{"id":28678,"date":"2018-05-06T02:50:00","date_gmt":"2018-05-06T02:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/06\/se-comandano-i-teologi-la-prassi-domina-la-dottrina\/"},"modified":"2018-05-06T02:50:00","modified_gmt":"2018-05-06T02:50:00","slug":"se-comandano-i-teologi-la-prassi-domina-la-dottrina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/06\/se-comandano-i-teologi-la-prassi-domina-la-dottrina\/","title":{"rendered":"Se comandano i teologi la prassi domina la dottrina"},"content":{"rendered":"<p>La gravissima crisi in cui versa la Chiesa cattolica ai nostri giorni non \u00e8 la conseguenza dell&#8217;elezione al soglio pontificio di Jorge Mario Bergoglio; questa ne \u00e8, semmai, la conseguenza. La crisi parte da molto lontano; e, osservando attentamente fra le pieghe della storia della Chiesa,se ne potrebbero scorgere alcune avvisaglie risalendo indietro addirittura di secoli: perch\u00e9 \u00e8 da alcuni secoli che forze non cattoliche operano nell&#8217;ombra per insinuarsi nella Chiesa cattolica e per condizionarne, dall&#8217;interno, la vita, la pastorale, la dottrina. Nondimeno, se vogliamo fissare una data simbolica pi\u00f9 vicina, e di pi\u00f9 evidente risonanza, senz&#8217;altro dobbiamo indicare il Concilio Vaticano II, o meglio, l&#8217;elezione di Giovanni XXIII, ossia del papa che, pur anziano e malato, volle fortissimamente convocare il Concilio,\u00a0<em>quel<\/em> Concilio, con\u00a0<em>quelle<\/em>\u00a0caratteristiche, con <em>quella<\/em> prospettiva, con\u00a0<em>quegli<\/em>\u00a0obiettivi, pur conoscendo benissimo &#8211; Pio XII li aveva giustamente paventati &#8211; i rischi enormi che ci\u00f2 avrebbe comportato. Bergoglio, quindi, non \u00e8 che l&#8217;ultimo, in ordine di tempo, e il pi\u00f9 esplicito, quanto alla sua azione e anche alle sue intenzioni, di una serie di papi, sei per l&#8217;esattezza, a partire dai quali si \u00e8 mostrata una manovra, sempre pi\u00f9 evidente, per stravolgere la dottrina della Chiesa e per portare un miliardo e mezzo di fedeli cattolici verso una religiosit\u00e0 che non \u00e8 pi\u00f9 cattolica, ma eretica, e che tale sarebbe stata sicuramente considerata, e condannata, da uno qualsiasi dei duecentosessanta papi che hanno preceduto il conclave del 1958. Facciamo questa affermazione, di per s\u00e9 gravissima, con perfetta cognizione di causa, anzi ribadiamo il concetto: nessuno dei papi che si sono succeduti nell&#8217;arco di millenovecento anni, da san Pietro, il capo degli Apostoli, a Pio XII, avrebbe trovato normale la prassi che si \u00e8 instaurata nella Chiesa del Concilio e del dopo Concilio; in tutti gli ultimi sei pontificati vi sono elementi, dottrinari, pastorali o liturgici, gravemente difformi dalla vera dottrina cattolica; elementi che avrebbero provocato una reazione di censura, e, nei casi pi\u00f9 gravi, di scomunica, da parte della legittima autorit\u00e0 ecclesiastica, cardinali, vescovi e sommi pontefici in testa. Oggi la situazione \u00e8 arrivata a livelli intollerabili, perch\u00e9 sia dal vertice della Chiesa, sia dalla base, dai parroci, dai membri degli ordini religiosi, arrivano le cose pi\u00f9 impensate, i comportamenti pi\u00f9 sconvenienti, le affermazioni pi\u00f9 discutibili, e, addirittura, gli insegnamenti pi\u00f9 difformi dalla vera fede cattolica; ma il male, ripetiamo, parte da lontano, e si \u00e8 fatto avanti, in maniera alquanto esplicita, fin dal 1962. Chi oggi ha almeno una sessantina d&#8217;anni, ha potuto vivere e osservare