{"id":28857,"date":"2021-03-09T09:24:00","date_gmt":"2021-03-09T09:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/09\/siamo-entrati-negli-ultimi-tempi\/"},"modified":"2021-03-09T09:24:00","modified_gmt":"2021-03-09T09:24:00","slug":"siamo-entrati-negli-ultimi-tempi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/09\/siamo-entrati-negli-ultimi-tempi\/","title":{"rendered":"Siamo entrati negli ultimi tempi?"},"content":{"rendered":"<p>Il cardinale (gesuita e massone) Carlo Maria Martini soleva ripetere che la Chiesa \u00e8 in ritardo di duecento anni, e che deve decidersi a recuperarlo. Ebbene, si sbagliava di due secoli: il ritardo, ma vedremo subito che questa parola non esprime adeguatamente il concetto, non era di duecento anni, al tempo del Concilio Vaticano II, ma di quattrocento: era la distanza fra il presente e il Concilio di Trento o, se si preferisce, fra il presente e l&#8217;inizio della modernit\u00e0. La modernit\u00e0 incomincia con Lutero, tipico uomo del Rinascimento (non importa se poi, nella sua teologia specifica, egli in gran parte ritorna al Vecchio Testamento e quindi sembra che ritorni al passato), con la sua volont\u00e0 di rompere in modo radicale con la Tradizione, e con la sua affermazione dell&#8217;io, sia pure sotto forma della fede, rispetto al dato oggettivo della creaturalit\u00e0, dunque della subordinazione dell&#8217;uomo a Dio. In ambito specificamente filosofico, la modernit\u00e0 trionfa poi con Cartesio e il suo <em>cogito, ergo sum<\/em>: il soggetto \u00e8 sempre l&#8217;io, l&#8217;io che dubita, l&#8217;io che pensa, l&#8217;io che si pone di fronte al reale, dunque anche di fronte all&#8217;Essere. E prosegue con Kant, che elimina senz&#8217;altro la metafisica, amputandola come un arto inutile e concentra lo sforzo del pensiero sulla parte visibile ed esperibile del reale, il fenomeno; cosa sia il reale in se stesso, cosa sia la Cosa in S\u00e9, a lui non interessa, perch\u00e9 ritiene che la ragione naturale non abbia gli strumenti per verificarlo. Dunque, con la &quot;svolta antropologica&quot; di Karl Rahner, e con il Vaticano II, la teologia cattolica recupera quei quattro secoli di &quot;ritardo&quot;: pone l&#8217;uomo al centro; fa, con quattro secoli di ritardo, quel che gi\u00e0 avevano fatto Lutero, Cartesio, Kant.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, chi parla di ritardo tradisce gi\u00e0 dall&#8217;uso di questa parola il suo intento ideologico e tutt&#8217;altro che obiettivo: dimmi che parole adoperi e ti dir\u00f2 chi sei. L&#8217;uso del concetto di &quot;ritardo&quot; \u00e8 tipico dei progressisti: per loro, esiste solo il passato, che \u00e8 il male, e il presente, che \u00e8 il bene. Fra due automobili in corsa, l&#8217;una che viaggia a duecento chilometri l&#8217;ora e rischia di schiantarsi ad ogni curva, e l&#8217;altra che mantiene una velocit\u00e0 prudente e ragionevole, il progresso si identifica con la prima, che \u00e8 pi\u00f9 veloce, mentre nella seconda vede un simbolo dell&#8217;arretratezza. Una societ\u00e0, una cultura, sono progredite o arretrate a seconda che si trasformino velocemente o meno. A ben guardare, la cultura cristiana aveva pervaso di s\u00e9 anche la cultura &quot;laica&quot; per tutti i secoli della civilt\u00e0 medievale: \u00e8 con l&#8217;Umanesimo che tale accordo incomincia a sgretolarsi, e poi col Rinascimento, la cosiddetta Riforma protestante (che in realt\u00e0 \u00e8 una rivoluzione) e la Rivoluzione scientifica e razionalista del XVII secolo, nasce la cultura moderna, cio\u00e8 il distacco consapevole e definitivo dall&#8217;eredit\u00e0 cristiana e cattolica. E dunque quando Martini parla di ritardo della Chiesa rispetto al mondo moderno, parla in realt\u00e0 di un distacco del modo moderno dal cristianesimo. L&#8217;idea che tale distacco vada colmato con una brusca inversione di marcia da parte della Chiesa equivale alla resa del cattolicesimo. \u00c8 come se la Chiesa dicesse: \u00abScusate, ci siamo sbagliati; per quattro secoli abbiamo insistito e percorre una strada sbagliata, condannata dalla scienza, dalla ragione, della vera cultura; ma ora ci metteremo d&#8217;impegno e recupereremo il tempo perduto: aspettateci che stiamo arrivando\u00bb.