{"id":28681,"date":"2015-07-28T03:59:00","date_gmt":"2015-07-28T03:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/se-esiste-un-mondo-spirituale-allora-il-nostro-non-e-assurdo-ma-soltanto-enigmatico\/"},"modified":"2015-07-28T03:59:00","modified_gmt":"2015-07-28T03:59:00","slug":"se-esiste-un-mondo-spirituale-allora-il-nostro-non-e-assurdo-ma-soltanto-enigmatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/se-esiste-un-mondo-spirituale-allora-il-nostro-non-e-assurdo-ma-soltanto-enigmatico\/","title":{"rendered":"Se esiste un mondo spirituale, allora il nostro non \u00e8 assurdo, ma soltanto enigmatico"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSe esiste un mondo spirituale, il nostro non \u00e8 assurdo, ma soltanto enigmatico\u00bb: ecco una di quelle frasi che restano scolpite nella mente e nell&#8217;anima, con forza straordinaria, perch\u00e9 scaturiscono dalle sorgenti pi\u00f9 profonde del Vero, del tutto in accordo con la ragione naturale, dono prezioso dato all&#8217;uomo per aiutarlo a trovare la propria strada nell&#8217;immensit\u00e0 dell&#8217;universo.<\/p>\n<p>\u00c8 una frase del padre Andr\u00e9 Blanchet, che scrisse un libro notevolissimo per acume psicologico e finezza d&#8217;interpretazione esegetica: \u00abLa litt\u00e9rature et le spirituel, la nuit de feu\u00bb (Paris, Aubier, 1961): un testo apparso in libreria, in Francia, ormai pi\u00f9 di mezzo secolo fa, con una prefazione di Henri de Lubac, e, purtroppo, mai tradotto in Italia; vi si riflette l&#8217;intensit\u00e0 di una cultura cattolica, come quella francese del Novecento, che, proprio perch\u00e9 passata attraverso il fuoco della tempesta materialista e antireligiosa, dall&#8217;Illuminismo in poi, e fino al Surrealismo, all&#8217;Esistenzialismo, al Nichilismo, si \u00e8 messa in discussione ed \u00e8 rinata pi\u00f9 forte e consapevole.<\/p>\n<p>Che il reale sia assurdo, o, quanto meno, incomprensibile; che il mondo sia un teatrino di pazzi e di allucinati; che la nostra stessa coscienza altro non sia che un&#8217;isoletta di false certezze e di sicurezze ingannevoli, lambita e minacciata d&#8217;ogni lato dalle torbide e incontrollabili forze dell&#8217;inconscio, tendenti a risospingerci verso il mondo primordiale e selvaggio delle pulsioni e degli istinti e che, pertanto, non valga nemmeno la pena di cercare, in tutto questo caos, un senso, una razionalit\u00e0, un ordine qualsivoglia: tale \u00e8 la posizione della cultura moderna che si autodefinisce progressista, illuminata, politicamente corretta, e fuori della quale non c&#8217;\u00e8 salvezza.<\/p>\n<p>Eppure, numerosi pensatori, scrittori e artisti moderni, dopo essersi confrontati con l&#8217;abisso dell&#8217;angoscia e della disperazione scaturito dall&#8217;aver voltato le spalle all&#8217;Essere, hanno trovato la forza di levare nuovamente lo sguardo verso l&#8217;alto, dalle bassure afose e soffocanti d&#8217;un mondo senza Dio, e hanno recato la loro testimonianza circa l&#8217;esistenza d&#8217;una realt\u00e0 spirituale che illumina la nostra, le conferisce un senso, le indica la direzione. Anche se Marx e Feuerbach hanno deriso questa idea e l&#8217;hanno definita il frutto supremo dell&#8217;alienazione; e anche se Freud ha completato la loro opera, sostenendo che Dio stesso \u00e8 solo una creazione nevrotica dell&#8217;uomo stesso, il quale, liberandosi dalla nevrosi, finir\u00e0 per liberarsi anche di Dio, una volta per tutte. Nietzsche, almeno, si poneva questo obiettivo come un rischio supremo, nel quale mettersi in gioco con tutto se stesso, ben consapevole che solo pochissimi avrebbero potuto aspirarvi (l&#8217;eterna tentazione della gnosi, mille volte sconfitta e mille volte risorgente dalle sue ceneri!); mentre il marxismo e il freudismo hanno fatto della morte di Dio, meglio, dell&#8217;assassinio di Dio, il punto di partenza &#8212; e non d&#8217;arrivo &#8212; della palingenesi universale, l&#8217;atto che permetter\u00e0 all&#8217;umanit\u00e0 intera, e non a singoli individui, di intraprendere vittoriosamente il proprio cammino di emancipazione.