{"id":28891,"date":"2016-09-03T07:10:00","date_gmt":"2016-09-03T07:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/03\/se-scompaiono-i-simboli-del-divino-a-sostituirli-sono-quelli-dellinferno\/"},"modified":"2016-09-03T07:10:00","modified_gmt":"2016-09-03T07:10:00","slug":"se-scompaiono-i-simboli-del-divino-a-sostituirli-sono-quelli-dellinferno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/03\/se-scompaiono-i-simboli-del-divino-a-sostituirli-sono-quelli-dellinferno\/","title":{"rendered":"Se scompaiono i simboli del divino, a sostituirli sono quelli dell\u2019Inferno"},"content":{"rendered":"<p>Fin dalla notte dei tempi &#8212; che non \u00e8 quella del Pitecantropo o di qualche altro preteso ominide scimmiesco, ma quella di opere grandiose, come i dolmen e i menhir disseminati per l&#8217;Europa e per il mondo &#8212; l&#8217;umanit\u00e0 si \u00e8 circondata di simboli: simboli del sacro, simboli del divino; scolpiti, dipinti, incisi, graffiti, cesellati, miniati, affrescati, intessuti: sulle rocce, sugli alberi, sui templi, sulle case, sulle tombe, sulle navi, sui vestiti, sulle monete, sul corpo.<\/p>\n<p>I simboli assolvono svariate funzioni, ma quella pi\u00f9 importante \u00e8 di indirizzare l&#8217;anima, traverso la foresta delle cose accidentali ed effimere, verso ci\u00f2 che \u00e8 essenziale, vale a dire la verit\u00e0; e poich\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 essenziale \u00e8 Dio, la verit\u00e0 \u00e8 Dio, e l&#8217;uomo che non lo afferra, che non lo comprende, o, almeno, che non lo intuisce, \u00e8 come cieco, sordo e spento in mezzi ai clamori del mondo, \u00e8 come un turacciolo di sughero portato qua e l\u00e0 dalla marea, avanti e indietro, incessantemente, senza mai nulla imparare, senza evolvere, senza progredire, mai, con stolida monotonia, sempre uguale a se stesso, sempre tenacemente attaccato al suo ego, all&#8217;infinito&#8230;<\/p>\n<p>Prendiamo il simbolo della luce, uno dei pi\u00f9 importanti. La luce, nelle chiese, penetrava dalle finestre dell&#8217;abside: gli edifici sacri erano costruiti cos\u00ec, con l&#8217;abside rivolto al mattino e con la facciata rivolta al tramonto: in modo che il Sole entrasse da dietro l&#8217;altare e brillasse da dietro il Santissimo, e che poi, al termine della sua corsa nel cielo, sul finire del giorno, arrivasse a gettare i suoi ultimi bagliori morenti attraverso il portone. E tutto questo era un simbolo: il simbolo della giornata della vita terrena di fronte al mistero dell&#8217;eternit\u00e0; il simbolo dell&#8217;amore di Dio che abbraccia gli uomini, come fa un padre tenerissimo; il simbolo del fatto che, per l&#8217;uomo, Egli \u00e8 tutto, il mattino e la sera, l&#8217;inizio e la fine, l&#8217;alfa e l&#8217;omega.<\/p>\n<p>Oggi i simboli si sono perduti, sfilacciati, dissolti. Vengono ignorati, quando non sono apertamente derisi. Gli architetti, per continuare con lo stesso esempio, costruiscono le chiese come a loro pare e piace, tenendo conto di molte cose, dell&#8217;estetica, della funzionalit\u00e0, dell&#8217;originalit\u00e0, tranne che dei simboli. E, quel che \u00e8 peggio, i teologi e gli stessi sacerdoti hanno fatto la stessa, identica cosa: hanno gettato i simboli nel cestino della carta straccia e, al loro posto, ci hanno dato&#8230; la fede (secondo loro), pura e nuda, senza fronzoli, senza ghirigori; come i protestanti. Ma, in effetti, ci hanno dato solo i loro dubbi, le loro perplessit\u00e0, i loro distinguo, le loro ipocrisie intellettuali: una fede che non \u00e8 pi\u00f9 <em>la<\/em> fede, con la scusa che l&#8217;uomo moderno &#8212; essi dicono &#8212; non pu\u00f2 pi\u00f9 credere come credevano i nostri nonni, cio\u00e8 con la loro semplicit\u00e0 e &quot;ingenuit\u00e0&quot;, e, pertanto, bisogna elaborare per lui un altro modo di trasmettere le verit\u00e0 della fede eterna, pi\u00f9 adeguato ai nostri tempi moderni, tutti pervasi dalle <em>magnifiche sorti e progressive.