{"id":28909,"date":"2012-04-03T10:48:00","date_gmt":"2012-04-03T10:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/03\/quando-lenergia-vitale-di-una-societa-si-esaurisce-la-fine-e-solo-questione-di-tempo\/"},"modified":"2012-04-03T10:48:00","modified_gmt":"2012-04-03T10:48:00","slug":"quando-lenergia-vitale-di-una-societa-si-esaurisce-la-fine-e-solo-questione-di-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/03\/quando-lenergia-vitale-di-una-societa-si-esaurisce-la-fine-e-solo-questione-di-tempo\/","title":{"rendered":"Quando l\u2019energia vitale di una societ\u00e0 si esaurisce, la fine \u00e8 solo questione di tempo"},"content":{"rendered":"<p>Ogni societ\u00e0, pensava Spengler e non crediamo avesse torto, \u00e8 simile a un organismo: possiede una energia che la tiene in vita e, finch\u00e9 tale energia viene diretta verso scopi sani e naturali, la societ\u00e0 vive in buona salute, cresce progredisce; quando l&#8217;energia viene deviata verso l&#8217;ozio, la lussuria, il sadismo, ci\u00f2 significa che quella societ\u00e0 \u00e8 arrivata al capolinea.<\/p>\n<p>L&#8217;energia di una societ\u00e0, come quella degli individui, \u00e8 forza vitale istintiva, che si esplica nel lavoro, nello sport, nella caccia, nella guerra, nella preghiera, nel viaggio, nell&#8217;arte, nella scienza, nello studio, nella musica e nella danza; e, naturalmente, nell&#8217;amore e nel sesso.<\/p>\n<p>Spesso si tratta di una combinazione di tutti questi aspetti, che sono come i diversi lati di una stessa forza primordiale, ora consapevole di se stessa (nei livelli superiori), ora, e pi\u00f9 spesso, confusa e inconsapevole; nell&#8217;amore e nel sesso, per esempio, possono essere presenti quasi tutti gli altri aspetti, ivi compresi quelli legati alla violenza, alla distruttivit\u00e0, al sadismo, di solito sublimati e appena percettibili.<\/p>\n<p>L&#8217;energia \u00e8 spontanea, tumultuosa, sovrabbondante: nasce da un di pi\u00f9 di forza vitale e ha bisogno di scaricarsi, come si vede nei bambini sani, che sono sempre in movimento, saltano e corrono senza un perch\u00e9, semplicemente perch\u00e9 hanno energie in eccesso da sfogare. Il compito di una societ\u00e0 matura, cos\u00ec come lo \u00e8 dell&#8217;individuo maturo, consiste nel trovare il modo di coordinare e indirizzare tale eccesso di forza vitale in direzioni utili e produttive, o, quanto meno, evitare che esso si ritorca contro se stesso; cosa che pu\u00f2 facilmente accadere se gli istinti e le passioni non vengono passati gradualmente attraverso il filtro della volont\u00e0, in vista di obiettivi ragionevoli e proficui, sorretti da una precisa scala di valori.<\/p>\n<p>Accade tuttavia, nella vita delle societ\u00e0 come in quella degli individui, che l&#8217;energia vitale, per una serie di ragioni, anche se inizialmente bene indirizzata, finisca talvolta per esaurirsi; in tal caso, pu\u00f2 succedere che ci\u00f2 venga mascherato mediante strategie pi\u00f9 o meno raffinate, aventi lo scopo di risvegliarla, per\u00f2 in maniera deviata, patologica, come \u00e8 inevitabile che accada in un contesto che non \u00e8 pi\u00f9 naturale, ma puramente artificiale.<\/p>\n<p>Quando ci\u00f2 accade, l&#8217;arte si fa monotona, ripetitiva, manieristica; la scienza si ferma e langue; la religione si riduce a pura esteriorit\u00e0 cerimoniale; il lavoro non conosce innovazioni, i viaggi assumono l&#8217;aspetto di evasioni, lo sport degenera in spettacolarismo, la caccia diventa inutile carneficina, la guerra diventa massacro insensato, l&#8217;amore si spegne e il sesso si riduce a una serie di pratiche sempre pi\u00f9 promiscue, sempre pi\u00f9 estreme, con un alto gradiente di perversione, di crudelt\u00e0, di ricerca delle sensazioni estreme.<\/p>\n<p>I segnali pi\u00f9 evidenti che una societ\u00e0 ha esaurito la propria energia vitale sono il calo demografico e, per contro, l&#8217;aumento massiccio delle pratiche abortive: significa che quella societ\u00e0 non ama pi\u00f9 la vita, non crede pi\u00f9 nella vita, non scommette pi\u00f9 nel futuro, ma \u00e8 ormai ripiegata in se stessa, chiusa nel proprio egoismo, nella propria lussuria, nella propria stanchezza; significa che, anche se non sempre se ne rende conto, essa sta inseguendo non la vita, ma la morte.