{"id":28765,"date":"2015-01-28T07:38:00","date_gmt":"2015-01-28T07:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/01\/28\/abbiamo-smarrito-il-senso-del-mondo-perche-ci-siamo-fermati-alla-lettera\/"},"modified":"2015-01-28T07:38:00","modified_gmt":"2015-01-28T07:38:00","slug":"abbiamo-smarrito-il-senso-del-mondo-perche-ci-siamo-fermati-alla-lettera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/01\/28\/abbiamo-smarrito-il-senso-del-mondo-perche-ci-siamo-fermati-alla-lettera\/","title":{"rendered":"Abbiamo smarrito il senso del mondo perch\u00e9 ci siamo fermati alla lettera"},"content":{"rendered":"<p>Noi crediamo di sapere, pi\u00f9 o meno, che cos&#8217;\u00e8 la realt\u00e0: crediamo che essa consista in una serie di oggetti e di eventi, legati fra loro da rapporti di causa ed effetto; un qualche cosa di oggettivo, che esiste fuori di noi, e che noi, a determinate condizioni, siamo certamente in grado di conoscere, almeno in una certa misura.<\/p>\n<p>Tuttavia, secondo Friedrich von Hardenberg, meglio conosciuto come Novalis (1772-1801), ci sfugge la cosa essenziale: che tutto il nostro conoscere \u00e8 comunicazione, e pi\u00f9 precisamente rivelazione dello spirito; un linguaggio in cui Dio si rivela a noi uomini e nel quale noi possiamo leggere, per cos\u00ec dire, le sue parole. Ora, per\u00f2, questa comunicazione si \u00e8 interrotta: abbiamo smarrito l&#8217;alfabeto di quel linguaggio e, di conseguenza, abbiamo perduto il senso del mondo. La lingua divina \u00e8 divenuta muta per noi, non riusciamo pi\u00f9 a decifrarla, essa non \u00e8 ormai che un geroglifico morto.<\/p>\n<p>Novalis, pensando soprattutto al Medioevo, ricorda che la nostra civilt\u00e0 si \u00e8 retta, per secoli, sulla ferma credenza nell&#8217;invisibile: il mondo intero era popolato di spiriti, buoni e cattivi; ed essi ci parlavano la lingua di Dio, ci rivelavano l&#8217;essenza del mondo. Poi la ragione \u00e8 salita in cattedra e ha relegato tali certezze nella soffitta degli oggetti vecchi ed inutili, ha proclamato che essa soltanto \u00e8 capace di leggere i segni del mondo, d&#8217;interpretare la realt\u00e0: e, da allora, siamo rimasti come ciechi e muti. Le cose non ci parlano pi\u00f9, il mondo ha perduto ogni significato ai nostri occhi, e la nostra vita con esso.<\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;\u00e8 il reale, per Novalis? Il reale \u00e8 poesia; e il poeta, come il sacerdote &#8212; non esiste una vera differenza tra le due figure &#8212; \u00e8 colui che sa leggere i segni della presenza divina, che sa decifrare il grande geroglifico: egli vede l\u00e0 dove gli altri non vedono, ode quello che gli altri non odono; \u00e8, letteralmente, un messaggero dell&#8217;Assoluto.<\/p>\n<p>La distinzione fra soggetto e oggetto, croce e delizia di ogni filosofia, cade davanti ai suoi sensi, perch\u00e9 a lui si rivela l&#8217;essenza della Realt\u00e0, nella quale non ci sono un questo e un quello, un prima e un dopo, una causa e un effetto, ma tutto \u00e8 Uno, tutto \u00e8 splendore e luce e meraviglia dell&#8217;Essere assoluto, incondizionato, eterno.<\/p>\n<p>Certo, \u00e8 una concezione tipicamente romantica: non sosterr\u00e0 forse, Victor Hugo, che il profeta Isaia \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi poeti dell&#8217;umanit\u00e0? E, dunque, che i profeti sono anche poeti, e i poeti, profeti, visto che sono entrambi sacerdoti dell&#8217;Assoluto? E qualcosa del genere non diranno anche i simbolisti e i decadentisti? Peraltro, \u00e8 un&#8217;idea notevole, un&#8217;idea forte, che far\u00e0 molta presa sulle generazioni successive: basti dire lo spazio che essa occuper\u00e0 nella riflessione filosofica di Martin Heidegger, specialmente con riferimento alla poesia di H\u00f6lderlin.