{"id":28741,"date":"2011-02-14T06:44:00","date_gmt":"2011-02-14T06:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/02\/14\/leterna-seduzione-della-giovinezza-tra-nostalgia-dinfinito-e-terrore-della-decadenza\/"},"modified":"2011-02-14T06:44:00","modified_gmt":"2011-02-14T06:44:00","slug":"leterna-seduzione-della-giovinezza-tra-nostalgia-dinfinito-e-terrore-della-decadenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/02\/14\/leterna-seduzione-della-giovinezza-tra-nostalgia-dinfinito-e-terrore-della-decadenza\/","title":{"rendered":"L\u2019eterna seduzione della giovinezza tra nostalgia d\u2019infinito e terrore della decadenza"},"content":{"rendered":"<p>Si osservi con attenzione questo fotogramma, tratto dal penultimo film di Luchino Visconti, \u00abGruppo di famiglia in un interno\u00bb; si osservi con attenzione l&#8217;espressione del viso dell&#8217;anziano professore americano, impersonato da Burt Lancaster, mentre una ragazza giovanissima, interpretata da Claudia Marsani, gli sfiora la guancia con un bacio inaspettato.<\/p>\n<p>Negli occhi dell&#8217;uomo maturo vi \u00e8 un&#8217;espressione intensissima, che \u00e8, al tempo stesso, estatica, quasi incredula, ma anche profondamente sofferta, dolente: \u00e8 lo sguardo di un uomo sconvolto, cui mille ricordi e mille rimpianti stanno facendo groppo in gola; e tutto perch\u00e9 una giovinetta, col profumo della sua freschezza, gli ha ridestato desideri ormai pressoch\u00e9 dimenticati, antiche frustrazioni, inestinguibili ed imperiosi desider\u00ee.<\/p>\n<p>Tanto pu\u00f2 fare, dunque, la semplice vicinanza fisica di una creatura giovane e bella su di una persona colta, sensibile, pur con una certa esperienza della vita; eppure \u00e8 cos\u00ec: nessuno pu\u00f2 dirsi al riparo dal fascino radioso, dalla irresistibile seduzione della giovinezza; nessuno, nemmeno l&#8217;individuo pi\u00f9 posato, &quot;saggio&quot; e razionale.<\/p>\n<p>Perfino i grandi &quot;guru&quot; dell&#8217;Oriente, i maestri yoga e buddhisti, davanti a quella seduzione non hanno che un consiglio da dare ai loro discepoli: fuggire, allontanare dagli occhi l&#8217;oggetto della tentazione, capace di ridestare d&#8217;un solo colpo tutte le passioni, tutte le brame, annullando in un attimo una dura disciplina spirituale, praticata con costanza per anni ed anni.<\/p>\n<p>Quanto a Platone e al suo maestro Socrate, \u00e8 ben nota la forza di attrazione che esercitavano su di loro le membra dei bei giovinetti, allorch\u00e9 questi, ebbri di vigore giovanile e imperlati di sudore, emergevano dagli esercizi della palestra, come degli d\u00e8i fanciulli che emergono dalle nubi dell&#8217;Olimpo, circonfusi di gloria.<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse per questo che Socrate e Platone erano cos\u00ec assidui frequentatori delle palestre e cos\u00ec volentieri vi tenevano i loro discorsi, esercitando, a loro volta, l&#8217;incanto della parola su quelle menti ancora vergini di artifici, camuffamenti e delusioni? Che cosa non avrebbe fatto il maturo Socrate, fisicamente tutt&#8217;altro che bello, per attirare l&#8217;attenzione del giovane Alcibiade, pur avendo l&#8217;aria di non curarsene affatto, di mostrarsi superiore a simili debolezze, ma in realt\u00e0 senza mai perderlo di vista con la coda dell&#8217;occhio?<\/p>\n<p>E allora diciamolo: l&#8217;et\u00e0 matura, almeno nella cultura occidentale, \u00e8 attratta inesorabilmente dalla giovinezza, cos\u00ec, in modo assolutamente istintivo e irriflesso, come \u00e8 testimoniato, fra l&#8217;altro, da numerose opere letterarie.