{"id":28848,"date":"2017-08-24T04:23:00","date_gmt":"2017-08-24T04:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/24\/siamo-giunti-al-bivio-e-adesso\/"},"modified":"2017-08-24T04:23:00","modified_gmt":"2017-08-24T04:23:00","slug":"siamo-giunti-al-bivio-e-adesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/24\/siamo-giunti-al-bivio-e-adesso\/","title":{"rendered":"Siamo giunti al bivio: e adesso?"},"content":{"rendered":"<p>Il padre domenicano Giovanni Cavalcoli, in un articolo pubblicato sulla rivista telematica <em>L&#8217;isola di Partmos<\/em> pi\u00f9 di un anno fa, intitolato <em>Il papato crocifisso<\/em> (il 9 giugno 2016), constatando il caos liturgico, pastorale e dottrinale imperante nella Chiesa odierna, poneva la seguente alternativa: o riprendere centinaia e centinaia di membri del clero che stanno diffondendo codesto caos (ma chi dovrebbe farlo? la Congregazione per la Dottrina della Fede? <em>questa<\/em> Congregazione?), oppure lasciar le cose come stanno, in attesa che ci pensi lo Spirito Santo:<\/p>\n<p><em>&#8230; Come a San Giovanni XXIII, nel suo famoso discorso di apertura del Concilio Vaticano II, dell&#8217;11 ottobre 1962, a questo Papa non piacciono le &quot;suggestioni di certe persone, pur ardenti di zelo, ma non fornite di senso sovrabbondante di discrezione e di misura. Nei tempi moderni esse non vedono che prevaricazione e rovina&quot;. Anche a papa Francesco &quot;sembra di dover dissentire da codesti profeti di sventura&quot;, che annunziano eventi sempre infausti, quasi che incombesse la fine del mondo&quot;. Ovviamente, Papa Francesco sa che dovr\u00e0 giungere la fine del mondo, ma non ritiene che questo sia il momento. Piuttosto si tratta di portare a compimento l&#8217;opera riformatrice del Concilio.<\/em><\/p>\n<p><em>Senonch\u00e9 Papa Giovanni, che, come \u00e8 noto, si attendeva una &quot;nuova Pentecoste&quot;, non previde il fraintendimento di quelle sue parole. Infatti avvenne, sin dagli anni dell&#8217;immediato post-concilio, che il confronto con la modernit\u00e0 promosso dal Papa e dal Concilio, non fu inteso nel senso giusto, ossia come assunzione critica dei valori della modernit\u00e0 alla luce del Vangelo, ma come assolutizzazione idolatrica e acritica della modernit\u00e0 e scelta, nel Vangelo, interpretato alla maniera protestante, soltanto di ci\u00f2 che compatibile con la modernit\u00e0 cos\u00ec intesa.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel frattempo, e con perversa coerenza logica, sempre per un fraintendimento delle parole del Papa, si rinunci\u00f2 a contrastare e a ribadire gli errori della modernit\u00e0, i quali invece, con inqualificabile dabbenaggine o raffinata astuzia, furono portati alle stelle come profezie dei tempi nuovi, come se la Chiesa del pre-Concilio si fosse sbagliata a condannarli Non ci voleva altro per una rinascita in grande stile del modernismo, cosa denunciata gi\u00e0 nel 1966, purtroppo invano, da Jacques Maritain, il quale parl\u00f2 del modernismo attuale come &quot;polmonite&quot; a confronto del modernismo-raffreddore dei tempi di san Pio X. Ormai il modernismo \u00e8 talmente penetrato nel campo della teologia e nella pubblicistica cattoliche, nelle diocesi, negli istituti religiosi, negli istituti accademici della Chiesa, nella gerarchia, nella Santa Sede e tra i collaboratori del Sommo Pontefice, che la Congregazione per la Dottrina della Fede \u00e8 adesso davanti ad un&#8217;alternativa drammatica, mai verificatasi prima in tutta la stria della Chiesa. Ha perso il controllo della situazione, come se dieci vigili urbani dovessero regolare il traffico di Roma. Per qualche teologo di puta, la Congregazione per la Dottrina della Fede \u00e8 un focolaio di reazionari, che converrebbe chiudere e sostituire con l&#8217;ecumenismo diretto dal Cardinale Walter Kasper, richiamato in servizio. Per non essere intervenuti a tempo, circa 50 anni fa, a causa di un imprudente temporeggiare, minimizzare e tergiversare, per un&#8217;eccessiva indulgenza mancanza di vigilanza, di perspicacia e di coraggio, i vescovi hanno consentito al modernismo di invadere la Chiesa come una specie di metastasi. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Adesso non ci sarebbero che due alternative: o procedere a norma di diritto canonico, ma allora bisognerebbe processare e censurare decine per non dire centinaia di persone tra prelati, docenti, teologi, religiosi e sacerdoti nel mondo; oppure rinunciare a intervenire confidando nella Divina Provvidenza. Lasciamo che il grano e il loglio crescano assieme in attesa del Giorno del Giudizio, o di tempi migliori. &quot;Il perverso continui pure ad essere perverso, l&#8217;impuro continui ad essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora&quot; (Ap. 22, 11).<\/em><\/p>\n<p>La conclusione era di non lasciar solo il Papa, il quale \u00e8 bene intenzionato, ma ha il difetto di agire in modo imprudente, di circondarsi di collaboratori discutibili, di venire male interpretato, eccetera: insomma, molte parole per dire che il papa non si tocca, e, anche se lo si pu\u00f2, per taluni aspetti, criticare, la sua piena legittimit\u00e0 \u00e8 fuori discussione. Non sappiamo se, a distanza di oltre un anno, con il decorso sempre pi\u00f9 rapido che ha preso la metastasi modernista, e con un Luis Francisco Ladaria Ferrer (altro gesuita, altro spagnolo) quale nuovo Prefetto per la Congregazione della Dottrina della Fede, amico della linea gay dilagante in Vaticano, padre Cavalcoli abbia, magari in cuor suo, cambiato opinione. Comprendiamo benissimo il disagio e l&#8217;autentica sofferenza di un religioso, di un sacerdote, il quale assiste allo scempio e alla auto-distruzione della Chiesa in atto in questi giorni; comprendiamo e rispettiamo anche i suoi scrupoli di coscienza, ai quali, del resto, non pu\u00f2 essere immune neppure un laico, se amante di Ges\u00f9 Cristo e della sua Chiesa: in particolare, lo scrupolo di dare scandalo, sia pure con le migliori intenzioni, rispetto all&#8217;unit\u00e0 della Chiesa stessa, contribuendo a gettare ancor pi\u00f9 nel disagio e nella sofferenza tutti quei cattolici che vedono ci\u00f2 che sta accadendo, ma esitano a trarne delle conclusioni radicali e, quindi, sono angustiati anche per il timore di un possibile scisma. Una prova di questa situazione intricata, sia sul piano teologico e pastorale, che sul piano umano, \u00e8 data proprio dalla vicenda <em>de L&#8217;isola di Patmos,<\/em> dalla cui redazione, nel 2015, \u00e8 uscito padre Antonio Livi, un teologo di grande spessore, per disaccordi sulla linea editoriale insorti sia nei confronti di padre Cavalcoli, sia, e forse pi\u00f9, di don Ariel Levi di Gualdo. In particolare, sembra di capire che padre Livi rimproveri ai suoi amici una eccessiva tendenza a schematizzare, a semplificare il discorso teologico, in tempi in cui, secondo lui, \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario precisare e distinguere, per non fare di tutta l&#8217;erba un fascio e per non confondere ulteriormente i fedeli; e, inoltre, il fatto di porre quasi sullo stesso piano la critica ai modernisti e quella ai lefebvriani; ricordando, secondo noi assai opportunamente, che, mentre il modernismo \u00e8 una eresia, anzi, una sintesi di tutte le eresie, come lo defin\u00ec san Pio X, condannato da un solenne ed apposito documento del Magistero, l&#8217;enciclica <em>Pascendi Dominci gregis<\/em>, ben diverso \u00e8 il discorso per monsignor Lefebvre, che \u00e8 stato scomunicato, s\u00ec, per aver nominato dei vescovi senza autorizzazione, ma non \u00e8 mai incorso in alcuna eresia, n\u00e9 ha mai subito censure o condanne sul piano dottrinale.