{"id":28851,"date":"2020-03-31T10:51:00","date_gmt":"2020-03-31T10:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/31\/siamo-capaci-di-abitare-limpero-del-silenzio\/"},"modified":"2020-03-31T10:51:00","modified_gmt":"2020-03-31T10:51:00","slug":"siamo-capaci-di-abitare-limpero-del-silenzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/31\/siamo-capaci-di-abitare-limpero-del-silenzio\/","title":{"rendered":"Siamo capaci di abitare l&#8217;impero del silenzio?"},"content":{"rendered":"<p>Fra le molte possibilit\u00e0 che la presente emergenza sanitaria ci offre, per metterci alla prova, c&#8217;\u00e8 quella di vedere se, e fino a che punto, siamo capaci di abitare l&#8217;impero del silenzio. Non per mera costrizione, obbligati controvoglia da una forza estranea, da una volont\u00e0 che non \u00e8 la nostra, e i cui veri scopi non ci sono neppure del tutto chiari; ma volontariamente, con entusiasmo, oltre che con autentico piacere e con profitto. Parliamo, naturalmente, di quelli che sono cos\u00ec fortunati da non avere serie preoccupazione economiche, almeno per l&#8217;immediato; di quelli che hanno uno stipendio o una pensione sicuri e perci\u00f2 possono anche prendersi il lusso di vedere il lato filosofico di quel che ci sta capitando: perch\u00e9 per tutti gli altri il discorso \u00e8 ben diverso. E non vorremmo che il primo effetto dell&#8217;emergenza fosse proprio questo: renderci insensibili al dramma che stanno vivendo, sotto i nostri occhi, milioni di nostri compatrioti; di accentuare la tendenza all&#8217;egoismo che gi\u00e0 si \u00e8 fatta strada in noi, da tempo, nel diabolico consumismo. Ora che ad essere in difficolt\u00e0 non sono i lontani, i migranti, i &quot;diversi&quot;, ma proprio i nostri fratelli, i nostri vicini di casa, i nostri amici, vedremo se lo stile di vita americano, egoista e amorale, in quanto d\u00e0 maggiore importanza alle cose che alle persone, ci ha del tutto disumanizzati. Non dobbiamo seguire le orme del clero modernista e omoeretico: adesso che i bisognosi sono gli italiani e non gli africani, i cattolici &#8211; <em>horribile dictu!<\/em> &#8211; e non gli islamici, i &quot;normali&quot;, padri e madri di famiglia, e non i diversi, i genitore 1 e genitore 2, ecco si sono squagliati come la neve al sole, con tutte le loro sciarpette arcobaleno e con tutti i loro barconi sul presbiterio e le loro statuine di Ges\u00f9 negro e la Madonna meticcia, e con i loro baci al <em>Corano<\/em> e i loro abbracci ai cinesi probabili portatori di virus.<\/p>\n<p>Dunque: riscoprire il valore del Silenzio. Non perch\u00e9 ci viene imposto e lo subiamo passivamente, mentre le citt\u00e0 si fermano e ammutoliscono, stordite, trattenendo perfino il respiro, come in attesa di un bombardamento aereo; ma perch\u00e9 da una situazione di necessit\u00e0 riusciamo a trarre comunque il massimo del beneficio spirituale, senza scordarci mai che la crisi complessiva che stiamo vivendo nasce come crisi spirituale e poi diventa crisi ambientale, ecologica, finanziaria, sanitaria, eccetera. C&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui uomini di valore sceglievano la solitudine proprio per amore del silenzio: perch\u00e9 solo dove il silenzio \u00e8 perfetto si ode distinta la Parola di Dio. E noi, come cristiani, dovremmo saperlo benissimo, perch\u00e9 quegli uomini erano gli anacoreti, i Padri del Deserto, le cui meditazioni piene di saggezza rischiarano ancor oggi, a millecinquecento anni di distanza, le nostre vite