{"id":28809,"date":"2012-02-29T10:11:00","date_gmt":"2012-02-29T10:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/29\/sfogliando-una-vecchia-antologia\/"},"modified":"2012-02-29T10:11:00","modified_gmt":"2012-02-29T10:11:00","slug":"sfogliando-una-vecchia-antologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/29\/sfogliando-una-vecchia-antologia\/","title":{"rendered":"Sfogliando una vecchia antologia"},"content":{"rendered":"<p>Sfogliando una vecchia antologia letteraria per\u00a0 le scuole medie, diciamo degli anni &#8217;50 o anche &#8217;60 del secolo passato, alcune differenze balzano evidenti rispetto a quelle oggi adoperate dagli studenti.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 di genere tipografico: allora le antologie erano immancabilmente rilegate e con\u00a0una robustissima\u00a0copertina cartonata, mentre oggi sono in brossura e con la copertina leggera, generalmente plastificata; erano anche di formato pi\u00f9 piccolo e, quindi, pi\u00f9 maneggevoli; e la carta, un po&#8217; giallina, non era bella, n\u00e9 di primissima qualit\u00e0: era anche pi\u00f9 sottile, ma difficilmente le pagine si strappavano, perch\u00e9 erano ben protette dalla copertina e dallo steso formato del volume, agile e compatto.<\/p>\n<p>Allora, del resto, si andava a scuola con i libri legati mediante una cinghia, per cui i libri dovevano essere robusti e maneggevoli: non venivano riposti entro uno zainetto accessoriato e quasi tecnologico di fibra sintetica; e molti studenti dovevano fare un lungo viaggio, magari in bicicletta\u00a0o in corriera, per recarsi alla scuola pi\u00f9 vicina. Perci\u00f2 i libri erano generalmente pi\u00f9 leggeri, anche quelli con un notevole numero di pagine: la carta pi\u00f9 leggera consentiva questo risultato, cui oggi si cerca di arrivare sdoppiando il libro in due, tre o pi\u00f9 volumetti separati: con gran vantaggio per l&#8217;editore, che riesce a guadagnare assai di pi\u00f9 che da un volume unico, ma non delle tasche del consumatore.<\/p>\n<p>In breve, l&#8217;oggetto-libro era fatto per durare, esattamente come lo erano gli oggetti dell&#8217;arredamento domestico o i capi di abbigliamento, e non per essere usato e consumato in fretta; n\u00e9 le case editrici si sognavano di pubblicare una nuova edizione ogni tre o quattro anni, introducendo modifiche puramente esteriori, al solo scopo di impedire che il libro potesse passare dalle mani del fratello maggiore a quelle del fratello minore e di costringere le famiglie a ritenere inutilizzabile il libro del primo.<\/p>\n<p>Era una societ\u00e0 basata sul risparmio, dove i mobili erano fabbricati per durare una vita e dove le giacche, i maglioni e le camicie passavano di padre in figlio o, almeno, da un fratello all&#8217;altro; e dove la produzione non era concepita in funzione del ricambio continuo, ma della durata sul medio e lungo periodo, dagli orologi ai frigoriferi.\u00a0La moda non dettava ancora legge in modo tirannico, almeno presso i ceti popolari e la piccola borghesia; e, soprattutto, non veniva cambiata appositamente ogni anno dai padroni dei marchi, per indurre le persone a mettere da parte oggetti ancora in ottimo stato, solo per adeguarsi continuamente e supinamente ai suoi umori e ai suoi capricci, pilotati ad arte.<\/p>\n<p>La seconda cosa che balza evidente dal confronto fra le vecchie le nuove antologie, prima ancora di leggere qualche pagina delle prime, \u00e8 che l&#8217;antologia di qualche decennio fa si presentava in veste piuttosto dimessa: le illustrazioni a colori erano scelte con cura e consistevano, in genere, di riproduzioni di significative opere d&#8217;arte; ma erano poche, molto poche, inserite in apposite pagine fuori testo di carta lucida; una decina al massimo su un migliaio di pagine. Illustrazioni in banco e nero, poi, non ve n&#8217;erano affatto: il testo era interamente costituito dalla parola scritta, in bei caratteri chiari e nitidi, con molta cura dei particolari. Niente fronzoli, niente orpelli, niente svolazzi: quelle novecento o mille pagine erano tutte dense e succose, concentrate al massimo, dalla prima all&#8217;ultima.