{"id":28714,"date":"2018-06-08T02:47:00","date_gmt":"2018-06-08T02:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/08\/se-non-diventerete-come-i-bambini\/"},"modified":"2018-06-08T02:47:00","modified_gmt":"2018-06-08T02:47:00","slug":"se-non-diventerete-come-i-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/08\/se-non-diventerete-come-i-bambini\/","title":{"rendered":"Se non diventerete come i bambini&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Sono quelle frasi che tutti conoscono, anche i non credenti, ma sulle quali, proprio perch\u00e9 son tanto conosciute, raramente si fa un&#8217;approfondita riflessione: <em>In quel momento i discepoli si avvicinarono a Ges\u00f9 dicendo: \u00abChi dunque \u00e8 il pi\u00f9 grande nel regno dei cieli?\u00bb.\u00a0Allora Ges\u00f9 chiam\u00f2 a s\u00e9 un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:\u00a0\u00abIn verit\u00e0 vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.\u00a0Perci\u00f2 chiunque diventer\u00e0 piccolo come questo bambino, sar\u00e0 il pi\u00f9 grande nel regno dei cieli.\u00a0E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me<\/em>. (<em>Mt<\/em> 18,1-5). Alla quale si pu\u00f2 aggiungere la successiva: <em>Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perch\u00e9 vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che \u00e8 nei cieli<\/em>. (<em>Mt<\/em> 18,10). Tutto chiaro ed evidente, in queste affermazioni di Ges\u00f9 Cristo? Niente affatto. Che cosa significa, per un adulto, <em>diventare come un bambino<\/em>? La chiave sta nella prima delle due affermazioni: <em>se non vi convertirete<\/em>. Dunque, per convertirsi, il segreto \u00e8 che bisogna diventare come dei bambini. Ma che cos&#8217;hanno i bambini, di specifico, che l&#8217;adulto deve imitare, per potersi convertire? In che cosa, in che senso gli adulti devo diventare come dei bambini? Devono imitare la loro <em>innocenza<\/em>? Diremmo proprio di no: i bambini non sono affatto &quot;innocenti&quot;, questo \u00e8 un fiorellino retorico da quattro soldi, perch\u00e9 per essere innocenti, bisogna anche poter essere &quot;colpevoli&quot;, mentre i bambini sono creature pre-morali. Il bene e il male, per loro, sono valori in costruzione; ma nessuno potrebbe caricare sulle loro spalle una responsabilit\u00e0 di scelta di tipo morale, se scegliere \u00e8 scegliere fra cose che si conoscono e non fra cose in gran parte ignote; tanto \u00e8 vero che il bambino, per la legge, non \u00e8 punibile, anche se compie un assassinio. Per la stessa ragione, come non si fa questione di &quot;innocenza&quot;, non si neppure questione di &quot;bont\u00e0&quot;, e meno ancora di &quot;candore&quot;. Non si tratta, perci\u00f2, di essere buoni come i bambini, candidi come loro, perch\u00e9 i bambini non sono n\u00e9 buoi, n\u00e9 candidi; e chiunque abbia a che fare con loro, chiunque li osservi da vicino, anche solo nell&#8217;arco di una mezza giornata, non pu\u00f2 non rendersene conto. La leggenda della loro bont\u00e0, o del loro candore, nasce dal desiderio degli adulti di scoprire in loro un riflesso del &quot;buon selvaggio&quot; di memoria illuminista; di immaginarseli buoni e candidi per deplorare il fatto di esser diventati cos\u00ec cattivi e maliziosi. Ma allora, in che senso bisogna sforzarsi di assomigliare ai bambini?<\/p>\n<p>Tanto per cominciare, leggendo bene, si trova che Ges\u00f9 non dice: <em>dovete sforzarvi di assomigliare ai bambini<\/em>; ma dice, puramente e semplicemente: <em>se non diventerete come i bambini<\/em>, non entrerete nel regno dei cieli. Dunque, non si tratta di assomigliare ai bambini, cosa che, per un adulto, sarebbe priva di significato, o meglio, si ridurrebbe a una pagliacciata. Tanto pi\u00f9 che qui Ges\u00f9 sta parlando di una cosa estremamente seria, la pi\u00f9 seria di tutte: il segreto della conversione; sta parlando di una cosa da cui dipende la salvezza dell&#8217;anima, il destino eterno degli uomini. Figuriamoci se pu\u00f2 aver avuto voglia di scherzare o se pu\u00f2 aver trattato un simile argomento con leggerezza, o se pu\u00f2 