il sottile, inesorabile, metodico cambiamento, e pu\u00f2 valutare la distanza abissale che separa la Chiesa del 1962 da quella odierna; ma chi \u00e8 pi\u00f9 giovane, e non ha mai visto cos&#8217;era la Chiesa di prima del Concilio, \u00e8 portato a credere che la Chiesa sia sempre stata questa, che la pastorale sia sempre stata questa, che la dottrina sia sempre stata questa, che la liturgia sia sempre stata questa, e non immagina che tutto ci\u00f2 \u00e8 la caricatura e la contraffazione eretica, qualche volta blasfema, della vera Chiesa cattolica. I giovani sono portati a pensare che l&#8217;improvvisazione, il protagonismo, il narcisismo scomposto di tanti, troppi sacerdoti, i quali si permettono di cambiare lo svolgimento della santa Messa, di introdurvi usi discutibili, di trasformare le omelie in gazzarre o in spettacoli da circo, siano cose normali. Succede, ad esempio, in una parrocchia della provincia di Vicenza, dove il parroco abusa della sua veste sacerdotale per fare il buffone durante la santa Messa\u00a0 e strappare a ogni costo la risata (se a qualcuno squilla il telefonino, lui dice: <em>Risponda pure e speriamo che non sia la sua amante, altrimenti fa una brutta figura!<\/em>), invece di accompagnare i fedeli nella preghiera e nella seriet\u00e0 dei sacri Misteri, dove si rinnova per gli uomini il sacrificio eucaristico di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, non c&#8217;\u00e8 da stupirsi troppo, perch\u00e9 la situazione presente non \u00e8 che la logica e necessaria evoluzione di ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto nel 1962-65.\u00a0 La &quot;grande&quot; intuizione, ancor oggi sbandierata come qualcosa di geniale, di papa Giovanni XXIII, in particolare con la convocazione del Concilio e con l&#8217;indirizzo che ad esso venne impresso (sorprendendo, \u00e8 bene ricordarlo, la buona fede della stragrande maggioranza dei padri conciliari, i quali tutt&#8217;altro si aspettavano da quel che poi effettivamente accade, e che si trovarono a recitare una commedia il cui copione era gi\u00e0 stato scruto da una minoranza estremamente determinata di vescovi e soprattutto di teologi progressisti) fu che\u00a0<em>all&#8217;uomo moderno bisogna predicare la fede in maniera diversa da come era stata predicata sino ad allora;\u00a0<\/em>che i tempi nuovi esigevamo una pastorale nuova; e che la nuova pastorale, cio\u00e8 il nuovo modo d&#8217;insegnare il Vangelo, era cos\u00ec importante, da richiedere un apposito Concilio. Nessuno, infatti, ebbe l&#8217;ardire di dichiarare che si voleva un concilio per cambiare la dottrina: sarebbe stato impossibile, perch\u00e9 la dottrina cattolica \u00e8 perenne e immutabile. Quel che si pu\u00f2 mutare, dicevano i progressisti, era il modo di porgerla agli uomini: e fu su quella pretesa che si convoc\u00f2 il Concilio, riuscendo a trasformarlo, per\u00f2, sin dall&#8217;inizio, in un grimaldello per scardinare la dottrina della Chiesa, ma in modo cos\u00ec graduale, cos\u00ec abile, cos\u00ec prudente (almeno, fino a un certo punto) che ben pochi se ne resero conto fra gli stessi padri conciliari, e molti fedeli e semplici sacerdoti non se ne sono accorti praticamente mai, neppure in seguito. In effetti, come immaginare una congiura &#8211; perch\u00e9 di questo si \u00e8 trattato &#8211; di cos\u00ec vaste, di cos\u00ec inaudite proporzioni? Si tratta di un pensiero che\u00a0<em>fa tremar le vene e i polsi<\/em>, perch\u00e9 implica che a concepire e attuare una simile