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 che sta esaurendo la propria energia vitale \u00e8 perci\u00f2, per definizione, una societ\u00e0 necrofila: non stupisce che, in essa, aumentino la noia, la disperazione, il crimine efferato e inutile, il suicidio, anche nella forma lenta ed implicita dell&#8217;alcolismo e della dipendenza da sostanze stupefacenti. In breve, essa \u00e8 in preda al disordine delle forze distruttive, che prendono il posto di quelle positive: implode, letteralmente, e spesso agonizza con il riso sulle labbra.<\/p>\n<p>Vi sono state epoche della storia in cui il fenomeno dell&#8217;implosione sociale \u00e8 stato particolarmente evidente: i Romani pi\u00f9 intelligenti della decadenza, come Seneca o Marco Aurelio, se ne resero conto perfettamente, ma, invischiati nell&#8217;orizzonte del morente paradigma culturale, non furono in grado di indicare una via d&#8217;uscita; altri, come Virgilio e Augusto, s&#8217;illusero, scambiando l&#8217;estate di San Martino del mondo antico per un ritorno dell&#8217;estate e della vita vera; molti, infine, non si resero conto affatto di quel che stava accadendo, come i vari Ovidio, Ausonio e simili.<\/p>\n<p>Fra quanti si resero conto della fine imminente, ci fu chi se la prese con il bersaglio sbagliato, come Rutilio Namaziano, che attribu\u00ec ogni colpa ai barbari e al cristianesimo: una tesi che, nella sua rozzezza e nel suo semplicismo, sarebbe piaciuta, tredici secoli dopo, a un Edward Gibbon e, in generale, alla storiografia illuminista, che la spos\u00f2 incondizionatamente.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 niente da fare: per rendersi conto di quando una societ\u00e0 sta esaurendo la propria energia vitale e sta degenerando, e soprattutto per vederne con lucidit\u00e0 le cause, \u00e8 necessario porsi al di fuori del suo paradigma, cosa che ai contemporanei \u00e8 sempre estremamente difficile; cos\u00ec come \u00e8 difficile, per il singolo individuo, rendersi conto di quando egli stia smarrendo l&#8217;amore per la vita e stia imboccando la spirale nefasta della depressione, se non quando \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi per reagire con la propria volont\u00e0; e, anche in quel caso, non \u00e8 detto che egli sia capace di leggere con chiarezza le cause di quel che gli sta accadendo.<\/p>\n<p>Al tramonto della civilt\u00e0 antica, furono i seguaci delle religioni orientali, importate nell&#8217;Impero romano durante i suoi ultimi secoli di vita, a intuire il punto morto; molte di quelle, per\u00f2, non furono che l&#8217;effetto della crisi e quindi non seppero elaborare una seria alternativa al mondo che si stava spegnendo. Sembra che solo i cristiani abbiano avuto una tale lucidit\u00e0: l&#8217;\u00abEpistola ai Romani\u00bb di san Paolo, scritta, dopotutto, a soli pochi decenni dalla morte di Cristo, rivela uno sguardo molto lucido sui vizi morali della societ\u00e0 romana e sui suoi aspetti degenerativi.<\/p>\n<p>In particolare, san Paolo coglie perfettamente il nesso esistente fra il disordine morale dei singoli individui e gli effetti sociali che ne derivano: vede, cio\u00e8, come l&#8217;avidit\u00e0, l&#8217;egoismo, la lussuria, la menzogna, l&#8217;idolatria (intesa nel significato letterale dell&#8217;espressione), non possano non produrre degli effetti che si ritorcono fin da subito contro quanti indulgono in simili vizi, degradandosi nella ricerca di piaceri sempre pi\u00f9 estremi ed infecondi e spogliandosi inesorabilmente della propria profonda umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Dicevamo che l&#8217;energia di cui dispone una societ\u00e0, e che si manifesta nelle diverse opere della pace e della guerra, deve essere saggiamente indirizzata e, talvolta, sublimata, affinch\u00e9 svolga una funzione utile, di crescita e di progresso morale; ma pu\u00f2 anche accadere che essa sia male indirizzata fin dall&#8217;inizio e che si trasformi nell&#8217;elemento di maggiore distruttivit\u00e0 per la societ\u00e0 stessa.