{"id":28828,"date":"2019-07-10T10:59:00","date_gmt":"2019-07-10T10:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/07\/10\/si-deve-ripartire-dai-seminari-e-dalle-famiglie\/"},"modified":"2019-07-10T10:59:00","modified_gmt":"2019-07-10T10:59:00","slug":"si-deve-ripartire-dai-seminari-e-dalle-famiglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/07\/10\/si-deve-ripartire-dai-seminari-e-dalle-famiglie\/","title":{"rendered":"Si deve ripartire dai seminari e dalle famiglie"},"content":{"rendered":"<p>La crisi della Chiesa \u00e8 esplosa con la crisi del clero e da l\u00ec si \u00e8 trasmessa all&#8217;insieme dei credenti; dunque, per prima cosa bisognerebbe intervenire sul clero per tentare di riformarlo. I luoghi nei quali si dovrebbe agire sono due: i seminari e la famiglia. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che i seminari, essendo il luogo di formazione dei sacerdoti, necessitano di una riforma radicale: sorti con il Concilio di Trento per dare alla Chiesa dei sacerdoti ben preparati sotto ogni punto di vista, intellettuale, spirituale, morale, si sono trasformati nell&#8217;esatto contrario, luoghi dove si perde la fede in Cristo e si diventa seguaci della sociologia, della psicologia, della teologia della liberazione e di cento eresie, da quelle di Rahner a quelle di Enzo Bianchi; e, quel che \u00e8 peggio, dove s&#8217;impara a deridere e disprezzare millenovecento anni di Magistero e di sana pastorale. Se oggi i preti non vanno pi\u00f9 a benedire le case e le famiglie, non \u00e8 solo perch\u00e9 sono pochi e non hanno tempo, ma perch\u00e9 non credono all&#8217;efficacia reale della benedizione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo; e perch\u00e9, peggio ancora, considerano ci\u00f2 alla stregua di una superstizione. E se sulle loro labbra spunta un sorrisetto d&#8217;ironia quando, nella conversazione, salta fuori l&#8217;argomento del soprannaturale, o quello del diavolo e delle possessioni, non \u00e8 solo per ignoranza e superbia intellettuale, ma perch\u00e9 \u00e8 stato insegnato loro a non credere a quelle cose, o a non considerarle importanti. E se rimproverano le donne della parrocchia che vengono a portare i fiori freschi, ogni giorno, per decorare l&#8217;altare della Santa Vergine Maria; se le prendono in giro; se dicono loro che l&#8217;azione concreta di carit\u00e0 verso il prossimo vale pi\u00f9 di cento Rosari e di mille pellegrinaggi a Lourdes o a Fatima, non \u00e8 solo per mancanza di sensibilit\u00e0 umana e per zelo di buone opere mal riposto e privo di discernimento, ma perch\u00e9 i loro professori, in seminario, a suo tempo li hanno educati a quel modo. A considerare perdita di tempo la preghiera, l&#8217;adorazione, ogni forma visibile di devozione ai Santi e alla Madonna; e che la sola cosa importante \u00e8 la <em>chiesa in uscita<\/em> (non ce la facciamo proprio a scriverla con la lettera maiuscola, la mano si rifiuta di obbedire), la chiesa dei poveri, la pastorale di strada, l&#8217;accoglienza ai migranti, e cos\u00ec via. \u00c8 da l\u00ec che vengono fuori le manifestazioni di disprezzo della spiritualit\u00e0 e di sopravvalutazione degli atti materiali; \u00e8 da l\u00ec che viene fuori la moda di trasformare chiese e basiliche in sale da pranzo e dormitori (quando ci sarebbero migliaia di locali inutilizzati da destinare a tali cose). Ed \u00e8 ancora da l\u00ec che vengono gesti blasfemi, come quello di David Maria Turoldo che spezza in pubblico la coroncina del Rosario e la getta a terra; o atteggiamenti politici travestiti da carit\u00e0, come il giovane prete che sale a bordo della nave di Casarini per raccogliere migranti sulle coste della Libia e scaricarli nei porti di casa nostra, con l&#8217;alto patrocinio del suo vescovo.