<\/p>\n<p>Questo travaglio, questa intima lacerazione, questa difficolt\u00e0 di scegliere e mantenere una linea coerente in un momento cos\u00ec drammatico a carico d&#8217;incognite, da parte di quei membri del clero i quali vedono la deriva modernista e il caos complessivo in cui \u00e8 piombata la Chiesa, ma temono di peggiorare la situazione prendendo posizione apertamente contro il papa e la sua azione magisteriale, noi li comprendiamo e li rispettiamo profondamente. D&#8217;altra parte, per dove sono arrivate ormai le cose e per i danni e i pericolosi gravissimi che incombono sulle anime, ci sembra che il tempo della prudenza sia passato e che sia giunto il tempo delle scelte: tanto pi\u00f9 che lo scisma, di fatto, esiste gi\u00e0 all&#8217;interno della Chiesa, e la responsabilit\u00e0 di esso ricade interamente sul clero modernista e, in modo particolare, su papa Francesco, il quale, fin dal primo momento, non ha fatto altro che accentuare la spaccatura, imprimere un&#8217;accelerazione vorticosa alle &quot;riforme&quot; di segno post-conciliare, spazzar via con disdegno tutto ci\u00f2 che, ai suoi occhi, sa di &quot;vecchio&quot; e &quot;superato&quot;, a cominciare dai Francescani dell&#8217;Immacolata, sottoposti a un trattamento indegno, commissariati, umiliati, praticamente sequestrati, senza che nessuno abbia mai domandato al papa di rendere conto delle ragioni della sua azione, il che gi\u00e0 di per s\u00e9 dimostra in modo fin troppo eloquente quanto buio, conformista e servile sia il clima che si \u00e8 instaurato nella Curia romana, ma anche in tutte le altre realt\u00e0 della Chiesa cattolica, da quel 13 marzo 2013 in cui venne eletto questo papa, in seguito alle repentine e sconcertanti &quot;dimissioni&quot; del suo predecessore, Benedetto XIV. Partire, come fa padre Cavalcoli, dalla <em>bona<\/em> <em>fides<\/em> di Bergoglio e lanciare l&#8217;appello: <em>Non lasciamolo solo<\/em>, se non \u00e8 un mero espediente tattico, \u00e8, puramente e semplicemente, una enorme ingenuit\u00e0; cos\u00ec come ci sembra peccare di minimalismo e d&#8217;ingenuit\u00e0 tutta l&#8217;analisi storica che egli delinea della rinascita del modernismo in seno alla Chiesa, dal Concilio Vaticano II in poi. Si direbbe che, secondo lui, il Concilio, almeno nelle intenzioni di papa Giovanni XXIII (ma sono gi\u00e0 due cose diverse: chi \u00e8 stato la vera mente del Concilio, il papa o alcuni padri conciliari, come Karl Rahner?), fosse ottimamente intenzionato, ma poi il suo indirizzo \u00e8 stato pervertito e capovolto, non si sa bene da chi, strumentalizzando quelle ottime intenzioni, e portandolo ad un esito diametralmente opposto a quello inizialmente immaginato. Cos\u00ec pure, sembra che la deriva post-conciliare della Chiesa in senso modernista sia stata opera di singole personalit\u00e0 di teologi, cardiali, vescovi, sacerdoti, eccetera, e che i loro &quot;errori&quot; non siano stati fermati per tempo solo perch\u00e9 \u00e8 mancata la perspicacia, o il coraggio, o la vigilanza. Significativo \u00e8 il paragone dei dieci vigili urbani che devono dirigere il traffico di una grande citt\u00e0 come Roma. Ma le cose non stanno cos\u00ec, e non stavano cos\u00ec neppure negli anni &#8217;60 del secolo scorso: non era il modernismo che stava penetrando nella Chiesa, era la Chiesa che aveva abbracciato il modernismo; e non sarebbe stato possibile perseguire singolarmente gli eretici modernisti, semmai sarebbe stato pi\u00f9 facile contare quelli che non si erano lasciati infettare. Tutto questo perch\u00e9 il modernismo non ha conquistato la Chiesa per una tendenza spontanea e naturale, bench\u00e9 vi sia stato anche questo aspetto, ossia il diffondersi di una mentalit\u00e0 secolarizzata fra i credenti e i membri del clero, alla luce della quale non aveva e non ha senso che la Chiesa si &quot;opponga&quot; alla civilt\u00e0 moderna, n\u00e9 che prescriva ai suoi seguaci una morale troppo austera; ma il punto centrale \u00e8 che il modernismo ha conquistato la Chiesa grazie ad una congiura mondiale di vastissima proporzioni, diretta da una sapiente regia, avvalendosi di un piano strategico minuzioso, capillare, metodico, scientificamente predisposto. Una congiura mondiale che parte da molto lontano, almeno da quel 1717 in cui la Massoneria si \u00e8 insediata ufficialmente nel cuore di Londra e ha incominciato il suo tenebroso cammino di conquista delle societ\u00e0 