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra differenza che balza evidente \u00e8 la grande semplicit\u00e0 dell&#8217;impostazione e la notevole chiarezza espositiva delle vecchie antologie. Le letture, in prosa e in versi, erano raggruppate per argomenti, e l&#8217;indice permetteva di trovarle a colpo sicuro, in un batter d&#8217;occhio: niente percorsi tematici interdisciplinari pi\u00f9 o meno cervellotici, niente schemini riepilogativi, niente grafici e riquadri e arzigogoli di tipo labirintico, nei quali ci si smarrisce prima ancora d&#8217;aver capito come si fa ad entrarvi; perfino le note a pie&#8217; di pagina erano sobrie ed essenziali, giusto l&#8217;indispensabile per chiarire un dubbio, un concetto. Per il resto, lo studente era sollecitato a fare un uso frequente del vocabolario: era lui che doveva recarsi alla montagna, non la montagna del sapere a doversi continuamente inchinare davanti ad ogni sua anche minima incertezza.<\/p>\n<p>Quanto agli argomenti delle letture: niente problemi di attualit\u00e0 (che dopo tre o quattro anni appaiono gi\u00e0 ridicolmente datati), niente sociologia e psicologia e psicanalisi, niente ideologie politiche di destra o di sinistra, niente ipertesti e romanzi nel romanzo e mescolanza di verit\u00e0 e di menzogna e flusso di coscienza e monologo interiore e via sproloquiando e delirando; niente fantascienza, niente horror, niente polizieschi, niente pagine di giornali, niente reportage da vicino o da lontano.<\/p>\n<p>In compenso, il mondo della fantasia, delle leggende, delle fiabe; il mondo delle piante, degli animali e l&#8217;incanto della natura; l&#8217;avvicendarsi delle quattro stagioni (quando erano ancora quattro e non due); la fede e il divino; l&#8217;arte e la scienza; la patria e la famiglia; il mondo del lavoro; i viaggi e le avventure; e l&#8217;angolo del buon umore, ovvero dell&#8217;umorismo.<\/p>\n<p>Argomenti troppo ingenui, troppo lontani dalla realt\u00e0 di ogni giorno, e, soprattutto, argomenti subdolamente ideologici, proprio nella loro pretesa di non fare ideologia dichiarata? Argomenti melensi, artificiosi, retorici? Pu\u00f2 darsi: per\u00f2 argomenti solidi, sostanziosi, ricchissimi di spunti di riflessione; e, a ben guardare, pi\u00f9 vicini alla realt\u00e0 del giovane lettore di quanto non si creda. Per fare un solo esempio, cosa c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 concreto, di pi\u00f9 vicino alla vita del ragazzo e alla sua sensibilit\u00e0, che guidarlo ad osservare il mondo della natura, anche nei suoi aspetti pi\u00f9 umili, attraverso le continue trasformazioni stagionali?<\/p>\n<p>Le antologie di oggi, senza rendersene conto, finiscono per fornire allo studente la pappa bella e pronta: non gli si chiede di pensare, ma di conoscere tante cose, di familiarizzarsi con tanti paroloni; invece di offrirgli gli strumenti per riflettere, gli si presenta il prodotto concettuale gi\u00e0 bello preparato, masticato e digerito: al poveretto non resta pi\u00f9 altra fatica, con rispetto parlando, che quella di evacuarlo.