averlo abbassato al livello di una battuta retorica, cosa che, del resto, non faceva mai. Dunque, per potersi <em>convertire<\/em>, bisogna <em>diventare<\/em> come i fanciulli, e non gi\u00e0 <em>far finta<\/em> di essere ritornati fanciulli. Ma come \u00e8 possibile? A noi pare che il segreto stia in questo: che convertirsi vuol dire aver fede: <em>In verit\u00e0 vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a l\u00e0, ed esso si sposter\u00e0, e niente vi sar\u00e0 impossibile<\/em> (<em>Mt<\/em> 17,20). Ebbene, la caratteristica essenziale del bambino non \u00e8, come abbiamo visto, n\u00e9 l&#8217;innocenza, n\u00e9 la bont\u00e0, n\u00e9 il candore, sebbene il bambino <em>possa<\/em> anche essere, talvolta, o piuttosto apparire, innocente, buono e candido; ma \u00e8 <em>la fede.<\/em> S\u00ec: il bambino \u00e8 pieno di fede: crede che tutto sia possibile; e, se \u00e8 convinto che una certa cosa possa accadere, attende con suprema fiducia che essa accada, a dispetto di tutte le apparenze e a dispetto di ogni logica e probabilit\u00e0. Nulla e nessuno riusciranno a smuoverlo dalla sua fede: \u00e8 questa la sua caratteristica pi\u00f9 specifica.<\/p>\n<p>Naturalmente, la fede del bambino non \u00e8 una fede di tipo religioso, bens\u00ec di tipo magico: somiglia pi\u00f9 a quella del mago che a quella del mistico. Quando gioca a fare il mago, o la fata, il bambino o la bambina sono perfettamente a loro agio, nei loro veri panni: la bacchetta magica, per loro, \u00e8 esattamente quel che simboleggia, uno strumento per attuare ci\u00f2 che \u00e8 impossibile, secondo la logica e seconda la ragionevolezza. Il bambino <em>crede<\/em>, perch\u00e9 tale \u00e8 la sua natura: crede che, nella notte, verr\u00e0 Babbo Natale, oppure la befana, a portargli i regali, purch\u00e9 sia stato buono; e crede che il bacio del Principe Azzurro possa risvegliare la Bella Addormentata da un sonno di secoli e secoli. Crede che nel bosco, d&#8217;estate, le lucciole e i grilli intreccino danze incantate, e che un burattino di legno possa prendere vita, parlare e agire come un bambino. Crede che, facendo attenzione, si possa riconoscere, nel soffio del vento, la voce della Fata Primavera, e crede che il mago di Bagdad possa volare sul tappeto magico, e trasformare in statue di pietra tutti quelli che ha deciso di colpire con i suoi incantesimi. A nostro avviso, Ges\u00f9 intendeva questo: che, per convertirsi, bisogna saper credere con la stessa fiducia, con lo stesso abbandono totale che contraddistinguono i bambini. I bambini non hanno bisogno di sforzarsi, per credere; la loro fede \u00e8 una fede del tutto spontanea. Ebbene: tale deve essere la fede nel Vangelo, da parte degli adulti: una fede totale, un abbandono completo; solo a questa condizione, Dio si rivela agli uomini. Dio non si rivela ai superbi e resiste agli orgogliosi, ma si rivela ai piccoli e ai semplici.<\/p>\n<p>La fede non \u00e8 questione di scienza umana, di sapere umano; anche la teologia pu\u00f2 aiutare e illuminare la fede, ma solo se essa, per prima, si fa piccola e umile davanti al mistero della fede, che \u00e8 il mistero di Dio. Una teologia orgogliosa, gonfia di presunzione in se stessa, nelle possibilit\u00e0 della ragione umana, \u00e8 una contraddizione in termini; ed \u00e8 precisamente questo il peccato d&#8217;origine di gran parte della teologia contemporanea, di quella che va pomposamente sotto il nome di teologia della svolta antropologica. Ma quale svolta antropologica, ma quale antropocentrismo. La teologia \u00e8 la scienza delle cose divine; e, per entrare nelle cose divine, bisogna togliersi le scarpe, mettersi la cenere sul capo, e avanzare in punta di piedi, sospirando e gemendo; bisogna gettarsi in ginocchio davanti al mistero di Ges\u00f9 eucaristico, davanti alla luce accecante della Rivelazione, perch\u00e9, dice Ges\u00f9 agli Apostoli, <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me<\/em> (<em>Gv<\/em> 14,6). Ora, non si creda che sia irriverente paragonare la semplice fede dei bambini alla fede del perfetto cristiano: anche se i contenuti sono del