{"id":28888,"date":"2016-03-08T04:37:00","date_gmt":"2016-03-08T04:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/08\/ma-lidea-di-fondo-del-sillabo-e-proprio-cosi-errata-come-da-sempre-si-ripete\/"},"modified":"2016-03-08T04:37:00","modified_gmt":"2016-03-08T04:37:00","slug":"ma-lidea-di-fondo-del-sillabo-e-proprio-cosi-errata-come-da-sempre-si-ripete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/08\/ma-lidea-di-fondo-del-sillabo-e-proprio-cosi-errata-come-da-sempre-si-ripete\/","title":{"rendered":"Ma l\u2019idea di fondo del Sillabo \u00e8 proprio cos\u00ec errata come da sempre si ripete?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;8 dicembre del 1864 ricorreva il decennale della proclamazione del dogma dell&#8217;Immacolata Concezione (confermato dalla Nostra Signora di Lourdes nel 1858 a Bernadette Soubirous) e il papa, Pio IX, volle solennizzare l&#8217;evento con la pubblicazione dei una enciclica, <em>Quanta cura<\/em>, dedicata agli errori della civilt\u00e0 moderna, e specialmente alla libert\u00e0 illuminista, definita come &quot;la libert\u00e0 di perdere se stessi&quot;. All&#8217;enciclica egli alleg\u00f2 un Elenco degli errori moderni, che colpiva le ideologie e i modi di vita scaturiti dalla Rivoluzione francese (ma anche da quelle inglese e americana), specialmente il liberalismo e il socialismo; e criticava aspramente il laicismo, ovvero la separazione fra Chiesa e Stato, nonch\u00e9 la libert\u00e0 di pensiero, di stampa e di esercizio, nei Paesi cattolici, del culto di religioni diverse da quella cattolica.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 ancora dell&#8217;enciclica, fu proprio questo Elenco (il titolo, in latino, \u00e8: <em>Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores<\/em>: Elenco contenente i principali errori del nostro tempo) a suscitare, anzi, a scatenare le pi\u00f9 vivaci reazioni, non solo fra i non cattolici, ma anche all&#8217;interno dello stesso mondo cattolico, aggiungendo benzina sul fuoco di una fase storica gi\u00e0 difficilissima nelle relazioni fra la Chiesa e i fedeli da una parte, e il mondo laico dall&#8217;altra. Il Risorgimento stava realizzando l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia, ma al prezzo di una lacerazione e di una durissima contrapposizione, anche di natura ideologica, con il Pontefice e con la Chiesa stessa; mano a mano che la legislazione piemontese veniva estesa alle altre regioni della Penisola, si attuavano confische di beni ecclesiastici, soppressioni di ordini religiosi e chiusure di conventi. I maggiori esponenti dell&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia erano stati scomunicati o lo sarebbero stati di l\u00ec a poco; e la <em>questione romana<\/em> pesava come un macigno sui rapporto fra la maggior parte del popolo italiano, ancora molto legato alla religione, e gli uomini che stavano costruendo il nuovo Stato unitario, quasi tutti accesamente massoni e anticlericali, se non apertamente irreligiosi e anticattolici.<\/p>\n<p>Eppure, lo scalpore che dest\u00f2 l&#8217;Enciclica, ma, pi\u00f9 ancora, il Sillabo, travalica di molto la questione dei rapporti fra l&#8217;Italia di Vittorio Emanuele II e la Chiesa di Pio IX; tanto \u00e8 vero che perfino nella Francia di Napoleone III il documento non venne diffuso, perch\u00e9 l&#8217;imperatore, che pure sul favore dei cattolici basava gran parte del suo consenso (e proprio per compiacerli aveva mandato un esercito contro la Repubblica romana nel 1849, e ora si era eretto a difensore del potere temporale della Chiesa), temeva che, se reso pubblico, avrebbe suscitato una reazione dagli esiti imprevedibili. Inoltre, al di l\u00e0 dello stato dei rapporti fra la Curia pontificia e i singoli governi europei, quel che il Sillabo prendeva di mira, condannandolo in maniera esplicita e molto energica, era tutto l&#8217;insieme della modernit\u00e0, intesa come sistema di pensiero, come pratica di vita e come nuovo modello culturale ed educativo.