{"id":28889,"date":"2015-07-28T06:47:00","date_gmt":"2015-07-28T06:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/john-silver-mascalzone-doppiogiochista-de-lisola-del-tesoro-e-il-vero-antieroe-moderno\/"},"modified":"2015-07-28T06:47:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:47:00","slug":"john-silver-mascalzone-doppiogiochista-de-lisola-del-tesoro-e-il-vero-antieroe-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/john-silver-mascalzone-doppiogiochista-de-lisola-del-tesoro-e-il-vero-antieroe-moderno\/","title":{"rendered":"John Silver, mascalzone doppiogiochista de \u00abL\u2019isola del tesoro\u00bb, \u00e8 il vero antieroe moderno"},"content":{"rendered":"<p>Si dice e si ripete che \u00abL&#8217;isola del tesoro\u00bb (\u00abTreasure Island\u00bb) di Robert Louis Stevenson, apparso nel 1883 e destinato a vivere per sempre nell&#8217;immaginario di milioni e milioni di ragazzi in tutto il mondo, \u00e8 un tipico romanzo di formazione, oltre che d&#8217;avventura, perch\u00e9 in esso il protagonista appena adolescente, Jim Hawkins, un quattordicenne rimasto orfano di padre, si imbarca per una favolosa avventura in cerca di fortuna sui mari lontani e torna a casa, da sua madre, divenuto ricco e, soprattutto, uomo maturo e responsabile.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 vero, certamente; a patto, per\u00f2, di mettere subito bene in chiaro che il vero protagonista non \u00e8 lui e che la storia non ruota intorno a lui, ma che il vero e quasi unico protagonista \u00e8 l&#8217;avventura, il gusto per l&#8217;avventura, il piacere dell&#8217;avventura, in s\u00e9 e per s\u00e9; secondariamente, la storia ruota non gi\u00e0 intorno a Jim, bens\u00ec intorno al classico deuteragonista, che poi finisce per diventare l&#8217;effettivo protagonista umano: quella canaglia incredibilmente scaltrita e senza scrupoli, rotta ad ogni genere di tradimenti e doppi giochi, ma anche stranamente, eccezionalmente simpatica, per quella vena di sincerit\u00e0 brutale che traluce in mezzo alle sue menzogne, e soprattutto per quello sfrontato, indomabile amore per la vita, che in lui, vecchio marinaio mutilato d&#8217;una gamba, zoppicante e non pi\u00f9 giovane, acquista un inconfondibile sapore epicureo, anzi, addirittura una coloritura nietzschiana, come se egli fosse ormai una creatura posta al di l\u00e0 del bene e del male.<\/p>\n<p>Si tratta di Long John Silver, pirata e filibustiere, ladro e assassino, bugiardo e spergiuro: un avanzo di galera, un pendaglio da forca talmente infame, che, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo: tanto sono sbiaditi, al suo confronto, i compassati difensori del codice morale, a cominciare dal capitano Smollett e dal dottor Trelawney; tutta gente seria e compita, niente da dire, gente di parola, gente d&#8217;onore! Ma vogliamo mettere con le gioiose ribalderie, con le inverosimili mascalzonate e le imperdonabili furfanterie di Silver John, che in tutta la sua vita, si direbbe, non \u00e8 mai entrato in una chiesa, se non &#8212; forse &#8212; per scassinare la cassetta delle elemosine, o, magari, per derubare un prete o un frate, beninteso non senza avergli prima spiegato di essere costretto a farlo delle circostanze, e magari chiedendogli di pregare lui il buon Dio, affinch\u00e9 possa perdonarlo e, magari, metterci anche una buona parola per quando bisogner\u00e0 fare i conti una volta per tutte, s&#8217;intende il pi\u00f9 tardi possibile, perch\u00e9 lui non ha alcuna fretta di lasciare questa valle di lacrime?