{"id":28844,"date":"2016-08-26T11:57:00","date_gmt":"2016-08-26T11:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/08\/26\/si-vantano-di-cio-di-cui-dovrebbero-vergognarsi\/"},"modified":"2016-08-26T11:57:00","modified_gmt":"2016-08-26T11:57:00","slug":"si-vantano-di-cio-di-cui-dovrebbero-vergognarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/08\/26\/si-vantano-di-cio-di-cui-dovrebbero-vergognarsi\/","title":{"rendered":"Si vantano di ci\u00f2 di cui dovrebbero vergognarsi"},"content":{"rendered":"<p>Oramai ne stiamo vedendo di tutti i colori, per cui, purtroppo, si finisce per non meravigliarsi pi\u00f9 di nulla, per non scandalizzarsi, per non indignarsi. Specialmente quando il cattivo esempio viene dall&#8217;alto, non c&#8217;\u00e8 trombettiere o <em>mascotte<\/em> del reggimento, perfino vivandaia al seguito, che non si sentano autorizzati a stracciare e lordare le bandiere, a tirare fango contro le uniformi, a ballare oscenamente sulle ceneri di ci\u00f2 che un tempo furono onore, disciplina, spirito di sacrificio, senso del dovere, lealt\u00e0, fedelt\u00e0, coerenza.<\/p>\n<p>La navicella di San Pietro se ne sta andando allegramente alla deriva e una parte dei marinai, invece di ammainare le vele, le mandano tutte a riva, quasi che una brama di autodistruzione li avesse afferrati; e il nocchiero, invece di tenersi sottovento, porta la nave di traverso alle onde e si direbbe che voglia offrirle il fianco per farle imbarcare pi\u00f9 acqua che sia possibile, fin che le onde non l&#8217;avranno rovesciata e affondata.<\/p>\n<p>Sorge allora la domanda: quale padrone stanno servendo, tutti costoro? Vedono il pericolo, vedono la rotta suicida su cui la nave si posta, eppure non fanno nulla per tentar di scongiurare la catastrofe imminente; al contrario, si direbbe che facciano di tutto per affrettarla, per renderla pi\u00f9 certa e pi\u00f9 immediata. Eppure non sono degli stupidi; molti di loro sono persone intelligenti e preparate, pertanto sanno benissimo quello che stanno facendo. Sapranno anche il perch\u00e9? Sarebbe meglio pensare di no: perch\u00e9, se non lo sapessero, a dispetto di tutta la loro intelligenza, sarebbero solo dei presuntuosi che hanno deciso di sfidare la rovina, in piena coscienza, illudendosi, forse, di riportare chi sa quale trionfo, mai visto e mai udito prima: cosa che tradirebbe il loro movente segreto, una sfrenata, folle ambizione, insieme ad una compulsiva, indomabile voglia di apparire, di essere al centro dell&#8217;attenzione, di ricevere applausi e, magari, anche critiche, ma comunque di far parlare di s\u00e9, di lasciare il segno. Se, al contrario, sapessero perch\u00e9 stanno agendo in questo modo, cio\u00e8 se stessero portando la nave verso il naufragio sapendo quello che fanno, allora sarebbe ancora peggio: l&#8217;unica conclusione possibile alla quale potremmo giungere, sarebbe che ad ispirarli non sia la voce di Dio, ma quella del Diavolo.<\/p>\n<p>Il papa Francesco, ormai da molto tempo, si pu\u00f2 dire quasi dall&#8217;inizio del suo pontificato, ha adottato un nuovo stile &quot;pastorale&quot;: quello di sfidare, irridere e offendere i sentimenti di quanti, dentro la Chiesa, non la pensano come lui; di quanti non condividono certe sue aperture, certe sue &quot;sparate&quot;, certe sue temerarie improvvisazioni; di quanti, soprattutto, si preoccupano di salvare la navicella di Pietro e non pensano solo in termini quantitativi, non sono dominati dall&#8217;ossessione di ritrovare i grandi numeri, le folle oceaniche del passato, ma di ricompattare il tessuto dogmatico, teologico e morale della Chiesa, di rinsaldare la fede vacillante di una parte significativa del clero, di ripartire alla ricerca delle anime da salvare e non solamente delle folle da attirare per i grandi incontri internazionali, come la Giornate Mondiale della Giovent\u00f9, dove, di cristiano e di cattolico, alla fine dei conti, si vede ben poco e si respira ancora meno.