{"id":28783,"date":"2019-04-17T08:07:00","date_gmt":"2019-04-17T08:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/17\/senza-la-persona-la-filosofia-si-scioglie-in-psicologia\/"},"modified":"2019-04-17T08:07:00","modified_gmt":"2019-04-17T08:07:00","slug":"senza-la-persona-la-filosofia-si-scioglie-in-psicologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/17\/senza-la-persona-la-filosofia-si-scioglie-in-psicologia\/","title":{"rendered":"Senza la persona, la filosofia si scioglie in psicologia"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa \u00e8 accaduto alla filosofia, se non patire il contraccolpo che ha subito l&#8217;immagine che l&#8217;uomo moderno ha elaborato di se stesso? Ci siamo persi per strada la persona; pochi se ne sono accorti, e quei pochi non hanno fiatato. Al posto della persona, ci siamo ritrovati fra le mani la personalit\u00e0: la filosofia si \u00e8 sciolta in psicologia, l&#8217;universale si \u00e8 sbriciolato nei cento, mille casi individuali. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 una verit\u00e0 generale sull&#8217;uomo, ci sono tante verit\u00e0 parziali, contingenti, finite; tante piccole verit\u00e0 di corto respiro, corrispondenti a ciascun individuo. Ma, inevitabilmente, perch\u00e9 fermarsi a met\u00e0 strada? Se non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 una verit\u00e0 valida per tutti gli uomini, allora perch\u00e9 ipotizzare che ce ne sia una per ciascun uomo? Pi\u00f9 logico e consequenziale affermare che per ogni uomo ci sono cento, mille verit\u00e0: a seconda dell&#8217;umore, a seconda delle circostanze. Dal relativismo al soggettivismo, il passo \u00e8 breve. E cos\u00ec dalla filosofia alla psicologia, e dalla psicologia allo scetticismo. A che serve cercare la verit\u00e0, se questa cambia ad ogni soffio di vento? Meglio, molto meglio limitarsi a cogliere queste variazioni, questi umori, questo stato d&#8217;animo; limitarsi a descrivere l&#8217;esistente. Nessuno pu\u00f2 imprigionare il flusso vitale; nessuno pu\u00f2 costringere in una gabbia ci\u00f2 che, per sua natura, scorre e muta continuamente.<\/p>\n<p>L&#8217;orizzonte filosofico si \u00e8 rimpicciolito, \u00e8 divenuto asfittico, perch\u00e9 si \u00e8 rimpiccolita l&#8217;immagine che l&#8217;uomo ha di se stesso e del reale. Logico. Questo processo parte dall&#8217;umanesimo, culmina con l&#8217;illuminismo e col positivismo: sono tutte filosofie che, in apparenza, esaltano l&#8217;uomo, le sue facolt\u00e0, le sue conquiste, la fiducia che egli ha in se stesso; ma, in effetti, giungono a degli esiti diametralmente opposti alle premesse. Per esaltare veramente l&#8217;uomo, bisogna averne un&#8217;immagine esatta: e l&#8217;immagine esatta dell&#8217;uomo \u00e8 quella di una creatura finita, di una persona che brancola nell&#8217;incertezza, cercando a tentoni la strada. Questa \u00e8 la vera immagine dell&#8217;uomo: persona, quindi creatura spirituale, formata dall&#8217;unione di corpo e anima; e persona finita, quindi creatura consapevole del proprio limite ontologico, della propria piccolezza e della propria caducit\u00e0. Solo a queste condizioni, cio\u00e8 solo sapendosi guardar onestamente allo specchio per ci\u00f2 che \u00e8, l&#8217;uomo pu\u00f2 arrivare a una giusta celebrazione delle sue possibilit\u00e0, che sono effettivamente grandi, ma solo se rivolte al proprio completamente soprannaturale, e cio\u00e8 aperte all&#8217;influsso vivificante della Grazia. Altrimenti, l&#8217;uomo rimane una creatura sospesa: da un lato vorrebbe balzare oltre il proprio limite, dall&#8217;altro va a sbattervi contro ogni volta, inesorabilmente; e, alla lunga, ci\u00f2 genera in lui un senso di frustrazione, di amarezza e di radicale scetticismo. In tal caso l&#8217;uomo cade al di qua del proprio limite, si abbassa, si degrada; invece di sviluppare le sue migliori potenzialit\u00e0, le isterilisce o le mette al servizio della propria autodistruzione.