{"id":28805,"date":"2008-12-04T10:28:00","date_gmt":"2008-12-04T10:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/12\/04\/sfogliando-il-libro-della-propria-vita-verso-le-pagine-bianche-fatte-di-puro-ascolto\/"},"modified":"2008-12-04T10:28:00","modified_gmt":"2008-12-04T10:28:00","slug":"sfogliando-il-libro-della-propria-vita-verso-le-pagine-bianche-fatte-di-puro-ascolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/12\/04\/sfogliando-il-libro-della-propria-vita-verso-le-pagine-bianche-fatte-di-puro-ascolto\/","title":{"rendered":"Sfogliando il libro della propria vita verso le pagine bianche, fatte di puro ascolto"},"content":{"rendered":"<p>Le ombre invernali scendono sul lago al tramonto, incendiando la superficie dell&#8217;acqua di un rosso sanguigno e facendo risaltare, per contrasto, la linea nera del canneto sulla riva e le sagome incombenti dei monti, che lo chiudono nel mistero della notte imminente.<\/p>\n<p>Fa freddo, soffia il vento e ogni forma di vita sembra essersi ritratta, scomparendo chiss\u00e0 dove. In realt\u00e0 si \u00e8 rifugiata negli anfratti pi\u00f9 riparati, nel calore delle tane, sotto la corteccia degli alberi, neri cunicoli scavati entro la terra.<\/p>\n<p>Rimpiattata nel buio, essa attende il gelo e la neve dei prossimi mesi, per poi esplorare timidamente la soglia dell&#8217;aria aperta, ai primi tepori primaverili.<\/p>\n<p>Per intanto, tace e attende, paziente.<\/p>\n<p>Ecco, ora l&#8217;ultimo raggio di luce \u00e8 scomparso e l&#8217;aria bruna inghiotte ogni cosa, spegnendo perfino il ricordo delle brevi ore di sole. Il d\u00ec si riduce, in queste valli ai piedi delle Alpi, ad avari intervalli di luce fra l&#8217;alba e il tramonto, sempre pi\u00f9 fugaci e sempre pi\u00f9 freddi.<\/p>\n<p>Rimane soltanto il mormorio del fiume che scende gi\u00f9 dalle rocce ed entra nel lago, prima di imboccare la valle che lo conduce dritto verso l&#8217;antico borgo di case in pietra, ai piedi del solenne santuario che pare sospeso nel vuoto, lass\u00f9, a mezza costa, affacciato come un nido d&#8217;aquila che solo a piedi, e con una lunga salita, \u00e8 dato raggiungere.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;ultima scaglia di luce si tuffa nell&#8217;acqua e la notte dilaga ed avvolge l&#8217;intero paesaggio, un senso di solitudine e quasi di sbigottimento si diffonde nell&#8217;animo: come un&#8217;eco lontana, forse, di ci\u00f2 che i nostri lontanissimi progenitori provarono quando videro avanzare le stesse ombre, lo stesso freddo invernale; quando videro tramontare il sole su quel mondo che, per essi, era ancora vergine e pieno di mistero, di minaccia e di prodigio.<\/p>\n<p>Come sempre, cercando un amico fidato nei momenti di malinconia o di pensosit\u00e0, apro il mio inseparabile Virgilio, dalle pagine ormai consumate per l&#8217;uso continuo e incessante; lo sfoglio e leggo a caso i primi versi che incontra lo sguardo: questi, bellissimi come tutti gli altri del sommo poeta latino (\u00abGeorgiche\u00bb, II, 315-42):<\/p>\n<p>\u00abNec tibi tam prudens quisquam persuadeat auctor<\/p>\n<p>tellurem borea rigidam spirante movere.<\/p>\n<p>Rura gelu tum claudit hiemps nec semine iacto<\/p>\n<p>concretum patitur radicem adfigere terrae.<\/p>\n<p>Optima vinetis satio, cum vere rubenti<\/p>\n<p>candida venit avis longis invisa colubris,<\/p>\n<p>prima vel autumni sub frigora, cum rapidus Sol<\/p>\n<p>nondum hiemem contingit equis, iam praeterit aestas.<\/p>\n<p>Ver adeo frondi nemorum, ver utile silvis;<\/p>\n<p>vere tument terrae et genitalia semina poscunt.<\/p>\n<p>Tum pater omnipotens fecundis imbribus Aether<\/p>\n<p>coniugis in gremium laetae descendit et omnis<\/p>\n<p>magnus alit magno commixtus corpore fetus.