{"id":28878,"date":"2015-11-20T11:41:00","date_gmt":"2015-11-20T11:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/20\/il-viaggio-a-roma-di-sidonio-apollinare-un-prezioso-spaccato-dellimpero-morente\/"},"modified":"2015-11-20T11:41:00","modified_gmt":"2015-11-20T11:41:00","slug":"il-viaggio-a-roma-di-sidonio-apollinare-un-prezioso-spaccato-dellimpero-morente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/20\/il-viaggio-a-roma-di-sidonio-apollinare-un-prezioso-spaccato-dellimpero-morente\/","title":{"rendered":"Il viaggio a Roma di Sidonio Apollinare: un prezioso spaccato dell\u2019Impero morente"},"content":{"rendered":"<p>Molto noto \u00e8 il poemetto di Rutilio Namaziano, incompiuto o giuntoci incompleto, \u00abDe Reditu suo\u00bb, che descrive il viaggio di ritorno da Roma alle sue terre transalpine di un senatore gallico di religione pagana, all&#8217;indomani del sacco di Alarico del 410 d. C. (cfr. il nostro articolo: \u00abIl &quot;De Reditu&quot; di Rutilio Namaziano \u00e8 lo specchio di una classe dirigente ormai allo sbando\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 19\/12\/2011). Si tratta di un&#8217;opera che, al di l\u00e0 dei suoi (indubbi, anche se un forse un po&#8217; sopravvalutati) meriti letterari, offre materiali estremamente interessanti allo storico dell&#8217;ultima fase dell&#8217;Impero Romano di Occidente, perch\u00e9 illustra le condizioni in cui versavano le strade, le campagne e le citt\u00e0 al principio del V secolo, dopo l&#8217;irruzione dei Visigoti lungo tutta la Penisola, da Nord a Sud e poi da Sud a Nord, essendo fallito il loro tentativo di passare in Sicilia e, da l\u00ec, nella Provincia d&#8217;Africa, e avendo essi deciso di cercare una sede in Gallia, possibilmente d&#8217;accordo con la corte di Onorio a Ravenna.<\/p>\n<p>Assai meno noto, ma non meno significativo per farsi un&#8217;idea delle condizioni materiali in cui versavano le contrade italiane e galliche nella seconda met\u00e0 del V secolo, e particolarmente le comunicazioni terrestri e fluviali, \u00e8 un altro testo letterario scritto da un altro senatore di origine gallica (era nato a Lione verso il 430 e sarebbe morto a Clermont-Ferrand nel 486), che, da importante funzionario civile &#8212; fu anche Prefetto del Pretorio e <em>Praefectus Urbi<\/em> -, sarebbe stato poi eletto vescovo d&#8217;Alvernia per volont\u00e0 dei suoi concittadini, e che la Chiesa cattolica avrebbe infine proclamato santo: Gaio Sidonio Apollinare. Per i suoi nobili natali e per le sue non comuni capacit\u00e0 diplomatiche, ebbe dimestichezza con alcune delle maggiori personalit\u00e0 del suo tempo; fra l&#8217;altro, spos\u00f2 la nobile Papianilla, che era la figlia di Antemio, uno degli scialbi ed effimeri imperatori d&#8217;Occidente che si succedettero nel ventennio successivo all&#8217;assassinio di Valentiniano III, al sacco di Roma da parte di Genserico (455) e all&#8217;estinzione della dinastia di Teodosio. Prese anche le armi contro l&#8217;imperatore Maioriano e fu fatto prigioniero, ma, poco dopo, liberato. \u00c8 un fatto che Sidonio si destreggi\u00f2 con incredibile disinvoltura in mezzo alle guerre civili e alle invasioni barbariche, uscendone sempre illeso: segno di quanto potenti fossero le sue amicizie e di quanto grande il suo fiuto politico, in tempi cos\u00ec burrascosi ed incerti. Basti dire che quando i Visigoti assediarono la sua citt\u00e0, Clermont-Ferrand, egli, in qualit\u00e0 di vescovo, anim\u00f2 la resistenza dei suoi concittadini; e che quando essa cadde, fu per breve tempo imprigionato, indi rimesso in libert\u00e0 dal re Eurico, e, addirittura, reintegrato nella sua cattedra episcopale.