<\/p>\n<p>\u00c8 da l\u00ec che vengono i preti come don Olivero, che sopprimono il <em>Credo<\/em> durante la santa Messa, affermando di non crederci; o come don Farinella, che abolisce la santa Messa di Natale per solidariet\u00e0 con i migranti; o come don Carrega, che tiene corsi di educazione all&#8217;affettivit\u00e0 (cristiani? cattolici?) per le coppie gay; come don Scquizzato, che si augura di vedere abolita al pi\u00f9 presto una preghiera brutta e diseducativa come l&#8217;<em>Atto di dolore<\/em>; come quel prete del Goriziano che fa da testimone di &quot;nozze&quot; a un capo scout che si sposa, in municipio, con un uomo, e critica il suo parroco che non \u00e8 d&#8217;accordo, col risultato che quest&#8217;ultimo, alla fine, viene trasferito d&#8217;autorit\u00e0 dal suo arcivescovo; come quel prete di Palermo che invita una coppia di donne lesbiche a presentarsi ai fedeli, durante la santa Messa, sull&#8217;altare, e le indica come esempio di vero amore, non senza auspicare che la Chiesa si adegui al pi\u00f9 presto all&#8217;indirizzo della legislazione civile e che santifichi anch&#8217;essa, con il Sacramento del matrimonio, quelle bellissime unioni. E siccome i preti poi diventano vescovi, \u00e8 da l\u00ec che i vescovi imparano a celebrare il Sacrificio eucaristico con l&#8217;ananas al posto del pane, fra uno stuolo di danzatrici ind\u00f9 che celebrano il dio Siva &#8212; una incarnazione del demonio &#8211; davanti all&#8217;altare, per far vedere quanto sono multiculturali e dialoganti, come il vescovo di Rodez (Francia); o ad esporre dei Crocifissi capovolti nelle loro chiese, destinandoli a orologi, o anche delle rane crocifisse &#8212; chiaro simbolo satanico -, nonch\u00e9 a pavoneggiarsi con casuale di plastica trasparente, per sfogare tutto il loro narcisismo, come in quel di Innsbruck; o a mettere a disposizione e le loro chiese e cattedrali per allestire spettacoli di musica e ballo in favore del transessualismo e far s\u00ec che artisti ispirati dal Maligno possano esibirsi sotto le volte, l\u00e0 dove si celebra il mistero della Presenza Reale di Cristo, come a Santo Stefano a Vienna; e cos\u00ec via. Potremmo seguitare per pagine e pagine: alla galleria degli abusi e degli orrori non manca pi\u00f9 nulla, eppure si arricchisce ogni giorno di qualche nuovo episodio.<\/p>\n<p>Abbiamo parlato con parecchi sacerdoti e tutti ci hanno detto la stessa cosa: a partire dagli anni del Concilio, nei seminari \u00e8 avvenuta una rivoluzione, che, non percepita all&#8217;esterno, fra i laici, nel giro di qualche anno ha cominciato a dare i suoi frutti velenosi. Ai giovani seminaristi, quelli che erano rimasti &#8212; perch\u00e9 \u00e8 da allora che incomincia l&#8217;esodo, e oggi moltissime diocesi non hanno pi\u00f9 uno straccio di seminario, perch\u00e9 non hanno quattro vocazioni in tutto (a proposito di locali vuoti e inutilizzati&#8230;), e se per caso ne hanno, inviano quei giovani altrove e mettono insieme dei &quot;seminari interdiocesani&quot; che raggruppano tre o quattro diocesi diverse &#8211; si \u00e8 smesso di far lezione sulla teologia di san Tommaso d&#8217;Aquino, anzi si \u00e8 proprio smesso di fare teologia, e la si \u00e8 sostituita con corsi sull&#8217;ateismo, corsi sull&#8217;azione sociale, corsi sui problemi dei migranti, eccetera. I professori, in molti casi, hanno smesso di presentarsi con la dovuta autorevolezza; hanno aperto alla didattica delle battute umoristiche, degli scherzi di dubbio gusto; hanno fatto a gara coi loro studenti nel mostrarsi perplessi e confusi davanti alla realt\u00e0 odierna. In certi seminari, i giovani studenti si son sentiti dire dal loro insegnante: <em>Non chiedetemi cosa vuol dire essere prete e come si fa a diventarlo, perch\u00e9 non ne ho la minima idea<\/em>. Carino, vero? Credevano, probabilmente di essere accattivanti, di stimolare i giovani a darsi da fare in prima persona: di fatto, hanno distrutto quelle poche certezze che avevano spunto quei giovani a rispondere alla chiamata religiosa. Anche nelle scuole laiche si sono verificati episodi del genere, ma nei seminari si \u00e8 toccato e oltrepassato il ridicolo e lo sconcio. Ve lo immaginate un professore di latino, o di matematica, o di filosofia, dire ai suoi studenti, il primo giorno di lezione: <em>Non chiedetemi a cosa serve il latino, a cosa serve la matematica o perch\u00e9 si studia la filosofia, perch\u00e9 non ne ho la pi\u00f9 pallida idea<\/em>? Certo, qualche risatina, qualche strizzatina d&#8217;occhi ci saranno di sicuro; ma quale utilit\u00e0 didattica potr\u00e0 avere un tal modo di porsi? E quali frutti dar\u00e0 una tale svilimento della loro