<\/p>\n<p>Una cosa assurda e penosa; un rinnegamento della propria identit\u00e0 e un appiattimento sulle posizioni del mondo laicista e moderno. Se \u00e8 questa la grande novit\u00e0 rappresentata dal Concilio Vaticano II e dal suo perennemente strombazzato &quot;spirito&quot;, bisogna dire che \u00e8 stata una ben misera cosa: una specie di 8 settembre 1943 contrabbandato per una vittoria, o quasi, mentre di fatto era una resa ignominiosa. E che sia stata una resa, lo prova il fatto che il clero modernista, a partire da quel momento, ha guardato con sufficienza, con diffidenza e con disprezzo crescenti quei pochi sacerdoti e quei pochi fedeli i quali, sbalorditi e addolorati, non si sono mesi immediatamente al seguito del &quot;nuovo ordine&quot; e hanno osato indugiare sulle vecchie posizioni, vale a dire sul Magistero perenne, o che tale era stato per millenovecento anni. E lo si vede anche oggi, nella pelosa fratellanza di Bergoglio: tutto sono fratelli, tutti sono interlocutori, tutti sono benvenuti sotto la tenda di Dio (il Dio di Abramo: vale a dire che non si sa se sia il vero Dio dei cristiani, o quello degli ebrei, o magari degli islamici); tutti, e specialmente i cari fratelli massoni, tranne i pochi cattolici ormai spregiativamente chiamati &quot;tradizionalisti&quot;, ma che in realt\u00e0 sono semplicemente i veri cattolici, gli ultimi rimasti e sopravvissuti al diluvio.<\/p>\n<p>Molti oggi si chiedono se, per caso, non siamo arrivati alla soglia degli ultimi tempi. Vedono, da un punto di vista religioso, che la fede \u00e8 quasi scomparsa dalla terra; che la Chiesa si \u00e8 completamente allineata sulle posizioni del mondo; che ha sostituito l&#8217;atteso Salvatore con le promesse della medicina per sconfiggere la morte, a cominciare dai vaccini, mentre in ambito morale si mostra sempre pi\u00f9 &quot;aperta&quot; ad ogni sorta di peccato, dall&#8217;aborto alla sodomia; e ne traggono la conclusione che l&#8217;anticristo \u00e8 arrivato, o sta per arrivare, e che anche il giorno della battaglia finale tra il Male e il Bene deve essere ormai vicino. In genere si rifanno a questo passo di san Paolo nella <em>Seconda lettera ai Tessalonicesi<\/em> (2,1-12):<\/p>\n<p><em>1 Ora vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo e alla nostra riunione con lui, 2 di non lasciarvi cos\u00ec facilmente confondere e turbare, n\u00e9 da pretese ispirazioni, n\u00e9 da parole, n\u00e9 da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente. 3 Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovr\u00e0 avvenire l&#8217;apostasia e dovr\u00e0 esser rivelato l&#8217;uomo iniquo, il figlio della perdizione, 4 colui che si contrappone e s&#8217;innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o \u00e8 oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio. 5 Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? 6 E ora sapete ci\u00f2 che impedisce la sua manifestazione, che avverr\u00e0 nella sua ora. 7 Il mistero dell&#8217;iniquit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 in atto, ma \u00e8 necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. 