{"id":28855,"date":"2017-12-03T07:47:00","date_gmt":"2017-12-03T07:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/03\/siamo-diventati-figli-di-nessuno\/"},"modified":"2017-12-03T07:47:00","modified_gmt":"2017-12-03T07:47:00","slug":"siamo-diventati-figli-di-nessuno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/03\/siamo-diventati-figli-di-nessuno\/","title":{"rendered":"Siamo diventati figli di nessuno"},"content":{"rendered":"<p><em>In questa casa \u00e8 vietato l&#8217;ingresso ai razzisti! Tornate a casa vostra!<\/em>: questo cartello, con entrambi i punti esclamativi, sta affisso sulla porta della canonica di Pistoia ove don massimo Biancalani ha deciso di dare accoglienza a pi\u00f9 di trenta richiedenti asilo: compreso uno che risultava del tutto clandestino e compreso un altro che, nelle ore libere (cio\u00e8 tutte), se ne andava tranquillo ai giardinetti cittadini a vendere la droga ai ragazzi italiani. Per inciso, il buon prete progressista e misericordioso ha minimizzato quest&#8217;ultimo episodio. Lo ha chiamato sempre e solo &quot;un errore&quot; e ha detto che aver trasferito altrove quel &quot;ragazzo&quot; \u00e8 stato un provvedimento esagerato da parte della magistratura, perch\u00e9, dopotutto, ci aveva gi\u00e0 pensato lui a &quot;prenderlo a calci in culo&quot;, sono parole sue, e dunque la lezione doveva essergli bastata: tipico atteggiamento da padreterno che ritiene una quisquilia lo spaccio di droga, da parte di un ospite della sua comunit\u00e0, un peccatuccio veniale a sistemare il quale ci pensa lui, il buon padre di famiglia, mentre lo Stato non dovrebbe metterci il naso. Il cartello affisso sulla porta, comunque, ha un sapore quasi ironico, se si riflette che i negri, oggi, non si trovano solo dentro i centri di accoglienza &#8212; dai quali, peraltro, escono in continuazione, di giorno e anche di notte, con il permesso e senza il permesso, e sciamano nei centri abitati a ubriacarsi e combinarne di tutti i colori &#8211; ma sono ormai praticamente padroni dell&#8217;intero territorio nazionale. Cio\u00e8, se un italiano che non condivide la politica governativa ed ecclesiastica di auto-invasione del nostro Paese (perch\u00e9 il &quot;razzista&quot; cui fa riferimento quel cartello sarebbe costui) volesse tornare a casa propria, ci domandiamo dove diavolo dovrebbe andare. L&#8217;Italia non \u00e8 pi\u00f9 la casa degli italiani, ma dei negri; e la Chiesa cattolica non \u00e8 pi\u00f9 la chiesa dei cattolici, ma degli islamici. Il vescovo di Padova, Cipolla, lo aveva detto subito, che lui avrebbe fatto volentieri sparire i simboli cristiani, pur di conservare &quot;l&#8217;amicizia&quot; (strana idea dell&#8217;amicizia&#8230;) con i musulmani; e don Biancalani ha aggiunto che darebbe volentieri ad essi uno spazio <em>dentro la chiesa<\/em>, perch\u00e9 possano pregare in pace il loro Dio. Tanto &#8211; questo \u00e8 il sottinteso che porta l&#8217;<em>imprimatur<\/em>, a sua volta sottinteso, ma chiarissimo, di papa Francesco &#8211; Dio \u00e8 uno solo: e andare a sottilizzare se sia quello cattolico, o ebreo, o islamico, o chiss\u00e0 cos&#8217;altro, \u00e8 una questione che pu\u00f2 interessare solo i cattolici &quot;rigidi&quot;, &quot;fanatici&quot;, &quot;tradizionalisti&quot; (nel senso spregiativo del&#8217;espressione), ma non certo quelli amorevoli e misericordiosi.