{"id":28882,"date":"2018-03-23T09:56:00","date_gmt":"2018-03-23T09:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/23\/signore-e-da-chi-andremo\/"},"modified":"2018-03-23T09:56:00","modified_gmt":"2018-03-23T09:56:00","slug":"signore-e-da-chi-andremo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/23\/signore-e-da-chi-andremo\/","title":{"rendered":"Signore, e da chi andremo?"},"content":{"rendered":"<p>Alla domanda di Ges\u00f9 ai suoi discepoli, dopo che molti seguaci temporanei lo avevano abbandonato: <em>Volete andarvene anche voi?<\/em>, san Pietro rispose a nome di tutti: <em>Signore, e da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna!<\/em> Cos\u00ec, anche l&#8217;uomo moderno, l&#8217;uomo figlio della civilt\u00e0 nata con l&#8217;Umanesimo e culminata con l&#8217;illuminismo, il positivismo, lo scientismo odierno, impastato di materialismo e, paradossalmente, anche di scetticismo, pessimismo e nichilismo, arrivato al limite estremo della delusione, dell&#8217;amarezza, della solitudine, deluso e tradito da tutte le ideologie che lo avevano sedotto, potrebbe e dovrebbe esclamare: <em>Signore, e da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna!<\/em><\/p>\n<p>Tutte le altre filosofie, tutte le altre dottrine, tutte le altre fedi lo hanno illuso e poi lo hanno lasciato pi\u00f9 vuoto di prima, ogni volta un po&#8217; pi\u00f9 scoraggiato, ogni volta un gradino pi\u00f9 in basso sulla via della disperazione. Alla fine, l&#8217;uomo moderno \u00e8 arrivato a dubitare di tutto: di se stesso, degli altri, delle cose, della natura, delle sue stesse invenzioni, di quel cielo vuoto che forse non \u00e8 vuoto, di quella dimensione oltre la morte che forse non \u00e8 il nulla; ha finito per dubitare anche della sua stessa ombra. <em>Ma io chi sono, infine?<\/em>, si chiede, da almeno un secolo. <em>Uno, nessuno e centomila<\/em>, si risponde da solo, sulla scia di numerosissimi &quot;maestri&quot;. Sono questo e anche quello: ma, soprattutto, sono tutto e sono niente, perch\u00e9 la vita scorre, non ha forma, e quindi non ha identit\u00e0, non ha presente, non ha passato, non ha futuro, non ha ricordi, non ha speranze, non ha certezze, non ha nulla di saldo in cui credere, nulla di vero a cui aggrapparsi, nulla di buono con in cui cercar consolazione. S\u00ec, perch\u00e9 l&#8217;uomo moderno \u00e8 triste, infinitamente, indescrivibilmente triste: di una tristezza immensa, senza fondo, che gli si \u00e8 appiccicata addosso come un sudario di morte e che non lo lascia mai, lo accompagna sempre, quando veglia e quando dorme, quando maledice e quando ama, quando si adira e quando \u00e8 spaventato. Una tristezza totale, radicale, leopardiana: la tristezza di chi non si stupisce pi\u00f9 di nulla, non crede pi\u00f9 a nulla, non pensa che ci sia altro che il nulla; e pensa che tutto, tutte le cose belle, le cose che ci allietano, che ci fanno intravedere un po&#8217; di bene, non sono altro che vaneggiamenti, abbagli, miraggi, malintesi, perfino equivoci linguistici. I filosofi del linguaggio, come uno stormo di avvoltoi, piombano sui di lui e gli chiedono: Ma che vuol dire essere felici Che cos&#8217;\u00e8 la felicit\u00e0? Non \u00e8 nulla di reale; \u00e8 una chimera, una semplice aspirazione, una invenzione necessaria, ma priva di consistenza, fatta della stessa sostanza dei nostri sogni, come direbbe Shakespeare. Per non morire di disperazione, abbiamo inventato l&#8217;idea della felicit\u00e0, dicono costoro; solo che nessuno l&#8217;ha mai vista, nessuno l&#8217;ha mai conosciuta, nessuno l&#8217;ha mai sperimentata: dunque, non \u00e8 qualcosa di reale, qualcosa che abbia uno statuto ontologico: \u00e8 un nome, un <em>flatus vocis<\/em>, un fantasma.