{"id":28777,"date":"2016-09-18T11:20:00","date_gmt":"2016-09-18T11:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/18\/sento-compassione-di-questa-folla-perche-non-hanno-da-mangiare\/"},"modified":"2016-09-18T11:20:00","modified_gmt":"2016-09-18T11:20:00","slug":"sento-compassione-di-questa-folla-perche-non-hanno-da-mangiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/18\/sento-compassione-di-questa-folla-perche-non-hanno-da-mangiare\/","title":{"rendered":"Sento compassione di questa folla, perch\u00e9 non hanno da mangiare"},"content":{"rendered":"<p>La compassione \u00e8 quell&#8217;atteggiamento dell&#8217;animo per cui si partecipa intimamente alla sofferenza o alla sventura altrui, ci si immedesima con chi soffre o \u00e8 tribolato, e ci si sente istintivamente spronati a fare, per quanto possibile, qualcosa per lui, onde alleviare i suoi patimenti o, almeno, se non si pu\u00f2 fare altro, mostrargli che gli si \u00e8 vicini, che ci si sente solidali con il suo soffrire; che quanto gli accade non ci lascia freddi e distaccati.<\/p>\n<p>Compatire viene dal tardo latino <em>comp\u0103ti,<\/em> formato da <em>cum<\/em> e <em>pati,<\/em> cio\u00e8 soffrire insieme con qualcuno, o, meglio ancora, sopportare insieme con qualcuno: perch\u00e9, in latino, <em>patior<\/em>, deponente, significa sopportare, tollerare, consentire, indica cio\u00e8 non un generico soffrire (insieme a qualcun altro), ma proprio un sostenere un peso, una prova, una difficolt\u00e0, una offesa, con lui; implica, cio\u00e8, la condivisione volontaria, l&#8217;acconsentire a qualcosa e, nello stesso tempo, il fatto di porsi in maniera attiva per sostenere qualcuno, e non il chinarsi a subire un destino.<\/p>\n<p>In tal modo, il fatto della compassione fa emergere il lato pi\u00f9 delicatamente umano che un individuo possa mostrare nei confronti di un altro individuo; mostra la capacit\u00e0 di provare piet\u00e0 per gli infelici e il desiderio di alleviare la loro pena; rivela quanto di meglio pu\u00f2 esserci nel carattere di una persona, la quale, se si presentano le circostanze adatte, si mostra pronta e sollecita per solidariet\u00e0 con qualcuno che forse non conosce, e dal quale non pu\u00f2 nemmeno sperare di ricevere alcuna ricompensa, ma verso il quale vuole semplicemente, gratuitamente, essere buona, per un senso innato e spontaneo di simpatia e di commiserazione, quale si potrebbe provare per uno stretto congiunto o per un caro amico.<\/p>\n<p>La compassione, peraltro, \u00e8 un sentimento pi\u00f9 forte, pi\u00f9 articolato e pi\u00f9 maturo della semplice piet\u00e0: perch\u00e9 in essa non ci si limita a provare turbamento e dolore per il male che colpisce l&#8217;altro, ma si desidera anche fare qualcosa per alleviarlo, si desidera ch&#8217;egli sappia di non essere solo, di non trovarsi del tutto abbandonato in balia del destino, ma di poter contare sulla fratellanza di altri uomini, come se fossero i membri della sua famiglia. E quindi vi \u00e8 un senso di protezione, una sollecitudine attiva e misericordiosa, il cui desiderio \u00e8 quello di dare un sollievo, un conforto, un sostegno e un segnale d&#8217;incoraggiamento, invece di limitarsi a provare un po&#8217; di commozione, tenendola per\u00f2 chiusa in s\u00e9 ed evitando, per una ragione o per l&#8217;altra, di lasciarla trasparire all&#8217;esterno, e soprattutto di trasformarla in azione concreta e immediata.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 Cristo, il divino Maestro, il Figlio Unigenito di Dio, era capace di provare una profonda compassione, non teorica o filosofica, ma concreta e immediata, nei confronti di coloro che soffrono, sia per dei mali fisici, e quindi nel corpo, sia per dei mali morali, cio\u00e8 nell&#8217;anima. Tanto i ciechi, i sordi, i muti, gli indemoniati, quanto i soli, i disperati, i pubblici peccatori, i reietti della societ\u00e0, incendiavano il suo cuore di compassione, e la compassione si trasformava in azione concreta, finalizzata a porgere ad essi un aiuto, una qualche forma di sollievo per il presente, ma anche di consolazione rivolta alla loro condizione complessiva di uomini (o di donne) immersi nel buio e incapaci di trovare la strada da soli.