<\/p>\n<p>Ha detto anche un&#8217;altra cosa significativa, don Biancalani: che per noi \u00e8 una fortuna che ogni giorno sbarchino dei profughi sulle nostre coste, perch\u00e9 la popolazione italiana \u00e8 in calo e non abbiamo pi\u00f9 abbastanza braccia per mandare avanti l&#8217;economia, a cominciare dall&#8217;agricoltura. Evidentemente, facendo eco al presidente dell&#8217;Inps, Tito Boeri, anche lui pensa quanto dovremmo essere grati al cielo per questa invasione, dato che sono gli stranieri a pagarci le pensioni; e, facendo eco a monsignor Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa, anche lui pensa che il nostro futuro sia il meticciato: che, guarda caso, coincide con le linee maestre del Piano Kalergi: niente di nuovo sotto il sole, quindi, e, soprattutto, niente di evangelico e di cattolico, al contrario: sono piani massonici e anticristiani elaborati da lunga data in ambienti, quelli dell&#8217;alta finanza internazionale, i quali, col Vangelo, non hanno proprio nulla da spartire; e coincide anche con la strategia di George Soros, strano compagno di viaggio per il papa amico dei &quot;poveri&quot; e degli &quot;ultimi&quot;, e per i vari monsignori Paglia, Galantino, Cipolla, Zuppi, eccetera. La tesi di Boeri \u00e8 tutta da dimostrare; quella di Perego, pi\u00f9 che una tesi, \u00e8 una profezia, se non una minaccia; entrambe sono gratuite, esprimono dei punti di vista assolutamente personali e, in ogni caso, non hanno niente a che fare con il cristianesimo. Pertanto, il massiccio schieramento della neochiesa sul fronte dei favorevoli allo <em>ius soli,<\/em> esercitando indebite pressioni sul governo e sul parlamento italiani, \u00e8 una scelta politica che non c&#8217;entra nulla col Vangelo. Che non si azzardino a tirare in ballo Ges\u00f9 Cristo per sostenere che l&#8217;Italia, se vuol essere un paese cristiano e civile, deve concedere la cittadinanza a tutti coloro i quali la vogliono, e in qualsiasi quantit\u00e0. Questa \u00e8 una menzogna e un&#8217;impostura; inoltre, cosa pi\u00f9 grave di tutte, visto che viene dalle bocche di insigni esponenti della Chiesa cattolica, a cominciare dal papa Francesco, \u00e8 una mistificazione del Vangelo. Questi signori e monsignori si permettono di prendere il Vangelo e di manipolarlo a loro uso e consumo, impunemente, sfacciatamente. Lo fanno con supponenza, con alterigia; e guardano con disprezzo quei cattolici che non ci stanno, li giudicano severamente, li mettono moralmente al bando, tolgono loro la qualifica di &quot;cristiani&quot;. Dall&#8217;alto del loro buonismo, pretendono di servirsi di Ges\u00f9 Cristo per una campagna ideologica che non ha assolutamente niente di religioso, niente di etico e niente di cattolico. Nondimeno, loro sono i &quot;buoni&quot; e i &quot;veri&quot; cristiani: chi potrebbe mai criticarli? Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. No, dobbiamo rassegnarci: se loro sono i buoni, noi, che non capiamo e che non condividiamo, siamo i cattivi. \u00c8 inevitabile.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un altro caso, simile a quello di don Biancalani, in un certo senso ancora pi\u00f9 significativo, perch\u00e9 ha per protagonista un laico: il professor Antonio Cal\u00f2, in provincia di Treviso. La stampa locale ha parlato moltissimo di lui e ne ha fatto un eroe, un simbolo dell&#8217;accoglienza e degli italiani &quot;brava gente&quot;, da quando, due anni fa, ha aperto la sua casa a sei richiedenti asilo di varie nazionalit\u00e0 africane. Adesso il professore, e di nuovo la stampa ha dato molto risalto alla cosa, pur avendo quattro figli, ha deciso di andarsene e di lasciare la casa ai sei giovanotti, mentre lui, insieme alla moglie, \u00e8 andato a vivere in una parrocchia cittadina, ospite di un suo amico prete. Se ne va in giro per il territorio a tenere incontri e conferenze, il cui motivo dominante \u00e8: <em>fate come