{"id":28788,"date":"2009-10-21T07:15:00","date_gmt":"2009-10-21T07:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/10\/21\/una-proposta-pedagogica-per-il-nostro-tempo-lumanesimo-cristiano-di-sergej-hessen\/"},"modified":"2009-10-21T07:15:00","modified_gmt":"2009-10-21T07:15:00","slug":"una-proposta-pedagogica-per-il-nostro-tempo-lumanesimo-cristiano-di-sergej-hessen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/10\/21\/una-proposta-pedagogica-per-il-nostro-tempo-lumanesimo-cristiano-di-sergej-hessen\/","title":{"rendered":"Una proposta pedagogica per il nostro tempo: l&#8217;umanesimo cristiano di Sergej Hessen"},"content":{"rendered":"<p>\u00abL&#8217;uomo &#8211; diceva Maritain &#8211; si evolve nella storia. Tuttavia la sua natura come tale, il suo posto e il suo valore nel cosmo, la sua dignit\u00e0, i suoi diritti, le sue aspirazioni come persona e il suo destino davanti a Dio non cambiano\u00bb.<\/p>\n<p>Partendo da questa considerazione, possiamo inquadrare e meglio comprendere la proposta pedagogica di un pensatore russo poco conosciuto in Occidente &#8211; tutti parlano del solito Makarenko, come se la Russia avesse prodotto solo una pedagogia marxista: Sergej Osipovic Hessen, nato a Ust Sysolsk (oggi Syktyvkar), in Siberia, da una famiglia di giuristi, nel 1887, e morto nel 1950, dopo una vita burrascosa, passando attraverso le rivoluzioni del 1917 e l&#8217;adesione giovanile al bolscevismo, per poi distaccarsene ed emigrare, nel 1923, alla ricerca di orizzonti di libert\u00e0 per la propria ricerca filosofica e pedagogica.<\/p>\n<p>Presentiamo brevemente una sintesi del pensiero pedagogico di Hessen, attraverso le parole di Fernando Salvestrini, Liliana Carboni e Pierangela Zeppa, nel corso \u00abPedagogia. Storia e problemi\u00bb (Milano, Editrice Massimo, 1975, 1977, vol. III, pp. 200-201):<\/p>\n<p>\u00abA conclusione dello sviluppo della pedagogia europea nella prima met\u00e0 del sec. XX, poniamo Sergej Hessen (1883-1950, il cui itinerario intellettuale e morale va da posizioni scientiste e materialistiche di pretta ispirazione marxista, attraverso un progressivo distacco e una lunga riflessione culturale, fino a giungere all&#8217;umanesimo cristiano. La sua pedagogia che dapprima si rivela come sistema ordinato di principi filosofici, passa poi a maturare attraverso una pedagogia sociologica, e finalmente approda alla chiara visione della pedagogia della salvezza: la pedagogia cristiana.<\/p>\n<p>Giunto alla filosofia occidentale dopo aver studiato in Russia la filosofia marxista, Hessen elabora una pedagogia filosofica il cui fine \u00e8 la promozione della cultura in funzione della piena espansione del soggetto umano. La cultura per Hessen \u00e8 la maturit\u00e0 della personalit\u00e0, la piena espansione di tutte le capacit\u00e0 del soggetto: cultura \u00e8 il patrimonio spirituale letterario e filosofico e scientifico, cultura sono documenti dell&#8217;arte, cultura \u00e8 il lavoro industriale e tutta la realt\u00e0 che l&#8217;uomo costruisce. Colui che assimila questa cultura \u00e8 l&#8217;uomo spiritualmente evoluto, ricco, formato.<\/p>\n<p>Per Hessen la pedagogia \u00e8 la scienza filosofica perch\u00e9 si occupa necessariamente dei valori dell&#8217;uomo e non pu\u00f2 quindi essere solo metodologia. La biologia e la psicologia sono scienze utili, ma non sono la base della pedagogia perch\u00e9 l&#8217;uomo integrale (libert\u00e0, spiritualit\u00e0, valore) ci \u00e8 dato solo da una concezione filosofica.<\/p>\n<p>L&#8217;educazione \u00e8 il processo della formazione psico-fisica dell&#8217;organismo umano, mentre l&#8217;istruzione riguarda la formazione della personalit\u00e0.