{"id":28834,"date":"2018-09-27T11:03:00","date_gmt":"2018-09-27T11:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/27\/si-puo-essere-cristiani-e-marxisti\/"},"modified":"2018-09-27T11:03:00","modified_gmt":"2018-09-27T11:03:00","slug":"si-puo-essere-cristiani-e-marxisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/27\/si-puo-essere-cristiani-e-marxisti\/","title":{"rendered":"Si pu\u00f2 essere cristiani e marxisti?"},"content":{"rendered":"<p>La domanda: <em>Si pu\u00f2 essere, nello stesso tempo, cristiani e marxisti?<\/em>, potrebbe apparire una domanda incongrua: dal momento che il marxismo non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, porre la questione appare quantomeno anacronistico. Ma in un simile giudizio vi sono due gravi errori. Primo, il marxismo esiste ancora: se non come forma di governo, come ideologia politica; superata quanto si vuole, su questo esistono opinioni diverse, ma esiste tuttora. Secondo, ed \u00e8 una naturale conseguenza del primo punto, una ideologia pu\u00f2 rimanere in quiescenza per un periodo e poi ritornare alla ribalta, quando le circostanze storiche lo rendono possibile, per il rinnovarsi dei fattori che l&#8217;avevano generata, o di fattori simili. Nulla quindi impedisce che il marxismo torni di attualit\u00e0 in un tempo pi\u00f9 o meno futuro; e lo stesso vale, naturalmente, anche per altre ideologie pi\u00f9 o meno recenti. Limitiamoci, tuttavia, per ora, alla prima considerazione: se il marxismo non \u00e8 pi\u00f9 al potere in alcun Paese &#8212; tranne, forse, la Corea del Nord &#8212; ci\u00f2 significa che \u00e8 sparito dall&#8217;orizzonte politico? Pi\u00f9 che sparito, ci sembra che si sia trasformato: che abbia indossato panni pi\u00f9 rispettabili &#8212; perch\u00e9, non dimentichiamolo, non \u00e8 stata onorevole la sua vicenda come forza di governo, n\u00e9 gloriosa la sua dissoluzione finale &#8212; per continuare a esistere. Vi \u00e8 stata quasi una mutazione genetica, imposta dalla necessit\u00e0 di riuscire a sopravvivere: un po&#8217; come certi topi di citt\u00e0 finiscono per adattarsi ai veleni con cui gli esseri umani cercano di sterminarli, trasformandosi in super-topi, resistentissimi e quindi refrattari agli effetti di quel veleno. Nello stesso tempo, il marxismo si \u00e8 mascherato, per essere scambiato per ci\u00f2 che non \u00e8, e trarre in inganno quanti si fermano alle apparenze. Duplice processo, quindi: di rafforzamento e di camuffamento; ha cambiato nome, ha cambiato pelle, ma ha conservato la sua essenza, come il lupo che perde il pelo, ma non l&#8217;istinto ferino. E qual \u00e8 l&#8217;essenza del marxismo? L&#8217;idea della lotta di classe come passaggio necessario per la presa di coscienza degli sfruttati, cio\u00e8 i proletari, contro gli sfruttatori, cio\u00e8 i capitalisti. L&#8217;incredibile rozzezza di questo schema generale, che in sostanza non ammette eccezioni, per cui, ad esempio, un proprietario di casa \u00e8 uno sfruttatore, anche il suo inquilino se la passa economicamente meglio di lui, \u00e8 anche la chiave del suo successo fra le masse. Le masse non vogliono ideologie troppo elaborate: vogliono una spiegazione semplicistica della realt\u00e0, dove le cose sono sempre bianche o nere, e la verit\u00e0 si pu\u00f2 separare dalla menzogna a colpi di accetta. Nessuna grande intelligenza \u00e8 stata attratta dal marxismo, se non in qualche forma &quot;eretica&quot;: il tipo del marxista duro e puro non ha mai brillanto per intelligenza, semmai per decisione, capacit\u00e0 organizzativa e astuzia. Questo dell&#8217;astuzia \u00e8 un elemento importante. Essa non va confusa con l&#8217;intelligenza, bench\u00e9 ne possieda alcuni tratti, perch\u00e9 le manca la cosa essenziale: la profondit\u00e0, che \u00e8 la capacit\u00e0 di vedere le cose nella loro interezza. La spiegazione marxista del reale \u00e8 una spiegazione parziale, adatta a delle menti assai limitate. Per\u00f2 una mente limitata pu\u00f2 essere anche astuta: e non vi \u00e8 dubbio che molti leader marxisti hanno dato prova di una notevole dose di astuzia nella loro manovra di avvicinamento al potere. La loro astuzia principale \u00e8 consistita nel dissimulare i loro