<\/p>\n<p>\u00c8 pur vero che l&#8217;iniziativa di Pio IX, anche se suscit\u00f2 stupore, costernazione e diffuse contrariet\u00e0, non giungeva cos\u00ec inaspettato come si volle far credere. Il futuro papa Leone XIII, allora arcivescovo di Spoleto, che pure \u00e8 passato alla storia come un pontefice prudente, ma aperto e capace di dialogare con il mondo moderno &#8212; soprattutto per via di una interpretazione unilaterale della sua enciclica <em>Rerum novarum<\/em> -, gi\u00e0 da quindici anni accarezzava un&#8217;idea del genere; e singoli vescovi, come quello di Perpigano, gi\u00e0 avevano proceduto a pubblicare una &quot;loro&quot; lista di errori delle ideologie moderne. Inoltre, Juan Donoso Cort\u00e9s, un uomo politico, scrittore e giornalista spagnolo, tipico esponente del pensiero contro-rivoluzionario (una sorta di De Maistre redivivo: sul suo corpo, quando mor\u00ec, venne trovato un cilicio) era stato invitato fin dal 1852, dal cardinale Raffaele Fornari &#8212; prefetto della Congregazione per l&#8217;educazione cattolica e stretto collaboratore di Pio IX &#8211; a impostare un documento del genere, cosa che aveva fatto, partendo dal presupposto che il mondo moderno si \u00e8 allontanato da Dio e che ogni errore teologico si ripercuote fatalmente, a cascata, in una serie di errori politici, legislativi e di costume.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, si \u00e8 molto discusso, e si continua tuttora a discutere, se il Sillabo debba considerarsi un documento di carattere dogmatico e vincolante per tutti i cattolici, derivando dalla infallibilit\u00e0 papale (ma il relativo dogma sarebbe stato proclamato solo nel 1870, a coronamento del Concilio Vaticano I, soprattutto per le insistenze dei gesuiti), oppure no. Alcuni teologi sono arrivati a fare una distinzione fra l&#8217;enciclica <em>Quanta cura<\/em> e il Sillabo, attribuendo solo alla prima un carattere vincolante, e alla seconda il valore di una indicazione, sia pure emanata <em>ex cathedra<\/em>, e quindi particolarmente seria e solenne. Ma questo \u00e8 un terreno sul quale non desideriamo addentrarci, sia perch\u00e9 ci riconosciamo incompetenti in materia giuridica, sia per evitare di perderci in considerazioni formalistiche, smarrendo il senso complessivo del documento e soprattutto il valore da attribuire, non in senso legale, ma in senso teologico e morale, oltre che pastorale, alle ottanta proposizioni che in esso vengono enunciate e condannate.<\/p>\n<p>E dunque veniamo subito al punto: \u00e8 proprio vero, come si disse allora e come si \u00e8 continuato a ripetere fino ad oggi, rincarando sempre pi\u00f9 la dose, e non solo fra gli intellettuali di parte non cattolica, o anticattolica, ma anche fra molti storici e teologi cattolici, nonch\u00e9 fra molti semplici credenti, che Pio IX, con il Sillabo, ha alzato una trincea invalicabile, ma inutile e dannosa, fra la Chiesa e il mondo moderno, condannando la prima all&#8217;isolamento e all&#8217;impotenza, invece di accettare la sfida della modernit\u00e0 e di aprire la Chiesa alle suggestioni positive che le nuove ideologie e i nuovi stili di vita portavano con s\u00e9?