{"id":28709,"date":"2017-04-08T07:00:00","date_gmt":"2017-04-08T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/08\/se-le-donne-tornassero-a-volersi-bene\/"},"modified":"2017-04-08T07:00:00","modified_gmt":"2017-04-08T07:00:00","slug":"se-le-donne-tornassero-a-volersi-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/08\/se-le-donne-tornassero-a-volersi-bene\/","title":{"rendered":"Se le donne tornassero a volersi bene"},"content":{"rendered":"<p>La donna che \u00e8 appena entrata nel bar di periferia, \u00e8 una italiana, non bella, ma a suo modo piacente, o almeno interessante, quella che si direbbe una donna di mezz&#8217;et\u00e0: porta bene i suoi anni, che devono essere almeno una cinquantina: semmai qualcuno in pi\u00f9 che in meno. Non \u00e8 venuta per consumare qualcosa e non siede a un tavolino, ma va dritta al bancone per acquistare le sigarette. Si trattiene pochi secondi, giusto il tempo di ordinare la sua marca preferita, metterla nella \u00a0borsetta, pagare e uscire, con aria piuttosto indaffarata, come se avesse poco tempo a disposizione; eppure, in quei pochi secondi, ha attirato l&#8217;attenzione degli avventori, quasi tutti uomini venuti per fare colazione e dare un&#8217;occhiata al giornale, qualcuno gi\u00e0 alle prese con il suo bicchiere di vino, bench\u00e9 siano appena le nove del mattino.<\/p>\n<p>Bisogna dire che nessuno \u00e8 stato cos\u00ec maleducato da fissarla in maniera sfacciata, o anche solo troppo insistente; anzi, quasi tutti hanno fatto finta di nulla e si sono perfino sforzati di guardare altrove, continuando a chiacchierare tranquillamente fra loro, come se nulla fosse. Difficile dire se si sia trattato di un residuo sentimento di cavalleria, di un riflesso istintivo dell&#8217;educazione ricevuta da bambini, o se il loro <em>aplomb<\/em> sia dovuto al fatto che la conoscono: sono quasi tutti clienti abituali, non gente di passaggio, e anche lei viene sempre qui a comprar le sigarette, dato che deve abitare nel quartiere. Comunque sono stati bravi quegli operai, quei camionisti, e anche quei pensionati, a non puntarle apertamente gli occhi addosso, perch\u00e9 la donna \u00e8 un tipo che si fa notare; \u00e8 un tipo che non passerebbe facilmente inosservata in nessun posto, e che, senza alcun dubbio, desidera essere notata. Perfino di questi tempi, nei quali il confine tra ci\u00f2 che viene considerato normale e ci\u00f2 che non lo \u00e8 sta letteralmente evaporando, un tipo come lei riesce ad attirare l&#8217;attenzione, pur rimanendo al di qua, ma proprio per un capello, di ci\u00f2 che resta di quel famoso confine. Abbiamo detto che non \u00e8 bella: non \u00e8 bella di viso, intendiamo, pur non essendo nemmeno brutta; \u00e8 bionda, chiss\u00e0 se vera, e porta gli occhiali da vista, la montatura grande, appariscente. La statura \u00e8 media, piuttosto alta che bassa, la figura \u00e8 proporzionata, non magra, ma neanche troppo robusta: quanto basta per indossare un giaccone di lana color\u00a0<em>beige<\/em>, di buon taglio, che sembra nuovo, e portarlo con una certa eleganza. Il giaccone le arriva appena sotto i fianchi; e appena sotto il giaccone spunta la gonna, o piuttosto la minigonna, stretta e di color marrone:\u00a0vale a dire che la donna mostra le gambe quasi nude. Quando cammina, d\u00e0 l&#8217;impressione che s&#8217;intravveda la biancheria intima; difficile immaginare cosa succederebbe qualora decida di sedersi, e dove andrebbero a rifugiarsi gli sguardi dei clienti. Anche se non accavallasse mai le gambe, ma rimanesse dritta e compita, con le ginocchia strette, come una collegiale d&#8217;altri tempi.