{"id":28718,"date":"2019-10-01T12:22:00","date_gmt":"2019-10-01T12:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/10\/01\/per-amare-la-chiesa-bisogna-amare-la-modernita\/"},"modified":"2019-10-01T12:22:00","modified_gmt":"2019-10-01T12:22:00","slug":"per-amare-la-chiesa-bisogna-amare-la-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/10\/01\/per-amare-la-chiesa-bisogna-amare-la-modernita\/","title":{"rendered":"Per amare la Chiesa bisogna amare la modernit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p>Fino al Po XII, per millenovecento anni, la Chiesa cattolica ha avuto, in tutto e per tutto, una sua <em>Weltanschauung<\/em>, come dicono i tedeschi, una sua visione del mondo, oltre, naturalmente, al suo specifico messaggio di fede: precisiamo <em>specifico<\/em>, perch\u00e9 di questi tempi, specie dopo il documento di Abu Dhabi e dopo la preparazione del Sinodo per l&#8217;Amazzonia, pare che la fede n Ges\u00f9 possa felicemente coesistere, o anche essere sostituita, da una qualsiasi altra fede, in Yhav\u00e9, in Allah, in Buddha e anche nello sciamanesimo e nel paganesimo tribale. La Chiesa aveva una sua morale, una sua dottrina sociale, una sua concezione della politica, una sua idea su tutte le principali questioni etiche, giuridiche, esistenziali, dal divorzio all&#8217;aborto, dall&#8217;eutanasia alla pena di morte, dalla guerra alla convivenza fra i popoli. Poi, a partire dal Concilio Vaticano II, tutto \u00e8 stato cambiato, ma senza aver la franchezza di dirlo: del resto sarebbe stato impossibile dirlo, perch\u00e9 ci\u00f2 che si \u00e8 fatto era spesso al di l\u00e0 del cattolicesimo, quindi era una vera e propria eresia e una vera e propria apostasia. Bisognava conservare il marchio di fabbrica, ma cambiare la ragione sociale dell&#8217;impresa: bisognava fare in modo che un miliardo di fedeli credessero di essere ancora cattolici, come lo erano stati i loro genitori e i loro nonni, mentre in effetti non lo erano pi\u00f9. E cos\u00ec \u00e8 stato. Con la truffa dell&#8217;ecumenismo si \u00e8 tirato un rigo sopra l&#8217;eresia protestante, anzi il signor Bergoglio \u00e8 giunto al punti di dire esplicitamente che Lutero aveva ragione; con la truffa del dialogo interreligioso e, pi\u00f9 tardi, dell&#8217;incontro interreligioso di Assisi, del 1986 (rinnovato nel suo trentennale, nel 21016), si \u00e8 aperta la porta al relativismo e all&#8217;indifferentismo religioso; con l&#8217;affermazione della libert\u00e0 religiosa si son cestinati quasi due millenni di Magistero, secondo il quale accettare la Verit\u00e0 di Cristo non \u00e8 una possibilit\u00e0 come qualsiasi altra, ma la sola scelta che l&#8217;uomo pu\u00f2 fare in vista della salvezza; e stravolgendo, pochi anni dopo, la liturgia, si sono trasformate le chiese da case di Dio in case del popolo, e si \u00e8 trasformata la Messa in una specie di assemblea del popolo, in cui il sacerdote non \u00e8 pi\u00f9 un <em>alter Christus<\/em>, che officia a nome e per conto del Padre, ma un presidente dell&#8217;assemblea, e il vero protagonista della funzione non \u00e8 pi\u00f9 il Sacrifico di Cristo, ma l&#8217;uomo che in piedi, e poi con le sue mani, prende il Pane eucaristico e se lo porta in bocca, come a dire: <em>Io sono il protagonista di tutto questo, io sto alla pari con Dio<\/em>. La <em>Nostra aetate<\/em> e la <em>Dignitais Humanae<\/em>, pubblicate a conclusione del Concilio, hanno sanzionato questo capovolgimento della dottrina, e qualche anno dopo il <em>Novus Ordo Missae<\/em> ha capovolto anche la liturgia. Non \u00e8 vero, come dicono i suoi estimatori, che il Concilio Vaticano II \u00e8 stato un concilio puramente pastorale; dietro la facciata del sedicente rinnovamento pastorale si \u00e8 operata una vera e propria rivoluzione dottrinale e disciplinare, o meglio, si sono poste le premesse affinch\u00e9 una tale rivoluzione divenisse non solo possibile, ma inevitabile. Era solo questione di tempo: e il tempo, infatti, ha lavorato a favore dei rivoluzionari.