{"id":28687,"date":"2022-10-06T07:14:00","date_gmt":"2022-10-06T07:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/10\/06\/puo-il-medico-essere-una-figura-moralmente-neutra\/"},"modified":"2022-10-06T07:14:00","modified_gmt":"2022-10-06T07:14:00","slug":"puo-il-medico-essere-una-figura-moralmente-neutra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/10\/06\/puo-il-medico-essere-una-figura-moralmente-neutra\/","title":{"rendered":"Pu\u00f2 il medico essere una figura moralmente neutra?"},"content":{"rendered":"<p>Su questo delicato aspetto della professione medica cos\u00ec si esprimeva il professor Carlo Rizzo, che fu libero docente di Clinica delle malattie nervose e mentali presso l&#8217;Universit\u00e0 di Roma, uomo di salda fede cattolica oltre che di scienza, tanto \u00e8 vero che fu invitato a collaborare al <em>Dizionario di Teologia morale<\/em> diretto da Francesco Roberti, opera notevole e, vorremmo dire, quasi il canto del cigno della vera teologia cattolica alla vigilia dell&#8217;alluvione del Concilio Vaticano II, che avrebbe stravolto e reso irriconoscibili e dubbie anche le verit\u00e0 pi\u00f9 certe (cit., Roma, Editrice Studium, 1955, 1957, p. 1544):<\/p>\n<p><em>Al letto del malato, o comunque, nel corso delle sue prestazioni, il medico viene abitualmente richiesto di consigli che hanno stretta attinenza con la morale. Egli, avendo veramente a cuore la salute dei propri infermi, eviter\u00e0 ogni atteggiamento improntato a scetticismo o ad indifferenza e, conscio dell&#8217;importanza d&#8217;ogni sua parola &#8212; che, in simili circostanze, \u00e8 ascoltata, ricordata e seguita come un oracolo &#8212; sar\u00e0 largo di suggerimenti intonati all&#8217;etica cristiana e, quando gli si offrir\u00e0 il destro, non eviter\u00e0 di toccare argomenti religiosi, di fare affermazioni di fede e di esortare il malato al ravvedimento e ad opere di bene. Ogni medio sa, per esperienza personale, quanto spesso il rinvigorirsi della fede in Dio, il riconciliarsi con un avversario, l&#8217;abbandono di una abitudine viziosa, la preghiera, la stessa rassegnazione giovino, rasserenando la coscienza, a migliorare le condizioni fisiche di un infermo e ad avviarlo verso la guarigione. Ed il medico veramente saggio ed accorto non mancher\u00e0 di mettere in opera questi mezzi spirituali per trionfare della malattia, anche indipendentemente dalla salvazione delle anime, che resta, per altro, la meta pi\u00f9 bella di ogni cristiano.<\/em><\/p>\n<p><em>A quest&#8217;ultimo proposito non si reputa superfluo ammonire gli ostetrici, e quanti altri hanno occasione di assistere le gestanti, sull&#8217;opportunit\u00e0 che essi sappiamo somministrare il battesimo, essendo obbligati a siffatta somministrazione, quando il feto (anche nell&#8217;utero) od il neonato siano in imminente pericolo di vita.<\/em><\/p>\n<p>Sono passati sessantacinque anni, e oggi la questione si pone in termini completamente diversi. Ora non si tratta pi\u00f9 di battezzare con urgenza il neonato, o il feto non ancora uscito dall&#8217;utero, qualora si trovi in pericolo di vita; tanto meno da parte del personale medico e infermieristico che, se lo facesse, si esporrebbe automaticamente alla concreta, anzi quasi certa, possibilit\u00e0 di denunce, sanzioni amministrative o peggio, con l&#8217;accusa di aver voluto esercitare un&#8217;indebita pressione psicologica sulla partoriente, profittando del suo stato di fragilit\u00e0 emotiva dovuta alle circostanze, e quindi abusando dei poteri conferitigli dall&#8217;esercizio della professione. Fosse solamente questo! Oggi, e intendiamo dopo l&#8217;approvazione della legge 194 da parte del Parlamento italiano, cio\u00e8 dal maggio 1978 (sono ormai quarantaquattro anni: poco meno di due generazioni) si tratta di assumere per legge un atteggiamento di assoluta neutralit\u00e0 rispetto all&#8217;eventuale decisione della futura madre di abortire, senza che ve ne sia alcuna necessit\u00e0 oggettiva di tipo medico; o, peggio, di favorire una tale decisone, e persino di suggerirla, se le ecografie del nascituro hanno per caso evidenziato qualche difetto, pi\u00f9 o meno grave.