<\/em><\/p>\n<p>In realt\u00e0, l&#8217;uomo non pu\u00f2 vivere senza i simboli; essi fanno parte della sua natura profonda: il fatto che l&#8217;uomo moderno li ignori, o li trascuri, non significa altro che egli \u00e8 inconsapevole della loro presenza. Ma ci sono. Uno studente e anche un professore moderno possono benissimo leggere la <em>Divina Commedia<\/em> ignorando o tralasciando la dimensione simbolica, ma, ovviamente, quel che capiranno del poema di Dante sar\u00e0 appena l&#8217;ombra di quel che il sommo Poeta voleva trasmettere ai suoi lettori. Questo, per ci\u00f2 che riguarda i simboli del passato, esistenti ancora oggi. Ma al presente, siamo proprio sicuri che il linguaggio dei simboli sia stato abbandonato? Ci sia permesso dubitarne. Esso \u00e8 ben vivo, solo che a coltivarlo non sono pi\u00f9 coloro che vogliono trasmettere la verit\u00e0 in cui hanno creduto i nostri progenitori, ma dei nuovi &quot;iniziati&quot;, dei nuovi &quot;sacerdoti&quot;.<\/p>\n<p>Chi sono costoro, da dove vengono, e cosa vogliono? Per rispondere a queste domande, basta partecipare ad un concerto di musica rock, o tenere in mano la copertina di un disco, o ascoltare le parole del brano in questione: \u00e8 tutta una foresta di simboli. Simboli anche sulle carte da gioco, sulle banconote, sulle case, sui pavimenti, agli angoli delle strade; simboli sui vestiti, sulle automobili, sugli aerei, sulle navi; simboli sul corpo, mediante i tatuaggi. Simboli nei campi (di grano); simboli nei templi (neopagani); simboli nelle discoteche; simboli negli edifici sacri della Neochiesa, apertamente ispirati al linguaggio esoterico e massonico. E, con ci\u00f2, crediamo anche di avere indicato la sorgente ideologica principale a cui si ispirano, e le forze spirituali e materiali che essi intendono mettere in campo, e che vorrebbero propiziarsi.<\/p>\n<p>I simboli sono perenni, esisteranno fino a quando esister\u00e0 l&#8217;uomo. Nessuna civilt\u00e0 \u00e8 concepibile senza l&#8217;universo dei simboli, che sia quella di una trib\u00f9 di cacciatori e raccoglitori viventi nel cuore della foresta equatoriale, oppure la pi\u00f9 evoluta e la pi\u00f9 avanzata tecnologicamente che possiamo immaginare, con tanto di veicoli per effettuare i viaggi intergalattici e, magari, anche i viaggi nel tempo. Sempre l&#8217;uomo si \u00e8 servito di simboli, e lo fa anche al presente; tutto sta a vedere se sono i simboli della luce o quelli delle tenebre. Perch\u00e9 la conoscenza intima dei simboli \u00e8 riservata a coloro che svolgono la funzione di guide spirituali per la societ\u00e0 o per l&#8217;umanit\u00e0 intera; ma, se le guide spirituali scompaiono, allora si fanno strada le contro-guide i contro-iniziati, il cui scopo tenebroso \u00e8 quello di consacrare il mondo alle forze dell&#8217;oscurit\u00e0.<\/p>\n<p>Osservava a proposito dei simboli e della loro funzione nella vita dell&#8217;uomo, lo scrittore Nino Salvaneschi (Pavia, 3 dicembre 1886-Torino, 24 novembre 1968), molto noto ai suoi tempi e molto amato da un certo pubblico, specialmente cattolico, ma poi messo bruscamente nel dimenticatoio, forse perch\u00e9 alla cultura sessantottina non piaceva quel suo essere &quot;il cantastorie di Dio&quot;, o forse anche perch\u00e9 inviso agli stessi cattolici modernisti e progressisti, in quanto la sua opera, nella sua essenzialit\u00e0 e &quot;ingenuit\u00e0&quot; evangelica (ecco che c&#8217;imbattiamo di nuovo in questa parola, e non \u00e8 certo un caso), poco e male si prestava ad una rivisitazione in chiave di sinistra e socialmente &quot;impegnata&quot;, come a loro piaceva e come \u00e8 indispensabile per superare le forche caudine del loro insindacabile giudizio, onde venire ammessi nell&#8217;Olimpo del politicamente corretto (da: N. Salvaneschi, <em>Il trittico del cuore<\/em>, II, <em>Saper soffrire<\/em>, Milano, Dall&#8217;Oglio Editore, 1948, pp. 381-382):<\/p>\n<p><em>Tutto quello che ci circonda ha valore di simboli, diceva Faust. Ma anche malgrado l&#8217;avvertimento di Goethe ci siamo poco guardati in