di poveri uomini moderni, alla deriva insieme alla modernit\u00e0 stessa. Certo che ce ne siamo dimenticati; e i nostri cattivi pastori hanno fatto del loro meglio, ossia del loro peggio, affinch\u00e9 ce ne scordassimo; o, non potendolo scordare &#8212; perch\u00e9 dopotutto non si cancellano le proprie radici cos\u00ec, con un tratto di penna &#8212; perch\u00e9 guardassimo a quel tipo di esperienza con pena e una punta di disprezzo. <em>Non \u00e8 sano amare il silenzio ed evitare l&#8217;incontro con l&#8217;altro<\/em>, dice un documento di questo immondo e falso magistero bergogliano, rivolto ai monaci e alle monache contemplativi di oggi (costituzione apostolica <em>Vultum Dei quaerere<\/em>, n. 26). E infatti ci ha pensato Bergoglio a profanare il silenzio dei chiostri, recandosi a vistare le suore di clausura e raccontando loro barzellette, piegandosi in due dalle risate (lui che non pu\u00f2 mai piegarsi per inginocchiarsi davanti al Santissimo Sacramento!) e facendole piegare anch&#8217;esse, in una scena disgustosa che i fotografi cortigiani si sono affrettati a immortalare e a diffondere in tutto il mondo. Perch\u00e9 il messaggio della falsa chiesa, della <em>chiesa dell&#8217;oscurit\u00e0<\/em>, come la chiamava, profeticamente, la beata Caterina Emmerick, la quale la vide in spirito, cos\u00ec come vide i due papi e l&#8217;abominio della desolazione nel cuore della cristianit\u00e0, \u00e8 questo: abbasso la solitudine contemplativa, abbasso il silenzio che unisce l&#8217;uomo a Dio e che lo rende capace di ascoltare la sua Parola; evviva i rumori del mondo, il chiasso del mondo, facendo passare quella per una forma di alienazione e questa, invece, per la vera e giusta maniera di servire Iddio, servendo il prossimo.<\/p>\n<p>E invece no. Di silenzio, c&#8217;\u00e8 bisogno; e ce n&#8217;\u00e8 tanto pi\u00f9 bisogno nel mondo d&#8217;oggi, che \u00e8 la civilt\u00e0 del frastuono satanico, perch\u00e9 il diavolo non vuole che gli uomini ascoltino Dio, e quindi ha bisogno di stordirli, di agitarli, di confonderli, di turbarli, perch\u00e9 l\u00ec dove regnano l&#8217;agitazione e la confusione, l\u00ec lui riesce a intrufolarsi per tessere la sua immonda ragnatela di seduzione ai danni del mondo. La nostra anima lo sente istintivamente, cos\u00ec come il nostro corpo sente istintivamente quale sarebbe la vita sana, secondo natura, lontano dai vizi e dagli eccessi, dalle mollezze e dal disordine; la nostra anima sente che nel silenzio vi \u00e8 la pace, e nella pace si trova Dio, e perci\u00f2 tende naturalmente ad esso. Le citt\u00e0, allontanando gli uomini dalla terra, sono nate con la perfida malizia di voler distogliere gli uomini da Dio, di orientare le loro vite solo verso questo mondo. Si pensi a Babele e alla sua torre; si pensi alla vicenda di Sodoma e Gomorra; si pensi che Ges\u00f9 Cristo nacque in un villaggio, visse in un piccolo paese della Galilea e poi pass\u00f2 la vita a predicare di villaggio in villaggio, fra la gente di campagna, pastori, contadini, pescatori del lago di Tiberiade, e che in citt\u00e0 and\u00f2 perch\u00e9 era necessario, ma sapendo che andava a morire, perch\u00e9 la citt\u00e0 \u00e8 il luogo del male. Si pensi al ruolo che hanno svolto le citt\u00e0 europee nel processo di secolarizzazione. Si pensi a come Parigi ha distaccato un popolo cattolicissimo da Dio, avvelenandolo con la falsa religione dell&#8217;uomo, massonica e anticristiana. Si pensi a come tutte le grandi citt\u00e0 hanno distrutto