{"id":28706,"date":"2022-06-10T02:50:00","date_gmt":"2022-06-10T02:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/06\/10\/se-la-storia-e-teofania-hegeliana-quale-dio-ci-salvera\/"},"modified":"2022-06-10T02:50:00","modified_gmt":"2022-06-10T02:50:00","slug":"se-la-storia-e-teofania-hegeliana-quale-dio-ci-salvera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/06\/10\/se-la-storia-e-teofania-hegeliana-quale-dio-ci-salvera\/","title":{"rendered":"Se la storia \u00e8 teofania hegeliana, quale Dio ci salver\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p>I drammatici eventi degli ultimi due anni hanno fatto sorgere in alcuni, o piuttosto hanno fatto risorgere, delle domande insolite, dal sapore antico, che parevano incongrue nella cornice culturale della modernit\u00e0; e in particolare questa: <em>che cos&#8217;\u00e8 e dove va la storia?<\/em> Una minoranza di persone, i cristiani, e anche questi non certo tutti, ma una minoranza di essi &#8212; dunque, una minoranza della minoranza &#8212; si sta domandando se per caso, dopotutto, la storia non stia arrivando alle ultime battute; se non stia per finire.<\/p>\n<p>Ecco una domanda che non sorge facilmente in una societ\u00e0 convinta di marciare sulle vie trionfali del progresso; ma che sorge quasi spontanea in una societ\u00e0 decadente, dove ogni cosa sembra alludere al senso di una prossima rovina. Perch\u00e9 i casi sono due: o la storia \u00e8 semplicemente l&#8217;insieme degli eventi umani, che spontaneamente e disordinatamente si succedono gli uni agli altri, sulla spinta di fattori sostanzialmente casuali, ad esempio una scoperta scientifica e un&#8217;applicazione tecnologica che modificano radicalmente il modo di vivere, e quindi anche di sentire e di pensare, della gente; oppure, dietro l&#8217;apparente disordine e l&#8217;apparente casualit\u00e0, esiste un ordine, che bisogna saper vedere, e che risponde a un fine, dunque a un&#8217;intelligenza. Nel quale caso, non si pu\u00f2 fare a meno di chiedersi chi sia il soggetto di tale intelligenza: immanente o trascendente? \u00c8 una sorta d&#8217;istinto collettivo degli uomini, un po&#8217; come quello che guida le api di un alveare o le formiche di un formicaio? In tal caso, la storia sarebbe il dispiegarsi della ragione umana sotto forma di <em>anima universale<\/em>, sia pure in forme che non sono interamente chiare e presenti ai singoli individui, ma che rivelano, magari sul lungo periodo, una sorta di disegno nascosto, capace di ricavare i suoi fini anche dall&#8217;apparente insensatezza o dalla contraddittoriet\u00e0 delle manifestazioni concrete. Hegel parlava, strizzando l&#8217;occhio a quelli che lo capivano (e noi non siamo fra quei fortunati) di un&#8217;<em>astuzia della ragione<\/em>. Buon per lui che la sapeva cos\u00ec lunga da innalzarsi al di sopra della ragione dei mortali e riconoscere i piccoli trucchi mediante i quali essa persegue i suoi fini. Inutile dire che il panteismo rientra in questo tipo d&#8217;interpretazione della storia, perch\u00e9 se Dio e il mondo sono la stessa cosa, allora anche la storia del mondo \u00e8 Dio, \u00e8 il suo dispiegarsi nelle umane vicende.<\/p>\n<p>Se, invece, l&#8217;intelligenza che guida la storia non \u00e8 immanente, ma trascendente, allora il padrone della storia \u00e8 Dio: ma non un Dio che coincide col mondo, che \u00e8 una cosa sola con la storia stessa, bens\u00ec un Dio trascendente, spirituale, unico e creatore: perch\u00e9 se \u00e8 il padrone della storia, significa che l&#8217;ha creata, nell&#8217;atto stesso di creare gli uomini: per essere padroni di qualcosa bisogna che quel qualcosa sia un prodotto creato dal nulla; altrimenti non si \u00e8 padroni, ma semplicemente affittuari o subaffittuari di quel certo bene. In effetti, la filosofia della storia nasce con il cristianesimo, e precisamente con <em>La citt\u00e0 di Dio<\/em> di sant&#8217;Agostino. I greci, gli etruschi, i romani, credevano in un succedersi ciclico delle