<\/p>\n<p>Nel romanzo breve \u00abLa morte a Venezia\u00bb di Thomas Mann, l&#8217;anziano professore Gustav von Aschenbach (uno scrittore che, nella versione cinematografica di Visconti, diventa musicista) \u00e8 irresistibilmente attratto dall&#8217;efebico giovinetto Tadzio, visto all&#8217;Hotel Des Bains del Lido, e fantastica che il colera si porti via tutti quanti, risparmiando loro due, soli e felici; mentre nel romanzo di Vladimir Nabokov \u00abLolita\u00bb, l&#8217;omonima e disinvolta protagonista, appena dodicenne, seduce con folgorante successo l&#8217;annoiato professore quarantenne Humbert Humbert, che giunge a sposarne l&#8217;insignificante madre, pur di rimanerle accanto.<\/p>\n<p>Queste non sono che due delle ultime incarnazioni, scelte pressoch\u00e9 a caso, di questo archetipo primordiale, di questa perenne fonte di seduzione nei confronti dell&#8217;et\u00e0 non pi\u00f9 verde, dunque di questa eterna tentazione che rischia di precipitare nel ridicolo, nel disonore e nella disperazione anche la vita pi\u00f9 regolata e prudente, anche la rispettabilit\u00e0 borghese pi\u00f9 consolidata, anche i valori morali apparentemente pi\u00f9 solidi e radicati.<\/p>\n<p>Ebbene, proviamo ad analizzare le reali componenti di questo aspetto dell&#8217;animo umano e di comprendere ci\u00f2 che in esso pu\u00f2 costituire fonte di crescita, di consapevolezza, di armonia e ci\u00f2 che, invece, pu\u00f2 avviare lungo la china del disordine, dell&#8217;angoscia e del regresso.<\/p>\n<p>Cercheremo di farlo con equanimit\u00e0 e senza spirito giudicante; ben consci che, davanti ai misteri dell&#8217;anima umana, l&#8217;atteggiamento che pi\u00f9 si conviene \u00e8 quello dell&#8217;ascolto, della ricettivit\u00e0, del sincero desiderio di comprensione e non quello che arbitrariamente distribuisce pagelle di buona condotta o fissa ipocritamente paletti di confine tra lecito e illecito.<\/p>\n<p>E questo &#8211; lo diciamo subito a scanso di fraintendimenti &#8211; non perch\u00e9 tale confine non esista, come vorrebbero i relativisti e i nichilisti di oggi, di ieri e di sempre; ma perch\u00e9 \u00e8 necessaria, nella vita, la distinzione delle fasi e dei ruoli: e ci\u00f2 che \u00e8 giusto e doveroso dal punto di vista del legislatore o del giudice, non lo \u00e8 altrettanto per il filosofo o per l&#8217;osservatore del fenomeno umano: questi ultimi, infatti, hanno come scopo fondamentale non l&#8217;applicazione della legge, ma solo il sincero desiderio di comprendere.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo e anche la donna adulti si sentono fortemente attratti dalla giovinezza: in parte \u00e8 l&#8217;istinto paterno e materno, in parte la nostalgia dei loro stessi anni giovanili; in parte, poi, pu\u00f2 trattarsi qualcosa di pi\u00f9 ambiguo e forse indicibile, anche se non \u00e8 certo che essi ne siano interamente consapevoli.<\/p>\n<p>E si noti che l&#8217;attrazione, in una qualche misura e a determinate condizioni, agisce in entrambi i sensi: non solo dell&#8217;et\u00e0 matura verso la giovinezza, ma anche all&#8217;incontrario. Perch\u00e9, per ogni professor Humbert Humbert che perde la testa per una Lolita, \u00e8 facile vi sia una Lolita che provoca in molti modi il professor Humbert Humbert di turno. Nulla di nuovo sotto il Sole; ma, se il primo sarebbe immediatamente accusato di pedofilia da un certo moralismo ipocrita, difficile sarebbe accennare anche solo vagamente ad una vera e propria strategia seduttiva da parte della ninfetta, senza suscitare un coro di sdegnatissime proteste e, forse, un autentico linciaggio morale nei confronti di chi osasse strappare il velo della cosiddetta innocenza infantile.