<\/p>\n<p>La vita passa attraverso tre momenti: l&#8217;et\u00e0 del GIOCO (pre-scolastica); del LAVORO (scolastica); della CULTURA (post-scolastica). Quest&#8217;ultima \u00e8 intesa come ci\u00f2 che investe tutto l&#8217;uomo e non solo la sua mente (non \u00e8 solo istruzione). Essa non pu\u00f2 essere insegnata, ma la scuola d\u00e0 l&#8217;occasione per apprenderla. Infine essa non \u00e8 SOVRASTRUTTURA, ma motivazione dello sviluppo economico, sociale e politico perch\u00e9 essa \u00e8 saggezza, spiritualit\u00e0 e modo di vivere.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 tutti gli uomini possano raggiungere l&#8217;autonomia \u00e8 necessario rinnovare le strutture scolastiche. La scuola deve essere unica per tutti, ma non uniforme perch\u00e9 articolata in tre corsi che s adeguano alle diverse fasi psicologiche con diversit\u00e0 di programmi e metodi (&quot;corso globale&quot; dai 5 ai 7 anni corrispondente alla nostra scuola materna e alla prima elementare; &quot;corso episodico&quot; da 7 agli 11 anni; &quot;corso sistematico&quot; dagli 11 ai 18 anni, suddiviso in due gradi).<\/p>\n<p>La lezione poi deve essere integrata dal lavoro libero e dalle attivit\u00e0 parascolastiche. Per ci\u00f2 che riguarda il metodo, l&#8217;Hessen ritiene che i mezzi di insegnamento dipendano dai fini: per cui non pu\u00f2 esistere una didattica pura e semplice, perch\u00e9 il metodo \u00e8 formato dall&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;educatore e non dalle sue tecniche.<\/p>\n<p>Nella sua opera, che fu come il suo testamento spirituale, &quot;Democrazia moderna&quot; (Ed. Armando), Hessen esalta la libert\u00e0, della quale addita l&#8217;autentica realt\u00e0, conducendo una severa e rigorosa critica sulle varie forme di attuazione storica di regimi di libert\u00e0, ivi compresa la libert\u00e0 marxista. Soprattutto Hessen ricorda che la libert\u00e0 \u00e8 figlia della cultura e ne \u00e8 la generatrice feconda. Dunque senza scuola, senza apprendimento della cultura non vi pu\u00f2 essere godimento di libert\u00e0, perch\u00e9 non v&#8217;\u00e8 la conoscenza di che cosa essa sia. L&#8217;educazione \u00e8 pertanto uno strumento di liberazione e di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Filosofo sistematico, critico tenace e profondo, pedagogista paragonabile a Comenio per la vastit\u00e0 della sintesi elaborata, Hessen conobbe nella sua stessa esperienza personale il travaglio del secolo: l&#8217;attrattiva illusoria del materialismo marxista come soluzione dei drammatici problemi in cui si dibatte il mondo attuale. Ma la sua forte capacit\u00e0 di analisi, la sua nobile coscienza morale, il suo sentimento d libert\u00e0 e di giustizia lo condussero, come per mano, a riscoprire gli antichi valori della pedagogia umanistica, classica, della cultura e della metafisica. E in questa direzione approd\u00f2 alla pedagogia dello spirito e della persona umana, che ha il suo valore in rapporto a Dio.\u00bb<\/p>\n<p>Hessen, dunque, parte dal concetto fondamentale che la storia \u00e8 storia della cultura, o meglio dei valori culturali; nel senso che l&#8217;elemento decisivo per la formazione dell&#8217;individuo \u00e8 il modo in cui egli viene inserito nel complesso degli stili di vita e dei valori che costituiscono, nel loro insieme, la cultura di una determinata societ\u00e0.<\/p>\n<p>Tre, per Hesse, sono le fasi della vita dell&#8217;essere umano, per cui tre dovranno essere anche i differenti orizzonti educativi: biologico, sociale, spirituale.<\/p>\n<p>La fase biologica si caratterizza anche come fase dell&#8217;ANOMIA, nel senso che il soggetto dipende interamente dalle forze esterne. \u00c8 il periodo del gioco, cui corrisponde, come abbiamo visto, al corso globale, dai 5 ai 7 anni di et\u00e0.<\/p>\n<p>La fase sociale corrisponde al periodo dell&#8217;ETERONOMIA, quando il bambino \u00e8 in grado di comprendere ed accogliere le norme che riceve dall&#8217;esterno, improntando ad esse la propria condotta, e interagendo con i coetanei in vista di un fine collettivo. \u00c8 il periodo del lavoro, cui corrisponde il corso episodico (che coincide, cronologicamente, all&#8217;incirca, alla nostra scuola elementare).