<\/p>\n<p>Immaginare come sarebbe \u00abL&#8217;isola del tesoro\u00bb senza l&#8217;esecrabile, la nefanda, ma, allo stesso tempo, indispensabile e gustosissima, sanguigna, istrionica presenza di Long John Silver, \u00e8 semplicemente impossibile: sarebbe, press&#8217;a poco, come accingersi a mangiare una minestra senza neanche un pizzico di sale: ma allora non sarebbe pi\u00f9 una minestra, bens\u00ec una incommestibile brodaglia, una inqualificabile risciacquatura da ingerire con pena, come una triste necessit\u00e0. Si badi: John Silver non \u00e8, puramente e semplicemente, l&#8217;antagonista, il &quot;cattivo&quot; che ogni storia che si rispetti, per ragioni di equilibrio e d&#8217;interesse, deve ingaggiare, onde far meglio rifulgere la virt\u00f9 dei buoni: non \u00e8 l&#8217;equivalente di don Rodrigo de \u00abI promessi sposi\u00bb, n\u00e9 della marchesa Orsola Maironi, la zia di Franco, di \u00abPiccolo mondo antico\u00bb. Che John Silver sia cattivo, in fondo, non \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante; lo dimostra il fatto che i suoi antagonisti appaiono tanto pi\u00f9 insignificanti, quanto pi\u00f9 sono &quot;buoni&quot;; no: la cosa pi\u00f9 importante, in lui, \u00e8 la ribalderia festosa, l&#8217;incoercibile forza vitale e l&#8217;inesausto, canagliesco appetito per tutto ci\u00f2 che la vita pu\u00f2 offrire di buono, inteso in senso crassamente materiale, a cominciare dalla ricchezza.<\/p>\n<p>Ha osservato Emma Letley nella sua pregevole Introduzione a \u00abL&#8217;isola del tesoro\u00bb (tradizione dall&#8217;inglese di Angiolo Silvio Novaro, Milano, Mondadori, 1991, pp. IX-X e XXVII-XXX):<\/p>\n<p>\u00abPur esprimendo in generale la loro approvazione per la vivace scrittura di Stevenson e le sue magistrali descrizioni di personaggi e avvenimenti, i recensori dell&#8217;epoca incontrarono, occasionalmente, alcuni problemi con il personaggio di Long John Silver, l&#8217;eroe eponimo del racconto che si intitolava originariamente &quot;The Sea Cook&quot; (fu James Henderson a convincere l&#8217;autore a cambiarlo in &quot;L&#8217;Isola del Tesoro&quot;, che inizialmente era solo il sottotitolo). &quot;The Athenaeum&quot; diede inizio a un leitmotiv della critica, osservando che &quot;nella vita reale John Silver difficilmente se la sarebbe cavata; certamente non dovrebbe farlo in un&#8217;opera narrativa&quot;. Il &quot;Dial&quot; di Chicago espresse lo stesso parere di irresponsabilit\u00e0 morale: il libro &quot;verr\u00e0 apprezzato da ragazzi smaniosi di avventure, ma se sia per loro una lettura salutare, questo \u00e8 pi\u00f9 che dubbio.&quot; W. E. Henley, comunque, la cui &quot;zoppa vitalit\u00e0&quot; ispir\u00f2 a Stevenson il personaggio di Silver, non aveva di questi scrupoli: &quot;Lui [Silver], e non Jim Hawkins, n\u00e9 il tesoro di Flint, \u00e8 il vero eroe di Mr. Stevenson; e una volta finita di leggere la storia si capisce che il suo vero titolo non \u00e8 L&#8217;Isola del Tesoro, ma John Silver, pirata&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>Con il personaggio di Silver, Stevenson d\u00e0 prova della sua straordinaria abilit\u00e0 letteraria su due piani: la costruzione di un racconto di intrattenimento e il ritratto psicologico di un personaggio complesso come John Silver, un uomo con la maschera. La lettura della favola &quot;I personaggi del racconto&quot;, pubblicata su &quot;Longman&#8217;s Magazine&quot;nel 1895, pu\u00f2 contribuire a spiegare le diverse qualit\u00e0 che rendono &quot;L&#8217;Isola del Tesoro&quot; un testo cos\u00ec appagante per il lettore: un classico. Allo stesso tempo, la favola servir\u00e0 a chiarire quali fossero le affinit\u00e0 e le divergenze fra Stevenson e Henry James.Nei personaggi, Stevenson immagina che Long John Silver e il capitano Smollett escano dalla storia per farsi una passeggiata e fumare la pipa tra il capitolo XXXII e il XXXIII: Smollett fa notare a Silver \u00bbche si trova su una &quot;cattiva strada&quot;, al che Silver, mantenendo fino in fondo il contrasto tra linguaggio legale e illegale, commenta: &quot;il dovere \u00e8 dovere, come so bene, e nessuno lo sa meglio di me;ma, adesso, siamo a riposo, e non so perch\u00e9 dobbiate ancora occuparvi di morale&quot;. Pu\u00f2 darsi che non ci sia alcuna ragione di attenersi a principi morali, nondimeno Silver riconosce di essere il cattivo, mentre il capitano \u00e8 il personaggio virtuoso. Chiede: &quot;qual \u00e8 la differenza?&quot;: La risposta del capitano e il dialogo che ne segue hanno un sapore molto moderno (o addirittura modernista), caratteristico dello spirito di Stevenson e del suo atteggiamento flessibile e umano di fronte ai problemi morali.