<\/p>\n<p>Oh, l&#8217;uomo moderno ha provato a seguire tanti maestri. Da John Locke a Bertrand Russell, a Marco Pannella ed Emma Bonino. Ha provato a seguire Marx, Engels, Lenin e Stalin, e poi Gramsci, Marcuse, Horkheimer. Ha provato a seguire Proudhon, Bakunin, Malatesta e Kropotkin, fino a Cohn-Bendit e, ultimamente, Michel Onfray. Ha provato a seguire Kant, Hegel, Comte, Spencer, Popper. Ha provato a seguire Rousseau, Robespierre, Tocqueville, Roosevelt, Kennedy, Obama. Ha provato a seguire Nietzsche, ora interpretandolo a destra, ora a sinistra, e perfino accostandolo a Hitler. Ha provato a seguire Heidegger, Sartre, Camus e Dio sa quante avanguardie, movimenti, esperimenti. Ha provato a seguire Allan Kardec, madame Blavatsky, e poi Rudolf Steiner, e poi Krishnamurti, e Osho, e Yogananda, e Dio sa quanti maestri orientali e pseudo orientali. Ha provato a seguire sir James Frazer, e L\u00e9vy-Strauss, e Mircea Eliade, e Ren\u00e9 Gu\u00e9non, e Julius Evola, e magari anche Aleister Crowley. Ha provato a seguire Freud, poi Adler, poi Jung, poi Reich, poi Fromm, poi Lorenz, e poi&#8230; Ha provato ad affidarsi ai teosofi, agli spiritisti, ai rivoluzionari di sinistra e di destra, ai liberali, ai democratici, ai comunisti, ai fascisti, ai nazisti, ai protezionisti, ai liberisti, ai colonialisti e agli anticolonialisti, ai razzisti e agli antirazzisti, agli autoritari e agli anarchici, agli esistenzialisti, agli strutturalisti, e anche al culto degli extraterrestri, senza dimenticare la magia, la negromanzia, l&#8217;occultismo e il satanismo, con tanto di sacrifici umani. E quando si \u00e8 stancato di adorare le idee, ha incominciato ad adorare le cose, sempre pi\u00f9 basse: prima l&#8217;intelligenza per conquistare il potere, poi il potere in se stesso (Machiavelli); prima la scienza per ottenere il dominio, poi il dominio da solo (Bacone); infine il ventre, il piacere, il denaro, la fama, il proprio io narcisista. Da ultimo, si \u00e8 messo a corteggiare il nulla e la morte. Ovunque ha trovato sentieri interrotti, vicoli ciechi, porte sbarrate col catenaccio; ma ogni volta aveva avuto la sensazione di avere imboccato la strada giusta, la strada risolutiva, quella che avrebbe fatto di lui un essere grande, forte, sicuro, invincibile, sicuro di se stesso, innamorato della vita. Per\u00f2 non era vero, e ogni volta, dopo un poco o dopo parecchio, si \u00e8 reso conto di non aver trovato quel che cercava, anche se sovente non \u00e8 stato abbastanza onesto con se stesso, n\u00e9 abbastanza coraggioso, da confessare la sconfitta e da fare un leale <em>mea culpa<\/em>, da assumersi la responsabilit\u00e0 di aver preferito le scorciatoie, le strade oblique, tutto ci\u00f2 che avrebbe potuto dargli il massimo senza dover impegnare se non il minimo di se stesso. Ma la vita non funziona cos\u00ec: a chi d\u00e0 poco, essa ricambia con poco; a chi gioca al risparmio, essa fornisce prodotti scadenti; a chi vuol tutto e subito, non concede nulla di nulla; a chi cerca le soluzioni pi\u00f9 facili, essa vende solo fumo e illusioni, che costano poco o nulla, ma valgono meno di niente.<\/p>\n<p>Ora che ha toccato con mano il disinganno, il vuoto e la nullit\u00e0 di tante promesse, di tante ricette, di tante formule che parevano miracolose, e si \u00e8 accorto che nulla mai cambier\u00e0 nel mondo, se egli non prover\u00e0 a cambiare se stesso; e dopo aver compreso che l&#8217;uomo non riuscir\u00e0 mai a cambiare se stesso, se non fa appello a Qualcuno che sta al di si sopra di lui, e che, solo, pu\u00f2 fornirgli le forze che gli mancano, la purezza e la rettitudine delle quali ha bisogno per procedere, \u00e8 venuto il tempo di tirare le somme e di dirigere i passi nella direzione giusta, fuori dalla palude della modernit\u00e0, fuori dal labirinto delle funeste illusioni, risalendo a ritroso, come un salmone, la corrente torbida e semi-avvelenata di questa anticivilt\u00e0, disumana e perci\u00f2 antiumana, sempre pi\u00f9 simile a un deserto infuocato, a un inferno privo di qualunque speranza di redenzione. Un numero crescente di persone, finalmente, \u00e8 arrivato alla conclusione che non si pu\u00f2 vivere semplicemente assecondando le proprie tendenze animalesche, e che non si pu\u00f2 vivere senza un ideale; ma, poich\u00e9 tutti gli ideali sperimentato nella modernit\u00e0 hanno fallito, bisogna cercare altrove quella fonte viva che disseta per sempre, quel pane vivo che \u00e8 sceso dal Cielo per placare non la fame del corpo, che torner\u00e0 comunque a