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che tutto questo \u00e8 naturale; che la morale \u00e8 cambiata; che la nostra societ\u00e0 \u00e8 passata dall&#8217;essere cattolica a laica, anzi laicista, e che i vecchi valori non sono pi\u00f9 tali, per dir meglio non sono pi\u00f9 valori, ma disvalori; e che tanto vale prenderne atto e mettersi l&#8217;anima in pace. Rispondiamo che ci \u00e8 impossibile, anche se lo volessimo; e che se noi tacessimo, si metterebbero a gridare le pietre. La morale cambia, la morale pu\u00f2 cambiare? Sicuro, rispondono i campioni del relativismo: e ci\u00f2 che era giusto e buono ieri, oggi non lo \u00e8 pi\u00f9; e viceversa. Ma ne siamo davvero sicuri? Nel loro eccesso di laicismo, e ossessionati come sono dalla ferma determinazione di veder cancellata fin l&#8217;ultima traccia di morale cattolica dalla nostra societ\u00e0, essi confondono la morale religiosa con la morale naturale.<\/p>\n<p>Anche per la morale naturale uccidere \u00e8 male; anche per essa bisogna perseguire sempre il bene; e il bene non \u00e8 relativo, mai. Tutt&#8217;al pi\u00f9 pu\u00f2 presentarsi il caso di dover compiere una difficile scelta morale, ad esempio, in caso estremo, di dover decidere se il medico deve salvare la madre o il nascituro, posto che entrambi non possano sopravvivere al parto. Si tratta di una decisione che non \u00e8 religiosa: \u00e8 morale. Della morale naturale: che esiste; non solo, ma \u00e8 sempre uguale a se stessa, non muta, come quei signori vorrebbero credere e far credere, secondo il mutare dei tempi e dei luoghi. Il bene \u00e8 sempre e ovunque bene; il male \u00e8 sempre e ovunque male. Se ne facciano una ragione costoro: ci pu\u00f2 essere un bene maggiore o minore, e cos\u00ec un male pi\u00f9 grande o pi\u00f9 piccolo, ma il bene non sar\u00e0 mai confondibile con il male, n\u00e9 questo con il bene. Con buona pace delle varie forme di gnosi e della dialettica hegeliana, i due principi &#8212; come pure il vero e il falso, e il bello e il brutto &#8211; sono reciprocamente incompatibili e non sar\u00e0 mai possibile arrivare a fonderli, o piuttosto confonderli, in una pretesa sintesi superiore; tranne, beninteso, che nel regno delle chiacchiere e sulle cattedre dei professori di filosofia, ove \u00e8 possibile dire qualsiasi cosa e anche il suo contrario, con pari sicumera.<\/p>\n<p>Noi crediamo che possibile <em>dimostrare<\/em> che il bene e il male, anche per la morale naturale, sono relazioni reali e non soggettive, dunque non mutevoli, ma stabili e assolute. Per farlo, partiremo da un&#8217;analogia con un pensiero di San Tommaso d&#8217;Aquino relativo alla Santissima Trinit\u00e0 (chi ci ha seguito fin qui si rassicuri che non stiamo divagando, ma vogliamo introdurre un concetto nuovo). Egli dice, nella <em>Summa Theologiae<\/em> (I, 28, 1), che<\/p>\n<p><em>Il Padre non \u00e8 detto tale se non per la paternit\u00e0, e il Figlio per la filiazione. Se dunque la paternit\u00e0 e la filiazione non sono realmente in Dio, ne segue che egli non \u00e8 Padre e Figlio realmente, ma solo secondo il nostro modo di concepire: e questa \u00e8 l&#8217;eresia di Sabellio. Dimostrazione: Vi sono in Dio alcune relazioni reali. Per chiarire questo punto si deve notare che solo nella categoria della relazione si trovano alcune specie che non sono reali, ma soltanto di ragione. Il che non avviene nelle altre categorie: poich\u00e9 queste altre, come la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0, prese anche secondo il loro concetto essenziale, significano qualcosa di inerente al soggetto. Invece la relazione, presa secondo il suo concetto essenziale, comporta solo un ordine a qualche altra cosa. E