{"id":28750,"date":"2011-04-16T08:52:00","date_gmt":"2011-04-16T08:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/16\/quel-segreto-indicibile-che-lega-il-giudice-e-lo-attrae-verso-il-criminale\/"},"modified":"2011-04-16T08:52:00","modified_gmt":"2011-04-16T08:52:00","slug":"quel-segreto-indicibile-che-lega-il-giudice-e-lo-attrae-verso-il-criminale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/16\/quel-segreto-indicibile-che-lega-il-giudice-e-lo-attrae-verso-il-criminale\/","title":{"rendered":"Quel segreto indicibile che lega il giudice e lo attrae verso il criminale"},"content":{"rendered":"<p>Pochi libri hanno saputo esplorare con tanta finezza il segreto indicibile che, talvolta, si instaura fra il giudice e il criminale e che attrae segretamente il primo verso il secondo, come \u00abIl tenente del Diavolo\u00bb della scrittrice ungherese Maria Fagyas, nata a Budapest nel 1905 ed emigrata in Francia nel 1933 e poi, definitivamente, negli Stati Uniti, nel 1937, seguitando a comporre le sue opere in lingua inglese.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 e meglio di un trattato di psicologia, questo romanzo, ispirato a un fatto realmente accaduto, il &quot;caso Hofrichter&quot; del 1909, scandaglia con impareggiabile maestria le gallerie ed i labirinti del cuore umano e mostra come le tenebre del criminale possano attirare le tenebre dell&#8217;inquisitore, il quale ultimo, pi\u00f9 che un desiderio di giustizia, insegue talvolta i propri stessi fantasmi, i fantasmi dell&#8217;infanzia o di altre cose che giacciono nel fondo pi\u00f9 oscuro del proprio passato e che egli si sforza di esorcizzare, combattendoli in qualcuno che \u00e8 altro da s\u00e9.<\/p>\n<p>Si tratta, in fondo, di un meccanismo piuttosto semplice: il giudice (o il poliziotto) sente una morbosa attrazione per qualcosa che \u00e8 dentro di lui e cerca di liberarsene, o meglio di sbarazzarsi dei propri sensi di colpa, conducendo una personale battaglia contro il delinquente, che nasce dal suo bisogno di far trionfare una giustizia riparatrice non meno che da una attrazione, alquanto torbida e inconfessabile, di natura pi\u00f9 o meno sottilmente sessuale.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 sapevamo, da tutta una serie di studi, inchieste e saggi, che pu\u00f2 instaurarsi una forte corrente erotica fra lo psichiatra e il suo paziente (o la sua paziente), della quale entrambi sono perfettamente consapevoli e che, talvolta, oltrepassa i limiti dell&#8217;etica professionale e sfocia in un vero e proprio approccio sessuale; cos\u00ec come sappiamo, ed esistono anche diversi film sull&#8217;argomento, che una attrazione erotica si crea abbastanza frequentemente fra l&#8217;avvocato difensore e l&#8217;imputato di cui egli patrocina la causa, cos\u00ec come &#8211; paradossalmente, ma nemmeno tanto &#8211; fra il rapitore ed il rapito (o la rapita) e perfino tra il carnefice e la vittima, come nel celebre film \u00abIl portiere di notte\u00bb di Liliana Cavani, del 1974.<\/p>\n<p>Mancava, per\u00f2, a quel che sappiamo, una analogo studio circa i rapporti fra il giudice istruttore, specialmente il pubblico accusatore, e la persona dell&#8217;indiziato di reati pi\u00f9 o meno gravi; anche se il tema \u00e8 stato qua e l\u00e0 sfruttato da libri e film di un certo successo, ad esempio \u00abLa vedova nera\u00bb di Bof Rafelson, del 1987, interpretato da Theresa Russell e Debra Winger, in cui un agente federale donna si mette sulle tracce di una pericolosa assassina che, nel profondo di se stessa, ella ammira ed invidia e da cui si sente attratta (memorabile la scena, peraltro estremamente sobria, del bacio risolutivo fra le due antagoniste).