{"id":28763,"date":"2012-05-30T01:58:00","date_gmt":"2012-05-30T01:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/05\/30\/la-leggenda-della-sensibilita-femminile\/"},"modified":"2012-05-30T01:58:00","modified_gmt":"2012-05-30T01:58:00","slug":"la-leggenda-della-sensibilita-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/05\/30\/la-leggenda-della-sensibilita-femminile\/","title":{"rendered":"La leggenda della sensibilit\u00e0 femminile"},"content":{"rendered":"<p>Che la donna, in generale, possieda una sensibilit\u00e0 pi\u00f9 accentuata e pi\u00f9 squisita di quella dell&#8217;uomo, \u00e8 una di quelle leggende che si tramandano tenacemente e che, nonostante la loro palese inconsistenza, sembrano destinate a durare per sempre, evidentemente perch\u00e9 entrambi &#8211; uomini e donne, ma per ragioni diverse &#8211; hanno bisogno di credervi.<\/p>\n<p>Gli esseri umani hanno bisogno di credere in tante cose &#8211; in tutte: dalla chiromanzia alla fisica quantistica, dalla stregoneria alla logica razionale, dal progresso tecnologico alle mitologie cosmiche, dalle religioni del cargo ai dischi volanti; quel che importa, se si vuole imparare qualcosa su di essi, \u00e8 il grado di convinzione con cui vi credono e le ragioni per le quali vi credono, non il valore oggettivo delle loro credenze.<\/p>\n<p>Gli uomini medievali credevano, ad esempio, all&#8217;esistenza dell&#8217;araba Fenice: un mitico uccello che, morendo, risorgeva ogni volta dalle proprie ceneri; gli uomini moderni hanno bisogno di credere che la donna sia pi\u00f9 sensibile del maschio, cos\u00ec come gli uomini civilizzati hanno bisogno di credere al mito del &quot;buon selvaggio&quot;.<\/p>\n<p>Se si immagina di togliere all&#8217;Illuminismo, con uno sforzo della fantasia, il mito del buon selvaggio, ci si rende subito conto che l&#8217;Illuminismo stesso crolla, si affloscia su se stesso, scompare: tolta la credenza nella bont\u00e0 originaria dell&#8217;uomo, cade anche quella della sua incessante perfettibilit\u00e0; dunque, cade l&#8217;idea di progresso, cos\u00ec come cade l&#8217;idea della ragione naturale quale guida infallibile verso il progresso medesimo.<\/p>\n<p>A quel punto, gli illuministi si troveranno a brancolare fra le ceneri della loro utopia devastata, senza pi\u00f9 nulla cui aggrapparsi, senza pi\u00f9 nulla in cui credere per continuare a vivere. Senza i preti malvagi e senza pi\u00f9 i signori egoisti cui addossare tutte le colpe sociali e tutto il male della storia, l&#8217;Illuminismo \u00e8 una macchina che non funziona pi\u00f9: e non gli resta che imporre brutalmente, a colpi di ghigliottina o di gulag, il paradiso in Terra destinato agli uomini dalle loro strampalate teorie. E cos\u00ec, difatti, \u00e8 stato.<\/p>\n<p>Proviamo a togliere all&#8217;uomo moderno la credenza che la donna sia una creatura dolcissima, eterea e particolarmente sensibile, mandata dal Cielo a illuminare il cammino faticoso e incerto dell&#8217;uomo: non gli rester\u00e0 che rovistare tra le rovine fumanti di un sogno di bellezza infranto, senza il quale la vita gli apparir\u00e0 di uno squallore e di una tetraggine insopportabili. E questo perch\u00e9, una volta detronizzato Dio dalla propria anima, subito \u00e8 emerso il bisogno di infeudarsi a un altro potere &quot;magico&quot;, questa volta, per\u00f2, sul piano del finito.<\/p>\n<p>La donna gentile \u00e8 il surrogato del Dio misericordioso in cui pi\u00f9 non si crede: non \u00e8 un caso che la poesia trobadorica, che inventa questo mito, si affermi verso la fine del Medioevo, quando la civilt\u00e0 del mercante soppianta quella della Chiesa. In un mondo abbandonato da Dio e dominato dalla oscura forza del denaro, forza impersonale e disumana, occorreva qualcosa cui aggrapparsi per non essere sopraffatti dall&#8217;orrore dell&#8217;estraniamento: ed \u00e8 nata la leggenda della donna gentile, poi trasformata, addirittura, in donna angelo. Il Creatore \u00e8 lodato in virt\u00f9 della creatura: inversione totale della precedente prospettiva teologica.