giro&#8230; Del resto, la nostra civilt\u00e0, di cui siamo cos\u00ec fieri, ha perduto le chiavi dei simboli proprio da quel medioevo che \u00e8 stata l&#8217;epoca nella quale l&#8217;umanit\u00e0 ha vissuto pi\u00f9 vicino a Dio. Allora la simbologia delle cattedrali custodiva il segreto dei misteri. E tutti potevano approfondire la verit\u00e0 della fede attraverso gli enigmi delle pitture, delle sculture e delle decorazioni. Cos\u00ec, ogni basilica era la bibbia dei poveri e degli analfabeti e il simbolo diveniva sintesi di dottrina. Ma oggi il simbolismo mistico si \u00e8 perduto perch\u00e9 vogliamo vedere tutto troppo chiaro, reale e positivo. Inoltre la fretta, della quale siamo vittime, ci impedisce quasi sempre di sostare ai crocicchi spirituali dove per solito si presentano a ognuno di noi quei fatti e quelle persone che rivestono il carattere di simboli.<\/em><\/p>\n<p><em>Ebbene, credo che l&#8217;umanit\u00e0 al posto dell&#8217;antica simbologia perduta abbia forse bisogno di una nuova simbologia che le riveli quanto avviene nella profondit\u00e0 dello spirito. Certo, questo era gi\u00e0 stato quasi realizzato dalle saggezze religiose dell&#8217;India, dell&#8217;Egitto e della Grecia. Il velo di Maja, il manto di Cibele, la luce di Iside nascondevano verit\u00e0 per iniziati. E se conoscere i simboli dei ventidue arcani costituiva l&#8217;alta iniziazione di Osiride, saper interrogare la Sfinge rimane oggi ancora l&#8217;essenza della vita. Interpretare i simboli \u00e8 avvicinarsi alla verit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Spesso la verit\u00e0 \u00e8 velata da un simbolo. Ma come vederlo? In qual modo decifrarlo? In quale giusto senso interpretarlo? Il simbolo \u00e8 anche un invito o un presagio, un avvertimento o un epilogo. E ha cento segni e mille aspetti, ma la sua luce si riflette almeno su un certo periodo della nostra vita. E anche se il processo intimo si svolge con il concorso quasi inconscio del cuore, dell&#8217;anima e della coscienza, la difficolt\u00e0 sta sempre nel tradurre qualche parola o qualche gesto in sintesi spirituale. Ma credo che se molti sono i simboli spirituali dai quali possiamo comprendere il senso occulto della nostra vita, i pi\u00f9 essenziali si rivelano sotto i segni del&#8217;amore e del dolore. Inutile cercare di conoscerli quando diamo morsi dagli istinti o travolti dalle passioni, poich\u00e9 non vediamo che gli idoli della carne. Inutile cercare di comprendere quando siamo colpiti dall&#8217;angoscia o torturati dalla sofferenza, poich\u00e9 non proviamo che rivolta o disperazione. \u00c8 necessario lasciar passare la tempesta per coglier en serenit\u00e0 l&#8217;essenza pi\u00f9 intima delle cose, la radice pi\u00f9 profonda della realt\u00e0. Allora una parola apre una nuova via e un gesto rivela il nostro destino. Talvolta il cuore sente un richiamo intimo. Tal&#8217;altra l&#8217;anima intuisce un presagio di quanto sta per avvenire. Ma sempre la coscienza registra ogni cosa e dai margini del tempo traduce la realt\u00e0 con una parola eterna.<\/em><\/p>\n<p><em>Il cuore sente il mistero. L&#8217;anima cerca i simboli. La coscienza trova la verit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>La coscienza cerca la verit\u00e0 e l&#8217;anima \u00e8 indirizzata dai simboli; ma che cosa succede se la coscienza, pervertita da una cultura radicalmente atea e materialista, edonista e relativista, smette di cercare la verit\u00e0; e se l&#8217;anima \u00e8 frastornata e confusa da simboli che non la indirizzano verso la luce, ma la sospingono ulteriormente nella discesa verso gli inferi?