<\/p>\n<p>La fase spirituale, infine, corrisponde alla conquista dell&#8217;AUTONOMIA, e quindi all&#8217;uscita della scuola e all&#8217;ingresso nelle attivit\u00e0 parascolastiche e in quelle del tempo libero; corrisponde al corso sistematico e arriva fino ai 18 anni.<\/p>\n<p>Il corso sistematico, a sua volta, si divide in due gradi: sistematico primario, dai 7 ai 14 anni, nel quale ha inizio la differenziazione del sapere in singole discipline; e scientifico, dai 14 ai 18 anni nel quale viene favorita la futura differenziazione professionale.<\/p>\n<p>Hessen, che credeva fermamente in una societ\u00e0 democratica, era convinto della necessit\u00e0 che lo Stato obblighi tutti i cittadini alla frequenza scolastica, per liberarli dall&#8217;ignoranza, cos\u00ec come come, per altri aspetti, li deve libert\u00e0 dalla povert\u00e0 e dalle malattie. Questo \u00e8 l&#8217;aspetto che potremmo definire \u00abneoilluminstico\u00bb della sua pedagoga, oltre che paternalista; e, secondo noi, il meno interessante e originale.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 ricca di prospettive la sua idea relativa alla scuola del lavoro, che dovrebbe corrispondere sostanzialmente alla fase dell&#8217;eteronomia e, quindi, alle attivit\u00e0 da svolgersi nel quadro del corso episodico.<\/p>\n<p>Secondo il pedagogista russo, nessuno lavora solamente per se stesso: l&#8217;attivit\u00e0 di ciascuno si somma e si completa con quella di ogni altro, cos\u00ec che il gruppo integra tutti i suoi membri e, al tempo stesso, \u00e8 in grado di valorizzare al massimo il contributo specifico di creativit\u00e0 da parte di ognuno di essi.<\/p>\n<p>Giunti a questo punto, ci sembra utile soffermarci a riflettere brevemente su alcuni aspetti ed implicazioni della pedagogia di Hessen, con particolare riguardo alle esigenze del nostro tempo; senza dimenticare che la sua proposta educativa, collocandosi interamente entro la prima met\u00e0 del XIX secolo, 1950, deve per forza di cose essere aggiornata, adattandola ai rapidissimi mutamenti sociali, tecnologici e culturali degli ultimi decenni.<\/p>\n<p>In primo luogo, \u00e8 interessante la concezione di Hessen della cultura, intesa nel senso pi\u00f9 ampio e comprensivo del termine, e dell&#8217;uomo come essere culturale; sicch\u00e9 solo l&#8217;individuo che abbia saputo assorbire e maturare gli stimoli culturali della propria societ\u00e0 pu\u00f2 dirsi veramente completo e formato.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 qualche cosa di vasto, di luminoso, di rinascimentale (nel miglior senso della parola) in questa visione della cultura come l&#8217;elemento che porta ala piena maturazione le potenzialit\u00e0 creative dell&#8217;individuo; e vi anche, crediamo, un utile ammonimento nei confronti della nostra epoca, un po&#8217; troppo protesa verso il miraggio della specializzazione ad oltranza.<\/p>\n<p>Il super-specialista non \u00e8 un uomo di cultura: dunque, non \u00e8 nemmeno un uomo nel senso vero e completo del termine. Si ricordi, in proposito, la critica di Ernest J\u00fcnger alla societ\u00e0 dei \u00abtecnici\u00bb (cfr. il nostro precedente articolo: \u00ab\u00bb<\/p>\n<p>Un altro aspetto valido della proposta di Hessen \u00e8 lo stretto legame esistente tra pedagogia e filosofia, in quanto, per essa, l&#8217;educazione \u00e8 un fatto di valori e non di metodologie. Purtroppo, si direbbe che gli orientamenti attuali vadano in tutt&#8217;altra direzione, visto che perfino la parola \u00abpedagogia\u00bb \u00e8 stata bandita dal linguaggio universitario, quasi fosse una parolaccia, per essere sostituita dalla pretenziosa espressione \u00abscienze dell&#8217;educazione\u00bb. Chi oserebbe ancora parlare di valori, a proposito dell&#8217;educazione?