noi<\/em>. Le foto lo mostrano soddisfatto e con il braccio sinistro alzato, il pugno chiuso nel classico saluto dei &quot;compagni&quot; (vedi il numero del 3 dicembre 2017 del quotidiano <em>Il Gazzettino<\/em>). C&#8217;\u00e8 solo un dettaglio fuori posto: quei gesti erano di moda nel 1968. Il professore \u00e8 un classico residuato di quella stagione, di quella ideologia; e la sua perfetta intesa con i preti progressisti e modernisti conferma quel che andiamo scrivendo da tempo: che il marxismo, da noi, non \u00e8 mai morto (unico ed ultimo Paese al mondo, a parte la Corea del Nord), ma ha semplicemente traslocato, armi e bagagli, dentro la Chiesa cattolica, sostituendo <em>Il Capitale<\/em> di Marx con il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, letto e interpretato secondo l&#8217;ottica di Dossetti, Turoldo, Enzo Bianchi e&#8230; papa Francesco, senza scordare i vari Paglia &amp; Galantino. Tutta questa bava gene non si \u00e8 accorta che. da allora, sono passati cinquant&#8217;anni; e che il mondo \u00e8 radicalmente cambiato. Non si \u00e8 accorta che i poveri non sono pi\u00f9 gli stessi di allora, e cos\u00ec pure gli ultimi. Non si \u00e8 accora che, fra un ragazzone nigeriano mantenuto gratis per almeno un paio d&#8217;anni, al costo di trentacinque euro al giorno, tutto compreso (anche le sigarette e la ricarica telefonica), e che si lagna del vitto e dell&#8217;alloggio, e va a molestare il vecchio pensionato e l&#8217;anziana signora che va a far la spesa, per estorcere loro l&#8217;elemosina, quando non si mette a spacciar droga nei giardinetti, tanto per arrotondare le entrate e ammazzare un po&#8217; il tempo, i veri poveri e i veri ultimi sono quel pensionato e quella signora. E chi non ha capito questo, non ha capito niente.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la cosa peggiore dei residuati sessantottini che ancor infestano il paesaggio sociale: che stanno combattendo, con le armi di mezzo secolo fa, la battaglia sbagliata, contro il nemico sbagliato e in difesa della parte sbagliata. In compenso, tutti costoro sono in buona, anzi, in ottima compagnia: dal papa al presidente della Repubblica, gli esponenti del potere, quello statale e quello religioso, sono tutti con loro, e per le medesime ragioni: sono rimasti fossilizzati nella ideologia sessantottina e vanno avanti per forza d&#8217;inerzia, senza aver mai sottoposto a verifica o ad aggiornamento le loro rocciose certezze: il bene di qua, cio\u00e8, in questo caso, i &quot;profughi&quot;, anche se profughi non sono, e il male di l\u00e0, cio\u00e8 gli italiani cattivi ed egoisti, che negano l&#8217;accoglienza e sono imbevuti di pregiudizi razzisti. Ed ecco, per la cronaca, la motivazione con cui il presidente, Sergio Mattarella, ha conferito al professor Cal\u00f2 il titolo di Ufficiale dell&#8217;Ordine al Merito della Repubblica italiana: <em>per l&#8217;esempio di civilt\u00e0 e generosit\u00e0 che ha fornito aprendo la sua casa a sei giovani profughi giunti nella provincia di Treviso dopo essere sbarcati a Lampedusa<\/em>. Oddio, che fossero dei profughi, allora &#8212; cio\u00e8 nell&#8217;ottobre del 2015 &#8211; non era affatto certo; quel che si sa, al contrario, \u00e8 che nove su dieci di codesti &quot;richiedenti asilo&quot; non hanno alcun diritto ad ottenere il riconoscimento dello <em>status<\/em> di rifugiati; ma tant&#8217;\u00e9. Questi sono dettagli, nell&#8217;Italia buonista di papa Francesco e del governo Gentiloni (avevamo scritto, automaticamente, del governo Galantino: <em>lapsus<\/em> freudiano; psicanalisti, sbizzarritevi!). L&#8217;importante \u00e8 l&#8217;accoglienza, <em>a prescindere<\/em>. Chiss\u00e0 quale onorificenza dar\u00e0 ora il presidente Mattarella al professore, quando sapr\u00e0 che se n&#8217;\u00e8 addirittura andato di casa, per non recar disturbo ai suoi giovani ospiti.