{"id":28787,"date":"2016-03-26T05:02:00","date_gmt":"2016-03-26T05:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/26\/il-fine-della-vita-cristiana-per-s-serafino-di-sarov-e-lacquisto-dello-spirito-santo\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:42","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:42","slug":"il-fine-della-vita-cristiana-per-s-serafino-di-sarov-e-lacquisto-dello-spirito-santo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/26\/il-fine-della-vita-cristiana-per-s-serafino-di-sarov-e-lacquisto-dello-spirito-santo\/","title":{"rendered":"Il fine della vita cristiana, per s. Serafino di Sarov, \u00e8 l\u2019acquisto dello Spirito Santo"},"content":{"rendered":"<p>Nato a Kursk, circa 300 km. a sud di Mosca, il 19 luglio 1859 e morto a Sarov il 2 gennaio 1833, san Serafino \u00e8 probabilmente il pi\u00f9 grande santo della Chiesa ortodossa russa (bench\u00e9 canonizzato solo nel 1903) e una delle figure pi\u00f9 dolci e affascinanti di tutta la tradizione monastica cristiana. Nella iconografia devozionale egli \u00e8 spesso rappresentato con degli animali selvatici, che gli si accostano come a un padre e ad un amico; in particolare, insieme a un orso, al quale egli porge da mangiare. Di quanti secoli \u00e8 necessario tornare indietro, nella tradizione monastica dell&#8217;Occidente, per incontrare questa dimensione francescana di amore universale, di fratellanza con tutte le creature? La sensibilit\u00e0 ecologica di cui tanto si parla oggi, magari declinandola in senso cristiano, non \u00e8 che il pallido e sbiadito riflesso d&#8217;una spiritualit\u00e0 nella quale cadono tutte le zavorre dell&#8217;ego, per cui l&#8217;anima, ansiosa solo di riunirsi a Dio, non pu\u00f2 non sentirsi fraternamente unita a tutti i viventi, in un unico coro universale chiamato a cantare le Sue lodi. E quante lotte con il Diavolo ha dovuto sostenere san Serafino, fisicamente e moralmente, nel suo eremo in mezzo alla foresta!<\/p>\n<p>Ha scritto Paolo Cocco, nel rievocare questa straordinaria figura di santo eremita (nell&#8217;articolo <em>San Serafino di Sarov, cuore fiammeggiante della Russia,<\/em> pubblicato sul periodico <em>Portavoce di San Leopoldo Mandic<\/em>, Padova, n. 9 del Dicembre 2014, pp. 12-16):<\/p>\n<p><em>Il 14 agosto 1786 \u00e8 consacrato monaco col nome di Serafino, e dopo poco tempo \u00e8 ordinato diacono. Si prepara con lunghi digiuni e preghiere alle celebrazioni liturgiche; al termine di quella di Gioved\u00ec santo rimane immobile, in estasi, per tre ore. Nel 1793 \u00e8 ordinato presbitero. Celebra ogni giorno l&#8217;eucaristia, cosa non usuale nelle Chiese d&#8217;Oriente.<\/em><\/p>\n<p><em>muore Pacomio, l&#8217;abate che lo aveva accolto e sostenuto nella formazione. Con il permesso di Isaia, l&#8217;abate successivo, Serafino il 20 novembre 1794 va a vivere nella foresta, in un&#8217;isba da lui qualificata &quot;piccolo deserto lontano&quot;, a una certa distanza dal monastero. La sua attivit\u00e0 principale diventa la lettura della Bibbia e la preghiera incessante, compiuto congiungendo mente e cuore, riscaldato dalla grazia, e invocando lo Spirito Santo. L\u00ec Serafino intercede per la salvezza del mondo, conducendo contro il maligno una lotta molto aspra. Si racconta che egli abbia continuato a gridare per mille giorni e mille notti, quasi immobile: &quot;Signore Ges\u00f9 Cristo, Figlio di Dio, abbi piet\u00e0 di me peccatore&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Osserva un rigoroso digiuno, cibandosi solo di pane e ortaggi. A un certo momento si sfama solo della pianta di egopodio, e cos\u00ec il suo corpo diventa diafano. Il pane lo offre agli animali che di notte vengono a visitarlo (\u00e8 diffusa l&#8217;immagine che lo raffigura mentre offre cibo a un orso). Si reca regolarmente nel monastero per la liturgia