{"id":28837,"date":"2019-05-20T08:11:00","date_gmt":"2019-05-20T08:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/20\/si-puo-parlare-di-verita-nel-tempo-della-menzogna\/"},"modified":"2019-05-20T08:11:00","modified_gmt":"2019-05-20T08:11:00","slug":"si-puo-parlare-di-verita-nel-tempo-della-menzogna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/20\/si-puo-parlare-di-verita-nel-tempo-della-menzogna\/","title":{"rendered":"Si pu\u00f2 parlare di verit\u00e0 nel tempo della menzogna?"},"content":{"rendered":"<p>Una serie di circostanze particolarissime, ma tutt&#8217;alto che causali, anzi assolutamente coerenti con l&#8217;indirizzo preso dalla finanza, dall&#8217;economia, dalla cultura e dalla societ\u00e0 nel corso degli ultimi secoli, ci hanno condotti all&#8217;appuntamento con uno dei momenti pi\u00f9 difficili, forse il pi\u00f9 difficile di tutti, per quel che riguarda il discorso sulla verit\u00e0. I primi che avrebbero dovuto lanciare l&#8217;allarme, i filosofi &#8211; perch\u00e9, fino a prova contraria, la ricerca della verit\u00e0 \u00e8 anzitutto una cosa di loro competenza &#8212; non lo hanno fatto per niente: si vede che erano in tutt&#8217;altre faccende affaccendati, e del resto la cosa si spiega abbastanza facilmente se si tiene presente che la filosofia da molto tempo si \u00e8 disinteressata alla questione o l&#8217;ha dichiarata irrisolvibile, abbracciando, di fatto, lo scetticismo, l&#8217;agnosticismo e il relativismo: testimonianza di per s\u00e9 eloquente di quale sia il degrado in cui versa, nel mondo moderno, il discorso sulla verit\u00e0. Se, poi, si considera in quale direzione hanno lavorato i filosofi per gran parte del XX secolo, senza nulla aver imparato n\u00e9 dalle guerre mondiali, n\u00e9 dai totalitarismi, n\u00e9 dalle crisi finanziarie, n\u00e9 dalla bomba atomica, e cio\u00e8 esercitandosi, in tutte le declinazioni possibili e immaginabili, intorno alle meraviglie salvifiche di una ideologia di morte, nata gi\u00e0 morta e perennemente fomentatrice di odio e distruzione, come il marxismo-leninismo, da Trotzkij a Gramsci, da Lukacs a Marcuse, da Adorno a Horkheimer, da Benjamin a Cohn-Bendit (avete notato di che origine sono, al 95%?), per non parlare degli scrittori, dei poeti, dei Brecht e degli Aragon, dei registi teatrali e cinematografici, dei Pasolini e dei Bertolucci, dei pittori, dei Guttuso e dei Picasso, dei musicisti, dei cantanti, dei giornalisti, dei tuttologi e di uno stuolo di professori che hanno diffuso la pestilenza, dalle cattedre di scuola, con tenace perseveranza, e non si sono fermati neppure dopo il crollo del loro idolo, ma semplicemente hanno cambiato casacca e si sono intruppati nel cattolicesimo di sinistra, sotto l&#8217;alto patrocinio dei Dossetti, dei La Pira, dei don Milani, dei teologi della liberazione e, da ultimo, dei neopreti della contro-chiesa bergogliana: ebbene, non si pu\u00f2 non restar basiti di fronte a tanta insipienza, tanta banalit\u00e0 e tanto accecamento. Ma \u00e8 pur vero che la colpa non pu\u00f2 essere addossata principalmente ai filosofi, perch\u00e9 ci\u00f2 significherebbe sopravvalutare il loro ruolo, nel bene e nel male; e neppure sugli intellettuali in generale, perch\u00e9, pur avendo brillato, e continuando ostinatamente a brillare, per un ferreo conformismo che ormai \u00e8 degenerato nel servilismo e nella feroce omologazione del <em>politically correct<\/em>, anche costoro, in fondo, non sono che una cinghia di trasmissione fra il potere vero, che \u00e8 pur sempre quello finanziario, concentrato in pochissime mani &#8211; quelle di persone che non amano neanche farsi nominare, n\u00e9 comparire sulle pagine di cronaca &#8211; e le masse della gente comune (non osiamo dire: delle persone, perch\u00e9 persona \u00e8 un concetto troppo impegnativo e troppo sofisticato per definire la situazione attuale), sempre pi\u00f9 avvilite e brutalizzate da un appiattimento consumistico che ormai ha intaccato non solo i gusti, le inclinazioni, i modi di pensare e di sentire, ma le stesse facolt\u00e0 cerebrali, preparando la formazione di un nuovo tipo antropologico, post-umano, al quale l&#8217;esistenza di una mente pensante \u00e8 ormai decisamente di peso e che cerca ansiosamente qualcuno che lo liberi da un simile, fastidiosissimo fardello.