{"id":28906,"date":"2017-11-17T09:12:00","date_gmt":"2017-11-17T09:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/17\/una-societa-che-odia-dio-odia-se-stessa\/"},"modified":"2017-11-17T09:12:00","modified_gmt":"2017-11-17T09:12:00","slug":"una-societa-che-odia-dio-odia-se-stessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/17\/una-societa-che-odia-dio-odia-se-stessa\/","title":{"rendered":"Una societ\u00e0 che odia Dio, odia se stessa"},"content":{"rendered":"<p>Il 12 febbraio del 2013, per festeggiare l&#8217;abdicazione di Benedetto XVI, un gruppo di nove ragazze del famigerato gruppo ucraino <em>Femen<\/em>, indossanti solo le mutandine e con il corpo decorato con scritte oltraggiose per la fede cattolica, hanno fatto irruzione nella basilica di Notre Dame, a Parigi, in mezzo al popolo dei fedeli, scandendo lo slogan <em>Non pi\u00f9 papa<\/em>, e scagliandosi contro un&#8217;antica campana di bronzo dorato, che hanno preso a bastonate.<\/p>\n<p>Allontanate a fatica dagli inservienti, sono state rinviate a giudizio e il processo si \u00e8 concluso, nel settembre dell&#8217;anno seguente (!), con l&#8217;assoluzione totale. La sentenza \u00e8 stata il risultato di una riduzione dell&#8217;accusa ai soli aspetti materiali dell&#8217;irruzione: niente vandalismo, niente oltraggio alla religione, niente incitamento all&#8217;odio antireligioso, ma solo danneggiamento (eventuale) di beni. E siccome gli unici danni materiali erano i segni lasciati dalle balde ragazzotte sulla secolare campana, ma nessuno poteva attribuirli con certezza proprio a loro, il comprensivo magistrato ha concluso per il nulla di fatto e le ha rimandate assolte. La loro portavoce ha dichiarato<em>: Cari cattolici, caro papa, caro Dio, fatevene una ragione: oggi \u00e8 stato tolto l&#8217;appoggio dello Stato alla vostra falsa morale.<\/em> E per aggiungere il danno alla beffa, a venire condannati sono stati gli inservienti della cattedrale, per aver adoperato maniere troppo rudi nel cacciar fuori le vivaci fanciulle: a delle pene pecuniarie abbastanza lievi, da 300 a 1.000 euro, per\u00f2 significative: nella Francia laicista, erede della Rivoluzione del 1789, il reato di profanazione e sacrilegio non esiste, semmai esiste il reato di tentare d&#8217;opporvisi. L&#8217;opinione pubblica \u00e8 avvertita: chiunque pu\u00f2 entrare in un luogo sacro, denudarsi e sbeffeggiare i sentimenti e le credenze delle persone le quali, pie e inoffensive, sono l\u00ec raccolte soltanto a pregare; e se qualcuno prova a buttar fuori il profanatore, rischia una multa pi\u00f9 o meno salata, dal valore soprattutto simbolico: oltraggiare e vilipendere Dio e i fedeli si pu\u00f2, opporvisi no. Al massimo, bisogna dire all&#8217;energumeno (o all&#8217;energumena): <em>Per favore, caro amico, sii cos\u00ec gentile da uscire, sai bene che questa \u00e8 una chiesa, rispettala e lascia in pace quelli che sono qui per adorare il Signore.<\/em> A quel punto, bisogna solo sperare che costui (o costei, come nel nostro caso) si sia sfogato abbastanza, che abbia ottenuto sufficiente attenzione da parte dei fotografi e dei giornalisti, e che i suoi muscoli affaticati dalla acrobatica <em>performance<\/em> reclamino un po&#8217; di riposo, e quindi che se ne vada con le buone, di sua spontanea volont\u00e0. Questo, nella cattedrale pi\u00f9 famosa e pi\u00f9 importante del mondo, dopo quella di San Pietro a Roma, cara al cuore di un miliardo e mezzo di cattolici distribuiti nei cinque continenti. Non sappiamo quale sentenza esprimerebbero i giudici dell&#8217;Europa laicista e post-cristiana, se l&#8217;assalto dovesse aver luogo in qualche cattedrale o basilica di minore importanza, o in qualche chiesa o abbazia di provincia, sullo fondo di uno scenario meno famoso.