8 Solo allora sar\u00e0 rivelato l&#8217;empio e il Signore Ges\u00f9 lo distrugger\u00e0 con il soffio della sua bocca e lo annienter\u00e0 all&#8217;apparire della sua venuta, l&#8217;iniquo, 9 la cui venuta avverr\u00e0 nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, 10 e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perch\u00e9 non hanno accolto l&#8217;amore della verit\u00e0 per essere salvi. 11 E per questo Dio invia loro una potenza d&#8217;inganno perch\u00e9 essi credano alla menzogna 12 \u00a0e cos\u00ec siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verit\u00e0, ma hanno acconsentito all&#8217;iniquit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>In particolare le parole: <em>Prima infatti dovr\u00e0 avvenire l&#8217;apostasia e dovr\u00e0 esser rivelato l&#8217;uomo iniquo, il figlio della perdizione,<\/em> sembrano quanto mai di attualit\u00e0 paiono riferirsi a qualcosa che \u00e8 gi\u00e0 accaduto, o che sta accadendo sotto i nostri occhi. Non si \u00e8 forse gi\u00e0 manifestata l&#8217;apostasia dalla fede cattolica? Cosa c&#8217;\u00e8 ancora di cattolico nelle parole e negli atti di un Bergogio, di un Paglia, di un Galantino, di un Bianchi, e di mille e mille preti che celebrano la santa Messa in maniera indegna, che tengono delle omelie scandalose, che si preoccupano di tutto tranne che della vera dottrina e di tener viva la fede, tanto \u00e8 vero che i seminari sono ormai del tutto vuoti, come semivuota \u00e8 la Piazza San Pietro al momento dell&#8217;<em>Angelus<\/em> domenicale, quando dal balcone si affaccia quel terribile signore dallo sguardo malvagio, il quale invece di parlare di Dio, dell&#8217;anima e del nostro destino eterno, parla sempre e solo dei migranti, del clima, dell&#8217;ambiente e di cose simili (da ultimo, nel tanto celebrato viaggio &quot;apostolico &quot; in Iraq, perfino della tutela del patrimonio archeologico)? Parole che frequentemente vengono accostate alla profezia del libro dell&#8217;<em>Apocalisse<\/em>, e specialmente a questo passo (13,5-8):<\/p>\n<p><em>5 Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d&#8217;orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. 6 Essa apr\u00ec la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo. 7 Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione. 8 L&#8217;adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non \u00e8 scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell&#8217;Agnello immolato.<\/em><\/p>\n<p>La domanda che ci si dovrebbe fare, dunque, \u00e8 se l&#8217;apostasia sia gi\u00e0 conclamata e se l&#8217;anticristo si sia gi\u00e0 rivelato; tenendo presente che costui potrebbe essere una persona fisica, ma potrebbe anche essere inteso come un insieme di forze anticristiche. Infatti scrive san Giovanni nella prima epistola che reca il suo nome (<em>1 Gv<\/em> 4,1-6):<\/p>\n<p><em>^1^\u00a0Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perch\u00e9 molti falsi profeti sono venuti nel mondo.\u00a0^2^In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Ges\u00f9 Cristo venuto nella carne, \u00e8 da Dio;\u00a0^3^ogni spirito che non riconosce Ges\u00f9, non \u00e8 da Dio. Questo \u00e8 lo spirito dell&#8217;anticristo che, come avete udito, viene, anzi \u00e8 gi\u00e0 nel mondo.\u00a0^4^Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perch\u00e9 colui che \u00e8 in voi \u00e8 pi\u00f9 grande di colui che \u00e8 nel mondo.\u00a0^5^Essi sono del mondo, perci\u00f2 insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta.\u00a0^6^Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non \u00e8 da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verit\u00e0 e lo spirito dell&#8217;errore.