<\/p>\n<p>Attenzione: non stiamo delineando un quadro che \u00e8 sconfortante solo per ragioni di tipo estrinseco e, diciamo pure, intimidatorio. Non stiamo parlando del fatto che chi parla o scrive con libert\u00e0, oggi, anche sulla rete informatica, rischia continuamente una denuncia, un processo, una salatissima multa, o qualche anno di prigione, per non parlare della cacciata dal proprio ordine professionale: per cui un medico, ad esempio, se solo osa esprimere qualche perplessit\u00e0 sull&#8217;obbligo delle vaccinazioni polivalenti, non diciamo la sua contrariet\u00e0, ma solo qualche dubbio, rischia la cacciata immediata dall&#8217;ordine dei medici. Non stiamo parlando di questo, o solamente di questo: perch\u00e9 a un tale rischio si pu\u00f2 rispondere col coraggio, e chi non ha coraggio, in fondo, dimostra da se stesso di non esser degno della libert\u00e0 &#8211; perch\u00e9 \u00e8 degno della libert\u00e0 solo chi \u00e8 disposto a lottare e ad esporsi -, quindi di non aver titoli per fare un discorso sulla verit\u00e0. No: stiamo parlando del fatto che parlare di verit\u00e0, oggi, e parlarne con verit\u00e0, oltre alle eventuali conseguenze professionali e penali, e oltre alla gogna mediatica cui inevitabilmente conduce, per la gioia di miserabili giornalisti che si gettano come avvoltoi su chi lo fa, per darlo in pasto a un pubblico ansioso di sentirsi buono, giusto e pio, e perci\u00f2 severo contro i destabilizzatori dell&#8217;ordine, o meglio del disordine, costituito; oltre a questo, implica quasi fatalmente lo scontro con un muro di gomma e la quasi certezza di non essere capiti da nessuno o quasi, anzi, di esser totalmente fraintesi, spesso perfino da quei (pochi) che, in teoria, stanno anch&#8217;essi cercando la verit\u00e0, ma che, non avendo maturato neppure gli elementi pi\u00f9 basilari di una simile ricerca, e non possedendone gli strumenti intellettuali, fraintenderanno e deformeranno ogni discorso di verit\u00e0, lo abbasseranno al livello della loro inconsapevolezza e lo trasmetteranno, a loro volta, completamente sfigurato, sulla misura della loro grossolana ignoranza e della loro mancanza di umilt\u00e0, di pazienza e di capacit\u00e0 di ascolto. Perch\u00e9, diciamolo subito, senza queste tre virt\u00f9, l&#8217;umilt\u00e0, la pazienza e la capacit\u00e0 di ascoltare, nessuno pu\u00f2 avvicinarsi alla verit\u00e0 anche solo d&#8217;un millimetro, ma si pu\u00f2 solo fraintenderla e rendersi, di fatto, i suoi nemici pi\u00f9 subdoli, appunto perch\u00e9 sciaguratamente &quot;bene intenzionati&quot;. Ed \u00e8 noto che un imbecille pieno di ottime intenzioni \u00e8 capace di provocare pi\u00f9 danni di un malvagio intelligente: perch\u00e9 quest&#8217;ultimo, almeno, sa cosa vuole e sa dove colpire, mentre l&#8217;altro, nella sua maldestra sollecitudine, non ha la minima idea di quel che sta <em>realmente<\/em> facendo e quindi pu\u00f2 produrre danni involontari davvero giganteschi. Per fare un esempio: un esperto rapinatore sa come usare la dinamite per far saltare la cassaforte, sa quale orario scegliere, sa come sfruttare i minuti a sua disposizione prima del probabile intervento della polizia, e bada ad aprirsi una via di fuga nel modo pi\u00f9 veloce e silenzioso possibile; mentre un cittadino onesto e benintenzionato, ma stupido, che si preoccupa del bene in maniera astratta e velleitaria, sar\u00e0 capace di spargere a piene mani ogni sorta di maldicenze, sospetti, animosit\u00e0, fino a rendere invivibile un certo ambiente sociale, e questo per difendere, cos\u00ec lui crede, il buon diritto del pi\u00f9 debole, mentre star\u00e0 incoraggiando, di fatto, il pi\u00f9 pigro, infingardo e disonesto, a danno di tutti gli altri.