<\/p>\n<p>Sia la filosofia classica che la filosofia cristiana medievale hanno sempre saputo cosa sia la persona: specialmente la seconda. Da Aristotele a san Tommaso d&#8217;Aquino e oltre, fino a Dante Alighieri, fino a Pascal, fino a Kierkegaard, fino a Romano Guardini, la filosofia occidentale ha tenuto fermo alla duplice natura della persona, nell&#8217;ordine della natura e nell&#8217;ordine della Grazia. Ma poi, a partire appunto dall&#8217;umanesimo, e sempre pi\u00f9 negli ultimi due secoli, ha messo in soffitta la dimensione soprannaturale e ha limitato la propria attenzione alla dimensione naturale. Tale \u00e8 stata anche l&#8217;opera, essenzialmente negativa, di Kant: eliminare la metafisica, eliminare la teologia, lasciare dell&#8217;uomo un&#8217;immagine puramente razionale, senza neanche provare ad accedere al nucleo pi\u00f9 autentico della persona. Cos\u00ec sono sorti e si son sviluppati due filoni principali dell&#8217;antropologia moderna: quello naturalista, che vede nell&#8217;uomo un essere biologico, dotato di appetiti e istinti che non pu\u00f2 reprimere senza compromettere il proprio equilibrio; e quello esistenzialista, che vede in lui una creatura dotata essenzialmente di volont\u00e0, una creatura che dice s\u00ec alla vita (Nietzsche), ma senza possedere i mezzi, n\u00e9 la volont\u00e0 di tendere al fine soprannaturale, e la cui spinta vitale si esaurisce nell&#8217;ordine del finito, dunque inevitabilmente nell&#8217;infelicit\u00e0 e nell&#8217;angoscia.<\/p>\n<p>Scriveva monsignor Giuseppe Nebiolo, scomparso a Roma nel novembre 2003 &#8211; figura esemplare di sacerdote e infaticabile animatore dell&#8217;Azione Cattolica nella diocesi di Asti, nonch\u00e9 grande pedagogista, oggi ingiustamente ignorato &#8211; nel suo libro <em>Pedagogia junioristica<\/em> (Roma, Giovent\u00f9 Italiana di Azione Cattolica, 1952, pp. 106-111):<\/p>\n<p><em>Essere persona importa essere SOSTANZA COMPLETA. Il corpo non \u00e8 persona. L&#8217;anima non \u00e8 persona. Infatti ognuna delle due sostanze, prese isolatamente in s\u00e9, non sono complete. La loro completezza risiede nell&#8217;unione sostanziale di esse. Persona esprime quindi un ordinamento all&#8217;essere sostanziale. Essere persona importa ESSERE SPIRITUALE. La materia, anche organizzata, anche vivente, non costituisce persona. E nemmeno, col passare dei secoli, pu\u00f2 diventare persona. L&#8217;essere persona esige l&#8217;indipendenza e la libert\u00e0 dalla materia. Questa \u00e8 prerogativa dello spirito. (&#8230;) Essere persona importa essere INDIVIDUO. Essere individuo significa avere esistenza propria, essere distinto dagli altri; essere incomunicabile agli altri. (&#8230;) Essere persona importa ESSERE DI NATURA UMANA. La persona possiede in se stessa, immanente, il principio di tutta l&#8217;attivit\u00e0 umana. (&#8230;) La persona si determina da s\u00e9 all&#8217;azione, spontaneamente, senza cause dirette esterne di ordine naturale. (&#8230;) Essere persona importa quindi ESSERE SOGGETTO RESPONSABILE delle proprie azioni. Al concetto di persona siamo giunti seguendo il metodo della filosofia classica e cristiana. \u00e8 certo una visione completa e profonda della persona umana, sotto l&#8217;aspetto dell&#8217;essere e sotto l&#8217;aspetto dell&#8217;azione. Al tempo d&#8217;oggi invece la visione filosofica della persona \u00e8 troppo trascurata forse per una certa pigrizia mentale, o forse anche per quel subdolo disprezzo della ragione e quell&#8217;intolleranza delle definizioni che caratterizza il pensiero moderno. Al posto della persona si parla molto di personalit\u00e0, e poich\u00e9 nessuno s&#8217;incomoda a spiegare il significato del termine, ne avviene che usandolo, ognuno intende dire quello che vuole, e sentendolo, ognuno cerca di capire quello che pu\u00f2.