{"id":28829,"date":"2021-05-02T11:01:00","date_gmt":"2021-05-02T11:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/05\/02\/si-nasce-per-amare-ma-solo-dio-e-lamore-perfetto\/"},"modified":"2021-05-02T11:01:00","modified_gmt":"2021-05-02T11:01:00","slug":"si-nasce-per-amare-ma-solo-dio-e-lamore-perfetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/05\/02\/si-nasce-per-amare-ma-solo-dio-e-lamore-perfetto\/","title":{"rendered":"Si nasce per amare, ma solo Dio \u00e8 l&#8217;Amore perfetto"},"content":{"rendered":"<p><em>E qual cosa v&#8217;era che mi dilettasse se non l&#8217;amare e l&#8217;essere amato?<\/em>, si domandava sant&#8217;Agostino rievocando gli anni della sua infanzia e adolescenza (<em>Confessioni<\/em>, II, 2). Amare ed essere amati: certo; che altro desidera l&#8217;uomo pi\u00f9 di questo? Tutti, sin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, sin da quando si agitano nella culla e chiedono di essere presi in braccio dalla propria madre, questo prima di ogni altra cosa hanno in cuore: l&#8217;ardente desiderio di ricevere amore, e pi\u00f9 tardi, crescendo, anche quello di donarlo a propria volta. L&#8217;amore, per l&#8217;essere umano, non \u00e8 soltanto un oggetto, uno fra gli altri, per quanto particolarmente desiderabile; \u00e8 molto di pi\u00f9: tutti, pi\u00f9 o meno coscientemente, avvertono che esso \u00e8 lo scopo, la meta finale e il destino della propria esistenza. Si pu\u00f2 immaginare un essere umano il quale non abbia mai sperimentato, n\u00e9 desiderato, il successo, il potere o il piacere, ma difficilmente si pu\u00f2 immaginare un essere umano che non abbia mai sentito l&#8217;impulso fondamentale di amare ed essere amato. L&#8217;amore \u00e8 l&#8217;orizzonte esistenziale proprio dell&#8217;essere umano, anche se non \u00e8 detto che poi si indirizzi verso una persona in senso sessuale; pu\u00f2 essere anche l&#8217;amore di un genitore per un figlio, o di un figlio per il genitore, o di un fratello per il fratello; pu\u00f2 essere l&#8217;amore per un ideale, per una grande idea, come nel caso del missionario che desidera donarsi interamente ai lebbrosi, e in genere all&#8217;umanit\u00e0 bisognosa; pu\u00f2 essere l&#8217;amore per la natura, per gli animali, spinto fino ad amare il proprio animale domestico pi\u00f9 di qualsiasi altro essere al mondo (e qui siamo gi\u00e0 alle soglie d&#8217;un amore patologico: difficile stabilire il confine preciso). Una bambina pu\u00f2 struggersi e soffrire disperatamente, in silenzio, nella vana attesa di ricevere da sua madre un segno d&#8217;amore, uno sguardo, una carezza, una parola affettuosa. Un uomo pu\u00f2 sentirsi invadere dalla disperazione perch\u00e9 l&#8217;amata compagna della sua vita, afflitta da una malattia psichiatrica, non \u00e8 pi\u00f9 lei, \u00e8 diventata un&#8217;altra persona, un&#8217;estranea remota, irraggiungibile e insensibile a tutto l&#8217;amore che lui vorrebbe continuare a offrirle. Nessuno \u00e8 tanto forte da poter fare del tutto a meno dell&#8217;amore; e pochi sono talmente aridi da non aver mai provato uno slancio d&#8217;amore nei confronti di qualcun altro. Sia come bene da desiderare, sia come pienezza da donare, l&#8217;amore riempie l&#8217;orizzonte esistenziale di ogni essere umano e si confonde con esso: impossibile immaginare una vita totalmente deserta di amore; impossibile anche immaginare che la sua scomparsa, o la sua assenza, non provochi un&#8217;intima, dolorosissima lacerazione e un senso di vuoto, di nulla, che grava sul cuore come una cappa di piombo. Qualunque cosa si pensi dell&#8217;amore, noi siamo fatti sulla sua misura; e se non siamo capaci di amare nella maniera giusta, impazziamo, e il nostro bisogno di dare e ricevere amore prende strade inconsuete, pericolose, devianti e perfino degradanti. Vi sono persone ch, pur di essere amate, accondiscendono a subire i trattamenti pi\u00f9 oltraggiosi e umilianti: preferirebbero la morte piuttosto che perdere l&#8217;amore, anche se nei momenti di lucidit\u00e0 si rendono conto, o almeno intuiscono, che quello non pu\u00f2 essere amore, ma la sua tragica contraffazione.