{"id":28852,"date":"2017-07-31T09:43:00","date_gmt":"2017-07-31T09:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/31\/siamo-cattivi-grazie-tante-lo-sapevamo-gia\/"},"modified":"2017-07-31T09:43:00","modified_gmt":"2017-07-31T09:43:00","slug":"siamo-cattivi-grazie-tante-lo-sapevamo-gia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/31\/siamo-cattivi-grazie-tante-lo-sapevamo-gia\/","title":{"rendered":"Siamo cattivi? Grazie tante, lo sapevamo gi\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Qualcuno va dicendo in giro che siamo proprio cattivi. Siamo cattivi, perch\u00e9 pensiamo che la migrazione in atto da parte di sedicenti profughi sia una invasione bella e buona del nostro Paese, e vorremmo che qualcuno facesse qualcosa per fermarla. Siamo cattivi perch\u00e9 osserviamo che l&#8217;integrazione degli immigrati \u00e8 una pia illusione (pia, si fa per dire: piuttosto truce, semmai), come lo \u00e8 quella del dialogo con il cosiddetto islam moderato. E siamo cattivi perch\u00e9 diciamo che sbagliano quelle scuole che rinunciano a partecipare alla santa Messa, per non &quot;offendere&quot; gli immigrati di altra religione. Che sbaglia quella scuola di Corsico (vicino a Milano) che ha sanzionato il professore reo di avere &quot;insultato&quot; l&#8217;islam, su denuncia della famiglia di un&#8217;alunna musulmana che aveva incominciato la lezione restando seduta, mentre tutti i suoi compagni si alzavano in piedi all&#8217;ingresso del docente, sostenendo che <em>non poteva farlo<\/em>, perch\u00e9 si era in tempo di Ramadan. E che sbagliano (o peggio, molto peggio) quelle organizzazioni non governative che vanno a imbarcare i &quot;profughi&quot; nelle acque territoriali della Libia, dietro segnalazione telefonica o visiva, e poi li scaricano tutti nei porti italiani, perch\u00e9 tanto l&#8217;Italia \u00e8 grande, buona e generosa. E siamo cattivi perch\u00e9 diciamo che il papa abusa del suo potere spirituale e commette una ingiustizia colossale a ordinarci il dovere dell&#8217;accoglienza, mentre milioni di italiani poveri sono abbandonati a se stessi, alle loro pensioni da fame, solo che loro vivono la povert\u00e0 in modo dignitoso, non spaccano tutto, non pretendono letto e vitto assicurato, e non fanno blocchi stradali, n\u00e9 gettano per terra la pastasciutta della mensa dei poveri. Siamo cattivi, infine, perch\u00e9 denunciamo la doppia morale dei buonisti, la loro bont\u00e0 cieca e a senso unico, la loro indifferenza e il loro disprezzo per chi non rientra nei loro parametri di bisogno, indigenza, precariet\u00e0, disagio, perch\u00e9 non ha la pelle scura, non \u00e8 handicappato, non \u00e8 uno zingaro abituato a rubare fin dalla tenera et\u00e0, e nemmeno un omosessuale che denuncia i suoi coinquilini per offese e comportamento discriminatorio e pretende un congruo risarcimento, mentre, magari, \u00e8 soltanto un inquilino che non rispetta le regole del vivere civile. Se \u00e8 cos\u00ec, allora s\u00ec, siamo cattivi, e anche brutti e sporchi, se volete. Ma detto da voi, da voi buonisti e progressisti, da voi cattolici di sinistra, da voi omosessualisti e immigrazionisti, non \u00e8 affatto un&#8217;offesa: \u00e8 un elogio, del quale andiamo fieri come se fosse una medaglia d&#8217;oro da mettersi al petto. E guai se cos\u00ec non fosse; guai a noi se non ci accusaste di essere delle persone cattive: cominceremmo a domandarci dove stiamo sbagliando.