{"id":28669,"date":"2016-07-20T11:58:00","date_gmt":"2016-07-20T11:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/20\/se-davvero-dio-e-morto-muore-anche-luomo\/"},"modified":"2016-07-20T11:58:00","modified_gmt":"2016-07-20T11:58:00","slug":"se-davvero-dio-e-morto-muore-anche-luomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/20\/se-davvero-dio-e-morto-muore-anche-luomo\/","title":{"rendered":"Se davvero Dio \u00e8 morto, muore anche l&#8217;uomo"},"content":{"rendered":"<p>Un mondo che annuncia la morte di Dio \u00e8 un mondo in cui muore anche l&#8217;uomo, perch\u00e9 l&#8217;uomo non pu\u00f2 sopravvivere in un mondo senza Dio, abbandonato dalla Grazia. Un mondo dove non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la Grazia diventa l&#8217;Inferno: non pi\u00f9 adatto ad essere abitato dagli uomini, ma dai demoni e dalle anime dannate. E forse \u00e8 proprio questo che \u00e8 diventato il mondo moderno: un mondo abbandonato dalla Grazia e consegnato alle potenze del Male; per dire meglio: un mondo che deliberatamente e scientemente ha voluto voltare le spalle a Dio, per consegnarsi da se stesso, caparbiamente, ostinatamente, pervicacemente, alle potenze delle tenebre.<\/p>\n<p>Alcuni filosofi, annunciando la morte di Dio, hanno creduto di annunciare, nello stesso tempo, la nascita del &quot;vero&quot; uomo, o, addirittura, del superuomo. Hanno affermato che era necessario che Dio morisse, affinch\u00e9 l&#8217;uomo nuovo nascesse: e hanno immaginato e progettato un mondo rinnovato e vivificato da codesto uomo nuovo, intrepido, terrestre, del tutto sufficiente a se stesso; un mondo che ama la vita, che benedice la terra, che dice &quot;s\u00ec&quot;, infinitamente s\u00ec, mille e mille volte, in un circolo eternamente ruotante, alla propria condizione esistenziale, accettandola integralmente, morte compresa. Un mondo sereno, gaio, senza tristezze, n\u00e9 rimpianti.<\/p>\n<p>Le cose, per\u00f2, sono andate diversamente; e non era poi tanto difficile prevederlo. L&#8217;annunciata morte di Dio ha portato con s\u00e9 una umanit\u00e0 disumana, incurante della vita, priva di senso del limite proprio perch\u00e9 priva di senso del mistero; una umanit\u00e0 ferocemente egoista, prepotente, frenetica, allucinata e disperata, in lotta con se stessa e col mondo, in conflitto con la natura, senza piet\u00e0, senza misericordia, incapace di amare. San Paolo lo aveva previsto, quasi due millenni prima che Nietzsche annunciasse la morte di Dio: basta leggere il bellissimo e tremendo capitolo primo della sua <em>Lettera ai Romani<\/em>, ove descrive gli effetti di una umanit\u00e0 abbandonata da Dio.<\/p>\n<p>Poche pagine di riflessione teologica hanno raggiunta una tale intensit\u00e0 drammatica, una tale potenza profetica: nel descrivere la dissolutezza e l&#8217;istinto di morte degli uomini che hanno rifiutato Dio e che sono rimasti privi della sua Grazia, san Paolo tocca i vertici del genere apocalittico; eppure si vede, si sente, che egli non inventa nulla, non esagera, non forza le cose, si limita ad osservare ci\u00f2 che \u00e8 sotto gli occhi di chiunque lo voglia vedere. Lo stato dell&#8217;umanit\u00e0 senza Dio \u00e8 lo stato del mondo pagano del suo tempo, con tutto il suo carico di violenza, di superbia, di lussuria: carico di morte, che \u00e8 effetto della morte dell&#8217;anima. L&#8217;uomo, fatto da Dio e per Dio, cio\u00e8 per la vita, senza Dio diventa una creatura perduta, che corre verso l&#8217;abisso, che si sprofonda nel male e prova la gioia satanica della profanazione e del compiacimento in essa.