<\/p>\n<p>L&#8217;amore non va confuso con la sessualit\u00e0, anche se, nell&#8217;amore fa uomo e donna, questo elemento \u00e8 certamente presente, magari talvolta in forma sublimata, repressa o rimossa. Ma se \u00e8 certo che la sessualit\u00e0 non pu\u00f2, o non dovrebbe, fare a meno dell&#8217;amore, per non diventare uno squallido gioco di corpi che si usano a vicenda, \u00e8 altrettanto certo che l&#8217;amore pu\u00f2 fare a meno della sessualit\u00e0, come avviene in un&#8217;autentica relazione d&#8217;amore tra genitori e figli, o tra fratelli e sorelle, o anche fra amici: perch\u00e9 esiste un amore di amicizia che pu\u00f2 essere perfino pi\u00f9 totale e incondizionato dell&#8217;amore che si esprime in forma sessuale. Ges\u00f9 Cristo afferma solennemente che non vi \u00e8 amore pi\u00f9 grande di quello di colui che \u00e8 pronto a dare la propria vita per i suoi amici (cfr. <em>Gv.<\/em>, 15,13), e questa \u00e8 la definizione pi\u00f9 alta e pi\u00f9 vera dell&#8217;amore di amicizia, che pu\u00f2 esistere, certo, anche entro una relazione di coppia, ma che al di fiori della sfera sessuale divine pi\u00f9 puro, perch\u00e9 del tutto privo di sottintesi, aspettative e utilitarismi, sia pure del tutto inconsapevoli.<\/p>\n<p>Ora, questa universalit\u00e0 e totalit\u00e0 del desiderio di amare ed essere amati attesta chiaramente una cosa: che l&#8217;amore, l&#8217;amore con la A maiuscola, <em>deve<\/em> esistere. Noi non lo brameremmo, se non ne avessimo una qualche nozione inconscia; cos\u00ec come il viandante nel deserto non proverebbe la sete, se l&#8217;acqua non esistesse. Forse morirebbe di sete senza sapere il perch\u00e9; ma il fatto che non si conosca il nome di una cosa, che pur si desidera, non smentisce, anzi conferma, che quella tale cosa deve necessariamente esistere. Gaunilone credeva di aver confutato la prova ontologica di sant&#8217;Anselmo di Aosta circa l&#8217;esistenza di Dio, con la sua famosa metafora dell&#8217;isola perduta che nessuno conosce, ma che si ritiene debba esistere, solo perch\u00e9 pi\u00f9 bella e pi\u00f9 desiderabile di qualsiasi altra isola si possa immaginare: misera argomentazione (che approfondiremo un&#8217;altra volta), perch\u00e9 comunque esiste nella mente umana la nozione di isola, cos\u00ec come esiste la nozione di bello, e anche la nozione di sconosciuto: dunque non \u00e8 affatto illusorio dedurre che l&#8217;isola dei nostri sogni deve esistere, perch\u00e9 la nostra mente sempre desidera qualcosa sulla base dei dati che la sua coscienza possiede e l&#8217;esperienza le mette a disposizione. Se non esistesse la nozione di isola, n\u00e9 di bellezza, n\u00e9 di sconosciuto, allora si potrebbe dire che il ragionamento di Anselmo (riferito peraltro a Dio e non a un&#8217;isola) \u00e8 capzioso, ma la semplice riflessione mostra il contrario: se immaginiamo qualcosa e la desideriamo, \u00e8 perch\u00e9 abbiamo tratto dall&#8217;esperienza alcuni elementi che agiscono sulla nostra coscienza e ci danno la ragionevole certezza, anche solo a livello istintivo, che quella tale cosa <em>deve<\/em> esistere. In altre parole, il desiderio in se stesso non \u00e8 mai vano: pu\u00f2 essere vano il suo oggetto, nel senso che pu\u00f2 essere diverso da quello sognato; ma il desiderio \u00e8 indubitabile, e poich\u00e9 si desidera, s\u00ec, qualcosa di indefinito, specie quando si tratta dell&#8217;amore, ma non qualcosa di astratto, bens\u00ec di concreto, cio\u00e8 qualcosa di cui si \u00e8 fatta una sia pur debole esperienza, o si \u00e8 avuto un sia pur labile indizio, la conclusione \u00e8 che l&#8217;oggetto del desiderio deve necessariamente esistere, altrimenti non potremmo desiderare.