<\/p>\n<p>Un buon esempio di ci\u00f2 pu\u00f2 essere offerto dall&#8217;antica societ\u00e0 aztec;: a quel che sappiamo, si direbbe che il popolo azteco abbia indirizzato il pi\u00f9 e il meglio delle proprie energie per muovere una guerra permanente contro i popoli vicini, al fine di procurarsi innumerevoli prigionieri da sacrificare al dio del Sole, Huitzilopochtli, che avrebbe potuto spegnersi e lasciar morire la Terra, se non fosse stato alimentato con il sangue di incessanti sacrifici umani.<\/p>\n<p>Gli Aztechi vivevano nell&#8217;angoscia e nel terrore cosmico: erano un popolo di disperati, che non potevano non agire come spietate macchine di distruzione e accumulare sempre pi\u00f9 cuori insanguinati da offrire alla divinit\u00e0, nel patetico tentativo di scongiurare una catastrofe universale; non stupisce il fatto che Cort\u00e9s, quando sbarc\u00f2 sulle coste del Messico, abbia trovato tanti preziosi e fedeli alleati fra le popolazioni oppresse dal loro fanatismo bellicista.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 che non ama pi\u00f9 la vita, d\u00e0 poca importanza alla vita stessa: presso i Maya, i giocatori di pallone venivano mandati a morte se lasciavano cadere a terra la palla; nella Roma imperiale, uomini, donne e ragazzi di ogni ceto e di ogni et\u00e0 affollavano l&#8217;arena, per saziarsi allo spettacolo dei gladiatori che si massacravano a migliaia, fino all&#8217;ultimo uomo, nonch\u00e9 dei condannati che venivano crocifissi, arsi vivi, dati in pasto alle bestie feroci.<\/p>\n<p>I membri delle societ\u00e0 che amano la vita sono pronti a morire, per difendere dei valori superiori: gli dei, la patria e la famiglia; in quelle che corteggiano la morte, si gioca con la propria vita e si \u00e8 disposti a morire per nulla, come si vede nel film di Michael Cimino \u00abIl cacciatore\u00bb, dove un reduce americano dal Vietnam scommette sulla propria vita, puntandosi alla tempia la pistola nel gioco crudele della &quot;roulette russa&quot;.<\/p>\n<p>Ben diverso era il sacrificio della vita da pare dei monaci buddisti, che si davano fuoco in pubblico, per denunciare l&#8217;ingiustizia del governo di Saigon: quel gesto, che superficialmente potrebbe sembrare altrettanto poco rispettoso della vita di quello del &quot;marine&quot; che gioca alla sorte con una pistola con un solo colpo nel tamburo, nasceva, al contrario, da un alto senso di responsabilit\u00e0 morale, cos\u00ec come esso si esprime nel contesto della cultura buddista e in tutte quelle societ\u00e0 che amano talmente la vita (non la vita egoistica del gaudente, ma la vita cosmica, cui partecipano tutte le creature esistenti sulla Terra), che i loro membri sono pronti a sacrificarla, quando ci\u00f2 appaia ragionevole e necessario.<\/p>\n<p>Scriveva Lewis Mumford nel suo classico \u00abLa condizione dell&#8217;uomo\u00bb (titolo originale: \u00abThe Condition of Man\u00bb, 1944; traduzione italiana di Alberto Mondini, Milano, Bompiani, 1967, 1977, vol. 1, pp. 51-56):<\/p>\n<p>\u00abIn contrasto con i Greci [&#8230;], i Romani elaborarono una religione del corpo su basi puramente muscolari e sensitive: invece di nutrire il super-ego, il culto romano sosteneva un rituale materialistico. Nelle istituzioni del circo, dell&#8217;arena, della pantomima i Romani crearono una specie di congegno per diminuire la tensione dovuta alle repressioni militari e civiche. Qui lo spettatore era il personaggio supremo:padrone di un&#8217;esistenza senza sforzo. Qui egli incontrava la morte senza correre pericoli; contemplava il pericolo senza dover dimostrare bravura; praticava la crudelt\u00e0 senza esporsi a rappresaglie; ; o partecipava all&#8217;orgasmo collettivo per null&#8217;altro che il prezzo d&#8217;ingresso. [&#8230;] Nell&#8217;arena vi erano le corse delle bighe; cio\u00e8 la gara, l&#8217;eccitazione, occasioni per scommettere; ad onta dei pericoli corsi dagli aurighi, questo era forse il pi\u00f9 innocente fra i divertimenti dei Romani.