<\/p>\n<p>Anche il \u00abLa gemma della corona\u00bb di Paul Scott, del 1966 (romanzo da cui \u00e8 stato tratto uno sceneggiato televisivo di notevole successo nei Paesi di lingua inglese) tratta il tema della relazione perversa che unisce il poliziotto e l&#8217;indiziato, ma in maniera assai pi\u00f9 esplicita e brutale: perch\u00e9 l&#8217;ispettore di polizia Ronald Merrick \u00e8 apertamente attratto dal giovane Hari Kumar, che odia e disprezza, ma da cui \u00e8 sessualmente turbato, tanto pi\u00f9 che a lui sono andate le preferenze della ragazza su cui aveva messo gli occhi, Daphne Manners.<\/p>\n<p>Invece \u00abIl tenente del Diavolo\u00bb mette spietatamente a nudo, ma, al tempo stesso, allude con stupefacente delicatezza, al segreto pi\u00f9 inconfessabile che si annida nell&#8217;animo del giudice militare Emil Kunze: l&#8217;attrazione irresistibile, di natura inequivocabilmente erotica, che egli nutre per il sospettato numero uno di una inchiesta per omicidio, l&#8217;intelligente e sfrontato tenente Peter Dorfrichter: che, se non avesse trovato sulla sua strada un inquirente cos\u00ec testardamente deciso a inchiodarlo, molto probabilmente sarebbe riuscito a farla franca per insufficienza di prove, anche a motivo della simpatia che \u00e8 in grado di destare in quasi tutti quelli che lo avvicinano.<\/p>\n<p>Il romanzo &#8211; dal quale, nel 1983, \u00e8 stato tratto un film televisivo per la regia di John Goldschmidt, interpretato da Ian Charleson, Helmut Griem e Barbara De Rossi (quest&#8217;ultima nel ruolo di Marianne Dorfrichter) &#8211; \u00e8 costruito sul filo di una schermaglia implacabile fra i due uomini, entrambi consapevoli del segreto che li lega e tuttavia rigidamente ligi alle distanze gerarchiche e processuali che li dividono, che si concluder\u00e0 solo con il verdetto della corte militare.<\/p>\n<p>Kunze, da ragazzo, ha subito una violenza sessuale da parte di un compagno pi\u00f9 grande e quel lontano e oscuro episodio, che egli ha cercato di dimenticare, relegandolo in fondo alla sua coscienza, riemerge dolorosamente nel momento in cui si trova a tu per tu con il tenente sospettato di assassinio, verso il quale concorrono tutti gli indizi di colpevolezza: intelligente, cinico, amorale, sovranamente egoista e spietatamente vendicativo, ma anche, in una strana e indefinibile maniera, straordinariamente carismatico.<\/p>\n<p>In una delle scene pi\u00f9 illuminanti del romanzo di Maria Fagyas, il giudice Kunze e l&#8217;imputato Dorfrichter si trovano faccia in un colloquio carico di sottintesi e di cose non dette, perch\u00e9 indicibili (da: \u00abIl tenente del diavolo\u00bb; titolo originale \u00abThe Devil&#8217;s Lieutenent\u00bb, M. Bush-Fekete, 1970; traduzione italiana di Francesco Saba Sardi, Milano, Rizzoli, 1973, pp. 409-11):<\/p>\n<p>\u00abPeter Dorfrichter era disteso sul letto, le mani dietro la nuca, gli occhi al soffitto. Probabilmente pensava che a entrare fosse stata la guardia, poich\u00e9 volse la testa solo udendo la voce di Kunze, e allora sbatt\u00e9 due volte le palpebre, come per schiarirsi la vista.<\/p>\n<p>&quot;Ho qualcosa da dirle, Dorfrichter&quot;.<\/p>\n<p>Il tenente si lev\u00f2 a sedere, posando i piedi per terra.<\/p>\n<p>&quot;L&#8217;ultima volta che \u00e8 venuto qui, signor capitano, \u00e8 stato per dirmi che ero divenuto padre. E questa volta, che c&#8217;\u00e8? Una notizia altrettanto importante?&quot;. Aveva parlato, come a solito, con tonico ironico, e come sempre Kunze si sent\u00ec salire la mosca al naso.<\/p>\n<p>&quot;Questo lo giudicher\u00e0 lei. Sua moglie ha chiesto il divorzio.&quot; Ecco, era fatta e non era stato difficile: di valido aiuto il sorriso ostile dipinto sul volto del detenuto.<\/p>\n<p>&quot;Ah, cos\u00ec?&quot; comment\u00f2 Dorfrichter, aggrottando la fronte. &quot;Il divorzio? Posso anche non concederglielo. Perch\u00e9 dovrei farlo?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Lei pu\u00f2 opporsi oppure chiederlo a sua volta per colpa della moglie. Non ho domandato all&#8217;avvocato della signora quale procedura intenda seguire, ma penso che promuover\u00e0 azione per adulterio&quot;.