<\/p>\n<p>In altre parole, la domanda che si deve fare chi, oggi, voglia fare un discorso di verit\u00e0 e sulla verit\u00e0, innanzitutto sul piano filosofico, ma anche in ogni altro ambito e versante, dalla storia alle scienze, dalla teologia all&#8217;arte, dalla musica al cinema, \u00e8 pi\u00f9 o meno questa: come condurre un simile discorso, avendo la certezza che non solo verr\u00e0 ostacolato, o ignorato, o calunniato, o travisato, o perseguitato, ma che le sue parole verranno quasi certamente fraintese dagli altri, da quelli ai quali si rivolge, le persone di buona volont\u00e0 che, non per colpa loro, sono state indottrinate e manipolate dall&#8217;oscuro potere oggi imperante; e che perci\u00f2 vi sono, umanamente parlando, pochissime speranze d&#8217;essere capiti? Possiamo facilmente prevedere l&#8217;obiezione preliminare che ci verr\u00e0 mossa: in base a quali elementi riteniamo che il nostro discorso di verit\u00e0 sia realmente tale, a differenza di altri discorsi che si dicono egualmente veritieri, ma che, secondo il nostro giudizio, non lo sono affatto? A questa legittima obiezione rispondiamo non con argomenti teorici, ma pratici: la differenza fra verit\u00e0 e menzogna si riconosce dai frutti. Un autentico discorso di verit\u00e0 genera un atteggiamento di apertura, di curiosit\u00e0, di stupore, di ricerca, di fiducia nelle possibilit\u00e0 umane; mentre un discorso che \u00e8 veritiero solo a parole, ma non nei fatti, genera ignoranza, intolleranza, chiusura, fanatismo e pregiudizio. Ma siccome la dittatura del politicamente corretto ha falsificato anche il significato delle parole, diciamo subito che &quot;pregiudizio&quot; non \u00e8, ai nostri giorni, quasi mai quello dei pi\u00f9 verso i pochi, ma quello dei pochi verso i pi\u00f9: laddove i pochi sono i registi del potere finanziario e quindi quelli che hanno interesse a capovolgere il paradigma culturale in cui viviamo, fino a far proclamare vero ci\u00f2 che \u00e8 falso, giusto ci\u00f2 che \u00e8 ingiusto, malvagio ci\u00f2 che \u00e8 buono e brutto ci\u00f2 che \u00e8 bello &#8212; e viceversa. Come si vede, ci troviamo veramente in una palude e ovunque dirigiamo i nostri passi, rischiamo di affondare: ormai la menzogna \u00e8 andata al potere, e dal potere si \u00e8 diramata ovunque, \u00e8 stata distribuita in dosi industriali, \u00e8 stata innaffiata sulle menti come gli anticrittogamici vengono innaffiati copiosamente sui vigneti e sulle colture, avvelenando tutto l&#8217;ambiente e generando una catena di effetti perversi. Un&#8217;altra parola cui bisogna fare attenzione \u00e8 &quot;intolleranza&quot;. Chi l&#8217;adopera ne ha ancora una visione superata e non s&#8217;accorge, nove volte su dieci, che bisogna usarla con estrema cautela, per non farsi risucchiare dalla menzogna ovunque imperante: perch\u00e9 la tolleranza intesa alla maniera d&#8217;un tempo, cio\u00e8 come risposta civile e ragionevole alla superstizione e alla barbarie, oggi \u00e8 stata sostituita da un&#8217;altra idea di tolleranza, da una &quot;tolleranza&quot; a senso unico, che serve a tutelare solo alcune minoranze estremamente piccole, ma anche estremamente aggressive e, loro s\u00ec, intolleranti: per cui l&#8217;intera societ\u00e0 rischia di essere sottomessa e ricattata da una minuscola percentuale dei suoi membri, i quali si sono impadroniti del marchio di fabbrica della tolleranza, e la usano come una spada per ridurre al silenzio qualsiasi opposizione al loro disegno totalitario. Cos\u00ec, la difficolt\u00e0 di fare un discorso di verit\u00e0 parte dal linguaggio e dai riflessi condizionati che scattano nel pubblico, per cui \u00e8 impossibile evocare alcuni concetti, ricordare alcuni fatti, senza attirarsi non solo l&#8217;ostilit\u00e0, ma, quel che \u00e8 peggio, l&#8217;incomprensione del pubblico. Impossibile, ad esempio, dire a una folla che il femminismo non ha portato all&#8217;emancipazione della donna, ma alla sua oppressione; che l&#8217;antifascismo \u00e8 stato il mantello sotto il quale si sono raccolti, per decenni, tutti i mascalzoni e i cretini del mondo; che contestare la Religione dei Sei Milioni non equivale ad approvare le politiche criminali del Terzo Reich; che smascherare l&#8217;ipocrisia di un falso concetto di bont\u00e0 non significa esaltare la morale del superuomo; che, per fare un esempio pratico, denunciare il ruolo nefasto, antinazionale e anticristiano che svolgono le ONG nel Mediterraneo, oggi, non significa essere n\u00e9 insensibili, n\u00e9 xenofobi e tanto meno razzisti. Basta vedere quel che dice dei migranti e dell&#8217;accoglienza scriteriata dell&#8217;Europa il cardinale Robert Sarah, che \u00e8 un africano: forse che il cardinale Sarah \u00e8 un uomo insensibile, xenofobo e razzista? Ma qui, appunto, entrano in gioco l&#8217;ignoranza, l&#8217;impazienza