congiura devono essere state delle forze potentissime, dalle possibilit\u00e0 quasi inimmaginabili. Non solo: vi era, e vi \u00e8, anche una difficolt\u00e0 di tipo teologico, oltre a quella di tipo psicologico: come pensare che lo Spirito Santo non fosse presente nel Concilio? E, se era presente, come pensare che avrebbe tollerato il consumarsi di un tradimento cos\u00ec odioso nei confronti della fede di milioni e milioni di anime innocenti? Eppure, a ben considerare, Ges\u00f9 non ha mai garantito che nella Chiesa non si sarebbero verificate apostasie e autentici tradimenti: non \u00e8 stato tradito Lui stesso, e proprio da uno dei dodici apostoli? Certo, nei venti concili precedenti non era mai accaduto che forze anticattoliche riuscissero a impadronirsi della direzione dei lavori; ma una tale possibilit\u00e0, teologicamente parlando, esiste, perch\u00e9 lo Spirito Santo non \u00e8 un paracadute assicurato e garantito, non \u00e8 un\u00a0<em>deus ex machina<\/em>\u00a0che salva e raddrizza qualsiasi situazione, a dispetto della volont\u00e0 degli uomini. Se esiste una volont\u00e0 maligna, neppure lo Spirito Santo la pu\u00f2 imbrigliare: diversamente, dovremmo negare il libero arbitrio, la cosa pi\u00f9 bella della dottrina cattolica (e che la differenzia dal cupo, angoscioso protestantesimo, oggi tanto sbandierato da certi cattolici mal consigliati). Ges\u00f9 Cristo ci ha assicurato, questo s\u00ec, che sar\u00e0 sempre presente accanto ai suoi, sino alla fine del mondo; e che le porte degli inferi non prevarranno contro la sua Chiesa. Tuttavia, non ha mai promesso che non ci saranno persecuzioni, anzi, le ha preannunciate; e non ha specificato se sarebbero venute sempre dall&#8217;esterno, e non anche dall&#8217;interno, come ora sta accadendo, della Chiesa stessa. In altre parole, lo Spirito Santo c&#8217;\u00e8, e indubbiamente c&#8217;era anche nelle assise del Concilio; ma ci\u00f2 non significa che non potesse esservi anche qualcun altro, per esempio l&#8217;antico avversario, ben deciso a sfruttare la sfrenata ambizione, la superbia temeraria e l&#8217;orgoglio intellettuale di alcuni teologi e dei loro amici vescovi progressisti, i quali si erano auto-nominati &quot;innovatori&quot; della Chiesa. Dimenticando, per\u00f2, che la Chiesa deve anzitutto custodire il Deposito della fede, e che tutto il resto deve essere subordinato a tale finalit\u00e0 principalissima.\u00a0<\/p>\n<p>Lo stesso dicasi per il ruolo e le funzioni del sommo pontefice. I papi vengono eletti per custodire, insegnare e diffondere la dottrina; ma la dottrina cattolica non \u00e8 loro, non appartiene a loro, \u00e8 l&#8217;espressione del Deposito della fede; e il Deposito della fede \u00e8 perenne e immutabile. Voler cambiare qualcosa per adattarlo allo &quot;spirito dei tempi&quot; \u00e8 una mistificazione e una eresia. Una mistificazione, perch\u00e9 non esiste uno &quot;spirito dei tempi&quot;, \u00e8 solo un&#8217;astrazione, cos\u00ec come non esiste un &quot;uomo moderno&quot;, ma esistono diversi tipi umani &quot;moderni&quot;, il polacco, l&#8217;ungherese, l&#8217;africano, l&#8217;asiatico, il latino-americano, mentre i progressisti &#8211;\u00a0 l&#8217;osservazione \u00e8 di monsignor Antonio Livi, noi ci limitiamo a riprenderla e svilupparla &#8211; vorrebbero generalizzare e assolutizzare, per le loro ragioni inconfessabili, il tipo del &quot;parigino&quot;, o magari, aggiungiamo, del newyorkese, perch\u00e9 no, dell&#8217;ebreo newyorkese (quello descritto