<\/p>\n<p>Alle parole l&#8217;&quot;avvocato della signora&quot; il tenente aveva avuto un sobbalzo. &quot;\u00c8 sempre patrocinata da quel tale?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Per il momento s\u00ec. Ritengo per\u00f2 che, quando si arriver\u00e0 al processo, sar\u00e0 sostituito da un altro avocato. Gi\u00e0, si disse Kunze, sarebbe stato un po&#8217; grottesco se il dottor Goldschmiedt avesse perseguito Dorfrichter per adulterio.<\/p>\n<p>Il capitano prese una seggiola e si sedette. Dorfrichter se ne stava rannicchiato sulla sponda del letto, la testa tra le mani. La reazione violenta che Kunze s&#8217;era aspettata non si profilava; la notizia, lungi dal mandare in bestia il tenente, l&#8217;aveva invece come spento.<\/p>\n<p>&quot;Ma perch\u00e9?&quot;, chiese, guardando ansioso Kunze , e per la prima volta nei suoi occhi non c&#8217;era ostilit\u00e0. &quot;Perch\u00e9? Che cosa le \u00e8 accaduto? Non \u00e8 degno di Marianne!&quot;<\/p>\n<p>Kunze si sentiva preso alla sprovvista dalla mancanza d&#8217;ira di Dorfrichter. &quot;\u00c8 lei che la conosce, non io&quot;, si limit\u00f2 a dire.<\/p>\n<p>Con uno scatto che fece sobbalzare Kunze, Dorfrichter si lev\u00f2 in piedi. &quot;Devo parlarle&quot;, disse, con tono deciso. &quot;Non posso prendere una decisione senza averle parlato. Lo so benissimo che \u00e8 contro i regolamenti ma io sono ancora suo marito e Marianne \u00e8 mia moglie. Si tratta di una faccenda che riguarda solo noi due,, e che non pu\u00f2 essere sistemata da intermediari o avvocati&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Ammetta che sua moglie non voglia vederla&quot;.<\/p>\n<p>&quot;In tal caso mi opporr\u00f2 al divorzio. Trover\u00f2 il modo. Per le cause civili, posso farmi rappresentare da un avvocato civile,, esattamente come gli altri cittadini.&quot;. Si avvicin\u00f2 a Kunze sempre seduto, lo fiss\u00f2 dall&#8217;alto. &quot;E lei provveder\u00e0 in merito, vero? Mi procurer\u00e0 l&#8217;incontro, voglio dire. Questo me lo deve.&quot;<\/p>\n<p>Il capitano si alz\u00f2. Ora erano vicinissimi, quasi si toccavano, e Kunze si sentiva penetrare dagli occhi scuri del tenente, da quello sguardo cos\u00ec sagace. E fu colto da un acuto desiderio di stringerlo tra le braccia per constatare che uomo era quello, al di l\u00e0 delle menzogne, al di l\u00e0 delle paure. Mosse le braccia, poi le lasci\u00f2 ricadere; a trattenerlo non era tanto la coscienza che quel gesto sarebbe bastato a distruggere tutto il suo futuro, quanto il fatto di sapere che l&#8217;altro se lo aspettava, che assaporava in anticipo il gusto della vittoria.<\/p>\n<p>Kunze and\u00f2 alla finestra, sottraendosi al cerchio magico di Dorfrichter.<\/p>\n<p>&quot;vedr\u00f2 quel che si pu\u00f2 fare&quot;, disse, parlando solo quando fu certo di riuscire a controllare in misura sufficiente la propria voce. &quot;Non posso assicurarle niente. Posso solo dire di essere d&#8217;accordo nel ritenere che questo incontro \u00e8 necessario&quot;.<\/p>\n<p>Poi, senza pi\u00f9 guardare Dorfrichter, si avvi\u00f2 all&#8217;uscio. Si sentiva ancora tutto sottosopra, ma per lo meno, la mo che pos\u00f2 sulla maniglia non gli tremava pi\u00f9.<\/p>\n<p>&quot;Le far\u00f2 sapere qualcosa disse.<\/p>\n<p>Ud\u00ec alle sue spalle il battere dei tacchi di Dorfrichter, lo sent\u00ec mormorare: &quot;Grazie, capitano&quot;.<\/p>\n<p>E Kunze si sbatt\u00e9 l&#8217;uscio alle spalle, infil\u00f2 rapido la chiave nella toppa.\u00bb<\/p>\n<p>Strano a dirsi, Dorfrichter, che ha resistito per mesi a ogni interrogatorio e non si \u00e8 mai indotto a confessare nulla, nonostante i gravissimi indizi che pesano su di lui, proprio il giorno in cui il capitano Kunze si sposa &#8211; per la verit\u00e0, senza il minimo entusiasmo, con una donna che non ama -, decide di rendere una piena confessione della propria colpevolezza, guastando il giorno di festa del suo persecutore (ma glielo guasta davvero?).