<\/p>\n<p>Il pericolo pi\u00f9 grande, in questo senso, \u00e8 costituito, ai nostri giorni, da quel certo razionalismo che vorrebbe capire tutto, spiegare ogni cosa, annullare il mistero e abbassare l&#8217;eterno anelito verso il divino al livello di un raglio o di un grugnito verso il diabolico. Non \u00e8 detto che ci\u00f2 debba avvenire per forza secondo delle modalit\u00e0 apertamente blasfeme o sacrileghe; pu\u00f2 avvenire benissimo per mezzo di modalit\u00e0 perfettamente ragionevoli, ma ispirate ad una concezione angusta e presuntuosa della razionalit\u00e0. E tutto questo pu\u00f2 avvenire nella cittadella stessa del sacro; anzi, parecchi indizi fanno pensare che la grande apostasia avverr\u00e0, se pure non sta gi\u00e0 avvenendo, proprio a partire dalla cittadella del sacro, una volta espugnata la quale, tutto diventer\u00e0 pi\u00f9 facile per gli operatori delle potenze infernali.<\/p>\n<p>Torniamo ad un esempio tratto da quanto avviene nella Chiesa cattolica. Fino al Concilio Vaticano II, la santa Messa veniva officiata dal celebrante rivolto verso l&#8217;Altissimo; da allora, invece &#8211; e la cosa \u00e8 stata lodata e strombazzata come una gran &quot;conquista&quot; della Chiesa dei tempi nuovi, al passo con la modernit\u00e0 &#8212; egli si \u00e8 rivolto verso i fedeli, voltando, cos\u00ec, le spalle al Santissimo. Per non mancare di riguardo agli uomini, si \u00e8 preferito mancare di rispetto a Dio. Ci\u00f2 sarebbe stato giusto e legittimo se la Messa fosse una cerimonia laica, nella quale esiste la sola dimensione orizzontale, da uomo a uomo; ma essa, invece, \u00e8 un rito sacro, che proietta l&#8217;umanit\u00e0 nella dimensione verticale, dalla terra verso il cielo. Di conseguenza, il fatto di celebrare la Messa voltando le spalle ai fedeli, ma stando di fronte a Dio, era, per il sacerdote, un modo per esprimere, nel linguaggio simbolico, il rispetto, l&#8217;amore e il timore dovuti a Dio solo, e a nessun altro; mentre l&#8217;aver rivolto l&#8217;officiante, e addirittura aver girato tutto l&#8217;altare (con immensi danni materiali al patrimonio storico e artistico di migliaia e migliaia di chiese, e al prezzo dello stravolgimento architettonico ed estetico di esse), ha avuto il sapore, e anche il significato &#8212; forse inconsapevole, ma ci\u00f2 non rende la cosa meno grave &#8212; di esprimere, simbolicamente, la trasformazione della Messa da rito sacro in rito civile, secondo le regole della moderna democrazia e con poco o nessun senso del mistero e della trascendenza, (er non parlare del timor di Dio).<\/p>\n<p>Il grande pericolo \u00e8 che la modernit\u00e0 produca una vera e propria mutazione antropologica: che essa forgi &#8211; anche materialmente, per mezzo di una ingegneria genetica ispirata dal Diavolo &#8212; un nuovo tipo umano, sazio e incretinito dalla futilit\u00e0 della tecnologia domestica e quotidiana, e nel quale l&#8217;anelito verso l&#8217;eterno sia spento per sempre. Un simile tipo d&#8217;uomo, se giunger\u00e0 ad esistere, avr\u00e0, probabilmente, ancora bisogno di simboli, ma non sar\u00e0 pi\u00f9 sensibile ai simboli del sacro e del divino, bens\u00ec a quelli delle potenze infere. Domander\u00e0, e &#8212; a suo modo &#8212; ricever\u00e0, la &quot;benedizione&quot; dell&#8217;Inferno. Il <em>Libro dell&#8217;Apocalisse<\/em> afferma che coloro i quali verranno traviati dall&#8217;Anticristo, si faranno marchiare sul corpo il numero della Bestia. Lo faranno spontaneamente. Ora, non \u00e8 quel che sta gi\u00e0 accadendo? Non stiamo assistendo a una manovra di vastissime dimensioni per convincere le persone dei vantaggi che acquisiranno, facendosi installare un <em>microchip<\/em> nel proprio corpo? E non sar\u00e0 questo un modo per consegnarsi al potere delle tenebre, come pecore al macello?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fin dalla notte dei tempi &#8212; che non \u00e8 quella del Pitecantropo o di qualche altro preteso ominide scimmiesco, ma quella di opere grandiose, come i<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,117],"class_list":["post-28891","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28891","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28891"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28891\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28891"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}