domenicale e vi trascorre la prima settimana di Quaresima., tempo dedicato al digiuno comunitario assoluto. Il 12 settembre 1804 tre ladri lo minacciano e lo colpiscono. Un confratello lo trova quasi morto. \u00c8 trasportato al monastero. Anche questa volta si riprende grazie all&#8217;intervento della Madonna, apparsa assieme ai due apostoli. I briganti che lo avevano colpito sono identificati, ma Serafino si adopera risolutamente perch\u00e9 siano perdonati. Rimessosi in forze, ottiene il permesso di tornare alla sua isba, votandosi a un assoluto silenzio e ricevendo in dono quella pace che si irradia e procura la salvezza di molti; egli stesso, infatti, cos\u00ec insegna: &quot;Acquista la pace interiore e migliaia intorno a te troveranno la salvezza&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;8 maggio 1810 un confratello, che settimanalmente si reca da lui per portargli un po&#8217; di pane e di legumi, gli trasmette l&#8217;ordine di tornare a vivere in monastero. Serafino obbedisce. In monastero, riceve il permesso di vivere recluso in una cella arredata, come l&#8217;isba, solo con un&#8217;icona, una stufa e un ceppo come sedia. Ogni giorno, col volto coperto, riceve da Paolo, suo confratello, un po&#8217; di cibo. Ogni settimana legge tutti i libri del Nuovo Testamento e li commenta a voce alta. Dal settembre 1815 allenta la reclusione, tenendo la porta aperta. Poi comincia a parlare, prima con i confratelli e in seguito anche con altri.<\/em><\/p>\n<p><em>La Madonna stessa, in un apparizione, gli ordina di accogliere i visitatori. Per questo motivo nel novembre 1825 torna a vivere nel &quot;piccolo deserto&quot;, la sua isba, salutando chi viene a fargli vista con il gioioso saluto pasquale: &quot;Buon giorno, mia gioia! Cristo \u00e8 risorto!&quot;. Innumerevoli sono le persone che si recano da lui per chiedergli aiuto e preghiere. Si rivolgono a lui anche persone benestanti e importanti. Egli tratta tutti senza discriminazioni. Sua \u00e8 l&#8217;esortazione: &quot;Accostandoci agli uomini, dobbiamo essere puri da parole e in spirito, uguali verso tutti, senza mai adulare nessuno, altrimenti la nostra vita sar\u00e0 inutile&quot;. Invita tutti a condurre una vita veramente cristiana: Ricordati sempre della presenza di Dio e del suo santo nome&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche Antonio, abate di un&#8217;altra comunit\u00e0, riceve da lui un grande insegnamento: &quot;Sii una madre per i tuoi monaci, piuttosto che un padre. Ogni superiore deve essere, e rimanere, una madre ragionevole per le sue pecore. Una madre che ama non vive per se stessa ma per i figli. Sopporta con amore le debolezze degli infermi; purifica e lava con dolcezza e attenzione quelli che sino sporchi; li veste con abiti puliti e nuovi; d\u00e0 loro le scarpe, li riscalda, li nutre, li consola e cerca di essere loro vicina in modo da non dover mai sentire da parte loro il minimo rimprovero. I figli, allora, cresceranno affezionati alla madre. Cos\u00ec anche ogni superiore deve vivere non per se stesso ma per le sue pecore. Dev&#8217;essere indulgente verso le loro debolezze; sopporti con amore le loro malattie; fasci i mai dei peccatori con le bende della misericordia; rialza con dolcezza quelli che cadono, purifichi nella pace quelli che si sono macchiati di qualche vizio e imponga loro una razione supplementare di preghiera e di digiuno; li ricopra di virt\u00f9 attraverso l&#8217;insegnamento e l&#8217;esempio; li segua costantemente e protegga la loro pace interiore in modo da non dover mai sentire da parte loro il minimo rimprovero. Allora anche loro faranno il possibile per garantire al loro igumeno la tranquillit\u00e0 e la pace&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Serafino tiene acceso un cero nella sua isba come espressione di intercessione per chi si rivolge a lui. Ed