<\/p>\n<p>Ebbene: \u00e8 anche un ritratto fedele dell&#8217;umanit\u00e0 odierna, solo che si pensi alla nostra societ\u00e0 in luogo di quella romana, e solo che si abbia abbastanza coraggio per guardare le cose in faccia, come sono realmente, strappandosi dagli occhi il velo dell&#8217;ipocrisia, e dalla mente e dal cuore le formule ideologiche che fanno schermo alla realt\u00e0 e illudono i loro seguaci, mostrando loro non ci\u00f2 che \u00e8, ma ci\u00f2 che vorrebbero che fosse. Non uno dei grandi vizi dell&#8217;umanit\u00e0 si \u00e8 attenuato, ma, al contrario, ciascuno di essi ha fatto dei progressi spaventosi, da quando Dio \u00e8 stato cacciato insieme alla sua Grazia; qualunque persona intellettualmente onesta non pu\u00f2 non notare che sono aumentate la cattiveria, la disonest\u00e0, la malizia, l&#8217;egoismo, l&#8217;ingratitudine, la slealt\u00e0, l&#8217;avidit\u00e0, la crudelt\u00e0, la durezza di cuore, l&#8217;indifferenza al dolore altrui e, peggio ancora, il godimento infernale di fronte ad esso, il piacere satanico di vedere gli altri soffrire. Non occorre essere cristiani, o essere religiosi, o essere spirituali, per vedere tutto ci\u00f2: basta avere un minimo di onest\u00e0 intellettuale, e il coraggio di vedere la realt\u00e0 cos\u00ec com&#8217;\u00e8, e di chiamare le cose con il loro nome.<\/p>\n<p>Certo, possiamo sempre barare con le parole, e, di conseguenza, tratteggiare un quadro fasullo della realt\u00e0. Se, per esempio, non abbiamo il fegato di chiamare le cose con il loro nome, o vogliamo rendere omaggio alle ideologie politicamente corrette, possiamo sempre chiamare l&#8217;aborto &quot;interruzione volontaria della gravidanza&quot;: suona bene, fa effetto, e, soprattutto, espunge dall&#8217;immagine ogni idea di violenza. Se, poi, chiamiamo la guerra un &quot;intervento umanitario&quot;, o, addirittura, una &quot;operazione di pace&quot; (<em>peace-keeping<\/em>), l&#8217;uccisione di migliaia o milioni di esseri umani, in maggioranza &#8212; come sempre &#8212; donne e bambini innocenti, acquista una coloritura pi\u00f9 che accettabile, addirittura simpatica e quasi festosa. Chi non vorrebbe procurare la pace all&#8217;umanit\u00e0? Chi sarebbe cos\u00ec egoista da negare un intervento umanitario, a fin di bene, destinato a <em>salvare<\/em> tante vite e a metterci in pace con la nostra coscienza?<\/p>\n<p>Una volta imboccata questa strada &#8212; la falsificazione sistematica delle parole &#8212; si pu\u00f2 andare molto, molto lontano; si pu\u00f2 andare dove si vuole e come si vuole, e rappresentare un mondo che non \u00e8 affatto quello reale, ma quello che si ha il desiderio, e l&#8217;interesse, di rappresentare, a seconda delle circostanze. L&#8217;unione di due omosessuali diventa un &quot;matrimonio&quot; (cosa perfettamente assurda anche solo dal punto linguistico ed etimologico). La pratica dell&#8217;utero in affitto diventa una &quot;maternit\u00e0 surrogata&quot;, una cosa del tutto normale e civile, nonch\u00e9 portatrice di effetti altamente positivi, come l&#8217;adozione del bambino, artificialmente ottenuto, da parte dei suoi &quot;genitori&quot;, la <em>stepchild adoption<\/em>. Poveri bambini, perch\u00e9 lasciarli soli e abbandonati, se il genitore naturale non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, quando esistono altre figure amorevoli, che sarebbero pronte e desiderose di far loro da pap\u00e0 o da mamma? Davanti a questa orrenda e crudele prospettiva di abbandono e solitudine, che spezzerebbe il cuore ad un&#8217;anima di sasso, diventa ininfluente il fatto che la mamma non ci sia pi\u00f9, perch\u00e9 suo padre se n&#8217;\u00e8 andato a vivere con un altro uomo; o che il pap\u00e0 non ci sia pi\u00f9, perch\u00e9 la mamma se n&#8217;\u00e8 andata e si \u00e8 messa insieme ad un&#8217;altra donna. Il bambino, cos\u00ec, crescer\u00e0 con due pap\u00e0 o con due mamme: bello, vero?