<\/p>\n<p>Nel corso dei cinque decenni successi, invocando continuamente un non meglio identificato &quot;spirito del Concilio&quot; (con la lettera minuscola), papi, vescovi e sacerdoti hanno fatto a gara nello spingersi sempre pi\u00f9 in l\u00e0: una modifica alla volta, una concessione alla volta, una innovazione alla volta, nel giro di mezzo secolo sono riusciti nell&#8217;intento di portare la Chiesa fuori dall&#8217;autentico Magistero, ossia fuori dal cattolicesimo e quindi lontano da Ges\u00f9 Cristo. La prova? Era necessario fare un test, per verificare sino a che punto il processo fosse stato felicemente condotto a termine, e se i cattolici si fossero resi conto di non essere pi\u00f9 tali. Allora \u00e8 stato eletto, illegalmente, il signor Bergoglio, il quale, fra le prime cose, ha pubblicato un documento apertamente eretico, <em>Amoris laetitia<\/em>. La reazione c&#8217;\u00e8 stata, ma debolissima: solo quattro cardinali, peraltro persone stimate ed eminenti, hanno chiesto dei chiarimenti, ravvisando elementi di eresia in quel documento, e specialmente nella parte che riguarda la Comunione ai divorziati risposati. Ma nessuna riposta hanno mai ricevuto, e intanto due di essi sono gi\u00e0 morti. Il misericordioso Bergoglio ha fatto finta di nulla, ha lasciato che ciascuna diocesi interpretasse quel documento come preferiva, salvo poi dire che l&#8217;interpretazione giusta era quella dei vescovi della diocesi di Buenos Aires. Ambiguit\u00e0 mai vista prima, perch\u00e9 i documenti del vero Magistero cattolico sono sempre stati di una chiarezza cristallina. Ma anche qui, \u00e8 stato il Concilio Vaticano II a introdurre lo stile dell&#8217;ambiguit\u00e0. Si legga un qualsiasi documento del Concilio, e si vedr\u00e0 che esso pu\u00f2 venire interpretato in diverse maniere: ci\u00f2 non si era mai verificato prima. Bisogna quindi concludere che una calcolata ambiguit\u00e0 \u00e8 stata adottata come strategia fondamentale da quanti volevano operare lo slittamento della Chiesa cattolica fuori da se stessa, cio\u00e8 fuori dalla Verit\u00e0 perenne di Cristo. A parte i quattro cardinali, comunque, nessun altro ha fatto sentire la sua voce. Solo una settantina di sacerdoti e di teologi, persistendo il silenzio del papa, o meglio di colui che viene chiamato papa, hanno redatto una filiale correzione di quel documento eretico, e raccolto un certo numero di firme; ma,di nuovo, la cosa si \u00e8 esaurita in se stessa. Il signor Bergoglio non si \u00e8 scomodato a rispondere, ha lasciato in compenso che i suoi fedelissimi si scagliassero con parole di fuoco contro i &quot;nemici del papa&quot;, che lo attaccano, senza minimamente badare alla sostanza della questione: che non \u00e8 la lealt\u00e0 verso il papa, ma lealt\u00e0 verso Cristo. Il papa dell&#8217;apertura e del dialogo, il papa che non voleva neanche essere chiamato papa, ma solo vescovo di Roma, ha mostrato la sua vera natura di tiranno, che si comporta come se la Chiesa fosse una sua propriet\u00e0; che caccia, commissaria, punisce quelli che non si allineano con la sua rivoluzione; che si circonda di fedelissimi <em>yes-men<\/em>, i quali ne sparano una pi\u00f9 grossa ogni giorno: i Sosa, gli Spadaro, i Galantino, i Bassetti, i Parolin, tutta una pletora di vescovi e cardinali senza fede, senza onore, senza dirittura, sdraiati nella venerazione idolatrica del falso papa e dimentichi del dovere di obbedienza a Dio solo, nonch\u00e9 della promessa di guidare il gregge verso la sola Verit\u00e0; un falso papa talmente protervo e talmente accecato dal delirio del cambiamento radicale, da aver nominato apposta dieci nuovi cardinali di sua assoluta fiducia, in modo da aver la certezza che, dopo di lui, verr\u00e0 eletto un altro simile a lui, e che lo strappo con l&#8217;ortodossia cattolica sar\u00e0 irreversibile.