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile sottrarsi all&#8217;impressione che questa idea contenga un nocciolo di verit\u00e0 profonda: una verit\u00e0 che, per i nostri antenati di qualche generazione fa, era cos\u00ec piana ed evidente, da essere tranquillamente accettata come fondamento stesso della vita; mentre oggi, con tutto l&#8217;imponente dispiegamento del Logos calcolante e strumentale che caratterizza la nostra societ\u00e0 e la nostra cultura, essa si \u00e8 dileguata, lasciandoci orfani di qualcosa di essenziale.<\/p>\n<p>I mistici e i santi, del resto, non hanno mai dubitato che Dio parli all&#8217;uomo per mezzo di una lingua interiore, che non ha bisogno di parole, n\u00e9 di ragionamenti; n\u00e9 hanno mai pensato di prendere come semplici allegorie le storie sugli angeli e i diavoli, per il semplice fatto che essi ne hanno fatto esperienza immediata e diretta. Non si ha bisogno di dimostrare ci\u00f2 di cui si \u00e8 fatta esperienza: e se tale esperienza non \u00e8 osservabile e misurabile secondo i criteri della scienza sperimentale galileiana, n\u00e9, meno ancora, riproducibile in laboratorio, in condizioni di verificabilit\u00e0 oggettiva, allora tanto peggio per la scienza e per l&#8217;esperimento. Santa Teresa d&#8217;Avila non aveva bisogno che le si dimostrasse l&#8217;esistenza degli angeli: li vedeva; e il curato d&#8217;Ars non aveva bisogno che qualche teologo gli parlasse del diavolo: ne sperimentava le percosse. Il Paradiso e l&#8217;Inferno, molti santi e molti mistici li hanno visti, ne hanno percepito il profumo o il fetore, ne hanno udito le voci ed i suoni. E la teologia e la stessa filosofia, per secoli, non si sono nemmeno sognate di sottoporre a verifica simili affermazioni, perch\u00e9 non erano affatto in contrasto con la ragione, cos\u00ec come essa veniva intesa nella cultura occidentale prima della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Poi sono sopraggiunti la Rivoluzione scientifica, l&#8217;Illuminismo, il Positivismo: la ragione astratta \u00e8 salita in cattedra e ha bandito tutto ci\u00f2 che non si sottopone al suo vaglio; ha proclamato che reale \u00e8 solo ci\u00f2 che si accorda con i suoi dogmi, e veritiero solo ci\u00f2 che essa pu\u00f2 osservare, sperimentare, dimostrare. Allora la teologia ha incominciato a interpretare l&#8217;invisibile in senso allegorico, ha cominciato a ridurre l&#8217;ambito del soprannaturale, quasi scusandosi d&#8217;avergli riconosciuto uno spazio eccessivo; mentre la filosofia si \u00e8 allontanata con imbarazzo dalla teologia e ha fatto finta di non aver mai avuto niente a che fare con essa, di non essere nemmeno sua lontana parente. Da ultimo, con il diffondersi del pensiero di Marx, Darwin, Nietzsche e Freud, la cultura moderna ha abbandonato l&#8217;idea stessa del soprannaturale, ha proclamato la morte di Dio, l&#8217;inganno della religione, la nevrosi del divino; e ha dato per scontato che il solo porsi simili questioni deve essere, per forza, indice di malafede o di una qualche forma di disordine mentale.<\/p>\n<p>In tal modo abbiamo perso definitivamente la chiave, la chiave per leggere e interpretare il senso profondo del reale; il mondo \u00e8 diventato muto e opaco ai nostri occhi, ha smesso di scaldare il nostro cuore, non ci ha incantato pi\u00f9 con la sua misteriosa bellezza. Disincantati, amareggiati, scettici, ci siamo consolati dichiarando che l&#8217;uomo adulto non ha bisogno di favole, che le favole sono fatte per una umanit\u00e0 bambina; e che noi, uomini razionali ed evoluti, abbiamo sufficiente coraggio per guardare in faccia la realt\u00e0, ossia il fatto che non c&#8217;\u00e8 niente da vedere. Divenuti ciechi, andiamo proclamando che i colori non esistono; sordi, andiamo blaterando che non esistono i suoni; incapaci di scorgere la verit\u00e0, la bont\u00e0, la bellezza, ci ubriachiamo di frasi altisonanti, sostenendo che non