{"id":28708,"date":"2018-10-19T05:09:00","date_gmt":"2018-10-19T05:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/10\/19\/se-la-verita-non-ha-piu-importanza-che-cosa-ne-ha\/"},"modified":"2018-10-19T05:09:00","modified_gmt":"2018-10-19T05:09:00","slug":"se-la-verita-non-ha-piu-importanza-che-cosa-ne-ha","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/10\/19\/se-la-verita-non-ha-piu-importanza-che-cosa-ne-ha\/","title":{"rendered":"Se la verit\u00e0 non ha pi\u00f9 importanza, che cosa ne ha?"},"content":{"rendered":"<p>Lo abbiamo gi\u00e0 detto, a noi \u00e8 toccato in sorte di vivere al tempo della post-verit\u00e0: quando si pu\u00f2 dire impunemente tutto e il contrario di tutto, tanto il risultato \u00e8 lo stesso ed \u00e8 sempre a somma zero. Quel che conta, oggi, non \u00e8 dire la verit\u00e0, ma dire qualcosa che resti impresso, qualcosa che faccia colpo, qualcosa che sia fruibile e spendibile come un prodotto pre-confezionato, usa-e-getta, a disposizione del cittadino-consumatore del terzo millennio. Al cittadino-consumatore non importa affatto sapere qual \u00e8 la verit\u00e0, e perfino se c&#8217;\u00e8 la verit\u00e0; a lui basta avere la propria verit\u00e0, perch\u00e9 gli \u00e8 stato insegnato, fin da quando succhiava il latte materno, che ciascuno ha diritto alla sua verit\u00e0, e chi siamo noi per giudicare gli altri? Quindi, se uno vuol dire che una torta \u00e8 una merda, e una merda \u00e8 una torta, chi siamo noi per affermare che costui si sbaglia, che costui mente, che costui non dice le cose come stanno? Noi non siamo nessuno. Nessuno, infatti, pu\u00f2 dire di aver la verit\u00e0 in tasca: sarebbe un atto d&#8217;insopportabile presunzione; un atto degno di un fascista, di un razzista, di un populista (che \u00e8, oggi, l&#8217;offesa peggiore delle tre).<\/p>\n<p>Il guaio \u00e8 che ci stiamo abituando; che molti di noi si sono gi\u00e0 abituati. Si sono abituati a vivere in un mondo senza verit\u00e0, dove la verit\u00e0 non ha pi\u00f9 alcuna importanza. Non si chiedono pi\u00f9 se una cosa sia vera o falsa, ma semplicemente se sia utile o no, se serva ai loro interessi oppure no. In fondo, \u00e8 l&#8217;estremo approdo, ma perfettamente logico e naturale, della mentalit\u00e0 utilitarista e pragmatista: di quel pragmatismo filosofico che ha celebrato i suoi trionfi nell&#8217;Inghilterra del XVIII secolo, e, di l\u00ec, si \u00e8 diffuso in tutto il mondo, convertendo tutti i popoli alla sua logica strumentale. E se vogliamo risalire ancora pi\u00f9 indietro, possiamo risalire al relativismo, il cui padre spirituale \u00e8 stato un altro inglese, Guglielmo di Ockham, un frate francescano vissuto fra il XIII e il XIV secolo, padre del nominalismo e, a ben guardare, di tutto l&#8217;indirizzo relativista della cultura moderna. Come si vede, la modernit\u00e0 muove i primi passi all&#8217;ombra della cultura tardo medievale, fra l&#8217;et\u00e0 di Dante e quella di Petrarca.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 dovrebbe essere un guaio vivere in un mondo che ha relativizzato la verit\u00e0? In primo luogo, osserviamo che questa \u00e8 una novit\u00e0 assoluta nella storia del pensiero e in quella della morale. Fino a oggi, anzi, fino a ieri, tutti i popoli e tutte le generazioni hanno ritenuto che la verit\u00e0 sia un bene primario, che sia la condizione per la costruzione di un mondo ordinato e di ordinate relazioni sociali; e che senza di esso l&#8217;esistenza umana perderebbe di significato e scivolerebbe nel caos. Esageravano? Siamo pi\u00f9 intelligenti noi, noi moderni, o post-moderni, noi che abbiamo eretto un tempio alla post-verit\u00e0, e che in quel tempio offriamo i nostri quotidiani sacrifici? Oppure avevano capito pi\u00f9 cose loro, erano pi\u00f9 nel giusto loro, e siamo noi che abbiamo deviato dalla retta via, e ci stiamo smarrendo nella foresta dell&#8217;errore? Sia ben chiaro che questa non \u00e8 una disputa puramente teorica: ne va della nostra dignit\u00e0, della nostra libert\u00e0 e della nostra stessa sopravvivenza. Se \u00e8 vero che non si pu\u00f2 vivere in un mondo che abbia voltato le spalle alla verit\u00e0, allora si tratta di capire se vogliamo continuare a vivere da uomini, o se preferiamo vivere da bruti. Noi