<\/p>\n<p>Tutti i Papi del XX secolo, coscienti delle tensioni e delle contraddizioni innescate dai processi della modernit\u00e0 nella carne viva della Chiesa, clero e laici, hanno sempre tenuto conto della sensibilit\u00e0 dell&#8217;intero popolo di Dio: sia i Papi considerati, a torto o a ragione, progressisti, sia quelli considerati conservatori. Tutti si sono sforzati di salvare la concordia, o, quantomeno, l&#8217;unit\u00e0 all&#8217;interno della Chiesa; tutti hanno assunto un atteggiamento di rispetto e, fin dove possibile, di delicatezza, verso quanti non condividevano appieno la loro linea. Bisogna dire, peraltro, che, prima di papa Francesco, non si era mai parlato di una &quot;linea&quot; pontificale, perch\u00e9 i Papi, tutti dal primo all&#8217;ultimo, si sono sempre considerati come i depositari e i custodi di una Verit\u00e0 da custodire, difendere e tramandare, non certo come gli autori di una innovazione unilaterale, di una accelerazione nel senso desiderato dal &quot;mondo&quot;.<\/p>\n<p>Le cose sono cambiate, in quest&#8217;ultimo pontificato, davanti allo spettacolo, ormai pressoch\u00e9 quotidiano, di un Papa che polemizza in continuazione con i suoi veri o presunti &quot;oppositori&quot;; che, non pago di averli esemplarmente castigati e mortificati &#8211; come avvenuto nel caso dei Francescani dell&#8217;Immacolata -, non si perita di denigrarli pubblicamente; che sfrutta il pulpito delle sue omelie quotidiane nella Chiesa di Santa Marta, e soprattutto i microfoni dei giornalisti che lo intervistano, specialmente durante i suoi spostamenti aerei nel corso dei viaggi pastorali, per indirizzare bordate su bordate contro quelli che lui giudica, facendo di tutta l&#8217;erba un fascio, i &quot;conservatori&quot;, i &quot;nostalgici&quot; del passato e, naturalmente, i &quot;nemici&quot; del Concilio Vaticano II. Spettacolo clamoroso, sconcertante, penosissimo: che non avremmo mai voluto vedere, cui non avremmo mai desiderato assistere. Spettacolo inaudito, se appena si riflette su quale sia la natura della missione del romano pontefice.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 il Papa, infatti? Si risponde: il successore di San Pietro, che Ges\u00f9 Cristo ha eretto a capo della sua Chiesa. Dunque, San Pietro e Ges\u00f9 Cristo dovrebbero essere i suoi grandi, i suoi unici modelli; e nessun altro. Ora, non ci risulta affatto, leggendo il santo Vangelo, che n\u00e9 San Pietro, n\u00e9, tanto meno, il divino Maestro, Ges\u00f9 Cristo, il Figlio di Dio, avessero l&#8217;abitudine di regolarsi in questo modo: di rivolgersi con tono d&#8217;incessante reprimenda, di sfida, di fastidio verso gli altri Apostoli; n\u00e9, per la verit\u00e0, nei confronti di nessun altro, n\u00e9 i semplici fedeli, e neppure i non credenti. No: non era questo il loro stile pastorale. Essi andavano alla ricerca della pecorella smarrita; cercavano di persuadere con l&#8217;esempio e con la dolcezza; certo, erano severi quanto alla sostanza del Vangelo, nel senso che non tolleravano storpiature o compromessi della dottrina di salvezza, ma erano estremamente pazienti e misericordiosi con i loro fratelli, compresi quelli che, a loro giudizio, si stavano allontanando, o erano in errore. Questa dolcezza, questa carit\u00e0, questa mitezza, Bergoglio le riserva esclusivamente agli altri: ai protestanti, ai musulmani, ai giudei, agli atei; quanto ai cattolici, li divide drasticamente in due campi: quelli che sono d&#8217;accordo con la sua &quot;linea&quot;, e quelli che non lo sono; questi ultimi non solo non tenta di persuaderli, ma li provoca e li maltratta ogni santo giorno, senza misericordia, senza nemmeno un tratto di umana tolleranza o comprensione.