<\/p>\n<p>Queste riflessioni ci sorgono spontanee ogni qualvolta ci imbattiamo nelle sdegnate reprimende che vengono da loro, dai buoni, dai puri, dai nobili, dai generosi, dagli altruisti, dai disinteressati, che si dicono e si professano tali dai pulpiti pi\u00f9 alti, lo ripetono ai microfoni di mezza Italia, lo scrivono (da se stessi) sulla stampa politicamente corretta, cio\u00e8 sul novanta per cento e pi\u00f9 della stampa che circola nel nostro Paese, e anche in gran parte del resto d&#8217;Europa, ma specialmente nelle aree culturali di matrice cattolica progressista, o piuttosto modernista, cio\u00e8 nelle aree culturali che usurpano il nome e i simboli del cattolicesimo per contrabbandare, speculando sulla buona fede della gente, le loro idee eretiche, gnostiche, massoniche, mutuate dai peggiori cascami delle ideologie morte dei secoli passati: l&#8217;illuminismo, il positivismo, il liberalismo, il radicalismo, il marxismo, con tutte le loro succursali, le loro derivazioni e le loro schegge, pi\u00f9 o meni impazzite. L&#8217;altro giorno, per esempio, ci \u00e8 capitato in mano il numero del giugno scorso di una rivista che avevamo smesso di leggere da moltissimi anni, <em>Nigrizia<\/em>, il mensile dei padri comboniani dedicato all&#8217;Africa e ai suoi problemi, direttore attuale Efrem Tresoldi; l&#8217;articolo \u00e8 di Gad Lerner, che vi tiene una rubrica fissa, intitolata <em>Giuf\u00e0<\/em>, ed \u00e8 dedicato a <em>ONG e migranti: cos\u00ec si capovolge la realt\u00e0<\/em>. Come il titolo dice chiaramente, la polemica scoppiata sul <em>modus operandi<\/em> delle navi delle organizzazioni non governative ha particolarmente indignato il giornalista, il quale milita nel partito dei buoni contro i cattivi, come \u00e8 provato anche dal fatto che ha rotto la collaborazione con <em>La Repubblica<\/em>, su cui scriveva da dieci anni, per ragioni di mero compenso economico; ne riportiamo la seconda parte, affinch\u00e9 il lettore possa farsene un&#8217;opinione:<\/p>\n<p><em>I messaggi in questione rappresentano un bieco capovolgimento della realt\u00e0, ma ci\u00f2 non di meno dispongono d una potenza suggestiva devastante. Bisognosi di un alibi morale che giustifichi la nostra indifferenza alla sorte di migliaia di esseri umani sofferenti, niente di meglio che aggrapparsi a simili convinzioni: l&#8217;Italia \u00e8 vittima di un&#8217;invasione orchestrata da potenze straniere di cui i finti buoni delle ong sono un ingranaggio.<\/em><\/p>\n<p><em>Temo che ci crederanno in tanti, perch\u00e9 \u00e8 forte il bisogno di credere a simili fandonie con cui si rimuove la necessit\u00e0 di fare scelte difficili: prepararsi ad accogliere pi\u00f9 migranti; sacrificare una quota significativa della ricchezza nazionale per favorire la crescita economica e la pacificazione in Africa; prevedere un impegno diretto delle nostre forze armate l\u00e0 dove non esistono pi\u00f9 autorit\u00e0 statali, eccetera.<\/em><\/p>\n<p><em>Il capovolgimento della realt\u00e0 cui sembra destinato ad assoggettarsi il discorso pubblico sui profughi, comincia dalla condanna pi\u00f9 ovvia ma anche pi\u00f9 ipocrita: le organizzazioni criminali che sfruttano i migranti si sono forse arricchite grazie a decenni di monopolio concesso loro dall&#8217;assenza di mezzi di trasporto alternativi? Poi ci sono gli scandali di casa nostra, come il Cara di isola Capo Rizzuto lasciato in gestione alla &#8216;ndrangheta. Vedrete che anche di questo daranno la colpa alle ong.<\/em><\/p>\n<p><em>Finch\u00e9 l&#8217;accoglienza e l&#8217;integrazione dei migranti verranno trattate come un&#8217;emergenza momentanea, senza affrontare le scelte strutturali, anche di natura economica, che impongono, prevarr\u00e0 la sordida disfida dei cattivi che accusano gli altri di buonismo.<\/em><\/p>\n<p>A parte il linguaggio truculento, caratterizzato da un&#8217;aggettivazione barocca e melodrammatica (<em>bieco capovolgimento della realt\u00e0<\/em>; <em>la condanna pi\u00f9 ovvia ma anche pi\u00f9 ipocrita<\/em>; <em>la sordida disfida dei cattivi<\/em>), che paiono uscite da un libretto operistico o dal celebre romanzo storico di Massimo d&#8217;Azeglio, la nota dominante, non certo originale in simili discorsi, \u00e8 quella di una autoflagellazione feroce, implacabile, masochista: noi, noi italiani, noi europei, noi bianchi, siamo i cattivi, per definizione, e convinti della nostra colpa storica, ancestrale e inestinguibile (convinti da chi? ma dai preti di sinistra, ovviamente); dunque, qualsiasi cosa possiamo dire o fare, sar\u00e0 sempre troppo poco, sar\u00e0 sempre ridicolmente inferiore al bisogno, sar\u00e0 un&#8217;avara goccia d&#8217;acqua che avremo versato nel deserto popolato di assetati, per placare, ipocritamente, i nostri sensi di colpa e soddisfare il nostro ereditario, inumano, bestiale egoismo.