<\/p>\n<p>Sta di fatto che quando tre ragazze di un altro gruppo femminista punk, le <em>Pussy Riot<\/em> (si noti che <em>pussy<\/em>, in slang anglosassone, indica il gatto, ma anche la vagina), ha fatto irruzione nella cattedrale di Cristo Salvatore, a Mosca, nel 2012, i giudici russi non sono stati altrettanto indulgenti, bench\u00e9 le ragazze fossero pi\u00f9 o meno vestite, e non seminude, e non se la fossero presa con gli arredi sacri: due ani di prigione per teppismo motivato da odio antireligioso; che \u00e8, fra parentesi, il minimo della pena prevista in simili casi (il massimo sarebbe stato sette anni), quasi del tutto scontati perch\u00e9 l&#8217;amnistia \u00e8 arrivata a soli due mesi dal completamento della detenzione. Ma la Russia, si sa, \u00e8 un Paese arretrato e semibarbaro, per giunta sottoposto alla brutale dittatura di Putin, una specie di orco uscito da qualche fiaba per bambini, e pronto a divorare sia persone in carne ed ossa, che diritti umani; mentre la Francia, da oltre due secoli, si \u00e8 posta all&#8217;avanguardia della civilt\u00e0 e del progresso (nonch\u00e9 della Massoneria) e addita gloriosamente alle altre nazioni la strada da seguire, per lasciarsi alle spalle per sempre l&#8217;obbrobrioso passato medievale, fatto di superstizioni e oscurantismo; un passato generato da quel <em>monstrum<\/em> che \u00e8 la Chiesa cattolica, e che merita soltanto, secondo l&#8217;incitamento del &quot;tollerante&quot; Voltaire, d&#8217;essere schiacciato, come si fa coi serpenti velenosi: <em>\u00e9crasez l&#8217;inf\u00e2me!<\/em><\/p>\n<p>Vale la pena di notare che, mentre il pubblico ha seguito con distacco, o con malcelata simpatia, il processo alle <em>Femen<\/em> che hanno profanato Notre Dame, e che i mass media ne hanno parlato poco e in maniera estremamente faziosa, facendo passare la cosa per una innocente monelleria (mentre si sa che dietro le <em>Femen<\/em> ci sono i miliardi di qualche potere occulto, intenzionato a destabilizzare quel poco di senso morale che ancora sopravvive in Europa), una parte non indifferente della opinione pubblica russa era favorevole a una severa condanna per le profanatrici della cattedrale di Cristo Redentore. E mentre il clero cattolico, non solo francese, ha taciuto, e la stessa cosa hanno fatto i pur loquacissimi monsignori di casa nostra, i Paglia, i Galantino, per non parlare degli storici come Meloni, o i teologi come Enzo Bianchi e Andrea Grillo, la cui parola d&#8217;ordine \u00e8 stata: <em>bocche cucite e fare finta di nulla<\/em>, tanto erano tutti presi dall&#8217;entusiasmo per l&#8217;elezione del &quot;loro&quot; papa, Francesco, portatore delle tanto attese novit\u00e0 progressiste e moderniste, il clero ortodosso, invece, e sia pure con qualche eccezione, si \u00e8 espresso con molta severit\u00e0 nei confronti delle <em>Pussy Riot<\/em>. Cirillo I, il patriarca di Mosca e di tutte le Russie, nel mezzo di una celebrazione nella centralissima chiesa della Deposizione della Veste, nella Piazza del Cremlino, ha qualificato l&#8217;azione di quelle ragazze come blasfema e demoniaca: <em>Il diavolo ci ha irrisi&#8230; &#8211;<\/em> ha detto. &#8211; <em>Non abbiamo un futuro se permettiamo che ci prenda gioco di grandi luoghi sacri e se alcuni vedono queste prese in giro come una sorta di valore<\/em>. E questo mentre negli Stati Uniti e nell&#8217;Europa occidentale si mobiliava una forte campagna in difesa delle <em>Pussy Riot<\/em>, e se non proprio della legittimit\u00e0, almeno della scarsa gravit\u00e0 della profanazione da esse attuata; fra tutti, si segnalava l&#8217;intervento a gamba tesa della cancelliera tedesca Angela Merkel, negli affari interni di uno Stato sovrano, la quale, dopo la condanna delle discutibili eroine, si \u00e8 affrettata a criticare la sentenza, definendola sproporzionata ed esageratamente severa.<\/p>\n<p>Come si spiega questa differenza di opinioni, ed evidentemente, anche di sensibilit\u00e0 e di cultura, fra la Russia e il resto del mondo occidentale? A nostro avviso, essenzialmente con due ordini di ragioni. Prima di tutto, l&#8217;esperienza storica dei rispettivi popoli. Nell&#8217;ex Unione Sovietica, la gente ha sperimentato una politica statale anticristiana che si \u00e8 accanita contro il clero e contro i fedeli per circa settant&#8217;anni, cercando di sradicare completamente la religione cristiana, in maniera sistematica e capillare e ricorrendo a dei metodi estremamente brutali. Centinaia di migliaia di esseri umani, sia ortodossi sia cattolici (questi ultimi specialmente in Ucraina), sono stati trascinati nei campi di concentramento, dove moltissimi hanno peso la vita. Eppure, quando il comunismo \u00e8 crollato e l&#8217;Unione Sovietica si \u00e8 dissolta, il popolo dei fedeli \u00e8 riemerso dalle catacombe: le chiese, che erano state chiuse, sono state riaperte; quelle demolite, sono state ricostruite; i conventi, i seminari, le icone, i libri sacri, sono riapparsi e hanno ripreso il posto che occupavano prima delle &quot;gloriose&quot; giornate dell&#8217;Ottobre 1917. E quando un popolo esce da una prova cos\u00ec dura, quando una religione supera una persecuzione di un tale entit\u00e0, scopre, sulla propria pelle, ci\u00f2 che prima, forse, dava per scontato, e che non apprezzava nel suo giusto valore: l&#8217;importanza che Dio occupa nella vita degli uomini e nel corso della storia, e l&#8217;impossibilit\u00e0, per una societ\u00e0 consapevole di se stessa, di strappar via da s\u00e9 la fede religiosa, con la quale \u00e8 impastata la sua stessa identit\u00e0. A questo punto, quel popolo e quei fedeli non hanno pi\u00f9 voglia di vedere che qualcuno venga a scherzare sulla loro fede, a irridere le loro credenze, a profanare i loro luoghi santi: lo percepisce come un oltraggio molto grave, non certo come una semplice ragazzata. Ma come potrebbero capire tutto ci\u00f2 gli occidentali, presso i quali irridere il cristianesimo \u00e8 diventato una cosa pressoch\u00e9 ovvia, specie fra le persone che si credono colte; le stesse che hanno coltivato e alimentato, per una settantina d&#8217;anni, il mito di cartapesta della cosiddetta Rivoluzione d&#8217;Ottobre e della costruzione del socialismo nella patria di Lenin e Stalin? Come potrebbero apprezzarlo i figli (di pap\u00e0) di quegli studenti parigini, e non solo parigini, i quali, ancora nel 1968 &#8212; ossia cinquant&#8217;anni dopo il colpo di stato bolscevico &#8212; sfilavano per le strade brandendo il <em>Libretto rosso<\/em> di Mao Tse-tung e scandendo gli slogan di Lenin, Trotskij e compagni; studenti che oggi sono la classe dirigente dell&#8217;Europa occidentale e che non hanno mai fatto ammenda del loro clamoroso errore, anzi, se ne vantano?<\/p>\n<p>La seconda ragione ha a che fare con la coscienza di s\u00e9 che i popoli hanno o non hanno, nel senso che l&#8217;hanno perduta. Il popolo russo ha coscienza di s\u00e9, perch\u00e9 ha coscienza di essere nato dall&#8217;incontro della civilt\u00e0 latina (e bizantina, cio\u00e8 greca) col cristianesimo: ricorda la sua secolare servit\u00f9 sotto i musulmani dell&#8217;Orda d&#8217;Oro e sa, per averne fatta l&#8217;esperienza, che costruire una identit\u00e0 nazionale su basi puramente laiche e irreligiose equivale a costruire sulla sabbia. Molti russi di una certa et\u00e0 ricordano che, quando i carri armati di Hitler, nel 1941, sferragliavano alle porte di Mosca, \u00e8 stata una grande sollevazione patriottica e religiosa a salvare il loro Paese (cos\u00ec come l&#8217;aveva salvata nel 1812 davanti alla <em>Grande Arm\u00e9e<\/em> di Napoleone, in un <em>epos<\/em> splendidamente narrato da Tolstoj in <em>Guerra e pace<\/em>); e che, in quel drammatico frangente, perfino Stalin non aveva esitato a fare appello al clero ortodosso, da lui perseguitato a morte fino al giorno prima, perch\u00e9 lanciasse una &quot;crociata&quot; vera e propria in difesa della Patria, lui, il padrone del Comintern, cio\u00e8 dei senza patria. \u00c8 questa la ragione per cui i Russi, e, in una certa misura, anche i Polacchi, gli Slovacchi, i Cechi e gli Ungheresi, non ne vogliono sapere di farsi i invadere da milioni di falsi profughi islamici; ed \u00e8 la stessa ragione per cui non gradiscano che qualcuno scherzi ed irrida le loro credenze religiose. La religione la prendono sul serio, loro; cos\u00ec come prendono sul serio la propria identit\u00e0. In perfetta mala fede, i nostri mass media vorrebbero darci a intendere che il rifiuto di accogliere &quot;quote&quot; d&#8217;immigrati extra europei, da parte della Polonia, dell&#8217;Ungheria, eccetera, sia dovuto solo a ottuso egoismo e ad insensibilit\u00e0; niente affatto: \u00e8 