(&#8230;) Sia quelli che rinnegano e sia quelli che semplicemente dimenticano il concetto filosofico classico di persona sono portati a sostituirlo con un concetto, o con concetti, di natura PSICOLOGICA. Si tende insomma a definire la persona NON PER QUELLO CHE ESSA \u00c8, MA PER QUELLO CHE ESSA APPARE<\/em>. <em>Il concetto psicologico di personalit\u00e0 pu\u00f2 assumere nel pensiero moderno due aspetti principali. Per alcuni la personalit\u00e0 \u00e8 l&#8217;insieme del COMPORTAMENTO CARATTERISTICO individuale di un uomo. Per altri invece \u00e8 l&#8217;AUTOCOSCIENZA APPOFONDITA di se stesso. (&#8230;) Ammettiamo per vero il concetto di personalit\u00e0 nel primo senso. In questo caso la personalit\u00e0 \u00e8 il complesso delle doti umane che costutuiscono l&#8217;uomo nella sua individualit\u00e0. Rileviamo da questo concetto le conseguenze educative. L&#8217;educazione della personalit\u00e0 dovrebbe consistere nello sviluppo e nell&#8217;affermazione dei valori fisici, sentimentali, intellettuali, voltivi in tutti i campi che praticamente sono raggiungibili dall&#8217;individuo. Ecco quindi la valorizzazione , dell&#8217;amore, della forza, della cultura, dell&#8217;azione, dell&#8217;impresa coraggiosa, del senso estetico, della riuscita in societ\u00e0, della potenza, della ricchezza, della gloria. Ora cercate di leggere il &quot;My Pedagogoc Creed&quot; di Dewey e ci troverete esattamente queste idee. (&#8230;) Tante volte gli stessi cattolici meno vigili sul significato di quello che dicono e di quello che fanno, non pensano che la loro educazione positiva, costruttiva, integralistica, dinamica, umanistica, attivistica viene stranamente a coincidere con queste visioni che non sono cattoliche, ma che TUTTAVIA CONSERVANO UN FASCINO PER QUEL TANTO DI CATTOLICO CHE SEMBRANO CONTENERE. Sono pedagogie apparentemente slide perch\u00e9 tenacemente radicate nell&#8217;umano, nel concreto, nell&#8217;esperimentabile; ma che rivelano la loro intima indigenza per un motivo che quelle pedagogie non possono o non vogliono valutare: la disarmonia e il disorientamento delle facolt\u00e0. I simpatizzanti per queste forme di educazione si trovano frequentemente di fronte a punti critici, da cui cercano di svincolarsi con pi\u00f9 o meno fortunata abilit\u00e0. Sono i punto critici del rapporto tra atletismo e moralit\u00e0; tra intelligenza e sentimento; tra individuo e societ\u00e0; tra uomo e donna. Ogni facolt\u00e0 infatti, se violentemente sollecitata e sviluppata, acquista delle DISPOSIZIONI PERMANENTI CHE TENDONO A STRARIPARE trascinando con s\u00e9 tutte le energie spirituali della persona. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Ammettiamo ora per vero l&#8217;altro concetto di personalit\u00e0. In questo caso la personalit\u00e0 sarebbe la progressiva autocoscienza di se stessi<\/em>. <em>Ed ecco le conseguenze educative. Conseguenze meno notevoli della prima perch\u00e9 riservate ancora ad una \u00e9lite di uomini di oggi, ma ugualmente preoccupanti. Nel prendere coscienza di se stesso il giovane scopre la propria inquietudine profonda. Scopre la sua esistenza limitata. Scopre la sua finitezza. La tragica contraddizione del suo &quot;nulla&quot; che si protende verso l&#8217;essere gli si rivela appunto nel senso di angoscia. L&#8217;angoscia \u00e8 smarrimento, rivelazione a se stesso del nulla originario. Il nulla appare l&#8217;orizzonte della vita: la vita \u00e8 un tendere al nulla, \u00e8 un ESSERE PER LA MORTE. Tutto il nulla di cui siamo fatti \u00e8 redento nell&#8217;istante in cui si accetta con un atto di volont\u00e0. Non la ragione dunque insegna la via, ma la volont\u00e0, atto irrazionale con cui si accetta l&#8217;esistenza.(&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>In conclusione possiamo dire che i due concetti di personalit\u00e0 da cui siamo partiti conducono, il primo, ad un PRAGMATISMO NATURALISTICO, il secondo ad un NATURALISMO VOLONTARISTICO IRRAZIONALE. In parole pi\u00f9 semplici, il primo ad una PEDAGOGIA FONDATA SULL&#8217;AZIONE SVINCOLATA DA UN FINE CHE TRASCENDE L&#8217;UOMO, il secondo ad una PEDAGOGIA FONDATA SUL SENTIMENTO SVINCOLATO DALLA RAGIONE<\/em>.