occidentali; e che realizza un decisivo salto di qualit\u00e0 fra XIX e XX secolo, laddove il modernismo riconosciuto e condannato da Pio X \u00e8 stato solo un aspetto di questa congiura, in realt\u00e0 molto pi\u00f9 ampia, molto pi\u00f9 ramificata, molto pi\u00f9 &quot;intelligente&quot;, appunto perch\u00e9 condotta secondo uno schema pianificato in maniera scientifica e sostenuto dai settori che contano, a livello mondiale, della stampa, dell&#8217;editoria, del mondo accademico, della politica, dell&#8217;economia, della finanza. Il Vaticano II non \u00e8 stato altro che il momento in cui le fila di questa congiura sono state riunite in un solo fascio, e il modernismo ha gettato la maschera, sostenuto dalla massoneria e da quelle forze politiche che miravano alla distruzione della Chiesa: il comunismo sovietico da una parte, le democrazie massoniche dall&#8217;altra. Guarda caso, \u00e8 stato allora &#8211; cio\u00e8 in piena persecuzione dei cattolici polacchi, ungheresi, russi, ecc. &#8211; che la Chiesa ha varato, cinicamente, la sua <em>Ostpolitik<\/em>; ed \u00e8 da allora che la Chiesa italiana, francese, tedesca, olandese, ha incominciato a guardare con aperta simpatia alle ideologie di sinistra, ad apprezzare i loro sforzi per la giustizia sociale, a lodarle per la loro volont\u00e0 di migliorare le condizioni di vita di milioni di persone (?), fino a produrre, essa stessa, delle correnti ispirate al marxismo, come la teologia della liberazione.<\/p>\n<p>Alcuni pensano che la strategia della Chiesa, dal Concilio in poi, e specialmente adesso, sia quella di &quot;abbracciare il mondo&quot; non per amore della modernit\u00e0, ma per non perdere il dialogo con essa. \u00c8 la stessa cosa. Se si abbraccia un serpente velenoso per non perdere il contatto con esso, ci si espone al suo morso e lo si fa certamente con piena cognizione di causa. Per\u00f2, ribattono quei tali, oggi le chiese sono di nuovo frequentate, e perfino i confessionali; la gente guarda di nuovo al papa con fiducia e speranza. Sar\u00e0. Ma le piazze piene non sono la stessa cosa delle chiese piene; e se pure le chiese fossero piene, cosa che non \u00e8, bisognerebbe vede qual \u00e8 la fede che quei &quot;cattolici&quot; professano. Come ha osservato Ariel Levi di Gualdo, molti di essi pensano, e qualcuno anche dice: &quot;Francesco s\u00ec, Chiesa no; Francesco s\u00ec, Dio no!&quot;; poi si presentano in confessionale non per confessare i peccati e chiedere l&#8217;assoluzione, ma per inveire contro la Chiesa ottusa e retriva e per pretendere di essere gi\u00e0 a posto con la loro coscienza, concludendo: <em>Ah, se i preti fossero tutti come papa Francesco!<\/em> Se sono questi i successi vantati dai fautori di Bergoglio, ci pare che non serva alcun commento. Resta perci\u00f2 la domanda: poich\u00e9 siamo giunti a un bivio, che fare? Continuare a parlare, come padre Cavalcoli, della <em>solitudine<\/em> del papa e del dovere di aiutarlo, o dire apertamente che questo papa \u00e8 la rovina della Chiesa e urge un intervento dei vescovi per fermarlo e impedirgli di portare a compimento la sua opera funesta, per la quale, del resto, \u00e8 stato eletto dai poteri oscuri? Dio, lo sappiamo, separer\u00e0 il grano dal loglio. Intanto, per\u00f2, non c&#8217;\u00e8 il pericolo che il grano perisca?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il padre domenicano Giovanni Cavalcoli, in un articolo pubblicato sulla rivista telematica L&#8217;isola di Partmos pi\u00f9 di un anno fa, intitolato Il papato crocifisso (il 9<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,216],"class_list":["post-28848","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28848","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28848"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28848\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28848"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28848"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28848"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}