{"id":28712,"date":"2021-05-11T02:42:00","date_gmt":"2021-05-11T02:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/05\/11\/se-lo-scienziato-vuol-fare-filosofia-e-magari-teologia\/"},"modified":"2021-05-11T02:42:00","modified_gmt":"2021-05-11T02:42:00","slug":"se-lo-scienziato-vuol-fare-filosofia-e-magari-teologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/05\/11\/se-lo-scienziato-vuol-fare-filosofia-e-magari-teologia\/","title":{"rendered":"Se lo scienziato vuol fare filosofia, e magari teologia"},"content":{"rendered":"<p>Ha cominciato Galilei, il quale, da fisico, voleva insegnare ai credenti come vadano lette e interpretate le Sacre Scritture: dicendo, ovviamente, che se quanto afferma la Bibbia non si concilia con le scoperte della scienza, allora bisogna pensare che la Bibbia si esprime in maniera figurata, perch\u00e9 \u00e8 la Scienza, e non la Bibbia, ad avere sempre e comunque ragione, se le sue premesse matematiche sono corrette. Come faceva a dirlo? Promuovendo il Signore Iddio a supremo matematico dell&#8217;universo, il che non \u00e8 molto diverso dalla definizione illuminista (e massonica) di Dio come Supremo Architetto: e deducendone, a fil di logica, che se Iddio \u00e8 matematico, allora la matematica ha sempre ragione, e deve essere la Bibbia che ha torto, cio\u00e8 va letta in maniera figurata e non letterale. A partire da quel momento &#8211; e non per nulla era in pieno svolgimento la cosiddetta Rivoluzione scientifica che era, in realt\u00e0, una sottomissione della scienza ai postulati meccanicisti, antifinalisti e tendenzialmente materialisti e irreligiosi, destinata a imporsi definitivamente a scapito della concezione precedente, finalista e organicista di Aristotele &#8211; la nuova scienza \u00e8 divenuta scientismo e ha cominciato a invadere sistematicamente ambiti non suoi, a cominciare dalla filosofia. Tanto pi\u00f9 che gli stessi filosofi, o sedicenti tali, si stavano impegnando col massimo zelo a demolire la metafisica (Kant), vale a dire il proprio ambito di ricerca; sicch\u00e9 mentre i filosofi regalavano loro il terreno, gli scienziati si appropriavano di ci\u00f2 che non \u00e8 loro: e da quattro secoli a questa parte le cose sono rimaste cos\u00ec, anzi sono ulteriormente peggiorate. Infatti, mano a mano che la fisica, l&#8217;astronomia e la cosmologia hanno ampliato i loro orizzonti spaziali, temporali e concettuali, arrivando a fare i conti con le nozioni di finito e infinito, di temporale ed eterno, i filosofi hanno lasciato definitivamente campo libero ad altri e si sono guardati bene dal cimentarsi in simili quisquilie, le stesse che affaticavano l&#8217;intelligenza di Platone, Aristotele, sant&#8217;Agostino e san Tommaso d&#8217;Aquino.<\/p>\n<p>Ed eccoci arrivati qua: al tempo in cui sono gli scienziati, e particolarmente i cosmologi, a fare i conti con l&#8217;infinitezza dell&#8217;universo e con la sua esistenza <em>ab aeterno<\/em>, e non pi\u00f9 i metafisici. Se non che, gli scienziati, per quanto bravi nel proprio ambito disciplinare, non lo sono altrettanto in quello filosofico; e quando vogliono mettersi a fare filosofia, il risultato \u00e8 spesso alquanto deludente. Certo, da quando si \u00e8 imposta la teoria della relativit\u00e0 generale di Einstein, la tentazione, per essi, \u00e8 fortissima; ma \u00e8 molto probabile che avrebbero saputo resisterle, almeno in parte, se non fossero stati indirettamente invitati dalla latitanza dei filosofi. <em>Natura abhorret a vacuo<\/em>, la natura odia il vuoto: se un terreno resta libero, prima o poi qualcuno verr\u00e0 ad abitarlo; e cos\u00ec \u00e8 stato nel caso degli scienziati alle prese con le questioni che nei secoli passati erano di pertinenza riconosciuta dei filosofi, e pi\u00f9 precisamente dei metafisici. E si noti che non per caso, fino al XVIII secolo, le scienze naturali erano indicate con l&#8217;espressione <em>filosofia naturale<\/em>, e tale terminologia vigeva anche per indicare le cattedre universitarie i relativi corsi di studio; mentre oggi si parla ancora di filosofia della natura, o di filosofia della scienza (epistemologia), ma nessuno si sogna di pensare alla scienza come un ramo della ricerca filosofica.