siamo dell&#8217;opinione che avessero ragione i nostri avi e che un mondo senza verit\u00e0 sia un mondo invivibile, una foresta popolata di mostri. Se tutte le verit\u00e0 si equivalgono, e dunque se non c&#8217;\u00e8 la verit\u00e0, allora ci\u00f2 che \u00e8 mostruoso vale quanto ci\u00f2 che \u00e8 armonioso; ci\u00f2 che \u00e8 orrido, quanto ci\u00f2 che \u00e8 meraviglioso; ci\u00f2 che \u00e8 ingiusto, quanto ci\u00f2 che \u00e8 giusto; ci\u00f2 che \u00e8 stupido, quanto ci\u00f2 che \u00e8 intelligente. Se rinunciamo all&#8217;idea che la verit\u00e0 esiste, e che noi, almeno fino a un certo punto, possiamo attingere alla sua sorgente, allora non ci resta che sprofondare come rane nel pantano, e gracidare stupidamente per tutto il resto della nostra misera esistenza. Un gracidio in pi\u00f9 o in meno non far\u00e0 alcuna differenza: e gracidare la <em>Divina commedia<\/em>, o la <em>Summa teologica<\/em>, o la <em>Toccata e fuga in re<\/em> <em>minore<\/em>, sar\u00e0 la stessa cosa che gracidare, o grugnire, o ragliare, qualsiasi sciocchezza, volgarit\u00e0 o blasfemia ci venga il capriccio d&#8217;infliggere al prossimo.<\/p>\n<p>Abituarsi a vivere in un mondo senza verit\u00e0, o, il che \u00e8 la stessa cosa, dove tutte le verit\u00e0 si equivalgono, anche le pi\u00f9 opposte, implica un progressivo ottundimento della coscienza, della sensibilit\u00e0, del rispetto di se stessi; significa abituarsi a qualsiasi cosa, a mandar gi\u00f9 qualsiasi frode, e anche abituarsi a rifilarla agli altri. Per molte persone, senza dubbio la stragrande maggioranza, questo non rappresenta un problema, semmai il contrario: una semplificazione. La vita moderna \u00e8 complicata, faticosa, stressante; perci\u00f2 si sente il bisogno di sbarazzarsi di qualcosa, per potersi concentrare su ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 importante. L&#8217;essenziale, per tali persone, \u00e8 il vestito, o il taglio dei capelli, o l&#8217;ultima puntata del <em>Grande Fratello<\/em>, a parte il lavoro e le altre necessit\u00e0 e i doveri della vita sociale, affrontati pi\u00f9 o meno di malavoglia; pertanto, ci\u00f2 che si pu\u00f2 sacrificare \u00e8 la facolt\u00e0 del pensiero, l&#8217;esercizio di una libert\u00e0 consapevole. Per costoro, libert\u00e0 \u00e8 scegliere un canale televisivo fra cento canali, senza chiedersi se vi \u00e8 realmente una differenza fra di essi; oppure scegliere una marca di piselli surgelati o di carne in gelatina invece di un&#8217;altra, senza chiedersi cosa ci mettano dentro le multinazionali del settore alimentare. Per tali persone, non dover fare i conti con la questione della verit\u00e0 \u00e8 un fatto positivo, una vera e propria benedizione: in ultima analisi, \u00e8 scrollarsi di dosso una grossa seccatura. Dopotutto, se la libert\u00e0 esiste, essa implica una responsabilit\u00e0: quella di riconoscerla; e, se non la si riconosce, \u00e8 probabile che ne deriveranno dei sensi di colpa, magari a livello subcosciente. Pertanto, meglio decidere, una volta per tutte, che la verit\u00e0 non esiste, e profittare dell&#8217;occasione per sentirsi delle persone migliori, purch\u00e9 si faccia passare quella affermazione per un esercizio di umilt\u00e0: chi sono io per dire cos&#8217;\u00e8 la verit\u00e0? E poco importa che un certo Ges\u00f9 Cristo abbia detto, pochi minuti prima di essere crocifisso (<em>Gv<\/em> 18, 37): <em>Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verit\u00e0. Chiunque \u00e8 dalla verit\u00e0, ascolta la mia voce<\/em>; e che un certo Ponzio Pilato gli abbia replicato, senza aspettare la risposta: <em>Che cos&#8217;\u00e8 la verit\u00e0?