{"id":28774,"date":"2016-06-22T02:42:00","date_gmt":"2016-06-22T02:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/22\/sentii-come-il-fruscio-duna-veste-di-seta\/"},"modified":"2016-06-22T02:42:00","modified_gmt":"2016-06-22T02:42:00","slug":"sentii-come-il-fruscio-duna-veste-di-seta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/22\/sentii-come-il-fruscio-duna-veste-di-seta\/","title":{"rendered":"\u00abSentii come il frusc\u00eco d&#8217;una veste di seta&#8230;\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Parigi, 18 luglio 1830, festa di San Vincenzo, nel convento delle Figlie della Carit\u00e0 di san Vincenzo de&#8217; Paoli, al numero 140 di Rue du Bac. \u00c8 notte e tutti dormono. Una giovane di ventiquattro anni, Zoe Labour\u00e9, (1806-1876), che prender\u00e0 il nome di Caterina dopo la pronuncia dei voti, \u00e8 entrata come novizia in quel luogo, contro la volont\u00e0 del padre &#8211; che ha gi\u00e0 visto entrare nella stessa Compagnia femminile un&#8217;altra figlia e non vorrebbe privarsi anche di lei &#8211; ma con l&#8217;aiuto del fratello e della cognata, i quali hanno deciso di assecondare la sua vocazione.<\/p>\n<p>Nella capitale francese fa caldo e si respira aria di rivoluzione, che scoppier\u00e0, infatti, pochi giorni pi\u00f9 tardi; ma gli echi del mondo giungono ovattati, lontanissimi, dietro le fresche mura del convento, immerso nel silenzio e nella preghiera. Caterina non riesce a dormire. Quel giorno, la direttrice delle novizie, suor Marta, ha tenuto alle giovani una istruzione sulla devozione ai Santi e specialmente alla Madonna, e lei si \u00e8 coricata con un fortissimo, struggente desiderio di vedere la Signora celeste. Quando infine si addormenta, ha compiuto un gesto insolito: ha inghiottito una piccolissima reliquia, un pezzettino della cotta di San Vincenzo, formulando voti ardenti affinch\u00e9 il santo le conceda la grazia di vedere la Vergine Maria, quella notte stessa.<\/p>\n<p>Ed ecco, mezz&#8217;ora prima della mezzanotte del 19 luglio, una voce la chiama nel silenzio della sua cella: <em>Suor Labour\u00e9!<\/em>, per ben due volte. Non pu\u00f2 essere stato un sogno: Caterina dormiva ed \u00e8 stata quella voce a risvegliarla; una voce infantile, come di un bambino piccolo. Ella si tira su, scosta la cortina del letto e vede un Fanciullo biancovestito, dell&#8217;apparente et\u00e0 di quattro o cinque anni, che la invita a seguirlo nella Cappella e le assicura che la Madonna la sta aspettando. La ragazza \u00e8 abbastanza lucida da formulare immediatamente un pensiero molto pratico e umano, dettato dal buon senso: se si alzer\u00e0 per recarsi alla Cappella, le altre suore la sentiranno e troveranno la cosa ben strana; ma il Fanciullo, senza bisogno che lei formuli questa perplessit\u00e0 con le parole, la rassicura, dicendole di star tranquilla, perch\u00e9 l&#8217;ora \u00e8 avanzata e tutte dormono profondamente.<\/p>\n<p>Caterina non ha pi\u00f9 dubbi o esitazioni, si veste e scende in Cappella, dove si inginocchia nel presbiterio, mentre il Fanciullo le rimane accanto, ritto in piedi. \u00c8 perfettamente sveglia e lucida, non si \u00e8 mossa in uno stato di sonnambulismo: e, poich\u00e9 ancora non succede nulla, si trova a pensare, di nuovo, che le suore vigilatrici, passando, prima o poi finiranno per accorgersi della sua presenza. Dunque, sta calcolando il trascorrere dei minuti e non \u00e8 per niente in uno stato di estasi che le toglie le coordinate spaziali o temporali; sa dove si torva e perch\u00e9. A un tratto, il Fanciullo la riscuote, dicendole: <em>Ecco la Madonna; eccola che arriva!<\/em> Caterina fa per voltarsi e gi\u00e0 sente avvicinarsi un frusc\u00eco leggero, come prodotto da una morbida veste di seta: poi la Santissima Vergine entra nel presbiterio, proveniente dalla tribuna, e va a posarsi sui gradini dell&#8217;altare, <em>in cornu Evangelii<\/em>, dal lato ove si legge il Vangelo.<\/p>\n<p>Per un momento, Caterina pensa che si tratti di Sant&#8217;Anna, alla quale appare in tutto simile, tranne che nel volto; ma il Fanciullo ripete: <em>Ecco la Madonna!