veri fini e nel far credere ai loro compagni di strada non marxisti che, nella societ\u00e0 futura, ci sarebbe stato posto, se non per tutti, certo anche per loro: vale a dire nel far credere di essere dei democratici, beninteso antifascisti, mentre il marxismo \u00e8 palesemente in antitesi con la democrazia. E lo diciamo come un semplice dato di fatto, senza implicazioni o pregiudizi, perch\u00e9 siamo ben lungi dal divinizzare la democrazia o dal giudicarla il solo sistema politico degno di rispetto. Semplicemente, prendiamo atto che non si pu\u00f2 essere marxisti e anche democratici, perch\u00e9 il marxismo non accetta alcuna forma di critica e di opposizione, n\u00e9 interna, n\u00e9, meno ancora, esterna.<\/p>\n<p>Sorge allora la domanda: si pu\u00f2 essere, in compenso, cattolici e marxisti? E la domanda sorge dal fatto che il cattolicesimo, o meglio, una certa area del cattolicesimo sociale, \u00e8 diventata il bacino di scolo del marxismo ed \u00e8 precisamente l\u00ec che il marxismo ha cambiato pelle e nome e si \u00e8 attrezzato per sopravvivere. Apparentemente, si \u00e8 portati a pensare che il cattolicesimo, in politica, sia una forza chiaramente democratica, e che quindi non dovrebbe avere nulla in comune con il marxismo. Si tengano per\u00f2 presenti due fattori: primo, che i marxisti sono riusciti a sopravvivere, per settant&#8217;anni, spacciandosi per democratici e venendo accettati come tali da quasi tutti gli altri interlocutori, almeno in Italia; secondo, che cattolici e marxisti hanno in comune un elemento importante, anche se posto in una differente prospettiva: il rifiuto radicale della realt\u00e0 presente. Che, poi, molti cattolici non abbiano questo tipo di mentalit\u00e0, dipende solo dal fatto che sono cattolici all&#8217;acqua di rose, cio\u00e8 cattolici dimentichi di cosa sia realmente il cattolicesimo. Entrambi hanno una vocazione di contestatori: rifiutano le categorie del presente in nome di una liberazione integrale dell&#8217;uomo. Nelle menti pi\u00f9 rozze, anche il cristianesimo si presenta come una radicale semplificazione del reale: sono appunto quelle che possono pi\u00f9 facilmente subire la suggestione del marxismo. La semplificazione che accomuna il marxismo e una certa area del cristianesimo \u00e8 questa: che i poveri erediteranno il futuro: la terra gli uni, il regno di Dio gli altri. Ma ci\u00f2 che Ges\u00f9 intendeva dicendo <em>beati i poveri<\/em>, non era o non era principalmente la povert\u00e0 economica: il suo discorso non era di tipo prevalentemente economico-sociale, anzi, non lo era affatto. Il suo era un discorso spirituale e morale, e soprattutto religioso. Per entrare nel regno di Dio, bisogna essere poveri di spirito, cio\u00e8 spogliarsi di tutte le vanit\u00e0 del mondo. Questo intendeva: non pensava che l&#8217;essere povero sia un merito, e che il povero abbia sempre ragione rispetto a chi possiede un rango sociale superiore. Non voleva fare una rivoluzione politica &#8212; \u00e8 perfino superfluo ribadirlo.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante andarsi a rileggere quel che dicevano le teste pensanti del cattolicesimo di sinistra negli annui ruggenti del cattocomunismo, cio\u00e8 gli anni &#8217;70 del Novecento: anni pionieristici, si potrebbe dire, visto che poi quel che essi auspicavano si \u00e8 pienamente realizzato, perfino oltre le loro pi\u00f9 rosee speranze, e sia pure in un quadro e con vocabolario, una mappa concettuale, una sintassi leggermente diversi da quelli allora predicati; ora che abbiamo un papa di sinistra, un clero di sinistra, una teologia femminista e progressista, e uno Stato che ha felicemente realizzato il vecchio sogno del compromesso storico. Uno Stato rappresentato da uomini come il presidente Sergio Mattarella, i cui punti di vista, a parte il radicale aggiustamento di tiro (contrordine, compagni: il nemico non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;imperialismo <em>yankee<\/em>, ma il populismo e il sovranismo, e quindi s\u00ec alle banche centrali, s\u00ec al capitalismo finanziario, s\u00ec a Soros e alla Goldman Sachs), sono, <em>mutatis mutandis<\/em>, quelli di cinquanta anni fa, come se il mondo non fosse cambiato