<\/p>\n<p>Avia tum resonant avibus virgulta canoris<\/p>\n<p>et Venerem certis repetunt armenta diebus;<\/p>\n<p>parturit almus ager zephyrique tepentibus auris<\/p>\n<p>laxant arva sinus; superat tener omnibus umor;<\/p>\n<p>inque novos soles audent se germina tuto<\/p>\n<p>credere, nec metuit surgentis pampinus austros<\/p>\n<p>aut actum caelo magnis aquilonibus imbrem,<\/p>\n<p>sed trudit gemmas et frondes explicat omnis.<\/p>\n<p>Non alios prima crescentis origine mundi<\/p>\n<p>inluxisse dies aliumve habuisse tenorem<\/p>\n<p>crediderim; ver illud erat, ver magnus agebat<\/p>\n<p>orbis et hibernis parcebant flatibus euri,<\/p>\n<p>cum primae lucem pecudes haussere virumque<\/p>\n<p>terrea progenies duris caput extulit arvis<\/p>\n<p>immissaeque ferae silvis et sidera caelo\u00bb.<\/p>\n<p>Versi che, nella traduzione italiana di Enzio Cetrangolo (in: Virgilio, \u00abTutte le opere\u00bb, Firenze, Sansoni, 1993, p. 160), suonano cos\u00ec:<\/p>\n<p>\u00abNessuno per quanto prudente ti spinga a toccare<\/p>\n<p>la terra gelata dal vento di B\u00f2rea: l&#8217;inverno<\/p>\n<p>chiude le zolle coi rigidi strati di ghiaccio<\/p>\n<p>e non lascia, dove gi\u00e0 la semenza fu sparsa,<\/p>\n<p>che affondi nel suolo la radice indurita.<\/p>\n<p>Il tempo di piantare le viti \u00e8 buono a primavera<\/p>\n<p>quando viene la bianca cicogna nemica dei serpi<\/p>\n<p>o d&#8217;autunno alle prime frescure quando i cavalli<\/p>\n<p>del Sole, rapiti dal fuoco, non hanno raggiunto<\/p>\n<p>ancora l&#8217;inverno e ormai l&#8217;estate \u00e8 passata.<\/p>\n<p>Ma primavera gli alberi, primavera le selve<\/p>\n<p>riveste di figlie; a primavera un&#8217;ansia nuova<\/p>\n<p>di vita riempie la terra. Allora l&#8217;Etere grande,<\/p>\n<p>padre antico del mondo, scende nel grembo<\/p>\n<p>con pioggia ferace ala sposa contenta e avvinto<\/p>\n<p>al grande suo corpo tutta di s\u00e9 la feconda<\/p>\n<p>immenso generatore. Allora un canto dii uccelli<\/p>\n<p>festoso risuona tra &#8216;l verde di macchie lontane<\/p>\n<p>e gli armenti aspettano i giorni d&#8217;amore;<\/p>\n<p>i campi aprono il seno al soffio di Zefiro,<\/p>\n<p>un alito umido scorre su l&#8217;erbe, ai nuovi<\/p>\n<p>raggi del sole i germi si affidano e il tralcio<\/p>\n<p>non teme il risveglio di Austro o il grande Aquilone<\/p>\n<p>che a turbine scaccia la pioggia dal cielo,<\/p>\n<p>ma tutte sporge le gemme e spiega le fronde.<\/p>\n<p>Cos\u00ec risplendevano i giorni del mondo nascente,<\/p>\n<p>era di questa dolcezza il primo respiro dell&#8217;aria;<\/p>\n<p>primavera fu quella, primavera portava la terra<\/p>\n<p>n\u00e9 forte come d&#8217;inverno l&#8217;Euro spirava<\/p>\n<p>quando i primi animali bevvero a gorghi la luce<\/p>\n<p>e la razza degli uomini dura lev\u00f2 il capo dal suolo<\/p>\n<p>e vide nei boschi le belve e in cielo le stelle.\u00bb<\/p>\n<p>Saggezza di Virgilio; umanit\u00e0 e profonda, inconfondibile <em>pietas<\/em> di Virgilio.<\/p>\n<p>Proprio come basta una sola nota d&#8217;organo o di clavicembalo per riconoscere immediatamente la divina armonia di Bach, cos\u00ec basta un solo verso per riconoscere la grazia incomparabile, la dolente e struggente bellezza della poesia di Virgilio; di pi\u00f9: la sua santit\u00e0, se santo \u00e8 colui che aspira con ogni sua fibra alla purezza dell&#8217;anima e alla fedelt\u00e0 verso il divino.<\/p>\n<p>E &#8211; come per Dante &#8211; i versi di Virgilio non finiscono mai di dire quel che hanno da dire; non concludono mai il loro messaggio, non esauriscono mai il loro significato: ma sempre, sempre si prestano a un secondo, un terzo, un decimo e un centesimo livello di lettura; sempre dischiudono un ulteriore orizzonte, come quando si alza la nebbia e un paesaggio sconosciuto ci si offre allo sguardo, quasi per magia.