la spiritualit\u00e0 dei loro abitanti, e a come i contadini inurbati per effetto della Rivoluzione industriale sono passati, nel giro di neppure una generazione, dalla pratica di vita religiosa a una nuova morale atea, libertina, dove tutto \u00e8 permesso perch\u00e9 tutto si gioca sul piano dell&#8217;immanenza, non c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra vita e bisogna godere finch\u00e9 si pu\u00f2, tanto lo sanno tutti che Dio \u00e8 morto &#8212; e comunque, aggiunge l&#8217;antipapa Bergoglio, Dio non \u00e8 nemmeno cattolico. E allora, di che darsi pensiero? Tutta la storia dell&#8217;Europa moderna riflette questo processo di distacco da Dio che procede di apri passo con la crescita delle citt\u00e0: tutte le letterature ne recano il segno, quasi tutti gli scrittori hanno visto e descritto il fenomeno, anche se la maggior aperte di loro, accecata dal mito del progresso, non ne ha colto il vero significato.<\/p>\n<p>Nei Paesi che per ultimi hanno ricevuto l&#8217;urto della modernizzazione, questa consapevolezza \u00e8 stata lucida e straziante Si prenda il caso della letteratura romena dalla fine del XIX secolo in poi; essa \u00e8 tutta una variazione sul tema: il contadino che lascia la campagna e va a vivere in citt\u00e0 perde la fede, perde le sue radici, perde i valori morali e al posto di essi non sorge alcuna civilt\u00e0 nuova, c&#8217;\u00e8 solo il vuoto che avanza a grandi passi e divora tutto, anche l&#8217;anima di un popolo. Ed \u00e8 proprio nelle pagine di uno scrittore romeno il quale vide l&#8217;inizio di quella trasformazione, Ion Agirbiceanu, vissuto fra Otto e Novecento &#8212; come la videro il nostro Verga, coi <em>Malavoglia<\/em>, o il nostro Pavese, con <em>La luna e i fal\u00f2<\/em> &#8212; che abbiamo trovato una meravigliosa descrizione dell&#8217;impero del silenzio e dei suoi benefici effetti spirituali; e quello scrittore, guarda caso, era anche un sacerdote, di rito greco-cattolico. Ma prima di introdurre la sua riflessione, ci sia consentito fare un passo indietro e spiegare come ci siamo incontrati con lui.<\/p>\n<p>Quando il beato don Giacomo Alberione, nel 1915, ad Alba, fond\u00f2 le Edizioni Paoline e le affid\u00f2 al ramo femminile dell&#8217;Ordine da lui fondato, le Figlie di San Paolo, si apr\u00ec un capitolo veramente glorioso per la storia dell&#8217;editoria italiana. Non diciamo dell&#8217;editoria cattolica, perch\u00e9 le Edizioni Paoline, pur privilegiando, com&#8217;era logico e giusto, la pubblicazione delle opere di autori cattolici, a cominciare dai Padri della Chiesa e dai grandi teologi del passato, seppero dare spazio, con intelligenza e molto buon gusto, a quanto di meglio la filosofia e la letteratura di ogni tempo offrivano di valido e di non effimero alla riflessione, e anche al sano intrattenimento dei lettori. Pertanto nacquero una serie di collane, molte delle quali rivolte ai bambini e ai ragazzi, con autori italiani e stranieri, che ebbero il merito di far circolare fra un vasto pubblico dei libri ben curati, ma a prezzo estremamente contenuto, alcuni dei quali apparivano in Italia per la prima volta e che anche in seguito non sono pi\u00f9 stati ripubblicati da nessun altro editore, il che ne fa dei &quot;pezzi unici&quot; che arricchiscono e onorano le migliori biblioteche pubbliche e private. Incomparabile \u00e8 il servizio che queste brave suore hanno reso alla fede, alla cultura, alla spiritualit\u00e0 del popolo italiano; per merito loro la psicologia, la