{"id":28804,"date":"2015-10-26T11:28:00","date_gmt":"2015-10-26T11:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/26\/sfiorato-dalle-tenebre-san-eymard\/"},"modified":"2015-10-26T11:28:00","modified_gmt":"2015-10-26T11:28:00","slug":"sfiorato-dalle-tenebre-san-eymard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/26\/sfiorato-dalle-tenebre-san-eymard\/","title":{"rendered":"Sfiorato dalle Tenebre (San Eymard)"},"content":{"rendered":"<p>Dall&#8217;Occitania pi\u00f9 remota e profonda, e precisamente da una cittadina di montagna chiamata La Mure (posto a quasi 900 metri d&#8217;altitudine sul mare e che conta, oggi, 5.300 anime), nel dipartimento dell&#8217;Is\u00e9re, che fa parte della regione Rodano-Alpi, viene uno dei santi pi\u00f9 grandi che il XX secolo ha regalato alla Francia, fondatore della Congregazione del Santissimo Sacramento e delle Ancelle del Santissimo Sacramento: Pierre-Julien Eymard, nato il 4 febbraio 1811 e morto, nel suo paese natale, il 1\u00b0 agosto 1868.<\/p>\n<p>Votatosi alla vita religiosa nonostante la contrariet\u00e0 del padre, consacrato sacerdote nel 1834, nel 1839 era entrato nella nascente Congregazione dei padri Maristi di Lione e in breve tempo era diventato il braccio destro del suo fondatore, padre Jean Claude Colin (1790-1875). Particolarmente devoto del Santissimo Sacramento, padre Eymard ebbe una intensa esperienza mistica durante un ritiro spirituale nel santuario di Fourvi\u00e8re, a Lione, nel 1851, dalla quale matur\u00f2 il fermo proposito di farsi missionario dell&#8217;Eucarestia, fondando, nel 1856, una propria Congregazione, dedicata appunto al Santissimo Sacramento, la quale ebbe fin dall&#8217;inizio l&#8217;approvazione del vescovo della sua diocesi, e poi, nel 1863, anche quella del papa, Pio IX.<\/p>\n<p>Ebbene: nella vita di San Eymard (canonizzato nel dicembre del 1962) vi sono, fin dall&#8217;infanzia, degli episodi misteriosi e inquietanti, che alludono ad una presenza incombente e minacciosa, avversa al percorso di crescita spirituale di questo grande figlio della Chiesa cattolica, dalla vita umile e poco appariscente: la presenza del Diavolo. Come, del resto, avviene per la vita di tanti altre anime sante. Se ne facciano una ragione gli intellettuali progressisti e modernisti, i quali sarebbero disposti, bont\u00e0 loro, ad accogliere, se non la religione cristiana, almeno la storia della cristianit\u00e0 nel salotto buono della cultura da loro rappresentata e ovunque dominante, laicista e irreligiosa: \u00e8 impossibile parlare dei santi senza parlare del sopranaturale e, pertanto, senza parlare di Dio e del Diavolo. E se ne facciano anche una ragione quei sedicenti cattolici, progressisti e modernisti anch&#8217;essi, i quali vorrebbero sbarazzare il campo dal soprannaturale (anche se non osano dirlo apertamente, o non del tutto) per conservare solo gli aspetti umani, visibili, e &#8212; naturalmente &#8211; ideologicamente orientati a sinistra, in modo da essere accolti in quei tali salotti e poter superare il loro complesso d&#8217;inferiorit\u00e0 nei confronti del &quot;mondo&quot;.<\/p>\n<p>Due episodi, in particolare, si sono verificati nell&#8217;infanzia di san Eymard, che fanno pensare senz&#8217;altro a un tentativo diabolico di spaventare il futuro fondatore della Congregazione del Santissimo Sacramento e di allontanarlo, per tempo, dal suo proposito di votarsi interamente a Dio e di dedicarsi alla vira religiosa; episodi che ricordano altri fatti analoghi, ricordati nella biografia di altri grandi-piccoli santi, umili e nascosti, e tuttavia divenuti ancora in vita conosciutissimi per le loro preclare virt\u00f9 spirituali: fra gli altri, possiamo ricordare san Jean-Marie Baptiste Vianney (1786-1859) e san Pio da Pietrelcina (1887-1968).