<\/p>\n<p>Questo era il personaggio che nel 467 ricevette l&#8217;incarico di portare a Roma, presso l&#8217;imperatore Antemio, una petizione dei suoi concittadini (cio\u00e8, in pratica, dei grandi proprietari gallo-romani, quasi tutti di estrazione senatoria, che formavano ancora una consorteria potente e abbastanza coesa: Avito era stato uno di loro). Seguendo le usanze del tempo &#8212; ma non si pu\u00f2 dire che oggi le cose siano cambiate di molto, specialmente a Roma &#8212; Sidonio, giunto nella capitale, cerc\u00f2 prima di tutto di stabilire un contatto con un referente politico qualificato, tramite il quale ottenere un biglietto di presentazione per l&#8217;imperatore: e lo trov\u00f2 in uno dei due personaggi pi\u00f9 influenti della capitale, Cecina Decio Basilio (l&#8217;altro era Gennadio Avieno), della nobile famiglia dei Flavi, ex console ed ex Prefetto del Pretorio per l&#8217;Italia. Costui gli consigli\u00f2, per farsi ricevere dall&#8217;imperatore, di comporre un panegirico in suo onore (cosa in cui Sidonio era versatissimo: ne aveva gi\u00e0 scritti sia per il suocero Avito, sia per l&#8217;ex nemico Maioriano), cogliendo l&#8217;occasione del suo secondo consolato, che avrebbe avuto inizio il 1\u00b0 gennaio del 468; dopo di che entr\u00f2 in scena lui stesso, per raccomandare al sovrano l&#8217;importante esponente dell&#8217;aristocrazia gallica e consigliarlo di accogliere le richieste dei suoi irrequieti sudditi d&#8217;oltr&#8217;Alpe.<\/p>\n<p>Non sappiamo bene quale esito ebbe la petizione, ma \u00e8 certo che Sidonio fu nominato senatore, <em>patricius<\/em> e <em>Praefectus urbi<\/em>: una ricca messe personale per la carriera politica del futuro vescovo di Clermont-Ferrand. Sempre navigato uomo di mondo, egli ebbe anche la prudenza (o la sfrontatezza, secondo i punti di vista), alla fine del 468 o al principio del 469, di dimettersi dalla carica di <em>Praefectusd Urbi<\/em>, per non dover presiedere il pubblico processo che venne istruito contro un suo amico gallico, Arvando, Prefetto del Pretorio per le Gallie. Questi era stato condotto a Roma e trascinato in giudizio sulla base di una accusa gravissima da parte di alcuni personaggi transalpini (Tonanzio Ferreolo, Taumasto e Petronio): quella di aver complottato con Eurico, re dei Visigoti, per spartirsi la Gallia con i Burgundi, dopo averlo incitato a non riconoscere Antemio quale imperatore d&#8217;Occidente. Si trattava, quindi, di un caso di alto tradimento: e l&#8217;accusa fu in grado di produrre la lettera con cui il segretario di Arvando, sotto dettatura di questi, si rivolgeva ad Eurico; lettera che fu riconosciuta come autentica dal segretario medesimo. Il caso era piuttosto chiaro, e il Senato non pot\u00e9 che emettere una sentenza capitale contro il nuovo Catilina, le cui responsabilit\u00e0 apparivano provate al di l\u00e0 di ogni dubbio; ma la sua esecuzione venne bloccata dal pronto intervento dello stesso Sidonio, che riusc\u00ec a strappare ad Antemio la commutazione della pena nella confisca dei beni e nell&#8217;esilio.<\/p>\n<p>Il componimento in cui Sidonio descrive il viaggio dalla Gallia a Roma (che fa parte dei \u00abCarmina\u00bb, pubblicati dall&#8217;autore verso il 470) non sar\u00e0 un capolavoro poetico, tuttavia, oltre ad essere una delle ultime testimonianze della letteratura latina di et\u00e0 imperiale e della ormai avvenuta fusione tra la cultura classica e pagana e la cultura cristiana, \u00e8 anche estremamente interessante per i dati che fornisce circa lo stato delle comunicazioni nella parte occidentale dell&#8217;Impero verso lo scorcio del V secolo. Stranamente, si direbbe che esse fossero migliori che non all&#8217;epoca di Rutilio, il cui viaggio si colloca circa mezzo secolo prima (nel 415): pare che le strade e la stessa navigazione fluviale lungo il Po e i suoi affluenti fossero in condizioni piuttosto buone, e che perfino la strada che scavalcava le Alpi, coperta di ghiaccio, fosse soggetta a regolare manutenzione, dato che Sidonio pot\u00e9 transitarvi in condizioni di perfetta sicurezza e che poi, sceso nella Pianura Padana, ebbe il tempo e la voglia di discendere il Po, ammirare i paesaggi, fare una deviazione fino a Ravenna e infine ritornare verso Roma, il tutto per il solo piacere di vistare luoghi che non conosceva ma che, evidentemente, erano raggiungibili con relativa facilit\u00e0.