{"id":28818,"date":"2010-02-16T08:58:00","date_gmt":"2010-02-16T08:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/02\/16\/shambhala-linafferrabile-la-risplendente-va-cercata-nelle-profondita-dellanima\/"},"modified":"2010-02-16T08:58:00","modified_gmt":"2010-02-16T08:58:00","slug":"shambhala-linafferrabile-la-risplendente-va-cercata-nelle-profondita-dellanima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/02\/16\/shambhala-linafferrabile-la-risplendente-va-cercata-nelle-profondita-dellanima\/","title":{"rendered":"Shambhala l\u2019inafferrabile, la risplendente va cercata nelle profondit\u00e0 dell\u2019anima"},"content":{"rendered":"<p>Nella cultura occidentale, il mito di Shambhala \u00e8 antico di mille anni (usiamo la parola &quot;mito&quot; nel significato alto della parola, come in Platone, per indicare non qualcosa di fittizio, ma una verit\u00e0 che non pu\u00f2 essere compresa e trasmessa con il solo Logos razionale).<\/p>\n<p>Il primo europeo che part\u00ec alla sua ricerca fu il monaco slavo Serghej, che, nel 987, era stato incaricato dal principe di Kiev,Vladimir il Grande di trovarla, dopo averne conosciuto l&#8217;esistenza in un antico manoscritto conservato nel monastero di Monte Athos, in Grecia. La sua spedizione si perdette nelle nebbie dell&#8217;Asia sconosciuta e non se ne seppe pi\u00f9 nulla. Ma pi\u00f9 di mezzo secolo dopo, nel 1043, giunse a Kiev un vecchio monaco che diceva di essere Serghej, e raccont\u00f2 una storia quasi incredibile: dopo tre anni di viaggio, e dopo aver perduto tutti gli altri membri della carovana, egli era giunto davvero in una valle meravigliosa, abitata da uomini saggi e pacifici, ricchi di conoscenze avanzatissime e solleciti del bene dell&#8217;umanit\u00e0, pur essendo fermamente decisi a tenersi appartati dal mondo esterno.<\/p>\n<p>Ogni anno, solamente sette pellegrini venivano accolti a Shambhala, ospitati in una vastissima rete di grotte e gallerie sotterranee, ricca di biblioteche e di musei che accolgono l&#8217;intera storia del genere umano, e istruiti spiritualmente, oltre che sul piano scientifico. Alla fine, sei di essi venivano rimandati nel mondo, per trasmettere agli uomini i segreti spirituali che avevano appreso e vivificarne l&#8217;atmosfera, minacciata dalle ombre dell&#8217;avidit\u00e0, dell&#8217;ignoranza, della violenza; il settimo rimaneva per sempre, accolto come un abitante di quel Regno nascosto, per completarvi il proprio processo di evoluzione interiore.<\/p>\n<p>Nei primi decenni del XX secolo, il viaggiatore russo Nicholas Roerich, filosofo, pittore, ricercatore spirituale, ha condotto una serie di viaggi quanto mai minuziosi nelle pieghe pi\u00f9 nascoste dell&#8217;Asia centrale, fra i Monti Altai e la catena dell&#8217;Himalaia, sempre alla ricerca degli accessi al Regno sotterraneo di Shambhala (in sanscrito, &quot;regno di pace, di tranquillit\u00e0, di felicit\u00e0&quot;) o di Agarthi (in tibetano, &quot;l&#8217;inafferrabile, l&#8217;inaccessibile&quot;), raccogliendo numerosi indizi della sua esistenza, ma nessuna prova decisiva e, soprattutto, senza riuscire a penetrarvi.<\/p>\n<p>Meno ancora ebbero successo i tentativi organizzati dalla Societ\u00e0 Ahnenherbe nazista, in particolare la spedizione del 1938-39 guidata dalla SS Ernest Sch\u00e4fer, un biologo e zoologo che aveva precedenti esperienze di viaggi esplorativi in Cina, il quale giunse a firmare con il Panchen Lama di Lhasa un trattato ufficiale di amicizia fra il Tibet e il Terzo Reich (in seguito al quale venne forse formato un battaglione di SS tibetane che avrebbe partecipato anche alla battaglia finale per la difesa di Berlino, nel 1945).<\/p>\n<p>Mille anni, dunque: dal monaco Serghej al nazista Sch\u00e4fer, numerose sono state le spedizioni occidentali, europee e americane, a volte anche cinesi, che si sono succedute alla ricerca del Regno degli uomini i saggi, i quali avrebbero deciso di trasferirsi nelle loro dimore sotterranee molto tempo fa, allorch\u00e9 ritennero che non vi fossero pi\u00f9 le condizioni per coltivare la civilt\u00e0 sulla superficie terrestre, a causa delle guerre e della generale inconsapevolezza spirituale sempre pi\u00f9 diffuse tra gli uomini.