{"id":28826,"date":"2018-10-05T04:23:00","date_gmt":"2018-10-05T04:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/10\/05\/si-deve-pagare-la-colpa-di-essere-normali\/"},"modified":"2018-10-05T04:23:00","modified_gmt":"2018-10-05T04:23:00","slug":"si-deve-pagare-la-colpa-di-essere-normali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/10\/05\/si-deve-pagare-la-colpa-di-essere-normali\/","title":{"rendered":"Si deve pagare la colpa di essere normali?"},"content":{"rendered":"<p>Le minoranze aggressive, interne ed esterne alla nostra societ\u00e0, hanno lanciato un&#8217;offensiva senza precedenti &#8211; in realt\u00e0, ispirate e manovrate dall&#8217;alto, mediante una regia occulta &#8212; contro l&#8217;universo delle persone normali, in effetti largamente maggioritario, ma sottoposto a un fuoco di fila di pressioni, di ricatti e di veti incrociati, allo scopo di farle sentire in colpa per il fatto di esistere, e di esistere cos\u00ec come sono, e in tal modo strappar loro quote crescenti di sovranit\u00e0 e di etica sociale. In altre parole, le minoranze aggressive e politicizzate vogliono riscrivere sia il <em>nomos<\/em>, sia l&#8217;<em>ethos<\/em>, e ci stanno riuscendo perfettamente, servendosi principalmente dello strumento del ricatto morale. Se una persona viene indotta a vergognarsi di esistere, di essere sfacciatamente &quot;fortunata&quot; a godere di vantaggi rispetto ad altre persone, vantaggi che vengono presentati assurdamente come dei privilegi, allora si pu\u00f2 ottenere qualsiasi concessione, qualsiasi capitolazione da lei. Se si provoca in lei un senso di colpa per il fatto di avere due gambe e due braccia, nei confronti di quelli che non le hanno, o ne hanno una sola; per il fatto di avere la vista o l&#8217;udito, mentre c&#8217;\u00e8 chi non ha l&#8217;uno n\u00e9 l&#8217;altro; o per il fatto di possedere una casa e un lavoro, mentre il suo vicino non li ha (senza andar tanto per il sottile a sviscerare se quel vicino, per caso, non ha mai avuto voglia di lavorare, ma preferisce vivere a scrocco della societ\u00e0), allora il gioco \u00e8 fatto: quella persona sar\u00e0 indotta ad accondiscendere a qualsiasi richiesta atta a risarcire l&#8217;altro per l&#8217;ingiusta situazione di vantaggio di cui gode. \u00c8 un meccanismo psicologico simile a quello generato dal debito pubblico, ovviamente se questo viene presentato in un certo modo, cio\u00e8 come una colpa individuale e collettiva: se si riesce a convincere un popolo intero che deve sentirsi in colpa perch\u00e9, fino ad ora, si \u00e8 preso il lusso di vivere al si sopra dei suoi mezzi, si otterr\u00e0 che quel popolo si sottometta a tutte le scelte politiche del suo governo per ripagare quel debito a chi attualmente lo finanzia: e quanto pi\u00f9 sar\u00e0 forte il senso di colpa che si riesce a instillare nella gente, tanto meno quella gente si prender\u00e0 lo sfizio di andare a vedere attraverso quali meccanismi, precisamente, il suo governo sta agendo per ripagare il debito. Per esempio, la gente non far\u00e0 caso se le aste, con le quali vengono messi in vendita i buoni e i titoli dello Stato, sono fatte in modo che l&#8217;operazione risulti vantaggiosa per lo Stato, cio\u00e8 per i cittadini-debitori, oppure per le banche italiane e straniere, il che \u00e8 tutto un altro discorso. E cos\u00ec, di fatto, le banche aumentano la loro ricchezza speculando sull&#8217;acquisto dei buoni e dei titoli di Stato, la cui vendita vien fatta con modalit\u00e0 che le avvantaggiano, ma penalizzano i cittadini; e quanto pi\u00f9 quello Stato \u00e8 indebitato, tanto pi\u00f9 ci speculano sopra: vale a dire che pi\u00f9 si ha debito, pi\u00f9 si devono pagare interessi sul debito, secondo la logica perversa per cui la finanzia alimenta se stessa e i poveri trasferiscono i loro stipendi, le loro pensioni e i loro risparmi ai ricchi, che si arricchiscono sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ora, tornando al nostro discorso, se sia l&#8217;<em>ethos<\/em> che il <em>nomos<\/em> stabiliscono che le persone normali sono permanentemente debitrici di qualcosa verso le altre, chiamiamole svantaggiate, \u00e8 chiaro che il fatto stesso della normalit\u00e0 diventa una colpa, e che non esiste