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 era anche vero uomo, e uomo nel senso pi\u00f9 alto della parola: era suscettibile di provare tutte le passioni umane, prima di tutte la sensibilit\u00e0; era sensibile ai sentimenti, si commuoveva, soffriva per gli amici: davanti alla tomba dell&#8217;amico Lazzaro, pianse, come piange un uomo sensibile alla morte di un caro amico. La sua misericordia nasceva dal fatto che egli comprendeva la condizione umana <em>dall&#8217;interno<\/em>, per averla assunta totalmente su di s\u00e9, senza riserve, sino in fondo. Il suo primo miracolo, la trasformazione dell&#8217;acqua in vino alle nozze di Cana, ebbe occasione &#8212; contro sua voglia, come \u00e8 chiaramente attestato dalla tradizione evangelica &#8212; dalla necessit\u00e0 di soccorrere due sposi in difficolt\u00e0, salvandoli da una brutta figura davanti a tutti gli invitati: quella di non avere pi\u00f9 vino da offrir loro durante il banchetto nuziale.<\/p>\n<p>Tutto questo non deve farci dimenticare che Egli era anche giusto: e la giustizia non \u00e8 che il completamento dell&#8217;amore, anche se tale aspetto di solito ci sfugge, perch\u00e9, propensi come siamo a scusare le nostre colpe e a cercare ovunque pezze giustificative, circostanze attenuanti, non ci piace fare i conti con il fatto che l&#8217;amore, quanto pi\u00f9 \u00e8 grande, limpido, generoso, tanto pi\u00f9 \u00e8 rispettoso della libert\u00e0 altrui. L&#8217;innamorato non pu\u00f2 imporre il proprio amore alla persona che ama: pu\u00f2 solamente offrirlo, non certo costringere l&#8217;altro ad accoglierlo e a ricambiare il suo sentimento. Perci\u00f2, se \u00e8 vero, anzi verissimo, che Ges\u00f9 prova per gli uomini un amore immensamente misericordioso, \u00e8 altrettanto vero che quell&#8217;amore \u00e8 giusto, cio\u00e8 non invadente, non oppressivo, non vincolante, non ricattatorio: non obbliga gli uomini ad accettarlo, tanto meno a ricambiarlo; \u00e8 l&#8217;amore di una creatura perfetta (nella misura in cui Ges\u00f9 ha <em>anche<\/em> la natura creaturale), che ama senza la pi\u00f9 piccola traccia di egoismo, di possessivit\u00e0, di interesse, che ama in maniera totalmente gratuita e disinteressata, come tutti gli uomini e le donne dovrebbero e potrebbero fare, ma, in pratica, come mai nessun uomo e nessuna donna sono stati capaci di amare. Anche e soprattutto in questo, Egli \u00e8 stato il nostro Maestro perfetto: nell&#8217;insegnarci come si ama, che cos&#8217;\u00e8 il vero amore. E, per maggiore chiarezza, lo ha spiegato con parole di una semplicit\u00e0 cristallina, e ne ha dato l&#8217;esempio: <em>Nessuno ha un amore pi\u00f9 grande di colui che d\u00e0 la vita per i suoi amici.<\/em><\/p>\n<p>Pertanto i tentativi di certi sedicenti teologi progressisti e modernisti di far passare l&#8217;amore, la compassione e la misericordia di Ges\u00f9, per un buonismo a tutto campo, sdolcinato e indiscriminato, per una liquidazione d&#8217;amore di fine stagione, dove si vende a prezzi stracciati e poi si chiude il magazzino, \u00e8 una vera e propria mistificazione del significato del Vangelo. La compassione di Ges\u00f9 verso gli esseri umani \u00e8 autentica, ma, proprio per questo, non si identifica con un permissivismo all&#8217;ingrosso, con un relativismo etico, con un indifferentismo religioso: non equivale a dire n\u00e9 che il peccatore pu\u00f2 continuare a peccare impunemente, n\u00e9 che viene abolita la distinzione fra il bene e il male, n\u00e9, meno di tutto, che sia indifferente il modo in cui si adora Dio, e quale Dio realmente si adori. Strani effetti del relativismo e dell&#8217;indifferentismo che certi teologi e certi membri del clero cattolico stanno distribuendo a piene mani, incontri di Assisi in testa: non tutte le religioni si equivalgono; non tutte sono buone; non tutte sono vere; diciamolo anzi francamente e senza ipocrisie: non \u00e8 possibile che siano vere nemmeno due, ma una soltanto. E se qualcuno si vergogna di dire, o anche solo di pensare, che Cristo \u00e8 <em>la<\/em> via, la verit\u00e0 e la vita, e non che Cristo \u00e8 <em>una delle vie<\/em>, una delle verit\u00e0 e una delle possibili maniere d&#8217;intendere la vita, ebbene, allora che costui abbia la decenza e l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di deporre i panni del cristiano e del cattolico, e indossi pure il vestito di Arlecchino che pi\u00f9 gli piace, compresi i sonagli sul berretto.