<\/p>\n<p>Non puoi lavorare la terra nell&#8217;aspra stagione invernale; non puoi forzare la zolla ad aprirsi per accogliere il seme, quando gi\u00e0 la morsa del ghiaccio l&#8217;afferra e la stringe. Ma verr\u00e0 la primavera, quando alberi e boschi si rivestiranno di foglie, quando un&#8217;ansia di vita nuova si spander\u00e0 gioiosamente sopra la terra: allora la zolla si aprir\u00e0, feconda, al lavoro dell&#8217;uomo, per dispensargli &#8211; madre generosa &#8211; i suoi frutti squisiti e abbondanti.<\/p>\n<p>S\u00ec, c&#8217;\u00e8 una saggezza profonda in questi versi; una saggezza che pu\u00f2 apparire evidente e perfino banale a una lettura distratta, mentre racchiude l&#8217;essenza stessa dell&#8217;arte di vivere: perch\u00e9 tale \u00e8 la saggezza del mondo rurale, della civilt\u00e0 contadina: sembra rozza ed elementare, mentre alberga in se stessa la saggezza medesima della terra, nostra nobile madre.<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse questo l&#8217;errore pi\u00f9 frequente che facciamo, nei nostri rapporti con noi stessi e con gli altri: quello di voler seminare quando non \u00e8 la stagione, e di voler raccogliere quando nessuna semente ha fecondato la zolla? Quello di non rispettare i tempi stabiliti dalle leggi dell&#8217;armonia cosmica, quello di volerli forzare, per avere le cose quando lo esigono i nostri capricci e le nostre incostanti, puerili pretese?<\/p>\n<p>Cos\u00ec come pretendiamo di avere la frutta e la verdura fuori stagione, perch\u00e9 siamo male abituati dai prodotti chimicamente trattati, che si vendono al supermercato: allo stesso modo noi pretendiamo di raccogliere attenzione, amore e amicizia, quando non \u00e8 venuto il momento, quando i tempi non sono maturi, quando il seme della fiducia non ha attecchito nel grembo dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>S\u00ec, questo facciamo, di continuo: pretendiamo &#8211; bambini capricciosi e viziati &#8211; che i sentimenti maturino prima del tempo; e ci irritiamo se, allungando la mano sui rami, non troviamo il frutto che ci eravamo aspettati.<\/p>\n<p>Non vogliamo aspettare che le cose maturino; malati di volontarismo, di decisionismo e, soprattutto, d&#8217;impazienza, vorremmo che ogni cosa si sottomettesse al nostro volere.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 solo una delle tante manifestazioni della nostra ignoranza, della nostra cecit\u00e0 e della nostra profonda disarmonia.<\/p>\n<p>Se fossimo in armonia con noi stessi e col mondo, sapremmo aspettare; ma no: siamo afflitti dalla nevrosi della fretta, dell&#8217;azione a ogni costo, dell&#8217;attivit\u00e0 compulsiva e frenetica. Ci \u00e8 stato detto &#8211; e noi lo abbiamo creduto &#8211; che le cose sono l\u00ec per essere afferrate, manipolate, lasciate e riprese di nuovo, secondo il nostro impulso del momento.<\/p>\n<p>Nossignori: ogni cosa ha il suo tempo; per ogni azione, c&#8217;\u00e8 il suo momento. E c&#8217;\u00e8 anche il momento della non-azione, dell&#8217;azione che non agisce: il <em>Wu wei<\/em> dei taoisti; c&#8217;\u00e8 anche il momento del silenzio, dell&#8217;apertura, dell&#8217;ascolto.<\/p>\n<p>Parliamo troppo e ascoltiamo troppo poco; agiamo troppo, incessantemente, senza nemmeno sapere perch\u00e9; e non abbiamo l&#8217;umilt\u00e0 e la fiducia di lasciare che le cose ci vengano incontro, ci scorrano sopra, ci plasmino, ci pervadano, ci trasfigurino.<\/p>\n<p>Ci crediamo Dio, e &#8211; in qualche parte del nostro ego smisurato &#8211; siamo convinti che, se non ci pensassimo noi, non ci penserebbe nessuno; che, se non agissimo, tutto andrebbe in malora; che, se non ci salvassimo con le nostre forze, non ci salverebbe nessuno.<\/p>\n<p>Siamo vittime di un delirio di onnipotenza.<\/p>\n<p>Non crediamo pi\u00f9 nella forza provvidenziale del Tutto, non ci abbandoniamo con gioia e gratitudine nel flusso dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>In breve, non abbiamo pi\u00f9 fiducia nella Grazia (cfr. specialmente i nostri precedenti articoli \u00abPossiamo contare solo su noi stessi per realizzare l&#8217;oltre uomo?