<\/p>\n<p>Dunque: la morte di Dio porta con s\u00e9 la morte dell&#8217;uomo; e la morte dell&#8217;uomo si accompagna all&#8217;accecamento, al delirio, alla follia, alla manipolazione delle parole e dei concetti, allo stravolgimento di ogni legge naturale, di ogni senso del limite, di ogni distinzione fra il bene e il male, fra il vero e il falso. Ci si vanta di ci\u00f2 di cui ci si dovrebbe vergognare e si riceve in se stessi, per opera delle proprie mani &#8212; dice ancora san Paolo -, il meritato castigo della propria presunzione, della propria arroganza e della propria perversione. E tutto questo \u00e8 logico: l&#8217;uomo, creatura razionale e spirituale, fatta a immagine di Dio, se sceglie di vivere ribellandosi alla propria natura, non potrebbe sopportare lo spettacolo della propria auto-degradazione, ed \u00e8 fatalmente costretto a barare sulle parole, a stravolgere il vocabolario, ad auto-ingannarsi nel guardare se stesso ed il mondo: perch\u00e9 chiamare le cose con il loro nome, e contemplare lo spettacolo del proprio abbrutimento, con tutti i suoi effetti, sarebbe per lui qualcosa d&#8217;intollerabile, di atroce. Meglio fingere, meglio illudersi; meglio raccontarsi una versione addomesticata della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ci piace riportare qui una riflessione di un fine esegeta e conoscitore delle Sacre Scritture, don Carlo De Ambrogio (Arsiero, Vicenza, 25 marzo 1921-Torino, 7 novembre 1979), un grande biblista e mariologo, fondatore del movimento d&#8217;ispirazione eucaristica della Giovent\u00f9 Ardente Mariana, a proposito del capitolo primo della <em>Lettera ai Romani<\/em> (da: C. De Ambrogio, Tutto San Paolo, Caselette, Torino, G. A. M., 2007, pp. 166-169):<\/p>\n<p><em>Maturato nella crisi g\u00e0lata, il pensiero missionario di Paolo offre nella &quot;Lettera ai Romani&quot; il suo miglior frutto: la meditazione dell&#8217;Apostolo ai piedi della Croce. Ges\u00f9 in croce \u00e8 il Salvatore di un mondo peccatore: si pu\u00f2 forse immaginare un&#8217;espressione pi\u00f9 forte dell&#8217;amore di Dio per noi? Non \u00e8 forse in Ges\u00f9 crocifisso che si realizza il disegno redentore sull&#8217;uomo? LA CROCE \u00c8 LA RIVELAZIONE DELL&#8217;AMORE. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Ora, GES\u00d9 CRISTO IN CROCE \u00c8 LA SUPREMA MANIFESTAZIONE, LA PIENA RIVELAZIONE DELLA GIUSTIZIA DI DIO. \u00c8 VENUTO &quot;A COMPIERE OGNI GIUSTIZIA&quot; REALIZZANDO LE PROMESSE DI GIUSTIZIA FATTE AD ABRAMO E ALLA SUA DISCENDENZA. Tutto consiste nel dono, fatto dal Padre, del Figlio prediletto. Cos\u00ec in Ges\u00f9, &quot;noi diventiamo giustizia di Dio&quot; (2 Cor 5, 21), perch\u00e9 i beni della salvezza ci vengono comunicati; noi beneficiamo &quot;del ministero della giustizia&quot; (2 Cor 3, 9) che Paolo oppone a &quot;quello della condanna&quot;; abbiamo &quot;rivestito l&#8217;uomo nuovo che \u00e8 stato creato secondo Dio nella giustizia e santit\u00e0 della verit\u00e0&quot; (Ef 4, 24). Da quando Cristo si \u00e8 immolato sulla croce, la salvezza non \u00e8 pi\u00f9 una realt\u00e0 da aspettare, un bene del mondo futuro, \u00e8 una realt\u00e0 attuale: la giustizia di Dio \u00e8 presente, rivelata, partecipata sempre pi\u00f9 dalla fede [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Un mondo in