in maniera quasi totale e come se si potessero pensare tutte le categorie politiche, economiche e sociali allo stesso modo in cui lo si faceva allora. Ecco, dunque, cosa scriveva il gesuita Pierre Bigo, un patito della rivoluzione dal punto di vista cattolico &#8211; e terzomondista -, tanto per non essere da meno del &quot;compagno&quot; Marx, stimato interlocutore di tanti cristiani progressisti, non solo in Italia, ma, appunto, anche in Francia e in tutto il mondo, che egli tenta disperatamente di interpretare in senso non materialista, ma addirittura umanistico (da: P. Bigo, Chiesa, rivoluzioni sociali e Terzo Mondo; titolo originale: <em>L&#8217;\u00c9glise et la r\u00e9volution du Tiers Monde<\/em>, Presses Universitaires de Frances; Roma, Citt\u00e0 Nuova Editrice, 1976, pp. 177-181):<\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo non accede oggi al livello etico che raggiungendo questo livello politico, in una certa contestazione e una certa costruzione. Struttura, coscienza: il marxismo ha stabilito questo legame. \u00c8 la sua grande verit\u00e0. La una linea deriva da una scienza positiva, da una scienza &quot;esatta&quot;, per impiegare il vocabolario del &quot;Contributo alla Critica dell&#8217;economia politica&quot;? Marx esclude esplicitamente questa tesi. Ricondurre il marxismo alle dimensioni di un empirismo, \u00e8 distruggerlo. La sua dialettica \u00e8 quella dell&#8217;uomo stesso. Non sono solo gli scritti giovanili di Marx, sono le opere pi\u00f9 definitive e fra esse il &quot;Il Capitale&quot; che perdono ogni significato e tutta la loro portata se le si riconduce ad una analisi empirica. Da un capo all&#8217;altro della sua tesi ne va dell&#8217;uomo stesso. Ma questa \u00e8 anche la sua grande contraddizione e il principio dei suoi errori. Con questo legame reciproco fra struttura e coscienza, Marx si \u00e8 chiuso le strade che avrebbero permesso di definirlo. La sua messa in discussione del diritto, della filosofia, della morale, della fede non sono soltanto una critica delle loro adulterazioni, negano ogni valore allo spirito. Ora, donde potrebbe venire una funzione propria della coscienza se non dallo spirito? Funzione propria della coscienza: non soltanto possibilit\u00e0 per una coscienza individuale di sfuggire al determinismo dell&#8217;essere sociale, ma pi\u00f9 radicalmente libert\u00e0 della coscienza di definirsi nei termini che trascendono ogni struttura data. Marx ha assolutamente bisogno di questa istanza per la coerenza del suo pensiero. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>LA DIMENSIONE POLITICA \u00c8 DUNQUE ESSENZIALE ALL&#8217;ESISTENZA, MA NON LA DEFINISCE: \u00e8 qui il punto di contrasto pi\u00f9 grave tra l&#8217;analisi marxista e la fede cristiana. Abbiamo visto, Marx non esclude l&#8217;azione reciproca dell&#8217;&quot;essere sociale&quot; e della &quot;coscienza&quot;. Riconosce a questa una certa autonomia, un certo potere di modellare la realt\u00e0 secondo i propri criteri. Ma, secondo lui, nessun dato esterno alla lotta di classe determina la coscienza. Non si \u00e8 pi\u00f9 marxisti se si esce da questa rigorosa definizione. Tutti i grandi marxisti vi restano fedeli. Questa dottrina \u00e8 latente in un grande numero di militanti di oggi, anche cristiani. Essi hanno la tendenza a identificare la liberazione totale e definitiva dell&#8217;uomo con la rivoluzione. Concepiscono la lotta di classe non solo come il compito pi\u00f9 urgente nella lotta dell&#8217;uomo per la libert\u00e0, ma come il solo compito necessario. Pensano che la dipendenza delle classi e delle nazioni oppresse \u00e8 non soltanto l&#8217;alienazione sotto la sua forma attualmente pi\u00f9 grave, ma l&#8217;alienazione in s\u00e9. Cos\u00ec coincidono nell&#8217;essenziale col materialismo dialettico. \u00c8 venuto il momento di valutare questa dottrina marxista fondamentale. Essa conduce a molteplici conseguenze. A) Essa comporta la politicizzazione della coscienza. E del&#8217;esistenza sociale, cio\u00e8 la definizione dell&#8217;una e dell&#8217;altra in base ai suoi soli aspetti &quot;politici&quot;. (&#8230;) b) Questa definizione della coscienza in base alla sua dimensione politica provoca