vicenda umane, e non solamente di quelle umane: ma se il mondo \u00e8 soggetto a una successione fatale, inesorabile, di cicli vitali e cosmici; se vi \u00e8 un perenne ritorno delle cose su se stesse, allora non c&#8217;\u00e8 nulla di nuovo da aspettarsi, e in definitiva ci\u00f2 dipende dal fatto di non credere al fattore decisivo della libert\u00e0 umana. Se l&#8217;uomo non \u00e8 libero, se \u00e8 soggetto a una potenza che procede al di sopra di lui e che si serve di lui per replicare incessantemente la stessa vicenda, non ha senso chiedersi cosa sia la storia e dove vada, perch\u00e9 non va da nessuna parte, ritorna sempre su se stessa e non ha nulla da insegnare, n\u00e9 in bene, n\u00e9 in male. Come dice Shakespeare nel <em>Macbeth<\/em>:<\/p>\n<p><em>Spengiti, spengiti breve candela! La vita non \u00e8 che un&#8217;ombra che cammina, un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla pi\u00f9;\u00a0una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore, che non significa nulla.<\/em><\/p>\n<p>Una filosofia della storia ha senso laddove si crede che l&#8217;uomo sia libero e che la storia, pertanto, non sia un copione gi\u00e0 scritto, ma nasca dal gioco della libera volont\u00e0 umana; altrimenti sarebbe un vuoto esercizio retorico.<\/p>\n<p>Anche da questo si vede come la cosiddetta civilt\u00e0 moderna, figlia di Lutero e della scienza meccanicista, costituisce un ritorno al mondo pre-cristiano e dunque un regresso, non un progresso: essa non crede alla libert\u00e0 dell&#8217;uomo, come Lutero non credeva nel libero arbitrio, anzi lo negava recisamente, per esaltare al massimo la grazia divina; oppure crede che Dio, il principio trascendente, sia sottoposto anch&#8217;egli alla necessit\u00e0, non sia libero di agire liberamente, ma debba a sua volta evolvere, realizzarsi, perfezionarsi, divenire pienamente cosciente di se stesso (gnosticismo e cabalismo, dei quali l&#8217;hegelismo \u00e8 addirittura saturo) e dispiegare nel mondo la propria coscienza: in tal caso, la storia \u00e8 fatalmente decisa al di sopra del volere degli uomini, perch\u00e9 la storia, a ben guardare &#8212; Hegel parlava dello Spirito del mondo, e lo vedeva incarnato ora in Napoleone, ora nello Stato prussiano &#8211; \u00e8 Dio. E se la storia \u00e8 Dio, che senso ha una filosofia della storia? Bisogner\u00e0 semmai concentrarsi sulla teologia della storia, che \u00e8 una continua teofania. Logico: <em>se tutto ci\u00f2 che \u00e8 razionale \u00e8 reale e tutto ci\u00f2 che \u00e8 reale \u00e8 razionale<\/em>, come afferma Hegel e come pedissequamente ripete Benedetto Croce, i due massimi esponenti dell&#8217;idealismo fra Ottocento e Novecento &#8212; allora la storia non va interrogata, ma solamente adorata: la storia \u00e8 quello che \u00e8, perch\u00e9 <em>\u00e8<\/em>: e pi\u00f9 non domandare. Inutile dire che in tal modo si cade nella servile adorazione dell&#8217;esistente: opporsi alla storia sarebbe come volersi opporre a Dio, somma razionalit\u00e0; dunque agli uomini non si domanda altro che di essere dei docili, disciplinati soldatini sul palcoscenico della storia. La storia sacralizzata e razionalizzata di Hegel \u00e8 la figlia legittima della sacralizzazione della ragione operata dall&#8217;illuminismo, da un lato, e della grazia divina che fa tutto da sola, indipendentemente dal volere umano, dall&#8217;altro..<\/p>\n<p>Scrive il professor Danilo Castellano, da noi gi\u00e0 altra volta citato, filosofo del diritto, nell&#8217;introduzione a un interessante saggio dedicato a una questione di grande attualit\u00e0, <em>La guerra russo-ucraina: qualche riflessione<\/em> (sul periodico cattolico <em>Instaurare omnia in Christo<\/em>, Udine, gennaio-aprile 2022, pp. 1 e 5):<\/p>\n<p><em>Il progresso scientifico-tecnologico (&#8230;) se non \u00e8 accompagnato dal progresso morale pu\u00f2 risultare dannoso per l&#8217;uomo. Esso \u00e8 veramente utile solamente se \u00e8 guidato da criteri veramente