<\/em><\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che la verit\u00e0 esiste: ha la sgradevole caratteristica di esistere, anche a dispetto di quanti la negano. La verit\u00e0 &#8211; scegliamo, fra tutte, la classica definizione scolastica &#8211; \u00e8 l&#8217;accordo fra la cosa e il giudizio. Che una mela sia una mela, ecco la verit\u00e0, come direbbe san Tommaso d&#8217;Aquino. Certo, noi possiamo anche dire che nessuno \u00e8 in grado di giudicare con certezza che una mela \u00e8 una mela; ma il fatto che non si trovi pi\u00f9, in una societ\u00e0 come la nostra, qualcuno che sia disposto ad affermare la verit\u00e0, non significa che la verit\u00e0 non esiste. La verit\u00e0 esiste anche se non c&#8217;\u00e8 nessuno che la affermi. La mela \u00e8 una mela, e basta guardarla, per vedere e capire che \u00e8 una mela. Se, poi, nessuno lo vuole fare; se nessuno vuole compromettersi, e affermare che il giudizio: <em>questa \u00e8 una mela<\/em>, \u00e8 un giudizio veritiero, questo non \u00e8 pi\u00f9 un problema gnoseologico, di conoscenza, bens\u00ec un problema morale, di coraggio. Non c&#8217;\u00e8 nessuno che abbia il coraggio della verit\u00e0. Naturalmente, la strategia dei paurosi, quando sono in tanti, \u00e8 quella di camuffare con nobili ragioni la loro vigliaccheria. Allora, invece di dire: <em>S\u00ec, \u00e8 scomodo riconoscere e affermare la verit\u00e0<\/em>, essi preferiscono dire: <em>Non si sa cosa sia la verit\u00e0; chi dice di saperlo \u00e8 un bugiardo; noi, che riconosciamo di non saperlo, siamo persone mature, riflessive e soprattutto rispettose della complessit\u00e0 del reale. Noi non giudichiamo nessuno, quindi non vogliamo imporre la nostra verit\u00e0 agli altri<\/em>. In questo modo, prendono due piccioni con una fava: si alleggeriscono della fatica e della responsabilit\u00e0 di cercare e affermare la verit\u00e0, e si danno da se stessi la patente di persone moderne, rispettose del pluralismo, tolleranti, aliene da ogni dogmatismo. Da ci\u00f2 si capisce come sia conveniente, oggi, dire che la verit\u00e0 non esiste: ci si trova in buona compagnia, anzi: si ha il sostegno di tutta la cultura dominante.<\/p>\n<p>Al contrario, affermare che la verit\u00e0 esiste presenta ben due inconvenienti: primo, implica la fatica di cercarla e riconoscerla; secondo, presuppone la scelta di mettersi contro l&#8217;intera cultura dominante, cio\u00e8 di esporsi alle critiche virulente di tutti gli altri, e, probabilmente, di finire alla berlina. La verit\u00e0, in altre parole, \u00e8 diventata un parente povero; tutti si vergogna di lei, nessuno \u00e8 disposto a riconoscerla in pubblico. Quel che pensano in privato, poi, \u00e8 un altro paio di maniche. Guai, per\u00f2, a dire tutto questo a voce alta: si pu\u00f2 pensarlo, ma \u00e8 proibito dirlo in pubblico; guai ad alzare il velo dell&#8217;ipocrisia. Tutti sanno che una mela \u00e8 una mela e che continua ad essere una mela, a che se non si fa avanti nessuno a dichiararlo; cos\u00ec come tutti sanno che il re \u00e8 in mutande, e che non indossa affatto un bellissimo vestito, perch\u00e9 non indossa proprio niente: per\u00f2, come nella fiaba di Andersen, non sono non bisogna assolutamente dirlo, ma bisogna, anzi, lodare fino alle stelle la bellezza di quel vestito inesistente, e battere le mani calorosamente al passaggio del re, facendo finta che non sia in mutande, ma che sia la persona pi\u00f9 elegante e maestosa di questo mondo. Allo stesso modo, tutti sanno che, se la societ\u00e0 ha deciso di negare che sia lecito affermare l&#8217;esistenza del vero, \u00e8 per comodit\u00e0 e vigliaccheria e non per una forma di rispetto dell&#8217;altro; lo sanno, ma si farebbero ammazzare piuttosto che confessarlo, perch\u00e9 cos\u00ec stabilisce e ordina la dittatura del politicamente corretto.<\/p>\n<p>Tutto questo ha a che fare con la democrazia, cio\u00e8 con la legge della maggioranza. Non \u00e8 che la democrazia, in se stessa, sia una cosa brutta; al contrario, \u00e8 sicuramente una bellissima cosa. C&#8217;\u00e8 solo il piccolo dettaglio che essa presuppone che gli uomini siano di pari valore intellettuale e morale e che abbiano lo stesso amore per il bene e per il vero; il che \u00e8 palesemente falso. E se \u00e8 falso, allora ne consegue che la democrazia tende fatalmente a trasformarsi nel totalitarismo dei mediocri, dei vili e degli opportunisti; di tutti quelli che sarebbero disposti a testimoniare che una mela \u00e8 una banana, o un ananas, se ci\u00f2 rientrasse nel loro interesse o se qualcuno li pagasse profumatamente per dichiararlo sotto giuramento. O se ci\u00f2 preservasse la loro tranquillit\u00e0: perch\u00e9 la cosa a cui la maggior parte delle persone aspira \u00e8 di stare tranquilla, di non aver noie e di potersi concentrare sull&#8217;essenziale: che \u00e8 il consumismo. Per la maggior parte