<\/em>, e la giovane capisce che \u00e8 proprio lei, la Signora che aveva cos\u00ec intensamente desiderato di vedere. Quello che prov\u00f2 allora suor Labour\u00e9, nemmeno lei stessa fu mai capace di descriverlo: fu una di quelle esperienze che eccedono le possibilit\u00e0 della parola umana. Si stava concretizzando l&#8217;evento pi\u00f9 importante della sua vita. Altri incontri sarebbero seguiti con Maria Vergine, nei mesi seguenti; e ne sarebbe derivato un culto particolare, quello della Medaglia miracolosa. Esistono molti libri e articoli su questo argomento, per cui non ci spingeremo oltre: \u00e8 una storia molto nota, e, per chi desidera approfondirne la conoscenza, non c&#8217;\u00e8 che l&#8217;imbarazzo della scelta. A noi, in questa sede, basta avere rievocato l&#8217;inizio delle apparizioni miracolose di Rue du Bac, e soprattutto quel frusc\u00eco come di seta.<\/p>\n<p>\u00c8 un particolare interessantissimo, d&#8217;un realismo estremo. A quale simulatore, a quale esaltato, a quale sonnambulo, sarebbe mai venuto in mente di descriverlo? Quale falsa veggente si sarebbe fatta venire in mente un simile dettaglio, invece di passare subito a descrivere l&#8217;apparizione di Maria? Il senso della vista \u00e8, fra tutti, il pi\u00f9 immediato, il pi\u00f9 pregnante: la parola stessa &quot;visione&quot; rimanda immediatamente a qualcosa che si \u00e8 visto, o che si \u00e8 creduto di vedere. Ma, se la cosa non fosse stata vera; se si fosse trattato di mera immaginazione, di fantasticheria, in buona o in cattiva fede: a chi sarebbe venuto in mente di ricordare un fatto che coinvolge il senso dell&#8217;udito, e che lo coinvolge in maniera cos\u00ec lieve, quasi impalpabile? Si potrebbe immaginare un rumore pi\u00f9 delicato, pi\u00f9 attutito, del frusc\u00eco prodotto da una veste di seta, indossata da qualcuno che si muove in una stanza? Umanamente parlando, si sarebbe portati a credere che Caterina avrebbe dovuto udire, innanzitutto, un rumore ben pi\u00f9 nitido: quello dei piedi della nuova venuta, sul pavimento della Cappella silenziosa. Invece no. La Madonna, pi\u00f9 che camminare, sembra essere arrivata sfiorando la terra; e, pi\u00f9 che sedere sui gradini dell&#8217;altare, sembra essersi posata sopra di essi. L&#8217;unico rumore da lei prodotto, prima di parlare, \u00e8 stato il frusc\u00eco della sua veste. E Caterina ha udito quel frusc\u00eco prima di vederla; anzi, \u00e8 stato proprio quel fruscio che l&#8217;ha indotta a voltarsi.<\/p>\n<p>Il frusc\u00eco prodotto da una fronda mossa dal vento, il frusc\u00eco di un uccello che si sposta fra i rami d&#8217;un albero, il frusc\u00eco dell&#8217;acqua di un torrente tranquillo, che scorre e lambisce la vegetazione della riva, a una certa distanza da noi: sono tutti suoni delicati e discreti, quasi delle carezze per l&#8217;udito della persona in ascolto. Ma il frusc\u00eco di una veste di seta \u00e8 quanto di pi\u00f9 dolce, di pi\u00f9 grazioso, di pi\u00f9 aereo sia dato immaginare nell&#8217;ambito dei suoni percepibili da un orecchio umano, con la sola eccezione delle note di una melodia; le quali, per\u00f2, sono il prodotto di un suono che nasce dall&#8217;artificio dell&#8217;uomo, non dalla natura.<\/p>\n<p>Caterina \u00e8 talmente rapita dalla sua visione, che, inginocchiata sui gradini, spontaneamente posa le proprie mani sulle ginocchia della Madonna, la quale le rivolge la parola con soavit\u00e0 materna e le rivela di volerle affidare una importante missione fra gli uomini, dalla quale ricaver\u00e0 molta sofferenza, ma anche una grandissima consolazione. Migliaia, milioni di persone si sentiranno portate a una speciale devozione per la Madonna di Rue du Bac e porteranno al collo la Medaglia miracolosa, realizzata secondo le istruzioni ricevute da Caterina Labour\u00e9 nel corso della seconda apparizione, il 27 novembre successivo; e vi cercheranno conforto spirituale durante l&#8217;epidemia di colera che infier\u00ec a Parigi due anni dopo, nel 182. Sul <em>recto<\/em> della Medaglia, Maria schiaccia la testa al serpente, mentre dalle sue mani scaturiscono dei raggi di luce, e compare la scritta (in francese): <em>O Maria, concepita senza peccato originale, pregate per noi, che ricorriamo a voi.