{"id":28912,"date":"2016-04-26T01:15:00","date_gmt":"2016-04-26T01:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/26\/se-la-societa-impazzisce-bisogna-pure-che-qualcuno-conservi-la-testa-sulle-spalle\/"},"modified":"2016-04-26T01:15:00","modified_gmt":"2016-04-26T01:15:00","slug":"se-la-societa-impazzisce-bisogna-pure-che-qualcuno-conservi-la-testa-sulle-spalle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/26\/se-la-societa-impazzisce-bisogna-pure-che-qualcuno-conservi-la-testa-sulle-spalle\/","title":{"rendered":"Se la societ\u00e0 impazzisce, bisogna pure che qualcuno conservi la testa sulle spalle"},"content":{"rendered":"<p>Colazione al bar, cappuccino, una rapida scorsa al giornale (che non vale la pena di comprare); fra le numerose cronache locali di ordinaria follia, tre, quest&#8217;oggi, balzano all&#8217;occhio, anche a quello di un osservatore distratto; tutte concentrate nel breve spazio d&#8217;una piccola provincia.<\/p>\n<p><em>Prima storia<\/em>: in un centro di accoglienza per (presunti) profughi, tre africani hanno picchiato e derubato del cellulare un italiano, per la precisione il responsabile della cooperativa che gestisce la loro ospitalit\u00e0. Il motivo? Quel mattino, un amico dei tre, portatore di problemi psichiatrici, si \u00e8 presentato al cancello della ex caserma per fare loro visita, ma gli operatori non lo hanno lasciato entrare, viste anche le sue patologie. Di qui la reazione rabbiosa dei tre soci, uno del Camerun e due della Nigeria, aitanti giovanotti fra i venti e i trent&#8217;anni (anche se non ci risulta che, in quei Paesi, vi siano guerre di corso), i quali, fra l&#8217;altro, per protesta, hanno dato in escandescenze e, all&#8217;ora di pranzo, scaraventato a terra i piatti con il cibo (ma non ci ripetono sempre, i media di regime, che costoro sono dei &quot;disperati&quot; che scappano da guerra e fame?). Poi, a sera, non ancora contenti, hanno ripreso a piantar grane, rovesciando panche e distruggendo una finestra. A questo punto, il signore di cui sopra li ha inquadrati con il telefonino, per avere un documento relativo ai danni che gli energumeni stavano causando. Non l&#8217;avesse mai fatto: in men che non si dica, i tre amici lo hanno insolentito, circondato, strattonato, picchiato e derubato del cellulare; e, per finire, sono scappati dal centro di accoglienza. Due sono stati identificati in serata dalle forze dell&#8217;ordine, il terzo \u00e8 uccel di bosco. Stiamo parlando, ripetiamo, d&#8217;immigrati illegali (si pu\u00f2 ancora dir cos\u00ec?) che avevano fatto domanda di asilo politico per ottenere il riconoscimento dello <em>status<\/em> di rifugiati.<\/p>\n<p>Ma forse la cosa pi\u00f9 caratteristica \u00e8 stata la reazione di chi dovrebbe tutelare sia la loro sicurezza, sia l&#8217;ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Il dirigente della cooperativa ha immediatamente minimizzato l&#8217;episodio, cercando di farlo passare per un incidente di poco o nessun conto. Il prefetto, dal canto suo, una signora che gi\u00e0 ha avuto modo di polemizzare, sulla stampa, con le forze politiche locali, ovviamente stigmatizzando la scarsa ospitalit\u00e0 praticata da certi partiti, ha detto in televisione, davanti alle telecamere, che non \u00e8 successo proprio niente di grave e che, trattandosi di persone che vengono in Italia con molte aspettative (parole sue), &quot;ci sta&quot; che possano anche protestare, come hanno fatto quei tre africani. Non possiamo fare a meno di domandarci come sarebbero andate le cose se ad assumere comportamenti violenti, nei confronti di qualche pubblico funzionario, fossero stati dei cittadini italiani, e non degli africani, sedicenti profughi, o, magari, degli zingari. Non \u00e8 che sarebbero stati arrestato su due piedi e magari processarti per direttissima per oltraggio a pubblico ufficiale? Ma quei tre erano africani, per giunta &quot;migranti&quot;, poverini, cio\u00e8 persone notoriamente bisognose e sfortunate: come non avere un po&#8217; di comprensione nei loro confronti?