<\/em><\/p>\n<p>E sempre san Giovanni, nel medesimo testo (2, 15-25):<\/p>\n<p><em>15 Non amate n\u00e9 il mondo, n\u00e9 le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l&#8217;amore del Padre non \u00e8 in lui; 16 perch\u00e9 tutto quello che \u00e8 nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. 17 E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volont\u00e0 di Dio rimane in eterno!<\/em><\/p>\n<p><em>18 Figlioli, questa \u00e8 l&#8217;ultima ora. Come avete udito che deve venire l&#8217;anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi. Da questo conosciamo che \u00e8 l&#8217;ultima ora. 19 Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma doveva rendersi manifesto che non tutti sono dei nostri. 20 Ora voi avete l&#8217;unzione ricevuta dal Santo e tutti avete la scienza. 21 Non vi ho scritto perch\u00e9 non conoscete la verit\u00e0, ma perch\u00e9 la conoscete e perch\u00e9 nessuna menzogna viene dalla verit\u00e0. 22 Chi \u00e8 il menzognero se non colui che nega che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo? L&#8217;anticristo \u00e8 colui che nega il Padre e il Figlio. 23 Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.<\/em><\/p>\n<p><em>24 Quanto a voi, tutto ci\u00f2 che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quel che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. 25 E questa \u00e8 la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.<\/em><\/p>\n<p>Dunque, secondo san Giovanni, questa \u00e8 l&#8217;ultima ora: tuttavia lo scriveva quasi duemila anni fa. Pertanto <em>l&#8217;ultima ora<\/em> \u00e8 un&#8217;espressione che indica un tempo non breve: il tempo in cui Ges\u00f9 Cristo si \u00e8 rivelato agli uomini, ma il mondo non lo ha riconosciuto, e quindi l&#8217;umanit\u00e0 si \u00e8 caricata di una colpa ancor pi\u00f9 grave, perch\u00e9, pur avendo visto la luce, ha preferito le tenebre alla luce (cfr. <em>Gv<\/em> 1, 5-11). Ad ogni modo, la venuta degli ultimi tempi e l&#8217;avvento dell&#8217;anticristo, o degli anticristi, non annunciano immediatamente la fine. Nemmeno la grande apostasia l&#8217;annuncia: essa \u00e8 il preludio alla fine, ma non \u00e8 ancora la fine. La fine verr\u00e0 con la Parusia, e noi non sappiamo quando ci\u00f2 accadr\u00e0. Facciamo pertanto come le vergine savie: teniamo pronto l&#8217;olio per accendere le nostre lampade, e non come le vergini stolte, che lo hanno lasciato consumare; perch\u00e9 lo Sposo verr\u00e0 di notte, quando molti saranno addormentati, e non ci sar\u00e0 pi\u00f9 tempo per andare a procurarsi l&#8217;olio mancante, ma solo per accogliere lo Sposo con letizia (cfr. <em>Mt<\/em> 25, 1-13).<\/p>\n<p>Un&#8217;altra cosa \u00e8 importante, nell&#8217;attesa degli ultimi tempi. Non si deve focalizzare tropo l&#8217;attenzione su quel che fanno gli altri, su quel che fa il clero apostatico, sullo scandalo dato dai cattivi pastori che spalancano il recinto e fanno entrare i lupi feroci affinch\u00e9 possano divorare il gregge. Certo, \u00e8 uno spettacolo tremendo, ma non bisogna lasciarsene ipnotizzare, per non finire come la moglie di Lot, che fu trasformata in una statua di sale per aver indugiato a contemplare la distruzione di Sodoma. Il cristiano ha cose pi\u00f9 importanti da fare: il suo sguardo deve essere costantemente rivolto verso Colui che \u00e8 sorgente di vita eterna, non verso quei disgraziati che danno scandalo e si perdono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cardinale (gesuita e massone) Carlo Maria Martini soleva ripetere che la Chiesa \u00e8 in ritardo di duecento anni, e che deve decidersi a recuperarlo. 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