<\/p>\n<p>Anche lo scrittore e viaggiatore polacco Ferdinand Ossendovskij ne parla nel suo famoso libro \u00abBestie, uomini, dei\u00bb, in una celebre pagina ove descrive la dimora segreta del Re del Mondo che, nelle profondit\u00e0 dell&#8217;Asia centrale, medita e prega per il bene dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Da parte sua, il filosofo Ren\u00e9 Gu\u00e9non ha dedicato uno dei suoi studi pi\u00f9 conosciuti al grande pubblico, \u00abIl Re del Mondo\u00bb, proprio a tale soggetto; anche se l&#8217;identificazione di Shambhala con Agarthi, e di entrambi questi luoghi con la sede del Re del Mondo, \u00e8 controversa, dato che il mito di Shambhala si colloca nel contesto del Buddhismo, quello di Agarthi (o Agartha), invece, prevalentemente in quello dell&#8217;Induismo. Inoltre, si tratta di tradizioni che fluttuano in una vastissima area geografica che, dall&#8217;India settentrionale e dal Tibet, arriva fino al Deserto del Gobi, nella Mongolia Esterna.<\/p>\n<p>Che cosa pensare di questi racconti, di queste ricerche, di queste spedizioni, che si susseguono un po&#8217; come quelle della mitica Eldorado o della inafferrabile Citt\u00e0 dei Cesari, ma su di un piano pi\u00f9 spiccatamente spirituale?<\/p>\n<p>Se non altro, essi attestano la tenace persistenza in Occidente di un mito molto antico, che sin intreccia, peraltro, con il mito della Terra Cava, reso popolare dallo scrittore Willis George Emerson, con il suo libro \u00abThe Smoky God\u00bb, nel1908; ma alla cui ricerca &#8211; come abbiamo visto &#8211; sono da tempo impegnati singoli studiosi e piccoli gruppi esoterici.<\/p>\n<p>Volendo, potremmo risalire indietro fino all&#8217;antichit\u00e0 classica, dato che, nella \u00abVita di Apollonio di Tiana\u00bb, il retore ateniese Flavio Filostrato (I secolo dopo Cristo) racconta di come Apollonio si fosse spinto in una terra al di l\u00e0 dell&#8217;Himalaia, ove avrebbe conosciuto una societ\u00e0 di uomini saggi e sapientissimi, le cui conoscenze lo avevano lasciato sbalordito e profondamente ammirato, e che potremmo identificare proprio con Shambhala ed Agarthi.<\/p>\n<p>N\u00e9 si deve pensare che si tratti solamente di un mito occidentale, perch\u00e9 &#8211; lo ripetiamo &#8211; la credenza e la venerazione nei confronti di Shambhala ha le sue antiche radici nella cultura buddhista e, in particolare, nel \u00abKalachakra Tantra\u00bb e nei testi della cultura Zhang Zung, quest&#8217;ultima anteriore all&#8217;arrivo del Buddhismo nel Tibet.<\/p>\n<p>Secondo una tradizione, il \u00abKalachakra Tantra\u00bb sarebbe stato insegnato da Buddha medesimo al re Suchandra; secondo un&#8217;altra tradizione, sarebbe stato Dharmakirti, un filosofo vissuto intorno al VII secolo nell&#8217;India meridionale, a trasmetterlo al maestro buddhista Atisha.<\/p>\n<p>A nostro avviso, la ricerca di Shambhala, cos\u00ec come la prospettano quasi tutti gli studiosi occidentali &#8211; sia che ne sostengano l&#8217;esistenza, sia che la neghino &#8211; \u00e8 un classico esempio di quell&#8217;approccio grossolano, materiale, inadeguato, con cui la nostra cultura si pone generalmente di fronte alle realt\u00e0 spirituali, un po&#8217; come fa nel caso della demonologia e del&#8217;angelologia; ma anche &#8211; in un ambito diverso &#8211; in quello di taluni fenomeni mistici e supernormali, per non parlare di quelli relativi all&#8217;ufologia o alla criptozoologia.<\/p>\n<p>Secondo la cultura occidentale moderna &#8211; meccanicista, dualista, cartesiana &#8211; una cosa o \u00e8 materiale, o \u00e8 spirituale: o \u00e8 \u00abres cogitans\u00bb, o \u00e8 \u00abres extensa\u00bb; \u00abtertium non datur\u00bb. Secondo questo modo di vedere, Shambhala o esiste materialmente, o non esiste affatto; o se ne trovano gli accessi e vi si pu\u00f2 penetrare, vederla, fotografarla, cartografarla, o \u00e8 una leggenda e magari peggio, un&#8217;impostura. Al massimo, le persone che si credono libere dal condizionamento materialista se la cavano affermando che solo agli individui moralmente degni \u00e8 concesso di entrarvi, mentre agli altri essa si tiene celata. Ma questa, diciamolo, \u00e8 la classica soluzione di compromesso, che &#8211; pur avendo una patina di spiritualit\u00e0 &#8211; non soddisfa veramente nessuno.