cui la grazia di Dio \u00e8 assente, \u00e8 un mondo in cui &quot;si rivela la collera di Dio&quot;. Ecco un&#8217;altra espressione biblica che va capita bene! Ceto, per l&#8217;uomo biblico, Dio \u00e8 prima di tutto Dio di misericordia. Ma se &quot;\u00e8 tutto tenerezza e piet\u00e0, lento all&#8217;ira, ricco in grazia e fedelt\u00e0&quot; (Es 34, 6), ripreso da Neemia (9, 17) e Giona (4, 2), \u00e8 anche Dio in collera. I profeti non cessano di avvertire Israele che &quot;il giorno del Signore&quot;, da cui aspettano la salvezza, potrebbe essere invece &quot;giorno dell&#8217;ira&quot; (Sof 1, 15-18; Ez 22, 22) e Giovanni Battista minaccia i suoi ascoltatori &quot;dell&#8217;ira ventura&quot; (Lc 3, 7). Solo Cristo, dir\u00e0 san Paolo, pu\u00f2 &quot;salvarci dall&#8217;ira&quot; (Rm 5, 9).<\/em><\/p>\n<p><em>Occorre guardare con gli occhi del cuore l&#8217;ira di Dio: \u00e8 ben altro che la reazione definitiva e inevitabile di ogni amore schernito! Dio non pu\u00f2 che amare, e ci ha creati perch\u00e9 ci ama. In questa luce, la collera di Dio diventa il segno pi\u00f9 eloquente che non ci ama &quot;per scherzo&quot;. L&#8217;ostinazione ad amarci senza pentimento, assume agli occhi di chi resiste il volto dell&#8217;ira: &quot;Maledetti da Dio! Da Dio che sa soltanto benedire!&quot;, diceva il Curato d&#8217;Ars. LA MALEDIZIONE \u00c8 IL VOLTO STESSO DELLA BENEDIZIONE PER LO SVENTURATO CHE LA RIFIUTA. L&#8217;amore di Dio non disarma mai: simile ostinazione, secondo il modo in cui l&#8217;accogliamo, assume il volto della collera o della misericordia. Fuori del Cristo &#8211; scopre san Paolo &#8211; non pu\u00f2 esserci che collera di Dio, perch\u00e9 l&#8217;uomo, nato nel peccato, ha soltanto il potere di ratificare di per se stesso questo stato originario e subirne le conseguenze. Staccato dalla fonte luminosa, non pu\u00f2 che errare nella notte e compiere le opere della notte. Senza Cristo, sia il mondo pagano sia quello ebraico sono irrimediabilmente perduti, chiusi nella prigione del male. Fuori del Cristo non vi \u00e8 salvezza per nessuno. Agli occhi dell&#8217;Apostolo ci\u00f2 \u00e8 chiaro. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>C&#8217;\u00e8 un principio che Paolo legge nella prima pagina della Genesi: la VOCAZIONE DIVINA DELL&#8217;UOMO, creato per conoscerlo e amarlo. Dio si rivela a ogni uomo attraverso l&#8217;universo, segno della &quot;sua potenza e della sua divinit\u00e0&quot;. La ragione \u00e8 atta a cogliere Dio, a condizione per\u00f2 che non interrompa il suo volo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora, \u00e8 un fatto storico, piuttosto che adorare Dio, l&#8217;uomo ha preferito inginocchiarsi davanti alla creatura, si \u00e8 sostituito a Dio. Ha voluto assicurare da solo la propria riuscita; ha persino negato la necessit\u00e0 di una salvezza negando la sua condizione di peccatore. Sventurato! In che condizione si \u00e8 messo! Povero prodigo! Paolo non ha che da aprire gli occhi per valutare le devastazioni degli sviluppi del male.<\/em><\/p>\n<p><em>Paolo scrive a Corinto e ha viaggiato abbastanza nel mondo romano per constatarne il marciume, sino alla nausea. Inoltre, come missionario assillato dal problema della salvezza, senza pregiudicare i casi individuali, si dedica all&#8217;autopsia del mondo pagano e osserva &quot;lo spettacolo tedioso dell&#8217;immortale peccato&quot; (Baudelaire).