umani. Ci\u00f2, per\u00f2, presupporrebbe un approccio alla storia molto diverso da quello gnostico di Hegel, il quale riteneva erroneamente che l&#8217;effettivit\u00e0 rosse la razionalit\u00e0 e che, quindi, il male fosse un falso problema. Un filosofo italiano, Benedetto Croce, sostenne, infatti, che il merito di Hegel \u00e8 stato quello avere eliminato questo problema: la stria sarebbe il dispiegarsi di Dio, la sua teofania. La stria, perci\u00f2, sarebbe tutta sacra: dal fratricidio di Abele in avanti tutto segnerebbe un progresso e, soprattutto, tutto il divenire sarebbe divino. Massacri, guerre, ingiustizie di ogni genere, violenze e via dicendo sarebbero categorie irrazionali: esse sarebbero usate impropriamente; talvolta in senso consolatorio, talvolta in senso ideologico. Esse sarebbero di ostacolo alla comprensione della ragione della storia. Chi le usasse non avrebbe, insomma, capito che al divenire della storia non ci si pu\u00f2 opporre. Operare per scongiurare o per mettere fine alla guerra, per esempio, sarebbe una posizione antistorica. Pregare o indire giornate di penitenza e di digiuno, ancora per esempio, per la pace, sarebbe segno di un&#8217;illusione, poich\u00e9 al Dio che si fa storia non si pu\u00f2 rivolgere una preghiera contraria alla sua &quot;necessitata&quot; (anche se libera nella sua affermazione) volont\u00e0 e alla sua epifania. Hegel, che \u00e8 il san Tommaso del luteranesimo, non poteva che &quot;pensare&quot; cos\u00ec. Il suo giudizio sulla guerra \u00e8, infatti, la coerente applicazione del nominalismo di Lutero, che oggi anche diversi cattolici (senza approfondire la sua dottrina) considerano un riformista santo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>La &quot;libert\u00e0 negativa&quot;, magistralmente teorizzata e coerentemente difesa da Hegel, porta al nichilismo teoretico e alla dittatura del relativismo morale. Essa \u00e8 rivendicazione disumana e anticristiana: la libert\u00e0 \u00e8 un valore ma non il valore supremo. Il Vangelo insegna che \u00e8 la verit\u00e0 che rende liberi, non la liber\u00e0 esercitata con il solo criterio della libert\u00e0 (cio\u00e8 con nessun criterio. La denuncia di Dugin contro l&#8217;anti-civilt\u00e0 della Modernit\u00e0 (occidentale) ha un fondamento. La prova \u00e8 offerta dall&#8217;esperienza che stiamo vivendo. Sono i fatti, pertanto, che evidenziano la dissoluzione della civilt\u00e0 le cui radici vanno cercate nel nichilismo luterano che sta alla base dell&#8217;americanismo.<\/em><\/p>\n<p>La riflessione del professor Castellano \u00e8 chiara, lineare, conseguente: ci sentiamo di sottoscriverla in pieno. Arguta e felice la definizione di Hegel come il san Tommaso del luteranesimo: in Hegel come in Lutero vi \u00e8 lo stesso sprezzo per la libert\u00e0 del singolo individuo, lo stesso senso di fatale necessit\u00e0 della storia, per cui quest&#8217;ultima non \u00e8 che il manifestarsi di ci\u00f2 a cui Dio, che alla fine dei conti \u00e8 una cosa sola con il mondo, ha destinato gli uomini. Opporsi ai piani della storia \u00e8 sacrilego, perch\u00e9 la storia \u00e8 tutta sacra, tutta, senza residuo alcuno: \u00e8 la teofania, l&#8217;incessante manifestazione di Dio. Anche Auschwitz, anche Hiroshima, tutta sacra senza eccezioni. E Dio non sa che farsene dei desideri e dei capricci dei singoli uomini: Dio pensa solamente in grande, non ha tempo per fisime e quisquilie come il libero arbitrio. Del resto, il libero arbitrio sarebbe in se stesso un atto di lesa maest\u00e0: sarebbe un&#8217;interferenza umana nei progetti divini. Solo un testone professore tedesco, per giunta luterano e illuminista, poteva arrivare al punto di dire che lo Spirito del mondo, cio\u00e8 Dio stesso, si manifesta nello Stato prussiano.