<\/p>\n<p>Ci sembra molto pi\u00f9 giusto, e intellettualmente pi\u00f9 onesto, riconoscere che pensare l&#8217;esistenza di Shambhala in termini materiali sarebbe non solo impossibile &#8211; nell&#8217;epoca della fotografia aerea e dei satelliti spia, capaci di condurre una minuziosa ricognizione di ogni singolo metro quadrato della superficie terrestre -, ma anche del tutto incongrua dal punto di vista mistico e spirituale, nel cui orizzonte il mito \u00e8 nato e si \u00e8 conservato fino ad oggi. Sarebbe come sostenere l&#8217;esistenza materiale del Paradiso e dell&#8217;Inferno: una totale assurdit\u00e0 e un completo non-senso.<\/p>\n<p>Shambhala, proprio perch\u00e9 &quot;inafferrabile&quot;, non \u00e8 in un luogo geografico; con buona pace di coloro i quali pensano di aggirare il problema invocando lo spostamento dei Poli terrestri e sostenendo che, anticamente, il Polo Nord terrestre era in corrispondenza di essa, che, perci\u00f2, sorgeva prossimit\u00e0 del vertice dell&#8217;Axis mundi.<\/p>\n<p>Tale spostamento pu\u00f2 anche essersi verificato e pu\u00f2 darsi che, un tempo, il Polo Nord corrispondesse al Monte Meru della tradizione induista e, di conseguenza, alla sede sotterranea del Re del Mondo, la cui vigilanza e le cui preghiere preservano l&#8217;equilibrio spirituale dell&#8217;umanit\u00e0, cos\u00ec come quel luogo sacro preserva l&#8217;equilibrio materiale del pianeta. Tuttavia, non bisogna confondere i due piani di realt\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;idea centrale di Shambhala \u00e8 un&#8217;idea di natura prettamente spirituale e religiosa e non ha niente a che fare con la storia, con la geografia o con le esplorazioni scientifiche. Nessuno la potr\u00e0 mai vedere con gli occhi del corpo, nessuno la potr\u00e0 fotografare. Questo non significa che essa non esista: esiste, ma non nella dimensione fisica grossolana. Shambhala, l&#8217;inafferrabile, \u00e8 al centro della nostra anima; e, ai pochissimi capaci di compiere un simile viaggio interiore, \u00e8 riservato l&#8217;immenso privilegio di entrarvi e di godere della sua armonia.<\/p>\n<p>Quegli uomini saggi che in essa dimorano, esistono realmente. Noi non sappiamo se Helena Petrovna Blavatsky abbia davvero comunicato con loro, come sosteneva nei suoi libri, \u00abIside svelata\u00bb e \u00abLa dottrina segreta\u00bb; cos\u00ec come non sappiamo se ci\u00f2 sia accaduto ad altri teosofi, antroposofi o a qualsiasi altro seguace di svariate scuole esoteriche. Non siamo neppure in grado di dire se tali uomini vivano nella dimensione del presente o del passato, cos\u00ec come \u00e8 difficile trovare le categorie mentali e linguistiche per descrivere il piano di realt\u00e0 in cui si collocano figure di santi immortali come Babaij, il grande Maestro indiano, fra i cui discepoli si annoverano personalit\u00e0 luminose, come quelle di Sri Yukteswar o di Paramahansa Yogananda, che tanto hanno influenzato anche il mondo contemporaneo.<\/p>\n<p>Ha scritto Pietro Verni nel suo libro \u00abLa dimora del Re del Mondo\u00bb (Milano, Moizzi Editore, 1977, p. 99):<\/p>\n<p>\u00abIl genere umano conserva nella sua memoria collettiva il ricordo di una Terra Santa, di una Terra d&#8217;Immortalit\u00e0, di una Terra dei Beati, di un luogo in cui si sarebbe conservata la Tradizione Primordiale dell&#8217;Umanit\u00e0, la Tradizione di quel mondo in cui tutti gli uomini vivevano una condizione diversa da quella attuale, il ricordo di quell&#8217;epoca che viene generalmente definita Et\u00e0 dell&#8217;Oro.