{"id":28756,"date":"2019-04-18T11:52:00","date_gmt":"2019-04-18T11:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/18\/semplice-stupido-il-metodo-kinsey-vince-sempre\/"},"modified":"2019-04-18T11:52:00","modified_gmt":"2019-04-18T11:52:00","slug":"semplice-stupido-il-metodo-kinsey-vince-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/18\/semplice-stupido-il-metodo-kinsey-vince-sempre\/","title":{"rendered":"Semplice, stupido: il metodo Kinsey vince sempre"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1948 e nel 1953 vennero pubblicati i due libri del professor Alfred Kinsey che avrebbero contribuito potentemente a cambiar e capovolgere l&#8217;immagine e la pratica della sessualit\u00e0 negli Stai Uniti d&#8217;America e, di conseguenza, in gran parte del mondo: <em>Sexual Behaviour in the Human Male<\/em> e <em>Sexual Behaviour in the Human Female<\/em>, cio\u00e8 <em>Il comportamento sessuale nell&#8217;uomo<\/em> e <em>Il comportamento sessuale nella donna<\/em>. Ma la tradizione giusta sarebbe <em>Il comportamento sessuale nel maschio umano<\/em> e <em>Il comportamento sessuale nella femmina umana<\/em>, a sottolineare la prospettiva zoologica, pi\u00f9 che antropologica, della ricerca: Kinsey, infatti, era un biologo che lavorava presso l&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Indiana e il suo approccio ai problemi umani era prettamente zoologico, meccanico e descrittivo, senza la bench\u00e9 minima sfumatura spirituale. Il codice morale, in particolare, semplicemente non rientrava nella sua visuale; egli dava per scontato che gli esseri umani sono spinti da istinti ed impulsi e che, appena ne hanno l&#8217;occasione, cercando di soddisfarli. Un freudismo senza le remore del tab\u00f9; un naturalismo esasperato, in cui la veste scientifica e la finzione dell&#8217;oggettivit\u00e0 servivano solo per veicolare un&#8217;ideologia ben precisa: quella del <em>fa&#8217; ci\u00f2 che vuoi<\/em>, del defunto e non compianto Aleister Crowley, mago, occultista e satanista morto nel 1947, idolo occulto della controcultura degli anni &#8217;50, &#8217;60 e &#8217;70 e nume ispiratore, ad esempio, dei <em>Beatles<\/em>. Attraverso la somministrazione di una serie di questionari e di interviste riservate su un campione di 12.000 soggetti, e la spettacolaristica diffusione dei risultati, egli gioc\u00f2 un ruolo di primissimo piano nel modificare radicalmente l&#8217;idea che del sesso, e di se stessi, avevamo i suoi connazionali. Venivano assaliti frontalmente e demoliti tab\u00f9 come la masturbazione e l&#8217;omosessualit\u00e0; la sua ricerca tendeva a dimostrare che esisteva una enorme distanza fra la morale pubblica e i comportamenti privati. La castit\u00e0 prematrimoniale e la fedelt\u00e0 coniugale erano dei miti ipocriti, e quanto all&#8217;omosessualit\u00e0, dal Rapporto Kinsey, come da allora venne chiamato, risultava che il 10% della popolazione adulta era gay. Ma il risultato pi\u00f9 succoso di tutta l&#8217;inchiesta non risiedeva tanto nei dati specifici, quanto nella filosofia che se ne poteva ricavare: e cio\u00e8 che non esiste un comportamento sessuale chiaramente definito in conformit\u00e0 all&#8217;identit\u00e0 di genere, ma che la sessualit\u00e0 degli individui \u00e8 fluida e mal definita, e che moltissime persone, forse addirittura tutte, messe in circostanze particolari, possono dare sfogo a comportamenti sessuali difformi da quelli previsti dalla morale. Inutile evidenziare quanto quei due libri siano stati fondamentali per la nascita dell&#8217;ideologia <em>gender<\/em>, che oggi sta arrivando al potere in molte nazioni dell&#8217;Occidente, e in alcune delle quali ha gi\u00e0 vinto la partita: ad esempio in Francia, con l&#8217;abolizione, nelle scuole, delle parole <em>padre<\/em> e <em>madre<\/em>, coronamento dei matrimoni gay e delle adozioni di bambini da parte delle coppie gay, con tanto di ambasciatori gay spediti in tutto il mondo, a cominciare dal Vaticano, per reclamizzare una tale conquista di civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Cosa pi\u00f9 importante ancora, negli Stati Uniti dapprima, poi nel