<\/em><\/p>\n<p><em>Annientando Dio, l&#8217;uomo ha provocato un pullulare di idoli: UN UOMO SENZA DIO NON \u00c8 MAI UN UOMO SENZA D\u00c8I. Anzi, gli idoli si moltiplicano, assumendo le forme pi\u00f9 grossolane e pi\u00f9 seducenti. Ma l&#8217;uomo non giunge mai a cancellare in se stesso una certa immagine che un Dio d&#8217;amore vi ha impresso. Potr\u00e0 anche credere di aver ridotto Dio in polvere; di fatto, sar\u00e0 la sua intelligenza a finire polverizzata, resa incapace di cogliere il suo vero oggetto. Esistono malattie morali dell&#8217;intelligenza!<\/em><\/p>\n<p><em>Con un triplice periodo che incomincia ogni volta con la formula biblica &quot;Dio li abbandon\u00f2&quot;, Paolo pone in evidenza la verit\u00e0 che la morte dell&#8217;uomo \u00e8 la conseguenza ineluttabile della &quot;morte di Dio&quot;; ma pi\u00f9 oltre affermer\u00e0 che noi cristiani, poich\u00e9 crediamo nel Dio vivo e salvatore, crediamo pure nell&#8217;uomo vivo e salvato. Un&#8217;umanit\u00e0 senza Dio finirebbe con l&#8217;essere un&#8217;umanit\u00e0 senza costumi (24-25), senza pudore (26-27); sena coscienza (28-32), capace di giustificare persino le peggiori aberrazioni. Paolo \u00e8 contemporaneo di Ovidio, la cui &quot;Ars amatoria&quot; era il best seller dell&#8217;epoca.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;uomo si \u00e8 scordato del suo fine soprannaturale: conoscere, amare e servire Dio che l&#8217;ha creato. A partire da quel momento, ha sottoscritto la propria condanna: tutti i suoi doni si sono trasformati in maledizioni; la sua intelligenza si \u00e8 mutata in follia; il suo desiderio d&#8217;amore, in lussuria; la sua sete di conoscenza, in superbia. Niente va pi\u00f9 secondo i suoi progetti: fallisce nella vita privata e affettiva, fallisce nella vita professionale; tenta di rimediare con le astuzie, gli inganni e, sovente, con la disonest\u00e0; ma fallisce ugualmente. \u00c8 pieno di amarezza, ma non osa confessarlo neppure a se stesso, se non quando \u00e8 ormai troppo tardi: allora, disperato, si toglie la vita. Altrimenti, si affida a dei &quot;sapienti&quot; che non sanno curarlo, che lo illudono di stare meglio e che peggiorano il suo malessere, la sua sofferenza. Non lo aiutano a guardare sino in fondo dentro a se stesso, perch\u00e9 non sanno farlo neppure per loro: sono gonfi di una &quot;scienza&quot; materialista e raziocinante, ma sono analfabeti della vera sapienza, che non \u00e8 conquista dell&#8217;uomo, ma scende dall&#8217;alto e inonda di pace e serenit\u00e0 i miti e gli umili di cuore.<\/p>\n<p>Queste sono le conseguenze dell&#8217;aver tradito la propria vocazione divina: l&#8217;uomo, abbandonato a se stesso, si smarrisce nella mancanza di senso; non c&#8217;\u00e8 da stupirsi che la civilt\u00e0 moderna veda un pullulare di comportamenti autodistruttivi, il proliferare della droga, l&#8217;incrudelire dell&#8217;aborto, il vano tentativo di stordirsi e ottundere la propria intelligenza e il proprio senso morale con ogni sorta di deviazioni e di perversioni. Poi, per tacitare il proprio senso di colpa, l&#8217;uomo si vanta delle sue prodezze, inventa per esse dei nomi menzogneri, le presenta sotto una luce falsa ed ipocrita, intesa a nobilitare le nefandezze pi\u00f9 ripugnanti. La pedofilia, per esempio, viene presentata sotto la luce rassicurante, si fa per dire, di una risposta dell&#8217;adulto al desiderio di &quot;amore&quot; del bambino. Tuttavia, neppure operando simili sofismi egli riesce a placare del tutto la sua coscienza offesa: al fondo di essa, qualcosa si nuove, inorridisce, protesta. Ed ecco allora la rabbia, l&#8217;aggressivit\u00e0, la volont\u00e0 di &quot;punire&quot; coloro i quali osano ricordargli la bruttezza del suo modo di vivere. L&#8217;uomo perverso che ha la legge dalla sua