{"id":28800,"date":"2016-12-09T09:01:00","date_gmt":"2016-12-09T09:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/09\/i-sette-doni-dello-spirito-santo-la-sapienza\/"},"modified":"2016-12-09T09:01:00","modified_gmt":"2016-12-09T09:01:00","slug":"i-sette-doni-dello-spirito-santo-la-sapienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/09\/i-sette-doni-dello-spirito-santo-la-sapienza\/","title":{"rendered":"I sette doni dello Spirito Santo: la Sapienza"},"content":{"rendered":"<p>I sette doni dello Spirito Santo sono, nell&#8217;ordine tradizionale, la Sapienza, l&#8217;Intelletto, il Consiglio, la Fortezza, la Scienza, la Piet\u00e0 e il Timor di Dio.<\/p>\n<p>Eravamo partiti dall&#8217;ultimo, spiegando il perch\u00e9 di quella scelta; ora ripartiamo dal principio e parliamo della Sapienza.<\/p>\n<p>La Sapienza, come virt\u00f9 teologica, non \u00e8 una prerogativa umana, non pu\u00f2 essere raggiunta mediante degli sforzi puramente umani; \u00e8 la Sapienza Santa, un dono divino, che vene concesso all&#8217;uomo se e quando egli apre la sua mente e il suo cuore al riconoscimento della propria piccolezza e inadeguatezza, e all&#8217;infinita luminosit\u00e0 e gratuit\u00e0 dell&#8217;azione della Grazia.<\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;\u00e8, in definitiva, codesta Sapienza, se non \u00e8 una prerogativa umana e se essa viene soltanto e unicamente da Dio, quale dono gratuito a coloro i quali lo cercano con ardore e con amore sincero?<\/p>\n<p>Riportiamo qui la definizione del teologo Gregorio Manise, che fu docente presso l&#8217;antica Abbazia di Affigem-Hekelgem, nel Brabante fiammingo (in: <em>Dizionario di Teologia Morale<\/em>, diretto da Francesco Roberti, Roma, Editrice Studium, 1955, 1961, p 487):<\/p>\n<p><em>Per mezzo del dono della sapienza, lo Spirito Santo ci d\u00e0 una conoscenza amorevole e quasi sperimentale di Dio, il quale, producendo mirabili effetti nell&#8217;anima (Rom., 8, 16), si fa quasi toccare da essa, quale Principio che le d\u00e0 vita, e quale Essere sommamente amabile e infinitamente superiore a tutti i nostri concetti, un po&#8217; come l&#8217;anima nostra, che, sebbene non la vediamo, si fa sentire a noi, nelle nostre azioni: questa conoscenza, bench\u00e9 rimanga oscura, \u00e8 tuttavia molto superiore alla conoscenza di Dio, che si pu\u00f2 avere con la sola fede e della nuda ragione; ci d\u00e0 anche del creato del creato e dell&#8217;opera delle redenzione una conoscenza superiore, che parte da Dio che tutto dispone con paterna bont\u00e0 e somma sapienza, per la sua gloria e il nostro bene.<\/em><\/p>\n<p>E San Paolo, nella <em>Lettera ai Romani<\/em>, rifacendosi anche al profeta Isaia (11, 33-36):<\/p>\n<p><em>O profondit\u00e0 della ricchezza, della sapienza, e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Infatti, chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore?<\/em><\/p>\n<p><em>O chi gli ha dato qualcosa per primo,<\/em><\/p>\n<p><em>s\u00ec che abbia a riceverne il contraccambio?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Poich\u00e9 da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli! Amen.<\/em><\/p>\n<p>Ma un vero trattato teologico sulla Sapienza, che \u00e8 anche un prezioso gioiello di saggezza, \u00e8 contenuto nel libro dell&#8217;<em>Antico Testamento<\/em> che ad essa \u00e8 intitolato, il <em>Libro della Sapienza<\/em>, noto anche, un tempo, come <em>La Sapienza di Salomone<\/em>; libro deuterocanonico, perch\u00e9 non incluso nel canone della Bibbia ebraica L&#8217;Autore (specialmente in 6, 12-21, e 7, 7-31) fa capire chiaramente che la Sapienza non \u00e8 una qualit\u00e0 umana e che non viene dall&#8217;uomo, ma da Dio; e che, per riceverla in dono, la si deve domandare con cuore semplice e con molta