<\/p>\n<p>Che cosa dovremmo fare, allora, secondo queste tesi? Innanzitutto, prepararci ad accogliere molti pi\u00f9 migranti. E non importa se &quot;migranti&quot; \u00e8 un neologismo inventato apposta per camuffare la vera natura di quelle persone, o della stragrande maggioranza di esse (molti baldi giovanotti, niente vecchi e poche donne): finti profughi e finti disperati, il cui scopo \u00e8 invadere gradualmente l&#8217;Italia e l&#8217;Europa, importarvi di sana pianta i loro usi e costumi, rifiutando e disprezzando i nostri, come innumerevoli fatti di cronaca quotidiana mostrano anche ai ciechi (o, almeno, li mostrerebbero, se fossimo disposti a vederli), islamizzarla e arabizzarla, o negrizzarla, e sostituirsi alle nostre popolazioni, gi\u00e0 in crisi demografica per conto loro. Per quanti ne accogliamo e ne accoglieremo, saranno sempre pochi: noi abbiamo un debito inestinguibile, siamo colpevoli (del colonialismo, del fascismo, dell&#8217;imperialismo, del razzismo, dell&#8217;<em>apartheid<\/em>, eccetera); avanti, dunque, l&#8217;Italia \u00e8 grande e c&#8217;\u00e8 posto per tutti. Secondo: dobbiamo sacrificare una quota significativa della ricchezza nazionale (alt: di quale ricchezza stiamo parlando, per favore? A noi risulta che l&#8217;Italia, colpita in pieno dalla Grande recessione del 2007, sta cacciando all&#8217;estero i suoi giovani, e spesso i migliori, i laureati con lode, i pi\u00f9 intelligenti, i pi\u00f9 preparati, i pi\u00f9 creativi, in cerca di un lavoro) per favorire la crescita economica e la pacificazione in Africa. Vale a dire, per finanziare dei dittatori o dei governanti corrotti, criminali, totalmente indifferenti alla sorte dei loro connazionali, i quali prendono i soldi, ringraziano, li mettono in tasca e li spendono a loro piacere, in lusso e conti all&#8217;estero: perch\u00e9 questa \u00e8 l&#8217;Africa, spogliata del mito terzomondista e del &quot;buon selvaggio&quot;: un totale, irrimediabile fallimento politico, sin dal giorno della sua indipendenza. Se, poi, come viene sggerito, l&#8217;Italia dovesse inviare le sue forze armate in tutti i luoghi ove manca un governo degno di questo nome, dovrebbe attrezzarsi per una cinquantina d&#8217;interventi militari, assumendosi il ruolo di supergendarme del Continente Nero: e, quand&#8217;anche lo potesse e lo volesse, qualcuno ce ne sarebbe grato? I popoli interessati ci ringrazierebbero? E il flusso degli invasori, <em>pardon<\/em>, volevamo dire dei poveri migranti, <em>che fuggono da guerra e fame<\/em>, come recita il mantra obbligatorio, per caso cesserebbe o anche solo rallenterebbe? Certo, nel caso della Libia avremmo dovuto agire cos\u00ec, e fin dalla caduta di Gheddafi: ma qualcosa ci dice che, se lo avessimo fatto, i buonisti, gli africanisti e i terzomondisti di casa nostra avrebbero immediatamente accusato il nostro governo di bieche e anacronistiche cupidigie neocolonialiste, o, peggio, di fungere da volonteroso strumento dell&#8217;imperialismo altrui. Cari intellettuali di sinistra, laici e progressisti, tutti politicamente corretti, democratici e antifascisti: alzi la mano chi di voi non lo avrebbe fatto, o non lo farebbe. Com&#8217;\u00e8 che dicevate, o pensavate, ai tempi della partecipazione italiana alla pacificazione dell&#8217;Iraq? Per caso: <em>Dieci, cento, mille Nassiriya<\/em>, per onorare degnamente i 25 morti delle nostre forze armate? Siete sempre gli stessi; gli stessi che, dopo la battaglia di Adua, gridavano: <em>Viva Menelik!<\/em>, sui cadaveri di 7.000 soldati italiani e nostri fedeli ascari.