<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 il lettore possa farsi un&#8217;idea autonoma dell&#8217;oggetto in discussione, abbiamo pensato di agevolargli la fatica, riassumendo in forma semplice, ma &#8212; crediamo &#8212; perfettamente rispettosa dei contenuti originari, delle ottanta proposizioni elencate, e condannate, nel Sillabo, che qui di seguito riportiamo, dalla prima all&#8217;ultima.<\/p>\n<p>1. Dio non esiste come Persona, \u00e8 il mondo (panteismo); da ci\u00f2 il relativismo etico.<\/p>\n<p>2. Non esiste alcuna Provvidenza.<\/p>\n<p>3. La ragione umana \u00e8 sufficiente a stabilire la distinzione del bene e del male.<\/p>\n<p>4. La ragione umana \u00e8 sufficiente a dare una risposta adeguata ai massimi problemi dell&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>5. La Rivelazione divina \u00e8 imperfetta e soggetta al continuo &quot;aggiornamento&quot; della ragione.<\/p>\n<p>6. La fede in Cristo \u00e8 contraria alla ragione.<\/p>\n<p>7. Le profezie e i miracoli narrati nelle Scritture sono miti o invenzioni poetiche.<\/p>\n<p>8. Dato che la ragione spiega le credenze religiose, la teologia va trattata alla stregua della filosofia.<\/p>\n<p>9. Tutti i dogmi del cristianesimo possono essere spiegati e chiariti mediante la ragione umana.<\/p>\n<p>10. La filosofia non deve sottomettersi a nulla e nessuno nell&#8217;ambito delle proprie ricerche.<\/p>\n<p>11. La Chiesa non deve intervenire mai per &quot;correggere&quot; la ricerca filosofica.<\/p>\n<p>12. I decreti della Santa Sede impediscono il libero progresso della scienza.<\/p>\n<p>13. La metodologia tradizionale dei teologi non si accorda con il progresso delle scienze moderne.<\/p>\n<p>14. La filosofia deve procedere senza alcun riguardo per la Rivelazione soprannaturale.<\/p>\n<p>15. Ciascun uomo \u00e8 libero di aderire a quel credo religioso che gli viene indicato dalla ragione.<\/p>\n<p>16. La salvezza eterna \u00e8 conseguibile attraverso qualsiasi fede religiosa.<\/p>\n<p>17. Si deve sperare nella salvezza eterna di tutti coloro che non sono nella vera Chiesa di Cristo.<\/p>\n<p>18. Il protestantesimo \u00e8 una forma di cristianesimo che pu\u00f2 piacere a Dio quanto il cattolicesimo.<\/p>\n<p>19. \u00c8 il potere civile a stabilire i limiti entro cui si esercitano i diritti della Chiesa.<\/p>\n<p>20. \u00c8 necessario il consenso del potere civile per l&#8217;esercizio della potest\u00e0 ecclesiastica.<\/p>\n<p>21. La Chiesa non ha il diritto di affermare che il cattolicesimo \u00e8 la sola vera religione.<\/p>\n<p>22. Maestri e scrittori cattolici sono vincolati al giudizio della Chiesa solo nell&#8217;ambito dei dogmi.<\/p>\n<p>23. La Chiesa ha usurpato i dirti del potere civile e ha potuto errare anche in questioni di fede.<\/p>\n<p>24. La Chiesa non ha alcun diritto di fare ricorso alla forza, in alcun caso.<\/p>\n<p>25. Il potere civile ha facolt\u00e0 di revocare la potest\u00e0 temporale dei vescovi.<\/p>\n<p>26. La Chiesa non ha il diritto di possedere beni materiali.<\/p>\n<p>27. Il Papa e il clero devono essere esclusi da ogni forma di potere temporale.<\/p>\n<p>28. Per poter promulgare le lettere apostoliche, i vescovi devono esser autorizzati dal potere civile.<\/p>\n<p>29. Non hanno valore legale le concessioni del papa, se non sono approvate dal governo civile.<\/p>\n<p>30. Le immunit\u00e0 ecclesiastiche derivano dal diritto civile.<\/p>\n<p>31. Il foro ecclesiastico per le cause temporali dei chierici, civili o criminali, deve essere abolito.