delle persone, potersi godere in pace la partita di pallone in televisione \u00e8 molto pi\u00f9 importante che preoccuparsi per una cosa tanto remota e fastidiosa, come la difesa della verit\u00e0: in fin dei conti, perch\u00e9 esporsi a conseguenze spiacevoli, se si tratta solo di dichiarare, con un certo entusiasmo, che il re indossa un magnifico vestito, anche se, in realt\u00e0, se ne va in giro indossando i soli mutandoni? Il novantacinque per cento della gente \u00e8 fatta di questa pasta. Non \u00e8 un dramma: \u00e8 sempre stato cos\u00ec e sar\u00e0 sempre cos\u00ec. Solo che la modernit\u00e0 \u00e8 contrassegnata dalla democrazia e, quel che \u00e8 peggio, dalla sua assolutizzazione totalitaria, lo spirito democraticista, per cui quel novantacinque per cento non si contenta di essere indifferente alla verit\u00e0 per puro istinto di sopravvivenza, ma pretende di stabilire, col suo libero raziocinio, che la verit\u00e0 non esiste, ma esistono solo <em>le<\/em> verit\u00e0, al plurale, una per ciascun uomo, per ciascun gusto e per ciascuna situazione; e che se qualcuno contesta tale asserzione, ebbene costui va trattato da nemico pubblico, da reazionario, da crociato, da fascista, da nemico del pluralismo e della libert\u00e0. In realt\u00e0 quel 95% di popolazione formata dal gregge non pensante, si lascia persuadere da chi \u00e8 capace di influenzarlo, specialmente attraverso i <em>mass-media,<\/em> il cinema e la pubblicit\u00e0. L&#8217;aspetto inquietante risiede nel fatto che tutti costoro credono di essere delle persone libere, addirittura dei liberi pensatori e quindi anche dei liberi ricercatori della verit\u00e0, mentre non ricercano proprio un bel nulla, ci\u00f2 che vogliono \u00e8 un cibo precotto e, se possibile, predigerito, in modo da poterlo mandar gi\u00e0 senza neanche la fatica di doverlo masticare. Per\u00f2, appunto, guai a dirglielo: diventerebbero feroci! E poi, chi pu\u00f2 arrogarsi il diritto di dirlo, se non qualcuno che si pone al di sopra di loro? Ma in democrazia, \u00e8 proibito porsi al di sopra di chicchessia: questa, almeno, \u00e8 l&#8217;idea di democrazia che si son fatta i pecoroni che formano il 95% della popolazione. I quali, essendo fortemente politicizzati e sindacalizzati, non sono delle pecore bonaccione, come lo erano un tempo, ciascuna dedita al proprio orticello, ma insomma disposte a lasciarsi guidare che chi ne sa pi\u00f9 di loro; no: sono tutti dei geni, dei Leonardo, degli Aristotele. Ma siccome non sono dei geni, si lasciano circuire, abbindolare, manipolare: l&#8217;importante \u00e8 che lo si faccia senza dirlo, senza ostentarlo; che lo si faccia, lasciando loro l&#8217;illusione di essere soggetti capaci di decidere liberamente. Ecco, questa la perfidia dell&#8217;ultima versione della democrazia, o forse dovremmo dire della post-democrazia: riduce in schiavit\u00f9 l&#8217;intera societ\u00e0, lasciando per\u00f2 sussistere l&#8217;illusione della libert\u00e0 universale; di pi\u00f9: dichiarando, per decreto, che i somari sono spariti sulla faccia della terra, e che ci sono soltanto i Leonardo e gli Aristotele. Certo, se fosse cos\u00ec dovremmo vivere in una societ\u00e0 straordinariamente efficiente e progredita, cosa che non risulta. Da ci\u00f2 nasce il fatto che quel 95% passa praticamente la vita a cercare dei colpevoli per le cose che non vanno come dovrebbero, sia nella sua vita che a livello generale. Logico: se viviamo in un mondo popolato di geni, come mai non siamo gi\u00e0 in paradiso? Un colpevole deve pur esserci e state certi che prima o poi lo troveranno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo abbiamo gi\u00e0 detto, a noi \u00e8 toccato in sorte di vivere al tempo della post-verit\u00e0: quando si pu\u00f2 dire impunemente tutto e il contrario di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-28708","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28708","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28708"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28708\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28708"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28708"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28708"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}