<\/p>\n<p>Ma nacque nel circo un altro tipo di spettacolo. Vi si punivano i criminali; si facevano combattere uno contro l&#8217;altro i prigionieri di guerra fino alla morte di uno dei contendenti o d&#8217;ambedue; altri prigionieri erano gettati alle fiere per essere sbranati e divorati vivi. La punizione era in origine uno spettacolo pubblico, presumibilmente perch\u00e9 servisse di monito agli spettatori; ora serviva ad un altro scopo che dava piacere. Il popolo minuto di Roma, frustrato ed umiliato, spesso costretto a vivere in grosse case cos\u00ec mal costruite dagli avidi padroni che talvolta crollavano seppellendo gi inquilini fra le macerie, proiettava i propri terrori e le proprie umiliazioni sulle povere vittime. Gli oppressori erano intangibili; l&#8217;esercito sapeva donde provenisse il suo soldo. Cos\u00ec il popolo minuto si volse ai suoi simili e s&#8217;impingu\u00f2 delle sue sofferenze. Da uno stomachevole sfruttamento nacque una vendetta ugualmente stomachevole.<\/p>\n<p>Terrorismo, violenza e lussuria vennero sistematicamente organizzati in misura incredibile: la gente viveva alla giornata nelle gioie ingannevoli delle pi\u00f9 ingegnose brutalit\u00e0 che mai abbiamo depravato il genere umano. I Romani divennero esteti della tortura. La richiesta di vittime allarg\u00f2 i limiti del delitto: come se i peccati non fossero abbastanza frequenti, si inventarono reati fantastici, bollando ad esempio quale mancanza di rispetto verso l&#8217;augusta immagine dell&#8217;imperatore il portare in una latrina o in una casa malfamata una moneta o un anello che portassero impresse le sue sacre sembianze. [&#8230;]<\/p>\n<p>Vorreste conoscere le caratteristiche precise di questi spettacoli? Ci vuole uno stomaco forte come quello che occorre per leggere la descrizione delle torture in un campo di concentramento nazista. [&#8230;[<\/p>\n<p>Ancora oggi vale la pena di leggere Seneca; poich\u00e9 egli \u00e8 un anello di congiunzione, in maniera molto pi\u00f9 diretta di quanto non lo siano Epitteto, Marc&#8217;Aurelio, o Plotino, fra la filosofia cristiana e quella romana; un simbolo dell&#8217;impossibilit\u00e0 di sopportare all&#8217;infinito questi riti di crudelt\u00e0, tortura, avidit\u00e0 e lussuria, anche per un&#8217;indurita anima romana. [&#8230;]<\/p>\n<p>Se il sadismo divenne un assorbente rito collettivo, l&#8217;erotismo restava un prurito ossessivo. V&#8217;era stato a Roma un periodo nel quale la licenza era stata ammessa con sanzione religiosa, nei Saturnali: i misteri del sesso sono vicini al cuore di ogni religione. [&#8230;]<\/p>\n<p>Non ostante i divieti e le drastiche disposizioni di legge, l&#8217;adulterio divenne di moda e l&#8217;aborto necessario. I rapporti sessuali diventavano sempre pi\u00f9 facili, , erano dappertutto. Schiavi, prostitute, pederasti erano a portata di mano, pronti alla chiamata. Saziato il corpo, l&#8217;immaginazione lo stuzzicava di nuovo: quando i genitali non rispondeva pi\u00f9, l&#8217;occhio sui pasceva di rivoltanti esibizioni di carnalit\u00e0, quali quella descritta da Petronio in uno dei suoi festini del &quot;Satyricon&quot;.<\/p>\n<p>Il circo liberava le inibizioni e favoriva l&#8217;eccitazione sessuale: i rapporti, pi\u00f9 spesso che non si pensi, avevano nel circo la loro origine. [&#8230;]<\/p>\n<p>Circo, pantomima, festini, spettacoli, bagni pubblici debbono aver tenuto gli organi sessuali in uno stato di turgida aspettazione. E v&#8217;\u00e8 forse da dubitare che in un tale stato di superstimolazione e fatica sessuale non si verificasse una diminuzione di interesse nel sesso ed un indebolimento della tensione sessuale? L&#8217;oscenit\u00e0 prese il posto del desiderio, mentre l&#8217;esibizionismo e la e la curiosit\u00e0 si sostituirono alla potenza e al piacere. Ci che chiamiamo genericamente perversione \u00e8 spesso l&#8217;arresto del corteggiamento sessuale a mezza strada del suo sviluppo: un momento fuggevole \u00e8 estratto dal tutto, ed elevato a parte principale. E mentre la sublimazione, quando la si ricerca e la si trova, impiega l&#8217;energia sessuale e persino la eleva ad un livello superiore, la perversione la pone in disparte e l&#8217;esaurisce. In questo senso non \u00e8 paradossale parlare di sessualit\u00e0 deficiente in un mondo dedito a fomentare la lussuria. [&#8230;]<\/p>\n<p>E qui ancora si pu\u00f2 capire perch\u00e9 l&#8217;ozio fu considerato dal Cristianesimo come padre del peccato: il principale strumento di Satana. [&#8230;] Qui una vita vuota veniva resa ancora pi\u00f9 vuota da un&#8217;abitudine che quasi invertiva le parti normalmente assegnate al gioco e al lavoro. E qui il disprezzo di s\u00e9 scendeva fino al disprezzo della vita. Il suicidio era quasi l&#8217;unico rifugio onorevole per un&#8217;anima virile.