<\/p>\n<p>Di quei pensatori e di quegli scrittori della speranza, per\u00f2, la voce \u00e8 giunta assai fievolmente al grande pubblico; la critica, la stampa, i salotti intellettuali, preferiscono rintronare gli orecchi del pubblico con gli eterni lamenti, con le urla disperate, con il digrignar di denti e con lo sberleffo amaro dei campioni della crisi: perch\u00e9, oggi, l&#8217;uniforme d&#8217;obbligo per chi s&#8217;interessi di filosofia o di letteratura, \u00e8 quella funebre dei profeti dell&#8217;Apocalisse: quasi che fosse incompatibile con la seriet\u00e0 e con la profondit\u00e0 d&#8217;un pensatore o d&#8217;uno scrittore avere fatto i conti con la realt\u00e0 e aver concluso che un ordine, dopotutto, esiste; che una speranza non solo \u00e8 lecita, ma doverosa; e che noi siamo esseri liberi e non patetiche marionette in balia d&#8217;un burattinaio sadico o pazzo.<\/p>\n<p>Osserva, molto giustamente, Michel Louis nella sua breve ma efficace monografia \u00abIl giovane e la letteratura\u00bb (titolo originale: \u00abDu pain et des livres\u00bb, Paris, A. Fayard, 1963; traduzione dal francese di C. M. Di Scipio, Catania, Edizioni Paoline, 1966, pp. 63-8):<\/p>\n<p>\u00abQuesto delicato accordo [fra Umanesimo e Riforma cattolica, rappresentato da Erasmo] era troppo perfetto per non essere fragile: con la fine dell&#8217;et\u00e0 classica vediamo sopraggiungere quella &quot;crisi della coscienza europea&quot; cos\u00ec ben analizzata da Paul Hazard. E questa volta perch\u00e9, sotto l&#8217;influsso del giansenismo, non si tiene abbastanza conto della &quot;natura&quot;; si smette di considerarla come il sostrato sul quale si costruisce l&#8217;edificio soprannaturale. La natura disprezzata si vendica e reclama tutti i suoi diritti. &quot;Voi sapete vedere l&#8217;uomo solo come peccatore&quot; brontola Jean Jacques Rousseau, mentre Voltaire, con un sorriso, ci fa l&#8217;apologia del &quot;mondano&quot;.<\/p>\n<p>Un mondo senza profondit\u00e0 e senza verit\u00e0, una vita religiosa senza consistenza e incapace di cogliere l&#8217;uomo nel suo universo concreto: \u00e8 incominciata la grave crisi dei tempi moderni. La letteratura diventa nuovamente fine a se stessa. L&#8217;uomo da essa studiato e di cui esprime i sentimenti non ha rapporti con la fede; quand&#8217;anche la cerchi, lo fa nel campo del sentimento, dove la raggiunge solo in maniera fragile e precaria. Ci troviamo di fronte a un umanesimo scoronato, che solo lentamente e imperfettamente si accorge di quel che ha perduto. Non tenteremo ora l&#8217;analisi di quel&#8217;epoca turbata, accontentandoci di indicare il punto ultimo verso il quale va alla deriva: un mondo assurdo in cui l&#8217;uomo \u00e8 &quot;passione inutile&quot; (J. P. Sartre) e in cui la visione della realt\u00e0 strappa a Malraux quel grido disperato: &quot;Che farne di un&#8217;anima, se non c&#8217;\u00e8 n\u00e9 Cristo n\u00e9 Dio?&quot;.&quot;La realt\u00e0 assoluta \u00e8 stata per voi Dio, poi l&#8217;uomo; ma l&#8217;uomo \u00e8 morto e voi cercate angosciosamente qualcuno a cui poter consegnare il suo strano retaggio. I vostri piccoli tentativi strutturali, mediante nichilismi moderati, non mi sembrano destinati a una lunga esistenza&quot;.<\/p>\n<p>Parola ultima e costatazione malinconica di un umanesimo destinato al fallimento: ripiegato su se stesso, quale uscita pu\u00f2 trovare al suo imperioso desiderio dell&#8217;assoluto?<\/p>\n<p>Dal canto suo la fede, perduto ogni sostrato, non ha pi\u00f9 la stessa generosit\u00e0 e la stessa apertura. Ripiega su posizioni difensive, timide o feroci. [&#8230;]<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, la paura \u00e8 sempre quella: l&#8217;uomo oscilla tra la bestemmia e la disperazione, lo testimonia Rimbaud, che cerca la comunicazione col mistero poetico &quot;mediante un lungo disordine di tutti i sensi&quot;; Isidoro Ducasse, conte di Lautr\u00e9amont, nei &quot;Canti di Maldoror&quot; pronuncia una lunga testimonianza contro quell&#8217;Assoluto che lo domina e al quale sfugge. La bussola umana \u00e8 impazzita&#8230; Dopo la fede in Dio, chiave di volta della ragione, si attacca la stessa ragione umana e questo \u00e8 senza dubbio il senso profondo del movimento surrealista, movimento che non approda a nulla.