{"id":28908,"date":"2016-10-31T04:07:00","date_gmt":"2016-10-31T04:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/31\/una-societa-puo-sopravvivere-solo-se-si-mantiene-fertile-cioe-se-ama-la-vita\/"},"modified":"2016-10-31T04:07:00","modified_gmt":"2016-10-31T04:07:00","slug":"una-societa-puo-sopravvivere-solo-se-si-mantiene-fertile-cioe-se-ama-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/31\/una-societa-puo-sopravvivere-solo-se-si-mantiene-fertile-cioe-se-ama-la-vita\/","title":{"rendered":"Una societ\u00e0 pu\u00f2 sopravvivere solo se si mantiene fertile, cio\u00e8 se ama la vita"},"content":{"rendered":"<p>Il principio fondamentale dell&#8217;agricoltura biodinamica, che la caratterizza rispetto a tutte le altre, e anche rispetto a quella che le \u00e8 maggiormente simile, l&#8217;agricoltura biologica, \u00e8 quello della salvaguardia della fertilit\u00e0. Per un agricoltore biodinamico, la cosa pi\u00f9 importante non \u00e8 avere un raccolto abbondante, o regolare, o qualitativamente perfetto, ma \u00e8 preservare le condizioni di fertilit\u00e0 del terreno: vale a dire, tutelare il meccanismo attraverso il quale la terra ricostituisce i sali minerali e le altre sostanze di cui ha bisogno per poter continuare ad essere fertile, e, in tal modo, ad assicurare agli uomini dei raccolti per il futuro. Potremmo anche esprimerci cos\u00ec: la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 fare in modo che non venga chiesto alla terra pi\u00f9 di quel che essa pu\u00f2 dare, senza che la sua capacit\u00e0 riproduttiva venga seriamente messa in pericolo. \u00c8 un po&#8217; come se una coppia di sposi si preoccupasse, pi\u00f9 che di avere tanti figli, di poter avere dei figli anche in futuro, evitando tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 pregiudicare la fertilit\u00e0 della donna (ed, eventualmente, quella dell&#8217;uomo). \u00c8 un pensare in grande: non solo all&#8217;oggi e al domani, ma anche al dopodomani.<\/p>\n<p>Troppo spesso, in passato, gli uomini si sono preoccupati solo del presente. \u00c8 in questo modo che, ad esempio, hanno distrutto delle specie di animali selvatici, come il bisonte, o le stanno distruggendo ai nostri giorni, come la balena; ed \u00e8 in questo modo che, per l&#8217;eccessiva pressione ambientale sulla terra, esercitata per costringerla a dare il massimo dei raccolti e ad allevare il massimo degli animali, egli sta provocando, specialmente attraverso l&#8217;impiego massiccio di fertilizzanti chimici, un progressivo e sempre pi\u00f9 rapido esaurimento del suolo, attraverso la distruzione dello strato di humus e lo spreco, tanto dissennato quanto antieconomico, delle materie prime che consentirebbero una concimazione naturale. I potenti getti d&#8217;acqua che scaricano nella canaletta le deiezioni animali, in una grande stalla moderna, portano via proprio quelle sostanze fertilizzanti che sarebbero utilissime per rinnovare la fertilit\u00e0 del suolo, restituendo alla terra arabile quei minerali e quei sali che le sono stati sottratti, sia con l&#8217;agricoltura e l&#8217;orticoltura, sia con l&#8217;allevamento. Viceversa, il ricorso sempre pi\u00f9 esteso ai fertilizzanti chimici provoca la morte biologica del terreno, e, pertanto, la necessit\u00e0 di aumentare sempre pi\u00f9 le dosi di sostanze chimiche; tuttavia anche cos\u00ec, alla lunga, il destino di quelle superfici agrarie risulta segnato: la terra, impossibilitata a produrre le sostanze naturali che le permettono di alimentare dei nuovi raccolti, finisce per esaurirsi del tutto, e i campi si trasformano in sterili e desolate superfici di terra dura, tagliente, secca, come una donna che non potr\u00e0 mai pi\u00f9 partorire.