resto del mondo, il Rapporto Kinsey segn\u00f2 definitivamente, per quel che riguarda l&#8217;ambito sessuale, il primato della prassi sulla teoria, sui valori e sull&#8217;etica. Non conta se una cosa \u00e8 giusta o sbagliata, se \u00e8 buona o cattiva: conta quel che fa la gente, in effetti, sotto le lenzuola. E se la gente pratica abbondantemente la masturbazione, i rapporti sessuali prematrimoniali, l&#8217;adulterio, la bisessualit\u00e0, l&#8217;omosessualit\u00e0, allora quelle pratiche devono essere guardate con un altro occhio, con un occhio pi\u00f9 indulgente: vedete quante persone si comportano cos\u00ec? Forse anche voi; e, se non lo fate, \u00e8 solo perch\u00e9 non ne avete l&#8217;occasione, o perch\u00e9 ve ne manca il coraggio. E qui il Rapporto Kinsey veniva a versare altra benzina sul fuoco di un mito centrale dell&#8217;ideologia della contestazione: l&#8217;ipocrisia borghese. \u00c8 tipico della societ\u00e0 borghese, della famiglia borghese, della scuola borghese, predicare bene e razzolare male: ma sapete quanti padri di famiglia, quanti professori, quanti preti, predicano bene e poi razzolano male? Ai giovani desiderosi di libert\u00e0, o meglio di promiscuit\u00e0 sessuale, veniva indicata la strada per sfondare una porta gi\u00e0 mal custodita: denunciare l&#8217;ipocrisia dei genitori e rivendicare per se stessi, anzi rivendicare di poter fare alla luce del sole, quel che loro, gli adulti, gi\u00e0 facevano ma standosene acquattati nell&#8217;ombra. Al fondo, per\u00f2, oltre alla brama di disordine sessuale, c&#8217;era l&#8217;odio allo stato puro: l&#8217;odio per la famiglia, per i genitori, per gli insegnanti; e, pi\u00f9 in generale, l&#8217;odio per l&#8217;ordine, per la societ\u00e0 ordinata, per le regole, per la disciplina, per il principio di responsabilit\u00e0. E anche per il lavoro, beninteso. Lavorare \u00e8 da schiavi o da fessi: quelli che lavorano sono gli sfruttati del capitalismo o, d&#8217;altra parte, i borghesi sempre a caccia di dividendi. E quale paradiso in terra pi\u00f9 allettante di questo, per i minorenni: masturbarsi allegramente, avere rapporti precoci, praticare la sodomia e il lesbismo, il tutto fingendo di studiare e spassandosela coi soldi di pap\u00e0, quel vecchio rimbambito che parla ancora di Dio, patria e famiglia?<\/p>\n<p>Naturalmente il Rapporto Kinsey andava benissimo per scardinare la morale borghese, si prestava ad essere brandito come una clava; per\u00f2 aveva ancora un piccolo difetto, agli occhi delle signore femministe: era stato concepito e scritto da uomini e si occupava della donna solo in seconda battuta. Ma a questa pecca provvide, una ventina d&#8217;anni dopo, il Rapporto Hite, della giornalista Shere Hite (pubblicato n Italia da Bompiani nel 1977, col titolo romantico <em>Le donne e l&#8217;amore<\/em>), poderosa e sofisticata analisi dei comportanti e anche delle fantasie sessuali delle donne che si confessano senza veli n\u00e9 remore di alcun tipo. Il quadro che emerge, pi\u00f9 ricco e fantasioso, se si vuole, di quello del Rapporto Kinsey, ci presenta delle donne sessualmente instancabili, addirittura febbrili, dalla prima pubert\u00e0 fino agli anni della vecchiaia: l&#8217;obiettivo \u00e8 sempre lo stesso, l&#8217;orgasmo, da ottenere in qualsiasi modo: con se stesse, con uomini con donne, con uomini e donne allo stesso tempo e, se non basta, con fantasie voluttuose accompagnate dalla masturbazione. Leggendo il libro della Hite, quel che colpisce maggiormente, oltre alla immensa variet\u00e0 di pratiche sessuali confessate, \u00e8 il tono candido, sicuro, compiaciuto delle donne che si confidano: una sorta di fierezza, una rivendicazione di assoluta legittimit\u00e0, che segnano un passo avanti rispetto alle prime timide, incerte confessioni del Rapporto Kinsey. Ora non si tratta pi\u00f9 di &quot;confessare&quot;, nel senso tradizionale del termine, qualcosa di proibito, ma di raccontare con compiacimento, che simula una sorta d&#8217;innocenza all&#8217;incontrario, tutte le deviazioni, tutte le dissolutezze e tutte le fantasie morbose, anche sadiche e masochiste, che accompagnano la