nei romanzi di Philip Roth e di Tama Janowitz e nei film di Woody Allen, e reso popolare dalle case editrici e dal cinema, facendone un &quot;tipo&quot; universale. Ma ci\u00f2 \u00e8 falso. Se il tipo delle metropoli occidentali ha smarrito la fede, non cos\u00ec avviene per gli altri tipi, anzi, anche all&#8217;interno del tipo pi\u00f9 &quot;moderno&quot; si osserva che la stragrande maggioranza delle persone crede in Dio, e pu\u00f2 crederci nella maniera in cui Dio \u00e8 sempre stato predicato dalla Chiesa cattolica; a non credere in Dio \u00e8 una minoranza di aridi intellettuali, di nichilisti di professione, i quali, controllando la stampa, la televisione e il cinema, riescono a far credere agli altri che Dio \u00e8 morto e che, se si vuole resuscitarlo, bisogna che la Chiesa assuma i toni, i modi e magari anche i contenuti del mondo moderno, nelle sue forme pi\u00f9 spinte e discutibili. Come altro giudicare le recentissime, inaudite affermazioni del cardinale De Kesel, di Bruxelles, sul fatto che la Chiesa deve riconoscere il &quot;diritto&quot; alla pratica dell&#8217;omosessualit\u00e0? Inoltre, il concetto che all&#8217;uomo moderno si deve predicare il Vangelo in una maniera nuova e moderna, \u00e8 una eresia, perch\u00e9 il Vangelo \u00e8 sempre quello, e se, per annunciarlo all&#8217;uomo moderno, bisogna cambiarlo, allora si compie un tradimento ai danni della fede, e si falsificano milleduecento anni di magistero ecclesiastico. Magistero che il papa ha il compito e il dovere di tramandare fedelmente (<em>tradidi et quod accepi<\/em>).<\/p>\n<p>E qui veniamo al punto. La funzione del papa \u00e8, prima di tutto, magisteriale: egli deve insegnare, e prima ancora custodire, la dottrina: la vera dottrina cattolica, che non \u00e8 una opinione dei teologi, ma \u00e8 l&#8217;interpretazione delle Scritture e della Tradizione da parte della Chiesa stessa. Ma la Chiesa non pu\u00f2 contraddire se stessa, il Magistero non pu\u00f2 smentire se stesso. Se questo accade, l\u00ec siamo in presenza di una patente eresia. Il papa esercita il suo Magistero in maniera legittima e autorevole finch\u00e9 rimane nel solco del Magistero di sempre, quello elaborato da tutti gli altri papi, uniti al Collegio dei vescovi. Se un papa pretendesse di discostarsi dal Magistero perenne, sarebbe\u00a0<em>ipso facto<\/em>\u00a0eretico. Il papa, nessun papa, ha una simile facolt\u00e0: se l&#8217;avesse, non sarebbe il papa, cio\u00e8 il &quot;padre&quot; della Chiesa, ma un tiranno. E che altro \u00e8 un papa il quale, dopo aver formulato un documento magisteriale (e sia pure del Magistero ordinario) in fortissimo sospetto di eresia, come\u00a0<em>Amoris\u00a0 laetitia<\/em>, si rifiuta, poi, di rispondere ai legittimi, anzi, ai doverosi\u00a0<em>dubia<\/em>\u00a0di quattro suoi eminenti cardinali? Si comporta forse da padre, oppure da tiranno ? Ges\u00f9 Cristo si comportava in tal modo. interrogato su questioni di fede, non rispondeva, e fingeva addirittura di non vedere quelli che gli facevano le domande? Eppure, una<em>\u00a0ratio<\/em>\u00a0c&#8217;\u00e8, in questo modo di agire: il primato della prassi sulla dottrina, della pastorale sul Magistero. Tale primato \u00e8 stato suggerito per primo da Giovanni XXIII, e silenziosamente sviluppato e costruito nei decenni successivi; ma era gi\u00e0 implicito nelle linee guida del Concilio, un concilio puramente pastorale (come fu esplicitamente riconosciuto dai suoi stessi\u00a0<em>laudatores<\/em>). Ora, molti contrappongono