tale ordine qualche volta \u00e8 nella natura stessa delle cose: come quando queste per natura sono tra loro ordinate e tendono l&#8217;una all&#8217;altra. E le relazioni di questo tipo sono necessariamente reali. Come nei gravi c&#8217;\u00e8 l&#8217;inclinazione e la tendenza verso il centro della terra, e perci\u00f2 vi \u00e8 in essi un ordine o relazione a questo centro. E lo stesso avviene in altre cose simili. Invece talvolta il rapporto espresso dai termini relativi si trova soltanto nella ragione che conosce e confronta un termine con l&#8217;altro; e allora si ha una relazione soltanto di ragione: come quando questa mette in rapporto l&#8217;uomo con l&#8217;animale come la specie al genere. Ora, quando un soggetto procede da un principio di uguale natura, tutti e due, ossia ci\u00f2 che procede e il suo principio, necessariamente convengono nello stesso ordine, e perci\u00f2 le relazioni che li uniscono sono di necessit\u00e0 relazioni reali. Essendo dunque le processioni divine in identit\u00e0 di natura, come si \u00e8 detto [q. 27, a. 3, ad 2], anche le relazioni che ne seguono sono necessariamente relazioni reali.<\/em><\/p>\n<p>Ora, stante che il bene e il male sono relazioni e non oggetti auto-sussistenti, si tratta di capire se sia vero che la proposizione <em>\u00e8 bene far nascere un essere umano<\/em>, ovvero la stessa cosa detta altrimenti, <em>\u00e8 male impedire la nascita di un essere umano, sopprimendolo nel senso della madre<\/em>, \u00e8 valida in senso assoluto e non relativo, come oggi invece la cultura dominante pretende, e perfino impone di credere.<\/p>\n<p>Abbiamo detto che bene e male sono relazioni; dobbiamo precisare che esistono due tipi di relazioni, quelle reali e quelle di ragione. Le prime ineriscono al proprio oggetto e sono parte della sua stessa sostanza (come il Padre e il Figlio nella Trinit\u00e0 divina); le seconde ineriscono alla mente che le giudica, come quando diciamo che una pietra \u00e8 a destra, intendendo che essa \u00e8 &quot;a destra&quot; non in senso assoluto, bens\u00ec in riferimento alla nostra posizione verso di essa; posizione che pu\u00f2 cambiare, nel quale caso la pietra diverrebbe, ad esempio, &quot; a sinistra&quot;, ma sempre rispetto a noi e non a se stessa.<\/p>\n<p>E adesso, si pu\u00f2 ragionevolmente affermare che per un nascituro sia cosa migliore venire soppresso nel senso della madre, invece di venire al mondo? Prima di rispondere, e prevediamo l&#8217;obiezione (<em>s\u00ec, se quel bambino \u00e8 malformato<\/em>; oppure: <em>s\u00ec, se \u00e8 destinato a nascere in un ambiente sfavorevole, con una madre che non pu\u00f2 o non sa o vuole occuparsi di lui<\/em>) si rammenti che non stiamo giocando a fare gl&#8217;indovini; che, onestamente, nessuno pu\u00f2 dire cosa sar\u00e0 il futuro, n\u00e9, tanto meno, sapere in anticipo che quella vita non merita di essere vissuta, ammesso che vi siano dei casi nei quali si pu\u00f2 fare un&#8217;affermazione del genere senza perci\u00f2 stesso mettersi al posto di Dio, il che \u00e8 una contraddizione in termini, perch\u00e9 presuppone una confusione di statuti ontologici (la creatura non pu\u00f2 sostituirsi al Creatore).<\/p>\n<p>Un&#8217;altra possibile obiezione \u00e8 quella che si pu\u00f2 formulare partendo dal presupposto di una filosofia radicalmente pessimista e nichilista (Leopardi, Schopenhauer), oppure ciecamente neomaltusiana, come oggi va assai di moda e che vede nell&#8217;uomo un problema da &quot;risolvere&quot;, e per la quale vivere, anzi esistere, di qualsiasi ente si tratti, \u00e8 un male in se stesso. Ma \u00e8 facile rispondere a questa obiezione che nessuno ha il diritto di decidere, su una cosa di tale importanza, mettendosi al posto di chi non pu\u00f2 decidere, ossia di decidere in un senso che elimina in radice qualsiasi possibilit\u00e0 di decisione. Un&#8217;ulteriore risposta \u00e8 che il pessimismo e il nichilismo