risarcimento che risulti proporzionato, vita natural durante &#8212; e forse nemmeno dopo, a sentire le omelie di certi preti di sinistra e gli sproloqui di certi teologi progressisti, carichi di rancore nei confronti dei &quot;privilegiati&quot; che hanno fatto la bella vita in questo mondo, e che dovranno espiare la loro colpa di privilegiati anche nell&#8217;altro. Noi sappiamo da dove viene questo rancore: \u00e8 quello di matrice comunista e sessantottina, che un tempo si rivolgeva contro i &quot;padroni&quot;, contro i &quot;capitalisti&quot;, mentre ora, curiosamente i padroni e i capitalisti non ci sono pi\u00f9, anzi, i Benetton e i Soros son diventati i compagni di strada, i Calenda e di De Benedetti sono diventati i membri pi\u00f9 influenti dei partiti di sinistra, ma in compenso tutto quel rancore non \u00e8 stato esorcizzato, semplicemente \u00e8 stato re-indirizzato contro un nuovo nemico: i populisti, i sovranisti, i &quot;fascisti&quot;, e, naturalmente, conto i pi\u00f9 orribili di tutti, i &quot;razzisti&quot;, cio\u00e8 quei poveri pensionati che non arrivano alla fine del mese, quei disoccupati che non hanno speranza di trovare un lavoro, e che, mentre si arrabattano con immensa fatica per arrivare alla fine del mese, devono vedersela con un esercito di spacciatori marocchini, di prostitute nigeriane, di rapinatori albanesi e di stupratori di varia provenienza, n\u00e9 sono sicuri, tornando a cada dalla spesa, di non trovare l&#8217;appartamento occupato da una famiglia di rom, giudice consenziente e forze dell&#8217;ordine impotenti, perch\u00e9, poverini, quelli hanno dei bambini, e non si possono mica gettar le creature sulla strada, perdio, non siamo dei selvaggi e neanche dei cuori di pietra, una coscienza ce l&#8217;abbiamo, e spezzare il pane e stringersi a tavola per aggiungere un posto a favore di chi \u00e8 bisognoso, \u00e8 un elementare principio di giustizia. Un principio talmente forte da far perdere di vista i veri bisognosi, quelli che avevamo da sempre sotto gli occhi, perch\u00e9 erano i nostri vicini di casa: ma vuoi mettere con i disperati&quot; che sono &quot;fuggiti&quot; da &quot;guerra e fame&quot;, come recita incessantemente il mantra dei nostri giornalisti, e hanno rischiato la vita sui barconi? Quelli s\u00ec, che sono dei veri bisognosi; dunque, \u00e8 giusto avere per loro un occhio di riguardo. Anche se, per fare quel viaggio, hanno pagato qualcosa come quattro, sei, o anche ottomila dollari: il che attesta come non fossero poi cos\u00ec poveri e neppure tanto disperati&#8230;<\/p>\n<p>Prevediamo gi\u00e0 l&#8217;inevitabile obiezione dei signori buonisti e dei sostenitori dei diritti civili a senso unico: chi ci crediamo di essere, per dare agli uni la patente di &quot;normali&quot; e agli altri, implicitamente, quella di &quot;anormali&quot;? Essi contestano l&#8217;idea stessa di normalit\u00e0; la normalit\u00e0, dicono, \u00e8 un&#8217;astrazione: in effetti, ciascuno \u00e8 portatore di una sua specificit\u00e0, di una sua identit\u00e0, unica e irripetibile, quindi \u00e8 assurdo voler stabilire che cosa sia la norma. Questa obiezione, che sembra, a prima vista, pressoch\u00e9 inoppugnabile, e che \u00e8 letteralmente la base del politicamente corretto, oggi imperante e imperversante, merita una risposta articolata. Per prima cosa, si tratta di mostrare l&#8217;ipocrisia da cui essa nasce; per seconda, di mostrare la sua inconsistenza, sia teorica che pratica. Primo punto: l&#8217;ipocrisia. Noi diciamo che \u00e8 ipocrita qualcuno che predica una certa cosa, ma lo fa in cattiva coscienza, cio\u00e8 avendo di mira ben altro da ci\u00f2 che dice, e che non esita a fare tutto il contrario di ci\u00f2 che pretende dagli altri. Ebbene: costoro affermano che la normalit\u00e0 non esiste, perch\u00e9 siamo tutti diversi, e quindi tutti uguali nell&#8217;esercizio dei diritti, i quali poi consisterebbero nell&#8217;esplicazione di tali diversit\u00e0. Ma se siamo tutti diversi, allora lo sono anche i cosiddetti &quot;normali&quot;: anch&#8217;essi, singolarmente presi, meritano il rispetto di ci\u00f2 che sono, tanto quanto gli altri. Loro, invece, i fautori delle minoranze aggressive e politicizzate, rivendicando la loro &quot;diversit\u00e0&quot;, pretendono un trattamento di favore; per\u00f2, nello stesso tempo, negano che la diversit\u00e0 sia qualcosa di anormale, negano di avere qualcosa di realmente &quot;diverso&quot;: rivendicano, insomma, di essere tanto &quot;normali&quot; quanto qualsiasi altro. Prendiamo il disegno di legge Scalfarotto, titolo breve: contrasto all&#8217;omofobia e alla transfobia. Esso prevede che una persona omosessuale o transessuale, se si sente offesa o discriminata per la sua condizione, pu\u00f2 rivalersi sporgendo querela e chiedendo un indennizzo alla controparte. Cio\u00e8, da un lato queste persone non accettano di essere considerate &quot;diverse&quot;, dall&#8217;altro, per\u00f2, pretendono che la legge prenda le loro difese in ogni caso, accettando per buona una loro &quot;sensazione&quot; di essere state offese o discriminate. Ora, \u00e8 ipocrita rivendicare di essere come tutti gli altri, e poi chiedere un trattamento speciale davanti alla legge. Stesso discorso per il femminismo: le femministe rivendicano l&#8217;assoluta uguaglianza della donna e dell&#8217;uomo davanti alla legge; per\u00f2 vogliono anche le &quot;quote rosa&quot; in parlamento, perch\u00e9 pretendono di avere una percentuale di donne assicurata nel governo del Paese. Tuttavia se si sentono di valere quanto qualsiasi maschio, non si capisce perch\u00e9 dovrebbero pretendere un tale trattamento di favore. Se vogliono essere agevolate, allora non ritengono di valere quanto un maschio, perch\u00e9 in tal caso accetterebbero di confrontarsi ad armi pari. E adesso passiamo alla seconda parte della nostra contro-deduzione: mostrare l&#8217;inconsistenza delle rivendicazioni di genere, o di etnia, o di censo, o perfino di handicap. Tali rivendicazioni sono in se stesse contraddittorie e velleitarie: per esempio, \u00e8 contraddittorio negare che le razze esistano, e che sia lecito dare giudizi in merito, e poi infliggere alla maggioranza degli abitanti di una data societ\u00e0 un trattamento discriminatorio. \u00c8 discriminatorio, per esempio, pretendere che i genitori italiani di un bambino che frequenta l&#8217;asilo presentino l&#8217;ISEE per aver accesso alla tariffa agevolata nel servizio della mensa scolastica, e dispensarne i genitori stranieri (i quali, magari, hanno un patrimonio superiore a quello apparente, perch\u00e9, nel loro Paese di provenienza, possiedono un patrimonio del tutto sconosciuto al fisco italiano). Ed \u00e8 non solo discriminatorio, ma si configura come un vero e proprio razzismo all&#8217;incontrario, come un auto-razzismo, il fatto che, se un sindaco vuol ripristinare una situazione di equit\u00e0 e di legalit\u00e0, e chieda anche a quei genitori stranieri il certificato relativo al loro reddito, i giornali progressisti e le televisioni progressiste &#8212; cio\u00e8 il 99% dell&#8217;informazione &#8212; sollevino la questione come se un sindaco razzista e senza cuore volesse lasciare affamati i bambini stranieri, mentre i bambini italiani mangiano a saziet\u00e0 sotto il loro naso. E se una ragazza con la gamba di plastica vuole concorrere alle finali di Miss Italia, ella pretende di essere giudicata bella quanto le altre, bella nel senso in cui si giudica &quot;bella&quot; una partecipante ai concorsi di bellezza; non le dispiace, per\u00f2, guadagnare voti da parte di una giuria o di un pubblico i quali si commuovono davanti alla sua disgrazia, ma guai a dirlo! No: lei \u00e8 &quot;normale&quot;, come chiunque altra; e se arriva in finale, appunto, eliminando altre ragazze che hanno la sua stessa bellezza, e hanno anche entrambe le gambe, lei pretende che ci\u00f2 sia avvenuto indipendentemente dal fatto che ha una gamba di plastica. \u00c8 contraddittorio usare a proprio vantaggio una situazione di difformit\u00e0 dalla norma, e al tempo stesso negare che una difformit\u00e0 esista. Allo stesso modo, i genitori di un ragazzino caratteriale e violento, che picchia i compagni a scuola, e perfino le maestre, esercitano il diritto di far frequentare la scuola pubblica al loro figlio, e se ne infischiano se ci\u00f2 erode quel diritto ai suoi venti compagni di classe, sottoposti a maltrattamenti e terrore quotidiano. Conosciamo personalmente situazioni in cui dei genitori siffatti