<\/p>\n<p>In effetti, si applica qui lo stesso ragionamento che conduce alla nozione di essere, e su cui si fonda tutta la filosofia (quella vera, cio\u00e8 la metafisica, non la speculazione parziale e strumentale su singoli aspetti del fenomeno). Noi abbiamo la certezza che l&#8217;essere esiste, perch\u00e9 osserviamo che esiste necessariamente non questa o quella cosa (la quale, in effetti, potrebbe anche non esistere), ma perch\u00e9 esiste qualcosa, e questo qualcosa \u00e8 il fondamento di qualsiasi altro esistere, e dunque di qualsiasi altro essere. L&#8217;essere \u00e8 il sostegno logico e necessario di qualsiasi cosa esistente o anche solo pensabile, cio\u00e8 di qualsiasi cosa partecipi della propriet\u00e0 dell&#8217;essere. Non di quell&#8217;essere specifico che \u00e8 grande o piccolo, bianco o nero, semplice o complesso: ma di quell&#8217;essere che \u00e8, che esiste, che \u00e8 pensabile, e che pertanto deve essere per forza o grande o piccolo, o bianco o nero (o di qualsiasi altro colore), o semplice o complesso. E comprendiamo cos\u00ec che esiste una differenza fondamentale fra i singoli enti e l&#8217;essere in quanto tale: gli enti sono specifici e determinati, hanno cio\u00e8 una propria individualit\u00e0 e particolarit\u00e0, al punto che non esistono al mondo due enti perfettamente uguali; l&#8217;essere invece \u00e8 universale e necessario, indeterminato non nel senso che non abbia una determinazione, ma nel senso che comprende in s\u00e9 tutte le determinazioni possibili, e le fornisce ai singoli enti, conferendo loro, cos\u00ec, una individuazione concreta, precisa, unica e irripetibile. Tali sono ad esempio le nostre singole esistenze: che non sono concepibili, n\u00e9 possibili, se si fa astrazione dal fatto che ciascuno di noi \u00e8 fatto in un certo modo e non in un altro, con certe caratteristiche fisiche, psichiche e morali, con un certo modo di relazionarsi con gli altri, eccetera. Ma noi, come ogni altro singolo ente, non siamo autonomi, non siamo autosufficienti, perch\u00e9 non ci siamo determinati da soli e non ci siamo dati l&#8217;essere da noi stessi, lo abbiamo ricevuto, quindi lo possediamo per partecipazione e non per generazione. Nessun ente si genera da se stesso: tutti, per venire all&#8217;esistenza, attingono da un qualcosa che \u00e8 al di fuori di loro, prima di loro, pi\u00f9 libero rispetto a loro, nel senso che essi hanno ricevuto e non scelto l&#8217;esistenza, mentre chi ha dato loro l&#8217;esistenza (ad esempio uno scrittore che d\u00e0 l&#8217;esistenza al suo romanzo) avrebbero potuto anche non farlo, poich\u00e9 in possesso della libert\u00e0 di fare o non fare, di trasmettere la catena dell&#8217;esistenza o d&#8217;interromperla (come un uomo che, deluso dalla vita decide di non amare pi\u00f9, di non dare pi\u00f9 nulla ad alcuno, e, se \u00e8 un artista, di non comporre pi\u00f9 un rigo musicale, o una pagina di prosa, o un verso di poesia).<\/p>\n<p>Citiamo la pagina conclusiva del libro di Fulton J. Sheen <em>La felicit\u00e0 del cuore<\/em> (<em>Lift Up Your Earth: A Guide to Spiritual Peace<\/em>, Garden City Books, 1950; traduzione dall&#8217;inglese di Etta Comito e Augusto Donaudy, Napoli, Richter, 1952, pp. 398-399):<\/p>\n<p><em>In alto i cuori! La ricerca del piacere testimonia di un vuoto che solo il Divino pu\u00f2 colmare. Chiunque non sia innamorato dell&#8217;Amore insegue un paradiso artificiale, e con tanta ostinazione cercherebbe il Cielo se al Cielo appunto non fosse destinato? Nel suo cuore \u00e8 un terribile vuoto. Ogni suo peccato non \u00e8 che un tentativo di colmare questo vuoto. Tutti gli amanti senza Dio sono amanti delusi.<\/em><\/p>\n<p><em>Solo Dio pu\u00f2 amare se stesso, in quanto \u00e8 Perfetto; l&#8217;Ego non pu\u00f2 esser pago dell&#8217;amor di s\u00e9, in quanto \u00e8 imperfetto. Perci\u00f2 gli uomini si amano reciprocamente: per compensare la loro mancanza di perfezione. Perch\u00e9 ci\u00f2 che amiamo negli altri \u00e8, quasi sempre, ci\u00f2 che manca in noi. Ma il nostro amore per un qualsiasi essere umano \u00e8 sempre inficiato da un paradosso che gli impedisce la perfezione. Difatti, se io amo, vuol dire che sono amato. Ora, se la persona che mi ama, mi ama con assoluta dedizione cessa di esistere: sono io che la domino, che la posseggo, che la soggiogo, al punto che, come un&#8217;immagine di Dio, essa non esiste pi\u00f9 di per s\u00e9, ma solo per me. In tal caso non mi rimane nessuno da amare. Ma se non mi ama al punto da arrendersi incondizionatamente al suo amore per me, vuol dire che non mi \u00e8 devota, che non appaga le mie esigenze, perch\u00e9 io sono fatto per l&#8217;amore infinito ed essa non mi ama abbastanza.