto e la medesima attenzione: li meritano se si sforzano di attuare la loro natura profonda, realizzando il bene cui tutti siamo chiamati; non li meritano se decidono di degradarsi e, facendo il male proprio, causano anche il male altrui. Eppure la distinzione dovrebbe essere semplice: un rapinatore, un assassino, un violentatore di bambini, meritano rispetto in quanto persone umane, riflesso della Persona divina; ma non in quanto persone singole, che hanno scelto di abbandonarsi al male e di degradare se stesse a un livello pi\u00f9 basso delle bestie. \u00c8 la distinzione fra peccato e peccatore, se si vuole; precisando, tuttavia, che, se il peccatore \u00e8 recidivo e addirittura cronico, se non vive ormai che per fare il male, alienando totalmente la propria natura spirituale, non merita alcuna indulgenza: \u00e8 una mela marcia, e le mele marce &#8212; checch\u00e9 ne dicano i buonisti ideologici, come don Luigi Ciotti &#8212; vanno tolte dal cesto e gettate via, altrimenti infettano e fanno marcire anche tutte quelle sane. \u00c8 giusto ed umano aver paura delle mele marce; \u00e8 folle e presuntuoso pensare di poterle lasciare nel cesto, con le altre.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 \u00e8 sana, e si conserva tale, se riconosce il Bene e il Male, il Vero e il Falso, il Giusto e l&#8217;Ingiusto, il Bello e il Brutto; \u00e8 malata, o si ammala, se, mediante l&#8217;instaurazione del relativismo etico, culturale, spirituale, apre la strada a tutte le aberrazioni, con la scusa di proteggere le minoranze e di tutelare i pi\u00f9 &quot;deboli&quot; (che poi, magari, non sono affatto i pi\u00f9 deboli, ma i pi\u00f9 forti, come lo \u00e8 il figlio energumeno, drogato e cattivo, che picchia a morte i genitori per procurarsi i soldi della dose di eroina: cronaca di ieri, a Treviso). La societ\u00e0 europea del Medioevo credeva nei valori assoluti, ed era sana: la sua salute le ha permesso di resistere, per mille anni, alle innumerevoli forze centrifughe che la insidiavano dall&#8217;intermo, e di respingere le incessanti aggressioni che la minacciavano dall&#8217;esterno. Per fare un esempio semplicissimo: una societ\u00e0 che, in nome della democrazia, tollera l&#8217;esistenza delle religioni sataniche, con ci\u00f2 stesso approva ed incoraggia dei virus potentissimi, che faranno di tutto per distruggerla, approfittando della totale assenza di anticorpi. Vi sono religioni che sono malvagie in se stesse: Satana non \u00e8 un dio qualunque, anzi, non \u00e8 affatto un dio: \u00e8 il Principe del Male: adorarlo, significa essere intenzionati a compiere il male, in tutte le forme possibili, sempre e contro chiunque, perch\u00e9 \u00e8 questo che egli pretende dai suoi servitori. Concedere la libert\u00e0 di culto agli adoratori di Satana, affermando che solo se essi infrangono la legge devono essere perseguiti, ma non in quanto satanisti, bens\u00ec come lo sarebbe qualsiasi altro cittadino, \u00e8 una forma cecit\u00e0 e di masochismo ideologico: \u00e8 un non voler vedere la realt\u00e0, quando la realt\u00e0 \u00e8 estremamente pericolosa per la convivenza civile. Il Principe del Male non sa che farsene di omaggi &quot;platonici&quot;; quel che vuole, sono i fatti: i fatti del male. E quand&#8217;anche &#8212; per mera ipotesi, ma ipotesi insostenibile &#8212; i satanisti non facessero del male al prossimo, certamente ne fanno a se stessi, e il peggiore che si possa immaginare. Non \u00e8 un motivo sufficiente per considerare il satanismo una pratica illecita e per reprimerla con la massima energia, per il fatto stesso che esiste?<\/p>\n<p>Se sappiamo di avere in casa un serpente velenosissimo, che si aggira per le stanze, striscia sui tappeti e si insinua fra le lenzuola del letto, aspettiamo che abbia morso qualcuno, per dargli la caccia ed eliminarlo? Diciamo forse che, fino a quando non abbia morso nessuno, non bisogna molestarlo, perch\u00e9, poverino, ha anche lui il diritto di vivere e di prendere domicilio dove gli pare e piace? E questo, che abbiamo detto a proposito del satanismo, dovrebbe valere in moltissimi altri casi. I nostri giudici sono incredibilmente teneri e comprensivi: le cronache sono piene di delinquenti che, arrestati in flagranza di reato, vengono prontamente rimessi in libert\u00e0 con motivazioni quali il &quot;disagio sociale&quot;, lo &quot;stato di necessit\u00e0&quot;, le attenuanti generiche. Uno spacciatore africano, arrestato dai carabinieri di