<\/p>\n<p>Scrivevano Herbert Koepf, B. D. Petterson e Wolfgang Schuman in <em>Agricoltura biodinamica<\/em> (titolo originale: <em>Biologische Landwirtschaft<\/em>, Verlag Eugen Ulmer, Stuttgart, 1976; traduzione dal tedesco di E. Mamoli, Milano, Editrice Antroposofica, 1980, p. 31):<\/p>\n<p><em>Nella formazione di un&#8217;azienda biodinamica viene riconosciuta un0unfuenza preminente a un tipo di coltivazione del terremo e di allevamento del bestiame che mette in primo piano la salute la conservazione della fertilit\u00e0, cio\u00e8 le condizioni per il &quot;fiorire&quot; dei mezzi di produzione. [&#8230;] Solo se l&#8217;azienda \u00e8 messa in grado di trovare l&#8217;equilibrio fra le condizioni di vita dei mezzi di produzione (terreno, bestiame, piante) e i legittimi interessi economici, essa potr\u00e0 assolvere le altre sue finzioni che oggi sembrano problemi insolubili: conservazione della capacit\u00e0 di rendimento dei mezzi di produzione, qualit\u00e0 dell&#8217;ambiente, qualit\u00e0 degli alimenti, giusto rapporto del contadino e del giardiniere con il loro ambiente.<\/em><\/p>\n<p>Ebbene: un ragionamento del tutto analogo a quello dell&#8217;agricoltura biodinamica si pu\u00f2 fare per ci\u00f2 che riguarda la vita complessiva di una societ\u00e0 e, in particolare, i suoi aspetti spirituali.<\/p>\n<p>Il lungo predominio della cultura marxista e di quella psicanalitica freudiana, e, in genere, l&#8217;instaurarsi di una prospettiva materialista nella societ\u00e0 contemporanea, hanno fatto s\u00ec che la dimensione spirituale, sia per la vita del singolo individuo, sia per quella dell&#8217;intera comunit\u00e0, venisse trascurata, screditata, ignorata, quasi che si trattasse di qualcosa d&#8217;inconsistente, di superfluo, e, tutt&#8217;al pi\u00f9, interessante solo come testimonianza di una elaborazione fantastica dei dati della vita reale, e di una alienazione dell&#8217;uomo dalla realt\u00e0 concreta della vita &quot;vera&quot;, ridotta alla sua dimensione esclusivamente. materiale.<\/p>\n<p>Si tratta, a nostro avviso, di un errore clamoroso, perch\u00e9 la dimensione spirituale comprende, e quindi spiega, quella materiale, ma \u00a0non viceversa; per cui lo stato di salute, o di malattia, della dimensione spirituale, tanto di un individuo, quanto di una intera societ\u00e0, ci aiuta a comprendere le manifestazioni della vita materiale, molto pi\u00f9 in profondit\u00e0 di quanto possano fare delle spiegazioni puramente immanentistiche. Una societ\u00e0 spiritualmente sana \u00e8 anche caratterizzata da una economia sostanzialmente sana, perch\u00e9 riflette il rapporto saggio e ragionevole che l&#8217;uomo instaura con le cose, che, a sua volta, \u00e8 il riflesso esteriore di un rapporto saggio ed equilibrato dell&#8217;uomo con se stesso. In una societ\u00e0 spiritualmente sana, l&#8217;economia occupa il posto che le spetta, quello di garantire la sopravvivenza e un certo grado di sicurezza e di comodit\u00e0 ai suoi membri, e \u00a0non deborda fino ad occupare un ruolo che non lo spetta: quello di condizionare, manipolare, ricattare, inibire e soggiogare ogni altro aspetto della vita pubblica e privata. Se ci\u00f2 accade &#8211; come sta accadendo &#8211; vuol dire che quella societ\u00e0 \u00e8 impazzita e sta alimentando una sindrome tumorale: alcune cellule si stanno moltiplicando a ritmo folle e senza alcuna utilit\u00e0 per l&#8217;organismo, anzi, con un loro apparente vantaggio (ma solo temporaneo) e con il danno e la rovina di tutto l&#8217;insieme, fino a \u00a0condurlo alla distruzione irreversibile e totale.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 spiritualmente sana,\u00a0<em>tutti<\/em>\u00a0gli aspetti della vita si tengono in equilibrio reciproco, favoriscono ci\u00f2 che accresce il bene e inibiscono ci\u00f2 che condurrebbe alla disgregazione; non solo l&#8217;economia, infatti, ma qualunque altro aspetto, se incominciasse a crescere in maniera patologica a danno degli altri, diverrebbe un pericolo mortale per la sopravvivenza stessa dell&#8217;insieme. Vi sono, peraltro, aspetti pi\u00f9 importanti di altri, energie spirituali pi\u00f9 benefiche di altre, priorit\u00e0 che s&#8217;impongono rispetto ai fini secondari: ed \u00e8 proprio di una societ\u00e0 sana il fatto di riconoscere queste differenze e di porre quelle priorit\u00e0, mentre \u00e8 tipico di una societ\u00e0 malata e impazzita il fatto di concedere uno spazio eccessivo alle forze della dissipazione e di preoccuparsi troppo poco delle forze della conservazione, del ripristino, della difesa