<\/p>\n<p>La compassione di Ges\u00f9 non pu\u00f2 essere strumentalizzata per &quot;mostrare&quot; che a Ges\u00f9 andava bene tutto, anche l&#8217;errore; non pu\u00f2 essere rovesciata come un guanto, per &quot;dimostrare&quot; che Ges\u00f9, essendo amorevole e misericordioso, amava anche il peccato. Quanto ai peccatori, li amava, certo, ma vedendo in loro non ci\u00f2 che erano al presente, ma ci\u00f2 che avrebbero potuto diventare, se si fossero convertiti; pertanto li amava in vista della loro conversione e si adoprava affinch\u00e9 si convertissero e cos\u00ec si salvassero, e non certo per confermarli e giustificarli nei loro peccati, o, addirittura, per benedirli in essi. E quel direttore di un importante quotidiano cattolico che ha osato dire che nessuno dovrebbe giudicare quei due omosessuali che, subito dopo essersi sposati, sono andati in viaggio di nozze, <em>pardon<\/em>, in pellegrinaggio, a Lourdes, per pregare la Madonna, avrebbe potuto riservare a una miglior causa il suo affettato e gesuitico buonismo: perch\u00e9 trascinare la Madonna a testimone del proprio peccato e invocare le sue grazie su di esso, \u00e8 una cosa che &#8211; anche per la pubblicit\u00e0 che \u00e8 stata data all&#8217;evento &#8211; si <em>pu\u00f2<\/em> e si <em>deve<\/em> giudicare (la cosa, non le persone): e il giudizio di un cristiano che sia fedele al Vangelo, e non di un cristiano fasullo e modernista, non potr\u00e0 che vedere in quel comportamento un atto di vera e propria blasfemia, e anche dei pi\u00f9 obbrobriosi. No, la compassione di Ges\u00f9 verso gli uomini non era di quel genere; tutt&#8217;altro.<\/p>\n<p>Cos\u00ec racconta la seconda moltiplicazione dei pani, concisamente e vigorosamente &#8212; com&#8217;\u00e8 nel suo stile &#8212; l&#8217;autore del <em>Vangelo di Marco<\/em> (8, 1-9):<\/p>\n<p><em>In quei giorni, essendoci di nuovo molta folla che non aveva da mangiare, chiam\u00f2 a s\u00e9 i discepoli e disse loro. &quot;Sento compassione di questa folla, perch\u00e9 gi\u00e0 da tre giorni mi stanno dietro e non hanno da mangiare&quot;. Se li rimando digiuni alle proprie case, verranno meno per via; e alcuni di loro vengono di lontano&quot;. Gli risposero i discepoli: &quot;E come si potrebbero sgamare di pane qui, in un deserto?&quot;. E domand\u00f2 loro: &quot;Quanti pani avete?&quot;. Gli risposero: &quot;Sette&quot;. Ges\u00f9 ordin\u00f2 alla folla di sedersi per terra. Presi allora quei sette pani, rese grazie, li spezz\u00f2 e li diede ai discepoli perch\u00e9 li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini: dopo aver pronunziata a benedizione su di essi, disse di distribuire anche quelli. Cos\u00ec essi mangiarono e si saziarono; e portarono via sette sporte di pezzi avanzati. Erano circa quattromila. E li conged\u00f2.<\/em><\/p>\n<p>Ges\u00f9 sente compassione per quella folla, sia perch\u00e9 essa \u00e8 stanca e affamata, e si trova in luoghi deserti, ove difficilmente potr\u00e0 procurarsi del cibo; sia perch\u00e9 essa si trova in quella situazione per amore di Lui, perch\u00e9 ha voluto seguirlo, perch\u00e9 era avida di ascoltare la Sua parola. Certo, fra quegli uomini e quelle donne vi saranno stati anche dei curiosi, dei perdigiorno, perfino dei malintenzionati: spie dei sommi sacerdoti, agenti del Sinedrio desiderosi di carpirgli qualche frase imprudente, qualche dichiarazione che si possa ritorcere contro di Lui, per trascinarlo davanti al tribunale. Ma che