<\/p>\n<p>La misericordia, Bergoglio la riserva unicamente ai lontani e ai diversi, primi fra tutti i migranti\/invasori, da lui promossi tutti quanti, senza bisogno di quisquilie come l&#8217;accertamento individuale, al rango di &quot;profughi&quot;, e, pertanto, di &quot;fratelli bisognosi&quot; e meritevoli di ogni aiuto e di ogni comprensione da parte nostra; ma per i cattolici che egli, con pochissima stima, considera &quot;tradizionalisti&quot;, e che sono semplicemente coloro i quali sono rimasti fedeli al Vangelo perenne e alla Chiesa di ieri, di oggi e di sempre, senza tanta teologia della liberazione (peraltro condannata in maniera esplicita da Giovanni Paolo II) e senza tanto buonismo e sociologia neomarxista, o, peggio, neoradicale (si pensi alla sua stima dichiarata per personaggi come Pannella e Bonino, campioni del divorzio, dell&#8217;aborto, dell&#8217;eutanasia, della droga libera e dei matrimoni omosessuali), egli non ha che rimbrotti, frecciate, provocazioni, e, in definitiva, disprezzo.<\/p>\n<p>Il bello \u00e8 che il &quot;partito&quot; clericale a lui favorevole non solo non fa nulla per attenuare queste sue asprezze, questa sua mancanza di tatto e di misericordia, questa sua durezza sgradevole e poco cristiana (si ricordi la luce cattiva che gli brillava nello sguardo quando, ai microfoni, ricordava che lui, l&#8217;allora sindaco Marino, in America non l&#8217;aveva invitato, no, assolutamente no, <em>chiaro?<\/em>), ma, come fanno i cortigiani di un sovrano che \u00e8 sempre sopra le righe, lo fomentano, lo istigano e lo applaudiscono ogni volta che alza i toni e raddoppia le provocazioni. La grande stampa cattolica, a cominciare da <em>Avvenire<\/em> e <em>L&#8217;Osservatore Romano<\/em> &#8211; per non parlare di <em>Famiglia Cristiana<\/em>, che, in questa linea modernista e progressista, si era messa gi\u00e0 da tempo, per conto suo, sovente in polemica con i predecessori del Papa attuale &#8212; si \u00e8 schierata tutta al suo fianco, o meglio, al suo seguito. Si legga, a titolo di esempio &#8212; uno fra mille &#8212; quanto scrive il vaticanista Luigi Accattoli per il mensile <em>La Voce di Padre Pio<\/em> (n. 5 del maggio 2016), che cos\u00ec conclude un articolo intitolato <em>Un vecchio pieno di giovinezza<\/em>, che \u00e8 tutto un panegirico di papa Francesco, anche negli aspetti pi\u00f9 discutibili e divisivi del suo stile pastorale:<\/p>\n<p><em>&#8230;Tutti i Papi sono contestati, da dentro o da fuori, da destra o da sinistra. \u00c8 inevitabile che una figura unica e bianca, posta sul candelabro, ogni giorno sotto gli occhi di tutti, non incontri il favore generale. Ed \u00e8 inevitabile che le sue decisioni scontentino alcuni o molti tra i tanti osservatori esteri e anche tra i cattolici. Ma se tutti i Papi sono contestati, i Pai riformatori sono contestati due volte: c&#8217;\u00e8 un convincimento antico nella Chiesa Cattolica, ma anche nelle altre, che non si debba mai cambiare nulla e chi propone cambiamenti viene posto comunque sotto accusa.<\/em><\/p>\n<p><em>Infine Bergoglio \u00e8 contestato tre volte: tutti i Papi recenti cercavano di attenuare con il linguaggio il risentimento di quanti non erano d&#8217;accordo. Seppure dovevano contraddirli, provavano a farlo con buone parole. Papa Francesco non si preoccupa di tenere buoni gli oppositori &#8212; qui \u00e8 la pi\u00f9 sorprendente delle sue novit\u00e0 &#8212; persino polemizza apertamente con loro, dicendo per esempio che quanti vogliono &quot;tornare indietro&quot; rispetto al Concilio Vaticano II sono &quot;stolti&quot; e &quot;testardi&quot;. Si tratta di un atteggiamento spregiudicato che \u00e8 attribuibile alla &quot;libert\u00e0 di spirito&quot; dei gesuiti che \u00e8 famosa, e che Bergoglio ha pi\u00f9 volte rivendicato. Una libert\u00e0 che spiazza gli oppositori e che costituisce una elle migliori armi in mano al riformatore venuto &quot;dalla fine del mondo&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Molti si chiedono che succeder\u00e0 &quot;dopo&quot; che Francesco sar\u00e0 uscito di scena. Sarei tentato di scommettere che se