tutto diversi, il meccanismo psicologico \u00e8 lo stesso. Si osservi un bambino mentre sta giocando con i suoi giochi preferiti, oppure mentre ascolta una fiaba che gli raccontano i suoi genitori: la sua fantasia parte al galoppo; quei giocattoli si animano, prendono vita nelle sue piccole mani; e le avventure della fiaba \u00e8 come se si stessero svolgendo proprio l\u00ec, davanti ai suoi occhi. Per lui, non c&#8217;\u00e8 alcuna differenza, non c&#8217;\u00e8 alcuna distinzione fra la realt\u00e0 ordinaria e la realt\u00e0 straordinaria del gioco e della fiaba. Ges\u00f9 amava i bambini, ma non li idealizzava; li conosceva, li aveva osservati: essi andavano da Lui e Lui li tratteneva volentieri presso di S\u00e9: questo significa che loro sentivano in Lui un grande amico, e Lui sentiva in loro quella fede schietta, quella disponibilit\u00e0 e credere con tutto il proprio essere, che mai si ritrova in eguale misura nell&#8217;uomo adulto. Avete mai provato ad aprire la scatola dei giochi di quando eravate bambini, a sfogliare il libro di fiabe di quando avevate sei, sette, otto anni? Perch\u00e9 quei giocattoli, ora, nelle vostre mani, sono solo degli oggetti inanimati di plastica, o di terracotta, o di porcellana, e perch\u00e9 quel libro \u00e8 solo un insieme di pagine illustrate, che non vi suscita neppure lontanamente le stesse emozioni di allora? Perch\u00e9 quei soldatini, quelle macchinette, quelle bambole, quando eravate piccoli, vi trasportavano nel regno incantato della fantasia, mentre ora giacciono spenti e muti davanti a voi? E perch\u00e9 tutti quegli adulti si aggirano con aria seria e pensosa fra le bancarelle del mercatino dell&#8217;antiquariato, contemplando quasi con incredulit\u00e0 dei giocattoli quasi identici a quelli che avevano da bambini, e pare che non li riconoscano, li guardano come se non li avessero mai visti? Che cosa manca, oggi, alla meraviglia, allo stupore di allora? Chi ha chiuso la porta incantata del mondo dei sogni, e perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 possibile entrarvi? Dove \u00e8 andata a finire la chiave, chi l&#8217;ha sottratta, chi l&#8217;ha nascosta: forse uno spiritello dispettoso e maligno? Forse uno gnomo, un folletto, un coboldo in vena di pessimi scherzi? Eppure, la risposta \u00e8 semplice: gli oggetti sono sempre quelli, le fiabe sono sempre quelle, ma l&#8217;adulto \u00e8 cambiato, perch\u00e9 <em>ha perso la fede<\/em> di allora.<\/p>\n<p>La fede in Ges\u00f9 richiede una capacit\u00e0 di farsi piccoli, di farsi umili, di rinunziare a tutta la falsa sapienza che crediamo di possedere, per poter essere riempiti dallo Spirito Santo. <em>Se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a l\u00e0, ed esso si sposter\u00e0, e niente vi sar\u00e0 impossibile.<\/em> E guai al cristiano che, avendo una cultura superiore, pensa di aver capito pi\u00f9 cose, riguardo a Dio, di quante Dio non gli conceda di capire; guai al teologo che presuma di possedere una scienza pi\u00f9 alta del comune credente, in virt\u00f9 delle sue lauree e dei suoi diplomi, delle sue pubblicazioni e dei riconoscimento che gli vengono a livello accademico. Non \u00e8 cos\u00ec che ci si accosta al divino Maestro: chi lo fa con una tale disposizione d&#8217;animo, non imparer\u00e0 nulla, e non capirebbe neppure se venisse Ges\u00f9 e gli mostrasse le sue piaghe, e lo invitasse a toccarle con le sue dita, come fece con l&#8217;incredulo san Tommaso. Perch\u00e9 il mistero della fede del bambino \u00e8 tutto racchiuso nel suo mondo fantastico, ma il mistero della fede cristiana \u00e8 in Dio, e in Dio soltanto: <em>nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.<\/em> (<em>Mt<\/em> 11,27). O ci si mette in testa che Dio \u00e8 destinato a rimanere un libro chiuso per i presuntuosi e i superbi, oppure si continuer\u00e0 a parlare di Lui, a scrivere di Lui, a predicare di Lui, a tenere delle bellissime conferenze e a organizzare incontri, eventi e seminari d&#8217;ogni tipo, ma senza essersi avvicinati d&#8217;un solo millimetro a Colui del quale si sta parlando.