<\/p>\n<p>I miti tradizionali e quelli dei popoli arcaici parlano di un mondo, di un luogo nascosto , di un Centro Supremo in cui vivono da millenni uomini che non conobbero il dramma della caduta e che conservano le antiche modalit\u00e0 d&#8217;essere dell&#8217;umanit\u00e0 perfetta delle origini. Secondo il pensiero tradizionale, secondo molti miti arcaici, non tutti gli uomini dell&#8217;Et\u00e0 dell&#8217;Oro perirono nel cataclisma che ne segn\u00f2 la fine, alcuni scomparirono, si ritirarono in un luogo occulto.<\/p>\n<p>Si passa dunque dal ricordo dell&#8217;epoca aurea alla credenza in un regno metafisico, in un universo trascendente nascosto all&#8217;umanit\u00e0 profana che per\u00f2 manterrebbe con esso dei contatti tramite i Grandi Iniziati, le leggi dei legislatori primordiali, e tutti coloro che in diversi modi conservano dei legami con questa sede occulta. \u00c8 il mito universale di un essere chiamato Re dei Re, o Signore dell&#8217;Universo, o Re del Mondo e del suo misterioso reame.\u00bb<\/p>\n<p>Ora, lo spostamento del mito di Shambhala dal piano del ricordo storico a quello della credenza metafisica testimonia precisamente il progressivo allontanamento dell&#8217;umanit\u00e0 dal piano della consapevolezza spirituale a quello del Logos.<\/p>\n<p>Da quando si \u00e8 stabilita l&#8217;arrogante signoria del pensiero strumentale e calcolante, \u00e8 diventato necessario esprimere i concetti in termini di rigorosa separazione tra spirito e materia; e, in questo senso, \u00e8 divenuto necessario parlare di Shambhala come di una realt\u00e0 immateriale e trascendente. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che la tradizione relativa a Shambhala, cos\u00ec come altri miti di significato affine, non giacciono su un piano di realt\u00e0 immateriale, ma extra-materiale; e li si pu\u00f2 definire &quot;spirituali&quot; solo a patto di precisare che, in essi, la dimensione immanente non \u00e8 negata, ma oltrepassata, cos\u00ec come la realt\u00e0 del corpo non \u00e8 negata, ma trascesa da quella dell&#8217;anima, mentre non sarebbe mai possibile il processo inverso.<\/p>\n<p>In altre parole, il linguaggio e i concetti ad esso sottesi hanno dovuto adattarsi alle condizioni di una umanit\u00e0 decaduta, che ha smarrito la propria unit\u00e0 spirituale originaria e che balbetta in maniera goffa e imprecisa la propria nostalgia dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Per dirla con le parole di un insigne studioso italiano, El\u00e9mire Zolla, noi siamo pervasi da quella che si pu\u00f2 definire \u00abl&#8217;umana nostalgia dell&#8217;infinito\u00bb; ovvero la nostalgia dell&#8217;interezza, poich\u00e9 noi siamo una scheggia dell&#8217;infinito, una scintilla dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>E il mito di Shambhala, l&#8217;inafferrabile, \u00e8 un modo di esprimere questo concetto: che in noi alberga l&#8217;infinito, e che il luogo della saggezza, della pace, dell&#8217;amore, lo dobbiamo trovare innanzitutto nella nostra anima, per saperlo poi riconoscere anche nella realt\u00e0 esterna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella cultura occidentale, il mito di Shambhala \u00e8 antico di mille anni (usiamo la parola &quot;mito&quot; nel significato alto della parola, come in Platone, per indicare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30152,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[67],"tags":[110,221],"class_list":["post-28818","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-esoterismo-e-occultismo","tag-civilta","tag-platone"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-esoterismo-e-occultismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28818","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28818"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28818\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30152"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28818"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28818"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28818"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}