pedagogia, la narrativa, la filosofia classica e moderna, sono entrate letteralmente in tutte le case, e con una spesa modestissima ogni persona di buona volont\u00e0 ha potuto abbeverarsi a quelle pure sorgenti, e al tempo stesso offrire ai bambini, ai propri figli, ai propri studenti, delle ore serene da trascorrere nella lettura entusiasmante o commovente di autori altamente formativi, ciascuno dei quali ha un messaggio spirituale, non sempre esplicito, ma sempre essenziale, perch\u00e9 la vera cultura \u00e8 sempre tale da avvicinare a Dio e a rendere pi\u00f9 pura l&#8217;anima del lettore, e mai lo allontana o lo rende pi\u00f9 cattivo. In particolare, nella collana <em>Filo d&#8217;erba<\/em>, destinata specialmente ai ragazzi, negli anni &#8217;60 del Novecento le Paoline pubblicarono decine di romanzi noti e meno noti delle diverse letterature europee, e, fra essi, una buona ventina di titoli romeni, alcuni dei quali mai tradotti prima in italiano, acquisendo cos\u00ec il merito di aver avvicinato un vasto pubblico a una delle letterature meno conosciute d&#8217;Europa, pur appartenendo a una lingua neolatina e che perci\u00f2, in teoria, avrebbe dovuto essere ben pi\u00f9 nota, ad esempio, di quella ungherese, che appartiene al ceppo ugrofinnico e quindi a una lingua asiatica. Eppure, per ragioni politiche, negli anni &#8217;30 la letteratura ungherese era stata oggetto di un formidabile interessamento da parte dell&#8217;editoria italiana, che aveva tradotto un gran numero di opere di autori magiari (il 17 marzo 1934 Mussolini si era fatto promotore di un patto a tre con l&#8217;Austria del cancelliere Dollfuss e con l&#8217;Ungheria del primo ministro G\u00f6mb\u00f6s). Adesso, oltre ad autori pi\u00f9 noti come Sadoveanu (con ben cinque titoli), Caragiale, Rebreanu e Zamfirescu, le Paoline avevano tradotto e pubblicato anche due romanzi di Ion Slavici, <em>Il mulino della fortuna<\/em> e <em>La ragazza della foresta<\/em>; una, mai tradotta prima, di C\u00e9zar Petrescu, <em>Fram, l&#8217;orso polare<\/em> (per\u00f2 in un&#8217;altra collana sempre rivolta ai pi\u00f9 giovani, i <em>Classici della giovent\u00f9<\/em>) e infine un volume di racconti di un autore del tutto sconosciuto ai lettori italiani, il transilvano Ion Agirbiceanu (o Ag\u00e2rbiceanu: Cenade, presso Alba Iulia, 12 settembre 1882-Cluj-Napoca\/Kolozsv\u00e1r, 28 maggio 1963), e precisamente <em>Due amori<\/em>. Il titolo, che si riferisce al primo e il pi\u00f9 lungo dei racconti, potrebbe far pensare a qualcuno che \u00e8 diviso fra l&#8217;amore per due persone, oppure a qualcuno che ha amato due persone nel corso della sua vita; invece si tratta della storia di un giovane cui si apre una promettente carriera e che si fidanza con una nobile ragazza ungherese, ma che a un certo puto deve scegliere fra questo amore terreno e l&#8217;amore per la sua gente, che gli ungheresi disprezzano e opprimono nelle sue aspirazioni nazionali; e che infine sceglier\u00e0, sollecitato dalla malattia del padre che lo richiama a casa, seguendo il richiamo del sangue e rinunciando sia alla donna che alla carriera. Ma \u00e8 sull&#8217;ultimo dei sette racconti contenuti nel volume, il pi\u00f9 breve, intitolato <em>L&#8217;impero del silenzio<\/em>, che vogliamo portare l&#8217;attenzione del lettore, per il suo valore sia poetico che meditativo.