{"id":28692,"date":"2019-02-16T08:51:00","date_gmt":"2019-02-16T08:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/16\/se-leuropa-fa-il-vuoto-prima-o-poi-si-convertira-ma-non-al-vangelo\/"},"modified":"2019-02-16T08:51:00","modified_gmt":"2019-02-16T08:51:00","slug":"se-leuropa-fa-il-vuoto-prima-o-poi-si-convertira-ma-non-al-vangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/16\/se-leuropa-fa-il-vuoto-prima-o-poi-si-convertira-ma-non-al-vangelo\/","title":{"rendered":"Se l&#8217;Europa fa il vuoto, prima o poi si convertir\u00e0, ma non al Vangelo"},"content":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;hanno in comune tre personaggi cos\u00ec diversi fa loro come l&#8217;esoterista e filosofo francese Ren\u00e9 Gu\u00e9non (1886-1951), il cantautore folk britannico (ma di origini greo-cipriote e svedesi) Cat Stevens (classe 1948, vivente) e il giornalista e scrittore siciliano Pietrangelo Buttafuoco (classe 1963, vivente)? Parrebbe una domanda strana, bizzarra; di quelle cui forse neanche Massimo Inardi o la signora Longari, ospiti dei programmi televisivi a quiz di Mike Bongiorno, avrebbero saputo rispondere. Eppure, la risposta \u00e8 semplicissima: hanno in comune il fatto che il primo, dal 1912, \u00e8 divenuto Shaykh &#8216;Abd al-Wahid Yahya; il secondo, dal 1977, \u00e8 divenuto Yusuf Islam o semplicemente Yusuf; e il terzo, dal 2015, \u00e8 divenuto Giafar al-Siquilli. In altre parole, tutti e tre hanno subito il fascino della religione islamica, fino a convertirsi alla fede del <em>Corano<\/em>. E tutti e tre erano esponenti di una cultura europea che, ancora pochi anni fa, pareva solida e ben cosciente di se stessa e della propria tradizione: rispettivamente nel campo filosofico ed esoterico, in quello artistico-musicale e in quello giornalistico e letterario. Il primo era nativo di Blois, sulla Loira; il secondo \u00e8 nato a Londra; il terzo a Catania. Tutti e tre hanno viaggiato parecchio e sono venuti a contatto con ambienti cosmopoliti, anche se in tutti e tre \u00e8 ravvisabile un forte radicamento nelle rispettive culture di origine. Il raffinato intellettuale Gu\u00e9non \u00e8 impensabile, o perlomeno risulta incomprensibile, fuori della cornice della Francia del primo Novecento, con il decadentismo, il simbolismo, il martinismo, le avanguardie; e se \u00e8 vero che l&#8217;autore de <em>La crisi del mondo moderno<\/em> (1927) e Il regno della quantit\u00e0 e i segni dei tempi (1945) possono essere letti come il frutto di una ricerca spirituale di sapore universale, che attinge a tutte le tradizioni d&#8217;Oriente e df&#8217;occidente per giungere a una suprema sintesi ideale, resta innegabile che le si pu\u00f2 leggere anche come la risposta che una certa cultura francese, fra simbolismo ed esistenzialismo, d\u00e0 alla coscienza della propria crisi, interpretata come la crisi di tutta la civilt\u00e0 occidentale. Un discorso analogo si pu\u00f2 fare, in un ambito completamente diverso, per la musica folk di Cat Stevens: in canzoni che hanno avuto un vasto successo e alcune delle quali sono state prese a simbolo di una intera generazione, come <em>Wild World<\/em> e <em>Father and Son<\/em>, entrambe del 1970, Steven Demetre Georgiou, in arte Cat Stevens, le sonorit\u00e0 delicate e la vene misticheggiante risultano fortemente legate alla tradizione musicale greca, filtrata attraverso l&#8217;ambiente cosmopolita londinese. Infine libri come I cinque funerali della signora G\u00f6ring e Le uova del drago tradiscono il radicato interesse del loro autore per il fascismo e le ideologie di destra, ma anche un certo gusto siciliano per le atmosfere e la mentalit\u00e0 dell&#8217;isola mediterranea, che lo connotano fortemente in senso storico-culturale e geografico. Ma chi avrebbe detto che il coltissimo esoterista francese si sarebbe convertito all&#8217;islam; che l&#8217;autore di dolci melodie come il cantante anglo-cipriota avrebbe mostrato, un giorno, se non di condividere, certo di non biasimare la <em>fatwa<\/em> lanciata dall&#8217;ayatollah Khomeini nei confronti dello scrittore Salman Rushdie, autore dei <em>Versetti satanici<\/em> (accadde nel 1989, nel corso di un incontro con degli studenti londinesi), e