<\/p>\n<p>Anche la parte dedicata alle esercitazioni didattiche, se pure c&#8217;era, era estremamente stringata, quasi spartana: qualche breve domanda, ampia, precisa e soprattutto chiara; non c&#8217;erano pagine e pagine di domande con le risposte multiple, in cui lo studente deve segnare una crocetta sulla casellina giusta; queste americanate ancora non avevano preso piede, grazie al Cielo: gli autori del libro non pretendevano di sostituirsi ai professori, n\u00e9 si permettevano di trattarli da minorati, incapaci di svolgere il proprio lavoro con un briciolo d&#8217;iniziativa e di personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Il professore guidava la lettura dei brani, aiutava i ragazzi a comprenderne il senso: poi dava loro un bel riassunto da fare: e cos\u00ec si rendeva conto, infallibilmente, se avevano capito o no. Nel frattempo gli studenti facevano esercizio di scrittura, un esercizio costante ed esigente: e imparavano a scrivere come Dio comanda. Con le risposte a quiz di oggi, uno studente pu\u00f2 prendere il massimo punteggio anche se non sarebbe in grado di scrivere nemmeno cinque righe senza fare qualche strafalcione di ortografia o di grammatica, senza scordarsi di far concordare il soggetto con il verbo, nel genere o nel numero.<\/p>\n<p>Insomma l&#8217;antologia di un tempo era uno strumento; uno strumento utile, utilissimo: ma sempre uno strumento. Veniva maneggiata con cura, perch\u00e9 era un concentrato di saggezza e di buon gusto: ma non veniva sopravvalutata, non diventava il centro della lezione, ma solo occasione. Non si scambiava il dito per la luna, n\u00e9 il contenitore per il contenuto.<\/p>\n<p>Gli autori erano selezionati non tanto secondo il criterio della &quot;modernit\u00e0&quot;, ma secondo quello del bello scrivere: ed era una scelta didattica sensata. Da un bravo scrittore si pu\u00f2 sempre imparare, si pu\u00f2 sempre prendere lo spunto per riflettere, anche se l&#8217;argomento trattato sia, in apparenza, minimalista, o addirittura futile; da un cattivo scrittore, come tanti che oggi vanno per la maggiore e che sono stati adottati dalle antologie scolastiche col criterio degli indici di gradimento, il giovane lettore non ha proprio niente da imparare: vede riprodotti ed elevati al rango di letteratura i suoi modi pasticciati di esprimersi, il suo misto di gergo e d&#8217;italiano, il suo pressapochismo linguistico, la sua fretta espressiva, la sua povert\u00e0 sintattica e lessicale, la sua pigrizia intellettuale.<\/p>\n<p>E poi, i valori. Quei testi, scelti dagli scrittori e dai poeti italiani e stranieri degli ultimi due secoli, erano ricchi di anima: toccavano le corde dello spirito, parlavano della bont\u00e0 e del dovere, dello spirito di sacrificio, del valore dell&#8217;onest\u00e0, del rispetto per il prossimo e per la natura; parlavano di uomini e donne che si sono distinti e hanno offerto qualcosa all&#8217;umanit\u00e0, non solo nel campo del conoscere e del sapere, ma anche in quello del retto sentire, del retto volere, del retto operare. Parlavano perfino, pensa un po&#8217;, di Dio e della vita eterna.<\/p>\n<p>E scusate se \u00e8 poco.<\/p>\n<p>Invece di inetti sveviani in preda alla nevrosi e alla tentazione del suicidio; invece di antieroi pirandelliani che non sanno pi\u00f9 chi sono, n\u00e9 perch\u00e9 agiscono in un determinato modo; invece di elucubrazioni alla Joyce o di farneticazioni freudiane, le vecchie antologie offrivano (&quot;horribile dictu&quot;!) esempi positivi di uomini e donne che si sono sforzati e impegnati per dare un significato alla propria vita, magari cercando di diventare migliori e giovando al prossimo. E, se questa \u00e8 artificiosit\u00e0, allora evviva l&#8217;artificiosit\u00e0; se questa \u00e8 retorica, evviva la retorica: ma non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 di relativismo e nichilismo e pessimismo e paturnie d&#8217;ogni genere, isterismi, schizofrenie, perversioni sessuali e non, pulsioni incestuose e omosessualit\u00e0 latenti e conclamate (e magari sbandierate con orgoglio e con aggressivit\u00e0), delir\u00ee d&#8217;ogni specie e per ogni palato, quasi che un&#8217;antologia dovesse assomigliare il pi\u00f9 possibile ad un prontuario di tutte le malattie psichiche e morali concepibili e immaginabili.