<\/p>\n<p>Dovremo dire che i tentativi moderni di umanesimo non ci abbiano portato nulla? Sarebbe un errore crederlo. Se la letteratura \u00e8 conoscenza dell&#8217;uomo, questa conoscenza diventa pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 sottile. Il nuovo umanesimo tende a conoscere tutto l&#8217;uomo, fino al suo inconscio misterioso. Il suo orizzonte si slarga a contatto con una scienza che ci mostra un universo sempre pi\u00f9 vasto, sempre pi\u00f9 complesso; esplora, andando molto lontano, dei temibili stati d&#8217;animo: la noia, l&#8217;abbattimento, l&#8217;angoscia, la solitudine, la disperazione; vede spuntare, come dice Heidegger, l&#8217;inquietante figura del nichilismo. E se la &quot;ragione&quot;, l&#8217;analisi fredda e lucida, sembra talvolta dare le dimissioni, lo spirito interroga con altri mezzi, specialmente con la poesia, che ci introduce nel mondo dei simboli, per suggerire l&#8217;inesprimibile.<\/p>\n<p>Si verifica allora quel che si sarebbe potuto prevedere: l&#8217;uomo che soffoca in queste tenebre guarda verso le luminose altezze che aveva disertate. &quot;Ogni uomo, nella sua notte, sale verso la sua luce&quot; (V. Hugo). Questa notte diventa &quot;notte di fuoco&quot;, attraversata da strani bagliori. &quot;Et nox illuminatio mea&quot;. La letteratura fa delle scoperte inattese. Come in un possente ribollimento del mare, certe onde si slanciano verso il cielo, succedendo agli abissi. Tutti i valori spirituali rinascono, ma pi\u00f9 forti e pi\u00f9 presenti. Gi\u00e0 Balzac e Baudelaire ci avevano fatto presentire questi movimento. Ed ecco Claudel abbracciare &quot;l&#8217;immensa ottava della creazione&quot;; ecco P\u00e9guy alleare lo spirituale al carnale. &quot;Sacro e segreto, popolato d&#8217;angeli sfavillanti e neri disposti su piani ascendenti all&#8217;infinito, un mondo nuovo apre le sue terribili porte&quot; (Blanchet).<\/p>\n<p>Come nominare tutti coloro che ci hanno reintrodotti in questo mondo? Sono legione coloro che hanno instaurato un umanesimo pi\u00f9 vero e pi\u00f9 profondo. Forse \u00e8 meglio citare, a mo&#8217; di conclusione, questa bella frase di Padre Blanchet: &quot;Se esiste un mondo spirituale, il nostro non \u00e8 assurdo, ma soltanto enigmatico&quot;. O, meglio ancora, queste due affermazioni di La Tour de la Pin: &quot;Inconoscibile a te stesso, se non in Dio&quot;.<\/p>\n<p>La Rivelazione ci ha dato un lume sulla composizione e l&#8217;economia del mistero umano, che non \u00e8 cosa vaga e astratta, ma il sistema d&#8217;amore pi\u00f9 preciso che esista&quot; (&quot;La Contemplation errante&quot;, pp. 117 e 37).\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, proveniente dall&#8217;Essere, a un certo punto se ne \u00e8 distaccato, ha rinnegato le sue origini, ha risolutamente affermato non esservi altra realt\u00e0 all&#8217;infuori di se stesso, della sua ragione, dei suoi valori: cos\u00ec facendo, egli ha reciso le sue stesse radici e si \u00e8 votato alla sterilit\u00e0 &#8212; una sterilit\u00e0 contrassegnata dall&#8217;angoscia, dal &quot;taedium vitae&quot;, dalla disperazione.<\/p>\n<p>Avere fede nell&#8217;esistenza di un mondo spirituale significa ammettere che vi \u00e8 una dimensione invisibile del reale; che il reale, pertanto, \u00e8 fatto di cose visibili e di cose invisibili; e che la scienza, per sua natura, e tutta la cultura moderna, che prende la scienza come unico strumento di lettura del reale, ignora l&#8217;invisibile, solo perch\u00e9 non pu\u00f2 vederlo. Non \u00e8 che non voglia: non pu\u00f2; e non pu\u00f2, perch\u00e9 la dimensione spirituale non rientra nelle cose che la scienza possa riconoscere, studiare, comprendere.