che l&#8217;irruente, anticonformista scrittore e giornalista catanese, apertamente nostalgico dell&#8217;estrema destra, avrebbe deciso di spingere il suo amore per la tradizione siciliana fino ad abbracciare la fede che domin\u00f2 sull&#8217;isola nei secoli del Medioevo? Eppur \u00e8 accaduto; e ci siamo limitati a scegliere tre casi particolarmente emblematici, fra i molti altri sui quali avremmo potuto fermare la nostra attenzione. La domanda, pertanto, non pu\u00f2 essere che questa: che cosa rende appetibile la conversione all&#8217;islam per un europeo di buona cultura, quando si direbbe che tutto, nella tradizione culturale europea, vada in una direzione totalmente diversa da quella?<\/p>\n<p>Ci sembra che sia una domanda importante, visto il momento che l&#8217;Europa sta vivendo e vista la rapidissima crescita demografica dell&#8217;elemento islamico dovuto al fenomeno in atto delle migrazioni\/invasioni provenienti dal Medio Oriente e soprattutto dall&#8217;Africa. Se, infatti, agli islamici provenienti da quelle regioni, o nati da genitori immigrati, si aggiungessero anche le conversioni di europei alla religione del profeta Maometto, non occorre essere degli indovini per capire che la civilt\u00e0 europea sarebbe giunta veramente al capolinea. Aderire all&#8217;islam, infatti, per un europeo, equivale anche a rifiutare, sostanzialmente, la propria tradizione, non solo in ambito strettamente religioso, ma che in ambito giuridico, filosofico, artistico, culturale. Infatti la civilt\u00e0 europea, nata dall&#8217;incontro fra il cristianesimo e le migrazioni dei popoli germanici, si caratterizza fin dai primi secoli per la fervida ricerca teologica, per un&#8217;arte di tipo realistico, per una graduale distinzione fra l&#8217;ambito giuridico e quello religioso, fra il cittadino e il credente: tutte cose che non trovano alcun riscontro nella cultura islamica, dove, anzi, sono fermamente proibite o scoraggiate. \u00c8 infatti difficile, se non impossibile, parlare di una vera e propria teologia islamica, perch\u00e9 l&#8217;islam ha un concetto rigidissimo e letteralistico della interpretazione del <em>Corano<\/em> (eccezion fatta per alcuni gruppi marginali, come il sufismo; quelli appunto che piacevano a intellettuali come Gu\u00e9non); infatti, se \u00e8 proibito discutere delle Scritture, di quale teologia si potr\u00e0 mai parlare? Allo stesso modo, la concezione islamica del divino vieta la rappresentazione non solo di Dio, ma della stessa figura umana, in quanto l&#8217;uomo \u00e8 fatto a immagine di Dio, e quindi raffigurare l&#8217;uomo potrebbe sembrare come un tentativo, sia pure indiretto, di raffigurare Allah, l&#8217;inesprimibile. E la mancata separazione fra diritto e fede religiosa implica la possibilit\u00e0 che si verifichino episodi come quello della gi\u00e0 ricordata <em>fatwa<\/em> contro uno scrittore ritenuto blasfemo, <em>fatwa<\/em> che ogni buon credente ha l&#8217;obbligo di rispettare e, se possibile, eseguire. Quindi, nella cultura islamica, non ci sarebbe mai stato spazio, e non c&#8217;\u00e8 neppure oggi, per un&#8217;opera come la <em>Summa teologica<\/em> di Tommaso d&#8217;Aquino, o come la <em>Divina Commedia<\/em> di Dante (e non solo per la condanna all&#8217;inferno di Maometto, ma proprio per il tentativo di rappresentare Dio) o il <em>Giudizio universale<\/em> di Michelangelo, e meno che mai per il <em>Codice<\/em> di Giustiniano o per il <em>Codice<\/em> napoleonico. In breve, l&#8217;adesione all&#8217;islam implica una specie di abiura, per un europeo, di tutta la sua cultura e di tutto il suo patrimonio ideale, compresa l&#8217;idea di ragione, la ricerca filosofica, la libert\u00e0 del pensare, la libert\u00e0 dell&#8217;espressione artistica. E anche se sovente vediamo esservi un abuso di tale libert\u00e0, come nel caso della rivista satirica <em>Charlie Hebdo<\/em> (la quale, guarda caso, su una cosa sola non si permette mai di scherzare: sulla religione dell&#8217;Olocausto), abuso che ci lascia scandalizzati, o feriti, o indignati, nondimeno nessun europeo trova normale che a tali abusi si possa o si debba rispondere alla maniera in cui vi risposero i terroristi islamici il 7 gennaio 2015 (lasciando da parte, in questa sede, per non complicare inutilmente il nostro ragionamento, ma pur consapevoli dell&#8217;importanza del problema, se vi sia stata una regia diversa dietro quel fatto sanguinoso).