<\/p>\n<p>Un buon esempio dell&#8217;invasione di campo di cui stiamo parlando \u00e8 data dalla teoria dell&#8217;universo stazionario, chiamata anche, impropriamente, teoria della creazione continua. Formulata nel 1948 da tre noti fisici, matematici e astronomi, Fred Hoyle (conosciuto anche da un pi\u00f9 vasto pubblico come autore di romanzi di fantascienza, come <em>La nuvola nera<\/em> e <em>A come Andromeda<\/em>, quest&#8217;ultimo ripreso da varie miniserie televisive), Hermann Bondi e Thomas Gold. Concepita come alternativa alla teoria del Big Bang, essa sostiene, in estrema sintesi, che l&#8217;universo mantenga le medesime propriet\u00e0 nello spazio e nel tempo e che non abbia mai avuto inizio, n\u00e9 mai avr\u00e0 fine. Contrariamente a quel che il profano potrebbe immaginare, la teoria dello stato stazionario concorda con quella del Big Bang suo fatto che l&#8217;universo <em>\u00e8<\/em> in espansione, un dato di fatto ormai acquisito con prove e assolutamente incontrovertibile. La differenza risiede nel fatto che, secondo la teoria di Hoyle, Gold e Bondi, l&#8217;espansione dell&#8217;universo, che di per s\u00e9 tende ad allontanare i corpi celesti e le singole molecole presenti nello spazio, viene per cos\u00ec dire controbilanciata dalla continua creazione di materia dal nulla, col risultato che la densit\u00e0 della materia risulta sempre costante, perci\u00f2 se si potesse tornare indietro nel tempo non si assisterebbe, come affermano i sostenitori del Bing Bang, a una condizione iniziale in cui l&#8217;universo si presentava in maniera diversissima da come appare oggi, e cio\u00e8 come un&#8217;immensa concentrazione di materia in un singolo punto e in un singolo istante (la <em>singolarit\u00e0<\/em> iniziale, da cui spazio e tempo ebbero principio) ma ci apparirebbe con un aspetto sostanzialmente simile a come appare oggi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec riassumono la teoria Stephen Hawing e Gene Stone (in: <em>Come leggere Stephen Hawking. Vita, ricerche id\u00e9e dal Big Bang ai buchi neri<\/em>; titolo originale: <em>Stephen Hawking&#8217;s &quot;A Brief History of Time&quot;<\/em>, Anglia Television Inc., 1992; traduzione dall&#8217;inglese di Tullio Dobner, Milano, Edizioni CDE 1992, p. 80):<\/p>\n<p><em>I teorici dello stato stazionario ipotizzano che, con l&#8217;espandersi dell&#8217;universo e il progressivo allontanarsi delle galassie, si crei materia dal nulla per riempire il vuoto nello spazio. Tale materia si condensa in un secondo tempo in modo da formare nuove stelle e galassie. Le giovani galassie neonate sostituiscono quelle che stanno morendo, cosicch\u00e9 in ogni momento l&#8217;universo appare sempre lo steso. Di conseguenza l&#8217;universo \u00e8 in uno stato stazionario.<\/em><\/p>\n<p>La materia che si crea dal nulla. L&#8217;universo che esiste da sempre e per sempre. Solo degli scienziati, per quanto validissimi nel proprio campo di studi, ma del tutto digiuni di pensiero filosofico, possono ipotizzare <em>seriamente<\/em> una cosa del genere. Che vuol dire che la materia si crea dal nulla, da se stessa, incessantemente? Se c&#8217;\u00e8 qualcosa di creato, ci deve essere anche un creatore. Se c&#8217;\u00e8 qualcosa che si espande senza fine, ci deve essere anche qualcosa che ha dato origina al movimento di espansione. Un movimento perpetuo, non originato da nulla e da nessuno? Anche un bambino capisce che questo \u00e8 un pensiero senza senso; per meglio dire: \u00e8 un non pensiero. Pensare significa adoperare la logica: il principio di identit\u00e0 e il principio di non contraddizione. A \u00e8 A e A non \u00e8 B: questo \u00e8 pensare; o meglio, questo \u00e8 il fondamento di ogni ulteriore pensare. Il pensiero non pu\u00f2 reggersi sul nulla, proprio come la materia non pu\u00f2 crearsi da sola, emergendo dal nulla. All&#8217;origine del pensiero, come all&#8217;origine della materia, c&#8217;\u00e8 l&#8217;essere: questo \u00e8 il fondamento. Se