si d\u00e0 alcuna verit\u00e0, n\u00e9 alcuna verit\u00e0, n\u00e9 alcuna bellezza. Pare che molti provino un sinistro godimento nel crogiolarsi in questo cupo scetticismo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, dunque, Novalis sintetizzava la sua concezione del reale e la sua teoria della conoscenza (in: Novalis, \u00abOpere\u00bb, traduzione di E. Pocar, \u00abFrammenti\u00bb, a cura di Da G. Cusatelli Milano, Guanda, 1982, passim):<\/p>\n<p>\u00ab555. Tutto ci\u00f2 che veniamo a sapere \u00e8 una comunicazione. Cos\u00ec il mondo \u00e8 effettivamente una comunicazione, una rivelazione dello spirito. Dove lo spirito di Dio era comprensibile il tempo non \u00e8 pi\u00f9. Il senso del mondo \u00e8 andato perduto. Noi ci siamo fermati alla lettera. Di fronte all&#8217;apparizione abbiamo perduto ci\u00f2 che appare. Una volta tutto era apparizione di spiriti, ora non vediamo altro se non morta ripetizione, che noi non comprendiamo. Manca il significato del geroglifico. Noi viviamo ancora dei frutti di tempi migliori.<\/p>\n<p>1186. La poesia \u00e8 il reale, il reale veramente assoluto. Questo \u00e8 il nocciolo della mia filosofia. Quanto pi\u00f9 poetico, tanto pi\u00f9 vero.<\/p>\n<p>1188. Poetare \u00e8 generare. Ogni produzione poetica deve essere un individuo vivente.<\/p>\n<p>1208. Il senso per la poesia ha molto in comune con il senso per il misticismo. \u00c8 il senso dell&#8217;originale, del personale, dell&#8217;ignoto, dell&#8217;arcano, di ci\u00f2 che deve essere rivelato, del fortuito-necessario. Rappresenta l&#8217;irrappresentabile. Vede l&#8217;invisibile, sente il non sensibile, ecc. La critica della poesia \u00e8 un controsenso. \u00c8 gi\u00e0 difficile distinguere: unica distinzione possibile, se alcunch\u00e9 sia o non sia poesia. Il poeta \u00e8 veramente privato dei sensi; in compenso, in lui si trova tutto. Egli rappresenta nel senso pi\u00f9 vero il soggetto-oggetto &#8212; animo e mondo. Di qui l&#8217;infinit\u00e0 di una buona poesia, l&#8217;eternit\u00e0. Il senso della poesia \u00e8 molto affine a quello della profezia e in genere al senso religioso, al senso del vate. Il poeta ordina, unisce, sceglie, inventa &#8212; e lui stesso non riesce a comprendere perch\u00e9 proprio cos\u00ec e non altrimenti.<\/p>\n<p>1225. Poeti e sacerdoti erano in origine una cosa sola; soltanto le epoche posteriori li hanno separati. Il vero poeta per\u00f2 \u00e8 sempre rimasto sacerdote come il vero sacerdote \u00e8 rimasto poeta. E l&#8217;avvenire non dovrebbe forse ricostituire l&#8217;antico stato di cose?<\/p>\n<p>1229. Il vero poeta \u00e8 onnisciente: \u00e8 realmente un microcosmo.\u00bb<\/p>\n<p>Ricostituire l&#8217;antico stato di cose: ecco l&#8217;aspetto propositivo del discorso di Novalis, ecco la prospettiva che si apre sul futuro, invece di rinchiudersi in una sconsolata nostalgia di un passato che non pu\u00f2 ritornare. Ma \u00e8 davvero possibile, ricostituire la comprensione del linguaggio di Dio, tornare a leggere le parole dell&#8217;invisibile? \u00c8 possibile, per l&#8217;uomo moderno, riprendere il sentiero interrotto, ritrovare la fede smarrita, riconquistare la speranza dimenticata?<\/p>\n<p>In verit\u00e0, il solo fatto di porsi simili interrogativi testimonia la gravit\u00e0 della nostra malattia; esso, da solo, mostra fino a che punto abbiamo smarrito la confidenza con il soprannaturale, con il divino &#8212; e dunque, in ultima analisi, con noi stessi. Perch\u00e9 il punto \u00e8 proprio questo: il soprannaturale non \u00e8 un Altrove pi\u00f9 o meno ipotetico, pi\u00f9 o meno (im)probabile: esso \u00e8 la struttura ultima del mondo, della realt\u00e0 e dell&#8217;uomo stesso. L&#8217;uomo non sarebbe tale se non avesse, in se stesso, nelle sue profondit\u00e0, una scintilla divina: una scintilla che gli morde il cuore con la bruciante