<\/p>\n<p>Nel mondo antico non si trova questa estrema idealizzazione della donna: non la conoscevano n\u00e9 i Greci, n\u00e9 i Romani; e, se \u00e8 per questo, neppure la societ\u00e0 dell&#8217;Alto Medioevo. Si trovano, bens\u00ec, soprattutto nella poesia, esempi di donne straordinariamente pure, nobili, sensibili: ma nessuno si sognava di farne una regola. E nessuno si sognava di idealizzare la donna fino al punto di sostenere che ella mira a ben altro, a ben altre soddisfazioni e gratificazioni, che non il vile orgasmo. Interpellato da Zeus e da Era su chi, fra l&#8217;uomo e la donna, goda di pi\u00f9 nell&#8217;atto sessuale, Tiresia risponde che a godere di pi\u00f9 \u00e8 la donne, e di gran lunga; ragion per cui Era, furiosa, punisce l&#8217;indovino con la cecit\u00e0.<\/p>\n<p>Se questa, dunque, \u00e8 la genesi della leggenda della maggiore sensibilit\u00e0 dell&#8217;animo femminile, resta da vedere che cosa l&#8217;abbia resa possibile, se non plausibile.<\/p>\n<p>Forse il fatto che la donna piange e si commuove pi\u00f9 facilmente dell&#8217;uomo? Che pianga molto pi\u00f9 facilmente, questo \u00e8 un fatto; ma le cause del fatto sono ben diverse da quel che pu\u00f2 sembrare, se si pretende di giudicare la psicologia femminile con lo stesso metro di quella maschile. La donna piange pi\u00f9 facilmente perch\u00e9 controlla di meno le sue reazioni emotive; e questo \u00e8 tutto. Ci\u00f2 non significa affatto che sia pi\u00f9 sensibile.<\/p>\n<p>Opinare diversamente, significherebbe prendere per buone le lacrime del ministro Elsa Fornero, allorch\u00e9 annunciava una riforma delle pensioni e del lavoro fatta di lacrime e sangue per i ceti sociali pi\u00f9 modesti. Quelle lacrime non le hanno impedito di andare avanti dritta per la sua strada, anzi, di accentuare ulteriormente la pressione sui soliti noti, con buona pace della giustizia distributiva e con profonda soddisfazione di quei supermanager strapagati, classe cui peraltro ella appartiene, che della crisi economica, personalmente, neanche si sono accorti.<\/p>\n<p>Quanto al fatto di commuoversi, bisogna vedere cosa si intende con tale espressione. Una persona si pu\u00f2 commuovere facilmente e altrettanto facilmente pu\u00f2 voltare le spalle al fatto che l&#8217;ha commossa e, addirittura, rimuoverne la memoria in un tempo incredibilmente breve. Giudicare la sensibilit\u00e0 dalla propensione alla commozione \u00e8 un giudicare da bambini, secondo le apparenze: e cos\u00ec come esistono le lacrime del coccodrillo, cos\u00ec esistono persone che si commuovono, e intanto continuano a infierire.<\/p>\n<p>Allora, forse, la leggenda \u00e8 nata dalla maggiore fragilit\u00e0 fisica della donna? A parte il fatto che questa non \u00e8 una regola, vale qui la stessa obiezione fatta sopra: l&#8217;apparenza pu\u00f2 ingannare. Si \u00e8 presa la colomba quale simbolo della pace e il lupo quale simbolo della cattiveria; ma l&#8217;etologia ci ha resi edotti che i lupi quasi mai si uccidono fra loro, mentre le colombe sono capaci di straziarsi a colpi di becco fino alla morte. E, come \u00e8 noto, per giudicare la propensione alla mitezza di un animale, bisogna osservare il suo comportamento all&#8217;interno della specie cui appartiene, e non gi\u00e0 guardando a come si comporta con le specie diverse dalla propria.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 ancora un&#8217;altra possibilit\u00e0, e cio\u00e8 che la leggenda sia nata da una associazione di idee fra maternit\u00e0 e sensibilit\u00e0. Ma la maternit\u00e0, in se stessa, \u00e8 un fatto biologico; la dolcezza, cui di solito la si associa, pu\u00f2 esserci oppure no; se \u00e8 per questo, vi sono anche mamme che tirano su i figli senza dare loro un&#8217;ombra di affetto, con una durezza implacabile. Le cosiddette &quot;mamme drago&quot; giapponesi sono cos\u00ec dure nell&#8217;allevare i propri figli, nell&#8217;imporre loro ritmi sostenutissimi di impegno scolastico, che non di rado dei bambini di otto o nove anni cadono in depressione e vengono portati dallo psicanalista, magari perch\u00e9 questi&#8217;ultimo aggravi ulteriormente il danno. Anche la madre di Giacomo Leopardi, la contessa Adelaide Antici, non doveva essere un campione di calore e affettuosit\u00e0 materna.