Benedetto XVI e il suo pontificato, a quello di Francesco; ma la verit\u00e0 \u00e8 che Benedetto era un teologo che continu\u00f2 a fare il teologo anche da papa, e che scrisse delle encicliche di tipo teologico, pi\u00f9 che dottrinale. Non \u00e8 questa la vera funzione del papa; non \u00e8 per questo che esiste il pontificato. Il papa deve insegnare la dottrina, e questo \u00e8 Magistero; non deve studiare la dottrina, perch\u00e9 questa \u00e8 teologia. Ma la teologia \u00e8 fallibile, la dottrina no; per restare nella vera fede cattolica bisogna seguire il Magistero (quello perenne e non un non meglio precisato magistero post-conciliare, che non esiste): chi si affida ai teologi, rischia di trovarsi nell&#8217;eresia, perch\u00e9 la teologia non \u00e8 infallibile, e di fatto, storicamente, quasi sempre le eresie sono nate da interpretazioni teologiche erronee della vera dottrina cattolica. Benedetto XVI si era affidato alla teologia, ma non alla teologia classica della Chiesa, fondata sulla metafisica, bens\u00ec sulla teologia sorta col Concilio, fondata sulle &quot;situazioni&quot;, sui &quot;tempi&quot;, sui &quot;modi&quot; della evangelizzazione: in poche parole, a una teologia storicista e fenomenologica. Insomma, le basi teologiche di Benedetto erano vacillanti e tutt&#8217;altro che sicure dal punto di vista della vera dottrina cattolica, anche se lui, personalmente, era senza dubbio un uomo pio, forse un santo. Nemmeno i santi hanno, per\u00f2, la prerogativa della inerranza; e i papi ce l&#8217;hanno solo su questioni inerenti al dogma, solennemente formulate e proclamate. Un santo pu\u00f2 sbagliarsi in fatto di convinzioni religiose, e, qualche volta, questo \u00e8 accaduto, ed \u00e8 storicamente dimostrabile. Le idee di san Carlo Borromeo sulle streghe e sul modo di combattere la stregoneria erano sbagliate, anche se egli fu un grande santo. E come san Carlo si \u00e8 sbagliato in fatto di stregoneria e di demonologia, altri santi si sono sbagliati in ambiti specificamente teologici; anche se una delle prerogative della santit\u00e0 \u00e8 l&#8217;umilt\u00e0, e il santo, per il fatto di essere umile, solitamente si rimette all&#8217;insegnamento della Chiesa su tutte le questioni dottrinali, e non si pone al seguito dei teologi, per quanto prestigiosi. Il pi\u00f9 grande teologo che sia apparso nella storia del cristianesimo, san Tommaso d&#8217;Aquino, era talmente umile che, nelle questioni intellettualmente dubbie, posava la penna, andava in chiesa e abbracciava l&#8217;altare col Santissimo, supplicando Dio di mostrargli la verit\u00e0. Ma i teologi\u00a0 moderni sono smisuratamente cresciuti in superbia, tanto quanto sono diminuiti nello studio della vera dottrina; e la superbia li ha mal consigliati. Qualcuno s&#8217;immagina un Karl Rahner che entra in chiesa e abbraccia l&#8217;altare per essere illuminato a Dio? Sarebbe un po&#8217; difficile immaginarsi una scena del genere, visto che Karl Rahner, durante il Concilio, quel Concilio che ha cos\u00ec fortemente influenzato con le sue convinzioni teologiche (fallibili, e, di fatto, disastrose) si teneva costantemente in contatto con la sua amante, una femminista ultra-progressista e ovviamente non cattolica, anzi, anticattolica. E come potrebbe Dio ispirare e illuminare il peccatore impenitente; come potrebbe lo Spirito Santo guidare i passi di chi calpesta i suoi Comandamenti, posto e non concesso che questi abbia la faccia tosta, pi\u00f9 che l&#8217;umilt\u00e0, di rivolgersi a Lui?