<\/p>\n<p>&quot;Il catechismo non ve l&#8217;hanno insegnato?&quot; disse il capitano. &quot;Non sapete che esiste una persona che si chiama l&#8217;Autore?&quot;<\/p>\n<p>Una persona che si chiama l&#8217;Autore?&quot; rispose John con aria di scherno. [&#8230;]<\/p>\n<p>&quot;Non credete in una vita futura?&quot; disse Smollett. &quot;Credete che soltanto il giornale di oggi contenga la storia?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Questo non lo so con precisione&quot; disse Silver &quot;e, in ogni modo, non so vedere che cosa c&#8217;entri. Io so questo: se esiste una persona che \u00e8 l&#8217;Autore, io sono il suo personaggio favorito. Riesce a far me mille volte meglio che non voi; mille volte, questa \u00e8 la verit\u00e0. E gli piace far me. Mi fa stare sulla tolda la maggior parte del tempo, con la mia gruccia; e lascia voi a oziare nella stiva, dove nessuno vi pu\u00f2 vedere, e non vuole che vi vedano, ci potete scommettere! Se c&#8217;\u00e8 un Autore, tuoni e fulmini! prende le mie parti, e ci potete scommettere!&quot;<\/p>\n<p>Qui Stevenson ha ripreso la tradizione del pensiero provvidenziale di stampo religioso (l&#8217;idea di un creatore e di una vita ultraterrena) e l&#8217;ha tradotta nei termini dello scrittore di professione e dei suoi personaggi letterari. L&#8217;aldil\u00e0 diventa, ovviamente, il seguito o i capitoli successivi. \u00c8 significativo che sia il pirata Silver, nel suo rifiuto anarchico di una vita &quot;reale&quot; per un personaggio d&#8217;invenzione, ad arrivare pi\u00f9 vicino alla posizione dello stesso Stevenson. L&#8217;impossibilit\u00e0 di Silver di pronunciare correttamente la parola &quot;character&quot; [personaggio], il suo uso di &quot;chara&#8217;ther&quot;, segnala il suo disprezzo sia della morale convenzionale, sia dell&#8217;idea che la narrativa possa &quot;competere con la vita&quot;. \u00c8 appunto su questa idea che le posizioni letterarie di Stevenson e di Henry James divergevano: pur avendo in comune un atteggiamento (giustamente) autocosciente e moderno verso la narrativa, Stevenson e James si trovano in disaccordo sulla questione dell&#8217;artificialit\u00e0 dell&#8217;arte. Lo scetticismo (religioso e letterario) di Silver \u00e8 una specie di glossa alla posizione di Stevenson, come \u00e8 espressa a Henry James in &quot;Un&#8217;umile rimostranza&quot;:&quot;Una proposizione geometrica non compete con la vita; e una proposizione geometrica \u00e8 un&#8217;ottima similitudine per chiarire che cosa sia un&#8217;opera d&#8217;arte.&quot; Il capitano Smolett &#8212; personaggio di secondo piano in questo dialogo come anche nel romanzo &#8212; si aggrappa alle convenzioni del rigido moralismo e del ristretto realismo, convinto com&#8217;\u00e8 che l&#8217;Autore &#8212; (in duplice senso) sia stabilmente &quot;dalla parte giusta&quot;. Il capitano pu\u00f2 attestarsi su questa posizione nella favola; ma nel romanzo &#8212; dal punto di vista della resa artistica &#8212; \u00e8 chiaro che \u00e8 Silver a essere il personaggio preferito dall&#8217;autore. Come Stevenson stesso fu pronto ad ammettere: &quot;E poi di John Silver andavo non poco fiero; e ancor oggi devo confessare la mia ammirazione per quel soave e formidabile avventuriero.&quot;\u00bb<\/p>\n<p>Un&#8217;altra cosa colpisce, in questo anti-eroe che scardina e sovverte tutte le convenzioni, non solo etiche, ma altres\u00ec letterarie, della narrativa di fine Ottocento: il suo sovrano disprezzo, o, per meglio dire, la sua totale, assoluta, sprezzante indifferenza nei confronti di tutto ci\u00f2 che \u00e8 problematico, intellettualistico, complicato, cerebrale. Long John Silver \u00e8, alla lettera, l&#8217;anti-Petrarca, ma anche l&#8217;anti-Proust, l&#8217;anti-Kafka, l&#8217;anti-Joyce e l&#8217;anti-Pirandello (&quot;ante litteram&quot;, per giunta!): egli \u00e8 talmente pervaso di energia e di sensualit\u00e0, che non gli avanza il tempo, n\u00e9 la voglia, di perdersi in problemi astratti, in complicazioni inutili, in drammi di coscienza. Per lui le cose sono molto chiare: c&#8217;\u00e8 un tesoro, sepolto in un&#8217;isola lontana dal pirata Flint, e c&#8217;\u00e8 il suo bruciante desiderio d&#8217;impadronirsene: tutto quel che si pone in mezzo fra le due cose, tutto quello che lo intralcia, che lo ostacola, va tolto di mezzo. Nessuna cialtroneria \u00e8 troppo grossa, nessuna carognata \u00e8 talmente lurida da dovervi rinunciare, se dovessero servire alla scopo che egli si \u00e8 proposto: mettere le mani sul tesoro, costi quello che costi.