<\/p>\n<p>Ecco come lo stesso padre Eymard ha rievocato questi due episodi della sua infanzia (da: Q. Moraschini e M. Pedrinazzi, \u00abSan Pietro Giuliano Eymard, Apostolo dell&#8217;Eucarestia\u00bb, Roma, Curia Generalizia dei Padri del SS. Sacramento, 1962, pp. 17-18 e 25-26):<\/p>\n<p><em>\u00abUn sensibile intervento diabolico, quando Giuliano aveva appena quattro anni, ci fa comprendere come il demonio prevedesse e, fin da allora, avesse paura della futura santit\u00e0 del Servo di Dio. &quot;Quando ero piccolo &#8212; narr\u00f2 un giorno all&#8217;amico Mayet &#8212; quel birbante me ne fece una! Avevo appena quattro anni e dormivo in un lettino nella camera della mamma. A un tratto sento una mano che mi afferra alla gola e mi stringe fino a strozzarmi. Grido alla mamma: &#8211; Mi strozzano! &#8212; E mi ricordo ch&#8217;io tenevo quella mano. La mamma non si muove e mi dice di dormire perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 nessuno. Ma io non potevo: soffocavo proprio, tanto mi sentivo stringere. Finalmente mia madre venne. Tutto fin\u00ec. Lei non vide nulla&quot;. E siccome l&#8217;interlocutore, alquanto incredulo, attribuiva il fatto a un incubo: &quot;Oh, aggiunse il Santo, se fosse stato un incubo, non me ricorderei in questo modo. Oggi, dopo cinquant&#8217;anni, mi pare di trovarmici ancora. So e vedo perfettamente tutte le circostanze: m&#8217;avevano coricato presto, era ancora giorno, non mi ero ancora addormentato e avevo piena conoscenza. Non si vide niente, \u00e8 vero, ma io dovetti fare molti sforzi per liberarmi dalla orribile mano che mi afferrava. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Giuliano sentiva una tenera devozione verso la Madonna.<\/em><\/p>\n<p><em>A circa 60 chilometri da La Mure, in fondo a una valle amena, tra alte montagne e una cornice di rocce a picco e di folte foreste, si trova una graziosa chiesetta: il Santuario del Laus.<\/em><\/p>\n<p><em>Trae il suo nome dal latino &quot;lacus&quot;, lago, perch\u00e9 costruito sulle rive di un lago ora prosciugato.<\/em><\/p>\n<p><em>La Madonna vi era apparsa il 29 settembre 1664 ad una umile figlia dei campi, Bernadetta Rancurel.<\/em><\/p>\n<p><em>Per il nostro Santo era &quot;il pi\u00f9 bello e il pi\u00f9 devoto fra i Santuari del mondo, dopo quello di Loreto&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Da bambino aveva sentito raccontare la storia della Apparizione e dei miracoli e ne era stato incantato, e affrettava perci\u00f2 col cuore il momento di potervisi recare. Solamente a dieci anni, dopo tante istanze, ottenne di andare a piedi, fino al Laus, e di rimanervi parecchi giorni. Era il periodo annuale dei pellegrinaggi e sperava di incontrarsi in qualche gruppo di devoti viandanti. Invece dovette fare, da solo, quasi tutto il cammino.<\/em><\/p>\n<p><em>Il demonio lo aspettava al varco. Gli si presenta sotto l&#8217;aspetto d&#8217;un uomo orribile; vomita un torrente di bestemmie, e gli dice che non potr\u00e0 sfuggirgli. &quot;Mi batt\u00e9 &#8212; raccontava pi\u00f9 tardi il Santo &#8212; col pretesto che avessi smarrito la strada, mentre ero sulla via maestra, e i suoi colpi non erano simili a quelli di un uomo ordinario: cadevano gi\u00f9 fitti come la grandine.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Era dunque il diavolo?&quot; gli domandarono. &quot;Ma certo!&quot; rispose.<\/em><\/p>\n<p><em>Faceva freddo e alla sera fu costretto a chiedere alloggio presso una locanda. Il proprietario, per il gran numero di forestieri, gli offr\u00ec un posto sul granaio e una misera coperta, E Giuliano trem\u00f2 tutta la notte senza poter dormire. Al mattino si alz\u00f2 agile e fresco, lieto di aver sofferto qualcosa per la &quot;Buona Madre&quot;, che in giornata avrebbe pregato nel suo santuario.<\/em><\/p>\n<p><em>Alcuni pellegrini si commossero al fervore straordinario del fanciullo e se ne presero cura per tutto il resto del viaggio. Uno di essi afferm\u00f2: &quot;Fummo edificatissimi del suo profondo raccoglimento negli otto giorni di ritiro da lui passati alla Madonna del Laus&quot;.