<\/em> Sul <em>verso<\/em>, circondati da una corona di dodici stelle, vi sono due cuori: uno, coronato di spine, \u00e8 il Sacro Cuore di Ges\u00f9, dispensatore di grazie (secondo la promessa fatta da Ges\u00f9 stesso a santa Margherita Maria Alacoque 1647-1690); l&#8217;altro, trafitto da una spada, \u00e8 il Cuore Immacolato di Maria; inoltre vi sono due iniziali, una M, di Maria, e una I, di Jesus, che s&#8217;intersecano a formare una traversa, simbolo di unione, e la croce, simbolo della prova. E si deve notare, peraltro, che il dogma dell&#8217;Immacolata Concezione di Maria, dopo lunghe dispute, verr\u00e0 solennemente proclamato dal Magistero della Chiesa, ad opera di Pio IX, con l&#8217;enciclica <em>Ineffabili Deus<\/em>, soltanto l&#8217;8 dicembre del 1854, cio\u00e8 qualche anno <em>prima<\/em> delle apparizioni di Lourdes a Bernadette Soubirous, ma ben ventiquattro anni <em>dopo<\/em> le apparizioni di Rue du Bac a Caterina Labour\u00e9.<\/p>\n<p>E tutto ha avuto inizio da quel frusc\u00eco nel silenzio della notte, come di una veste di seta, prima ancora che la novizia avesse fatto in tempo a scorgere con gli occhi Colei che era entrata nella Cappella della Casa madre delle Figlie della Carit\u00e0. Qui c&#8217;\u00e8 un grande mistero; un mistero che non si pu\u00f2 penetrare con lo strumento della ragione, ma che chiede di essere accolto con umilt\u00e0 e con fede, come ci\u00f2 che non appartiene alla dimensione dell&#8217;umano, ma del soprannaturale. I mistici sorridono, quando qualcuno chiede loro su che cosa fondino la loro certezza nell&#8217;esistenza di Dio e nella intercessione dei Santi e della Madonna, e quali prove possano addurre. No, non hanno particolari prove da addurre: loro hanno <em>visto<\/em> e hanno <em>sentito<\/em>. A chi verrebbe in mente di chiedere a un geografo su quali prove egli fondi la sua certezza nell&#8217;esistenza dell&#8217;America? L&#8217;America, basta prendere un aereo, o imbarcarsi su una nave, e la si pu\u00f2 vedere, la si pu\u00f2 percorrere.<\/p>\n<p>In America, tuttavia, chiunque ci pu\u00f2 andare; e chiunque, ad ogni modo, pu\u00f2 vedere le fotografie satellitari che mostrano quel continente, per cui \u00e8 impossibile dubitare della sua esistenza. Della fede, invece, si pu\u00f2 dubitare: se no, che fede sarebbe? Non sarebbe fede, sarebbe conoscenza. Ma delle cose di Dio, gli uomini possono avere solo una conoscenza indiretta, una conoscenza, per cos\u00ec dire, indiziaria. Vi sono numerosi indizi, sparsi ovunque, cos\u00ec nelle pieghe della vita quotidiana di ciascun essere umano, come nelle vicende della grande storia: la storia dei popoli, delle nazioni, delle civilt\u00e0. Cento indizi, mille indizi, un milione d&#8217;indizi, comunque, non saranno mai abbastanza, per chi ha deciso di non credere, di non vedere, di non udire. Se gli uomini fossero obbligati a credere, la fede non sarebbe pi\u00f9 tale, e il libero arbitrio sarebbe spento. In tal caso, gli uomini non sarebbero altro che delle marionette nelle mani del loro Creatore. Egli poteva farli tutti buoni, tutti santi; e poteva impedire, in tal modo, che compissero il male, e che lo infliggessero ad altri, magari a dei poveri innocenti: ma, in tal caso, l&#8217;uomo non sarebbe stato che un servitore di lusso, non una creatura fatta a immagine di Dio.