<\/p>\n<p>Ora si vuol far digerire ai cattolici non solo la liceit\u00e0 della sodomia, ma anche il dovere di lasciarsi invadere da milioni di africani di fede islamica; li si vuol convincere che tutte le religioni e tutte le credenze, compreso l&#8217;ateismo, sono belle e buone, e che tutte le strade portano alla meta (quale?); che non c&#8217;\u00e8 peccato che non venga perdonato, senza neanche dover fare la fatica di pentirsi, confessarsi e promettere di non ricadere in esso; che uno stregone vale quanto un sacerdote cattolico che la sua benedizione ha lo stesso valore e significato di quella impartita nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo; che scioperare e manifestare per il clima, per l&#8217;ambiente, per lo smaltimento dei rifiuti, \u00e8 cosa tanto necessaria quanto la preghiera e la celebrazione del Sacrificio eucaristico, anzi \u00e8 cosa pi\u00f9 importante, perch\u00e9 il mondo deve essere cambiato e i cristiani lo devono fare, qui, ora, in senso puramente materiale e senza per niente convertirsi al Solo che \u00e8 Via, Verit\u00e0 e Vita, ma riservando a se stessi la scelta di cosa credere, quanto credere, come credere, o anche di non credere affatto. E non dovremmo dire che tutto questo \u00e8 eresia e apostasia, e che i papi del post-concilio, un poco alla volta, hanno portato un miliardo di fedeli fuori dal cattolicesimo, nella palude del relativismo e dell&#8217;indifferentismo, con l&#8217;astuzia e con l&#8217;inganno, senza che questi se ne rendessero conto? \u00c8 necessario che i cattolici che hanno compreso questo enorme inganno, o che, almeno, incominciano a sospettarlo; i cattolici che sono rimasti tali, mentre il vertice della Chiesa, e anche gran pare delle diocesi e delle parrocchie, sono diventati modernisti, ossia eretici, riflettano su come sia stato possibile tutto questo; su come sia stato possibile che nessuno, o quasi, si sia accorto di nulla. I primi a rendersi conto del colossale tradimento avrebbero dovuto essere i pastori; i laici sono pi\u00f9 scusabili, almeno all&#8217;inizio, anche se stiamo parlando di un arco di tempo di oltre mezzo secolo e non di poche settimane o pochi mesi. Ma l&#8217;azione dei vescovi modernisti \u00e8 stata cos\u00ec abile, cos\u00ec astuta, cos\u00ec diabolicamente perfetta nella sua perfidia, che non era facile, per molti, capire quel che stava succedendo. Se il papa per primo &#8212; Giovanni XXIII e poi Paolo VI &#8212; approvava e glorificava il Concilio; se i vescovi e i sacerdoti lo approvavano; se tutti i media cattolici facevano a gara nel decantarne le lodi, con pochissime voci fuori dal coro, proprio come oggi fanno a gara nel magnificare l&#8217;autenticit\u00e0, l&#8217;umilt\u00e0 (!), l&#8217;apertura al dialogo di Francesco, davvero non era facile capire cosa realmente stava accadendo sulla testa dei fedeli. A favore del disegno dei rivoluzionari giocavamo da un lato l&#8217;ignoranza dottrinale dei laici &#8212; bisogna pur dirlo!; altrimenti avrebbero capito &#8212; e dall&#8217;altra il fatto che il veleno modernista, evidentemente, era penetrato gi\u00e0 da anni dentro i seminari. Diversamente non si spiega il fatto che la reazione dei sacerdoti non ci sia stata, e quella dei vescovi ancor meno. Sbaglia, perci\u00f2, chi attribuisce il disordine dottrinale che imperversa nella Chiesa ai nostri d\u00ec, al fatto che i seminari sono caduti in potere del modernismo a partire dal Concilio: la penetrazione delle dottrine moderniste era avvenuta gi\u00e0 prima, e il Concilio arriv\u00f2 al momento giusto per coagulare i frutti velenosi dell&#8217;eresia, su di un terreno che era gi\u00e0 stato predisposto.<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, una delle pochissime voci di dissenso rispetto alla rivoluzione conciliare, e la pi\u00f9 autorevole, \u00e8 stata quella dell&#8217;arcivescovo Marcel Lefebvre, il quale, solo, pose il <em>non placet<\/em> sia alla <em>Dignitatis Humanae<\/em>, sia alla <em>Gaudium et Spes<\/em>, e critic\u00f2 la riforma liturgica con lo scritto <em>Breve esame critico del Novus Ordo Missase<\/em> (pubblicato nel settembre 1969 con la prefazione del cardinale Ottaviani e del cardinale Bacci). Poco dopo egli fondava la Fraternit\u00e0 Sacerdotale San Pio X e, coerentemente, dopo vani tentativi per giungere a un accordo con la Santa Sede, senza per\u00f2 capitolare alla rivoluzione conciliare, affront\u00f2 i rigori della scomunica, che gli venne formalizzata il 30 giugno 1988 da Giovanni Paolo II (sarebbe morto di cancro tre