<\/p>\n<p>Le parole del signor prefetto sono semplicemente devastanti: \u00e8 come se avesse detto, col megafono, alle altre centinaia e migliaia di pretesi profughi, e anche a quelli che si trovano ancora sull&#8217;altra sponda del Mediterraneo, ma si apprestano a sbarcare in Italia: \u00abAvanti, venite avanti, che siamo pronti ad accogliervi! Qui da noi potrete fare quello che vi pare; sarete trattati comunque con un occhio di riguardo! Gi\u00e0 avete la precedenza nei sussidi, negli alloggi, nei soccorsi d&#8217;ogni genere, rispetto ai cittadini italiani, che, pur nella loro indigenza, pagano le tasse, almeno fin che possono, e rispettano la legge. Ma voi, per carit\u00e0, potrete fare tutto quello che vi pare: potrete anche gettare via il cibo che vi offriremo, se non sar\u00e0 di vostro gusto; spaccare gli arredi, tanto pagano i cittadini fessi; e malmenare il nostro personale. A voi tutto \u00e8 lecito, poverini, perch\u00e9 sappiamo che avete sofferto tanto, e poi venute dai Paesi poveri del Sud del mondo, mentre noi siamo figli della civilt\u00e0 opulenta, egoista e sfruttatrice. Avanti, dunque: mettetevi in fila (se si garba), prenotatevi un posto sulle navi e sui barconi, fate ogni sforzo per sbarcare sulle nostre coste o per varcare le nostre frontiere terrestri. Noi siamo qui che vi aspettiamo, e vi accoglieremo a braccia aperte. Lo dice anche il papa, che abbiamo il dovere di accogliervi; e, del resto, ha dato il buon esempio, lui, recandosi in Grecia, sull&#8217;isola di Lesbo, a predicare il diritto all&#8217;accoglienza indiscriminata e portandosi in Italia una dozzina di vostri fratelli, beninteso musulmani, perch\u00e9, se avesse preso anche un solo cattolico, poi qualcuno avrebbe anche potuto dire che il papa fa preferenze per le sue pecorelle, e questo non sia mai. Anche se i cristiani dell&#8217;Africa e del Medio oriente, quelli s\u00ec che scappano dalla guerra di sterminio che l&#8217;Islam ha dichiarati loro, quelli s\u00ec che si trovano in pericolo di vita. Ma sono cattolici, sono cristiani; e allora, che ce ne importa? Per voi che siete musulmani, siamo pronti a fare ponti d&#8217;oro e venirvi a prendere fin sulle coste della Libia. Non sapete che l&#8217;Europa ha deciso di farsi perdonare il suo vergognoso passato colonialista, e di accordare la precedenza ai figli dei figli delle vittime del criminale sfruttamento di allora?\u00bb<\/p>\n<p><em>Seconda storia<\/em>: in una cittadina della zona, un vigile vede un giovanotto che si aggira intorno a una rastrelliera di biciclette parcheggiate in strada, lo segnala alla centrale di polizia, donde lo vedono attraverso le camere di videosorveglianza poste di fronte alla stazione ferroviaria. Intanto, il vigile lo osserva da lontano e poi, quando costui taglia il lucchetto e si porta via una bicicletta &#8211; non una a caso, ma una scelta con molta oculatezza, cio\u00e8 da quattromila euro -, \u00e8 svelto a intervenire e ad arrestarlo. Il ladro \u00e8, oltretutto, una vecchia conoscenza delle forze dell&#8217;ordine, tossicodipendente non nuovo a simili prodezze. Ma ecco che avviene l&#8217;imponderabile (si fa per dire, visto che l&#8217;Italia \u00e8 il Paese dell&#8217;impossibile): quel signore \u00e8 ospite della stazione di polizia da poche ore, quando arriva l&#8217;ordine di rilasciarlo immediatamente e, magari, con tante scuse. Cosa \u00e8 successo? \u00c8 successo che il magistrato investito del caso, invece di convalidare la notifica di reato, giudica che non vi \u00e8 stato proprio nessun furto, dal momento che la persona in questione non aveva fatto in tempo a &quot;entrare nella effettiva e autonoma disponibilit\u00e0 del bene trafugato&quot;. In altre parole: arresto troppo veloce, agenti troppo solerti, intervento troppo precipitoso. Non si \u00e8 trattato di un furto vero e proprio, perch\u00e9 il ladro non ha avuto neanche il tempo di godersi un po&#8217; la refurtiva; \u00e8 stato, tutt&#8217;al pi\u00f9, un tentato furto, anzi, una intenzione di furto. Anche se lo hanno beccato con le mani nel sacco, subito dopo che aveva tranciato il lucchetto della bici. Paradossalmente, si potrebbe anzi dire: proprio perch\u00e9 lo hanno preso con le mani nel sacco. Affinch\u00e9 un furto sia tale, bisogna che il bene trafugato abbia preso il volo.