<\/p>\n<p>Ma il magnifico gesto del professor Cal\u00f2 e consorte non si \u00e8 limitato a lasciare la sua casa perch\u00e9 i sei baldi giovanotti ci vivano come se fosse loro; si \u00e8 spinto fino a dichiarare che sarebbe una cosa bellissima se essi potessero ricongiungersi ai loro familiari, cos\u00ec che quella diventasse una &quot;casa africana&quot;. Parole testuali. Quindi: non solamente s\u00ec all&#8217;immigrazione indiscriminata; non solamente i bravi italiani sono quelli che ospitano in casa loro e, se possibile, gentilmente se ne vanno fuori dei piedi e la consegnano, chiavi in mano, ai &quot;ragazzi&quot; venuti dall&#8217;Africa; ma s\u00ec anche all&#8217;ingresso in Italia dei loro padri, madri, sorelle, zii, cugini e mogli, senza tralasciare il dettaglio che molti africani di fede islamica, di mogli, ne hanno quattro, e il numero di figli che procreano \u00e8 due o tre volte superiore a quello delle coppie italiane. Non occorre essere dei geni della matematica o della demografia statistica per capire che cosa ci\u00f2 significhi: che fra meno di due generazioni l&#8217;Italia non sar\u00e0 pi\u00f9 l&#8217;Italia, ma una repubblica islamica e africana, con la maggioranza della popolazioni islamica e africana, e gli italiani bianchi e cristiani saranno una minoranza in via di estinzione, forse tollerata, forse no, perch\u00e9 basta dare uno sguardo al trattamento che i Paesi islamici, tutti, nessuno escluso (anche quelli cosiddetti &quot;moderati&quot;), riservano alle minoranze religiose, per immaginare quale sar\u00e0 il futuri dei nostri figli e dei nostri nipoti in quel contesto. Si pu\u00f2 anche immaginare che cosa ne sar\u00e0 delle chiese e delle cattedrali, dell&#8217;affresco di san Petronio dove si vede Maometto all&#8217;Inferno, della <em>Divina Commedia<\/em>, del Presepio, del Crocifisso, del Rosario e di ogni altro simbolo cristiano. Problemi di questo tipo, cio\u00e8 di rifiuto della nostra cultura e della nostra civilt\u00e0 da parte degli islamici, ce ne sono gi\u00e0 e parecchi, solo che i mezzi d&#8217;informazione non ne parlano, perch\u00e9 hanno degli ordini tal senso. Gi\u00e0 adesso \u00e8 &quot;normale&quot; che degli islamici entrino in un convento di suore cattoliche e si mettano a recitare versetti del Corano a voce alta, spaventando le sorelle che si erano riunite per recitano il Rosario; &quot;normale&quot; \u00e8 anche che delle donne islamiche entrino in una chiesa e sputino sul crocifisso, o che un giovane islamico ne spezzi un altro. &quot;Normale&quot; \u00e8 che degli studenti islamici contestino il loro professore italiano, accusandolo di non rispettare l&#8217;islam, e chiedendo al preside immediate misure contro di lui: misure subito prese, senza neanche ascoltare la campana del diretto interessato (vedi il caso di Corsico, presso Milano, di cui abbiamo gi\u00e0 parlato a suo tempo). Tutte queste cose, ed altre simili, o peggiori, sono gi\u00e0 &quot;normali&quot;, nel senso di abituali, quotidiane, e tali da non fare pi\u00f9 notizia. Quando gli immigrati africani e asiatici di religione islamica saranno maggioranza nel nostro Paese, il che matematicamente avverr\u00e0 entro un paio di generazioni al massimo, la musica cambier\u00e0 e di parecchio: e non in senso favorevole a noi, miseri italiani &quot;indigeni&quot;, per di pi\u00f9 cristiani.