di s\u00e9 e della propria espansione. Per fare un esempio: una societ\u00e0 sana ha bisogno anche di un certo numero di individui irregolari, turbolenti, imprevedibili, perch\u00e9, fra essi, vi \u00e8 quella minoranza creativa che, specie in certe situazioni speciali (ad esempio, di crisi o di pericolo) sa prendere in mano le redini e offrire le risposte, o trovare le soluzioni, l\u00e0 dove gli altri, i normali, i disciplinati, i rispettosi della legge, non le vedono, n\u00e9 le trovano. D&#8217;altra parte, una societ\u00e0 in cui tali individui diventano troppo numerosi, o acquisiscono troppo ascendente, rischia di non poter poi gestire e metabolizzare l&#8217;eccesso di stimoli, non sempre positivi, che costoro le trasmettono, con il pericolo di perdere la propria coesione interna, la propria saldezza e la propria capacit\u00e0 di tenuta, specie se, contemporaneamente, deve fronteggiare anche altre sfide e altre minacce.<\/p>\n<p>Ebbene: \u00e8 da molto, da troppo tempo, che la nostra societ\u00e0 si prende il lusso di alimentare non i propri valori, ma dei controvalori; non le energie costruttive, ma quelle distruttive; non le persone capaci di fornire stimoli positivi, ma quelle che danno stimoli negativi: sesso, droga, violenza, eccessi d&#8217;ogni genere, dissacrazione di tutte le tradizioni. Da molto, troppo tempo, la nostra societ\u00e0 vezzeggia, blandisce, accarezza ed applaude i cattivi maestri che lavorano contro di essa, mentre disprezza, ignora od ostacola gli esempi virtuosi, gli stili di vita sani, la dimensione costruttiva. I cattivi maestri che imperversano nella sottocultura giovanile, e che traviano e confondono milioni di giovani, mentre fanno soldi e carriera, dovrebbero essere considerati alla stregua di parassiti altamente dannosi: prendono senza dare, anzi, prendono energie spirituali potenzialmente positive (la generosit\u00e0, l&#8217;entusiasmo, l&#8217;idealismo dei giovani) e spargono, in cambio, semi di distruzione, incitando a comportamenti distruttivi e auto-distruttivi. Frattanto, se sono abbastanza cinici e furbi, i cattivi maestri si guardano bene dal varcare l&#8217;ultima soglia dalla quale non si torna indietro; giocano stando sul filo, spingono gli altri a varcarla, ma loro se ne stanno prudentemente al di qua: un tipico esempio di quel che stiamo dicendo \u00e8 il gruppo musicale dei <em>Rolling Stones<\/em>, che ha una responsabilit\u00e0 enorme nello smarrimento spirituale di moltissimi giovani, ma che, da parte sua, si \u00e8 ben guardato dal mettere in pratica tutte le forme di trasgressione sulle quali ha costruito la propria carriera artistica e anche la propria immagine pubblicitaria. In una societ\u00e0 sana, simili parassiti velenosi verrebbero riconosciuti ed eliminati (per carit\u00e0, senza bisogno di ricorrere a mezzi estremi), cio\u00e8 letteralmente espulsi dal corpo sociale: perch\u00e9 una societ\u00e0 sana riconosce di primo acchito ci\u00f2 che rappresenta, per essa, una minaccia mortale, cos\u00ec come sa riconoscere quel che la alimenta, la arricchisce, la migliora.<\/p>\n<p>Purtroppo, con la cultura del relativismo, divenuta ormai (come denunciato da Benedetto XVI, specie con la storica omelia del 18 aprile 2005) una vera e propria dittatura, gli stessi meccanismi di auto-difesa della societ\u00e0 sono aggrediti, inceppati, scardinati alla base: perch\u00e9 il relativismo contesta che si possa parlare di &quot;bene&quot; e di &quot;male&quot; in senso forte, e, pertanto, rifiuta che qualcuno osi dire che una certa cosa rappresenta un bene, o che un&#8217;altra cosa rappresenta un male, sia nella vita delle singole persone, sia in quella del&#8217;intera societ\u00e0. Il risultato \u00e8 che i cialtroni, i parassiti, i funghi velenosi, possono prosperare e si conquistano uno spazio sempre pi\u00f9 grande, una influenza sempre pi\u00f9 diffusa, una capacit\u00e0 di proliferare sempre pi\u00f9 incontrastata. Si verifica una selezione alla rovescia, una meritocrazia all&#8217;incontrario: chi pi\u00f9 \u00e8 causa di male per la societ\u00e0, pi\u00f9 viene ammirato e applaudito e pi\u00f9 viene ad occupare spazi e visibilit\u00e0, che gli consentono di moltiplicare la sua azione infettiva; mentre chi \u00e8, o potrebbe essere, fonte di bene, viene a tal punto marginalizzato, o semplicemente ignorato, che la sua voce e il suo esempio si perdono nel frastuono generale.