<\/p>\n<p>Anche qui, una sommessa, piccola domanda: si rende conto, quel magistrato, del tipo di segnale che ha lanciato, sia ai malviventi, sia alle forze dell&#8217;ordine, sia, infine, ai cittadini onesti e rispettosi delle leggi? Ai primi, \u00e8 come se avesse detto. \u00abRubate, rubate, ragazzi miei; niente paura: ci siamo qua noi a farci vostri difensori e paladini; c&#8217;\u00e8 qui la legge, che vi copre e vi giustifica, che vi difende dai poliziotti e dai vigili brutti e cattivi. Rubate e andate in pace: voi non avete colpe, \u00e8 la societ\u00e0 colpevole; continuate a drogarvi e a rubare per procurarvi la droga; picchiate i genitori, scippate le vecchiette, penetrate nelle case e nei negozi, asportate tutto ci\u00f2 che di valore vi capita alle mani; niente paura, niente scrupoli: quass\u00f9 qualcuno vi ama e vi copre le spalle!\u00bb. Alle forze dell&#8217;ordine, \u00e8 come se avesse detto: \u00abMa la volete piantare di rompere le scatole ai bravi ladri, spacciatori e delinquenti, che se ne vanno in giro per i fatti loro? Eh, via, quante storie per una bicicletta (da quattromila euro)! Non vi vergognate a difendere i beni dei ricchi contro la povera gente, emarginata e bisognosa? Gi\u00e0 rischiate tutti i santi giorni di beccarvi una coltellata nello stomaco per far rispettare la legge; volete crearvi dei problemi anche dove non ce n&#8217;\u00e8 bisogno? Volete imparare, s\u00ec o no, a farvi gli affari vostri, a vivere e lasciar vivere?\u00bb. E a tutti i cittadini onesti e rispettosi della legge, \u00e8 come se avesse detto: \u00abChi siete voi, chi vi conosce, che c&#8217;\u00e8 da spartire fra voi e noi, supremi e insindacabili tutori della giustizia? La vostra mansuetudine, la vostra onest\u00e0, la vostra rettitudine hanno stufato; siete noiosi, sciocchi, banalmente borghesi. Guardate che abbiamo ben altro da fare, noi magistrati, che prenderci cura di voi e della vostra tutela! Abbiamo cento cose pi\u00f9 importanti a cui pensare, noi magistrati progressisti e di sinistra, noi nipotini dei bei tempi della contestazione studentesca e della lotta &quot;dura e senza paura&quot;! Dobbiamo seguitare a baloccarci con le nostre velleit\u00e0 egualitarie e demagogiche; dobbiamo continuare a batterci per gli ultimi, per i pi\u00f9 sfruttati, per i pi\u00f9 sfortunati. Che non siete certo voi, razza di filistei e di benpensanti, razza d&#8217;individui meschini, affamatori degli ultimi\u00bb.<\/p>\n<p><em>Terza storia<\/em>: il presidente di una minuscola pro loco di un minuscolo paesino \u00e8 stato denunciato perch\u00e9, quasi due anni fa, quattro persone sono morte nel corso di una festa paesana, travolte dal fiume in piena sotto il tendone ove stavano festeggiando. La pioggia improvvisa, violentissima, tropicale, aveva gonfiato a dismisura un fiumicello che, di solito, non fa paura nemmeno a un bambino, spazzando via ogni cosa, anche le automobili parcheggiate sul piazzale, ai piedi delle colline. Era stata una tragica fatalit\u00e0 (oltretutto il luogo della festa era stato spostato all&#8217;ultimo momento; se fosse stato mantenuto quello originario, non sarebbe successo nulla, data la diversa ubicazione della struttura destinata alla sagra), aggravata, senza dubbio, dalla scarsa manutenzione del territorio, un&#8217;area viticola e geologicamente fragile, perch\u00e9 soggetta a frane e smottamenti. \u00c8 certo, per\u00f2, che i presidenti delle pro loco non hanno n\u00e9 le competenze, n\u00e9 gli strumenti, per occuparsi di simili problematiche: per quelle, semmai, dovrebbero provvedere i comuni, le province, le regioni. I presidenti delle pro loco sono, quasi sempre, delle comunissime persone di buona volont\u00e0 che si rendono disponibili, senza secondi fini e senza particolari vantaggi, per animare qualche evento pubblico, che porti un po&#8217; di allegria e un po&#8217; di socializzazione nelle nostre comunit\u00e0, gi\u00e0 tanto sgretolate e rinchiuse in un circolo vizioso di auto-isolamento a causa di svariati e quasi incontrastabili fattori dell&#8217;economia e della vita moderne. Infatti, tre delle quattro famiglie colpite dal lutto non si sono sognate di muovere accuse; solo una lo ha fatto, intenzionata ad ottenere un adeguato risarcimento per i danni &quot;morali e materiali&quot; che ha subito, con la perdita del proprio congiunto. Insomma, vuole un colpevole. Ad ogni costo.