<\/p>\n<p>Era una didattica semplice, senza dubbio; quasi rudimentale, in confronto alle raffinatezze e alle sofisticherie dei nostri giorni.<\/p>\n<p>Ma &quot;semplice&quot; non vuol dire &quot;stupida&quot;; e quanto all&#8217;insegnare a ragionare, quando lo capiranno, coloro che realizzano le antologie odierne, che quello \u00e8 lavoro dell&#8217;insegnante, e che un buon brano d&#8217;autore \u00e8 sempre e comunque uno strumento validissimo, per\u00f2 uno strumento che rimane fatalmente sordo e muto, se non viene vivificato da una lezione intelligente, vivace, fresca di vita e di entusiasmo (ebbene s\u00ec, l&#8217;abbiamo pronunciata alfine, la parola proibita e politicamente scorrettissima: &quot;entusiasmo&quot;: perch\u00e9 senza entusiasmo qualunque sistema educativo \u00e8 morto prima ancora di incominciare a funzionare); e questo non lo far\u00e0 mai il libro, neanche il libro migliore di questo mondo, neanche se \u00e8 stampato su carta bellissima ed \u00e8 corredato da decine di meravigliose illustrazioni d&#8217;ogni sorta.<\/p>\n<p>Solo l&#8217;insegnante potr\u00e0 fare il miracolo, e solo nel vivo del rapporto educativo, non certo in astratto e dall&#8217;alto di chiss\u00e0 quale pretesa &quot;scienza dell&#8217;educazione&quot;, come oggi, pretenziosamente e un po&#8217; ridicolamente, si chiamata la cara, vecchia, eterna pedagogia.<\/p>\n<p>Passatismo, nostalgie, inutili rimpianti?<\/p>\n<p>Lo sappiamo benissimo che la societ\u00e0 \u00e8 cambiata (se sia cambiata in meglio, solo perch\u00e9 disponiamo di pi\u00f9 oggetti e di una tecnologia pi\u00f9 avanzata, questo \u00e8 un discorso che rimane aperto); quel che resta da vedere \u00e8 se una antologia scolastica debba sempre inseguire il nuovo, la moda, l&#8217;ultimo grido della modernit\u00e0, o se non debba piuttosto, gettando le proprie fondamenta sulla roccia della buona letteratura, offrire occasioni di stupore, di riflessione, di arricchimento e di crescita personale: insomma se debba fare essa il lavoro del professore o se debba farlo il professore, con il suo semplice supporto.<\/p>\n<p>\u00c8 compito della scuola inseguire le mode, o, al contrario, la scuola dovrebbe aiutare i giovani a rendersi liberi dalle mode, a pensare con la propria testa, a rendersi conto di quando li si vuole imbrogliare, rifilando loro cattiva letteratura &#8211; o cattivo cinema, o cattiva musica, o cattiva televisione -, vellicando le loro corde pi\u00f9 superficiali e accarezzando il loro conformismo latente, insomma cercando di manipolarli ne modo pi\u00f9 sfacciato?<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che non \u00e8 questo che vogliono fare le antologie dei nostri giorni, i professori dei nostri giorni, la scuola dei nostri giorni; anzi, al contrario, che essi vogliono abituare i giovani al pensiero critico, al dibattito, al confronto, alla tolleranza, alla democrazia, e, perch\u00e9 no, al multiculturalismo, al progressismo, all&#8217;antifascismo e a chiss\u00e0 quante altre cose. Sar\u00e0.<\/p>\n<p>Stando a quel che si vede in giro, per\u00f2, e stando anche a quel che si vede nelle aule scolastiche, l&#8217;impressione non \u00e8 precisamente questa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sfogliando una vecchia antologia letteraria per\u00a0 le scuole medie, diciamo degli anni &#8217;50 o anche &#8217;60 del secolo passato, alcune differenze balzano evidenti rispetto a quelle<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-28809","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28809","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28809"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28809\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28809"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28809"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28809"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}