<\/p>\n<p>Poi, per\u00f2, ci ripensa e ritratta, anche perch\u00e9 sostenuto, dall&#8217;esterno, dal bellicoso erede al trono, Francesco Ferdinando, che in lui vede solo un promettente ufficiale di carriera e che si disinteressa completamente dell&#8217;aspetto morale della vicenda.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante, alla fine Dorfrichter viene condannato a vent&#8217;anni di reclusione in un penitenziario militare, nonch\u00e9 degradato, e scampa alla forca solo perch\u00e9 mancano la prova evidente dell&#8217;omicidio, cos\u00ec come la sua spontanea confessione; mentre Kunze, nonostante l&#8217;ostilit\u00e0 dell&#8217;erede al trono, viene promosso maggiore.<\/p>\n<p>In un ultimo, drammatico colloquio prima che l&#8217;ex tenente venga trasferito nel carcere ove dovr\u00e0 scontare la sua lunghissima detenzione, per un momento, per un momento solo, i due giungono a sfiorare la sconvolgente verit\u00e0 del rapporto che li ha tenuti cos\u00ec a lungo avvinti l&#8217;uno all&#8217;altro, ben al di l\u00e0 delle circostanze di natura estrinseca (pp. 491-92):<\/p>\n<p>\u00abDopo il verdetto, ebbe modo di incontrarsi con l&#8217;ex tenente una sola volta, e fu il giorno di giugno in cui fu trasferito al reclusorio di Mollersdorf.<\/p>\n<p>Dorfrichter fu promosso nel suo ufficio al Tribunale militare. Dovendo compiere un viaggio, era vestito in borghese, con un abito grigio di cattivo taglio, un impermeabile e un cappello grigio con un pennacchi etto di pelo di camoscio. I suoi familiari avrebbero dovuto venire a prendere congedo da lui e Kunze doveva essere presente all&#8217;incontro, come prescriveva il regolamento. Ma, o che i familiari fossero in ritardo o che Dorfrichter fosse stato fatto uscire dalla propria cella con eccessivo anticipo, sta di fatto che i due uomini dovettero trascorrere mezz&#8217;ora a quattr&#8217;occhi; e fu una mezz&#8217;ora di tensione: il detenuto dapprima replic\u00f2, ai tentativi di conversazione di Kunze, con gelidi monosillabi, poi, all&#8217;improvviso, si scagli\u00f2 in un&#8217;amara filippica nei suoi confronti.<\/p>\n<p>&quot;Maggiore Kunze suona assai meglio di capitano Kunze, vero? \u00c8 per questo che manovrato in modo da farmi condannare?&quot;<\/p>\n<p>Per un istante, Kunze non seppe cosa rispondere. Poi: &quot;Cosa vuol dire con manovrare?&quot; chiese. &quot;Ma se \u00e8 colpevole!&quot;<\/p>\n<p>&quot;E questo che c&#8217;entra? Senza di lei, io sarei andato assolto, caro maggiore Kunze.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Andiamo, andiamo, Dorfrichter, sappiamo tutti e due che lei \u00e8 colpevole. Certo, lei ha ritrattato la sua confessione, ma credo di sapere il come e il perch\u00e9. E so anche che, per il fatto di non essermi piegato ai desideri di un certo alto personaggio, la promozione concessami pu\u00f2 essere l&#8217;ultima della mia carriera&#8230; Perci\u00f2, non si lasci indurre in errore: lei non \u00e8 la vittima delle mie ambizioni. Io non sono come lei, Peter Dorfrichter: l&#8217;ambizione non basterebbe a indurmi a uccidere un gatto, non dico un uomo!&quot;<\/p>\n<p>&quot;Lei mi avrebbe fato condannare a morte, se io non avessi ritrattato.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Be&#8217;, credo di s\u00ec.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Dica un po&#8217;, e lei voleva che io fossi ucciso perch\u00e9 non poteva avermi in nessun altro modo, vero?&quot;<\/p>\n<p>Per poco, Kunze non si lasci\u00f2 indurre a chiedere: &quot;quale altro modo?&quot;.<\/p>\n<p>Disse invece: &quot;I miei rapporti con lei erano semplicemente quelli del giudice con l&#8217;imputato, e nient&#8217;altro. E sono stati questi rapporti a determinare quello che io potevo o non potevo fare per lei!&quot;\u00bb.<\/p>\n<p>&quot;Questo suo moralismo mi rivolta lo stomaco!&quot; insorse Dorfrichter.&quot; Io sono un figlio di puttana, e va bene. Ma lei, che cos&#8217;\u00e8? Neppure uno Iago si sarebbe abbassato a servirsi dei trucchi cui ha fatto ricorso lei per mettermi in trappola.