sono una concezioni soggettiva e che pertanto non si pu\u00f2 assumere un punto di vista soggettivo per determinare oggettivamente una qualsiasi decisione. N\u00e9 giova ribattere che anche il punto di vista opposto \u00e8 soggettivo e perci\u00f2 passibile della stessa critica: che l&#8217;essere sia bene e il non essere sia male non sono affermazioni soggettive e perci\u00f2 non si possono definire ottimistiche. Che l&#8217;essere sia, \u00e8 il presupposto di ogni altra cosa; pertanto, a rigore, non sarebbe esatto dire neppure che l&#8217;essere \u00e8 bene, ma soltanto che \u00e8 la condizione che rende possibile ogni altro bene (fermo restando che il male non \u00e8 un oggetto ma una privazione di bene).<\/p>\n<p>A questo punto &#8211; e il caso dell&#8217;aborto \u00e8 solo un esempio, per quanto altamente drammatico &#8212; si pu\u00f2 misurare quale catastrofe sia stata la rinuncia, da parte del medico, a svolgere la funzione che aveva sempre svolto in passato, dalla pi\u00f9 lontana antichit\u00e0: essere <em>anche<\/em> un consigliere morale. Il paziente in ogni tipo di societ\u00e0 vede, o meglio vedeva in lui, tale funzione: la chiedeva, la sollecitava, ne traeva motivo di conforto. Ora egli vi ha rinunciato, senza rimpianti, concentrandosi sugli aspetti puramente tecnici della sua professione; di fatto, per\u00f2, assecondando i nuovi indirizzi, contrari alla ragione naturale, e perci\u00f2 anti-umani, della sanit\u00e0 pubblica, ha scelto di schierarsi in un senso ben preciso, che non \u00e8 neppure di neutralit\u00e0 o agnosticismo, ma \u00e8 funzionale alla crudele ideologia oggi imperante, tutta protesa ad attuare i fini della globalizzazione e decisa a tirare un colpo di spugna sui valori assoluti. Perci\u00f2 non \u00e8 stata l&#8217;introduzione dell&#8217;aborto a mutare il paradigma deontologico e morale dei medici; al contrario, \u00e8 stato il mutamento di paradigma dell&#8217;intera societ\u00e0 a trovare poca o nessuna resistenza nei medici di fronte a un nuovo indirizzo che contraddice frontalmente il sacro giuramento d&#8217;Ippocrate.<\/p>\n<p>Ci aspettiamo a questo punto un&#8217;ulteriore obiezione. Non \u00e8 forse per custodire un bene assoluto, il rispetto della vita, che la classe medica, istigata dall&#8217;alto, si \u00e8 arrogata un potere cos\u00ec maligno e incontrollato, come quello che da due anni e mezzo ha fatto scendere una cappa di piombo sulla societ\u00e0? Certo che no. Quando diciamo che la medicina deve difendere i valori assoluti, ad esempio il diritto del nascituro di venire al mondo, intendiamo sempre e comunque qualcosa di certo, evidente e oggettivo. La pretesa emergenza sanitaria scattata nel marzo del 2020, che qualcuno vorrebbe prolungare a tempo indefinito, non costituiva una minaccia per la vita delle persone e per il bene della societ\u00e0, tale da poter essere definita un fatto certo, evidente e oggettivo. Al contrario, tutti i dati <em>reali<\/em> smentivano tale interpretazione del fatto. Non solo: tutti i parametri scientifici finora ammessi come veritieri indicano che il rimedio proposto, e imposto, era ed \u00e8 tutt&#8217;altro che sicuro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su questo delicato aspetto della professione medica cos\u00ec si esprimeva il professor Carlo Rizzo, che fu libero docente di Clinica delle malattie nervose e mentali presso<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[131],"class_list":["post-28687","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-etica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28687","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28687"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28687\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28687"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28687"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28687"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}