<\/p>\n<p>Questo per quanta riguarda le innumerevoli Lolite, reali o potenziali, che tendono i loro fatali agguati alle vittime prescelte. E, per quanto riguarda la versione maschile della giovinezza non troppo innocente (senza perci\u00f2 escludere che essa pure esista e cada, talvolta, vittima dei peggiori istinti degli adulti), come allontanare il sospetto che Tadzio, il bellissimo giovinetto di una aristocratica famiglia polacca, si sia accorto perfettamente dell&#8217;attenzione che ha suscitato nel maturo Aschenbach e che giochi con lui l&#8217;antichissimo gioco della preda che, mentre finge di scappare, \u00e8, in realt\u00e0, il vero cacciatore?<\/p>\n<p>Certo, Lolita e Tadzio agiscono cos\u00ec anche per pura e gratuita civetteria, senza avere &#8212; magari &#8212; un piano ben preciso nella mente; ma forse anche per un sentimento pi\u00f9 complesso e difficilmente esprimibile a parole, che tuttavia farebbe la gioia degli psicanalisti freudiani; e allora diciamolo pure: per una sorta di pulsione edipica.<\/p>\n<p>Altrimenti, perch\u00e9 mai una ragazzina di diciassette anni dovrebbe chiamare con il nomignolo di &quot;papi&quot;, per met\u00e0 affettuoso e per met\u00e0 incestuoso, un vecchio di oltre settant&#8217;anni, che si diletta della sua compagnia, in circostanze quanto meno ambigue e tali da suscitare forti perplessit\u00e0; anche se l&#8217;unica a non trovare nulla di strano nella cosa, a quel che pare, risulta essere proprio la spregiudicata madre della fanciulla, sul cui conto bancario &#8211; vedi combinazione &#8211; sarebbero stati versati, a nome del &quot;papi&quot; di cui sopra, dei bonifici alquanto sostanziosi?<\/p>\n<p>Peraltro, non sempre si tratta di un gioco interessato al conseguimento di benefici materiali, tanto pi\u00f9 che non sempre il vecchio \u00e8 pieno di soldi; chi non ricorda la tenerissima storia di amicizia e, forse, di amore, fra la giovane scrittrice esordiente Annie Vivanti e l&#8217;ormai anziano poeta Giosu\u00e9 Carducci, giunto al culmine della gloria letteraria?<\/p>\n<p>Ma, probabilmente, sono in molti meno a sapere che la scrittrice Sibilla Aleramo, verso la fine della sua vita, si innamor\u00f2 perdutamente del poeta Franco Matacotta, di quarant&#8217;anni pi\u00f9 giovane di lei, e che quel legame dur\u00f2 per ben dieci anni. Prima di lui, oltre che con numerosi altri uomini, Sibilla Aleramo aveva avuto una tormentatissima storia d&#8217;amore con il poeta Dino Campana, che, rispetto a lei, aveva &quot;solo&quot; una decina d&#8217;anni in meno.<\/p>\n<p>Del resto, l&#8217;attrazione sessuale della donna anziana verso l&#8217;uomo giovane \u00e8 sempre stata guardata con fastidio, se non con aperto biasimo e riprovazione, a differenza di quella dell&#8217;uomo anziano per la ragazza giovane, considerata sovente con benevola indulgenza e magari con una punta d&#8217;invidia: gira e rigira, \u00e8 sempre il punto di vista maschilista (non semplicemente maschile) ad imporsi, in questo genere di cose.<\/p>\n<p>Dunque: i giovanissimi esercitano una forte attrazione sulle persone mature, attrazione che pu\u00f2 essere, in parte almeno, di natura sessuale, anche se non necessariamente riconosciuta come tale, ma camuffata da istinto paterno o materno; del resto, \u00e8 un fatto che in qualunque vicenda sentimentale vi pu\u00f2 essere la componente psicologica della ricerca della figura paterna o materna da una parte, della figura filiale dall&#8217;altra, indipendentemente dall&#8217;et\u00e0 dei soggetti.<\/p>\n<p>Infatti, un uomo adulto pu\u00f2 cercare la figura materna in una donna pi\u00f9 giovane di lui e una donna matura pu\u00f2 desiderare l&#8217;aspetto filiale nell&#8217;uomo di cui \u00e8 innamorata, anche se questi non \u00e8, anagraficamente, molto pi\u00f9 giovane di lei. Quello che conta non \u00e8 la data di nascita scritta sulla carta d&#8217;identit\u00e0, ma certi tratti del carattere, certe associazioni mentali con figure incontrate nel corso dell&#8217;infanzia, anche se &#8211; magari &#8211; del tutto prive di una base razionale.