e la totale mancanza di umilt\u00e0 che caratterizzano la societ\u00e0 moderna: chi non sa nulla, chi non s&#8217;informa, chi non ragiona, o chi si crede informato e raziocinante solo perch\u00e9 legge ogni mattina la sua brava copia de <em>La Repubblica<\/em>, o magari de <em>L&#8217;Avvenire<\/em>, non sa cosa dice il cardinale Sarah, sa solo che opporsi agli sbarchi dei cosiddetti migranti \u00e8 un crimine contro l&#8217;umanit\u00e0, e chi lo attua, o chi lo sostiene, non pu\u00f2 che essere un barbaro e un nemico del sentimento umanitario. La folla procede cos\u00ec, per semplificazioni grossolane per sentito dire, per slogan preconfezionati.<\/p>\n<p>Come uscire da questo vicolo cieco? Sembrerebbe che parlare di verit\u00e0, e con verit\u00e0, sia peggio di una fatica inutile: sia offrire nuove armi ai nemici della verit\u00e0. Perch\u00e9 chi \u00e8 ignorante e presuntuoso non cerca la verit\u00e0, ma qualcosa che le assomigli, che si possa avere con poca o nessuna fatica e che si possa tirar fuori a piacere, per far bella mostra di s\u00e9, di quanto si \u00e8 buoni, altruisti e umanitari. Qui ci sarebbe un ulteriore discorso da fare, quanto mai impopolare, che peraltro abbiamo gi\u00e0 fatto numerosissime volte: un discorso rude, franco, pi\u00f9 che mai antidemagogico: e cio\u00e8 che la folla, di per se stessa, non \u00e8 che un gregge di bestiame addomesticato, e che fino a quando una persona non decide di ridiventare tale, cio\u00e8 di uscire dalla folla, non capir\u00e0 mai nulla, quand&#8217;anche avesse i migliori maestri del mondo o le circostanze le offrissero pi\u00f9 e pi\u00f9 volte la chiave per comprendere quel che realmente accade intorno a lei e soprattutto dentro di lei. Ora, il problema \u00e8 proprio questo; che uscire dalla folla, una volta che si sia perso, gradualmente e inavvertitamente, lo status di persone, \u00e8 difficile, anche perch\u00e9 assai faticoso; e nella folla, paradossalmente, quando ci si \u00e8 fatta l&#8217;abitudine, <em>si sta bene<\/em>, nel senso che si \u00e8 al caldo, si \u00e8 protetti, si \u00e8 nutriti (sia pure con alimenti di pessima qualit\u00e0, e non solo metaforicamente): chi sar\u00e0 tanto pazzo da aver voglia di uscirne? \u00c8 dura la vita dell&#8217;animale selvatico, che deve guadagnarsi da s\u00e9 il cibo, rispetto all&#8217;animale domestico, che non ha un pensiero al mondo, perch\u00e9 dipende in tutto e per tutto dal padrone che si prende cura di lui. E anche noi, ora, non stiamo facendo proprio questo errore: di voler parlare alla folla, pur sapendo che la folla non capisce, fraintende e perfino si adira contro chi parla della verit\u00e0? No, non lo stiamo facendo perch\u00e9 non stiamo parlando, n\u00e9 mai lo abbiamo fatto, alla folla: parliamo sempre e solo al Singolo, come lo chiamava Kierkegaard, cercando di far leva su quel tanto d&#8217;individualit\u00e0, di dignit\u00e0 e di autonomia che son rimasti nelle persone, pur dopo l&#8217;avvento della societ\u00e0 di massa. Gettiamo il seme, confidando che cada anche su qualche zolla fertile. Non \u00e8 un problema moderno, \u00e8 sempre esistito e Platone, ad esempio, lo risolveva affidando un insegnamento speciale, segreto, ai discepoli pi\u00f9 fidati. A noi per\u00f2 l&#8217;esoterismo non piace: in questo confessiamo di essere moderni. L&#8217;esoterismo porta a formare delle sette di &quot;perfetti&quot; e noi non lo siamo, perch\u00e9 Uno solo \u00e8 perfetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una serie di circostanze particolarissime, ma tutt&#8217;alto che causali, anzi assolutamente coerenti con l&#8217;indirizzo preso dalla finanza, dall&#8217;economia, dalla cultura e dalla societ\u00e0 nel corso degli<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[141,263],"class_list":["post-28837","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-filosofia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28837","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28837"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28837\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28837"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28837"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28837"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}