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe obiettare che cos\u00ec va il mondo, e cos\u00ec \u00e8 sempre andato: che i pi\u00f9 generosi, positivi, disinteressati, da sempre soccombono davanti ai pi\u00f9 egoisti, ai pi\u00f9 aggressivi, ai meno scrupolosi. Questo \u00e8 vero, ma fino ad un certo punto. In una societ\u00e0 complessivamente sana, lo spazio che le persone e gli esempi negativi riescono a conquistare, \u00e8 pi\u00f9 apparente che reale, pi\u00f9 temporaneo che durevole, pi\u00f9 superficiale che profondo. In una societ\u00e0 sana, i peggiori hanno, talvolta, l&#8217;impressione di essere irresistibili, ma, a conti fatti, si scopre che non sono mai stati seriamente in grado di far perdere l&#8217;equilibrio alla societ\u00e0 intera, di destabilizzarla per davvero. In una societ\u00e0 malata, viceversa, che ha consumato o distrutto i propri anticorpi, questo pericolo esiste. In una societ\u00e0 malata, un individuo schizofrenico e violento pu\u00f2 salire ai vertici del potere, o della cultura, o della finanza, o dello spettacolo, e provocare, direttamente o indirettamente, il massimo danno ai propri simili e al proprio ambiente (nel senso pi\u00f9 ampio della parola &quot;ambiente&quot;). Pertanto, se \u00e8 relativamente normale che chi ha molta faccia tosta e aggressivit\u00e0 riesca a scavalcare, nel merito e nella percezione dei pi\u00f9, gli individui moralmente, intellettualmente e spiritualmente migliori, non lo \u00e8 che costoro arrivino al punto d&#8217;ipnotizzare la maggior parte della gente e che seguitino a provocare danni gravissimi, senza che il loro gioco venga scoperto e che, in qualche modo, alla fine sia neutralizzato.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 sana, in definitiva, \u00e8 una societ\u00e0 fertile; e una societ\u00e0 si mantiene fertile fino a tanto che sa amare la vita, e trasmettere tale amore alle nuove generazioni. Non si tratta solo di riprodursi e avere dei figli, ma di tirar su delle generazioni che siano innamorate della vita, che credano in se stesse, che non temano la sfida del domani. La cultura europea degli ultimi tre secoli, specialmente dall&#8217;illuminismo in poi, ha prodotto sempre meno amore per la vita, sempre meno fiducia nel domani e delegato sempre pi\u00f9 potere alle macchine, illudendosi chele macchine possano risolvere i problemi umani, Le macchine possono solo rendere pi\u00f9 facile o pi\u00f9 veloce questa quella operazione, e nient&#8217;altro; se la societ\u00e0 \u00e8 malata, le macchine ne affretteranno la fine. L&#8217;importante non \u00e8 la macchina, ma l&#8217;uomo che sta dietro la macchina. L&#8217;umanit\u00e0 potr\u00e0 anche ricominciare daccapo, dopo una notte tecnologica dovuta, per esempio, ad un conflitto nucleare; ma nessuna tecnologia potr\u00e0 salvare una societ\u00e0 che, non credendo pi\u00f9 a niente, abbia perso la voglia di vivere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il principio fondamentale dell&#8217;agricoltura biodinamica, che la caratterizza rispetto a tutte le altre, e anche rispetto a quella che le \u00e8 maggiormente simile, l&#8217;agricoltura biologica, \u00e8<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30160,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[92],"class_list":["post-28908","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geografia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-geografia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28908","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28908"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28908\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30160"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28908"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28908"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28908"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}