esorta: &quot;Guardando un cero acceso, soprattutto in chiesa, pensiamo sempre all&#8217;inizio, allo svolgimento e alla fine della nostra vita: come si scioglie un cero acceso davanti al volto di Dio, cos\u00ec la nostra vita diminuisce ad ogni istante, avvicinandosi al termine. Questo pensiero ci aiuter\u00e0 a non distrarci in chiesa, a pregare con pi\u00f9 fervore, a fare il possibile affinch\u00e9 la nostra vita assomigli a un cero fabbricato con cera pura, che brucia e si spegne senza puzzare&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Negli ultimi anni della sua vita si dedic\u00f2 intensamente all&#8217;assistenza spirituale di un convento femminile, situato a Diveyevo, nel quale non si rec\u00f2 mai di persona, ma che segu\u00ec con la preghiera e il consiglio, contribuendo in maniera decisiva allo sviluppo di quella comunit\u00e0. E anche questo \u00e8 caratteristico della spiritualit\u00e0 e dell&#8217;ascetismo di san Serafino, e, in generale, di tutta la spiritualit\u00e0 contemplativa: non \u00e8 necessario andare in molti luoghi per effondere il bene della Grazia sulle anime; non \u00e8 necessario immergersi in un ritmo di vita frenetico, e sia pure bene intenzionato, per recare sollievo ai propri fratelli. C&#8217;\u00e8 bisogno di ricordare che san Pio da Pietrelcina, che ha operato il bene di numerosissime anime, non si \u00e8 praticamente mai mosso dal suo convento di san Giovanni Rotondo? Se proprio era necessaria la sua presenza altrove, abbiamo numerose testimonianze relative alle sue bilocazioni: perch\u00e9 Dio concede simili carismi ai suoi discepoli, se essi hanno saputo spogliarsi completamene dalle vanit\u00e0 mondane e sono pronti per usarli con discrezione, nel silenzio e nell&#8217;oscurit\u00e0, facendo anzi di tutto perch\u00e9 non si sappiano troppo un giro, e la gente non ne parli come di semplici eventi miracolosi, perdendo di vista il loro significato spirituale.<\/p>\n<p>Vi sono, nella spiritualit\u00e0 ortodossa, e specialmente nella teoria e nella pratica dell&#8217;esicasmo, di cui san Serafino \u00e8 stato un illustre esponente, dei veri e propri tesori di saggezza, di pace, di armonia e di contemplazione del divino, ai quali i cattolici potrebbero, se lo volessero, rivolgersi per trovare, o ritrovare, quel rapporto diretto, luminoso, beatificante con il divino, che, per un complesso di ragioni storiche, culturali, sociali, si \u00e8 andato alquanto appannando, fino a scomparire del tutto in certi contesti pi\u00f9 influenzati dalle dinamiche della secolarizzazione. Purtroppo, i teologi cattolici del Novecento hanno preferito ispirarsi alla cosiddetta teologia liberale di stampo protestante, a Bultmann, a Tillich, a Bonhoeffer, invece che alla speculazione, profondamente spirituale, di un Solov&#8217;ev, di un Florenskij, di un Evdokimov; cos\u00ec come tanti sacerdoti e vescovi hanno preferito concentrare la loro attenzione e le loro energie sulla vita attiva, sull&#8217;impegno sociale e perfino su quello politico, a scapito della interiorit\u00e0, della spiritualit\u00e0 e dell&#8217;ascetismo. Abbiamo avuto cos\u00ec, dopo il modernismo di Tyrrell, di Loisy e di Buonaiuti, le correnti neomoderniste o cripto-moderniste le quali, da Rahner, da Schillebeeckx, da Congar, e dagli stessi Maritain e von Balthasar (questi due ultimi poi ravvedutisi, forse un po&#8217; tardi), passando per Hans K\u00fcng, arrivano, ai nostri giorni, ai vari Enzo Bianchi, Vito Mancuso e Michela Marzano, i cui massimi problemi speculativi ruotano intorno ad un ecumenismo che equivale ad un relativismo totale, o alla rivendicazione dei &quot;diritti&quot; delle coppie omosessuali, alla liceit\u00e0 o al possibilismo riguardo all&#8217;aborto e all&#8217;eutanasia; senza tralasciare la teologia della liberazione e il suo &quot;grido&quot; a favore dei poveri che, muovendo da