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Due precisi interventi diabolici, dunque: uno all&#8217;et\u00e0 di soli quattro anni, l&#8217;altro quando Eymard ne aveva dieci; se ne deduce che il Diavolo ha una certa conoscenza del futuro e prende di mira le persone che pi\u00f9 lo contrasteranno, fin da quando sono piccole, per tentare di ostacolare il loro cammino e distoglierle dalla vocazione futura. Come fanno i mafiosi e i camorristi, egli conosce solo la legge della violenza e conta sul fatto che, davanti ad essa, anche gli animi pi\u00f9 coraggiosi possono vacillare, vengono assaliti da scrupoli e timori e, cos\u00ec, finiscono, talvolta, per piegarsi ai suoi disegni, rinunciando alla missione cui si sentono, o si sentiranno, chiamati. Ma, proprio come i mafiosi e i camorristi, essendo assolutamente incapace di pensare secondo un&#8217;altra logica, la logica dell&#8217;amore, il Diavolo non ha considerato che quelle violenze e quelle forme di intimidazione che sgomentano le persone deboli e paurose, finiscono, invece, per rafforzare la decisione dei forti: i quali accettano la sfida e, proprio perch\u00e9 vedono in essa un segnale chiaro, anche se indiretto, della via futura da percorrere, raddoppiano gli sforzi sulla strada della propria santificazione, confidando pi\u00f9 che mai nell&#8217;aiuto di Dio.<\/p>\n<p>I santi, infatti, non sono delle persone dalla tempra eccezionale <em>in quanto uomini o donne<\/em>, ma in quanto si riconoscono deboli e bisognosi di tutto, e, pertanto, confidando sommamente in Dio: senza riserve, senza quelle piccole astuzie che sono cosa normale in una prospettiva puramente umana. In una prospettiva puramente umana, ad esempio, \u00e8 cosa normale risparmiare il poco che si ha, in previsione della penuria; ma nella luce della santit\u00e0, che \u00e8 fiducia illimitata verso la divina Provvidenza, non si tesaurizzano le cose materiali, n\u00e9 si risparmiano o si centellinano le energie spirituali, bens\u00ec le si distribuisce generosamente, perch\u00e9 si sa bene che non l&#8217;uomo, ma Dio provveder\u00e0 a ricostituirle, finch\u00e9 sar\u00e0 buona l&#8217;intenzione per cui esse vengono richieste; mentre non lo far\u00e0 in alcun modo, se l&#8217;intenzione sar\u00e0 egoistica, o dettata dal desiderio di mettersi in mostra e di sfoggiare un misero orgoglio narcisista.<\/p>\n<p>Il primo episodio risale agli anni dell&#8217;infanzia pi\u00f9 remota: vi sono persone che a stento possiedono ricordi di quando avevano quattro anni. Dunque, come si fa a credere al racconto di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a un bambino che aveva solo quattro anni e che, per giunta, si trovava disteso a letto, probabilmente semi-addormentato? Per una ragione molto semplice: che a vivere quella esperienza \u00e8 stato un uomo sano ed equilibrato, che non l&#8217;ha mai pi\u00f9 scordata e che, divenuto adulto, ha potuto descriverla nei minimi particolari, anche alla luce della sua cultura e della sua esperienza di vita sacerdotale. Egli ricorda ogni cosa, perfino il fatto che non fosse ancora tramontato il sole, ed \u00e8 certo che non stava affatto dormendo: non si tratt\u00f2, quindi, di un sogno, o meglio di un incubo, scambiato per una esperienza reale. Fu una esperienza assolutamente reale, anche se sua madre, che infine si accost\u00f2 al lettino di suo figlio, non vide nulla, n\u00e9 avrebbe potuto: perch\u00e9 vi sono cose che si sottraggono agli occhi delle persone adulte e che soltanto i bambini possono vedere; tanto pi\u00f9 se sono bambini destinati ad una vita di santit\u00e0.<\/p>\n<p>Il secondo episodio si \u00e8 verificato quando Eymard aveva dieci anni: pur essendo ancora un bambino, era ormai verso la fine della seconda infanzia, e comunque, a quei tempi, un ragazzetto di quell&#8217;et\u00e0, se posato e giudizioso, poteva anche domandare e ottenere di poter fare un pellegrinaggio al pi\u00f9 vicino santuario mariano, come un vero ometto, senza essere accompagnato dai genitori: mangiando e alloggiando fuori casa, proprio come un adulto. Un bambino cos\u00ec assennato non era certo soggetto a imprudenze, stranezze o fantasticherie: i genitori si fidavano di lasciarlo andare, di