\u00a0<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che, sulla teologia, si \u00e8 creato un grosso malinteso, e non in maniera innocente. La solo teologia che la storia della Chiesa conosce, \u00e8 la teologia cattolica, che prende le mosse dalla vera dottrina, cos\u00ec come \u00e8 esposta dal Magistero perenne e infallibile. Esiste poi, ai nostri giorni, una teologia non cattolica, che si spaccia tuttavia per tale, anche se, il pi\u00f9 delle volte, ha la pretesa di presentarsi come &quot;teologia&quot; e basta, senz&#8217;altra specificazione. La cosa nasce, come sempre, dal desiderio di stabilire un &quot;dialogo&quot; coi non cattolici, e specialmente coi protestanti; ma la verit\u00e0 \u00e8 che la teologia esiste e ha un senso nella misura in cui aiuta la fede, mentre tradisce la sua vocazione se mette in crisi la fede, se semina dubbi e disorientamento nelle anime dei fedeli. E questo \u00e8 ci\u00f2 che sta accadendo, in maniera sempre pi\u00f9 esplicita e massiccia, a partire dal Concilio Vaticano II. Ormai i teologi fanno a gara a chi le spara pi\u00f9 grosse: da Teilhard, a Rahner, a Schillebeeckx, a Congar, a De Lubac, a Kasper, fino agli attuali Bianchi, Grillo, Mancuso, e passando per Hans Kung, che cattolico non \u00e8 pi\u00f9, ma che ha avuto solo il &quot;torto&quot; di partire all&#8217;attacco con qualche anno di anticipo. Sotto il pontificato di Bergoglio, lo avrebbero portato in trionfo. E il male \u00e8 che sulle teorie di questi teologi eretici, o inclini all&#8217;eresia, si \u00e8 fondata la pastorale e la stessa azione &quot;magisteriale&quot; (fra virgolette, a questo punto) degli ultimi sei pontefici. Giovanni XXIII era stato amico del modernista Ernesto Buonaiuti, come Benedetto XVI \u00e8 stato amico di Hans Kung; e non parliamo solo di relazioni affettive, ma di relazioni e consonanze intellettuali. Ora\u00a0 vediamo che Francesco \u00e8 &quot;amico&quot; di Kasper, il discepolo prediletto di Rahner. Cos\u00ec, il cerchio si chiude: dal modernismo del primo &#8216;900, condannato da san Pio X con l&#8217;enciclica\u00a0<em>Pascendi<\/em>, si arriva, logicamente e necessariamente, al neo-modernismo dei nostri giorni, nel quale esiste solo una differenza di toni (e di cultura) fra Benedetto XVI e Francesco; i quali, per\u00f2, nella sostanza, sono concordi: e cio\u00e8 nel prendere il fatto storico del Concilio come una &quot;nuova Pentecoste&quot;, ossia come un fatto soprannaturale, perci\u00f2 indiscutibile, vincolante e auto-evidente. Ma un concilio \u00e8 un concilio, cio\u00e8 un fatto storico: ed \u00e8 divinamente ispirato se rispetta e difende il Deposito della fede, mentre non lo \u00e8, se pretende di cambiarlo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La gravissima crisi in cui versa la Chiesa cattolica ai nostri giorni non \u00e8 la conseguenza dell&#8217;elezione al soglio pontificio di Jorge Mario Bergoglio; questa ne<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,216,262],"class_list":["post-28678","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-papi","tag-vaticano-ii"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28678","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28678"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28678\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28678"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28678"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28678"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}