<\/p>\n<p>La spiegazione di questo apparente paradosso \u00e8 che Rutilio intraprese il suo viaggio pochissimo tempo dopo la micidiale scorreria dei Visigoti lungo tutta la Penisola, effettuata nei due sensi, mentre Sidonio pot\u00e9 viaggiare attraverso l&#8217;Italia settentrionale in un periodo di relativa pace e sicurezza. Diciamo &quot;relativa&quot;, perch\u00e9 Attila l&#8217;aveva percorsa e saccheggiata in lungo e in largo quindici anni prima, spingendosi da Aquileia fino a Milano e, poi, alle rive del Mincio (che anche Sidonio pot\u00e9 ammirare, e che forse trov\u00f2 cos\u00ec affascinanti soprattutto per un riflesso condizionato di tipo letterario, ossia per una reminiscenza virgiliana); e perch\u00e9 ancora il 6 febbraio del 464, ossia solo tre anni prima del viaggio di Sidonio, un&#8217;orda di Alani, sotto la guida del loro re, Bergeor, era discesa dalle Alpi ed era stata fermata, all&#8217;ultimo momento, dal <em>patricius<\/em> Ricimero, in una battaglia d&#8217;annientamento presso Bergamo: i pochi scampati erano stati poi rastrellati e uccisi dagli abitanti dei villaggi ai piedi del passo della Presolana, fra la Val Borlezza e la val Seriana (cfr. il nostro saggio: \u00abLa fine dell&#8217;Impero romano d&#8217;Occidente\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 28\/05\/2007, e ripubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb il 14\/07\/2015).<\/p>\n<p>Scrive Luigi Piacente \u00a0a proposito del viaggio dalla Gallia a Roma di Sidonio Apollinare, descritto nel carme 24 (in: \u00abIl viaggio nella letteratura occidentale tra mito e simbolo\u00bb, a cura di Antonio Gargano e Marisa Squillante, Napoli, Liguori, 2005, pp. 98-103 passim):<\/p>\n<p><em>\u00abSiamo nell&#8217;autunno del 467 e Sidonio \u00e8 a Lione quando riceve da parte dell&#8217;amministrazione imperiale [&#8230;] una lettera di convocazione a Roma, che con ogni probabilit\u00e0 gi\u00e0 da tempo attendeva. Per questo motivo i preparativi per il viaggio non dovettero essere troppo lunghi, per cui nel giro di pochi giorni egli fu in grado di intraprendere il cammino, la cui descrizione, inviata ad Erenio subito dopo l&#8217;arrivo a Roma, ha inizio proprio all&#8217;uscita della citt\u00e0 di Rodanusia, cio\u00e8 Lione sul Rodano, patria dello scrittore. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Il tragitto si presenta certamente impegnativo ma, nonostante la stagione invernale, non si registra alcun problema, anche in una situazione critica quale poteva rivelarsi l&#8217;attraversamento delle Alpi, dove invece il cammino si dimostr\u00f2 &quot;citus et facilis&quot;, in quanto era agevolato da un sentiero scavato nella neve (&quot;cavatis in callem nivibus&quot;) e quindi protetto da pareti di ghiaccio che impedivano al viaggiatore di avvicinarsi pericolosamente al precipizio. Donde si evince che l&#8217;accurata gestione del &quot;cursus publicus&quot; non trascurava neppure, evidentemente, i difficili percorsi ad alta quota.[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Superate senza difficolt\u00e0 le Alpi, il percorso di Sidonio \u00e8 terrestre fino a Pavia, da dove ha inizio la navigazione fluviale sul Po, che poi tocca, con brevi escursioni, il Lambro, l&#8217;Adda, l&#8217;Adige e il Mincio, tutti fiumi che nascono dai monti Liguri ed Euganei. Sidonio, il viaggiatore attento e curioso, imboccando controcorrente il corso di questi affluenti del Po, ne ammira le sponde rivestite di boschi e si diletta del cinguettio degli uccelli annidati tra le canne e i giunchi palustri nella parte pi\u00f9 bassa delle rive. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Sidonio giunse poi a Ravenna seguendo il ramo di destra del Po, cio\u00e8 quello pi\u00f9 a sud: la citt\u00e0, residenza imperiale gi\u00e0 dagli inizi del V secolo, lo colp\u00ec profondamente, ed \u00e8 anzi molto probabile che anche per il desiderio di visitarla egli sia stato costretto ad arrivare sul versante adriatico per poi ritornare indietro sul Tirreno verso ovest. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Riprendiamo ora il nostro viaggio e ritroviamo Sidonio che, con la sete e la febbre che infierivano su un fisico ormai allo stremo, \u00e8 davanti alla citt\u00e0 di Roma, ma, prima di entrarvi, in atto di grande venerazione, si dirige alle tombe dei martiri Pietro e Paolo, situate nelle due basiliche, all&#8217;epoca ancora fuori della cinta muraria: qui si accorge che, evidentemente per intervento soprannaturale, il suo malessere era del tutto scomparso. Trova quindi alloggio in una stanza d&#8217;albergo, la stessa che ancora occupava mentre scriveva questa lettera ad Erenio, concedendosi un meritato riposo dopo le fatiche del viaggio. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Dunque a Roma, agli occhi del nobile gallo-romano si presenta uno scenario forse non del tutto imprevisto, ma certo inatteso nelle sue dimensioni: era infatti in pieno svolgimento una grande festa per il matrimonio di Alipia, figlia dell&#8217;imperatore Antemio, col potentissimo &quot;praefectus Urbi&quot; Ricimero, ovviamente un matrimonio &#8216;politico&#8217; che, come sottolinea Sidonio, era stato combinato &quot;in spem publicae securitatis&quot; [&#8230;]\u00bb<\/em><\/p>\n<p>E la storia ci dice che quel matrimonio politico non fu affatto sufficiente ad appianare i contrasti crescenti fra genero e suocero, tanto che qualche anno dopo, nel 472, si giunse alla resa dei conti: e Roma conobbe il terzo sacco della sua storia recente, con la presa violenta da parte delle soldatesche di Ricimero e l&#8217;assassinio di Antemio, mentre le case ed i beni degli sfortunati cittadini dell&#8217;Urbe venivano manomessi da una masnada di predoni, in gran parte soldati romani solo di nome, ma in effetti di nazionalit\u00e0 germanica (cfr. i nostri precedenti lavori: \u00abIl sogno imperiale di Antemio naufraga nel 472, con il terzo sacco di Roma\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 18\/02\/2014 e ripubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb il 15\/07\/2015; e \u00abLa congiura di Ricimero contro Avito apre l&#8217;ultima fase dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente\u00bb, pubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb il 17\/07\/2015).<\/p>\n<p>Personaggio davvero strano, Sidonio Apollinare. Mentre il mondo romano gli sta crollando attorno, pezzo sopra pezzo, lui ne esce sempre con la pelle intatta, ed \u00e8 capace di levare dai pasticci anche qualche amico inguaiatissimo, come Arvando. Mentre uomini come san Gerolamo vivono in maniera drammatica l&#8217;incontro delle due culture, pagana e cristiana, lui passa dall&#8217;una all&#8217;altra con perfetta naturalezza, e viene persino fatto vescovo, anche se nulla, della sua vita, ci dice che abbesse particolari qualit\u00e0 spirituali (ma organizzative e diplomatiche, s\u00ec: e forse era quanto si richiedeva allora a un vescovo). Infine, mentre la fine dell&#8217;Impero si avvicina a grandi passi (manca ormai meno d&#8217;un decennio all&#8217;atto conclusivo, la deposizione di Romolo Augusto), lui si attarda lungo gli affluenti del Po, come un turista che non ha alcuna fretta: quando deve farsi ricevere dal sovrano&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molto noto \u00e8 il poemetto di Rutilio Namaziano, incompiuto o giuntoci incompleto, \u00abDe Reditu suo\u00bb, che descrive il viaggio di ritorno da Roma alle sue terre<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[234],"class_list":["post-28878","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-roma"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28878","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28878"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28878\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28878"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28878"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28878"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}