disciplina, da parte degli stessi professori? Nei seminari, ripetiamo, si \u00e8 andati anche oltre: si \u00e8 giunti al dileggio e allo sberleffo della tradizione, alla parodia del sacro; si \u00e8 giunti a festeggiare il Carnevale indossando i paramenti liturgici solenni, e ci\u00f2 sotto lo sguardo divertito dei professori. Che cosa si voleva trasmettere, con simili atteggiamenti? Evidentemente, il disprezzo e l&#8217;odio per ci\u00f2 che la Chiesa \u00e8 stata per secoli e secoli; l&#8217;odio e il disprezzo per la &quot;vecchia&quot; figura del prete, quell&#8217;omino buffo e anacronistico, che se ne andava in giro con la talare lunga fino ai piedi, e che dedicava gran parte del suo tempo a cose inutili, o secondarie, come recitare i Vespri e il Rosario, o all&#8217;Adorazione Eucaristia, o a confessare le anime. Figuriamoci, tutte quelle ore chiuso nel buio del confessionale, quando ci sarebbero tante cose da fare, l\u00e0 fuori, nel mondo: ospitare dei migranti in canonica; organizzare corsi di affettivit\u00e0 per gli invertiti; coinvolgere i giovani nel dialogo multiculturale e inter-religioso, facendo venire i protestanti della comunit\u00e0 di Taiz\u00e9 e facendo la Comunone tutti insieme, allegramente e disinvoltamente, cos\u00ec da far capire ai giovani, una volta per tutte, come dice il signor Bergoglio che <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>.<\/p>\n<p>N\u00e9 a queste cose si \u00e8 limitata la contro-pedagogia e la contro-iniziazione attuata nei seminari cattolici a partire dal Concilio Vaticano II. La cosa pi\u00f9 grave \u00e8 che si \u00e8 fatta passare l&#8217;idea che ogni sacerdote decide da s\u00e9 cosa \u00e8 buono e giusto fare o dire in ogni campo, dalla liturgia alla pastorale, e perfino alla dottrina. Si sono incoraggiati i seminaristi a regolarsi secondo le circostanze, a inventarsi qualcosa che incontri il gradimento dei fedeli, a saltare riti e tradizioni per andare al nocciolo delle cose: cio\u00e8 per metter su quel famoso, o famigerato, ospedale da campo, nel quale, come dice Bergoglio, si curano le ferite delle persone: senza ombra, non diciamo di dottrina cattolica e di spirito cristiano, ma anche solo di una qualunque forma di spiritualit\u00e0. Fare, fare, fare; pregare non importa, adorare \u00e8 una perdita di tempo; fare, agitarsi, correre di qua e di l\u00e0: ma soprattutto non chiedere consigli, n\u00e9 permessi. Cosa fa un bravo medico, in un ospedale da campo: si chiede forse, sotto il rombo del cannone, se possiede le competenze necessarie per amputare una gamba, per ricucire un braccio? No: taglia, cuce, osa, rischia, anche senza disinfettati, anche senza infermieri, anche con le mani sporche: perch\u00e9 l&#8217;importante \u00e8 fare, non fermarsi a riflettere; fare perch\u00e9 il lavoro \u00e8 tanto e le chiacchiere stanno a zero. Ed \u00e8 cos\u00ec che i futuri sacerdoti si sentono autorizzati, anzi, si sentono spronati e stimolati a improvvisare ciascuno la sua pastorale, ciascuno la sua liturgia; senza chiedersi se ci\u00f2 sia buono, senza tener conto delle norme stabilite, senza domandare il permesso ad alcuno. Autorizzare una processione del dio Ganesha, quello dalla testa d&#8217;elefante, dentro la propria chiesa? Ma certo; perch\u00e9 no? Non si dice sempre che la chiesa deve essere accogliente, che deve essere inclusiva, che deve dialogare con tutti? E non ha sottoscritto, il sedicente papa, un solenne documento, insieme agli islamici, nel quale si afferma che \u00e8 Dio stesso a volere l&#8217;esistenza delle diverse religioni? Certo, si rischia di andar fuori dal seminato, di tradire la dottrina. Ma cos&#8217;\u00e8 mai questa dottrina? La legge \u00e8 fatta per l&#8217;uomo e non l&#8217;uomo per la legge, dicono questi nuovi professori nei seminari; e cos\u00ec anche la dottrina \u00e8 fatta per gli uomini e non gli uomini per la dottrina. Dunque, una riforma dei seminari dovrebbe partire da una bonifica radicale di tutte queste cose. Molti lamentano che i seminari son diventati troppo pochi; noi pensiamo invece che siano troppi. A che serve un &quot;seminario&quot; dove s&#8217;insegnano tali eresie e tali stupidaggini? \u00c8 meglio che ce ne siamo ancora di meno, che ce ne siano pochissimi, ma che in quei pochissimi operino dei professori come si deve e regni lo spirito autentico del cattolicesimo. Lo spirito di sempre, di Trento, del Vaticano I, di san Pio X, di Leone XIII, di Pio XII; lo spirito che ha fatto grande la Chiesa e ha dato luce e conforto a generazioni di credenti.