parte, a causa del generale traviamento intellettuale e spirituale dell&#8217;intera societ\u00e0 moderna, diventa sospettoso e vendicativo: \u00e8 sempre pronto a sfidare, a provocare i &quot;benpensanti&quot;, a querelare chi non rispetta i suoi &quot;diritti&quot;. Ha il coltello dalla parte del manico, lo sa e ne abusa largamente. Si sente addirittura il campione di una battaglia per la &quot;civilt\u00e0&quot;, contro l&#8217;oscurantismo e il bigottismo degli altri, dei &quot;borghesi&quot;. Pensa e s&#8217;illude di essere il portatore di una nuova civilt\u00e0, l&#8217;operaio di un mondo migliore.<\/p>\n<p>Il Diavolo che ha dentro, per\u00f2, non va mai in vacanza; non lo lascia solo neppure un momento. Lo vessa, lo tormenta, lo spinge a discendere sempre pi\u00f9 in basso, lungo la scala della sua auto-degradazione. Perch\u00e9, sia chiaro, in un mondo abbandonato dalla Grazia, non rimane il &quot;vuoto&quot;: lo spazio rimasto incustodito viene occupato dal Diavolo. La civilt\u00e0 moderna \u00e8 figlia del Diavolo e i suoi campioni, sono i suoi agenti, che lo sappiano o no. E ognuno di essi \u00e8 in grado di corrompere cinque, dieci, venti altre anime, fin dalla pi\u00f9 giovane et\u00e0: vi sono ormai dei bambini, degli adolescenti, che svolgono la funzione di operai del Diavolo in mezzo ai loro compagni. Fa impressione vedere come dei bambini o delle bambine siamo gi\u00e0 maestri di sottile e consumata malizia verso i loro coetanei pi\u00f9 &quot;ingenui&quot;. Con i loro malvagi esempi, li attirano sulla via del male. Fra l&#8217;indifferenza o peggio degli adulti. E, cosa orribile a dirsi, con una sorta di tacita, o talvolta esplicita, approvazione, da parte di certi sacerdoti indegni e di taluni vescovi impazziti. Basta sfogliare certa stampa cattolica, che va per la maggiore, per rendersi conto fino a che punto \u00e8 penetrato il male. Basta leggere certe interviste o guardare certe pubblicit\u00e0: vi \u00e8 ben poca differenza con le brutture che si vedono e si leggono sulla stampa profana. E intanto quei preti e quei vescovi si fanno beffe della possessione diabolica, irridono gli esorcismi, non vogliono neanche sentir parlare dell&#8217;esistenza del Diavolo.<\/p>\n<p>Che altro dire? O si ritorna a Dio, o ci perde del tutto. C&#8217;\u00e8 sempre una possibilit\u00e0 di salvezza, per l&#8217;uomo, a patto che ritorni in s\u00e9: il che \u00e8 lo stesso che ritornare a Dio. Altrimenti, come diceva Jean-Marie Vianney, il santo Curato d&#8217;Ars, la stessa benedizione di Dio si trasforma, per lui, in maledizione; e la giustizia di Dio, fatta in primo luogo di amore e di sollecitudine infinita, si trasforma in ira ed in condanna definitiva, senza appello.<\/p>\n<p>Questo, i teologi progressisti modernisti non vogliono dirlo.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile che ci\u00f2 accada perch\u00e9 hanno in se stessi proprio quel Diavolo di cui non vogliono nemmeno sentir parlare? Domanda pi\u00f9 che mai indiscreta e politicamente scorretta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un mondo che annuncia la morte di Dio \u00e8 un mondo in cui muore anche l&#8217;uomo, perch\u00e9 l&#8217;uomo non pu\u00f2 sopravvivere in un mondo senza Dio,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,239],"class_list":["post-28669","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-san-paolo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28669","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28669"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28669\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}