<\/p>\n<p>Certo: per l&#8217;individuo adulto, che ha sviluppato la razionalit\u00e0, abbandonarsi in Dio con la sola fede pu\u00f2 apparire come un grosso sacrificio; ma, se ci\u00f2 accade, \u00e8 solo perch\u00e9 egli non ha compreso in cosa consiste la fede. La fede cristiana non \u00e8 la fede in una teoria, o in un complesso di valori: \u00e8, prima di tutto e soprattutto, la fede in una Persona, la Persona di Ges\u00f9 Cristo. Poi \u00e8 la fede nelle sue parole e nei suoi atti: nella sua Incarnazione, nella sua Passione, nella sua Morte e nella sua Resurrezione. Infine, \u00e8 la fede nella Speranza che Lui ha acceso nei nostri cuori, incendiandoli come il fuoco la paglia, e che \u00e8 costantemente sostenuta dalla presenza e dell&#8217;azione dello Spirito Santo: <em>\u00abNon ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?\u00bb<\/em> (<em>Lc<\/em> 23,32). Per chi ha compreso il senso della vita e del messaggio di Ges\u00f9, abbandonarsi a Lui non \u00e8 un sacrificio, n\u00e9 una mortificazione, ma un immenso acquisto: e ci\u00f2 vale anche per lo studioso, per l&#8217;erudito, per colui che ama comprendere e spiegare le cose dal punto di vista razionale. A questo servono la vera filosofia e la sana teologia: sono un aiuto per quanti hanno bisogno di esplorare anche la dimensione razionale della divina Rivelazione. Tuttavia, se mai dovessero rivelarsi delle pietre d&#8217;inciampo, \u00e8 meglio sbarazzarsene e lasciarle andare, perch\u00e9 non a tutti \u00e8 concesso unire la dimensione razionale della dottrina e quella spirituale della fede; e, dovendo operare una scelta, senza alcun dubbio la preferenza va data alla seconda. Quante volte Ges\u00f9 in Persona ha ammonito che saranno i piccoli e i semplici a vedere la gloria di Dio, mentre non vi riusciranno i superbi, con tutta la loro sapienza?<\/p>\n<p>Di fatto, nel cristianesimo \u00e8 sempre esistita la tentazione gnostica; e Simon Mago, che chiese a san Pietro di ricevere il dono dello Spirito Santo in cambio di denaro, \u00e8 considerato a buon diritto il primo gnostico. Per gli gnostici, esistono una religione segreta, un Vangelo segreto, un Ges\u00f9 segreto, accessibili solo a pochi, e diverso da quelli riservati alle moltitudini; a loro, che si considerano sapienti e intelligenti, il cristianesimo rivela i suoi &quot;veri&quot; contenuti, che tutti gli altri ignorano, e diviene cos\u00ec, nelle loro mani, uno strumento di potere. \u00c8 paradossale che una delle accuse preferite che il signor Bergoglio lancia in faccia ai suoi critici, cio\u00e8 a quelli che i cattolici progressisti chiamano, con disprezzo, &quot;tradizionalisti&quot;, sia proprio quella di essere gnostici; \u00e8 paradossale, perch\u00e9 il fatto che la tentazione gnostica esista, e sia sempre esistita, nella storia della Chiesa, non avvalora per niente la tesi estrema contrapposta, ossia che i contenuti di verit\u00e0 della dottrina cristiana siamo sostanzialmente indifferenti, e che l&#8217;unica cosa che conta sia &quot;l&#8217;amore&quot;. Questa, infatti, \u00e8 l&#8217;eresia opposta e complementare allo gnosticismo, e potremmo chiamarla, semplicemente, demagogia: un cristianesimo fatto su misura per le folle, in modo da piacere al mondo, scusando ogni vizio e calpestando la legge divina. Ancora: <em>se non diverrete come bambini<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono quelle frasi che tutti conoscono, anche i non credenti, ma sulle quali, proprio perch\u00e9 son tanto conosciute, raramente si fa un&#8217;approfondita riflessione: In quel momento<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[157,267],"class_list":["post-28714","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gesu-cristo","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28714","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28714"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28714\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28714"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28714"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28714"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}