<\/p>\n<p>Resta perci\u00f2 la domanda: perch\u00e9? Perch\u00e9 un europeo, con duemila anni di storia alle spalle, con duemila anni di civilt\u00e0 occidentale (duemilaottocento, se partiamo dall&#8217;<em>Iliade<\/em> di Omero) dovrebbe gettare alle ortiche questa ricchissima tradizione, per abbracciare una religione assai pi\u00f9 giovane (secondo il calendario islamico, che parte dal 622 d.C., quest&#8217;anno siamo nel 1440) e che presenta tali e tante proibizioni e negazioni della sua tradizione originaria? Evidentemente, ci\u00f2 ha qualcosa a che fare con la perdita di amore per la cultura europea da parte degli europei; con un senso di vuoto, d&#8217;insoddisfazione, d&#8217;inquietudine, e anche con un senso di frustrazione e di delusione per le mancate risposte rispetto ai grandi problemi esistenziali. Il vuoto attira il pieno: una civilt\u00e0 non pu\u00f2 vivere nel deserto dei propri valori; presto o tardi i suoi membri sentono il bisogno di riempire quel vuoto con un &quot;pieno&quot;, con dei valori nuovi, visto che i vecchi si sono dimostrati impotenti o insufficienti. Ora, da molto tempo la societ\u00e0 europea coltiva scientemente il vuoto, cio\u00e8 il rifiuto e il disprezzo di se stessa , e corteggia ogni forma di nichilismo e di disordine intellettuale e morale; era logico aspettarsi che, a un certo punto, vi sarebbe stata una reazione e le persone sarebbero tornare a domandare un cibo pi\u00f9 nutriente per affrontare la traversata della vita. L&#8217;islam, religione giovane, per certi aspetti appare a non pochi occidentali (e non solamente a loro) come una ideologia politica e sociale, prima ancora che come un insieme di credenze soprannaturali, e, in tal senso, fornisce una risposta all&#8217;odio che essi provano nei confronti della propria cultura; in un certo senso, come l&#8217;equivalente di ci\u00f2 che significava, negli anni &#8217;70 del secolo scorso, aderire a qualche gruppuscolo dell&#8217;estrema sinistra (o dell&#8217;estrema destra) e militare attivamente per la distruzione dello stato di cose esistente. Solo cos\u00ec si spiega il fatto che alcuni giovani, e specialmente alcune ragazze, hanno ritenuto cosa giusta e buona, dopo essersi convertite all&#8217;islam, partire per la Siria o per qualche altro Paese islamico e ricevere un addestramento militare, in vista di una lotta armata contro i &quot;crociati&quot;, ossia contro i cristiani. E non si tratta solo di figli e figlie d&#8217;immigrati della seconda o terza generazione, ma anche di europei, figli di europei, che sono venuti a contatto con l&#8217;islam in maniera indiretta, tramite letture, conoscenze personali o frequentazione di siti informatici. Certo, si tratta &#8212; per ora &#8212; di piccoli numeri, o comunque di numeri relativamente modesti: ma \u00e8 doveroso prendere buona nota di certi fenomeni sin dall&#8217;inizio, se esistono, come in questo caso, le condizioni affinch\u00e9 ingrossino e divengano fenomeni sempre pi\u00f9 frequenti.<\/p>\n<p>Tuttavia, il problema del disamore di s\u00e9, da parte degli europei, deve essere analizzato meglio. La tradizione che gli europei (e gli occidentali) moderni odiano, \u00e8 proprio la tradizione cristiana, non quella umanistica, laica, razionalista, scientista, illuminista, positivista, sviluppatasi negli ultimi secoli. Infatti questa civilt\u00e0, incentrata sull&#8217;uomo, \u00e8 sorta, storicamente e ideologicamente, in contrapposizione alla civilt\u00e0 cristiana, centrata su Dio. E il culmine di questa parabola antropocentrica \u00e8 stato raggiunto allorch\u00e9, il 24 marzo 2017, parlando al Parlamento (massonico e anticristiano) di Strasburgo, il signor Bergoglio ha affermato testualmente che <em>la speranza dell&#8217;Europa consiste nel mettere l&#8217;uomo al centro<\/em>. L&#8217;uomo, non Dio: detto da un papa. E tuttavia la cultura laicista, materialista, massonica, ha largamente fallito: non ha mantenuto alcuna delle sue grandi promesse: non ha portato agli uomini