dovuto al fatto che presso quei popoli \u00e8 ancor vivo il senso dell&#8217;identit\u00e0 europea; e identit\u00e0 europea vuol dire anche, inseparabilmente, cristianesimo. Chi non \u00e8 cristiano, almeno nel senso culturale dell&#8217;espressione, non \u00e8 veramente europeo: \u00e8 un apolide, un vagabondo, un marziano, al quale nulla importa della sua stessa casa, dei suoi stessi figli. \u00c8 questo che non aveva capito quella testa vuota di Bertrand Russell, autore del celebre <em>Perch\u00e9 non sono cristiano<\/em>, il filosofo pi\u00f9 insulso e pi\u00f9 assurdamente sopravvalutato dell&#8217;Europa moderna; e noi occidentali siamo figli di Bertrand Russell, non di san Tommaso d&#8217;Aquino, di Dante, di Pascal, di Kierkegaard, di Dostoevskij. Con nostro danno e a nostra grande vergogna.<\/p>\n<p>E adesso, veniamo alla faccenda della tolleranza e del perdono. Gesti come quello delle <em>Femen<\/em>, avvenuti sia a Parigi che in parecchi altri luoghi e occasioni, sono generalmente accolti dalla nostra opinione pubblica con molta tolleranza: non fanno scandalo, suscitano comprensione, quasi indulgenza; punirli severamente, parrebbe una esagerazione. Anche gran parte del clero cattolico e dei fedeli la pensano cos\u00ec: nel loro caso, pi\u00f9 che di tolleranza, si fa appello al perdono; il vero cristiano, dicono e ripetono i preti e i vescovi progressisti, \u00e8 colui che sa perdonare. Benissimo. \u00c8 strano, per\u00f2, che tali categorie &#8212; la tolleranza per i laici, il perdono per i credenti &#8211; vengano evocate solo quando si tratta di giudicare quanti offendono e oltraggiano deliberatamente la religione cristiana, e specificamente la fede cattolica. Negli stessi giorni nei quali usciva la sentenza assolutoria per le <em>Femen<\/em> che avevano profanato, in pieno giorno e davanti a centinaia di fedeli, la cattedrale di Notre Dame, in Arabia Saudita la polizia arrestava ventisette persone di religione cristiana &#8211; lavoratori indiani immigrati, <em>ma solo temporanei<\/em>, come usa da quelle parti &#8211; per l&#8217;atroce crimine di riunirsi in segreto, in una casa privata, a pregare il Signore Ges\u00f9 Cristo. Reato gravissimo, in quel Paese, magnifico alleato dell&#8217;Occidente, dove l&#8217;unica religione ammessa \u00e8 l&#8217;islam e dove \u00e8 un grave crimine praticare un altro culto, sia pure in un luogo privato. La stampa dell&#8217;Europa occidentale, per\u00f2, di questo fatto non ha parlato; se parla di islam e di libert\u00e0 religiosa, lo fa solo per invocare sempre pi\u00f9 moschee in Europa, a beneficio degli islamici immigrati da noi, legalmente o illegalmente. Due pesi e due misure, quindi: massima comprensione per i sacrilegi anticristiani, silenzio quasi assoluto sulle persecuzioni anticristiane. E mentre i nostri giornalisti hanno seguito il processo delle balde ragazze che hanno invaso, urlanti e seminude, una delle maggiori chiese cristiane, al preciso scopo di offendere e scandalizzare i fedeli, si sono del tutto disinteressati della sorte di quei ventisette uomini e donne, gettati come delinquenti nelle carceri di Riyad, mentre i <em>Vangeli<\/em> e i libri di preghiera sono stati sequestrati dalla polizia, come corpi del reato. E allora non ci vengano a parlare, i vescovi progressisti, del perdono cristiano: perch\u00e9 lo evocano solo quando fa comodo a loro, ma sono assai poco clementi coi cattolici <em>non<\/em> progressisti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 12 febbraio del 2013, per festeggiare l&#8217;abdicazione di Benedetto XVI, un gruppo di nove ragazze del famigerato gruppo ucraino Femen, indossanti solo le mutandine e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117],"class_list":["post-28906","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28906","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28906"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28906\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28906"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28906"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28906"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}