la DISCRIMINAZIONE radicale degli uomini secondo il solo criterio della classe sociale. (&#8230;) c) Il materialismo dialettico conduce per questa strada ad una VIOLENZA che \u00e8 precisamente quella che la coscienza condanna: una forza che \u00e8 legge a se stessa<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;Autore, onestamente, critica tutti e tre questi esiti della dialettica marxista e fa vedere che essi sono incompatibili con la fede cristiana; nondimeno, in tutto il suo libro, e in altri che ha scritto, aleggia una non dissimulata simpatia per il marxismo, con il quale, come allora dicevano anche i Cristiani per il Socialismo, condivide l&#8217;analisi sociale, salvo poi differenziarsi nella strategia per la trasformazione della societ\u00e0. Eppure, Pierre Bgo ha colto nel segno quando rimprovera ai marxisti (pi\u00f9 che a Marx) l&#8217;assolutizzazione della dimensione politica dell&#8217;individuo; e chi ha vissuto n quegli anni e assistito a quelle &quot;lotte&quot;, a quei discorsi logorroici, a quelle contestazioni, ne ha un ricordo indelebile. Per i marxisti, tutto \u00e8 politica, perch\u00e9 tutto discende dall&#8217;economia: la struttura economica produce le sovrastrutture, morale compresa. \u00c8 ovvio che questo discorso \u00e8 inaccettabile per la fede. Ma proviamo ora a immaginare dei marxisti un po&#8217; meni rigidi, un po&#8217; pi\u00f9 possibilisti circa l&#8217;importanza della dimensione spirituale nella vita dell&#8217;individuo e quindi anche nella storia; e, d&#8217;altra parte, dei &quot;cristiani&quot; che siano anch&#8217;essi molto meno attaccati alla loro visione del mondo, molto pi\u00f9 &quot;aperti&quot;, molto pi\u00f9 &quot;dialoganti&quot;; dei &quot;cristiani&quot; che abbiano fatto un bel pezzo di strada dopo il Concilio, e che abbiano trasformato talune &quot;intuizioni&quot;, talune &quot;finestre&quot; di dialogo con il mondo moderno, in una prassi di vita pressoch\u00e9 normale. Insomma, dei &quot;cristiani&quot; che hanno abbassato la loro fede al livello delle categorie della storia, al punto da interpretare anche il Vangelo non pi\u00f9 come la Rivelazione di Dio, ma come un libro storico, che va letto con criteri storici, che va inquadrato in una prospettiva storica, insomma un libro come tutti gli altri, certo pi\u00f9 illuminante, ma pur sempre non un fine, ma uno strumento da utilizzare per la &quot;liberazione&quot; degli uomini dalle loro catene. Quali catene? Non pi\u00f9 quelle del peccato e della morte dell&#8217;anima, ma quelle economiche e sociali: proprio come dicevano e dicono i marxisti di allora e, pi\u00f9 o meno camuffati da cattolici, di oggi. Quale sar\u00e0 il risultato? Il risultato sar\u00e0 quello che oggi ha preso, non solo in Italia, ma anche in altre aree del mondo, specialmente nell&#8217;America Latina, la cosiddetta cultura dominante: un ibrido catto-comunista. Non \u00e8 un caso che Bergoglio sia un papa sudamericano: come aveva predetto Pierre Bigo, dalla Chiesa di quel continente sarebbe partita la rivoluzione &quot;cristiana&quot; per cambiare la societ\u00e0 mondiale. Il marxismo, inseminato nel cattolicesimo latinoamericano mediante la teologia della liberazione, ha praticamente conquistato l&#8217;egemonia culturale nella Chiesa, grazie ai gesuiti. Non si potrebbe essere sia cristiani che marxisti: e invece questo connubio inverosimile \u00e8 avvenuto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La domanda: Si pu\u00f2 essere, nello stesso tempo, cristiani e marxisti?, potrebbe apparire una domanda incongrua: dal momento che il marxismo non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, porre la<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[111],"class_list":["post-28834","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-comunismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28834","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28834"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28834\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28834"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28834"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28834"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}