dormire fuori casa, perch\u00e9 lo sapevano sufficientemente autonomo e responsabile. E proprio quel bambino fece la sua seconda esperienza del Diavolo: un uomo che si accompagn\u00f2 a lui per un tratto di strada, che lo picchi\u00f2 selvaggiamente, che lo invest\u00ec con un profluvio di minacce, oltre che di tremende bestemmie. Voleva spaventarlo a morte: non ci riusc\u00ec. Bench\u00e9 pesto e traumatizzato, il piccolo Eymard non desistette, non rinunci\u00f2 al suo pellegrinaggio &#8212; come avrebbero fatto cento altri al suo posto &#8211; e si trov\u00f2 a pregare la Vergine Maria con raddoppiato fervore. Fu allora, senza dubbio, che furono gettate le solide fondamenta della sua grande amicizia con Dio e della sua illimitata confidenza nella intercessione della Madonna.<\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 degli uomini del nostro tempo, e anche di non pochi che si definiscono cristiani, a credere nella realt\u00e0 di fatti del genere, nasce essenzialmente da una lenta, sottile, silenziosa ma capillare ed efficacissima penetrazione del razionalismo cartesiano e del meccanicismo galileiano, nonch\u00e9 della cultura del sospetto (Marx, Nietzsche, Freud) e, infine, del relativismo culturale ed etico pressoch\u00e9 assoluto, i quali, anche laddove non vi sia stata una esplicita rottura con la tradizione religiosa, operano nel senso di togliere qualunque consistenza alla realt\u00e0 invisibile, e di far apparire come anacronistiche e un po&#8217; ridicole, le forme che assume la manifestazione del soprannaturale. Via: parlare ancora di simili cose; parlare ancora di angeli e demoni, all&#8217;inizio del terzo millennio! Passi, ancora, per quel che riguarda un discorso generico su &quot;Dio&quot; (ma un dio fatto a nostra immagine e somiglianza, che sia ben chiaro); ma che non ci si domandi di pi\u00f9, che non ci si chieda di credere all&#8217;esistenza delle Tenebre, perch\u00e9 a nessun patto potremmo abbassarci al livello di semplicioneria e d&#8217;ignoranza dei nostri avi, i quali non avevano alle spalle la tecno-scienza cui siamo debitori, ai nostri giorni, per i benefici recati dalle <em>magnifiche sorti e progressive<\/em>.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, rifiutarsi di credere all&#8217;esistenza del Diavolo e alla sua diuturna strategia di contrasto dell&#8217;amicizia fra l&#8217;uomo e Dio, non \u00e8 indice, come sostengono certi cattolici &quot;aperti&quot; ed emancipati, di una fede adulta e matura, ma di perdita dell&#8217;orizzonte soprannaturale: perch\u00e9, se \u00e8 vero che del Diavolo non si pu\u00f2 fare una esperienza di tipo scientifico, misurabile e replicabile in laboratorio &#8212; come, del resto, non la si pu\u00f2 fare di Dio &#8212; nondimeno le grandi anime, che il soprannaturale lo hanno <em>visto<\/em>, ne hanno fatto l&#8217;esperienza personale e diretta. A che scopo, dunque, rammaricarsi di non poter <em>dimostrare<\/em> qualcosa che persone degne di fede hanno <em>vissuto<\/em> in maniera inequivocabile?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall&#8217;Occitania pi\u00f9 remota e profonda, e precisamente da una cittadina di montagna chiamata La Mure (posto a quasi 900 metri d&#8217;altitudine sul mare e che conta,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30136,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[74],"tags":[236,245],"class_list":["post-28804","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agiografia","tag-sacerdozio","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-agiografia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28804","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28804"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28804\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30136"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28804"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28804"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28804"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}