<\/p>\n<p>D&#8217;altro canto, vi sono padri molto pi\u00f9 dolci e affettuosi con i propri figli, di quanto non lo siano le rispettive madri; ed \u00e8 una circostanza assai pi\u00f9 diffusa di quanto comunemente non s&#8217;immagini. Abbiamo detto \u00abpi\u00f9 dolci e affettuosi\u00bb, e non \u00abpi\u00f9 permissivi e accondiscendenti\u00bb: c&#8217;\u00e8 una bella differenza fra le due cose. Vi sono padri che sanno unire la dolcezza con un giusto grado di severit\u00e0 e di autorevolezza e che sono amati dai figli proprio per questo, mentre vi sono madri che non sono realmente amate, e meno ancora rispettate, dai loro figli, bench\u00e9 si sforzino di essere complici e &quot;amiche&quot;, a discapito di ci\u00f2 che richiederebbe un corretto rapporto educativo.<\/p>\n<p>Che la donna possieda un animo pi\u00f9 sensibile dell&#8217;uomo, dunque, \u00e8 una leggenda pura e semplice, consacrata dall&#8217;abitudine, dal conformismo e dalla pigrizia mentale. La cultura femminista, che pure ha rivendicato l&#8217;assoluta parit\u00e0 di trattamento fra uomo e donna, non solo avanti alla legge &#8211; il che \u00e8 giusto -, ma anche nelle relazioni sociali e nei rapporti personali, non ha avuto l&#8217;onest\u00e0 di smantellare questa leggenda, cos\u00ec come altre dello stesso genere; \u00e8 tropo comodo tenere il piede in due staffe: esigere l&#8217;uguaglianza totale ma, nello stesso tempo, recitare la parte del sesso debole, a seconda della convenienza.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, certe donne che non potrebbero neanche concepire qualcosa di diverso dai dogmi del femminismo, poi si risentono se l&#8217;uomo non cede loro il passo davanti all&#8217;ascensore o alla fermata dell&#8217;autobus, se non offre la cena al ristorante, se non le complimenta per il vestito nuovo e perfino se non le guarda. Femministe s\u00ec, ma pur sempre avide di ammirazione maschile, di attenzioni maschili, di desiderio maschile; femministe, ma anche eternamente bisognose di sentirsi ammirate in quanto donne, lusingate, corteggiate.<\/p>\n<p>La Mirandolina di Goldoni \u00e8 il prototipo di questa curiosa specie ibrida, che sventola come una bandiera la propria indipendenza e che ostenta la propria noncuranza, per non dire il proprio disprezzo, nei confronti delle svenevolezze maschili verso le donne; ma che poi non sa fare a meno dell&#8217;eterno tributo maschile, si sente offesa a morte dalla poca considerazione dell&#8217;uomo, anche di un solo uomo in mezzo ad un intero esercito di proni adulatori, e giura a se stessa che si vendicher\u00e0 dell&#8217;insolente, adoperando qualunque arma presa dal repertorio pi\u00f9 classico della seduzione femminile, ivi compreso persino il finto svenimento.<\/p>\n<p>Vogliamo dire, con tutto questo, che il sesso maggiormente dotato di sensibilit\u00e0 non \u00e8 quello femminile, ma quello maschile? Niente affatto. La sensibilit\u00e0 non \u00e8 questione di genere sessuale; qui la differenza tra uomo e donna non c&#8217;entra per nulla. Vi sono persone pi\u00f9 sensibili e altre che lo sono di meno; ve ne sono anche di quelle che non lo sono affatto.<\/p>\n<p>La sensibilit\u00e0 \u00e8 un insieme di qualit\u00e0 dell&#8217;anima: la delicatezza, la sollecitudine, la generosit\u00e0, l&#8217;altruismo, la naturale benevolenza; ha anche a che fare con ci\u00f2 che gli psicologi chiamano &quot;risonanza&quot;, intesa come primariet\u00e0 o secondariet\u00e0.