durer\u00e0 quanto Benedetto &#8212; cio\u00e8 otto anni &#8212; riuscir\u00e0 a porre le premesse perch\u00e9 il successore possa continuar l&#8217;opera avviata&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Possa, o debba? Perch\u00e9, se il motto di papa Francesco \u00e8 &quot;indietro non si torna&quot;, allora egli sta facendo una cosa ancor pi\u00f9 grave che imporre la &quot;sua&quot; linea, quasi che il <em>Depositum Fidei<\/em>, del quale \u00e8 solo il custode, gli appartenesse in proprio, compresa la licenza di modificarlo a suo arbitrio; sta addirittura gettando le premesse per una svolta irreversibile, per una mutazione genetica definitiva della Chiesa cattolica. Ma ne ha il diritto: giuridico, morale, pastorale? Perfino i suoi ammiratori, se fossero in buona fede, dovrebbero convenire che questa, forse, non \u00e8 precisamente l&#8217;opera che si domanda di svolgere ad un pontefice, nel momento in cui viene eletto a capo della Chiesa cattolica. Si noti, peraltro, il sofisma svolto da Accattoli: Bergoglio viene criticato (&quot;tre volte&quot;: come dire, tanti nemici, tanto onore) perch\u00e9 il suo stile consiste nel polemizzare apertamente, sfidare e offendere gli &quot;oppositori&quot; (perch\u00e9 chiamare dei cattolici, come lui fa, &quot;stolti&quot; e &quot;testardi&quot;, \u00e8 un vero e proprio offendere). Ma allora, egli viene criticato perch\u00e9 \u00e8 progressista, o perch\u00e9 non rispetta e, anzi, provoca e insulta chi non \u00e8 d&#8217;accordo con lui? Sono due cose diverse; non \u00e8 lecito confonderle. Del resto, un Papa che sia anche responsabilmente il capo della Chiesa cattolica (ma non aveva esordito dicendosi, semplicemente e assai umilmente, soltanto &quot;il vescovo di Roma?&quot;) dovrebbe preoccuparsi, e molto, di avere degli &quot;oppositori&quot;. Non \u00e8 una cosa normale: chi resta fedele all&#8217;insegnamento di Cristo, non ha &quot;oppositori&quot; dentro la Chiesa, se non gli eretici. Dunque, i &quot;conservatori&quot; sono diventati eretici? Perch\u00e9, se cos\u00ec non fosse &#8212; e ci sembra che nemmeno lui e i suoi seguaci e ammiratori, tipo Enzo Bianchi, siano arrivati a tanto &#8211;, allora non resterebbe che l&#8217;altro corno del dilemma: che eretica sia una certa &quot;linea&quot; da lui portata avanti con estrema decisione e ostinazione (a proposito di &quot;testardaggine&quot;). Tutto questo fa ancora pi\u00f9 specie, se si considera che, dalla bocca del Papa, non \u00e8 mai uscita una sola parola, non diciamo di rimprovero, ma neanche lontanamente di ammonimento, per quanto blando, nei confronti dei seguaci delle altre religioni e delle altre confessioni cristiane, per non parlare degli atei dichiarati e militanti: tutte bravissime persone, a sentir lui. E basti pensare che, davanti alla persecuzione e allo sterminio di migliaia e migliaia di cristiani, in tutto il mondo, ad opera dei terroristi islamici, e davanti al sangue ancora caldo di padre Hamel, sgozzato sull&#8217;altare, in una chiesa della Normandia, da due ragazzi islamici, Francesco ha avuto l&#8217;ardire di negare che esista un fondamentalismo islamico, che vi sia un problema islamico; e, anzi, ha sostenuto, con una logica aberrante, che, semmai, un fondamentalismo esiste anche fra i cristiani, e cos\u00ec pure un terrorismo, visto che&#8230; vi sono dei mariti, di religione cattolica, i quali uccidono le loro mogli, o le suocere. Che dire, poi, della &quot;famosa libert\u00e0 di spirito dei gesuiti&quot;, di cui parla Accattoli? Non ci risulta per niente. Al contrario, si son sempre vantati di obbedire (alla Chiesa?) <em>perinde ac cadaver<\/em>, cio\u00e8 come cadaveri&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oramai ne stiamo vedendo di tutti i colori, per cui, purtroppo, si finisce per non meravigliarsi pi\u00f9 di nulla, per non scandalizzarsi, per non indignarsi. 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