c&#8217;\u00e8 l&#8217;essere, c&#8217;\u00e8 qualcosa; ci sono la materia, il movimento e anche il pensiero. Se non c&#8217;\u00e8 l&#8217;essere, non c&#8217;\u00e8 nulla: e questo \u00e8 gi\u00e0 di per se stesso un pensiero assurdo e, a rigore, inintelligibile. Solo l&#8217;essere pu\u00f2 essere pensato, perch\u00e9 solo l&#8217;essere \u00e8; quel che non \u00e8, non \u00e8, dunque non lo si pu\u00f2 nemmeno pensare. Se io penso un non gatto, vale a dire se penso che non c&#8217;\u00e8 un gatto, nel momento stesso in cui lo penso, lo penso come reale, come esistente, e sia pure solo nella sfera dei miei pensieri. Ma \u00e8 impossibile pensare qualcosa che non \u00e8, che non esiste affatto. Il non essere \u00e8, a rigore, qualcosa che non pu\u00f2 essere pensato: perch\u00e9 non \u00e8 il contrario dell&#8217;essere, ma l&#8217;assenza di essere. E dove c&#8217;\u00e8 assenza di essere, c&#8217;\u00e8 assenza di un pensiero che lo pensi, che lo possa pensare o non pensare. Solo l&#8217;essere pu\u00f2 essere pensato <em>realmente<\/em>, perch\u00e9 solo l&#8217;essere \u00e8 qualcosa di reale, qualcosa di possibile. Bisogna essere dei pazzi come Hegel per affermare che il pensiero crea l&#8217;essere; il pensiero crea sempre e solo pensiero, e non pu\u00f2 creare l&#8217;essere pi\u00f9 di quanto il nulla possa creare la materia. Solo l&#8217;essere pu\u00f2 creare qualcosa: gli enti, e il pensiero che li pensa. Se creasse gli enti, ma non il pensiero, nessuno li penserebbe e dunque sarebbe come se non esistessero: perch\u00e9 esiste solo ci\u00f2 che pu\u00f2 essere pensato come esistente.<\/p>\n<p>Ora, l&#8217;universo esiste, perch\u00e9 qualcuno lo pensa e soprattutto perch\u00e9 qualcuno lo ha creato. Esiste oggettivamente perch\u00e9 \u00e8 stato creato da Qualcuno che, nell&#8217;atto di crearlo, lo ha pensato; ed esiste soggettivamente perch\u00e9 pu\u00f2 essere pensato da qualcun altro, diverso da Colui che lo ha creato, e che \u00e8 stato creato a sua volta. Se gli astronomi si occupassero di studiare i fenomeni dell&#8217;universo e rinunciassero a pensare come trovare la maniera di far esistere l&#8217;universo senza bisogno di un creatore; se rinunciassero, in altre parole, al meccanicismo che da Newton in poi domina la concezione fisica del mondo, forse eviterebbero di fare brutte figure come quando escogitarono la teoria dello stato stazionario, il cui scopo chiaramente era quello di controbattere la teoria del Big Bang, che a loro sembrava troppo creazionista. Il creazionismo d\u00e0 fastidio ai materialisti e agli atei perch\u00e9 suggerisce una creazione dal nulla, s\u00ec, ma da parte di Qualcuno; non da parte della materia stessa. Oltretutto, da Einstein in poi sappiamo che la materia \u00e8 solo un modo di considerare l&#8217;energia, e viceversa; di fatto esiste una realt\u00e0 che \u00e8 fatta di materia ed energia insieme, e tale realt\u00e0 non pu\u00f2 essersi prodotta da se stessa. Ma qui \u00e8 bene che gli scienziati si fermino, creazionisti o anticreazionisti: non \u00e8 compito loro spingersi oltre; non spetta a loro trovare la causa ultima. Tutto quel che possono fare \u00e8 prendere atto che le cose si muovono, e dunque sono mosse; che hanno avuto un inizio, e dunque qualcosa le ha fatte iniziare; che tendono a un fine, e dunque esiste una meta verso la quale sono indirizzate. Non solo le cose esistono, ma esistono secondo un ordine, che \u00e8, s\u00ec, un ordine matematico, come voleva Galilei, ma che non \u00e8 interamente deducibile a posteriori secondo la logica matematica, perch\u00e9 esso \u00e8 piuttosto l&#8217;espressione di una logica che parla attraverso la categorie matematiche, ma di cui la matematica \u00e8 solo una specie di traduzione, adatta alla mente umana. La matematica non esisterebbe senza l&#8217;uomo, ma l&#8217;ordine matematico s\u00ec, perch\u00e9 l&#8217;uomo fa parte di esso e dunque esso precede la mente umana, cos\u00ec come precede l&#8217;esistenza di ogni altro ente. E quale realt\u00e0 pu\u00f2 rispondere a queste caratteristiche: precedere l&#8217;esistenza degli enti, precedere l&#8217;esistenza del pensiero, rendere possibile l&#8217;esistenza sia degli enti che del pensiero, e al tempo stesso rendere possibile che il pensiero pensi gli enti secondo uno schema matematico, cio\u00e8 uno schema razionalmente dimostrabile? Da dove viene uno schema matematico che preesiste alle menti umane e preesiste anche alla materia di cui \u00e8 fatto l&#8217;universo: stelle, galassie, molecole, atomi, l&#8217;infinitamente grande e l&#8217;infinitamente piccolo?