importa? Vi sono certamente anche moltissime persone in buona fede, persone stanche e tribolate, persone che soffrono, malate nel corpo e nell&#8217;anima, e ad ascoltare una parola di Speranza: come non provare compassione, Lui che \u00e8 l&#8217;Amore; come disinteressarsi di quel che potrebbe loro accadere? Sono talmente affamate, che alcune potrebbero svenire lungo la via; e allora, che ne sarebbe di loro? Ges\u00f9 \u00e8 il Buon Pastore: non vuole che le pecorelle si perdano; le vuole proteggere tutte, fino all&#8217;ultima; e, se una si smarrisce, egli \u00e8 pronto ad andarla a cercare. Sono i mercenari che fuggono quando si avvicina il lupo; sono i falsi pastori che si disinteressano della sorte delle pecore che erano state loro affidate: ma non cos\u00ec fa il Buon Pastore. Il Buon Pastore le ama, le conosce una ad una, ed \u00e8 pronto a lottare per difenderle; \u00e8 disposto anche a dare la sua vita per loro.<\/p>\n<p>\u00c8 inevitabile, tuttavia, che qualcuna si perda; forse pi\u00f9 di qualcuna; forse saranno in molte. Il Buon Pastore non \u00e8 un padrone geloso, non \u00e8 un despota, non \u00e8 un tiranno; e non tiene le pecore rinchiuse nell&#8217;ovile, notte e giorno, senza mai lasciarle pascolare in libert\u00e0, per essere sicuro che non si allontanino. Egli le ama cos\u00ec tanto che ne rispetta la libert\u00e0: le va a cercare se si perdono, tuttavia non le obbliga, con la forza, e rientrare nel recinto. Non si serve dei cani per terrorizzarle e costringerle a obbedire ciecamente. Preferisce dare la Sua vita per loro, piuttosto che levare la mano anche contro una sola di esse. \u00c8 buono. Ma non \u00e8 buonista. Non le vizia, non le coccola pi\u00f9 di quanto sia giusto; non le incoraggia ad essere pigre, a giocare di furbizia. Ciascuna di esse deve fare la sua parte, per quanto sa e quanto pu\u00f2; ciascuna deve mettere a frutto i suoi talenti; ciascuna deve risponde alla Sua chiamata: nessuna \u00e8 obbligata, ma chi non lo fa, ne subir\u00e0 le conseguenze.<\/p>\n<p>Ecco il concetto della giustizia come rovescio dell&#8217;amore. La giustizia, in senso morale, non \u00e8, o non \u00e8 in primo luogo, una forza che agisce dall&#8217;esterno, a punizione dei peccatori. Prima di tutto la giustizia non \u00e8 solo punire i malvagi, ma anche premiare i buoni: la giustizia consiste nel dare a ciascuno il suo, cio\u00e8 quel che gli spetta, quel che si \u00e8 meritato. In secondo luogo, la giustizia agisce come un effetto delle libere scelte umane: chi sceglie il male, ne pagher\u00e0 le conseguenze; e chi sceglie il bene, trover\u00e0 il bene. Se qualcuno crede che la vita sia una passeggiata, e che le scelte che si fanno nel corso di essa riguardino solo la coscienza individuale, \u00e8 bene che si levi dalla testa una simile illusione. La vita \u00e8 una cosa estremamente seria, perch\u00e9 tutto quel che si fa in essa ha una ricaduta: il bene chiama altro bene, il male chiama altro male. Bene e male, naturalmente, in senso assoluto: e siccome gli uomini, nel loro comprendere limitato, vedono solo il bene e il male contingenti, succede che non comprendano il senso della loro stessa vita, e s&#8217;ingannino sugli effetti delle loro stesse azioni. Infatti la legge \u00e8 questa: <em>chi rifiuta la benedizione, si attira la maledizione&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La compassione \u00e8 quell&#8217;atteggiamento dell&#8217;animo per cui si partecipa intimamente alla sofferenza o alla sventura altrui, ci si immedesima con chi soffre o \u00e8 tribolato, e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[157],"class_list":["post-28777","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28777","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28777"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28777\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28777"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28777"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28777"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}