nostalgia dell&#8217;Assoluto, con l&#8217;anelito ardente a far ritorno nella dimora dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo non sarebbe uomo se smettesse di ascoltare questa voce interna che gli suggerisce le parole ineffabili che scendono come una musica, che lo guida e lo sorregge nei passi pi\u00f9 difficili, che lo esorta a tenere lo sguardo rivolto sempre verso l&#8217;alto. Non sarebbe pi\u00f9 uomo: sarebbe qualcosa d&#8217;altro, regredirebbe allo stato di bruto. Oh, beninteso: sarebbe un bruto altamente tecnologico, attorniato da sofisticati strumenti per misurare la Terra e il cielo; un bruto che pu\u00f2 scindere l&#8217;atomo e che pu\u00f2 viaggiare nello spazio, ad esplorare altri corpi siderali; che pu\u00f2 fare una statistica quotidiana di tutto ci\u00f2 che accade intorno a lui e pu\u00f2 commissionare dei sondaggi per sapere quel che pensano i suoi simili in un dato giorno, in una data ora: ma pur sempre un bruto. Senz&#8217;anima, senza luce, senza speranza.<\/p>\n<p>Dobbiamo riconquistare la speranza; non ha senso domandarci se ci riusciremo: dobbiamo farlo e basta. Abbiamo ascoltato fin troppo i cattivi maestri del dubbio sistematico, del sospetto, del risentimento; i cattivi maestri dalle parole amare, dalle verit\u00e0 sconfortanti, dal sapere che non ha saggezza, n\u00e9 benevolenza, n\u00e9 capacit\u00e0 di perdonare. Hanno fatto il loro tempo; li abbiamo applauditi, li abbiamo osannati, ci siamo abbeverati ai loro discorsi: adesso basta. Dobbiamo scuoterci di dosso la polvere del loro scetticismo, la ruggine della loro amarezza, le vischiose ragnatele dei loro sospetti, delle loro insinuazioni, dei loro sguardi obliqui.<\/p>\n<p>Dobbiamo ritornare un po&#8217; poeti, un po&#8217; bambini &#8212; in fondo, \u00e8 la stessa cosa. Dobbiamo perdere lo sguardo strumentale e calcolante, e smetterla di vedere in ogni cosa un campo di manovra del nostro ego, uno strumento della nostra astuzia, un mezzo da manipolare a nostro talento; dobbiamo ritrovare il rispetto dovuto alla creazione &#8212; e a noi stessi. Per farlo, dobbiamo deporre le lenti deformanti, che ci mostrano ogni cosa sotto la luce del profitto materiale, che traducono ogni cosa &#8212; anche il sapere, anche gli affetti &#8211; nel linguaggio dell&#8217;economia; e ritrovare un poco d&#8217;innocenza, un poco d&#8217;ingenuit\u00e0 &#8212; quella sana, quella pulita. A forza di voler essere troppo furbi, ci siamo tarpate le ali &#8212; e siamo precipitati a terra, rovinosamente. Ora dobbiamo ridare ali ai nostri sogni: ma che siano i sogni giusti, i sogni veri, propri dell&#8217;essere umano: non quelli dell&#8217;ego, ma quelli d&#8217;una coscienza matura e disinteressata, libera da calcoli e da secondi fini.<\/p>\n<p>Dobbiamo fare una rivoluzione interiore.<\/p>\n<p>Non ha senso domandarci se siamo veramente pronti, se potremo farcela: sono tutte scuse e astuzie dell&#8217;ego, che vorrebbe smontarci per poter continuare a tiranneggiare la nostra vita, a parassitare la nostra libert\u00e0. Ha bisogno di distruggere in noi la speranza, perch\u00e9 teme di perdere il controllo su di noi. Per questo ci gonfia di vento, di falsi ideali, di mete futili e irraggiungibili: per tenerci in ostaggio. Dobbiamo fargli vedere che ci siamo destati, che siamo tornati ben padroni di noi stessi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Noi crediamo di sapere, pi\u00f9 o meno, che cos&#8217;\u00e8 la realt\u00e0: crediamo che essa consista in una serie di oggetti e di eventi, legati fra loro<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[245],"class_list":["post-28765","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28765","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28765"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28765\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}