umilt\u00e0, dato che essa non viene concessa agli orgogliosi e ai superbi (6, 12-19; 9, 10-18):<\/p>\n<p><em>Luminosa \u00e8 la sapienza e il suo splendore non viene meno; si lascia trovare facilmente da chi le vuol bene e la cerca con ardente desiderio Quando uno ama la sapienza, \u00e8 lei che si fa conoscere per prima. Ci si alza presto per cercarla non dovr\u00e0 faticare, la trover\u00e0 seduta alla porta di casa. Se ti innamori di lei, raggiungi le vette della saggezza, se stai sveglio per lei, i tuoi affanni finiranno presto. Perch\u00e9 la sapienza stessa va in giro alla ricerca di quelli che la meritano, la incontri per strada tutta sorridente e ti corteggia con mille stratagemmi.<\/em><\/p>\n<p><em>La sapienza comincia proprio allora quando uno desidera essere istruito da lei. Applicarsi a questo studio vuol dire amare la sapienza, amarla significa osservare le sue leggi. Ubbidire ad essa \u00e8 garanzia di vivere per sempre, e questa vita ti permette di stare vicino a Dio. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Dal cielo, che \u00e8 la tua dimora, mandami [o Dio] la sapienza, perch\u00e9 sia sempre al mio fianco e fatichi con me: allora io imparer\u00f2 quel che ti piace. Lei sa e capisce ogni cosa, mi guider\u00e0 con intelligenza nel mio lavoro, e mi protegger\u00e0 con la sua presenza. Cos\u00ec tutto quel che faccio ti sar\u00e0 gradito. Governer\u00f2 il tuo popolo con giustizia e sar\u00f2 degno del trono di mio padre.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi tra gli uomini potr\u00e0 mai conoscere la volont\u00e0 di Dio? Chi potr\u00e0 sapere quel che il Signore vuole? Noi siamo fragili, ragioniamo tra mille dubbi e incertezze. Il nostro corpo \u00e8 mortale, \u00e8 fatto di terra e grava sull&#8217;anima. \u00c8 come una tenda che pesa e che opprime una mente gi\u00e0 carica di pensieri. A stento possiamo immaginare le cose del mondo, anche quelle che sono a nostra portata, le scopriamo a fatica. Ma le cose del cielo, chi mai ha potuto esplorarle? Nessuno ha conosciuto la tua volont\u00e0 se non eri tu a dargli la sapienza, se dal cielo non gli mandavi il tuo spirito santo. Solo cos\u00ec gli abitanti della terra han potuto correggere il loro modo di vivere, hanno imparato quel che ti piace e furono salvati per mezzo della sapienza.<\/em><\/p>\n<p>Dunque, anche per Salomone, la Sapienza \u00e8 un dono dello Spirito Santo: \u00e8 una forma superiore di consapevolezza, che premia gli uomini meritevoli e va loro incontro, aiutandoli a discernere il vero dal falso, il bene dal male, il giusto dall&#8217;ingiusto, e preparando le loro menti ed i loro cuori a non pensare secondo ci\u00f2 che \u00e8 umano, ma secondo la volont\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p>Da Dio \u00e8 la nostra origine, Dio \u00e8 il nostro fine: siamo come una freccia lanciata fra l&#8217;inizio di noi stessi, che viene da Dio, e la nostra meta, che \u00e8 ancora e sempre Dio: infatti, quale altra meta potrebbe esserci per noi, all&#8217;infuori del nostro Creatore e della relazione d&#8217;amore che Lui per primo ha istituito con noi, e alla quale noi siamo chiamati a rispondere? <em>Amor, ch&#8217;a nullo amato amar perdona<\/em>, vale anche, e a maggior ragione, nel rapporto fra il Creatore e le sue creature: Egli le ama, ed esse lo amano, perch\u00e9 non possono non ricambiare l&#8217;amore che le ha originate, e che costantemente si dirige verso di loro. Eppure, talvolta lo fanno: questo avviene perch\u00e9, traviate dalle cose del mondo, credono di aver trovato degli oggetti che soddisfino il loro bisogno d&#8217;amore, pi\u00f9 di quanto lo potrebbe soddisfare la fonte stessa dell&#8217;Amore, il che \u00e8 assurdo: sarebbe come presumere che un fuocherello di sterpi, acceso nel cuore della notte