<\/p>\n<p>Tuttavia, concentrando l&#8217;attenzione dal punto di vista della persona matura e riservando ad altro momento l&#8217;interesse per la psicologia del giovane, bisogna notare che esiste la possibilit\u00e0 di un grosso fraintendimento, foriero d&#8217;infinite disillusioni e sofferenze, se non vi sono una mente lucida, una ricca esperienza di vita e un istintivo senso dell&#8217;equilibrio, a moderare l&#8217;ardore e lo smarrimento che un incontro come quelli sopra descritti pu\u00f2 provocare.<\/p>\n<p>Detta in termini assai semplici, esiste il pericolo che l&#8217;uomo o la donna maturi vedano nel giovanetto o nella giovanetta che li attraggono e che, in qualche modo, li turbano, null&#8217;altro che il fantasma di un ricordo infantile, di un desiderio non vissuto a suo tempo, di un sogno mai realizzato; che si illudano, insomma, di poter vivere, per interposta persona, quelle emozioni adolescenziali che ora dolorosamente rimpiangono e di potersi rifare, ovvero ripagare, di qualcosa che, secondo loro, la vita avrebbe dovuto accordare ad essi, se fosse stata un po&#8217; pi\u00f9 giusta.<\/p>\n<p>Funesta illusione e supremo fraintendimento: perch\u00e9, ogni qual volta non si fa alcun serio sforzo per vedere e riconoscere, nell&#8217;altro, l&#8217;originalit\u00e0, l&#8217;autonomia e l&#8217;interezza di una persona completa, e sia pure in divenire (come \u00e8 particolarmente evidente nel caso di un giovane), ma si vuol fare di lui un surrogato di esperienze non fatte a tempo debito e un mezzo per il soddisfacimento di pulsioni non riconosciute nella loro verit\u00e0 interiore, allora si degrada l&#8217;altro a strumento dei propri fini e a cattivo rimedio della propria disarmonia, della propria incompletezza, della propria incapacit\u00e0 di leggersi onestamente dentro, per quel che si \u00e8 nel profondo.<\/p>\n<p>In altre parole, se la frequentazione di un giovanissimo, da parte di un adulto o di un anziano, pu\u00f2 costituire una sorta di trampolino sulla via delle dimensioni superiori della consapevolezza, merc\u00e9 la fragranza ed il fascino della spontaneit\u00e0 e, in una certa misura (che per\u00f2 non deve essere mitizzata), dell&#8217;innocenza, essa pu\u00f2 anche rappresentare, viceversa, un pericolo estremamente serio e reale: quello di una involuzione, di una decadenza, di una discesa verso livelli inferiori di consapevolezza.<\/p>\n<p>Come diceva Platone, la bellezza del corpo &#8211; che \u00e8 quasi sempre un dolce retaggio della giovinezza &#8211; pu\u00f2 costituire una tappa sulla via dell&#8217;ascesa verso la bellezza spirituale e, quindi, del Bene assoluto: ma solo per quell&#8217;anima che sia consapevole di s\u00e9, che sappia dove vuole andare e con quali mezzi, insomma che sia in grado di decidere e orientare il proprio cammino, invece di lasciarsi sorprendere e travolgere da qualunque imprevisto, da qualunque irruzione delle passioni sensuali nella trama, solo in apparenza ordinata e lineare, della propria vita.<\/p>\n<p>Questo, del resto, vale per ogni circostanza della vita e non solo per il caso specifico che abbiamo qui considerato.<\/p>\n<p>Tutte le esperienze di vita sono utili e divengono fonte di elevazione, per chi sviluppa la propria consapevolezza; tutto diviene pietra d&#8217;inciampo e occasione di regresso, per chi \u00e8 inconsapevole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si osservi con attenzione questo fotogramma, tratto dal penultimo film di Luchino Visconti, \u00abGruppo di famiglia in un interno\u00bb; 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