<\/p>\n<p>Ne riportiamo qui la parte pi\u00f9 significativa (da: Ion Agirbiceanu, <em>Due amori<\/em>; titolo originale: <em>Dou\u0103 iubiri<\/em>, V\u0103lenii de Munte, 1909; traduzione dal romeno di C. N., Francavilla, Chieti, Edizioni Paoline, 1966, pp. 150-154):<\/p>\n<p><em>Vi siete ascoltati qualche volta nell&#8217;impero del silenzio? Avete fatto attenzione ai sussurri appena percettibili dell&#8217;anima vostra, ai dolci e santi turbamenti dell&#8217;intimo? Siete rimasti meravigliati di fronte alla potenza di comprendere e di sentire, che avete scoperta in voi? Siete agghiacciati di terrore, sentendo e riconoscendo voi stessi come tutti gli altri esseri immateriali che vagano in questo mondo? Quando siete arrivati a questa scoperta, non avete sentito subito partire da voi una enorme quantit\u00e0 di domande? Chi sei tu?<\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec, l&#8217;impero del silenzio \u00e8 benedetto, \u00e8 grande e santo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 pieno di dolore? Non pu\u00f2 essere, perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;esistenza stessa che ci mette di fronte all&#8217;impero del silenzio. L&#8217;esistenza \u00e8 piena di dolore? \u00c8 cattiva? La pi\u00f9 vera realt\u00e0, la sola realt\u00e0 \u00e8 cattiva, \u00e8 dolorosa? No! Ma a noi, che possiamo capire pochissimo, non pu\u00f2 fare che l&#8217;impressione di una sfinge buia, le cui dimensioni si perdono nell&#8217;infinito.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando taci, quando intorno a te c&#8217;\u00e8 la quiete, la tua vita non rassomiglia pi\u00f9 a niente di quello che c&#8217;\u00e8 sulla terra.<\/em><\/p>\n<p><em>Perci\u00f2 solo in una simile sera possiamo intendere perch\u00e9 i grandi pensatori dell&#8217;umanit\u00e0 hanno tanto lodato l&#8217;impero del silenzio. Non si sono accontentati di lodarlo: l&#8217;hanno amato.<\/em><\/p>\n<p><em>Solo un una simile sera comprenderemo che non \u00e8 stata una pazzia la vita degli anacoreti nei primi secoli del cristianesimo. Abbandonavano il mondo, gli averi, tutto insomma quello che possedevano, tutto quello che poteva offrir loro la vita, per ritirarsi nei luoghi deserti, nei &quot;crepacci della terra&quot;, per gioire appieno del fascino del silenzio.<\/em><\/p>\n<p><em>Non il terrore delle sofferenze, n\u00e9 il pericolo delle tentazioni, portate nella vita dal danaro e dalla donna, costringevano questi uomini singolari a fuggire nel deserto. Solo l&#8217;eterno rumore che fanno tutte le cose del mondo allontanava questi spiriti forti dagli esseri viventi.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo essi si sceglievano, per quanto era loro possibile, i luoghi pi\u00f9 quieti, pi\u00f9 taciti: i silenzi. Non valli piene di erba alta, n\u00e9 boschi secolari: qui passano gli animali della terra, bisbigliano gli uccelli, soffiano i venti suscitando canti selvaggi. Qui non domina il silenzio. Ci\u00f2 per cui fuggivano dal mondo era loro pi\u00f9 vicino.<\/em><\/p>\n<p><em>Si dice che molti di questi uomini, che la natura guardava ammirata, fossero degli anormali, dei malati. Avevamo ereditato delle malattie o le avevamo acquistate durante la loro vita di privazioni: cos\u00ec almeno affermano alcuni.<\/em><\/p>\n<p><em>Non si quale uomo immerso profondamente nella meditazione in una notte serena, potr\u00e0 dire di se stesso che \u00e8 normale. Essere normale vuol dire vivere come gli altri, come la maggioranza degli uomini mediocri. Ma questa vita uniforme \u00e8 possibile solo vicino al chiasso assordante della gente. Ma una volta che questa necessit\u00e0 scompare, ogni uomo si incammina in fretta per una strada diversa da quella del vicino, col quale ha portato fino allora lo stesso giogo. Non possiamo eppure immaginare quante sarebbero le strade per le quali s&#8217;incamminerebbe l&#8217;umanit\u00e0, libera dalla vita materiale! Non possiamo immaginare quanti uomini sarebbero anormali! Potremmo dire: tutti!