far sentire i suoi morsi, ma quella dell&#8217;anima, che \u00e8 fame di un cibo duraturo, di un cibo che estingue per sempre la fame interiore. Molte persone, talune delle quali partendo da premesse perfettamente materialistiche, sono arrivate a rendersi conto che la vita non pu\u00f2 risolversi in un continuo &quot;errare&quot; (come diceva Ariosto), in un vagare inquieto e sempre insoddisfatto alla ricerca di un eterno oggetto del desiderio; che non pu\u00f2 consistere solo in un perpetuo aggirarsi nel labirinto delle proprie passioni e delle proprie illusioni; che il suo vero, unico scopo, \u00e8 quello di conoscere, amare e servire Colui dal quale l&#8217;abbiamo ricevuta, Colui dal quale ogni cosa ha avuto origine e preso movimento: <em>l&#8217;Amor che move il sole e l&#8217;altre stelle<\/em>. Egli ci ha dato tutti gli strumenti perch\u00e9 potessimo farlo; ci ha dato la ragione naturale, e poi la divina Rivelazione; infine si \u00e8 fatto Uomo ed \u00e8 venuto ad abitare in mezzo a noi, a morire per amor nostro, ma non era uno di noi, ed \u00e8 tornato al Padre, in attesa dell&#8217;ultimo giorno, quando verr\u00e0 ancora, per giudicare i vivi e morti, e il suo Regno non avr\u00e0 pi\u00f9 fine.<\/p>\n<p>\u00c8 accaduto, per\u00f2, un fatto molto grave, che sta imprimendo un andamento anomalo alla vicenda della storia umana. Proprio quando gli uomini, simili al figlio prodigo della parabola evangelica, delusi dallo sperpero della loro eredit\u00e0, si stanno mettendo in cammino per tornare dal Padre, gettarsi ai suoi piedi e confessargli: <em>Padre, abbiamo peccato contro il Cielo e contro di Te; non siamo pi\u00f9 degni di essere chiamati tuoi figli; trattaci come gli ultimi dei tuoi servi<\/em>, proprio ora il clero, quel clero che per millenovecento anni ha tenuto accesa la fiammella della fede nei popoli, ha insegnato e amministrato i Sacramenti, ha ottemperato al comando di Ges\u00f9: <em>Andate per tutta la terra a battezzare e predicare il Vangelo<\/em>, e ne ha reso sovente testimonianza con il sangue dei martiri, quello stesso clero ha tralignato, si \u00e8 lasciato sedurre dallo spirito del mondo, si \u00e8 invischiato in false dottrine, dall&#8217;apparenza ingannevolmente dolce come il miele, ma, nella loro essenza, amare ed estremamente pericolose, come un potentissimo veleno. Sicch\u00e9 gli uomini affranti, sfiniti, delusi, che tornano verso la Chiesa, non vi trovano pi\u00f9, fedelmente custodito, ci\u00f2 di cui avevano scoperto la fame e la sete: il Pane vivo disceso dal Cielo e l&#8217;Acqua viva promessa da Ges\u00f9 alla donna samaritana, capace di spegnere la sete una volta per sempre; non vi trovano la Parola di Dio, che rasserena, fortificata e rincuora; ma vi trovano parole tutte umane, solamente umane, miseramente umane; parole altisonanti, ma vuote e lontanissime dal vero spirito del Vangelo, come <em>inclusione<\/em>, <em>discernimento<\/em>, <em>accompagnare<\/em>: parole-truffa, escogitate al preciso scopo d&#8217;ingannare i fedeli, di ammorbidire la limpida severit\u00e0 del Vangelo, di addomesticare la santa volont\u00e0 di Dio nei confronti degli uomini. E dove Ges\u00f9 ha detto: <em>L&#8217;uomo non divida ci\u00f2 che Dio ha unito<\/em>, essi &#8212; il gesuita Sosa Abascal, per esempio &#8212; insinuano: <em>S\u00ec, ma Ges\u00f9 parlava in un contesto preciso, a un pubblico preciso; non bisogna assolutizzare, non bisogna estrapolare; e poi, chi lo sa cosa disse realmente? Non c&#8217;erano mica i registratori, allora, per catturare le sue esatte parole!