<\/p>\n<p>&quot;Adesso basta, Dorfrichter&quot;, ma la sua indignazione non era molto sincera. &quot;Indipendentemente dalla sua opinione nei miei confronti, devo dirle che sono molto spiacente per lei e che le auguro tutta la buona fortuna possibile date le circostanze&#8230;&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Il suo augurio pu\u00f2 rivelarsi pi\u00f9 vicino al vero di quanto lei stesso non creda. Io trascorrer\u00f2 vent&#8217;anni a Mollersdorf, questo \u00e8 certo. Sar\u00f2 liberato il giorno in cui scoppier\u00e0 la guerra!&quot;<\/p>\n<p>Dunque, quelli erano i patti! Non molto generosi, a dire il ero. La proposta dell&#8217;arciduca in cambio della ritrattazione era stata in carattere con l&#8217;uomo: meschina e abile insieme.<\/p>\n<p>&quot;Se le cose stanno cos\u00ec, non le auguro neppure buona fortuna&quot;, replic\u00f2 Kunze. &quot;Come le \u00e8 noto, io sono un deciso pacifista.&quot;\u00bb<\/p>\n<p>Infatti, quando scoppia la guerra, Dorfrichter, fidando nella promessa dell&#8217;arciduca, inoltra domanda di grazia, fingendosi pentito, per essere reintegrato nei ruoli e mandato al fronte; ma l&#8217;arciduca \u00e8 stato assassinato a Sarajevo, e Kunze, cui spetta la parola decisiva in merito al suo inoltro, dopo un ultimo colloquio con il detenuto, decide di respingerla con fredda determinazione, quasi per liberarsi definitivamente dei propri fantasmi.<\/p>\n<p>Dal brano che abbiamo qui sopra riportato emerge che, al momento della verit\u00e0, il criminale appare moralmente pi\u00f9 trasparente del giudice che lo ha fatto condannare: al moralismo di Kunze, che sostiene essere sempre rimasto nei limiti di un rapporto strettamente professionale con l&#8217;imputato (il che \u00e8 vero, ma solo in senso formale), insorge con una osservazione lapidaria: \u00abIo sono un figlio di puttana, e va bene. Ma lei, che cos&#8217;\u00e8?\u00bb.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, chi siamo noi; chi sono io? Questa \u00e8 la domanda che ogni essere umano dovrebbe sapersi porre senza arrossire, specialmente se svolge una funzione pubblica rilevante, come quella del rappresentante o dell&#8217;interprete della legge.<\/p>\n<p>Gira e rigira, si torna sempre, immancabilmente, al \u00abConosci te stesso\u00bb dell&#8217;oracolo di Delfi, pietra miliare di ogni relazione dell&#8217;io con se stesso, prima ancora che con il tu.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 crediamo di essere altro da quello che siamo; finch\u00e9, ad esempio, vestiamo di nobili pretesti i nostri impulsi di ordine inferiore, non potremo mai porci in una relazione chiara e armoniosa con l&#8217;altro, dal momento che siamo in contraddizione con noi stessi.<\/p>\n<p>Si potrebbe obiettare che, in fondo, non \u00e8 importante che il gatto sia nero o rosso, purch\u00e9 sappia acchiappare i topi, ossia purch\u00e9 faccia degnamente il proprio mestiere.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio questo il punto: come \u00e8 possibile svolgere degnamente la propria funzione, se si agisce sulla base di una insopportabile ipocrisia?<\/p>\n<p>\u00c8 una domanda sulla quale vale la pena di riflettere, perch\u00e9 da essa dipende non solo la capacit\u00e0 di svolgere bene il proprio ruolo in mezzo agli altri, ma anche &#8211; e soprattutto &#8211; la possibilit\u00e0 di pacificarsi con se stessi, liberandosi dalle maschere della finzione e della falsit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pochi libri hanno saputo esplorare con tanta finezza il segreto indicibile che, talvolta, si instaura fra il giudice e il criminale e che attrae segretamente il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-28750","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28750"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28750\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}