<\/p>\n<p>32. Il potere civile ha il diritto di sopprimere l&#8217;esenzione del clero dal servizio militare.<\/p>\n<p>33. L&#8217;insegnamento della teologia non \u00e8 monopolio dell&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica.<\/p>\n<p>34. Il ruolo del Papa come principe temporale \u00e8 storicamente limitato ai secoli del Medioevo.<\/p>\n<p>35. Il Concilio pu\u00f2 spostare la sede pontificia e designare al pontificato il vescovo di un&#8217;altra citt\u00e0.<\/p>\n<p>36. Le decisioni d&#8217;un Concilio nazionale fanno testo lo Stato (anche se non approvate dal Papa).<\/p>\n<p>37. Si possono istituire Chiese nazionali del tutto indipendenti dall&#8217;autorit\u00e0 pontificia.<\/p>\n<p>38. Lo scisma d&#8217;Oriente fu provocato dall&#8217;arbitrio del Papa.<\/p>\n<p>39. Lo Stato, fonte di ogni dirotto, gode di un proprio diritto illimitato.<\/p>\n<p>40. La dottrina della Chiesa \u00e8 contraria al bene dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>41. Al potere civile spetta, in ogni caso, la potest\u00e0 indiretta negativa sopra le cose sacre.<\/p>\n<p>42. Se vi \u00e8 conflitto fra le leggi della Chiesa e dello Stato, devono prevalere queste ultime.<\/p>\n<p>43. Lo Stato ha il diritto di rescindere qualunque concordato, anche senza il consenso della Chiesa.<\/p>\n<p>44. Lo Stato ha il dirotto di intromettersi nelle cose della religione.<\/p>\n<p>45. La gestione dell&#8217;istruzione pubblica, fatta eccezione per i seminari, compete solo allo Stato.<\/p>\n<p>46. L&#8217;autorit\u00e0 civile ha il dirotto di esercitarsi anche nell&#8217;organizzazione dei seminari.<\/p>\n<p>47. Le scuole pubbliche devono essere sottratte a qualsiasi influenza da parte della Chiesa.<\/p>\n<p>48. I cattolici possono approvare una educazione dei giovani di tipo puramente naturalistico.<\/p>\n<p>49. Lo Stato ha il dirotto, di interrompere le comunicazioni fra il Papa e i suoi vescovi e i fedeli.<\/p>\n<p>50. Lo Stato ha il diritto di scegliere i vescovi e di insediarli anche prima del consenso papale.<\/p>\n<p>51. Lo Stato ha il diritto di deporre i vescovi e di ignorare la volont\u00e0 del Papa sulla loro nomina.<\/p>\n<p>52. Lo Stato ha diritto di esercitare un beneplacito sull&#8217;ammissione dei chierici alla vita consacrata.<\/p>\n<p>53. Lo Stato deve abrogare le leggi a tutela degli ordini religiosi dalla rottura dei voti dei chierici.<\/p>\n<p>54. I sovrani sono esenti dalla giurisdizione ecclesiastica, anzi, superiori ad essa nell&#8217;ambito civile.<\/p>\n<p>55. Chiesa e Stato devono essere separati.<\/p>\n<p>56. Non \u00e8 necessario che le leggi umane siano conformi al diritto naturale, n\u00e9 alle leggi divine.<\/p>\n<p>57. Cultura, costumi e leggi devono prescindere dalla Chiesa e dalla religione.<\/p>\n<p>58. Tutto \u00e8 materia, e lo scopo della vita umana \u00e8 accumulare ricchezze e soddisfare passioni.<\/p>\n<p>59. Il diritto consiste nel fatto materiale, e i doveri sono soltanto un nome vuoto.<\/p>\n<p>60. L&#8217;autorit\u00e0 \u00e8 la somma del numero e delle forze materiali.<\/p>\n<p>61. La fortunata ingiustizia del fatto non reca alcun danno alla santit\u00e0 del diritto.<\/p>\n<p>62. Si deve osservare il principio del non-intervento.<\/p>\n<p>63. Si ha il diritto di negare obbedienza e ribellarsi ai principi legittimi.<\/p>\n<p>64 Qualsiasi azione scellerata, se commessa per amor di Patria, diventa lecita.<\/p>\n<p>65. Non \u00e8 vero che il matrimonio sia un sacramento istituito da Cristo.<\/p>\n<p>66. Il matrimonio, come sacramento, \u00e8 un semplice corollario del contratto nuziale.