<\/p>\n<p>La persona sensibile \u00e8 secondaria, nel senso che impiega moltissimo tempo per liberarsi da una impressione interiore, specialmente se si tratta di una impressione negativa, imbarazzante, penosa; che rimane dominata a lungo dai ricordi dolorosi, dagli insuccessi patiti, dalle mortificazioni subite; mentre la persona primaria dimentica in fretta. La persona primaria passa ad un nuovo amore, o almeno ad un nuovo corteggiamento, subito dopo essere stata lasciata; la persona secondaria, dopo la fine di un rapporto amoroso, rimugina senza fine e gira spietatamente il coltello nella piaga dei ricordi.<\/p>\n<p>Ebbene, avere un carattere di tipo primario o di tipo secondario non ha nulla a che vedere con l&#8217;essere uomo o donna: vi sono uomini e donne primari e vi sono uomini e donne secondari. Analogamente, vi sono uomini e donne sensibili e vi sono uomini e donne insensibili; e l&#8217;esperienza di vita ne d\u00e0 ogni giorno la conferma a chiunque sia capace di porsi in maniera libera da pregiudizi e schemi mentali precostituiti. Vi sono uomini dall&#8217;animo straordinariamente sensibile, cos\u00ec come vi sono donne dall&#8217;animo straordinariamente grossolano; ma questa non \u00e8 la regola, cos\u00ec come non esiste la regola opposta. Il fatto \u00e8 che le persone sono prima di tutto persone, cio\u00e8 esseri umani; e solo in secondo luogo sono uomini e donne, giovani e vecchi, belli e brutti, giovani e vecchi, sani e malati, onesti e disonesti.<\/p>\n<p>In senso stretto, non tutti sono persone: lo sono soltanto quelli che hanno intrapreso una certa strada, che hanno fatto un certo lavoro su se stessi per uscire dal livello inferiore dell&#8217;esistenza, per portarsi verso i livelli superiori. Ne abbiamo gi\u00e0 parlato in numerose altre occasioni e non ci torneremo sopra adesso. Per ci\u00f2 che \u00e8 necessario all&#8217;economia del nostro discorso, pertanto, ci basta avere evidenziato che non si \u00e8 pi\u00f9 o meno sensibili perch\u00e9 si nasce maschi o femmine, ma per una misteriosa alchimia interiore, che riguarda l&#8217;essere umano in quanto tale, prima di qualunque altra determinazione specifica.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 bisogno di uomini e donne sensibili, specialmente nella societ\u00e0 odierna, che per sua stessa natura tende a calpestare senza alcun riguardo la vita interiore delle persone, dominata com&#8217;\u00e8 dalla fretta, dal materialismo, dall&#8217;esasperazione produttiva e consumista. Vi \u00e8 bisogno di sensibilit\u00e0 per reintrodurre un po&#8217; di bellezza, un po&#8217; di dolcezza, un po&#8217; di umanit\u00e0 in un mondo che tende a divenire sempre pi\u00f9 desolato, a inaridirsi come un deserto.<\/p>\n<p>Incontrare una persona sensibile \u00e8 come incontrare un&#8217;oasi in mezzo alla sconfinata distesa delle sabbie roventi: un&#8217;oasi serena e verdeggiante, dove l&#8217;acqua scorre limpida e gli uccelli volano festosi tra le fronde. L&#8217;incontro con una persona sensibile ci aiuta a ristorare la nostra sete di affettivit\u00e0, ci permette di riprendere il cammino con passo pi\u00f9 sicuro e con animo rinfrancato. Sia lode a queste felici oasi nel deserto, a queste stelle che brillano nel buio della notte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che la donna, in generale, possieda una sensibilit\u00e0 pi\u00f9 accentuata e pi\u00f9 squisita di quella dell&#8217;uomo, \u00e8 una di quelle leggende che si tramandano tenacemente e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[110,117],"class_list":["post-28763","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-civilta","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28763","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28763"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28763\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28763"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28763"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28763"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}