\u00bb; \u00abL&#8217;amore di carit\u00e0 ispirato dalla Grazia \u00e8 il fulcro della nostra vita soprannaturale\u00bb; e \u00abVoltar le spalle alla Grazia: il peccato d&#8217;origine della modernit\u00e0\u00bb, tutti consultabili sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Cos\u00ec, dunque, sfogliamo velocemente, rabbiosamente, le pagine del libro della nostra vita, ben decisi a riempirle della nostra scrittura fitta, avida e impaziente. Pervasi da un autentico <em>&quot;horror vacui&quot;<\/em>, non intendiamo lasciare al caso una sola pagina, una sola riga.<\/p>\n<p>Ci sembrerebbe, se facessimo altrimenti, di perdere qualcosa, di rinunciare a qualcosa, di privarci di qualche cosa che \u00e8 nostro, che ci spetta di diritto.<\/p>\n<p>Poveri folli.<\/p>\n<p>Non comprendiamo, non vogliamo comprendere che il libro della nostra vita \u00e8 gi\u00e0 scritto; e che a noi non \u00e8 dato leggerlo, fino a quando non ne impareremo la scrittura.<\/p>\n<p>\u00c8 scritto in una lingua straniera, perch\u00e9 la mano che lo ha vergato non \u00e8 quella di una creatura umana; eppure, in qualche maniera misteriosa, noi potremmo leggerlo fin da ora, senza alcuna difficolt\u00e0, se ci ponessimo in un atteggiamento di umilt\u00e0, di ascolto, di apertura.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, anche se \u00e8 gi\u00e0 scritto, ci\u00f2 non significa che noi non siamo chiamati alla sua compilazione: e anche questo \u00e8 un mistero.<\/p>\n<p>Innanzitutto, noi possiamo dire: <em>no<\/em>; possiamo prendere il libro e gettarlo via, lontano, nell&#8217;acqua fangosa della pozzanghera.<\/p>\n<p>Oppure possiamo dire: <em>s\u00ec<\/em>; ma poi lasciarlo cadere, lasciarlo coprirsi di polvere, lasciarlo mangiare lentamente dalle tarme.<\/p>\n<p>Possiamo, al contrario, dire: <em>s\u00ec<\/em>, e lasciare che una forza benefica che scende dall&#8217;alto, ci guidi la mano e ci conduca, di riga in riga, fino all&#8217;ultima pagina, sostenendoci nei momenti di stanchezza e confortandoci nei momenti di dubbio.<\/p>\n<p>Infine possiamo dire: <em>s\u00ec<\/em>, e lasciare che le pagine bianche che ci stanno innanzi rimangano tali, mentre noi ci facciamo puro silenzio, puro ascolto, pura accettazione e puro abbandono fiducioso. Alla fine, quando avremo abbandonato ogni residuo di attaccamento al nostro piccolo Io e ogni malinteso senso di azione ad ogni costo, esse si riempiranno da sole, sotto la scrittura di una forza non umana, che scriver\u00e0 per noi.<\/p>\n<p>E tutto quel che dovremo fare, sar\u00e0 di assecondare quella forza, mano a mano che le pagine bianche si riempiranno e correranno verso la fine, verso l&#8217;ultima pagina &#8211; e oltre.<\/p>\n<p>Allora, in un lampo di luce, vedremo tutto, sapremo tutto, capiremo tutto.<\/p>\n<p>Allora, non ci saranno pi\u00f9 equivoci, incertezze, incomprensioni.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 come vedere il mondo per la prima volta, tale quale esso apparve per la prima volta, vestito di tutto il suo splendore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le ombre invernali scendono sul lago al tramonto, incendiando la superficie dell&#8217;acqua di un rosso sanguigno e facendo risaltare, per contrasto, la linea nera del canneto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-28805","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28805","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28805"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28805\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28805"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28805"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28805"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}