invernale, possa sprigionare un calore e una luce pi\u00f9 grandi del calore e della luce che emana il Sole. Oppure accade perch\u00e9 le creature, accecate dall&#8217;invidia e dalla presunzione, vogliono fare, deliberatamente, quel che fecero Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre: disobbedire alla legge d&#8217;amore di Dio e tentare di rendersi eguali a Lui, loro che, senza di Lui, non esisterebbero neppure, e che tutto quel che possiedono, a cominciare dall&#8217;intelligenza, lo possiedono unicamente perch\u00e9 Lui lo ha donato ad esse. Evidentemente, non \u00e8 questa la vera sapienza, la Sapienza santa: perch\u00e9 nessun sapere potr\u00e0 mai escludere il primato di Dio sulla nostra anima, o potr\u00e0 far s\u00ec che noi ci scordiamo di Lui, gli neghiamo l&#8217;amore e l&#8217;onore dovuti, e restiamo tuttavia in pace con noi stessi. Tradendo Dio, noi tradiamo noi stessi, ossia tradiamo la parte migliore, e la pi\u00f9 vera, della nostra anima; e l&#8217;anima lo sa, lo sente, e ne soffre immensamente. \u00c8 qui il dramma dell&#8217;infelicit\u00e0 dell&#8217;uomo moderno.<\/p>\n<p>Dio \u00e8 la Verit\u00e0, e la nostra anima aspira naturalmente a Lui. Ora, finch\u00e9 essa cerca il vero senza la necessaria umilt\u00e0, e senza riconoscere la propria fragilit\u00e0 creaturale, lo cercher\u00e0 invano; quel che trover\u00e0, non sar\u00e0 altro &#8212; nel migliore dei casi &#8212; che qualche frammento di verit\u00e0, qualche verit\u00e0 parziale, incompleta e insoddisfacente: ma non sar\u00e0 mai la Verit\u00e0. Come potrebbe soddisfarci quel che \u00e8 privo della sua completezza e della sua perfezione? Ogni cosa, infatti, reca una immagine, pi\u00f9 o meno sbiadita, dell&#8217;Artefice di tutte le cose; ma sono perfette solo le cose che lasciano trasparire in s\u00e9 pienamente, come vetri tersi e trasparenti, la Verit\u00e0 che brilla in esse, non tuttavia da esse, bens\u00ec <em>attraverso<\/em> di esse. La verit\u00e0 di ogni cosa dipende dal suo grado di prossimit\u00e0 a Dio.<\/p>\n<p>La Sapienza santa \u00e8, dunque quella forma di sapere che, donatoci da Dio, ci permette di vederlo, riconoscerlo, amarlo, adorarlo e servirlo nella maniera conveniente; mentre una falsa sapienza \u00e8 quella che pretende di fare a meno di Lui, quella che a Lui non ricorre o che, addirittura, pretende di ignorarlo e di contraddirlo. Alla vera Sapienza, dunque, si contrappone la sapienza del mondo, la sapienza secondo la carne, che disprezza lo spirito e che crede di sapere e di potere spiegare tutto, o quasi tutto, un po&#8217; alla volta, con l&#8217;aiuto della tecnica e con le scoperte scientifiche. La sapienza del mondo si manifesta attraverso il sorrisetto sprezzante dei <em>philosophes<\/em> illuministi del XVIII secolo, cos\u00ec come in quelli di oggi: inutile fare i nomi, li conosciamo tutti, anche perch\u00e9 appaiono sempre alla televisione e firmano i loro articoli sui giornali a maggiore tiratura; ma anche solo nominarli sarebbe rendere loro troppo onore, dato che il loro livello intellettuale \u00e8 prossimo a quello di un bruto, e la loro sfrontatezza e cialtroneria, allorch\u00e9 osano parlare di cose serie, delle quali non possiedono nemmeno una vaghissima idea, non meritano altro che il silenzio: <em>non ragioniam di lor, ma guarda e passa<\/em>.