<\/em> Ancor peggio fa il signor Bergoglio, il falso papa che usurpa la cattedra di Pietro, il quale non perde occasione, ogni santo giorno, per rinnovare i suoi discorsi carichi di voluta, perfida ambiguit\u00e0: discorsi umani, troppo umani, che trasudano dubbio, incertezza, relativismo; discorsi che non spengono la sete e non placano la fame, anzi, aumentano la confusione, il turbamento, l&#8217;amarezza. E non \u00e8 finita. Alle parole ambigue, fuorvianti, seminatrici di dubbi pestilenziali, o che avallano il peccato, che mortificano il bene, che relativizzano la morale, si aggiungono le parole di menzogna vera e propria, le parole d&#8217;inganno, perfide, maligne: si pensi alla squallida vicenda della lettera di Benedetto XVI &quot;censurata&quot; da monsignor Vigan\u00f2 e pubblicata in maniera da far apparire quasi l&#8217;esatto contrario di ci\u00f2 che l&#8217;autore aveva inteso dire. L&#8217;inganno delle parole, l&#8217;inganno dei comportamenti. Si pensi alla vicenda, ancor pi\u00f9 squallida, del cardinale Maradiaga gran ministro della chiesa dei poveri, quello dello stipendio mensile da 35.000 euro. E ancora: si pensi alla vicenda, altrettanto poco edificante, di monsignor Vallejo Balda e di Francesca Chaouqui, nominati personalmente da Bergoglio commissari alla riforma delle finanze vaticane, in pratica come esperti di lotta alla corruzione, e rivelatisi ben presto come dei &quot;corvi&quot; o peggio, personaggi di una spregiudicatezza e di un affarismo sconcertanti. \u00c8 tutto un castello di carte che sta franando, perch\u00e9 dove c&#8217;\u00e8 la pretesa di arrivare a un compromesso fra Ges\u00f9 e il mondo, quello che viene sacrificato, alla fine, non \u00e8 certo il mondo.<\/p>\n<p>Immenso, incalcolabile \u00e8, pertanto, il danno che questo falso clero sta arrecando non solo ai fedeli cattolici, ma all&#8217;umanit\u00e0 intera, proprio nel momento storico in cui tante anime, deluse dagli inganni del mondo, dalle sue false promesse, dalle sue labirintiche e ingannevoli strade, stavano rivolgendo i loro passi verso la sola istituzione umana che, fino ad ora, non aveva mai mentito n\u00e9 ingannato, proprio perch\u00e9 non era portatrice di una delle tante ideologie umane, ma era ed \u00e8 fondata sulla roccia incrollabile della Verit\u00e0 divina. E la colpa imperdonabile di questo falso clero, di questi spericolati pseudo teologi, di questi cattolici progressisti che hanno il piglio e i modi di fare tipici degli uomini che credono in se stessi, che credono nel mondo, che credono nelle cose tutte umane, e nelle cui parole, nei cui gesti, nei cui sguardi non si coglie mai un lampo di eternit\u00e0, un anelito d&#8217;infinito, uno sprazzo di quella santa umilt\u00e0 di chi sa di essere sempre e solo un modestissimo operaio nella vigna del Signore, \u00e8 quella di aver insozzato e prosciugato l&#8217;ultima pozza d&#8217;acqua fresca rimasta ancora accessibile nel deserto desolato della modernit\u00e0; \u00e8 quella di aver dato a intendere che il Regno di Dio \u00e8 cosa di questo modo, realizzabile interamente in questo mondo, ad opera di uomini che fidano sulle loro forze e che non si abbandonano, con fede, speranza e carit\u00e0, all&#8217;opera dello Spirito Sant attraverso di loro. Basta vedere con quanto compiacimento, con quanta vanit\u00e0, con quanto orgoglio si complimentano fra di loro e ricevono i complimento del mondo: premi, medaglie, fotografie, interviste; e quegli sguardi d&#8217;intesa che si scambiano quando si riconoscono, quando si abbracciamo, come i membri di un&#8217;associazione segreta, non come i pastori di un gregge che deve essere guidato, senza nulla aggiungere e senza nulla togliere, a ci\u00f2 che Ges\u00f9 Cristo ha insegnato. Poveri sciocchi: Dio, con un solo gesto, pu\u00f2 disperderli come polvere al vento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla domanda di Ges\u00f9 ai suoi discepoli, dopo che molti seguaci temporanei lo avevano abbandonato: Volete andarvene anche voi?, san Pietro rispose a nome di tutti:<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[147,153,173,185],"class_list":["post-28882","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-friedrich-engels","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel","tag-immanuel-kant","tag-karl-marx"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28882","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28882"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28882\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28882"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28882"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28882"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}