<\/p>\n<p>Anche qui, una piccola domanda: \u00e8 giusto agire a questo modo? Ci deve essere sempre un colpevole? E, ammesso che ci sia, \u00e8 stato individuato quello giusto? S\u00ec, lo sappiamo, \u00e8 doloroso riaprire certe ferite; ma, arrivati a questo punto, \u00e8 diventato inevitabile: quelle quattro persone sarebbero ancora vive, se avessero agito con un po&#8217; di prudenza e di buon senso. L&#8217;alluvione non \u00e8 stata affatto subitanea: c&#8217;era tutto il tempo di mettersi al sicuro. E, infatti, cos\u00ec hanno fatto decine di perone che erano presenti, quella maledetta sera di agosto, sotto il tendone ai piedi delle verdi colline sferzate dalla pioggia. Sar\u00e0 anche stata, come ora \u00e8 in uso dire, una bomba d&#8217;acqua, ma una bomba che \u00e8 scoppiata molto, molto lentamente. L&#8217;acqua \u00e8 filtrata un po&#8217; alla volta da sotto il tendone, e alcuni imprudenti sono rimasti l\u00ec a scherzare e a ridere. Ci sono i filmati dei telefonini che lo testimoniano con assoluta evidenza. In uno di essi, si vede un signore che si arrampica, a forza di braccia, sulle travi d&#8217;acciaio che sorreggevano il tendone: chi ha visto quelle immagini ai telegiornali, avr\u00e0 pensato: \u00abGuarda che roba! Erano proprio disperati! Si vede che non c&#8217;era altra via di salvezza, in quel momento!\u00bb. E invece no. Lo stesso filmato mostra chiaramente che l&#8217;acqua era solo all&#8217;altezza delle caviglie: nessun pericolo immediato, solo una sorta di avvertimento. Bastava uscire, invece di restar l\u00ec a scherzare con la morte. Che poi si cerchi di addossare la responsabilit\u00e0 della tragedia a un signore che non c&#8217;entra nulla, e che ha solo prestato la sua buona volont\u00e0 per la riuscita di una festa di paese, \u00e8 davvero molto triste. Testimonia semplicemente il fatto che non si \u00e8 mai disposti ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0, ma si tenta sempre di accollarle a qualcun altro, fosse pure al primo che passa, mettendolo in croce al posto nostro: qualsiasi cosa, tranne che farsi un esame di coscienza e accettare le conseguenze dei propri atti e delle proprie imprudenze, o di quelle dei nostri cari. Sempre questa eterna rabbia contro qualcuno, questa eterna volont\u00e0 di farla pagare agli altri, per alleviare le nostre sofferenze.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 le sofferenze non le vuole pi\u00f9 nessuno, neanche (anzi, soprattutto) se, in qualche modo, ce le siamo proprio cercate; le responsabilit\u00e0 sono roba da mettere sulle spalle dei fessi, non sono fatte per i furbi; mentre l&#8217;onest\u00e0, la prudenza, il rispetto del prossimo, sono capi ormai passati di moda&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Colazione al bar, cappuccino, una rapida scorsa al giornale (che non vale la pena di comprare); fra le numerose cronache locali di ordinaria follia, tre, quest&#8217;oggi,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[87],"class_list":["post-28912","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-africa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28912","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28912"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28912\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28912"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28912"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28912"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}