<\/p>\n<p>67. Il vincolo del matrimonio non \u00e8 indissolubile per diritto naturale.<\/p>\n<p>68. Solo lo Stato, e non la Chiesa, pu\u00f2 decidere per la non liceit\u00e0 di un matrimonio.<\/p>\n<p>69. La Chiesa, in passato, introdusse impedimenti al matrimonio sulla base del diritto civile.<\/p>\n<p>70. I canoni del Concilio tridentino, riservanti alla Chiesa la liceit\u00e0 dei matrimoni, non sono dogmi.<\/p>\n<p>71. Quel Concilio non obbliga a rispettare la forma matrimoniale, se lo Stato ne prescrive un&#8217;altra.<\/p>\n<p>72.Bonifacio VIII afferm\u00f2 che il voto di castit\u00e0 rene nullo il matrimonio.<\/p>\n<p>73. Il matrimonio civile \u00e8 un vero matrimonio, e quello religioso \u00e8 nullo se si esclude il sacramento.<\/p>\n<p>74. L&#8217;istituzione matrimoniale appartiene per sua natura alla sfera del diritto civile.<\/p>\n<p>75. Sono ammesse diverse opinioni fra i cattolici sui rapporti tra sfera civile e religiosa.<\/p>\n<p>76. Gioverebbe alla libert\u00e0 e al bene della Chiesa la rinuncia al potere temprale.<\/p>\n<p>77. La religione cattolica non deve pi\u00f9 essere riconosciuta come religione dello Stato.<\/p>\n<p>78. \u00c8 giusto che nei Paesi cattolici ciascuno, anche straniero, pratichi liberamente il proprio culto.<\/p>\n<p>79. \u00e8 falso che l&#8217;assoluta libert\u00e0 religiosa, e quella di pensiero e di parola, corrompano i costumi.<\/p>\n<p>80. Il papa pu\u00f2 e deve riconciliarsi e venire a patti col progresso, il liberalismo e la civilt\u00e0 moderna.<\/p>\n<p>Il lettore che abbia avuto la pazienza di seguirci fino a questo punto, prendendo visione di <em>tutte<\/em> le proposizioni del Sillabo, vi avr\u00e0 trovato &#8212; crediamo -, senza dubbio, un forte spirito d&#8217;intransigenza, peraltro legato al clima storico esacerbato di cui s&#8217;\u00e8 detto; tuttavia dubitiamo che, a colui che si sia accostato al documento con la mente libera da prevenzioni, non tanto i singoli punti &#8211; sui quali si pu\u00f2 fare questione di opportunit\u00e0 e di misura &#8211; quanto l&#8217;insieme dell&#8217;elenco, riveli che Pio IX si fosse arroccato su posizioni indifendibili, anacronistiche e fondamentalmente sbagliate. Ne dubitiamo, perch\u00e9 una lettura realmente spassionata, a nostro avviso, mostra, semmai, una chiara percezione di quanto vi era di essenzialmente anticristiano &#8212; e vi \u00e8 ancora oggi, anzi, oggi pi\u00f9 di allora &#8212; nelle idee che il Sillabo condannava; e di quanto legittima, per non dire necessaria, nella sostanza, fosse la posizione polemica assunta dal pontefice nei confronti di esse.<\/p>\n<p>Di fatto, e specialmente dopo il Concilio Vaticano II, \u00e8 prevalsa, nella stessa mentalit\u00e0 e nella stessa storiografica di parte cattolica, una impostazione totalmente diversa dei rapporti fra la Chiesa e il mondo moderno; una impostazione basata sull&#8217;idea di un incontro fiducioso, di un reciproco arricchimento, e su altre mirabolanti speranze, o addirittura certezze, di simile tenore. Dimenticando che Ges\u00f9 stesso ha ripetutamente ammonito i suoi apostoli che li mandava nel mondo come agnelli in mezzo ai lupi, e che il mondo li avrebbe perseguitati a morte, cos\u00ec come stava perseguitato Lui; e dimenticando l&#8217;insegnamento agostiniano sulle due citt\u00e0, la Citt\u00e0 celeste e la citt\u00e0 terrena, ora praticamente confuse l&#8217;una nell&#8217;altra, ma destinate, nel Giudizio finale, ad una separazione netta e definitiva, perch\u00e9 opposta \u00e8 la loro natura &#8212; l&#8217;una essendo basata sull&#8217;amore di Dio, l&#8217;altra sull&#8217;amor di s\u00e9 &#8212; molti teologi e vescovi post-conciliari hanno guardato con imbarazzo e fastidio al Sillabo, considerando un &quot;errore&quot; dovuto ad un atteggiamento fondamentalmente sbagliato, anche se storicamente, almeno in pare, comprensibile, da parte del pontefice. E l&#8217;errore sarebbe consistito appunto nella mentalit\u00e0 retriva, nell&#8217;arroccamento, nella difesa a oltranza di cose non pi\u00f9 difendibili, e nel rifiuto di scendere a patti con cose non pi\u00f9 procrastinabili.