anni dopo, il 25 marzo 1991). La scomunica, tuttavia, \u00e8 bene ricordarlo o farlo sapere a quanti lo avessero scordato o non lo avessero mai saputo, gli fu comminata per ragioni disciplinari, cio\u00e8 per il suo rifiuto di astenersi dalla nomina di nuovi vescovi, e non per ragioni dogmatiche e dottrinali. Nessuno, n\u00e9 allora, n\u00e9 poi, ha potuto trovare una sola proposizione erronea o eretica nei suoi scritti e nei suoi sermoni. La cosa \u00e8 alquanto significativa e dovrebbe far riflettere quanti sono in buona fede. Se un vescovo viene scomunicato per aver rotto la comunione con Roma, ma non ha mai detto o fatto nulla che sia in contrasto con l&#8217;insegnamento perenne di Roma, quale conclusione se ne deve trarre? Non \u00e8 forse evidente che Roma, e non lui, si \u00e8 discostata dal Magistero, e quindi dalla Verit\u00e0 di Cristo? Impossibile sostenere, infatti, che il magistero possa cambiare: sarebbe come dire che anche la Verit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 soggetta a cambiamento, a seconda dei tempi e dei luoghi in cui viene annunciata. E infatti, astutamente, i rivoluzionari hanno sempre negato di aver cambiato la dottrina; hanno solo sostenuto di averla resa pi\u00f9 comprensibile e accessibile agli uomini del nostro tempo. Perfida astuzia e misero stratagemma, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 chi non veda che si tratta di un gioco di parole per evitare di ammettere la sostanza del fatto: che la dottrina \u00e8 stata cambiata, e il Magistero \u00e8 stato stravolto. Ma monsignor Lefebvre, con la sua coerenza, con la sua trasparenza (<em>tradidi et quod accepi<\/em>, &quot;vi ho trasmesso solo quel che ho ricevuto&quot;) era la testimonianza vivente di questo inganno e di questa perfidia: bisognava scomunicarlo per far credere ai cattolici che la sua colpa fosse stata di essersi allontanato, lui, da Cristo, mentre ad allontanarsi era stata la Chiesa conciliare. Perci\u00f2 non bastava la scomunica; ci voleva anche la <em>damnatio memoriae<\/em>.<\/p>\n<p>Un esempio fra mille: la poderosa biografia di Wojtyla scritta da dal teologo George Weigel, trionfalistica e poco obiettiva gi\u00e0 nel titolo, <em>Testimone della speranza<\/em> (titolo originale: <em>Witness to Hope<\/em>, 1999; traduzione it. Milano, Mondadori, 1999, p. 7024), nella quale, su quasi 1.300 pagine di testo, alla vicenda dei lefebvriani ne sono dedicate appena tre, e dove si pu\u00f2 leggere questo ingiusto e lapidario giudizio sul vescovo francese:<\/p>\n<p><em>In ultima analisi, comunque, erano state le sue idee [di Marcel Lefevre], e non la sua personalit\u00e0, a condurlo allo scisma. Egli incarnava la versione estrema del cattolicesimo francese, che propugnava una &quot;Chiesa di potere&quot; allineata con uno Stato cattolico. In quel senso, Lefebvre era una vittima contemporanea della Rivoluzione francese. Al momento della scelta finale, aveva dimostrato di odiare la modernit\u00e0 pi\u00f9 di quanto amasse Roma.<\/em><\/p>\n<p>Ma la questione, messa in questi termini, \u00e8 mal posta. Con lo steso gesuitismo col quale oggi gli Spadaro giurano su Francesco e non su Ges\u00f9 Cristo, qui si d\u00e0 a credere che l&#8217;importante sia <em>amare Roma<\/em>. Ma se Roma sbaglia? E se la modernit\u00e0 \u00e8 la quintessenza di tutto ci\u00f2 che si oppone a Cristo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino al Po XII, per millenovecento anni, la Chiesa cattolica ha avuto, in tutto e per tutto, una sua Weltanschauung, come dicono i tedeschi, una sua<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[109,262],"class_list":["post-28718","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-chiesa-cattolica","tag-vaticano-ii"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28718","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28718"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28718\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28718"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28718"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28718"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}