Padova, e che ha tentato di uccidere due di essi a coltellate, \u00e8 stato prontamente scarcerato da uno di questi giudici buonisti, progressisti e compassionevoli: libero di ricominciare a vendere la droga e a prendere a coltellate persino le forze dell&#8217;ordine. L&#8217;uomo aveva ricevuto gi\u00e0 quattro avvisi di espulsione, ovviamene mai rispettati, e a suo carico esisteva un incartamento di reati lungo cos\u00ec: dallo spaccio alla violenza. Ma, evidentemente, non era abbastanza: <em>quod Deus perdere vult, dementat prius<\/em>; quando Dio vuole spingere qualcuno alla rovina, prima lo fa impazzire. E la societ\u00e0 buonista \u00e8 veramente una societ\u00e0 impazzita, che corre verso l&#8217;abisso.<\/p>\n<p>A lungo andare, tutti questi modi di fare e di essere producono, letteralmente, la dissoluzione del tessuto sociale, a partire dal pi\u00f9 prezioso e insostituibile: quello della famiglia. Per troppo tempo l&#8217;Europa si \u00e8 scaldata in seno i suoi virus micidiali: gli intellettuali del rifiuto e del sospetto, che hanno distrutto la tradizione, diffamato i valori, irriso le cose pi\u00f9 sante; ora ne sta pagando le conseguenze. La cultura del sospetto e la cultura del rifiuto sanno solo distruggere: dalla psicanalisi alle cosiddette avanguardie, dal marxismo all&#8217;esistenzialismo, la cultura moderna si \u00e8 accanita e intestardita a demolire tutto, a sbeffeggiare tutto, a disprezzare tutto: il lavoro, la borghesia, la religione, la patria, la bont\u00e0; ma non ha saputo costruire nulla. \u00c8 stata, ed \u00e8 tuttora, la cultura del ghigno, della blasfemia, del cachinno: che ha esaltato, contro la societ\u00e0 &quot;repressiva&quot;, la follia (quando non ha negato che esista), il sadismo, l&#8217;omosessualit\u00e0, la pedofilia, il furto (rivalutato e riabilitato in quanto &quot;esproprio proletario&quot;), la droga, l&#8217;ignoranza (con la scusa di contestare la scuola &quot;di classe&quot;), la stupidit\u00e0 (dal momento che l&#8217;intelligenza \u00e8 soggettiva), la violenza fine a se stessa (ma vista sempre come &quot;liberatrice&quot; e &quot;libertaria&quot;). La nostra societ\u00e0 ha fatto una tale indigestione di relativismo e di nichilismo, che a destare stupore \u00e8 solo il fatto che non si sia ancora totalmente auto-distrutta, e che la sua agonia si prolunghi cos\u00ec tanto.<\/p>\n<p>Come uscire da questo vicolo cieco; come risalire la china, ammesso che lo vogliamo?<\/p>\n<p>Non esiste che una sola strada: quella della volont\u00e0 e del ritorno al Bene. Dobbiamo oltrepassare la cultura del rifiuto e del sospetto; dobbiamo smettere di allevare i virus che causano la nostra malattia mortale. Forse \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi; nondimeno, dobbiamo tentare: lo dobbiamo per rispetto e per amore dei nostri figli e delle generazioni che verranno. Il mondo non \u00e8 soltanto nostro, di noi che siamo vivi adesso: \u00e8 anche di coloro che nasceranno e che vivranno dopo di noi (e un poco, almeno in senso ideale, anche di coloro che ci hanno preceduti nella patria dell&#8217;eternit\u00e0). Altrimenti, per coerenza, dovremmo smettere di procreare del tutto: non si possono far nascere dei bambini e poi disinteressarsi totalmente delle difficilissime condizioni in cui dovranno vivere, per causa nostra. Pertanto, dovremmo preoccuparci un po&#8217; meno dei <em>nostri<\/em> diritti ad avere questo e quello, e un po&#8217; pi\u00f9 dei <em>loro<\/em> diritti: dei bambini che stanno nascendo in questo momento, o che nasceranno nei prossimi anni. Loro, s\u00ec, hanno il diritto di trovare una societ\u00e0 che li accolga davvero e che li aiuti a crescere e a costruirsi una vita buona. Perci\u00f2, al lavoro. La messe \u00e8 molta e gli operai sono pochi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non occorre essere pessimisti di professione o eterni profeti di sventura per avere la netta sensazione che stiamo vivendo in una societ\u00e0 moribonda, che ha smarrito<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-28914","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28914","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28914"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28914\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28914"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28914"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28914"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}