n\u00e9 la pace, n\u00e9 il benessere, n\u00e9 la sicurezza, n\u00e9 la giustizia, e neppure la libert\u00e0, se non al prezzo di pesantissime, continue limitazioni e intromissioni da parte dei poteri esterni nella vita dei cittadini. I quali cittadini si vedono minacciati anche nelle cose pi\u00f9 strettamente necessarie alla vita, sotto il profilo materiale e sotto quello spirituale: il lavoro, il risparmio, la possibilit\u00e0 di essere infornati correttamente, un sistema scolastico che promuova e non mortifichi l&#8217;intelligenza, un sistema sanitario fatto nell&#8217;interesse delle persone e non delle multinazionali farmaceutiche (vedi il business dei vaccini obbligatori), una religione che dia certezze e speranze, non che demolisca continuamente le certezze e instilli dubbi intollerabili sul destino degli uomini: in ultima analisi, un poco di speranza nel futuro, un poco di fiducia sul fatto che valga la pena di vivere, sposarsi, cercare un lavoro, mettere al mondo dei bambini. Senza queste certezze minime, la societ\u00e0 diventa un caos, se non addirittura un inferno. Tuttavia \u00e8 proprio questa la situazione nella quale gli europei sono venuti a trovarsi in questi ultimi anni, e non certo per caso e in maniera inspiegabile e imprevedibile, ma proprio per effetto dei meccanismi economici, finanziari, politici e culturali che sono specifici della modernit\u00e0 e che oggi, semplificando, vanno sotto il nome di globalizzazione. Dunque, la situazione \u00e8 questa: l&#8217;Europa, da molto tempo, ha preso in odio le proprie radici cristiane; ha provato a costruire una civilt\u00e0 nuova e diversa, massonica e anticristiana: ma ha costruito il nulla ed \u00e8 piombata in un relativismo che \u00e8 solo l&#8217;anticamera del pi\u00f9 radicale nichilismo. Col nichilismo, per\u00f2, non si pu\u00f2 vivere; ed ecco risorgere la domanda: la domanda di senso, di orizzonti, di speranza. E a chi rivolgersi, nel cimitero di verit\u00e0 e di valori che gli europei, da se stessi, hanno creato, se non ad un&#8217;altra tradizione spirituale, visto che il materialismo ha fallito, l&#8217;edonismo ha un retrogusto amaro e il razionalismo non ha nulla da dire sulla domanda pi\u00f9 pressante di tutte, che sar\u00e0 di noi con la morte? Il giudaismo non \u00e8 interessato a fare proseliti, perch\u00e9 \u00e8 la fede di un popolo che si considera eletto da Dio: non \u00e8, non \u00e8 mai stato e mai potr\u00e0 essere una grande religione universale. Induismo e buddismo esercitano un certo fascino, ma fanno pare di una cultura troppo diversa da quella europea: e gli europei sono diventati troppo fiacchi e pigri per aver voglia di sottoporsi allo stress di prendere come guida una cultura di cui non sanno neanche l&#8217;essenziale. Sono anche sazi di filosofia, perch\u00e9 ormai identificano la filosofia con quel relativismo e quel pensiero debole dai quali appunto stanno fuggendo. Che cosa resta, dunque, se non l&#8217;islam? Il quale sta gi\u00e0 venendo loro incontro nelle persone degli immigrati, talmente numerosi da volere le loro moschee e i loro &quot;centri culturali&quot; accanto alle chiese ormai semivuote&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;hanno in comune tre personaggi cos\u00ec diversi fa loro come l&#8217;esoterista e filosofo francese Ren\u00e9 Gu\u00e9non (1886-1951), il cantautore folk britannico (ma di origini greo-cipriote<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30190,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[71],"tags":[110,259],"class_list":["post-28692","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-teologia-e-religione","tag-civilta","tag-tradizione"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-teologia-e-religione.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28692","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28692"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28692\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30190"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28692"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28692"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28692"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}