<\/p>\n<p>Sovente gli scienziati elaborano una certa teoria pi\u00f9 perch\u00e9 ne sono affascinati, che per il fatto di avere trovato indizi convincenti che le cose stiano proprio in quella determinata maniera. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 essi amano le costruzioni della propria mente pi\u00f9 di quanto amino la realt\u00e0. Non sono come san Tommaso d&#8217;Aquino, il quale iniziava le sue lezioni ponendo una mela sulla cattedra, e affermando che chi negava che quella mela era una mela, poteva anche uscire e andarsene per i fatti suoi. La vera scienza ama pi\u00f9 la realt\u00e0 delle idee degli scienziati. Le teorie scientifiche sono utili se aiutano a comprendere la realt\u00e0; il loro scopo non \u00e8 quello di sostituirsi ad essa e di creare una sorta di realt\u00e0 parallela, che ha il solo pregio di piacere agli scienziati, anche se non riflette l&#8217;ordine reale dell&#8217;esistente.<\/p>\n<p>Dennis Sciama, un altro astronomo di Cambridge che inizialmente aveva sostenuto l&#8217;ipotesi di Hoyle, ha poi confessato (op. cit., pp. 81-82):<\/p>\n<p><em>A quei tempi era in corso un vivace dibattito fra alcuni sostenitori della teoria dello stato stazionario e alcuni osservatori che ne stavano verificando la fondatezza, secondo me con la speranza di confutarla. In quella fase io svolsi un ruolo del tutto secondario perch\u00e9 ero un sostenitore della teoria dello stato stazionario non nel senso che credessi che dovesse essere vera, ma perch\u00e9 la trovavo cos\u00ec attraente da desiderare che fosse vera.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando l&#8217;osservazione cominci\u00f2 a fornire risultati negativi, Fred Hoyle si adoper\u00f2 in prima persona per cercar di dimostrare la loro irrilevanza e io ebbi una piccola parte al suo fianco, contribuendo con suggerimenti su come rispondere alle osservazioni contrastanti con la teoria. Ma con l&#8217;accumularsi di prove contrarie, fu chiaro che sarebbe stato inutile insistere e che la teoria dello stato stazionario andava abbandonata. L&#8217;anno chiave fu probabilmente il 1965, non solo per via del fondo di microonde, ma anche grazie alla rassegna delle radiosorgenti dovuta a un gruppo di ricercatori di Cambridge sotto la guida del grande radioastronomo Martin Ryle. Ryle fin\u00ec per convincere anche scienziati come me.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 bene che gli scienziati si limitino a fare scienza, cio\u00e8 a studiare i fatti della natura, e i filosofi tornino a fare i filosofi, cio\u00e8 a pensare l&#8217;essere. I teologi poi dovrebbero lasciar perdere le sciocchezze della svolta antropologica e tornare al pensiero di Dio, alfa e omega di tutto ci\u00f2 che esiste e che pensa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha cominciato Galilei, il quale, da fisico, voleva insegnare ai credenti come vadano lette e interpretate le Sacre Scritture: dicendo, ovviamente, che se quanto afferma la<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[97,141,173,221,241],"class_list":["post-28712","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-aristotele","tag-filosofia","tag-immanuel-kant","tag-platone","tag-san-tommaso-daquino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28712","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28712"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28712\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28712"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28712"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28712"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}