<\/p>\n<p>L&#8217;impressione complessiva \u00e8 potenziata di molto dagli stivali marrone che indossa, in tinta con la gonna: alti, alla cowboy, con uno spacco arcuato che conferisce al tutto un&#8217;aria sbarazzina e quasi scherzosa &#8212; <em>homo ludens<\/em>, anzi <em>femina ludens<\/em>, direbbe Huizinga -; il tacco di misura media sa di praticit\u00e0 e di sportivit\u00e0, pi\u00f9 che di eleganza pretenziosa: del resto gli stivali no, si vede che non sono nuovi, e neanche troppo lucidati. L&#8217;accoppiata minigonna-stivali risulta, pi\u00f9 che stuzzicante, alquanto incongrua e quasi imbarazzante, perch\u00e9 \u00e8 la tipica accoppiata che ci si aspetterebbe nell&#8217;abbigliamento di una liceale o di una donna molto giovane, non di una ultracinquantenne, la quale, nonostante il bel <em>tailleur<\/em> e i grandi occhiali, ha un viso da contadina pi\u00f9 che da intellettuale &#8212; e ci\u00f2 sia detto per rendere l&#8217;idea e senza la bench\u00e9 minima sfumatura di disprezzo verso le persone che vivono lavorando nell&#8217;agricoltura. Se gli occhiali potrebbero far pensare a un tipo un po&#8217; pensoso, e l&#8217;ottimo soprabito a una donna dai gusti raffinati, la minigonna vertiginosa e gli stivali da cowboy sono molto &quot;democratici&quot;, per non dire pacchiani, specialmente indossati da una donna che ha pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni e che pertanto, anche se probabilmente non ha un marito, potrebbe tuttavia benissimo essere nonna e aver dei nipotini.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 proprio questa incongruenza, questa forte sfasatura fra l&#8217;et\u00e0 della donna e il suo modo di vestire, che ha fatto correre quell&#8217;impercettibile fremito d&#8217;imbarazzo negli avventori del locale; forse \u00e8 per quello che nessuno le ha incollato gli occhi addosso, anche se le sue gambe, a dire il vero, sono belle, o comunque passabili, senza contare il fatto che \u00e8 impossibile non notarle a causa di tutti quei decimetri di stoffa che mancano alla gonna. Ci si sente imbarazzati davanti a qualcosa che \u00e8 troppo diversa da come dovrebbe essere, e per giunta che lascia intuire una sofferenza, una infelicit\u00e0, uno squilibrio interiore: questa, almeno, \u00e8 la chiave del <em>sentimento del contrario<\/em>, direbbe Pirandello, cio\u00e8 dell&#8217;<em>umorismo<\/em>. Quella donna dovrebbe avere trent&#8217;anni di meno, per vestire cos\u00ec, oppure dovrebbe coprirsi un poco: questo \u00e8 ci\u00f2 che devono aver pensato, d&#8217;istinto, tutti quegli uomini, che pure non hanno l&#8217;aria di essere degli stinchi di santi, e neppure dei gentiluomini, come si diceva un tempo. Se non l&#8217;hanno guardata, se non si sono mangiati con gli occhi lo spettacolo di quelle gambe nude fin sopra le cosce, \u00e8 perch\u00e9 si sono sentiti a disagio, hanno avuto la sensazione che qualcosa non andava, che qualcosa rovinava la festa.<\/p>\n<p>Gli uomini, in genere, non si fanno pregare per guardare una donna piacente; se poi quella donna metta in evidenza le proprie grazie, si fanno ancor meno riguardi. E una donna che si mettesse in mostra con tanta generosit\u00e0, e non riuscisse a strappar loro neppure un&#8217;occhiata di desiderio, si sentirebbe &#8212; checch\u00e9 ne dicano, indignate, le femministe, le quali hanno orrore della donna-oggetto, ma solo se a vederla come tale \u00e8 il maschio, non se ella stessa vuole cos\u00ec &#8212; rifiutata e svalutata e disprezzata; di pi\u00f9: si sentirebbe insopportabilmente ferita e umiliata. Pertanto, si pu\u00f2 dire che esiste un accordo, in natura, fra il desiderio dell&#8217;uomo di sentirsi cacciatore e quello della donna di sentirsi preda, perch\u00e9 essere preda vuol dire esser desiderata, ed esser desiderata vuol dire aver un posto nel mondo, avere un significato e coltivare la stima di s\u00e9; poco importa se si tratta d&#8217;una stima mal riposta e d&#8217;un significato fasullo. Chi non \u00e8 capace di coltivare il proprio essere, coltiva il proprio apparire: e il desiderio nello sguardo altrui \u00e8 la conferma che si \u00e8 desiderabili, dunque che si esiste. <em>Gli uomini mi desiderano, dunque sono<\/em>, potrebbe dire la nostra sconosciuta, parafrasando Cartesio.