<\/p>\n<p>Il frusc\u00eco della veste di seta, udito da Caterina Labour\u00e9, quella notte, a Parigi, in Rue du Bac, ha rappresentato una di quelle esperienze che rafforzano gli indizi del divino, che dischiudono uno spiraglio sul mistero dell&#8217;Infinito. Nella nostra povera vita, fatta d&#8217;imperfezione, debolezza, rammarico, sete di Verit\u00e0 e di Assoluto che mai trova pieno appagamento, accadono, talvolta, simili prodigi: che una porta si socchiuda, e un fascio di luce penetri entro la semioscurit\u00e0 nella quale, viviamo abitualmente, muovendoci a tentoni. \u00c8 come se un soffio di eternit\u00e0 penetrasse nell&#8217;aria chiusa e stagnante d&#8217;una casa decrepita, e un palpito di vita sfiorasse le ragnatele pendenti dai muri e i vecchi mobili, coperti da un fitto strato di polvere. Sono esperienze privilegiate, che capitano non quando le vogliamo noi, ma quando e come piace a Dio. Con quale criterio ci\u00f2 accada, \u00e8 un mistero nel mistero. La frequenza relativa delle apparizioni soprannaturali a dei bambini (La Salette, Lourdes, Fatima, e, se sar\u00e0 confermata, Medjugorje) o a delle persone umili e semplici, sprovviste di cultura o fornite d&#8217;una cultura decisamente modesta (suor Faustina Kowalska, ad esempio, aveva frequentato appena due anni di scuola elementare, prima di entrare in convento) fa pensare che l&#8217;innocenza e la semplicit\u00e0 siano degli elementi propizi, pi\u00f9 del sapere universitario o delle cariche prestigiose, quand&#8217;anche si trattasse dei vertici della Chiesa. In ogni caso, \u00e8 inutile che tentiamo di capire, di analizzare, di spiegare: lo Spirito soffia dove vuole; e le vie del Signore non sono le nostre vie, ma seguono una logica che a noi sfugge interamente.<\/p>\n<p>Il segreto pi\u00f9 prezioso, comunque, pare che sia l&#8217;umilt\u00e0. Le anime umili sono chiamate a vedere Dio, i Santi e la Madonna, ben pi\u00f9 delle anime superbe: basta rileggersi le parole di Ges\u00f9 stesso (Matteo, 18, 1, 10): <em>In quel momento i discepoli si avvicinarono a Ges\u00f9 dicendo: &quot;Chi dunque \u00e8 pi\u00f9 grande nel regno dei Cieli?&quot;. Allora Ges\u00f9 chiam\u00f2 a s\u00e9 un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: &quot;In verit\u00e0 vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei Cieli. Perci\u00f2 chiunque diventer\u00e0 piccolo come questo bambino, sar\u00e0 il pi\u00f9 grande nel regno dei Cieli. [&#8230;] Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perch\u00e9 vi dico che i loro Angeli nel Cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che \u00e8 nei Cieli.<\/em><\/p>\n<p>E sempre Ges\u00f9, in un&#8217;altra occasione, aveva esclamato (Matteo, 11, 25-27): <em>Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perch\u00e9 hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli. S\u00ec, Padre, perch\u00e9 cos\u00ec ti \u00e8 piaciuto. Ogni cosa mi \u00e8 stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo.<\/em><\/p>\n<p>E qui c&#8217;\u00e8 tutto il mistero della fede. Chi vuole delle prove, dimostra di non aver fede in ci\u00f2 che non si vede. Ancora Ges\u00f9, rivolto all&#8217;apostolo Tommaso, dopo la Risurrezione, ha detto (Giovanni, 20, 29): <em>Perch\u00e9 mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che crederanno pur non avendo visto.<\/em><\/p>\n<p>Caterina Labour\u00e9, quella notte, credeva, credeva con tutta se stessa, ancor prima di aver visto, ancor prima d&#8217;aver udito quel frusc\u00eco. Certo, si pu\u00f2 dare una &quot;spiegazione&quot; di tipo scettico, e dire: <em>Ha creduto sin troppo; si \u00e8 suggestionata; e ha finito per vedere e per udire ci\u00f2 che la sua stessa mente sovreccitata ha prodotto.<\/em> Padronissimi, gli scettici, di pensarla cos\u00ec. Troppo intelligenti, appunto: e la ragione umana, quando pretende di spiegare i Misteri divini, cade nell&#8217;assurdo o nel grottesco&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parigi, 18 luglio 1830, festa di San Vincenzo, nel convento delle Figlie della Carit\u00e0 di san Vincenzo de&#8217; Paoli, al numero 140 di Rue du Bac.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[243,245],"class_list":["post-28774","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-santa-vergine","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28774","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28774"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28774\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28774"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28774"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28774"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}