<\/p>\n<p>Resta il problema che la cultura moderna, costruita sulla sapienza del mondo e in contrapposizione deliberata alla Sapienza santa, che viene da Dio, predispone e forgia, per cos\u00ec dire, le persone, e specialmente i giovani, a porsi in un atteggiamento intellettuale, spirituale e morale completamente sbagliato, incoraggiando la superbia, la presunzione, l&#8217;incontinenza e tutti i vizi che derivano da un uso spregiudicato della ragione, senza timor di Dio e senza il senso del proprio limite di creature. Gli intellettuali, la scuola, l&#8217;universit\u00e0, tutto va nella direzione sbagliata; e la Chiesa stessa, che era un tempo la roccaforte della visione spirituale della realt\u00e0 e la fedele custode dei principi perenni della morale cristiana, da circa mezzo secolo ha abbandonato, uno dopo l&#8217;altro, i capisaldi del cattolicesimo per abbracciare la sapienza del mondo; e, per giunta, molti suoi esponenti hanno presentato un simile stravolgimento come la cosa pi\u00f9 bella, pi\u00f9 ispirata e autenticamente evangelica che potesse fare, sconfessando, implicitamente, e talvolta anche esplicitamente, duemila anni di storia della Chiesa. Difficile non vedere, in tutto questo, il risultato di un piano premeditato e lungamente studiato, portato avanti con astuzia sopraffina e con pazienza incrollabile; un piano che non pu\u00f2 nascere, per la sua ampiezza e per la sua sconfinata temerariet\u00e0, da menti umane, ma che deve trovare la sua ispirazione ultima direttamente nel Nemico di Dio e degli uomini, in colui che gode a seminare scandalo e confusione, e che dedica ogni suo sforzo a distruggere, se possibile, ci\u00f2 che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 venuto a costruire, e che gli apostoli e i loro successori si sono prodigati per espandere, rafforzare e mantenere fedele al suo divino fondatore.<\/p>\n<p>Che fare, dunque? Siamo giunti ad uno snodo cruciale nella storia del mondo: al momento in cui nere nuvole di tempesta si sono addensate sulla terra per fuorviare gli uomini e sovvertire in essi ogni principio morale, traviandoli con le lusinghe di una falsa sapienza e di una empia razionalit\u00e0, dirette non alla emancipazione dell&#8217;uomo, come pomposamente viene affermato e ripetuto dagli organi d&#8217;informazione, quasi tutti asserviti al diabolico disegno cui sopra abbiamo accennato, ma alla sua definitiva riduzione in schiavit\u00f9: una schiavit\u00f9 tanto pi\u00f9 temibile e senza rimedio, in quanto i moderni schiavi non si rendono conto d&#8217;essere tali e mostrano con orgoglio le loro catene, convinti che si tratti di preziosi gioielli, di collane e di braccialetti tali da suscitare ammirazione e invidia nel prossimo. Chi dovrebbe esortare ed aiutare gli uomini a cercare la Sapienza santa, che illumina la vita con la sua luce armoniosa e che li metterebbe in grado di affrontare con serenit\u00e0 ogni prova e ogni ostacolo, non solo non lo fanno, ma danno proprio essi il cattivo esempio: vescovi e sacerdoti bestemmiano contro lo Spirito Santo, sostenendo cose che sono palesemente contrarie al Vangelo e all&#8217;insegnamento di Ges\u00f9, mentre gli intellettuali laici paiono coalizzati in una gigantesca campagna di traviamento morale e spirituale dell&#8217;umanit\u00e0, nella quale essi, per smania di onori e di successo, recitano la parte dei cattivi maestri e spargono a piene mani i semi malefici di pessimi esempi e ideologie, contribuendo alla confusione e allo smarrimento generali.<\/p>\n<p>Umanamente parlando, cio\u00e8 con impietoso realismo, non sembra si possa ormai far molto &#8212; a parte l&#8217;impegno, la dedizione, la buona volont\u00e0 e lo spirito di sacrificio di ciascuno &#8211; per porre rimedio a una situazione cos\u00ec compromessa: la degenerazione intellettuale e morale \u00e8 andata troppo in l\u00e0. Resta, tuttavia, l&#8217;arma formidabile della preghiera: perch\u00e9, se si ha fede, nulla \u00e8 impossibile a Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I sette doni dello Spirito Santo sono, nell&#8217;ordine tradizionale, la Sapienza, l&#8217;Intelletto, il Consiglio, la Fortezza, la Scienza, la Piet\u00e0 e il Timor di Dio. 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