<\/p>\n<p>Per\u00f2, c&#8217;\u00e8 qualcosa che non torna. Qui abbiamo una donna che vuol essere guardata, che vuole attirar el&#8217;attenzione, e che lo fa puntando sulla sola cosa bella che possieda fisicamente: le gambe, che non sembrano quelle di una donna in et\u00e0, ma che hanno conservato una certa freschezza. Eppure, bench\u00e9 le sue gambe siano, effettivamente, guardabili, e forse anche desiderabili, la gente non le guarda le gambe, e tanto meno guarda lei Un senso di gelo s&#8217;interpone fra lei e gli altri, la isola, come una barriera invisibile, e la rende una estranea, quasi una lebbrosa. Tutto ci\u00f2 \u00e8 peggio che imbarazzante: \u00e8 patetico, e persino un po&#8217; drammatico. Fa venire in mente uno che abbia la passione del canto e che si metta a cantare sempre a voce spiegata, ma davanti al quale tutti si allontanano, perch\u00e9 trovano il suo canto stonato e fastidioso; ma lui, imperterrito, continua a cantare. Possibile che non si accorga che gli altri scappano, pur di non sentirlo? Possibile che la nostra sconosciuta non si accorga che gli altri guardano altrove, quando entra lei nel locale? Possibile che non si accorga che, se pure qualcuno la guarda, le guarda solamente le gambe, ma le guarda per un istinto animale, cos\u00ec come si \u00e8 costretti a guardare ci\u00f2 che ci si para davanti, ma senza provare alcuna gioia? Questa \u00e8 la cosa pi\u00f9 misteriosa: se il suo scopo \u00e8 quello di farsi ammirare, \u00e8 evidente che non ci riesce, o, se ci riesce, gli altri la guardano in un una maniera molto diversa da quella che lei vorrebbe. La guardano cin istinto animalesco, ma senza rendere omaggio alla sua femminilit\u00e0;: la guardano come si guarda una cavalla, come si guarda una bella bistecca, un oggetto del desiderio, ma praticamente senza vedere lei come essere umano.<\/p>\n<p>La cosa \u00e8 paradossale. Lei vorrebbe attirare l&#8217;attenzione su di s\u00e9, e ci riesce, ma non \u00e8 l&#8217;attenzione che qualsiasi donna, per quanto di animo rozzo e grossolano, potrebbe mai desiderare; non \u00e8 l&#8217;attenzione di chi viene costretto a rendere omaggio a qualcosa di bello: \u00e8 l&#8217;attenzione vagamente disgustata di chi viene provocato a guardare, e guarda, ma con un segreto disprezzo, con un&#8217;intima e invincibile disapprovazione. In altre parole, la poveretta riesce ad attirare l&#8217;attenzione su di s\u00e9, ma al prezzo di essere silenziosamente disprezzata: un prezzo esorbitante, anche per la donna meno sensibile di questo mondo. Non sono sguardi di ammirazione, sono sguardi di disprezzo quelli che ella attira; oppure, peggio ancora, sono sguardi che si volgono altrove, per non vedere. Sono sguardi che paiono dire: <em>Di questo spettacolo avremmo fatto volentieri a meno<\/em>. Deve essere semplicemente terribile: come quando, magari in un brutto sogno, un attore si presenta sul palcoscenico e il pubblico gira la testa dall&#8217;altra parte per non dover neanche vederlo. \u00c8 un paragone appropriato: l&#8217;attore desidera gli sguardi del pubblico, la sua ammirazione; desidera sentirsi importante, veder riconosciuta la propria bravura: e anche la donna, senza dubbio, ha un bisogno vitale, disperato, di essere ammirata, approvata. Pure, dovrebbe essere cieca per non accorgersi che l&#8217;effetto del suo modo di porsi \u00e8 esattamene l&#8217;opposto di quello che qualsiasi donna, al suo posto, riterrebbe gratificante. Allora perch\u00e9 insiste? Perch\u00e9 la si vede sempre andare per la strada, entrare nei bar, vestita pi\u00f9 o meno allo stesso modo: con delle minigonne vertiginose e gli stivali provocanti. Quasi due met\u00e0 diverse nella stessa persona: signora dalla vita in su, prostituta dalla vita in gi\u00f9. Perch\u00e9, \u00e8 inutile nasconderselo, questo \u00e8 lo stile inconfondibile delle donne di strada: se andasse abbigliata cos\u00ec sulla statale, le macchine si fermerebbero e il finestrino si abbasserebbe. Ma si d\u00e0 il caso che non sia una prostituta, e forse non cerca nemmeno delle facili avventure: non la si vede mai in compagnia di un uomo; e neppure di una donna, se \u00e8 per questo. La si vede sempre sola come un cane; stavamo per dire: come una cagna, ma qualcosa ci ha trattenuti. Un senso di compassione, di piet\u00e0: perch\u00e9 infierire su una persona che si vuole cos\u00ec poco bene?