<\/p>\n<p>\u00c8 stata fatta una grande confusione, e non sempre in buona fede: uomini colti, uomini intelligenti, autodefinitisi &quot;intellettuali&quot;, hanno sentenziato che lo spirituale non esiste, perch\u00e9 non \u00e8 visibile, e ci\u00f2 che non \u00e8 visibile, non esiste. Ragionamento estremamente rozzo, che essi si sono ben guardati dal tentar di spiegare: piuttosto, hanno denigrato sistematicamente, calpestato e deriso la concezione opposta alla loro: che vi sia una realt\u00e0 spirituale, e che ne derivi l&#8217;esistenza di un mondo invisibile. Hanno messo a tacere, preventivamente, qualunque obiezione: e, dopo aver fatto in modo che opinioni diverse dalla loro non siano neppure ritenute degne d&#8217;essere prese in considerazione, si sono affrettati a chiudere a chiave la porta della Verit\u00e0, decretando che oltre di essa non c&#8217;\u00e8 niente, perch\u00e9 non esiste la Verit\u00e0, ma esistono solo delle verit\u00e0 umane, volta per volte modificabili, volta per volta storicamente determinate. Hanno instaurato, cos\u00ec, il regno del relativismo, e hanno stabilito, per decreto, che nessun pensatore ragionevole, anzi, che nessuna persona seria, pu\u00f2 prescindere da esso: o si ragiona stando al suo interno, riconoscendone la sovranit\u00e0 universale , oppure non si ha diritto di cittadinanza.<\/p>\n<p>Di conseguenza, \u00e8 necessario che l&#8217;uomo dei nostri giorni riparta letteralmente da zero; che metta fra parentesi le pretese conquiste intellettuali della cultura moderna, o molte di esse, e sgombri la mente ed il cuore dai pregiudizi, dagli sproloqui e dalle mezze verit\u00e0 con le quali essa lo ha circuito, ingannato, manipolato; che ritorni a respirare un poco d&#8217;aria pura, saltando a pie&#8217; pari innumerevoli inganni e sofismi, e ritornando alle pure fonti dell&#8217;Essere, onde abbeverarsi alle acque perenni del Vero, del Bene, del Giusto, le quali soltanto possono placare la sua sete divorante di assoluto, la quale \u00e8 il segno inequivocabile della sua natura spirituale.<\/p>\n<p>Per fare una cosa del genere, occorre molta umilt\u00e0 intellettuale; e, naturalmente, una certa dose di coraggio morale, perch\u00e9 si tratta di andare decisamente controcorrente: si tratta di esporsi alle critiche, alle incomprensioni, alla derisione della cultura dominante &#8212; e, forse, perfino dei propri amici. Se c&#8217;\u00e8 una cosa che la cultura oggi dominante, scientista, razionalista e materialista, non pu\u00f2 perdonare, \u00e8 l&#8217;apostasia di coloro che credeva essere dei suoi. Non ha importanza che lo credesse, ma che cos\u00ec non fosse: perch\u00e9 la cultura oggi dominante \u00e8 talmente arrogante, che non arriva nemmeno a concepire che qualcuno possa dissentire dai suoi stessi presupposti intellettuali.<\/p>\n<p>Ma non importa. La solitudine e l&#8217;incomprensione altrui sono un prezzo modesto da pagare, a paragone dei tesori inestimabili che un simile cammino potrebbe dischiudere a colui che cerca la Verit\u00e0 con animo puro, senza secondi fini. Ne va della cosa pi\u00f9 preziosa: il senso della nostra vita&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSe esiste un mondo spirituale, il nostro non \u00e8 assurdo, ma soltanto enigmatico\u00bb: ecco una di quelle frasi che restano scolpite nella mente e nell&#8217;anima, con<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,141,148,185],"class_list":["post-28681","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-filosofia","tag-friedrich-nietzsche","tag-karl-marx"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28681","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28681"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28681\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28681"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28681"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28681"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}