<\/p>\n<p>Proprio cos\u00ec. Nelle visioni moderne dell&#8217;uomo manca l&#8217;elemento equilibratore fra le diverse facolt\u00e0, perch\u00e9 manca l&#8217;elemento finalistico: l&#8217;uomo \u00e8 come sospeso nel vuoto, non si capisce dove voglia andare e, soprattutto, non si comprende su che cosa intenda poggiare i piedi. Sulla terra? Ma la terra \u00e8 il regno del finito, del precario, del contingente: base instabile, ondeggiante, quanto mai precaria. Su se stesso? Ma egli non pu\u00f2 essere sia il viandante sia il cammino da percorrere: altrimenti il suo viaggio non sarebbe che un circolo vizioso, una illusione di movimento, un dinamismo senza senso, proprio come lo \u00e8 quello delle macchine da lui create per rendersi la vita pi\u00f9 comoda e per esercitare un pi\u00f9 stretto dominio sulla natura. Dominio illusorio, peraltro: la natura \u00e8 indomabile, perch\u00e9 egli stesso \u00e8 un elemento della natura &#8212; per ci\u00f2 che riguarda la sua parte finita. E la parte non potr\u00e0 mai dominare il tutto, per quanto sofisticate siamo le macchine che \u00e8 capace di costruire. Inoltre, per dominare qualcosa bisogna prima aver piena coscienza di s\u00e9: ma \u00e8 appunto ci\u00f2 che l&#8217;uomo moderno ha smarrito. L&#8217;uomo moderno non sa pi\u00f9 chi \u00e8; se l&#8217;\u00e8 scordato per strada, mentre era impegnato a scoprire e &quot;conquistare&quot; continenti, oceani, malattie, molecole, codici genetici, corpi celesti; e ci\u00f2 dal momento in cui ha smarrito il concetto di persona e lo ha sostituito, via, via, con quello di personalit\u00e0. Ma la personalit\u00e0 non \u00e8 la persona, qualunque cosa egli intenda con quest&#8217;ultimo vocabolo, il che non \u00e8 affatto chiaro, come osserva giustamente il Nebiolo. In ogni caso, n\u00e9 dieci, n\u00e9 mille personalit\u00e0 faranno mai la persona: la persona \u00e8 l&#8217;elemento stabile, essenziale, sostanziale in cui consiste la natura umana; la personalit\u00e0 non \u00e8 che la maschera, o la serie di maschere che egli indossa. Ma come arrivare alla persona, come recuperare il concetto di persona, una volta che, sulle orme di Kant, la cultura moderna ha rinunciato all&#8217;idea di poter mai conoscere la cosa in s\u00e9? Senza contare che l&#8217;uomo moderno \u00e8 diventato l&#8217;uomo-massa, l&#8217;uomo della Folla, l&#8217;uomo atomo nel mare dei tanti: anche da questo lato egli ha smarrito non solo il concetto, ma la pratica dell&#8217;essere persona. Per essere persona, e per pensarsi come persona, l&#8217;uomo deve conservare la propria individualit\u00e0, unica, irriducibile: non deve assomigliare a tutti gli altri, non deve scolorire nel gran mare dell&#8217;umanit\u00e0. O l&#8217;uomo \u00e8 se stesso, e perci\u00f2 Singolo, oppure non \u00e8 pi\u00f9 persona, ma una ex persona, cio\u00e8, in ultima analisi, un ex essere umano. L&#8217;essere umano, infatti, \u00e8 tale e si pu\u00f2 realizzare come tale &#8212; pu\u00f2, si badi, ma a determinate condizioni &#8212; solo finch\u00e9 rimane Singolo; se abdica dalla propria singolarit\u00e0, se si lascia trasportare dal gran flusso del gregge, non \u00e8 pi\u00f9 lui, non \u00e8 pi\u00f9 uomo. \u00c8 solo bestiame in attesa di un pastore che lo conduca dove vorr\u00e0 lui, verso una (falsa) terra promessa o verso l&#8217;abisso: non c&#8217;\u00e8 differenza fra le due cose. Se l&#8217;uomo vuole ritrovare il proprio equilibrio interiore, gravemente compromesso da due o tre secoli almeno di sistematico auto-inganno, di sistematica mistificazione del reale, deve ripercorrere al contrario il cammino iniziato con l&#8217;umanesimo, che si \u00e8 rivelato un tragico vicolo cieco; deve tornare a vedersi per ci\u00f2 che \u00e8, sostanza e persona finita, ma con un fine soprannaturale. Deve riscoprire la bellezza della ragione rettamente intesa e utilizzata: la ragione che conduce al fine della vita, che \u00e8 Dio, creatore e ordinatore dell&#8217;universo, nell&#8217;ordine delle cose visibili e in quello delle cose invisibili. Perch\u00e9 solo in Dio la sua ragione si appaga, la sua perfezione si realizza: in Lui solo \u00e8 la felicit\u00e0. Come dice Aristotele, l&#8217;uomo \u00e8 fatto per giungere alla felicit\u00e0, non per macerarsi negli sterili dubbi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa \u00e8 accaduto alla filosofia, se non patire il contraccolpo che ha subito l&#8217;immagine che l&#8217;uomo moderno ha elaborato di se stesso? 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