vanno a protestare dal dirigente scolastico, alzando la voce, perch\u00e9 la sventurata maestra di turno, che ha dovuto recarsi al pronto soccorso per farsi dare dei punti dopo essere stata presa a morsi, non \u00e8 stata sufficientemente attenta e sensibile verso il loro pargoletto: alzano la voce e non si sognano di chiedere scusa per il male che lui infligge agli altri. Di una situazione di svantaggio e di anormalit\u00e0, che merita rispetto, essi si fanno forti per tenere sotto ricatto tutti gli altri, e per pretendere un trattamento di favore, senza neanche ammettere che esso \u00e8 tale. Non parliamo poi di risultati scolastici, di compiti, di verifiche didattiche, di studio e d&#8217;impegno, perch\u00e9, con simili premesse, guai anche solo ad accennare che anche quel bambino, nei limiti delle sue possibilit\u00e0, \u00e8 tenuto a fare il suo dovere di studente, come tutti gli altri. Insomma: lui \u00e8 come tutti gli altri, e anche pi\u00f9 di tutti gli altri, quanto all&#8217;esercizio di diritti sempre pi\u00f9 dispotici; ma \u00e8 diverso quando si tratta di rispettare doveri e di assumere responsabilit\u00e0, lui o chi per lui, cio\u00e8 i suoi genitori. Due pesi e due misure, che queste minoranze aggressive esercitano nei confronti della societ\u00e0: vogliono avere una posizione di vantaggio che le risarcisca di una supposta ingiustizia originaria, ma non ammettono che una diversit\u00e0 esista, liquidando il discorso sulla diversit\u00e0 col dire che siamo tutti diversi.<\/p>\n<p>S\u00ec, siamo tutti diversi, ma c&#8217;\u00e8 chi \u00e8 diverso nella norma e chi \u00e8 diverso fuori della norma. La norma non \u00e8 la stessa cosa dell&#8217;uguaglianza: la norma \u00e8 ci\u00f2 che risulta compatibile con la sopravvivenza, la sicurezza e il bene dell&#8217;intera societ\u00e0. Chi esce dalla norma, per un motivo o per l&#8217;altro, merita rispetto e anche aiuto, a condizione che lui, o chi risponde per lui, si sottoponga alla sua parte di doveri e di rispetto delle regole: le regole scaturiscono dalla norma, tanto \u00e8 vero che si chiamano &quot;normativa&quot;. La norma stabilisce i limiti della compatibilit\u00e0: ci\u00f2 che \u00e8 fuori della norma pu\u00f2 essere incompatibile con la societ\u00e0, oppure pu\u00f2 essere compatibile, ma solo adottando talune strategie che attenuino le situazioni di contrasto e di tensione. Un islamico fondamentalista, trapiantato in Italia, non pu\u00f2 pretendere che sua moglie se ne vada per la strada indossando il burqa, che la rende non identificabile, perch\u00e9 ci\u00f2 va contro la legge, oltre che contro il costume del Paese ospitante. Le minoranze hanno diritto al rispetto delle loro specificit\u00e0 e quindi della loro diversit\u00e0, ma sempre entro dei limiti: quelli fissati dalla normativa, cio\u00e8 dalla legge in primo luogo, dall&#8217;usanza in secondo luogo. Chi si adatta a questa compresenza di diritti e doveri, pu\u00f2 integrarsi; chi non l&#8217;accetta, non vuole integrarsi e ci\u00f2 lo dovrebbe escludere automaticamente. La presenza di persone che pretendono l&#8217;esercizio di diritti, ma negano l&#8217;osservanza dei relativi doveri, genera uno squilibrio sempre pi\u00f9 grave, che finir\u00e0 per condurre la societ\u00e0 all&#8217;implosione. Una societ\u00e0 si regge sul fatto che diritti e doveri, norma e diversit\u00e0, maggioranza e minoranze, raggiungano un equilibrio sulla base di un patto normativo sia teorico, la legge, sia pratico, il costume. Altrimenti, si sfascia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le minoranze aggressive, interne ed esterne alla nostra societ\u00e0, hanno lanciato un&#8217;offensiva senza precedenti &#8211; in realt\u00e0, ispirate e manovrate dall&#8217;alto, mediante una regia occulta &#8212;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-28826","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28826","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28826"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28826\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28826"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28826"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28826"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}