<\/p>\n<p>\u00c8 sempre molto interessante, per capire chi si ha di fronte, vedere in chi egli ama identificarsi. Giuf\u00e0, nella tradizione popolare siciliana (come mostrato dall&#8217;etnologo Giuseppe Pitr\u00e9), \u00e8 un personaggio ingenuo e credulone fino al grottesco, che fa disperare sua madre con la sua stupidit\u00e0, ad esempio prendendo alla lettera le sue istruzioni, con esiti assurdi; la variante giudaico-spagnola dello stesso personaggio \u00e8 poco dissimile, con la sola differenza che vi si trovano, stranamente mescolati alla stupidit\u00e0 e alla dabbenaggine, sprazzi d&#8217;inspiegabile genialit\u00e0, che lasciano gli altri a bocca aperta. Ma nella carriera di Gad Lerner, che \u00e8 arrivato fino alla direzione del TG1 (dove si \u00e8 segnalato per non aver voluto mandare in onda l&#8217;ultima intervista di Paolo Borsellino, prima che la mafia lo ammazzasse, nel 1992), e che per dieci anni ha condotto, su La7, il programma <em>L&#8217;infedele<\/em>, salvo poi tornare in Rai, sempre con la massima disinvoltura (niente d&#8217;illecito, per carit\u00e0: lo fanno in tanti) e sempre con uno spiccato taglio di sinistra (dopo aver litigato con <em>La Repubblica<\/em> per le ragioni anzidette) non pare ci sia tutta questa disarmata, e disarmante, ingenuit\u00e0. Per\u00f2 \u00e8 significativo che lui si veda cos\u00ec: puro e innocente, vittima della malizia altrui; \u00e8 tipico dei buonisti, che si danno da se stesi il diploma di buoni , mentre accusano di cattiveria chi non la pensa come loro.<\/p>\n<p>Di <em>Nigrizia<\/em> avremmo molto da dire: il discorso sarebbe lungo. Abbiamo conosciuto personalmente lo <em>staff<\/em>, a suo tempo, e per anni l&#8217;abbiamo letta, stante il nostro interesse per le cose africane: finch\u00e9 non ci siamo resi conto che aveva lo stesso difetto dei libri dell&#8217;africanista Del Boca: dava sempre ragione ai buoni uomini neri e sempre torto ai cattivi uomini bianchi (cfr. il nostro articolo: <em>Angelo Del Boca e la &quot;sua&quot; Africa<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 10\/01\/2016). Questo \u00e8 il modo pi\u00f9 sicuro per cresce un figlio viziato e irresponsabile: dargli sempre ragione e dipingerlo come l&#8217;eterna vittima della prepotenza altrui. Oltre a questo, e salvo il rispetto dovuto a tanti missionari che hanno svolto e continuano a svolgere un&#8217;opera egregia in aiuto delle popolazioni africane, troviamo che la rivista, e da moltissimo tempo, abbia assunto un indirizzo radicalmente politicizzato che non ha nulla di cristiano, ma la rende simile a una variante africanista del <em>Manifesto<\/em>, con una sistematica deformazione della realt\u00e0 in chiave neomarxista (anche se i suoi redattori, senza dubbio, si considerano nella linea del &quot;vero&quot; vangelo, che essi soli conoscono, e, naturalmente, negli ultimi anni, in linea con il magistero di papa Francesco: quello s\u00ec, che \u00e8 un vero papa!), e un radicalismo esasperato, che si esprime in una sorta di fondamentalismo alla rovescia e di neoanarchismo estremo: tutto il bene \u00e8 nei popoli africani, semplici, generosi, laboriosi, tutto il male \u00e8 nelle multinazionali e nei governi occidentali (e in quello cinese, ultimamente), senza sfumature, senza tinte intermedie. Sar\u00e0. Ma noi, dopo aver parlato con diversi missionari, non solo comboniani, che hanno dedicato al servizio degli africani gran parte della loro vita, ci siamo fatti un&#8217;idea lievemente diversa. Idealizzare acriticamente gli africani e demonizzare sistematicamente i bianchi non rende un servizio alla verit\u00e0, n\u00e9 rende giustizia alle persone di buona volont\u00e0, di qualunque colore sia la loro pelle. \u00c8 un alibi veramente troppo comodo, dire che <em>tutti<\/em> i mali dell&#8217;Africa vengono da fuori&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualcuno va dicendo in giro che siamo proprio cattivi. 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