<\/p>\n<p>Una tale deviazione in massa dell&#8217;energia pu\u00f2 forse spiegare la mancanza di inventiva: e ci\u00f2 rimane vero, secondo Seeck, anche per l&#8217;arte della guerra. In letteratura e in filosofia i vecchi temi vennero rivoltati e ricuciti finch\u00e9 mostrarono la corda. Anche nelle arti del godimento sessuale, dove si potrebbe pensare che la ingegnosit\u00e0 dei Romani superasse se stesa, non vi furono miglioramenti importanti: i sistemi anticoncettivi, per esempio, rimasero un&#8217;arte empirica e malsicura; ed anche negli anticoncettivi elencati da Surano di Efeso quelli di dubbia efficacia vengono mescolati a invenzioni sperimentate e provate, come il pessario occlusivo: si crede che l&#8217;acqua del secchio di un fabbro, bevuta dopo ogni periodo mestruale, provocasse la sterilit\u00e0. Le donne romane pagavano con la frequente pratica dell&#8217;aborto il fo di queste ricette improvvisate.\u00bb<\/p>\n<p>Riassumendo.<\/p>\n<p>Il dinamismo e il vitalismo esasperati, l&#8217;incessante manipolazione degli enti, la corsa al piacere, al denaro, al potere, non sono affatto indice di salute da parte di una societ\u00e0, anche se possono simularla; cos\u00ec come non lo sono nel caso del singolo individuo.<\/p>\n<p>Il corteggiamento della morte pu\u00f2 nascondersi dietro una facciata gioviale, spensierata, festaiola, gaudente; mentre l&#8217;amore per la vita pu\u00f2 esprimersi nel silenzio austero dell&#8217;interiorit\u00e0, come nel caso dei monaci o delle monache di un convento di clausura.<\/p>\n<p>Esiste una stretta correlazione fra la perdita di valori, l&#8217;ozio, il disordine morale e il disamore per la vita; e, spesso, una tendenza marcata alla mancanza di compassione, al sadismo, alla crudelt\u00e0, \u00e8 la spia inequivocabile che una societ\u00e0 sta correndo verso la propria distruzione.<\/p>\n<p>Le culle vuote e l&#8217;altissimo numero di aborti sono l&#8217;effetto, non la causa, del disamore per la vita: essi esprimono la perdita di speranza, lo scivolamento verso l&#8217;inferno degli istinti pi\u00f9 egoistici e delle passioni pi\u00f9 sfrenate, chiusi in se stessi ed incapaci di sublimarsi e indirizzarsi verso scopi utili e benefici per la vita.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 odierna, che ha eretto un feticcio alla libert\u00e0 assoluta dell&#8217;individuo e che non concepisce pi\u00f9 se stessa se non come il contenitore degli appetiti disordinati dei singoli, \u00e8 avviata verso la china dell&#8217;autodistruzione, testimoniata anche dal proliferare di aberrazioni morali d&#8217;ogni sorta, dalla glorificazione del male, dal dileggio sistematico del bene, culminanti nei culti satanici ormai cos\u00ec diffusi e nel cinico disprezzo per la vita umana, animale e vegetale.<\/p>\n<p>Chi ha occhi per vedere, veda; e chi ha ancora amore per la vita e fede nel futuro, agisca di conseguenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni societ\u00e0, pensava Spengler e non crediamo avesse torto, \u00e8 simile a un organismo: possiede una energia che la tiene in vita e, finch\u00e9 tale energia<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-28909","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28909","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28909"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28909\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28909"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28909"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28909"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}