ricerca del piacere. I collettivi femministi avevano ben preparato il terreno, predicando la bruttezza del maschio, cos\u00ec come, venti anni prima gli agitatori studenteschi avevano predicato la bruttezza del padre. Ne risultava che il lesbismo era una cosa eccellente, perch\u00e9 affrancava la donna dalla necessit\u00e0 del maschio; e che la bisessualit\u00e0 era ancora meglio, perch\u00e9 consentiva di giocare su due tavoli, a piacere; per non parlare delle meraviglie dell&#8217;orgasmo solitario. Inutile dire che il limite fra fantasia e realt\u00e0 tende a rarefarsi, in questo tipo d&#8217;impostazione del fatto sessuale; e inutile precisare che, pur non parlandone, pratiche come la pedofilia o il bestialismo vengono automaticamente ad essere sdoganate, sempre all&#8217;insegna della liberazione e del <em>perch\u00e9 no?<\/em> Negli stessi anni venivano pubblicate, sempre in America, e prontamente scaraventate sul mercato editoriale europeo, una serie di memorie di ex suore felicemente approdate al lesbismo e uscite dal convento; mentre si stava facendo strada una nuovissima tendenza, quella delle suore cattoliche le quali, pur proclamando la loro omosessualit\u00e0, rivendicavano con fierezza il diritto di restare in convento e di vivere apertamente il lesbismo, nella benedizione del Signore.<\/p>\n<p>Vale la pena di rileggersi quel che scriveva, a proposito del Rapporto Kinsey, don Norberto Galli (Marano sul Panaro, 3 luglio 1926-Modena, 16 dicembre 2018) un valente pedagogista italiano recentemente scomparso, ma gi\u00e0 pressoch\u00e9 dimenticato, forse perch\u00e9 era un sacerdote cattolico e magari anche perch\u00e9 la sua visione dell&#8217;uomo e dell&#8217;educazione non \u00e8 assimilabile alle nuove tendenze della Chiesa post-conciliare e massimamente del clero bergogliano (da: N. Galli, <em>Educazione familiare e societ\u00e0<\/em>, Brescia, La Scuola Editrice, 1965, pp. 51-52):<\/p>\n<p><em>Dobbiamo, in ogni caso, ribadire che le teorie a sostegno dl libero amore sono innegabilmente consequenziali allorch\u00e9 giustificano tutte quelle formulazioni teoriche e posizioni pratiche che \u00e8ermettono il pieno soddisfacimento degli istinti umani.<\/em><\/p>\n<p><em>Caratteristici in siffatta direzione sono i noti &quot;Rapporti KIbnsey&quot; nei quali l&#8217;Autore, professore di zoologia all&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Indiana, fondandosi su oltre dodicimila biografie raccolte secondo una metodologia generale, indubbiamente rigorosa, non si \u00e8 accontentato di mettere in luce l&#8217;estrema variabilit\u00e0 dei comportamenti sessuali maschili e femminili, ma, seguendo indirizzi particolari alquanto discutibili, ha sostenuto la perfetta NATURALIT\u00c0 di molte prassi, come la masturbazione, l&#8217;omosessualit\u00e0, l&#8217;appagamento sessuale extraconiugale, ecc., sino ad oggi reputate CONTRO NATURA, per il fatto che la maggioranza delle persone non ne sono aliene. Se tali manifestazioni biologiche sono del tutto NATURALI, ne consegue che l&#8217;arginarle e il disciplinarle diventa INNATURALE; in altri termini la variabilit\u00e0 comportamentale osservata deve essere anche moralmente permessa. Il BIOLOGICAMENTE NATURALE diventa in tal modo MORALMENTE NATURALE, il CRITERIO STATISTICO si converte automaticamente in CRITERIO NRMNATIVO: il &quot;numero&quot; costituisce la legge e determina il valore. H. Sklesy, commentando la morale dei rapporti Kinsey, non esista ad affermare: &quot;In questo modo, scossi i principi religiosi-metafisici o tradizionali con cui la societ\u00e0 misurava il comportamento sessuale, al loro posto subentra ora, nuova norma sociale-morale, il dogmatismo e l&#8217;assolutismo del &quot;naturale&quot;, nel senso in cui questo termine \u00e8 inteso dalla biologia. Cos\u00ec, nelle argomentazioni e negli intenti riformatori di Kinsey, biologia e statistica divengono scienze nominative&quot; (Sklesy, &quot;Soziologie der Sexualit\u00e4t, tr. it. &quot;Il sesso e la societ\u00e0&quot;, Milano, Garzanti 1960, p. 65, cfr. pp. 6-74).