<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;impero del silenzio ha il privilegio di rende libero ognuno di noi, almeno per alcuni minuti. Il nostro pensiero ha la possibilit\u00e0 di volare pi\u00f9 agile di un&#8217;aquila superba, il nostro cuore pu\u00f2 sentire senza limiti. Chi terr\u00e0 allora a freno la fantasia? Chi potr\u00e0 regolare i battuti del proprio cuore su quelli del vicino?<\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec, nell&#8217;impero del silenzio tutti gli uomini sono anormali, proprio perch\u00e9 tutti sono, almeno per alcuni momenti, uomini. Ma nessun uomo \u00e8 destinato ad andare per una via battuta da un altro, Ognuno pu\u00f2 farsi la sua strada nella vita!<\/em><\/p>\n<p><em>Immaginatevi una profonda e tacita sera di luglio. I tesori del cielo scintillano dolci nell&#8217;infinito, i prati dormono sotto la pioggia di luce che cade dalla luna. Pensate che in questa sera superba, dieci uomini contemplino da differenti parti del mondo, senza sapere uno dell&#8217;altro, questa bellezza; e dopo due ore si incontrino all&#8217;improvviso tutti e dieci,. Scambiandosi le proprie impressioni, vi saranno due che le avranno avute uguali? No, ognuno di quei dieci, ciascuno per la sua strada, sar\u00e0 condotto dai suoi sentimenti e dalle sue tendenze. Altrimenti ogni uomo non sarebbe un mondo a s\u00e9, e conoscendone uno, si conoscerebbero tutti.<\/em><\/p>\n<p><em>Pu\u00f2 darsi per\u00f2 che le anime meno forti e agguerrite si ammalino nell&#8217;impero del silenzio, perch\u00e9 si spaventano, si abbattono e si annientano per il senso di solitudine che d\u00e0 il silenzio pieno. Neppure l&#8217;anima pi\u00f9 forte pu\u00f2 rimanere eternamente in questo impero. Potrebbe rischiare di perdere il senso della realt\u00e0!<\/em><\/p>\n<p><em>Perci\u00f2 la vita, cos\u00ec reale, si incarica di tenere, pi\u00f9 che pu\u00f2, lontano da noi la superba bellezza dell&#8217;impero del silenzio.<\/em><\/p>\n<p>Davanti a questa bellissima riflessione preferiamo non aggiungere altro e seguire l&#8217;esortazione dell&#8217;Autore, rimanendo a nostra volta in silenzio.<\/p>\n<p>Del resto, che ci sarebbe da dire, da aggiungere?<\/p>\n<p>Il silenzio non pu\u00f2 essere spiegato o magnificato: parla da solo.<\/p>\n<p>Fatene la prova.<\/p>\n<p>Vi troverete bene, e probabilmente, udrete la voce che conta pi\u00f9 di tutte: quella di Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra le molte possibilit\u00e0 che la presente emergenza sanitaria ci offre, per metterci alla prova, c&#8217;\u00e8 quella di vedere se, e fino a che punto, siamo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[117,216],"class_list":["post-28851","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-dio","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28851","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28851"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28851\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28851"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28851"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28851"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}