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio cos\u00ec? A noi pare che il documento di Pio IX sia stato, in molte parti, non che retrogrado, addirittura profetico. Si rileggano, ad esempio, i punti numero 58, 59 e 60 e si vedr\u00e0 come essi abbiano colto, in anticipo di moltissimo tempo, le possibili conseguenze di un relativismo etico e giuridico alle quali noi, oggi, stiamo assistendo, preoccupati e impotenti. Il 59, in particolare: la riduzione del diritto a mera costatazione del fatto. Per fare solo un esempio di estrema attualit\u00e0: si dice, oggi: esistono bambini che sono stati adottati da coppie omosessuali, ed esistono coppie omosessuali che sono riuscite a diventare genitori &quot;naturali&quot; (con l&#8217;ausilio di tecniche mediche e di cavilli giuridici), sfruttando la possibilit\u00e0 di condurre le pratiche relative in altri Paesi, e poi rientrando in Italia e ottenendo un riconoscimento <em>a posteriori<\/em>. Ed ecco che alcuni zelanti parlamentari, paladini delle &quot;buone&quot; cause delle povere minoranze, da sempre discriminate e perseguitate, strillano a gran voce: questi bambini esistono, queste coppie esistono, queste situazioni esistono, che vi piaccia o no; volete prendervi la responsabilit\u00e0 di negare ad essi gli stessi diritti che spettano a qualunque altro cittadino? Volete discriminare questi poveri bambini, farli sentire figli di nessuno? Certo che non si pu\u00f2: non resta che legalizzare tali situazioni e legiferare in materia, rendendo lecite e regolari delle situazioni abnormi, create per irresponsabilit\u00e0 ed egoismo (il signor Nichi Vendola che va negli Stati Uniti ad affittare l&#8217;utero di una donna bisognosa, poi torna in Italia con un bambino fatto su misura per lui e per il suo compagno, padre biologico della creatura), le quali vanno contro ogni legge naturale e divina. \u00c8 una tattica vecchia e gi\u00e0 collaudata, ad esempio per l&#8217;introduzione della legge sul diritto di abortire: certe situazioni esistono, perch\u00e9 volete discriminare degli individui che non hanno alcuna colpa (e nessuno parl\u00f2 del diritto di nascere degli embrioni). E allora, davvero Pio IX era cos\u00ec ottuso e reazionario, come ci \u00e8 sempre stato descritto?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;8 dicembre del 1864 ricorreva il decennale della proclamazione del dogma dell&#8217;Immacolata Concezione (confermato dalla Nostra Signora di Lourdes nel 1858 a Bernadette Soubirous) e il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[109,216],"class_list":["post-28888","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-chiesa-cattolica","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28888","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28888"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28888\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28888"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28888"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28888"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}