<\/p>\n<p>In un mondo, come quello moderno, fatto di uomini complicati, ultrasensibili, introspettivi, nevrotici, complessati, in piena crisi d&#8217;identit\u00e0 e di valori (\u00abMemorie dal sottosuolo\u00bb, il romanzo di Dostoevskij che \u00e8 il capostipite di tutta la letteratura della crisi, e il cui protagonista \u00e8 l&#8217;antenato di tutti gli anti-eroi e gli inetti proustiani, sveviani, pirandelliani, kafkiani, joyciani, \u00e8 stato pubblicato gi\u00e0 da vent&#8217;anni, nel 1864), John Silver \u00e8 l&#8217;emblema stesso della pienezza vitale, e sia pure in una versione moralmente discutibile, per non dire decisamente inaccettabile. In lui vi sono una irruenza, una rumorosit\u00e0, un &quot;\u00e9lan vital&quot; talmente scatenato, da fare invidia a Nietzsche, a Dilthey, a Bergson, a Ortega y Gasset ed a tutti gli altri filosofi vitalisti messi in fila, l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, compresi i lontani padri nobili, Bruno e Campanella.<\/p>\n<p>Long John Silver \u00e8 incontenibile, perch\u00e9 possiede ancora un animo semplice: rozzo, ma semplice; criminale, ma semplice; e, dunque, \u00e8 una forza della natura: troneggia come un vaso di ferro in mezzo a tanti vasi di coccio. Saranno gli altri vasi ad infrangersi, se si verificheranno degli urti; essi, e non lui, andranno in mille pezzi. Lui \u00e8 forte, d&#8217;una forza istintiva e primordiale: non conosce dubbi o ripensamenti, scrupoli o esitazioni. La linea pi\u00f9 breve che passa fra due punti, per lui, \u00e8 senz&#8217;altro una retta, sempre, in qualunque circostanza.<\/p>\n<p>Ci si chiede, semmai, se un uomo del genere, cos\u00ec indecentemente &quot;sano&quot; (per usare il linguaggio di Svevo), in un mondo di &quot;malati&quot;, possa ancora esistere, nel 1883. Non sar\u00e0 un&#8217;utopia anche questa, da parte di Stevenson: e, pertanto, una forma mascherata, ma, in fondo, neanche troppo bene, d&#8217;intellettualismo, e sia pure d&#8217;intellettualismo alla rovescia? Non sar\u00e0, quello di John Silver, un tipo umano in fuga dalla realt\u00e0, l&#8217;equivalente di un alienato moderno, di un Enrico IV nell&#8217;omonimo dramma di Pirandello? Non sar\u00e0 che egli tiene nascosta a tutti, ed anche a se stesso, la propria nevrosi, semplicemente reprimendola, o sublimandola nell&#8217;azione?<\/p>\n<p>Non abbiamo la risposta. In un&#8217;epoca malata, i sani al cento per cento, non esistono. Bisogna accontentarsi di coloro i quali, consapevoli della malattia, vogliono lottare contro di essa. Lottano come possono, vale a dire con le armi che la societ\u00e0 offre loro. Se questa \u00e8 malata, anche le armi sono malate; e cos\u00ec lo sono i medici. Ma che importa? John Silver \u00e8 un &quot;malato&quot; troppo simpatico&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si dice e si ripete che \u00abL&#8217;isola del tesoro\u00bb (\u00abTreasure Island\u00bb) di Robert Louis Stevenson, apparso nel 1883 e destinato a vivere per sempre nell&#8217;immaginario di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-28889","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28889","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28889"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28889\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28889"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28889"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28889"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}