<\/p>\n<p>Eppure, i risultati disastrosi di questo atteggiamento sono ormai sotto gli occhi tutti, se li si vuol vedere. Perci\u00f2, con buona pace di tutti i razionalisti, i laicisti, gli scientisti, i tecnocrati e i paladini di un&#8217;educazione rigorosamente strumentale, dovremmo proprio tornare ad una pedagogia dei valori, perch\u00e9 l&#8217;essere umano non \u00e8 riducibile &#8211; come essi pretenderebbero &#8211; al dato biologico ed a quello psicologico.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: ma quali valori? Ecco, appunto, che la questione pedagogica rimanda necessariamente alla dimensione filosofica: non si pu\u00f2 nemmeno pensare ad una seria azione educativa, se non all&#8217;interno di una societ\u00e0 che abbia saputo elaborare una visione unitaria del reale, come abbiamo sostenuto nel recente articolo \u00abAbbiamo bisogno di una visione unitaria del reale, non di un Pensiero Unico che ci omologhi\u00bb (inserito sul sito di Arianna Editrice in data 22\/10\/2009). E solo una concezione unitaria del reale ci potr\u00e0 dare anche una concezione integrale dell&#8217;uomo, che non \u00e8 fatto solo di corpo e mente, ma anche di libert\u00e0, spiritualit\u00e0 e valori.<\/p>\n<p>Altra intuizione preziosa di Hessen \u00e8 che la cultura non \u00e8 affatto sovrastruttura, come insegnavano &#8211; materialisticamente &#8211; Marx e Lenin, bens\u00ec ma motivazione dello sviluppo economico, sociale e politico, in quanto essa \u00e8 saggezza, spiritualit\u00e0 e modo di vivere. Insomma, per Hessen la cultura non \u00e8 un di pi\u00f9, che si possa aggiungere all&#8217;individuo, quando si sia riempito il suo stomaco; non \u00e8 un lusso per individui che abbiano raggiunto l&#8217;autosufficienza materiale: ma sviluppo integrale della personalit\u00e0 e piena integrazione dell&#8217;essere umano nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;idea della scuola unica per tutti i cittadini \u00e8 ispirata ad un forte democraticismo e, probabilmente, costituisce un retaggio della giovanile adesione di Hessen alla rivoluzione bolscevica. Notiamo, peraltro, che l&#8217;innalzamento dell&#8217;et\u00e0 scolastica in tutti i Paesi dell&#8217;Europa va, in parte, in tale direzione; e, anche se manca l&#8217;elemento unificatore dei corsi scolastici, \u00e8 in atto una notevole ristrutturazione degli indirizzi della scuola superiore, che tendono a una semplificazione e, in qualche misura, a una riduzione delle distanze tra indirizzi professionali e indirizzi liceali.<\/p>\n<p>Per Hessen, la scuola primaria dovrebbe iniziare a 5 anni e terminare a 7, ed essere incentrata sul gioco, sia pure finalizzato al lavoro: nel senso che il bambino dovrebbe abituarsi a non lasciare alcun gioco interrotto, ma a prendere tale attivit\u00e0 con il dovuto impegno. E anche questa \u00e8 una proposta su cui varrebbe la pena di fermarsi a riflettere. Forse, un bambino di cinque anni realizzerebbe meglio le proprie potenzialit\u00e0 e rafforzerebbe di pi\u00f9 la propria strutturale spirituale dedicandosi al gioco, sotto la guida degli insegnanti, che non iniziando un corso scolastico primario vero e proprio, con tanto di insegnamento delle lingue straniere e dell&#8217;informatica.<\/p>\n<p>Infine, Hessen ha molto insistito sul rapporto esistente tra cultura e libert\u00e0, affermando che solo la cultura rende possibile la comprensione e l&#8217;esercizio della libert\u00e0; e ci sembra che, anche questa, sia una intuizione notevole, di cui dovremmo fare tesoro, perch\u00e9 \u00e8 evidente che una societ\u00e0 in cui l&#8217;educazione sia considerata un peso morto per le casse dello Stato e una palla al piede rispetto al libero gioco dell&#8217;iniziativa economica privata, la dissoluzione della cultura crea i presupposti per la disintegrazione sociale e per l&#8217;abdicazione dei cittadini all&#8217;esercizio della libert\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 questo, in gran parte, quello che sta avvenendo, e che si percepisce in modo pi\u00f9 evidente proprio nelle regioni pi\u00f9 progredite dal punto di vista dello sviluppo produttivo e del benessere materiale, ma nelle quali dilaga una crisi di socialit\u00e0 e una carenza di affettivit\u00e0 che sono riconducibili, in ultima analisi, proprio ad un deficit di cultura, e quindi di valori.