<\/p>\n<p>Tuttavia i seminari, non scordiamolo mai, sono solo il luogo di formazione dei futuri sacerdoti; le vocazioni alla vita religiosa sorgono prima, e sorgono nelle famiglie. \u00c8 nelle famiglie che i bambini, gli adolescenti, incominciano a interrogarsi se Dio, per caso, non li stia chiamano alla vita sacerdotale. E qual \u00e8 lo stato di salute delle famiglie cattoliche, oggi? Una cosa \u00e8 certa: come ci vogliono dei seminari adeguati, cos\u00ec ci vogliono delle famiglie dove la fede cattolica sia qualche cosa, sia un orientamento interiore che ispira la vita, e non una facciata senza sostanza, non parole e formule esteriori &#8212; e spesso nemmeno quelle. Certo, vocazioni alla vita religiosa \u00e8 difficile che sorgano nelle famiglie arcobaleno o come le si voglia chiamare. L&#8217;esempio dei genitori, il loro stile di vita, la loro spiritualit\u00e0, la loro coerenza, la loro concordia nell&#8217;educazione dei figli e il reciproco amore e rispetto: queste cose sono indispensabili perch\u00e9 un bambino o un adolescente incominci a farsi quella tale domanda. Per sentire la chiamata di Dio, bisogna che veda nella vita dei suoi genitori cosa vuol dire prendere Dio sul serio, cosa vuol dire fare del Vangelo la base della propria esistenza. Ce ne sono ancora, famiglie cos\u00ec? Noi crediamo di s\u00ec. \u00c8 di moda essere pessimisti; ma quel che noi abbiamo visto, nel corso di tanti anni d&#8217;insegnamento, \u00e8 che la maggior parte delle famiglie italiane, oggi, specie in provincia, sono fondamentalmente sane. Attanagliate da cento problemi e difficolt\u00e0, anche di natura economica; per\u00f2 moralmente e spiritualmente sane. Certo, i pessimi esempi e le distruttive teorie della modernit\u00e0 stanno cominciando ad insinuarsi, come il serpente che striscia nell&#8217;erba del giardino; per\u00f2 la situazione \u00e8 migliore di quel che non si creda. Ci\u00f2 di cui vi \u00e8 bisogno, sono le guide. C&#8217;\u00e8 bisogno che i preti tornino a fare i preti, e non gli operatori sociali; e che i genitori tornino a fare i genitori, e non gli amici dei loro figli. C&#8217;\u00e8 bisogno che ciascuno si assuma la propria responsabilit\u00e0; e che gli adulti la smettano di eludere le proprie, scaricando sui giovani delle responsabilit\u00e0 alle quali non sono preparati, perch\u00e9 non hanno avuto n\u00e9 gli insegnamenti, n\u00e9 soprattutto gli esempi necessari ad affrontarle. E perch\u00e9 tutto questo avvenga, c&#8217;\u00e8 bisogno di preghiera. Dobbiamo farci passare i fumi della sbornia modernista, dimenticare l&#8217;orribile stagione dell&#8217;anarchismo liturgico e pastorale, della confusione dottrinale eretta a sistema. I cristiani devono smetterla di voler piacer al mondo, e convincersi che, se piacciono al mondo, allora non sono pi\u00f9 dei veri cristiani. Quante volte Ges\u00f9 ha detto e ribadito questo concetto! Ha forse promesso ai suoi seguaci l&#8217;applauso delle folle? Al contrario: ha profetizzato incomprensioni e persecuzioni. Ma di ci\u00f2, un vero cattolico deve andar fiero. Se dispiace al modo, <em>allora<\/em> piace a Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi della Chiesa \u00e8 esplosa con la crisi del clero e da l\u00ec si \u00e8 trasmessa all&#8217;insieme dei credenti; dunque, per prima cosa bisognerebbe intervenire<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,236,242],"class_list":["post-28828","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-sacerdozio","tag-santa-messa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28828","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28828"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28828\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28828"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28828"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28828"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}