<\/em><\/p>\n<p><em>La morale del libero amore adduce in tal modo alla distruzione completa della famiglia. Questa non conserva pi\u00f9 alcun contenuto o significato, assumendo l&#8217;istinto sessuale una funzione autonoma e personale al di fuori di una qualsiasi prospettiva sociale e familiare<\/em>.<\/p>\n<p>Dunque: da un lato si fa perno sulla prassi per rovesciare la norma; dall&#8217;altro si rivendica la libert\u00e0 del singolo per distruggere la societ\u00e0, a cominciare dalla famiglia. Con la prima strategia, si trasforma l&#8217;etica in una variante, sempre mutevole, della biologia e della sociologia; con la seconda, si introduce il cavallo di Troia della difesa e della dignit\u00e0 delle minoranze (sessuali e non) per aggredire e far saltare le istituzioni sociali solide e durevoli, fondate su un progetto di lunga durata. La famiglia \u00e8 fatta per durare, le libere unioni son fatte per dare il piacere e si reggono finch\u00e9 il piacere dura. A una societ\u00e0 ordinata si vuol sostituire una societ\u00e0 disordinata, schiava della soddisfazione di tutti gli istinti. E come stabilire il punto i cui anche gli istinti si devono fermare, devono essere disciplinati e sottoposti a una norma? Una volta decretati lecito l&#8217;aborto, l&#8217;omosessualit\u00e0, i rapporti extraconiugali, come stabilire che la pedofilia, per esempio, non va bene? In nome degli istinti, al contrario, bisogner\u00e0 sostenerne la piena liceit\u00e0, beninteso a patto che non ci sia violenza. E che la violenza ci sia, sempre e comunque, trattandosi di un rapporto impari, fra un adulto e un bambino, ci\u00f2 non suscita alcun problema nella mente degli araldi della liberazione sessuale: non \u00e8 giusto quel che \u00e8 giusto, ma \u00e8 giusto quel che \u00e8 naturale; e se sia l&#8217;adulto che il bambino desiderano consumare un rapporto sessuale, perch\u00e9 no? Vista la strada su cui ci siamo messi, sar\u00e0 impossibile stabilire un limite, delle frontiere invalicabili. Chi avrebbe immaginato, dieci ani fa, che sarebbero state riconosciute per legge le unioni omosessuali e pratiche come l&#8217;utero in affitto, nonch\u00e9 l&#8217;adozione di bambini da parte delle coppie omofile? Cos\u00ec, fra dieci anni, molti sorrideranno all&#8217;idea che, oggi, la societ\u00e0 non avesse ancora compreso la bellezza e la perfetta liceit\u00e0 della pedofilia e della pederastia, e si rattrister\u00e0 e si commuover\u00f2 pesando a quante belle storie d&#8217;amore sono state impedite, o rovinate, da una sessuofobia tanto irragionevole, quanto ipocrita. Ci saranno film e romanzi che parleranno di quando gli uomini e i bambini erano inibiti ad amarsi in maniera sessuale e metteranno in caricatura giudici, genitori ed insegnanti che tentavano di opporsi a simili pratiche. Ci saranno gli eroi e le eroine della situazione, uomini adulti e bambini i quali, sfidando i pregiudizi, si amavano lo stesso. Mary Kay Letourneau verr\u00e0 rivalutata, diverr\u00e0 un&#8217;icona della liberazione sessuale e della lotta contro dell&#8217;ultimo tab\u00f9 (cfr. il nostro articolo: <em>Perch\u00e9 una madre trentaseienne perde la testa per un dodicenne? Il caso di Mary Kay Letoruneau<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 09\/09\/2008 e su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 04\/01\/18). \u00c8 il trionfo del metodo Kinsey: semplice e stupido, per\u00f2 molto efficace, vince sempre&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1948 e nel 1953 vennero pubblicati i due libri del professor Alfred Kinsey che avrebbero contribuito potentemente a cambiar e capovolgere l&#8217;immagine e la pratica<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[211,249],"class_list":["post-28756","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-omosessualismo","tag-sessualita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28756","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28756"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28756\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28756"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28756"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28756"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}