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo aspetto di cui vorremmo dire qualcosa \u00e8 la proposta cristiana di Hessen, che ne fa un po&#8217; una mosca bianca nel panorama della pedagogia del Novecento, eccezion fatta per l&#8217;ambito spiritualista francese e italiano (Mounier, Stefanini, ecc.). Evidentemente, nel clima secolarista e larvatamente anticristiano dominante nella cultura odierna, che \u00e8 essenzialmente orientata nel senso del radicalismo politico, questo \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 imbarazzante e \u00abpoliticamente scorretto\u00bb, ovvero il pi\u00f9 controcorrente.<\/p>\n<p>Sci spingeremmo troppo lontano se ipotizzassino che anche per questo motivo il pensiero di Hessen &#8211; il quale pure visse ed insegn\u00f2 a lungo in Germania, in Cecoslovacchia, in Polonia, dopo essere stato professore all&#8217;Universit\u00e0 di Pietrogrado e in quella di Tomsk &#8211; \u00e8, ancora oggi, cos\u00ec poco conosciuto in Occidente? Sia come sia, pu\u00f2 perfino accadere che la \u00abvoce\u00bb a lui dedicata nella \u00abEnciclopedia Biografica Universale\u00bb della Treccani, non citi neppure la parola \u00abcristianesimo\u00bb: tutto quel che il lettore viene a sapere, consultandola, \u00e8 che Hessen \u00absub\u00ec anche l&#8217;influsso del pensiero idealistico italiano\u00bb, ma che \u00abnon \u00e8 uscito dall&#8217;ambito della pedagogia liberale o pedagogia della cultura\u00bb (perch\u00e9 non condivideva l&#8217;idea che la cultura sia una semplice sovrastruttura?); e che \u00abnegli ultimi anni di vita accolse diversi elementi della concezione socialista [&#8230;], giungendo a definire se stesso un socialista liberale\u00bb.<\/p>\n<p>Ora, questa \u00e8 una autentica mistificazione: tacere l&#8217;ispirazione cristiana della pedagogia di Hessen, sarebbe come parlare di Vittorino da Feltre senza parlare dei valori rinascimentali, o di John Dewey senza parlare del pragmatismo: un assurdo e uno scandalo.<\/p>\n<p>E allora viene da chiedersi: che cos&#8217;\u00e8 che d\u00e0 tanto fastidio, nella proposta educativa cristiana di Sergej Hessen, ai signori della cultura occidentale odierna? Se la sua fervida ispirazione religiosa appare loro come un puro e semplice anacronismo, perch\u00e9 si danno tanto pena per passarla sotto silenzio?<\/p>\n<p>Viene il sospetto che qualcuno o qualcosa, nell&#8217;establishment culturale post-moderno, voglia fare di tutto per confinare la proposta pedagogica cristiana nella \u00abriserva\u00bb, restringendola ai soli adepti e impedendole, per quanto possibile, di dialogare liberamente con gli altri indirizzi culturali ed educativi, s\u00ec da rafforzare l&#8217;idea, nelle giovani generazioni, che essa sia soltanto un residuo del passato, destinato a scomparire mano a mano che l&#8217;umanit\u00e0 continuer\u00e0 ad avanzare verso \u00able magnifiche sorti e progressive\u00bb della Ragione e della Scienza.<\/p>\n<p>Complottismo, paranoie?<\/p>\n<p>Chiss\u00e0.<\/p>\n<p>Forse, a forza di gridare che il Diavolo non esiste, non ci siamo accorti &#8211; come osservava acutamente Baudelaire &#8211; che gli stiamo facendo il favore pi\u00f9 grande che egli potesse mai aspettarsi da noi: e si frega le mani, in silenzio, soddisfatto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abL&#8217;uomo &#8211; diceva Maritain &#8211; si evolve nella storia. 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