una analisi sociale ed economia tipicamente classista, equivale, di fatto, ad una introiezione della prospettiva marxista. E questo quando appare agli occhi di tutti, anche dell&#8217;osservatore pi\u00f9 distratto, che il vero problema che attanaglia la cristianit\u00e0 contemporanea, e l&#8217;umanit\u00e0 tutta, non \u00e8 l&#8217;insufficiente riconoscimento dei diritti, intesi in senso egoistico ed ultra-individualistico, e in una prospettiva puramente materialista e immanentista, vale a dire pi\u00f9 o meno esplicitamente consumista, ma in un oblio della spiritualit\u00e0 cristiana, in una amplificazione patologica dell&#8217;ego e delle sue brame, in una perdita della connessione con il divino, con il soprannaturale: tutte cose rispetto alle quali i cattolici avrebbero molto da imparare dalla tradizione ortodossa, vera e propria scuola di distacco dalle passioni terrene, dalle ambizioni umane, dall&#8217;edonismo disordinato, e autentica bussola per ritrovare la direzione che porta verso l&#8217;essenziale.<\/p>\n<p>Ma cos&#8217;\u00e8 l&#8217;essenziale? Ecco una bella domanda, per il cristiano. Alla quale ha dato una risposta esemplare appunto san Serafino di Sarov, parlando con un giovane &#8212; certo Nicola Motovilov &#8211; che lui stesso aveva guarito, con la preghiera, da una gravissima malattia degenerativa (op. cit. p. 16):<\/p>\n<p><em>Dio mi ha rivelato che in giovent\u00f9 tu desideravi sapere qual \u00e8 il fine della nostra vita cristiana e che<\/em> <em>pi\u00f9 volte hai interrogato in proposito persone importanti ed esperti di cose spirituali. Ma nessuno ti ha detto qualcosa di preciso a riguardo&#8230; Ora io, povero Serafino, ti esporr\u00f2 qual \u00e8 realmente il fine della vita cristiana&#8230; La preghiera, il digiuno, le veglie e tutte le altre opere del cristiano, per quanto eccellenti in s\u00e9, non sono il fine della vita cristiana, bench\u00e9 siano i mezzi indispensabili per raggiungerlo. Il vero fine della vita cristiana consiste nell&#8217;acquisto dello Spirito Santo. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Un certo acceso, pur bruciando di un fuoco terreno, pu\u00f2 accendere, senza perdere il proprio splendore, altri ceri che illumineranno a loro volta altri luoghi. E questa \u00e8 la propriet\u00e0 del fuoco terreno, cosa dobbiamo dire della grazia dello Spirito Santo? La ricchezza materiale, quando viene distribuita, diminuisce. La ricchezza celeste della grazia, invece, non fa altro che aumentare in colui che la diffonde.<\/em><\/p>\n<p>Ecco a che servono il ritiro dal mondo, la preghiera incessante, la mortificazione del corpo e la contemplazione: a predisporre l&#8217;anima per ricevere il dono soprannaturale della Grazia. E non \u00e8 affatto una fuga dal mondo, un voltare le spalle al prossimo: al contrario; perch\u00e9 il dono della Grazia \u00e8 tale che brilla cos\u00ec, in colui che lo riceve, da illuminare il cammino ad altre cento, mille anime che vagavano incerte nella semioscurit\u00e0. Il solitario cercatore di Dio, pertanto, non si allontana dal rumore per un egoistico desiderio di pace, intesa come assenza di fastidi, ma seguendo la via necessaria per ottenere un bene infinitamente prezioso, che, non appena ricevuto, si effonde anche sugli altri, accendendo infiniti specchi, uno dopo l&#8217;altro, come il fulgore abbagliante del Sole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato a Kursk, circa 300 km. a sud di Mosca, il 19 luglio 1859 e morto a Sarov il 2 gennaio 1833, san Serafino \u00e8 probabilmente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[157],"class_list":["post-28787","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28787","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28787"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28787\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}