<\/em><\/p>\n<p><em>Nell&#8217;amore che prescinde da Dio c&#8217;\u00e8 dunque fame e saziet\u00e0 al tempo stesso: fame, perch\u00e9 l&#8217;umana creatura non pu\u00f2 amare abbastanza saziet\u00e0, perch\u00e9 ama troppo. L&#8217;unica evasione possibile da questo paradosso \u00e8 l&#8217;Amore di Dio. In Lui non c&#8217;\u00e8 fame, perch\u00e9 in Lui si consegue l&#8217;estasi dell&#8217;Amore Perfetto, la Felicit\u00e0 del cuore. &quot;Voluptas cordium&quot;. N\u00e9 in Lui c&#8217;\u00e8 saziet\u00e0, perch\u00e9 occorrerebbe un&#8217;interminabile eternit\u00e0 per cominciare a scandagliare le profondit\u00e0 dell&#8217;Amore Divino. Dio \u00e8 Amore, e l&#8217;amore \u00e8 ci\u00f2 che desideriamo e di cui abbiamo bisogno. Amore \u00e8 il nostro destino.<\/em><\/p>\n<p>Il punto \u00e8 proprio questo: qualsiasi amore terreno pu\u00f2 esserci tolto: o dall&#8217;incostanza della persona amata, o da una forza esterna e inesorabile, in particolare dalla morte. In tal caso, l&#8217;anima resta come mutilata: sente che le \u00e8 stato strappato via qualcosa d&#8217;infinitamente prezioso e non riesce a darsene pace. E nondimeno, anche se sappiamo che ogni cosa amabile pu\u00f2 esserci tolta, noi la cerchiamo, la bramiamo e, se riusciamo a raggiungerla, ci attacchiamo ad essa come se ci\u00f2 dovesse durare per sempre e resistere a qualsiasi ostacolo. E invece, quanto \u00e8 fragile la natura umana! Basta ad esempio una grave forma depressiva, non diagnosticata e non curata per tempo; basta un incidente che menomi l&#8217;intelligenza, una banale caduta dalle scale, o un errore di guida recandosi al lavoro; basta una malattia come il morbo di Alzheimer: e l&#8217;amore di quella persona ci sar\u00e0 tolto per sempre, insieme a tutto ci\u00f2 che di essa abbiamo amato e giudicato amabile. Certo, si pu\u00f2, anzi si deve rimanere fedeli alla promessa d&#8217;amore: ma l&#8217;amore in se stesso non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, vi si \u00e8 sostituita la piet\u00e0, o il sentimento del dovere; per continuare ad amare quella persona, ormai irriconoscibile, bisogna ingannare se stessi e continuare a vederla com&#8217;era un tempo, com&#8217;era <em>prima<\/em>. Ecco allora che l&#8217;anima, una volta compresa questa verit\u00e0 fondamentale, la caducit\u00e0 di ogni ente, comincia a rivolgersi nella direzione giusta: verso l&#8217;amore che non sfiorisce, n\u00e9 s&#8217;interrompe; verso la pienezza che non delude mai; verso l&#8217;essere che non riceve l&#8217;esistenza da altri, ma la possiede da se stesso, e che perci\u00f2 \u00e8 in grado d&#8217;irradiarci sempre, d&#8217;illuminarci sempre, di riscaldarci sempre, di consolarci sempre. Allora, e solo allora, comprendiamo la vera natura dei nostri amori precedenti, quelli terreni: non erano altro che dei tentativi esitanti, dei riflesso e delle approssimazioni, molto limitate e imperfette, del solo, vero, grande Amore che regna su tutto e che tutti chiama a S\u00e9. Amando quella certa persona, noi abbiamo cercato, inconsciamente, l&#8217;Amore divino, cos\u00ec come l&#8217;uomo adulto, amando una certa donna, cerca inconsciamente l&#8217;amore della sola donna che lo ha amato incondizionatamente, fin da prima che nascesse: sua madre. Ebbene, Dio \u00e8 colui che ci ha amati da prima che fossimo concepiti e ci amer\u00e0 per sempre, fino all&#8217;ultimo, purch\u00e9 noi Glielo permettiamo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E qual cosa v&#8217;era che mi dilettasse se non l&#8217;amare e l&#8217;essere amato?, si domandava sant&#8217;Agostino rievocando gli anni della sua infanzia e adolescenza (Confessioni, II,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117],"class_list":["post-28829","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28829","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28829"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28829\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28829"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28829"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28829"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}