<\/p>\n<p>Ecco: questo \u00e8 il punto. Anche se sembra perfettamente padrona di s\u00e9, anche se non appare visibilmente disturbata, quella donna appartiene alla larghissima schiera degli infelici che non si vogliono bene, e che si vanno a cacciare sistematicamente in situazioni nelle quali il loro ego subisce schiaffi e umiliazioni, laddove esse vorrebbero attenzione e apprezzamento. La cosa \u00e8 tutt&#8217;altro che comica: \u00e8 tragica. Ed \u00e8 una schiera formata pi\u00f9 da donne che da uomini; inoltre, \u00e8 una schiera relativamente recente. Donne cos\u00ec, che vorrebbero essere ammirate ma si rendono ridicole, o sgradevoli, o patetiche, perch\u00e9 non accettano il fatto d&#8217;invecchiare, e vogliono ostinarsi a fare le eterne ragazzine, ce ne sono sempre state: ma negli ultimi anni il loro numero \u00e8 raddoppiato, triplicato, quadruplicato. \u00c8 la donna l&#8217;anello debole della catena, in questa societ\u00e0 impazzita della tarda modernit\u00e0; \u00e8 la donna che vaga fuori controllo, facendosi del male, perch\u00e9 ha smarrito la sua identit\u00e0 e non \u00e8 riuscita a costruirsene una nuova. In un tempo non lontano, diciamo una ventina o una trentina d&#8217;anni fa, una donna come questa avrebbe trovato le sue soddisfazioni nella cura della casa, del marito (se l&#8217;aveva) e dei nipoti; si sarebbe occupata del giardino, della cucina, di cucire i vestiti; sarebbe stata in casa, o sarebbe andata in parrocchia, o avrebbe frequentato un paio di amiche fidate; oppure si sarebbe iscritta a qualche gruppo, a qualche associazione, avrebbe fatto delle gite turistiche, magari un po&#8217; di palestra. Ora se ne va in giro, sola come un cane, raffinata e volgarotta, senza pace, come un&#8217;anima in pena: compra le sigarette, poi va in un altro bar, pi\u00f9 centrale, a fare colazione, sempre sola; poi sparisce fino al giorno dopo. Difficile che sia gi\u00e0 in pensione; e allora, di che vive? E con che cosa riempie la sua vita?<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che colpisce di pi\u00f9 \u00e8 il contrasto stridente fra il suo desiderio evidente d&#8217;essere ammirata e la reazione degli altri, che girano lo sguardo per non vederla. Deve essere un castigo terribile cercare l&#8217;attenzione altrui e ritrovarsi ad essere pressoch\u00e9 invisibile. C&#8217;\u00e8 una sola spiegazione possibile a una contraddizione cos\u00ec lampante: il disamore di s\u00e9. Non solo quella donna non deve volersi bene, ma deve volersi proprio male. Fa in modo di procurarsi altre ferite, altre umiliazioni; e non cambia mai strategia. Si \u00e8 chiusa da se stessa nel cerchio stregato della reiterazione dei propri comportamenti autolesionistici. Non \u00e8 affatto pazza, ma si comporta come se lo fosse: proprio come fanno milioni di persone, sia maschi che femmine; anche se &#8212; ripetiamo &#8212; pi\u00f9 femmine che maschi. Se la donna rientrasse un po&#8217;in se stessa, ricomincerebbe anche a volersi bene; e una persona che si vuol bene, ma nella maniera giusta, diventa per ci\u00f2 stesso desiderabile. Noi troviamo scostanti e spiacevoli quelle persone, magari anche belle, dalle quali traspare il disamore e il disprezzo di s\u00e9: nessuno pu\u00f2 amare colui, o colei, che non si vuole neanche un po&#8217; di bene. C&#8217;\u00e8 una gran differenza tra il bramare disperatamente l&#8217;attenzione e il desiderio altrui, e il volersi bene. Cercare di rendersi attraenti non equivale affatto a star bene con se stessi; e solo chi ha raggiunto un equilibrio interiore emana un qualcosa che lo rende amabile. Perci\u00f2, gira e rigira, si arriva sempre alla stessa conclusione: per vivere bene, bisogna vivere <em>come si deve<\/em>. E ci\u00f2 accade quando si scopre il Bene&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La donna che \u00e8 appena entrata nel bar di periferia, \u00e8 una italiana, non bella, ma a suo modo piacente, o almeno interessante, quella che si<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-28709","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28709","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28709"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28709\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28709"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28709"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28709"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}