<\/p>\n<p>In questo senso, s\u00ec, bisogna avere il coraggio di ammettere, anche se \u00e8 politicamente molto scorretto, che i tedeschi non sono arrivati a credere ciecamente in Hitler per una disgraziata fatalit\u00e0: certe premesse conducono fatalmente a certi risultati. Le idee non sono acqua fresca, non sono un mero epifenomeno dell&#8217;economia, come voleva quell&#8217;altra testa quadra di Marx: sono l&#8217;anima della storia. E se un intero popolo &#8212; s&#8217;intende con le debite eccezioni: il libero arbitrio, appunto &#8212; s&#8217;innamora di certe idee, \u00e8 pressoch\u00e9 inevitabile che a un certo punto resti folgorato da un qualsiasi pifferaio magico che sembra incarnare quelle idee, e lo segua disciplinatamente senza far domande, fosse pure verso l&#8217;abisso. Del resto, in quasi tutti i filosofi tedeschi del XIX e XX secolo \u00e8 presente lo stesso sottofondo concettuale: non ci si pu\u00f2 opporre al destino, e la storia \u00e8 un destino, quindi una necessit\u00e0 inesorabile e immodificabile; si pu\u00f2 solo cogliere il momento giusto per inserirsi nel gioco del destino e farsene strumento, ritagliandosi cos\u00ec il ruolo di protagonisti, oppure rassegnarsi all&#8217;insignificanza. Questa, in estrema sintesi, \u00e8 la filosofia della storia di Oswald Spengler, con tutta la sua teoria del cesarismo, che in parte \u00e8 derivata dal nostro Machiavelli. Sommate Lutero, Hegel e Machiavelli e avrete Spengler. Da Lutero il senso della nullit\u00e0 dell&#8217;uomo; da Hegel la fatalit\u00e0 della storia; da Machiavelli l&#8217;astuzia di saper cogliere le condizioni favorevoli per sferrare il colpo: un cocktail esplosivo. E sulla sfondo, uno sfondo pi\u00f9 cupo che mai, l&#8217;incombere del destino, che contempla la sconfitta e la morte di Dio stesso: si pensi al Crepuscolo degli dei (<em>G\u00f6ttendammerung<\/em>) della mitologia germanica e dell&#8217;opera musicale di Richard Wagner, che tanto \u00e8 piaciuta al pubblico tedesco in quella fase storica.<\/p>\n<p>\u00c8 strano che i cristiani se ne siano dimenticati: avrebbero sempre dovuto sapere che la storia ha un disegno ed un senso, per il semplice fatto che ha un fine; ed \u00e8 lo stesso fine per cui esiste l&#8217;uomo: conoscere, amare e servire la Verit\u00e0, che \u00e8 Dio. O forse non \u00e8 poi cos\u00ec strano, da quando i cristiani &#8212; prima con Lutero e Calvino, poi con la nuova teologia e il Vaticano I &#8212; sono diventati &quot;adulti&quot;, vale a dire moderni. La modernit\u00e0, come osserva giustamente Danilo Castellano, si fonda sul nichilismo teoretico e sul relativismo morale: \u00e8 quindi in se stessa radicalmente disumana e anticristiana: perch\u00e9 solo il cristianesimo ha una visione umana dell&#8217;uomo. Questa \u00e8 la grande e perenne verit\u00e0 che la cultura moderna, con malizia infernale, ha cercato costantemente di occultare, e in buona sostanza ci \u00e8 riuscita. Essa ha detto e ripetuto mille volte (e una menzogna ripetuta all&#8217;infinito diviene verit\u00e0) che il cristianesimo nega i diritti dell&#8217;uomo e reprime la sua libert\u00e0; e lo ha fatto per introdurre politiche e stili di vita disumani e disumanizzanti, i quali &#8212; loro s\u00ec &#8212; negano la vera libert\u00e0 dell&#8217;uomo in nome del progresso e reprimono il suo bisogno naturale del vero per asservirlo e renderlo un fantoccio sradicato e senz&#8217;anima, prono a qualsiasi potere. \u00c8 questo il paradigma che va rovesciato: solo se \u00e8 illuminata dalla grazia la ragione sa vedere il vero e la volont\u00e0 sa volere il bene.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I drammatici eventi degli ultimi due anni hanno fatto sorgere in alcuni, o piuttosto hanno fatto risorgere, delle domande insolite, dal sapore antico, che parevano incongrue<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,141,195],"class_list":["post-28706","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-filosofia","tag-martin-lutero"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28706","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28706"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28706\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}