<\/p>\n<p>Siamo cos\u00ec arrivati a questa amara conclusione: nel giro di neppure una generazione, qualcuno, <em>in alto loco<\/em>, ha deciso che noi dobbiamo sparire: \u00e8 in atto una &quot;soluzione finale&quot; del problema italiano, ovviamente incruenta (almeno per adesso; domani, nessuno lo pu\u00f2 dire), e il meccanismo \u00e8 stato preparato ed oliato cos\u00ec bene, che i soggetti della prossima eliminazione stanno collaborando con il massimo entusiasmo al loro suicidio biologico e culturale. Ora vengono invitati ad accogliere chiunque in casa propria, e anzi, se possibile, a cedergli quest&#8217;ultima volontariamente; domani, forse, le case verranno requisite con la forza. Del resto, sta gi\u00e0 succedendo: chi ha la &quot;colpa&quot; di avere una seconda casa, sfitta, da qualche parte, di solito lasciata in eredit\u00e0 dei genitori, pu\u00f2 trovarsela occupata da una o due famiglie di zingari, o d&#8217;ivoriani, o di chi sa quali altre razze e continenti, e pu\u00f2 succedergli di sentirsi dire dalle autorit\u00e0, sindaco e comandante dei carabinieri <em>in primis<\/em>, che non c&#8217;\u00e8 niente da fare, ma in fondo \u00e8 giusto cos\u00ec, quei poveretti un tetto non ce l&#8217;hanno, mentre lui, l&#8217;italiano ricco ed egoista, ne ha ben due. Chi non ricorda le recriminazioni, le polemiche, i sensi di colpa laceranti, quando le forze dell&#8217;ordine sgombrarono alcuni stabili occupati illegalmente da famiglie somale, a Roma, in Piazza Indipendenza? Manc\u00f2 poco che, a finire sul banco degli imputati, finissero loro, i poliziotti; uno dei quali aveva pronunciato una intollerabile frase razzista: <em>Se fanno resistenza, spezzategli un<\/em> braccio; e venne messo in croce della stampa bipartisan. Primi piani delle donne piangenti su tutti i giornali e telegiornali, di destra e di sinistra. Con i soldi, \u00e8 la stessa cosa: perch\u00e9 le ingenti somme spese dallo Stato (sia pure con il contributo dell&#8217;Unione europea; ma sono pur sempre soldi nostri) sono distolte, lo capisce anche un bambino, dalle azioni che si potrebbero programmare ed attuare a sostegno dei milioni di italiani che sono stati ridotti a vivere sotto la soglia della povert\u00e0.<\/p>\n<p>Ma sono almeno di buona razza, questi invasori camuffati da richiedenti asilo? Sono gente seria, onesta, laboriosa, capace di valorizzare le potenzialit\u00e0 di un Paese dalle tradizioni millenarie e dalle infinte meraviglie artistiche e culturali, uniche al mondo, come il nostro? Per rispondere a questa domanda, basta guardare ai fatti. Chi scrive ha prestato il servizio militare, come tanti altri, in una caserma di enormi dimensioni: in camerata c&#8217;erano un centinaio di letti a castello, i servizi igienici erano quattro per duecento giovani, e il vitto della mensa era meno che mediocre. Ma \u00e8 vissuto l\u00ec dentro per un anno, senza mai lamentarsi, e trovando la cosa normalissima; non si \u00e8 mai sentito un eroe, n\u00e9, tanto meno, una vittima. Ora questi baldi ragazzoni, che dicono di essere fuggiti dalla disperazione, dalla guerra e dalla fame, in una ex caserma, loro, non ci vogliono stare: protestano, marciano, pretendono, minacciano: com&#8217;\u00e8 accaduto a Cona, in provincia di Venezia. Ritengono di aver diritto a una sistemazione pi\u00f9 &quot;decente&quot;, in un albergo o in una casa privata; e ad un vitto assai migliore, perch\u00e9 quello che gli passa l&#8217;Italia \u00e8 roba da gettare ai cani; e infatti lo sbattono per terra e fanno lo sciopero della fame&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa casa \u00e8 vietato l&#8217;ingresso ai razzisti! 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